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Siria, venti di guerra: allerta sulle rotte aeree del Mediterraneo orientale

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Il Consiglio di sicurezza Onu ha bocciato anche la terza bozza di risoluzione sulla Siria presentata dalla Russia, che chiedeva l’invio di investigatori Opac a Duma per indagare il presunto attacco chimico. Da parte sua, Mosca ha posto il veto alla bozza Usa per istituire un nuovo meccanismo d’inchiesta indipendente. Trump muove intanto le navi militari. E Macron afferma che la Francia deciderà la risposta insieme a Usa e Gb.

Allerta sulle rotte aeree del Mediterraneo orientale

L’Agenzia europea per la sicurezza aerea (Easa) ha diramato un’allerta sulle rotte aeree del Mediterraneo orientale. Secondo quanto riportano i media internazionali. L’allarme è stato emesso “a causa del possibile lancio di raid aerei con missili aria-terra e/o cruise entro le prossime 72 ore”. E va tenuta anche presente “la possibilità di un’interruzione intermittente delle apparecchiature di radionavigazione”, afferma l’Easa.

La minaccia di Trump

Il presidente americano Donald Trump, che ha promesso una “risposta forte”, ha annullato il suo viaggio in America Latina per seguire da vicino gli sviluppi. Parigi vede “particolari responsabilita’” degli alleati di Damasco nell’attacco e il presidente Emmanuel Macron, al telefono con l’inquilino della Casa Bianca, ha confermato la necessita’ di una “risposta dura da parte della comunita’ internazionale”, mentre al Consiglio di sicurezza dell’Onu il gioco delle bocciature incrociate affonda le risoluzioni presentate da Russia e Stati Uniti. Da Mosca, il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha accusato “gli Stati Uniti, insieme ad altri Paesi” di aver adottato “una posizione non costruttiva” e di “rifiutare a priori di guardare negli occhi la realta’”. La Cina invece si oppone a qualsiasi risposta militare “impulsiva”. Per Mosca, l’avvicinarsi alla Siria del cacciatorpediniere americano e’ “il segnale di un’escalation della situazione” e puo’ essere visto come un elemento di “intimidazione” anche se – ha spiegato la Marina – “gli Stati Uniti non oseranno colpire apertamente la Siria, per via della presenza di navi e sottomarini russi nel Mediterraneo”.

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Brexit, record di firme per chiedere nuovo referendum. Gli inglesi: “Vogliamo l’Ue”

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Gremita la manifestazione di protesta contro la Brexit in corso a Londra, con migliaia di persone radunatesi presso la centralissima Park Lane e in marcia verso Parliament Square a Westminster da Hyde Park Corner, con la conseguente chiusura di diverse strade nella zona. Le bandiere azzurre con le stelle gialle dell’Ue la fanno da padrona tra la folla. Record formalizzato, oltre le 4,2 milioni di firme, per la petizione popolare lanciata sul web per chiedere al Parlamento britannico la revoca dell’articolo 50, e quindi lo stop della Brexit, a dispetto del voto referendario di 3 anni fa. Lo riportano i media sulla base dei numeri dal sito di Westminster che segnalano il sorpasso rispetto a un’analoga iniziativa condotta nel 2016 dallo stesso fronte pro Remain per invocare (allora invano) un referendum bis.

Sono più di un milione le persone scese in piazza a Londra nel grande corteo anti Brexit di oggi per invocare un secondo referendum. Lo affermano i promotori della piattaforma ‘People’s Vote’, parlando di una partecipazione “straordinaria”. La cifra, non corroborata da fonti indipendenti, va oltre quella indicata nella precedente manifestazione analoga svoltasi sempre nel cuore della capitale britannica nell’ottobre scorso con una stima accreditata di 700.000 persone circa.

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Esteri

Sparatoria a Utrecht: feriti

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Spratoria a Utrecht in Olanda. Ci sarebbero diversi feriti.
Un uomo ha sparato sui passeggeri di un tram che attraversava una zona residenziale e periferica della città in piazza 24 ottobre.

La polizia ha isolato la piazza, sul posto sono arrivati i soccorsi insieme alla squadra speciale antiterrorismo. La sparatoria è avvenuta intorno alle 10:45 locali. Tre elicotteri stanno sorvolando l’area.

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Nuova Zelanda, attacco in diretta Facebook: 49 morti

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Strage in due moschee di Christchurch, in Nuova Zelanda: il bilancio è di 49 morti. L’autore dell’attacco si chiama Brenton Tarrant ed è un australiano bianco di 28 anni. L’uomo, originario dello Stato di New South Wales, sulla costa orientale del Paese, lo ha rivendicato con motivazioni anti-immigrati. In tutto arrestate 4 persone. La premier neozelandese, Jacinda Ardern, ha affermato che la strage è stata frutto di un “attacco terroristico“, ed ha aggiunto: “E’ uno dei giorni più bui” per il Paese.

L’autore degli attacchi odierni ha ripreso la strage in diretta streaming. Il video, pubblicato su Facebook, è durato 17 minuti ed è poi stato rimosso dal social network, ha spiegato la responsabile dei contenuti di Facebook Australia-New Zealand, Mia Garlick.

Il killer ha detto di ispirarsi al terrorista islamofobo di estrema destra norvegese che nel luglio del 2011 uccise 77 persone a Oslo e sull’isola di Utoya: “Ho letto gli scritti di Dylan Roof e molti altri, ma ho preso la mia vera ispirazione solo da Breivik“. Secondo quanto emerge dal manifesto anti-migrati di 74 pagine dello stesso Tarrant pubblicato su Internet,  aveva preannunciato il suo gesto su un forum online e pianificava gli attacchi da due anni.  

Le due mitragliatrici usate dal killer erano coperte con scritte in inchiostro bianco che facevano riferimento ad antiche battaglie e più recenti attacchi contro le comunità musulmane: tra queste, una riportava anche il nome Luca Traini‘, l’estremista di destra autore dell’attacco contro migranti compiuto l’anno scorso a Macerata. Parla il suo legale: “Sconcerto e condanna”

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