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Cronaca

STRAGE DI ERBA: PELI NELLA FELPA DEL PICCOLO YOUSSEF POTREBBERO FAR RIAPRIRE IL CASO

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Tempo di lettura 9 minuti Il Collegio difensivo di Olindo Romano e Rosa Bazzi, accusati del massacro, ne ha chiesto l’acquisizione

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di Angelo Barraco
 
Milano – Si torna a parlare della Strage di Erba avvenuta 2006, un terribile mattanza in cui furono uccise 4 persone tra cui un bambino di appena due anni, il piccolo Youssef Marzouk. Sono emersi degli elementi molto importanti che potrebbero fare riaprire il caso. Gli elementi in questione sono alcuni peli trovati allora sulla felpa del bambino. Il Collegio difensivo di Olindo Romano e Rosa Bazzi, accusati del massacro, ne ha chiesto l’acquisizione. L’avvocato Fabio Schembri riferisce: “Ci siamo trovati di fronte a questo elemento per caso, nel corso del carteggio tra le procure che si rimpallano la competenza sulla nostra istanza di acquisizione dei vecchi reperti ancora in carico a Ris e Università di Pavia, cioè quelle di Como e Brescia. Ora sappiamo due cose: che sono stati trovati dei peli sulla felpa del bambino vittima della strage, e che questi reperti non sono stati analizzati. Ci sembra doveroso farlo ora, visto che potremmo non trovare nulla di anomalo o al contrario trovare qualche nuovo attore sulla scena del delitto“. 
 
La vicenda. Un delitto che ha scosso l’Italia, tre donne uccise brutalmente e un bambino di non ancora due anni sgozzato, e un unico sopravvissuto. Questo è quanto accaduto l’11 dicembre del 2006 intorno alle 20.00, nella corte di Via Diaz, in una palazzina denominata la Palazzina del Ghiaccio quando divampa un incendio all’interno di uno degli appartamento di una delle palazzine. Vedendo il fumo due vicini salgono e trovano Mario Frigerio, unico sopravvissuto, il corpo privo di vita di Raffaella Castagna che sarebbe morta mediante ferimento di una spranga e 12 coltellate e sgozzamento, Paola Galli, la madre, uccisa a sprangate e coltellate e il bambino di Raffaella, Youssef, dissanguato sul divano in seguito al taglio della gola. Proprio in quella palazzina nel 2000 andò ad abitare Raffaella Castagna, nel periodo in cui vi erano entrati Olindo Romano e Rosa Bazzi. 
 
Raffaella Castagna,  era giovane e sola quando giunge in via Diaz. In aula, quando il Pubblico Ministero chiede ai Teste se ricordano se ricordano se la Signora Castagna avesse dei problemi all’interno della palazzina, la risposta del teste è “Olindo Romano e Rosa Bazzi”, il Pubblico Ministero chiede di che cosa si lamentavano questi signori, il teste riferì che si lamentavano “del baccano, del casino, dei rumori”. Nel processo emerge inoltre che Raffaella Castagna aveva preso delle precauzioni per evitare lamentele, il teste infatti riferisce che utilizzava tappeti e molta cautela tant’è che faceva togliere le scarpe agli ospiti per evitare screzi con i coniugi Romano. Inoltre il teste racconta un episodio che evidenza un grande problema, racconta infatti che si trovavano a casa di Raffaella Castagna a prendere il Thè e una sua amica muove bruscamente la sedia, dopo pochi minuti suona il citofono e l’amico di Raffaella riferisce in aula che la donna consiglia loro di evitare di far rumori, fare piano, ma dieci minuti dopo suona ancora il citofono, la terza volta quando risponde o Olindo o Rosa chiedono di smetterla di fare rumore. Ma l’insistenza dei coniugi Romano non finisce qui, poiché continuano  citofonare e decidono di scendere tutti quanti dal signor Romano e chiedono come mai, perché questo. Ma le testimonianze che parlano di atteggiamenti aggressivi contro Raffaella Castagna messi in atto da Olindo e Rosa sono tanti. Tali episodi riguardano il antecedente il matrimonio con Azouz Marzouk.
 
I testimoni raccontano di come Raffaella aveva paura dei coniugi Romano perché la trattavano male, la insultavano, che quando era incinta aveva ricevuto percosse. Il matrimonio e la nascita di Youssef Marzouk aggravano una situazione ormai critica, fino a quando non si arriva al 3 aprile del 2005 quando Paola Galli viene chiamata in lacrime dalla figlia Raffaella e, giunta in Via Diaz subisce un’aggressione dai coniugi Romano, terrorizzata chiama il marito che, anch’esso, viene aggredito. Ma i coniugi Romano litigavano anche con il resto del vicinato? Dal processo emerge che si, litigavano con il resto del vicinato. Un teste racconta che sua moglie non poteva mettere fuori le lenzuola perché c’erano subito discussioni con Rosa Bazzi, mentre loro facevano quello che volevano, non rispettando ordine e pulizia e senza chiedere niente a nessuno.
 
Ma come mai Olindo e Rosa Bazzi vengono accusati di essere gli autori del massacro? Il tutto avviene principalmente dal risveglio di Mario Frigerio, l’unico sopravvissuto al massacro –morto nella notte del 16-09-2014- che in aula ha raccontato quella terribile sera. Frigerio racconta i aula di aver cenato alle 7 con sua moglie , alle 8 la moglie sua moglie si era preparata per accompagnare il cane a fare i bisogni, e mentre era pronta per uscire, ha raccontato in aula Frigerio, sentono un paio d’urli. L’uomo in aula ha raccontato che in quel momento, a seguito degli urli, ha riferito alla moglie di aspettare un po’ prima di uscire e appena si calma la situazione poteva scendere. “Mia moglie dopo circa un quarto d’ora rientra e mi dice guarda che c’è un bel po’ di fumo, sembrava un attimino spaventata” prosegue Frigerio, raccontando che gli si è aperta la porta e gli è apparta una persona, che sottolinea di aver riconosciuto in quella persona in signor Olindo Romano, che secondo il racconto di Frigerio si trovava all’entrata “e mi guardava con due occhi d’assassino”, e conferma l’assoluta certezza che era Olindo. Poi lo ha trascinato giù per terra, lo ha preso per il collo e ha iniziato a picchiarlo, poi ha estratto un coltello e gli ha tagliato la gola. Il racconto di Frigerio agghiaccia l’aula e riferisce che mentre il killer gli tagliava la gola sua moglia urlava e poi ad un certo punto non urlava più, anche il cane è stato ucciso. Ha cercato di muoversi in quella terrificante scena e cercava di urlare ma il sangue gli grondava dalla gola e non era facile nemmeno muoversi. Quando il Pubblico Ministero chiede a Frigerio se al momento dell’aggressione avesse percepito la presenza anche di una seconda persona, l’uomo risponde con fermezza “di due persone”, anche se puntualizza la sicurezza in merito alla presenza di Olindo sulla scena del delitto. Un elemento su cui la corte punta il dito in direzione Olindo – Rosa è il semplice fatto che la coppia in casa non parla della strage e in auto viene intercettata mentre si suggeriscono di non parlare del caso perché qualcuno avrebbe potuto aver messo “qualcosa”. Ma a compiere l’atroce strage sono stati realmente Olindo Romano e Rosa Bazzi?
 
I coniugi Romano prima confessano, ma all’udienza preliminare Olindo ritratta la sua confessione e anche la moglie fa lo stesso.Il 29 gennaio 2008 si svolge l’udienza di primo grado, in questa sede Olindo accusa i carabinieri che lo hanno interrogato e che, secondo lui, avrebbero esercitato una pressione coercitiva nei suoi confronti convincendolo a confessare. I coniugi Romano sono stati condannati all’ergastolo il 20 aprile del 2010 dalla Corte d’Assise d’Appello di Milano, con isolamento diurno per tre anni. Il caso è chiuso, ma sono loro i colpevoli? Vediamo quali sono i punti che fanno pensare l’esatto contrario.
 
Dubbi, teorie, ipotesi.  La deposizione chiave, come detto poc’anzi, fu quella di Mario Frigerio fatta in aula dove accusava senza ombra di dubbio Olindo Romano, ma quella non fu la sua prima e unica deposizione poiché dopo essersi svegliato dal coma . Inoltre lo stesso giorno che Frigerio riconosce Olindo come assassino, vengono rinvenute nella macchina dei coniugi Romano tracce di sangue di una delle vittime, Valeria Cherubini, moglie di Frigerio. Due giorni dopo l’arresto confessano, e lo fanno in modo accusato, dettagliato e soprattutto coincidente. Olindo e Rosa, nella corte di Via Diaz sono noti per il loro rapporto simbiotico, perché vivono sempre incollati uno con l’altro. La coppia non ha figli e non ha amici e sono talmente uniti che chiedono alla corte di stare in una cella matrimoniale a patto che non vengano separati. Le vittime della strage sono Frigerio e moglie, che vivono in una mansarda all’ultimo piano, poi la famiglia Marzouk-Castagna al primo piano e al piano terra vivono i coniugi Romano. La prima parte della strage si consuma al primo piano, è l’11 dicembre del 2006 e sono le 20.00. Valeria Cherubini stave per uscire dalla mansarda del secondo piano per portare il cane a fare i bisogni, ma dal piano di sotto sente delle urla molto forti e si blocca sulla soglia di casa, la donna però poi decide di proseguire dopo aver aspettato qualche minuti.
La signora rientra verso le 20.20 e vede uscire del fumo dall’appartamento di Raffaella Castagna, avverte il marito e scendono nell’appartamento di Raffaella. In quel momento la porta si apre, si chiude e si apre ancora e Frigerio vede di fronte a se l’assassino. In aula non ha alcun dubbio Frigerio sull’identità di quell’uomo, in aula precisa che si tratta del tuo vicino di casa Olindo Romano e lo indica pure. Ma questa sicurezza di Frigerio arriva soltanto 15 giorni dopo la mattanza, il 26 dicembre del 2006. Frigerio prima aveva descritto il suo aggressore con connotati totalmente diversi e che non corrispondono assolutamente ad Olindo. Il soggetto descritto da Olindo era alto, pelle scura, occhi scuri e capelli neri corti, la descrizione corrisponde ad un nord africano dunque. Tale descrizione la fa anche al primo Magistrato che il 15 dicembre, ben 4 giorni dopo la strage, lo ascolta in ospedale. Il PM chiede: “Era Bianco di carnagione, scuro?” e Frigerio risponde: “No era scuro..non era di qua…”, il PM incalza e chiede: “Ma nero, nero o…?” e Frigerio: “Olivastro, Olivastro”, il Pm continua: “Olivastro?” e Frigerio descrive così: “Olivastro, capelli corti, tanti capelli ma corti”. Aggiunge inoltre che i capelli erano neri, il pm chiede poi se gli occhi erano neri o chiari e Frigerio dice che erano neri. Una domanda importante del pm è : “Lei non ha mai visto quella persona?” e Frigerio risponde: “No, non l’ho mai visto”. Frigerio fa mettere a verbale che nell’appartamento di sotto c’era un via vai di nord africani. Qualche giorno dopo emergono altri dettagli sull’aggressore, dati da Frigerio stesso, ovvero che era forte e altro 6/10 cm più alto di lui. Olindo non è più alto di Frigerio, anzi è più basso. Viene fatto un identikit ma quando viene realizzato ormai Olindo e Rosa sono stati messi dietro alle sbarre. L’identikit e l’uomo descritto da Frigerio rappresenta l’antitesi di Olindo poiché quest’ultimo ha la pelle chiarissima, gli occhi chiari, è basso e tarchiato. Ma come uscì il nome di Olindo? Sarebbe avvenuto il 20 dicembre 2006 durante un colloqui in ospedale in cui viene chiesto a Frigerio: “Lei conosce il sig. Olindo. Il suo vicino di casa? Che abita nella palazzina lì vicino?”, viene chiesto se lo saprebbe riconoscere e se lo avesse visto se lo avrebbe potuto riconoscere. Chi fa le domande a Frigerio chiede:”se lei avesse avuto di fronte l’Olindo avrebbe saputo che era Olindo?” e Frigerio risponde “Penso di si” . Il nome di Olindo non era mai venuto fuori se non in questa occasione e la registrazione di quel colloquio non fu ammessa dal PM. Il 26 dicembre dice invece che era sicuramente Olindo. Un altro punto interrogativo è la foto della macchina dove è stata rinvenuta la traccia di sangue di Valeria Cherubini
 
Nel verbale però manca la foto della luminescenza che evidenza la traccia di sangue nel battitacco della macchina, la foto dovrebbe esserci. Un elemento da tenere in evidenza è che la traccia di sangue poteva avercela portata chiunque poiché il sangue veniva calpestato e poteva essere involontariamente calpestato. Olindo abitava nella corte e poteva aver calpestato quella traccia e averla trascinata involontariamente. Quando Olindo e Rosa vengono arrestati e successivamente interrogati negano di aver commesso i brutali omicidi e riferiscono di essere andati a Como quella sera e di aver mangiato da MacDonald. Per due giorni vengono rinchiusi in cella, separati uno dall’altro. Il 10 gennaio due marescialli dei carabinieri si recano presso il carcere di Como, devono prelevare le impronti digitali di Olindo. Le impronte erano state prelevate all’uomo e soltanto uno dei due marescialli è autorizzato a vedere Olindo. Per prelevare le impronte ad una persona bastano pochi minuti, loro invece si soffermano con Olindo per ore e parlano di sconti di pena e dei vantaggi che può avere in caso di una piena confessione.
 
L’uomo fa avvisare i magistrati che vuole proferire parola con loro, ma in realtà l’ha fatto per vedere sua moglie. Ma gli dicono che non la vedrà più, anche se successivamente la incontra. Nell’incontro tra i due parlano della vicenda e Olindo, pur non separarsi con la moglie, dice palesemente che vuole confessare e la moglie dice chiaramente che non sono stati loro. Rosa poi decide di confessare, ma dimostra di non conoscere molti particolari della vicenda come la posizione dei corpi e inoltre dice che nella casa della Castagna la luce era accesa, quando in realtà il contatore era stato staccato circa due ore prima della strage. Quando Olindo sente la confessione di Rosa dice che la moglie mente e che non ha fatto niente e che loro non hanno fatto niente. Successivamente confessa, ma il suo racconto è ritenuto più credibile e anche perché l’uomo lesse il mandato di cattura e li è riportato quanto accaduto. Rosa è analfabeta e non lo ha potuto leggere. Malgrado ciò vi sono tanti “non ricordo”, oppure “non so”. I Ris di Parma prelevano i vestiti di Olindo e Rosa, anche dalla lavatrice, e non trovano la minima traccia di sangue in quei vestiti. Perché la Procura di Como non si avvalse di quelle indagini? Le indagini dei Ris durarono 5 mesi. I Ris dopo il primo arresto si ubicano a casa Romano e la ispezionano per bene, da cima a fondo e viene utilizzato il luminol ma in quella casa non viene trovato assolutamente nulla. Eppure quella è la casa di due persone accusate di aver commesso atroci delitti e in teoria dovevano pur essere sporchi di sangue dalla testa ai piedi. Nessuna traccia di Olindo e Rosa nemmeno sulla scena del delitto, ma viene trovato sangue delle vittime e di soggetti sconosciuti. E se fosse il sangue degli assassini? Inoltre bisognerebbe analizzare il modus operandi utilizzato da chi ha commesso il delitto, ovvero taglio della gola. Sembra una strage compiuta da qualcuno con l’intento di uccidere per vendetta personale e il modus operandi ricorda delle pratiche di uccisione, come il taglio della gola, tipica di altri popoli.  

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Catanzaro, arrestato ginecologo: è accusato di omicidio colposo

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La Polizia di Stato di Catanzaro ha dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari, emessa ex art 291 comma 2 c.p.p, nell’ambito del procedimento nr 89/22 rgnr, dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Catanzaro, su richiesta della Procura della Repubblica di Catanzaro, per il reato di omicidio colposo nei confronti di un medico ginecologo, già destinatario di un provvedimento non definitivo di radiazione da parte dell’Ordine dei Medici di Teramo.L’indagine dei poliziotti della Digos ha preso avvio dall’attività intercettiva svolta sull’utenza del sanitario, nell’ambito di altro procedimento instaurato a suo carico presso la Procura di Catanzaro.L’ipotesi è che il ginecologo non abbia effettuato una corretta diagnosi e non abbia apprestato il necessario trattamento terapeutico su un paziente con gravissime e molteplici patologie pregresse (cardiopatia con acuzie di infarto nel 2007, ipertensione, ipercolerestolemia, diabete, problemi di prostata), poi deceduto per un infarto del miocardio, e lo abbia ‘curato’ con pratiche non riconosciute dalla scienza medica, procrastinando il ricovero ospedaliero ed impedendo l’attivazione di idonee terapie salvavita.Le esigenze cautelari poste alla base del provvedimento coercitivo sono state desunte dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Catanzaro dalla non occasionalità della condotta del sanitario, che ha sollecitato cure alternative alla medicina ‘ordinaria’, prive di validità scientifica, anche in relazione ad una paziente affetta da covid-19, dando esecuzione ai numerosi proclami antiscientifici diffusi sul suo profilo facebook, con ampio seguito.Il procedimento è attualmente nella fase delle indagini preliminari. 

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Covid, cala il tasso di positività. Brusaferro: “Primi segnali di stabilità”

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Sono 179.106 i nuovi contagi da Covid nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri erano stati 188.797. Le vittime sono invece 373, mentre ieri erano state 385.

Sono 1.117.553 i tamponi molecolari e antigenici per il coronavirus effettuati nelle ultime 24 ore in Italia, secondo i dati del ministero della Salute.

Ieri erano stati 1.110.266.

Il tasso di positività è al 16%, in lieve calo rispetto al 17% di ieri. Sono 1.707 i pazienti in terapia intensiva, 9 in più nel saldo tra entrate e uscite. Gli ingressi giornalieri sono 148. I ricoverati con sintomi nei reparti ordinari sono 19.485, ovvero 174 in meno rispetto a ieri. 

“Cresce ancora anche se meno velocemente il tasso di incidenza di casi di Covid nel nostro paese che raggiunge ormai quota 2.011 casi per 100 mila abitanti. Per l’Rt siamo in leggere flessione a 1,3. Soprattutto per quello che riguarda l’area medica siamo al di sopra della soglia critica con diverse regioni oltre soglia anche per la terapia intensiva”. Lo spiega il direttore della prevenzione del ministero della salute nel video che accompagna il monitoraggio settimanale sui casi Covid in Italia.

“Dopo 12 settimane di crescita continua dell’epidemia di Covid-19 si osservano questa settimana dei segnali di stabilizzazione dell’incidenza, della trasmissibilità dei casi e dell’occupazione dei posti letto in terapia intensiva. L’utilizzo dei servizi ospedalieri resta però importante ed è necessario non incrementare ulteriormente questo impegno”. Così il presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss), Silvio Brusaferro, commentando il monitoraggio settimanale Iss-ministero Salute. “Sapendo che Omicron è largamente dominante, è fondamentale il rispetto rigoroso delle misure comportamentali e garantire la copertura vaccinale”.

“Negli ultimi 7 giorni vediamo che comincia una decrescita dei casi più marcata nella fascia 20-29 anni ma i casi rimangono in crescita nella fascia di età 0-9 anni. L’incidenza dei ricoveri in tale fascia è contenuta nei numeri ma i ricoveri ci sono e questo ci ricorda l’importanza della vaccinazione anche per i bambini”. Così il presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss), Silvio Brusaferro, in un video di commento al monitoraggio settimanale Iss-ministero Salute.

“Data l’estrema diffusione e soprattutto la grande contagiosita’ della variante omicron che e’ ormai largamente dominante nel nostro paese e’ bene continuare ad avere dei comportamenti ispirati alla prudenza e soprattutto completare il ciclo vaccinale con una dose di richiamo anche per evitare la congestione delle strutture ospedaliere”. Lo ha detto il direttore della prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza nel video che accompagna il monitoraggio settimanale sui casi Covid.

Continuano a crescere velocemente, trainati dalla variante Omicron, i casi di Covid-19 tra medici, infermieri e altri lavoratori della sanità. Negli ultimi 30 giorni sono stati 47.607 a fronte di 3.412.930 casi complessivi di infezione da Sars-Cov-2 in Italia. E’ quanto emerge dai Dati della Sorveglianza integrata Covid-19 in Italia, a cura dell’Istituto Superiore di Sanità, aggiornati al 20 gennaio. I dati di una settimana fa, aggiornati al 13 gennaio, riportavano 2.432.925 casi totali nella popolazione registrati nei 30 giorni precedenti e, di questi, 34.446 tra gli operatori sanitari.

L’incidenza settimanale nazionale si è stabilizzata mentre cala l’indice di trasmissibilità Rt. L’incidenza è pari a 2011 ogni 100.000 abitanti (14/01/2022 -20/01/2022) rispetto a 1988 ogni 100.000 abitanti (07/01/2022 -13/01/2022) della scorsa settimana. Nel periodo 22 dicembre 2021 – 4 gennaio 2022, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,31 (range 1,00 – 1,83), in calo rispetto alla settimana precedente, quando era pari a 1,56. Varie Regioni hanno però avuto problemi nell’invio dei dati e potrebbe esserci una sottostima. Lo evidenzia il monitoraggio Iss-ministero della Salute.

Resta stabile il tasso di occupazione in terapia intensiva: è al 17,3% (rilevazione giornaliera del Ministero della Salute al 20 gennaio) rispetto al 17,5% della rilevazione al 13 gennaio. Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale sale al 31,6% (rilevazione giornaliera del Ministero della Salute al 13 gennaio) contro il 27,1% del 13 gennaio.

Rimane stabile il numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (658.168 vs 649.489 della settimana precedente). La percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti è in leggero aumento (15% vs 13% la scorsa settimana). È in diminuzione la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (41% vs 48%) mentre aumenta la percentuale di casi diagnosticati attraverso attività di screening (44% vs 39%).

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Firmato DPCM anti covid: niente ritiro della pensione senza Green pass

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Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha firmato il Dpcm che indica le attività commerciali in cui dal primo febbraio sarà possibile continuare ad accedere senza Green pass. Non sarà possibile andare in un ufficio postale nemmeno per ritirare la pensione se non si ha il certificato verde. E’ saltata dunque la norma inserita nella bozza con la quale erano considerate “esigenze essenziali e primarie” quelle “indifferibili e urgenti connesse alla riscossione, presso gli sportelli di Poste italiane Spa e degli istituti di credito abilitati, di pensioni o emolumenti comunque denominati non soggetti ad obbligo di accredito”. 

Alimentari e salute, la faq del governo – Il decreto stabilisce, quindi, che non è richiesto il possesso della certificazione verde per “esigenze alimentari e di prima necessità”.Chi entra senza Green pass nei supermercati può acquistare tutti i prodotti li’ venduti, non solo beni di prima necessità, precisa una Faq del governo rispetto al dpcm Covid. “Coloro che accedono agli esercizi commerciali esenti dal cd. Green pass previsti
dall’allegato del decreto del presidente del Consiglio dei ministri 21 gennaio 2022 possono acquistare ogni tipo di merce in essi venduta”.

Niente obbligo anche per “esigenze di salute, per le quali è sempre consentito l’accesso per l’approvvigionamento di farmaci e dispositivi medici e, comunque, alle strutture sanitarie e sociosanitarie”, comprese “quelle veterinarie, per ogni finalità di prevenzione, diagnosi e cura, anche per gli accompagnatori (questi ultimi, però, per rimanere all’interno delle strutture residenziali, socio assistenziali, sociosanitarie e hospice dovranno aver fatto il booster oppure avere l’esito di un tampone negativo effettuato non oltre le 48 ore precedenti se hanno solo due dosi di vaccino o sono guariti dal virus), e “per l’accesso dei visitatori a strutture residenziali, socio-assistenziali, sociosanitarie e hospice”.

Sicurezza – E’ consentito l’accesso agli uffici aperti al pubblico delle forze di polizia e delle polizie locali, allo scopo di assicurare lo svolgimento delle attività istituzionali indifferibili, nonché quelle di prevenzione e repressione degli illeciti.

Giustizia – Inoltre è consentito l’accesso senza certificazione agli uffici giudiziari e agli uffici dei servizi sociosanitari esclusivamente per la presentazione indifferibile e urgente di denunce da parte di soggetti vittime di reati o di richieste d’interventi giudiziari a tutela di persone minori di età o incapaci, nonché per consentire lo svolgimento di attività d’indagine o giurisdizionale per cui è necessaria la presenza della persona convocata.

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