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Guidonia Montecelio, via i nomadi dalla zona del Planet

“Dopo la recente ordinanza sindacale, emessa per tutelare le necessarie condizioni igienico-sanitarie, ed in seguito ad un continuo dialogo con il Prefetto dottor Matteo Piantedosi, che ringrazio per
aver ascoltato le mie numerose segnalazioni – spiega il Sindaco Michel Barbet- questa mattina le forze dell’ordine hanno allontanato i “caminanti” che stazionavano nella zona del Planet. Ci stiamo
contestualmente organizzando per evitare che si spostino in altre zone della Città”.

“Si è trattato di un’azione necessaria per tutelare la salute di tutti- continua l’Assessore al Sociale Elia Santori- visto anche l’ingente numero di rifiuti che vengono conferiti nella zona. Sul
posto erano presenti anche le assistenti sociali del Comune che hanno dato un importante supporto in questa fase delicata”.
“La nostra Amministrazione- conclude il Consigliere Comunale ed Incaricato ai progetti di mediazione culturale Claudio Caruso- rivendica con forza un ruolo di primo piano nel ripristino della legalità sul territorio di Guidonia Montecelio a tutela di tutti i cittadini. Inoltre i “caminanti” sono stati accompagnati dalle forze dell’ordine al di fuori della Città di Guidonia Montecelio”




Ryder Cup, Consigliere regionale Novelli (M5S) su mondiali di golf a Guidonia: “Immobilismo della Presidenza Commissione Lavori Pubblici”

ROMA -“La Giunta Regionale ha finalmente deliberato di sbloccare i 50 milioni di euro legati alle infrastrutture in vista della Ryder Cup che si terrà a Guidonia Montecelio nel 2023.

Un impegno già preso dal Governo centrale nell’ultima finanziaria e che ora la Regione Lazio ha ratificato”. Così in una nota il Consigliere Regionale Valerio Novelli del Movimento 5 Stelle.

L’approfondimento di Chiara Rai sulla Ryder Cup [Officina Stampa del 29/10/2020]

“Ciò che invece stento a capire è l’immobilismo della Presidenza della Commissione Lavori Pubblici in questi ultimi mesi – continua Novelli – dopo che il sottoscritto ha richiesto ed ottenuto diverse audizioni dei soggetti coinvolti nei progetti infrastrutturali legati all’evento, ora la situazione sembra essere in un momento di stallo. Lo scorso giugno, infatti, ho richiesto una nuova audizione, conscio del fatto che, essendoci ora lo stanziamento statale, si potesse partire celermente con i lavori. Allo stato attuale ed al netto anche dell’emergenza Covid, che comunque ci ha permesso di lavorare in videoconferenza, la mia richiesta è rimasta lettera morta ad ormai 5 mesi dalla sua presentazione”.

“Auspico, quindi, che al più presto sia convocata l’audizione in Commissione- conclude il Consigliere Regionale- così da monitorare realmente la situazione, al di là della propaganda e nell’unico e vero interesse dei cittadini”.




Guidonia, zona industriale: una vergogna sotto il “cielo stellato” del sindaco Barbet

GUIDONIA (RM) – Pezzi di auto e motorini sconquassati, elettrodomestici sventrati, vecchi divani e materassi, materiale ondulato che ricorda l’eternit, pneumatici, calcinacci, sanitari a volontà, alimenti, carcasse di animali e plastica di ogni colore e foggia. Questo il panorama che contraddistingue ormai la località di Albuccione nel comune di Guidonia.

“Le strade del polo industriale, appena costruite, sono diventate un continuum di detriti, rifiuti e masserizie di ogni genere. – Dichiara Giovanna Ammaturo Consigliere comunale per Fratelli d’Italia – I marciapiedi sono invisibili alla vista – prosegue Ammaturo – e i terreni sono oramai ricoperti dalle immondizie che a volte raggiungono i due metri di altezza”.

Una situazione di degrado assoluto dove i miasmi che fuoriescono dai rifiuti abbandonati sono insopportabili soprattutto quando amplificati dal sole cocente.

Quella che avrebbe dovuto rappresentare la zona industriale ed artigianale d’eccellenza per la seconda Città d’Italia non capoluogo di provincia, dove lavorano migliaia di maestranze e dove il Comune ha ancora lotti da vendere, si è di fatto trasformata in un vicolo da corte dei miracoli.

“Eppure c’è qualche azienda quotata in borsa ed altre che intendono farlo, – ha proseguito ancora il Consigliere Ammaturo – qui arrivano buyers e rappresentanti da ogni parte del mondo considerati i variegati comparti produttivi presenti”.

Una situazione di degrado che è stata già denunciata due anni fa da Giovanna Ammmaturo e da decine di industriali ed artigiani e che ancora oggi resta immutata come restano ancora presenti le centinaia di camper e roulotte di rom.

Un insediamento situato in mezzo ai rifiuti di ogni genere e ai miasmi dove i bambini giocano con l’acqua che fuoriesce dalle condutture dissotterrate e dove il bucato viene appeso sulle decine di metri di filo che scorrono tra le varie auto e furgoni di ogni genere e colore e dulcis in fundo bagni zero e molti barbecue.

“Una terra di nessuno – dice ancora Giovanna Ammaturo – che incute timore solo per fare una foto e che il sindaco Barbet, M5S, ha dimenticato perché troppo indaffarato ad incollarsi alla poltrona dopo l’implosione del M5S locale ed il passaggio al gruppo misto di tre consiglieri di maggioranza. Nessuna foto trappola, – prosegue – nessuna pattuglia di forze dell’Ordine anche per conoscere chi siano le persone che hanno trasformato in hotel sotto le stelle le strade ed i marciapiedi perfettamente asfaltate e consegnate due anni fa alla cittadinanza. Facile vergognarsi da persone civili che un territorio di alcuni ettari, costato all’Ente ed ai contribuenti che deve e può assicurare lavoro e poste patrimoniali attive per tanti sia una latrina a cielo aperto e ridotto a discarica. Oltremodo – incalza Ammaturo – in tempi di pandemia Covid-19 dove quasi tutti comprendono l’importanza del lavoro. Da consigliere non posso soffermami soltanto alla mancanza di decoro che fa arrossire e annichilire ma che per la maggioranza pentastellata è dimensione distante: occorre denunciare. Già un anno fa ho chiesto al sindaco i costi per la pulizia del sito, senza ricevere risposta, perché mai effettuata sebbene sia ben visibile su Google Maps. Oggi con le tonnellate giacenti mi chiedo perché questa amministrazione ci costringe a vivere in tal guisa facendo vergognare l’intera comunità e senza saper salvaguardare chi pure paga fior di tasse. Il sindaco Barbet nichilista, inteso come atteggiamento di radicale svalutazione o annullamento della realtà, fa lo struzzo in evidente contrasto con diversi articoli dello statuto del Comune e degli obblighi che competono al primo cittadino. È inconfutabile l’immagine di una comunità disgregata, l’ingiustizia sociale, la marginalizzazione e l’esclusione del luogo che nell’immaginario collettivo dovrebbe essere opportunità, dello sviluppo sociale, economico, delle idee e della cultura. Una criticità che non fa onore a chi ha l’obbligo anche etico e morale, oltre ad avere un cospicuo appannaggio economico che gli ha fatto triplicare il suo Mod 730, di rendere la Città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili. Pronto come da clichè a riempirsi la bocca con la predazione del patrimonio ambientale dei territori, cristallizzando l’immaginario collettivo senza alcun concreto intervento a difesa. È palese che il patrimonio economico / culturale / sociale di tanti lavoratori e di chi è capace di creare lavoro non è salvaguardato. E’ innegabile che le cunette di tutte le arterie che intersecano la città siano costeggiate da migliaia di buste di rifiuti se poi a leggere il bilancio per la TARI nel 2019 è stato riscosso solo 1,81% dei tributi che assommano ad un totale di credito di quasi 28 milioni di euro. E’ evidente come si possa favorire con il lassismo politico amministrativo la delinquenza civile. I rimedi vanno posti subito: la pulizia del sito in questione in primis se siamo abituati a vivere civilmente. La zona del PiP appartiene a Guidonia Montecelio, è casa nostra e va tenuta come sono certa il Sindaco faccia tenere casa propria: senza indugi. Esistono strumenti che non sono soltanto le foto trappole che avremmo voluto, con mozione in aula insieme alla consigliere Cacioni, regalare alla comunità attraverso i gettoni di presenza che questa maggioranza pentastellata rifiutò e bocciò. Esistono le pattuglie della Polizia Municipale ed ancor più i criteri di collaborazione con specifiche forze dell’Ordine tra cui anche la GdF, a cui finalmente, a fine settembre sarà consegnata la nuova caserma nei pressi del Pip, che possa effettuare controlli e adeguate verifiche di chi vive il sito forse percependo assegni di invalidità o di cittadinanza in altre regioni d’Italia. Esistono dei controlli amministrativi sugli automezzi che potrebbero verificare non solo l’usura dei pneumatici ma anche per la sicurezza degli altri automobilisti. Non si deve ghettizzare chi vuole vivere border line ma neanche mettersi paura di portare a sgambettare il proprio cane o fare un giro in bicicletta perché ci sono vetri in terra, chiodi e peggio in certe vie. E’ compromessa la libertà di tutti. Il sindaco ha il diritto /dovere per incarico di rappresentare e curare gli interessi della comunità, promuovendo lo sviluppo e salvaguardando il patrimonio ed il decoro della Città. Basta rileggere qualche articolo della Costituzione Italiana – conclude Ammaturo – e capire quanti delitti sono commessi per l’inammissibile e deplorevole situazione al PiP zona industriale di Guidonia Montecelio non degna di un paese civile.”




Guidonia, sequestrate 228 mascherine. Ammaturo: “Distribuitele a chi non le può comprare”

GUIDONIA (RM) – Il 14 marzo una pattuglia della GdF ha proceduto a Guidonia Montecelio a confiscare in una farmacia della Città 228 mascherine che si stavano vendendo a prezzi da sciacallaggio. I dispositivi sono stati sequestrati, intanto mancando in Italia le fabbriche. Per farle siamo estero dipendenti a causa della burocrazia che presiede la Sanità. È stata il consigliere di FdI Giovanna Ammaturo a chiedere al Sindaco Barbet un intervento presso il Procuratore di Tivoli dott. Francesco Menditto affinchè le mascherine possano essere dissequestrate e consegnate alla Protezione Civile per essere distribuite ai cittadini. “ In momenti di quarantena sono tante le categorie sociali che hanno difficoltà non solo economiche. Le mascherine non si trovano, non le hanno neanche i sanitari. Da sabato, ha detto l’Ammaturo, ho provato ad interessare l’assessore Russo responsabile dei servizi sociali per offrire a tanti, troppe volte soli e senza opportunità questa piccola goccia d’acqua senza nessuna risposta.
Analogamente il sindaco Barbet. Considerata la carenza di questi i dispositivi è un gesto di intelligenza e di attenzione oltre ad accettare che è tempo che la burocrazia sia messa da parte. E’ il momento che Barbet decida sullo riscadenzamento dei tributi comunali come fatto da molti Comuni e sollevi all’ANCI la questione. Le tasse comunali, ed è questo il
paradosso, sui vari decreti pasticciati di Conte , non hanno definito i termini di sospensione per le scadenze a marzo, ma l’emergenza sanitaria è scattata il 31 gennaio fino al 31 luglio come è scritto in Gazzetta. Se c’è una emergenza le bollette e le tasse si pospongono almeno fino alla scadenza.
Dalla antologia dei decreti Conte sia le bollette del 2020 recapitate finora agli utenti, sia la tassa sui rifiuti, non si esprime in modo chiaro e netto: è demandata ai regolamenti comunali la facoltà di prorogare la scadenza della Tari.

Guidonia Montecelio che è la seconda città non capoluogo di provincia in Italia deve far sentire la propria voce e saper allineare gli altri comuni. La problematica di una eventuale esposizione di cassa, con un saldo attivo di oltre 20 mln di euro non dovrebbe essere una incognita inaccessibile per Barbet. Occorre lanciare messaggi di solidarietà concreti. In momenti di emergenza sanitaria, rigore e di responsabilizzazione personale, ha detto il consigliere Ammaturo, bene ha fatto il Governo centrale a varare la nuova stretta per chi viola la quarantena ma altrettanto rigore dovrà essere riservato, alla fine del tunnel, per chi occupa case pubbliche, per chi spaccia o delinque o peggio ingiuria le Forze dell’Ordine. Facile fare i forti con i deboli ma l’intransigenza non tollera confusione e arrendevolezza”.




Tivoli e Guidonia, scacco matto al traffico di droga: 11 arresti

A Tivoli e Guidonia Montecelio, i Carabinieri della Compagnia di Tivoli hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP presso il Tribunale di Tivoli, su conforme richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di 11 persone (5 in carcere e 6 agli arresti domiciliari) per il reato di spaccio aggravato di sostanze stupefacenti, nonché all’esecuzione di numerose perquisizioni.

L’indagine convenzionalmente denominata dai Carabinieri “ADRIANO”, ha consentito di ricostruire l’operatività di un gruppo criminale dedito allo spaccio di sostanze stupefacenti operativo principalmente all’interno delle case popolari del cd. Quartiere “Adrianella”, ma anche in luoghi insospettabili, quali una famosa gelateria sita in Villa Adriana, molto vicina all’omonimo sito UNESCO.

Le indagini, avviate nel febbraio 2019 su iniziativa di un militare dell’Arma dei Carabinieri che, libero dal servizio, nel passeggiare per il centro cittadino, percepiva una concitata conversazione telefonica tra un professionista del luogo ed altra persona in merito a pagamenti di somme di denaro.

La professionalità dei Carabinieri della Compagnia di Tivoli ha consentito di svelare “ramificazioni criminali” in cui emerge la figura di M. S. del 1989 – dal dicembre 2019 agli arresti domiciliari per detenzione di un fucile a canne mozze – che, con la collaborazione di numerose persone, tra cui L. C. del 1969 e M. M. del 1986, aveva organizzato un fiorente mercato di più tipologie di narcotici, sia delle cd droghe leggere, sia di cocaina e crack, circondandosi di più pusher che partecipavano alla redditizia attività delittuosa.

L’attività investigativa dei Carabinieri, svolta con intercettazioni e servizi di osservazione, ha interrotto una diffusa e capillare attività di vendita di narcotici nell’area Tiburtina che tendeva a estendersi nei comuni limitrofi e anche al IV e VI municipio di Roma. Scrive il G.I.P.: “”In un periodo di investigazioni relativamente circoscritto – si è trattato di un bimestre che ha compreso gli scorsi mesi di febbraio e di marzo 2019 – i tenaci ed efficaci sforzi dei militari hanno fatto emergere uno scenario francamente allarmante, caratterizzato dalla disinvolta, pervicace e ben organizzata realizzazione, in varie zone del territorio tiburtino, di stabili punti di spaccio di stupefacenti assortiti (cocaina, crack, derivati della cannabis e anche eroina). Principale motore di tale ininterrotta attività di colonizzazione delittuosa di più zone del tiburtino – da Tivoli a Villa Adriana e a Tivoli Terme – è certamente M. S., che promuove, organizza, coordina, rifornisce, controlla e dirige più piazze, presidiate da vari pusher alle sue dipendenze, organizzati su turni e orari nel cuore della notte, talora anche riforniti di vitto e generi di conforto; qui vengono smistati e indirizzati numerosi tossicodipendenti, molti dei quali sono clienti abituali”.

Gli elementi investigativi acquisiti hanno dimostrato:

  • che veniva elargito uno “stipendio” giornaliero agli spacciatori (50 euro a turno), operanti su più turni al fine di garantire lo spaccio per 12 ore al giorno (le forniture a domicilio erano invece garantite h24);
  • che veniva garantito ai pusher in turno il rifornimento sul posto dello stupefacente, con consegna di generi di conforto per evitare che l’attività di spaccio fosse interrotta;
  • che veniva imposto ai concorrenti nel reato di utilizzare utenze telefoniche dedicate per le comunicazioni, in maniera tale da rendere difficile ogni intercettazione telefonica, di non cedere stupefacente a credito, e di non accettare altre forme di pagamento che non fosse denaro contante.

Nel corso delle fasi esecutive dell’operazione di questa mattina, a casa di uno degli indagati – un 50enne romano non destinatario di misure cautelari ma per cui la Procura aveva delegato la perquisizione domiciliare – i Carabinieri hanno rinvenuto 50 g. di hashish e l’uomo è stato arrestato, in flagranza, per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.




Guidonia Montecelio, M5s addio: Zarro, Terzulli, Cacioni e Ammaturo fanno il punto sulla gestione Barbet

GUIDONIA MONTECELIO (RM) – Sono passati quasi tre anni dall’11 giugno del 2017 quando i cittadini di Guidonia Montecelio sono stati chiamati alle urne per le elezioni comunali che hanno visto poi eleggere, al secondo turno, il sindaco Michel Barbet con il Movimento 5 Stelle.

Una campagna elettorale, quella del 2017, svolta
soprattutto sui social network che ha visto poca partecipazione di piazza e che
al primo turno ha registrato un 52 percento di assenteismo, sintomo quest’ultimo
di una città che con tutta evidenza si è sentita delusa e fortemente demotivata
dalle precedenti amministrazioni.

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Il video servizio trasmesso a Officina Stampa del 16/01/2020

E oggi, arrivati a metà mandato, di quella che
doveva rappresentare la legislatura della speranza e del rinnovamento, sono
parecchi i mal di pancia che si sono registrati tra quei cittadini che avevano
riposto le proprie speranze nella gestione del sindaco Barbet che invece ha
portato ad un vero e proprio terremoto politico soprattutto con la recentissima
uscita dalla maggioranza consiliare dei consiglieri Loredana Terzulli e Claudio
Zarro.

Uscita arrivata dopo i tanti malumori rappresentati
più volte al sindaco e ai suoi più stretti collaboratori ai quali era stato
chiesto di invertire la rotta.

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L’intervista ai consiglieri comunali Arianna Cacioni (Lega), Giovanna Ammaturo (FDI), Claudio Zarro (Gruppo Misto) e Loredana Terzulli (Gruppo Misto) a Officina Stampa del 16/01/2020

Un cambiamento nelle scelte amministrative, quello
richiesto,  per andare incontro ai veri
bisogni dei cittadini, soprattutto per quei servizi essenziali che fino ad oggi
non hanno offerto interventi concreti in una città in cui l’ordinario è
diventato emergenza. Appello rimasto inascoltato e che dopo mesi di tensioni ha
portato alla fuoriuscita di Terzulli e Zarro dalla maggioranza consiliare pentastellata.




Guidonia, M5s: dopo Zarro abbandona anche Terzulli. Ammaturo: “L’abbandono pentastellato è iniziato”

GUIDONIA (RM) – Il capogruppo di Fratelli d’Italia a Guidonia Montecelio, Giovanna Ammaturo interviene sull’uscita dei consiglieri Loredana Terzulli e Claudio Zarro dal M5S e l’adesione al Gruppo Misto nella seconda città d’Italia non capoluogo di Provincia.

“L’abbandono pentastellato è iniziato. – dichiara Ammaturo – La Terzulli ha seguito in meno di 24 ore l’addio di Zarro. Quest’ultimo – prosegue – ha chiarito con una lunga ed articolata missiva su Facebook e non ritrae solo la delusione di chi ha voluto sbattere la porta in dissenso con chi ha snaturato il movimento, ma rappresenta una vera propria denuncia.

Accuse circostanziate che condivido per aver in questi due anni e mezzo di amministrazione penta stellata denunciato le stesse. Mancanza di trasparenza unita alla finzione di amministrare ed incapacità manifesta. La rivelazione che “poche persone, tra l’altro non sempre elette dai cittadini, incidono sulle scelte e sulle linee politiche di questa maggioranza” scrive Zarro, dovrebbe far riflettere tutti. Seppure penalmente non rilevante per lo meno meriterebbe una attenzione adeguata da parte della Procura. Di certo è una accusa fin troppo imbarazzante per il Sindaco Barbet, la giunta e la sua maggioranza necessita di prese di posizioni adeguate. Una giunta in cui si sono avvicendanti ben 9 assessori in 30 mesi e i dirigenti e funzionari fatti girare come trottole mentre ad oggi il consiglio si divide in 13 all’opposizione e 11 in maggioranza, mentre restano in bilico le posizioni di Mortellarro e della Santoni del M5S . Il dissenso è sempre fastidioso quanto la reale democrazia, lo sappiamo per averlo verificato di persona, ma qui emergono accuse precise sulla incoerenza tra quanto promesso agli elettori e quanto viene oggi imposto alla maggioranza “dalla giunta o da altre figure vicine al Sindaco”.

Chi siano queste persone dovrebbe chiarirlo Barbet prima di andarsene quanto “ avallare scelte che prevedono l’assunzione a tempo indeterminato all’interno dell’ente di persone prese da graduatorie di comuni limitrofi senza che venga spiegata la genesi e gli input che sottintendono a tutto cio’? Vogliamo parlare di chi c’e’ all’interno di questa graduatoria?” ha scritto Zarro. Noi qualche nome ce lo siamo fatto, abbiamo bisogno solo che Barbet risponda alla interrogazione per fare i manifesti e renderli di dominio pubblico. I silenzi prolungati del sindaco Barbet sono meno machiavellici adesso che Zarro ha la libertà di favella e manifesta l’astuzia e la mancanza di scrupoli politici da parte del primo cittadino.

Personalmente e come Capogruppo di Fratelli d’Italia siamo fedeli alla democrazia ovvero la forma di governo in cui il potere viene esercitato dal popolo, tramite rappresentanti liberamente eletti. Siamo contrari a cene carbonare e massoniche dove uomini non eletti decidono il destino della Città soprattutto quando i commensali sono le stesse vecchie volpi che hanno ridotto il Paese come tutti lo possono vedere. C’è bisogno di aria nuova, di politici nuovi, anche di sindaci nuovi ed auspico che Barbet faccia le valigie e il Popolo apra la caccia alle volpi. Il decisionismo in politica è cosa buona perché responsabilizza chi governa, ma i cittadini – conclude Giovanna Ammaturo – non possono restare fantocci nelle mani di chi ha pretese per successione ereditaria o crede di aver costituito una ristretta oligarchia”.




Guidonia, si festeggia l’istituzione del Comune e si omaggia il generale Alessandro Guidoni: chi era?

Due giorni, 20 e 21 ottobre, per omaggiare il generale Alessandro Guidoni nella ricorrenza della data di istituzione. Sfilata delle bande musicali e la fanfara, premiazione dei ragazzi del
Volta, corsi disostruzione della CRI, screening sanitari gratuiti, la Ferrari Black Jack campione del mondo, Street Food e auto d’epoca.
Il 21 Ottobre ricorre la data di istituzione del Comune di Guidonia Montecelio di cui quest’anno cade 82° dal 1937.

Sono pochi gli Uomini che al mondo hanno avuto l’onore di
essere ricordati per aver dato il proprio nome alla Città. Il generale Alessandro Guidoni fu un uomo geniale, soldato, scienziato e pioniere dell’Aeronautica che amava conoscere direttamente per meglio apprendere ed insegnare. Quel fatale salto con il paracadute il 27 Aprile del 1928, da nessuno ordinato, fu la dimostrazione di quanto fosse vicino agli aviatori.
“ Il generale Guidoni pur essendo l’eponimo della seconda città d’Italia non capoluogo di provincia fors’anche per la vertiginosa crescita della Città non ha avuto a sufficienza il merito dovuto – conferma Giovanna Ammaturo– E’ utile considerare e comprendere a chi non la conosce, ai giovani a chi forse va troppo di fretta od a coloro cui la memoria inizia ad ingiallire quale sia stato il ruolo, la capacità, la versatilità ed il dinamismo di questo scienziato
che gettò le basi di attività che fino al termine del conflitto mondiale fece dell’aeroporto di Guidonia la capitale mondiale dell’aeronautica. Fu il pilota che per primo in Italia nel 1913 portò in volo un aereo o l’ingegnere che inventò il treno Littorina o gli hangar, le eliche coassiali. Ho tenacemente pensato di omaggiare il generale Guidoni con un programma di due giorni che è stato condiviso dal Sindaco Barbet e dall’amministrazione oltre che da alcuni amici come il Guidonia Shopping District, il Centro di Valorizzazione del Travertino, la CRI, l’angiologo Roberto Gagnoni, il manager Lino Ventriglia ma ancora di più i maestri d’orchestra e le bande musicali , cinque, e la fanfara dei bersaglieri del territorio oltre a Rinaldo Team auto d’epoca. Il prologo è iniziato un mese fa con l’incontro con l’avvocato
Avv. Maria Cristina Berardini Dirigente dell’istituto tecnico tecnologico di stato “ Alessandro Volta” con cui abbiamo condiviso il progetto didattico, con cui si è anche stabilito di premiare con sei borse di studio i ragazzi delle tre prime classi con un elaborato dal titolo : “Il Generale Alessandro Guidoni – L’uomo , Lo Scienziato, Il Soldato”. Con la supervisione del
fiduciario prof Stefano Grassi ed l’opera di tre docenti di lettere, Alessandra Moriconi, Catia Palone e Chiara Dionisi, 65 ragazzi si sono cimentati e gli insegnanti hanno deciso i sei più meritevoli che saranno premiati insieme ai ragazzi della scuola domenica 20 ottobre alle 12,30 nella pinetina di Guidonia intitolata ai martiri di Nassirya. Una domenica di festa e di
sorprese che inizierà alle 8,30 quando con l’ausilio dei volontari della Croce Rossa locale guidati da Franco Caponera si terranno corsi di disostruzione e coadiuveranno il prof angiologo Roberto Gagnoni che effettuerà uno screening medico con ecoclodoppler ed ECG ad un numero limitato di utenti che si vorranno prenotare.

Nel frattempo oltre alla presenza del Team Black Jack con la Ferrari campione mondiale del Challenge, raduno Moto Ducati e auto d’epoca nelle strade di Guidonia centro suoneranno e sfileranno, come indicato sulle locandina, le cinque bande musicali della Città e la fanfara dei bersaglieri locale. Un evento unico considerato che l’opera del cittadino oltre che consigliere Giovanna Ammaturo ha saputo riunire per la prima volta queste realtà del territorio indice di valori e capacità professionali ed artistiche. Una festa per tutti i gusti considerato anche la presenza di alcuni
street food. Gli esercizi commerciali staranno aperti e alcuni attività omaggeranno i musicisti, i professori d’orchestra e i bersaglieri. Al termine della premiazione dei ragazzi del Volta le bande nel piazzale antistante l’ingresso dell’aeroporto suoneranno insieme dei brani.
Lunedì 21 ottobre alla presenza dell’Autorità civili e militari ci sarà alle 11.00 officiata da Don Michele una SS Messa in suffragio nella Parrocchia del Sacro Cuore dove sono custodite le spoglie, traslate dal saccello antistante nel 2009, del Generale e della consorte Turbina figlia dell’ammiraglio che a Castellamare ideò la prima turbina per una nave. Un programma per non dimenticare l’istituzione della Città di Guidonia Montecelio e ricordare un po’ di più l’esimio eponimo.
Giovanna Ammaturo
Cell 338 6567336
ammagio@libero.it




Guidonia, affidamento palestre comunali: caos in Comune. Arrivano i carabinieri

A Guidonia si aprono le buste per una manifestazione di interesse per 11 palestre senza verbalizzare il contenuto e la presenza del Dirigente. Ammaturo di FdI chiama i Carabinieri.

IL 12 agosto si sono aperte le buste a seguito di avviso pubblico per l’affidamento a tariffa oraria delle palestre comunali e scolastiche a Guidonia Montecelio come da determinazione 148 del 19 luglio scorso del dirigente Carola Pasquali che da gennaio 2019, proveniente da
Grottaferrata, fa parte di questa Amministrazione. “ Mai viste tante anomalie e singolarità- conferma Giovanna Ammaturo consigliere di Fratelli d’Italia- su 11 palestre da affidare le manifestazioni di interesse sono state 18. L’apertura delle buste era già prevista per il giorno
8 agosto è stata differita al 12 dalla medesima dirigente.

Una Città che risulta essere la seconda in Italia non capoluogo di provincia, con centomila abitanti e retta da una giunta M5S che hanno fatto della trasparenza, dell’onestà, dell’informazione e della cavillosità legale
solo un refrain elettorale. Il 12 agosto la dirigente Pasquali era in ferie ed a suo giudizio bastava un ordine di servizio per e-mail ad instradare sul da farsi due semplici impiegati. Anzi tacciandoli di grossi guai se non avessero ottemperato e invitandomi , alle obiezioni mosse telefonicamente mi invitava con supponenza e tracotanza ad adire al Tar seppure avessi evidenziato che la mancanza del Dirigente inficia il bando stesso. Così sprezzantemente si è gettato nella pattumiera l’art 107 del TUEL in cui si evidenzia che solo ai dirigenti di un Comune spettano in provvedimenti verso l’esterno, come la presidenza delle commissioni e la responsabilità delle procedure ed altro inerente. È il dirigente che dichiara l’insussistenza di cause di incompatibilità o conflitto di interesse. Durante l’apertura delle buste minacciata a due impiegati è mancata la corretta verbalizzazione della documentazione rappresentata. Le stesse Associazioni presenti in maniera singolare non si sono curate della verbalizzazione né della rappresentata né delle concorrenti. Alle 9,35 ho chiesto l’intervento dei Carabinieri: non sono potuti intervenire, immagino, per molti casi di cronaca criminale. Il Vice sindaco Russo, assessore anche alla legalità, è passato dopo essere stato avvisato del mio disappunto,ha ascoltato ed è andato via senza profferire parola. L’unico dirigente Alia presente oggi in Città, con la qualifica anche di vice segretario comunale, in ferie, mi ha chiamato infastidito della situazione scabrosa. Facile parlare di trasparenza in periodo elettorale quando poi la Città con il M5S alla guida sembra tornata al medioevo: una vera anarchia.

Peccato che esistono leggi e anche scritte da cui non si può derogare. Abbiamo criticato e disapprovato certe anomalie nell’esclusivo interesse della Città, per evitare un altro contenzioso giudiziario anche da parte di chi potrebbe essere escluso. Presenteremo un esposto alla Magistratura nel
merito perché amiamo la Città ed abbiamo cuore e rispetto per i tutti i Cittadini”.




Guidonia abbraccia Bibbiano

Per la prima volta nel Lazio una manifestazione di solidarietà autentica verso le famiglie di Bibbiano divise da chi li doveva difendere. Una lezione di civiltà, di sostegno e umanità. Da un impulso del consigliere di FDI Giovanna Ammaturo.

I bambini non si toccano. Questo il tema del presidio silenzioso che il primo agosto dalle ore 10.00 si è svolto nella piazza antistante il comune di Guidonia Montecelio. Una lezione di civiltà ed autentica solidarietà in maniera civile, organizzata e silenziosa di tanti cittadini che
per oltre un’ora si sono avvicendati e riempito la piazza nonostante il gran caldo. Tra i primi a giungere il Sindaco Michel Barbet, con il vice Russo, gli assessori Strani, Bergamo, Calì, Pagliarulo e Amati che hanno ritardato l’inizio della Giunta prevista in mattinata. Per plaudire e partecipare con emozione unitamente a diversi consiglieri Terzulli, Caruso, Checchi e Alessandrini. “ Sono orgogliosa- ha detto Giovanna Ammaturo – consigliere
comunale di Fratelli d’Italia per aver offerto l’impulso e incoraggiato questa manifestazione a cui sono intervenuta come mamma, nonna ed anche come politica eletta. Mi importa poco come hanno riferito che questa è stata la prima manifestazione del genere nel Lazio.
L’avremmo dovuto fare ancora prima, ma a seguire i social del nostro gruppo non avrei mai messo d’accordo tutti. Qui nessuno ha portato scettri e simboli. Erano presenti soltanto le bandiere italiane perché appartengono a tutti. Ed intorno al vessillo ci siamo ritrovati per una autentica dimostrazione di cultura ed autentica solidarietà.

I cittadini hanno smesso di scrivere sulle tastiere il dissenso e gli interrogativi ed alla spicciolata sono scesi in piazza per i recenti fatti di Bibbiano ma anche per i maltrattamenti negli asili, casi di pedofilia e violenze sui minori hanno offerto a ciascuno di noi dopo un impatto emotivo le adeguate riflessioni.
C’è sconcerto per quanto accaduto a Bibbiano. Sulla stampa leggiamo ogni giorno testimonianze ed accadimenti che superano le più squallide sceneggiature.

I Guidoniani hanno dimostrato di essere più che sensibili sul tema dei minori. Tutelare i bambini sempre e comunque significa tutelare il nostro futuro e tutti noi siamo chiamati a mettere in atto ogni tipo di azione utile in tal senso.

L’attenzione è esplosa per un gravissimo fatto di cronaca legato all’affido, ovvero l’inchiesta della Procura di Reggio Emilia, denominata Angeli e Demoni, sugli affidi illeciti di Bibbiano, che ha coinvolto diversi bambini. Il rapimento di un bambino che in Italia si definisce eufemisticamente sottrazione di minore è un allarme sociale che riguarda tutti, oltremodo con presunti attori che non hanno neanche una laurea specialistica. Sono rimasta sconvolta dalla vicenda Bibbiano che vede indagate 30 persone con l’accusa di aver sottratto i bambini alle famiglie per lucrarci. È una questione di civiltà, ho presentato il 30 luglio al Sindaco Barbet una interrogazione per conoscere i numeri dei minori fuori famiglia, implementare gli operatori del settore ed a garantire che in caso di famiglia indigente si aiuti la famiglia senza separare genitori e figli e ridurre al minimo temporaneo l’affido forzato.

Una mozione indicata dal partito di Fratelli d’Italia che viene presentata in questi giorni in tutti i Comuni per verifiche e certezze sul numero dei minori allontananti dalle famiglie originarie ed ospiti di strutture private. I bambini sono valori fondamentali della società che vanno amati al di sopra di ogni interesse, aiutati e circondati da cure ed affetto e non si toccano: mai.” Ha voluto presenziare anche l’Avv Giorgio Ceccarelli storico fondatore di Figli Negati, l’uomo che ha fatto la storia in Italia oltre a far nascere la cultura che ogni bambino ha bisogno di due genitori e quattro nonni. Ceccarelli ha raccontato della partecipazione alla processione di Bibbiano 5 giorni orsono e la presenza di oltre 3500 persone e che un assessore ha definito di appena 500 frustrati .




Guidonia, Ammaturo fa tana ai Cinque Stelle sul verde: “Hanno dimenticato di piantare 2 mila alberi”

IL M5S di Guidonia Montecelio dimentica di intitolare ai bambini nati ed adottati l’albero con il loro nome. Disattesa una legge del ’92.
“Sul verde e l’ambiente l’amministrazione pentastellata a guida Michel Barbet non ha fatto nulla” Ci va dura il consigliere di Guidonia Montecelio di Fratelli d’Italia Giovanna Ammaturo: “Due anni fa il M5S con il suo programma ambientale ha ammaliato i cittadini.
Dopo un anno sono iniziati i tagli sempre giustificati dal pericolo incombente. Allo stato i parchi e le pinete del centro sono senza alberi e i tronchi stanno ancora lì a ricordare con desolazione che i bambini, dopo la chiusura delle scuole li puoi tenere solo a casa. Alberi tagliati, parchi chiusi, mancanza di una corretta anagrafica arborea oggi che amministrano,
al contrario di quando erano all’opposizione restano le foto propagandistiche mentre facevano finta di incatenarsi dopo il taglio dei pini pericolosi sulla Maremmana. Eppure nel programma di Barbet era ben descritto “Campagne estensive di piantumazione di alberi e piante , creazione di aree boschive e parchi di dimensioni adeguate e corridoi naturalistici tra parchi extra comunali. Aggiornamento al registro regionale degli alberi di valore storico- paesaggistico“. Niente di tutto questo è stato fatto, oltre alla presa per il naso dell’intera Comunità. È evidente che la cura e lo sviluppo del verde urbano non è stato svolto con la dovuta professionalità e diligenza.
Un’attività, in particolare, appare assente se non peggio dimenticata pur non trattandosi di un’opzione discrezionale, bensì di un obbligo di legge disattesa. In Italia vige l’obbligo di piantare un albero per ogni nuovo nato, già con Cossiga-Andreotti, la n. 113 del 29 gennaio 1992, poi modificata e completata nel 2013, con la legge 10, che introduce anche il “bilancio
arboreo”.

Ogni sindaco, con popolazione di 15.000 residenti, deve far sapere quanti alberi ha trovato al suo insediamento e quanti ne lascia al termine del mandato infatti deve redigere due mesi prima il bilancio arboreo. Anche a Guidonia Montecelio ogni bambino nato o adottato dovrebbe essere collegato ad un albero piantato. Ai genitori dovrebbe essere consegnato il certificato e la foto dell’albero intestato al bambino e che porta il suo nome. Non sono previste sanzioni per gli inadempienti, se non quella politica. Ma proprio per questo è necessaria una sollevazione dell’opinione pubblica davanti a tanto torpore ed inadempienza
per costringere gli amministratori a rispettare una legge che renderebbe la città più vivibile , meno inquinata e anche più fresca. E molto più ricca di verde. Se la legge fosse stata rispettata da Barbet oggi avremmo 2.000 piante in più. Se fossero stati ripiantumati i pini e tutte le piante tagliate nella Città oggi respireremmo una aria migliore di certo. Impedire l’intitolazione di un albero ad un neonato non è solo una villania istituzionale ma equivale a
spezzare tutti i loro sogni oltre al mancato rispetto per i genitori che sarebbero ben lieti di far crescere il loro bambino insieme alla catalpa o un platano. Una maniera gentile e seria di fare comunità senza copiare come ha fatto il M5S sul programma oltremodo progetti europei defunti da anni. Come si giustificherebbe il sindaco davanti al Comitato per lo Sviluppo del Verde Pubblico se fosse interpellato dal suo ministro dell’ambiente Sergio Costa resta un mistero. Resta questa realtà grigia dei pentastellati pronti a lagnarsi degli scandali del passato e la mancanza di soldi, incapaci di recuperare i crediti mentre si inibisce che ogni bambino abbia il diritto per legge di un “suo” albero. Intanto il sindaco Barbet e la sua amministrazione continueranno a tenere le mani intrecciate rivelando la forte
tensione, fino alla fine del mandato, speriamo prima, nell’interesse della Città, e dovrà dare conto del rispetto della legge all’interrogazione. Al consigliere di opposizione deve riconoscersi l’opportunità di fare politica anche rispondendo ai quesiti avanzati: si chiama democrazia.”

IL CONSIGLIERE di FRATELLI D’ITALIA

Giovanna Ammaturo