Connect with us

Cultura e Spettacoli

TEST MEDICINA E BIOLOGIA: DOMANDE TROPPO DIFFICILI. GLI STUDENTI INSORGONO

Clicca e condividi l'articolo

Tempo di lettura 2 minuti Sui social, subito dopo i test è esplosa la rivolta: in molti hanno postato cinguettii di protesta su Twitter

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Tempo di lettura 2 minuti
image_pdfimage_print

Redazione

Come ogni anno, anche questo ha portato migliaia di studenti a “ribellarsi” all’eccessiva difficoltà dei test di medicina e biologia. L'Expo e il Presidente della Repubblica sono state le domande protagoniste di cultura generale dei test di medicina, mentre biologia si aggiudica il premio come materia più difficile della prova. E come di consueto la prova di ammissione più importante dei corsi a numero programmato si è consumata tra blitz notturni degli studenti al Miur, proteste e presunte irregolarità. Sono stati migliaia gli studenti (le domande erano oltre 60 mila comprese quelle per odontoiatria) che hanno affollato le aule universitarie dalle prime ore del mattino per dare via al test alle 11. Da quel momento hanno avuto a disposizione 100 minuti per rispondere a 60 quesiti di cultura generale, logica, chimica, biologia e matematica e fisica.

Tra le domande di cultura generale, una domanda su chi non ha mai rivestito il ruolo di Presidente della Repubblica e una sul luogo in cui si è tenuta l'Esposizione universale del 1900. Sono stati questi i due quesiti di cultura generale, la materia che più delle altre preoccupava i candidati del test di Medicina memori dell'uscita di Chomsky di anno fa.


Le altre domande (pubblicate sul sito del Miur "Accessoprogrammato" mentre per i risultati in forma anonima si dovrà attendere il 22 settembre) vedono anche quesiti di biologia su temi come il cuore, il funzionamento del muscolo, il fegato, la glicolisi e il ciclo di Calvin. Proprio biologia e chimica sembrano esser state le materie che più delle altre hanno messo a dura prova gli aspiranti medici e dentisti.

Sui social, subito dopo i test è esplosa la rivolta: in molti hanno postato cinguettii di protesta su Twitter. Un utente, ad esempio, ha affermato che più di un test di Medicina quello di oggi era un tesi di laurea, o qualcun altro che, ancora, ha raccontato come secondo lui bisognasse già avere una laurea in Medicina per poter rispondere a quelle domande.

Il blitz al Miur. Non solo sui social le proteste degli studenti ma anche al Ministero. Infatti, le proteste contro il numero chiuso, in particolare conto quello di Medicina, sono iniziate stanotte con il flash mob romano sulle scale del Ministero. Gli studenti di Link-Coordinamento Universitario, l'Udu e la Rete della Conoscenza hanno srotolato uno striscione con su scritto "Vogliamo un'università senza barriere, no al numero chiuso" e dietro un muro di cartone su cui era possibile leggere lo slogan "Il numero chiuso non è salutare". E proprio questo è stato il motto che ha accompagnato le azioni di protesta che si sono svolte nelle principali città italiane senza compromettere lo svolgimento delle prove di Medicina. Critiche anche dalla Flc Cgil e dal governatore del Veneto, Luca Zaia.


Presunte irregolarità. Prove che invece sono state forse compromesse per delle presunte irregolarità avvenute in alcune città come, per esempio, Foggia. Qui un candidato arrivato con 7 minuti di ritardo ha potuto svolgere ugualmente il test visto che le buste che li contenevano ancora non erano state aperte. Ma i genitori degli altri candidati che li aspettavano fuori hanno voluto segnalare tutto ai Carabinieri. 

Continua a leggere
Commenta l'articolo

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Cultura e Spettacoli

Pacentro, al Castello Caldora va in scena “Gli eroi del Mediterraneo” di Giuseppe Cederna

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Tempo di lettura < 1 minuto
image_pdfimage_print

L’Odissea di Omero, un migrante mediterraneo sulla via del ritorno.
Questo il succo dello spettacolo “Gli Eroi del Mediterraneo – il viaggio degli uomini e delle parole che hanno cambiato il mondo” che andrà in scena sabato 1° giugno alle ore 21,00 al Castello Caldora di Pacentro, in provincia de L’Aquila, con ingresso libero fino ad esaurimento posti.
Una reading con l’attore e scrittore italiano, Giuseppe Cederna, “l’oste” del film premio Oscar “Mediterraneo” di Gabriele Salvatores.
Lo spettacolo, promosso dall’Associazione Culturale “Corsa dei Zingari” – la pluricentenaria corsa dedicata alla Madonna di Loreto – e patrocinato dal comune di Pacentro racconta il mito, il canto, la passione civile, le lacrime degli eroi.
La partenza dall’isola dell’immortalità e dell’oblio, il naufragio nell’isola dei Feaci, l’incontro con la giovane Nausicaa, la dichiarazione d’amore più bella del mondo.
Una riflessione sull’accoglienza antica dell’ospite e dello straniero e infine il ritorno nell’isola del film “Mediterraneo”.
Giuseppe Cederna, attore affermato che ha lavorato con registi del calibro di Scola, Bellocchio, Comencini, Monicelli, i fratelli Taviani, Soldini, Brizzi e Rob Marshall, candidato nel 2021 al David di Donatello come migliore attore non protagonista per il film Hammamed, presta la sua voce a questa lettura intesa che lo riporta sull’isola del film con cui divenne uno dei protagonisti del cinema italiano.

Continua a leggere

Castelli Romani

Frascati: inaugurato il portale artistico del Santuario della Regina delle Scuole Pie

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Tempo di lettura 2 minuti
image_pdfimage_print

Ne avevamo già parlato nei giorni scorsi (www.osservatoreitalia.eu/frascati-al-via-la-settimana-calasanziana-al-santuario-della-regina-delle-scuole-pie/): in seno alla settimana Calasanziana presso il Santuario della Regina delle Scuole Pie è stato inaugurato, nel pronao della Chiesa, un magnifico portale artistico, in ferro e terracotta, opera del maestro frascatano Roberto Scardella.
La città si arricchisce di un’altra memorabile testimonianza del maestro: per la stessa Chiesa ha realizzato la splendida statua bronzea della Madonna posta in cima al campanile.
Abbiamo incontrato al termine della cerimonia di inaugurazione del portale il maestro Scardella al quale abbiamo rivolto alcune domande.

particolare centrale del portale con l’iscrizione latina “sinite parvulos venire ad me” (lasciate che i fanciulli vengano a me)

Maestro questo è il suo, mi passi il termine, ennesimo atto di testimonianza e di amore verso la sua città
Si, sono fiero ed orgoglioso delle mie origine e sapere di avere lasciato una testimonianza con la mia opera nella mia amatissima Frascati mi riempie il cuore di gioia.
Maestro nelle sue opere personalmente apprezzo moltissimo il segno tangibile del movimento.
C’è una ispirazione particolare che viene data alle sue opere?

Guardi coglie nel segno quella che è la mia formazione che potrà sembrare in antitesi: il Futurismo e Boccioni di certo hanno “formato” un’arte scultorea estremamente movimentata ma non dimentichiamoci il grande Lorenzo Bernini che nel celeberrimo baldacchino di San Pietro in Roma ci da questa elasticità in movimento che ancora oggi ha pochi eguali.
Un’ultima domanda: noto con estrema attenzione l’immagine di una conchiglia.
C’è un riprendere il cammino di Santiago di Compostela assieme all’apostolo Giacomo oppure vi è altro?

Un bella osservazione: ovviamente si, mi sono ispirato alla conchiglia che è il simbolo dell’apostolo Giacomo, il Maggiore. Ma ho voluto, più che altro, identificare il grembo materno nell’immagine di quell’ostrica che racchiude in sè la perla della vita.

il maestro Roberto Scardella al centro della foto assieme al presidente del Consiglio Comunale, Corrado Spagnoli, ed il consigliere comunale Emanuela Bruni

Un grande davvero immenso al maestro Roberto Scardella che continua a dare testimonianza delle molte eccellenze di cui è ricca la città di Frascati.

Continua a leggere

Castelli Romani

Frascati, Libri in Osteria: Andrej Longo ci racconta il suo “La forma dei sogni”

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Tempo di lettura 5 minuti
image_pdfimage_print

Ma cosa lega un romanzo giallo al terzo storico scudetto del Napoli?
A primo acchito, apparentemente, nulla.
Poi, ieri sera, ci sediamo ad uno dei tavoli “spartani”, così li chiama la “padrona di casa”, Emanuela Bruni, del salotto letterario frascatano, Libri in Osteria, all’Osteria dell’Olmo di Frascati, e scopriamo qualcosa di meraviglioso.

Andrej Longo, Fabio Mendolicchio ed Emanuela Bruni

Qualche anno fa – racconta Andrej Longo – avevo in mente di girare un documentario sulla mia città, Napoli. Beh l’organizzazione, i tempi, il lavoro lungo mi “sconsigliarono” di farlo. Giurai che l’avrei realizzato solo nel caso in cui la squadra del mio cuore, il Napoli, avesse vinto lo scudetto.
Al terzo tricolore, ovviamente, ho dovuto mantenere la parola data ed allora … è nato il mio libro, La forma dei Sogni. Uno spaccato della mia città raccontata con il “sottofondo” di questo storico ed incredibile scudetto.

Ce lo presenta Fabio Mendolicchio, arrivato a Frascati a bordo della Vespa Ubik, direttamente da Torino, per il suo “Giro d’Italia” in 11 tappe – ben 4000 chilometri – per farci riscoprire la bellezza nel leggere un libro.
11 tappe per presentare 12 scrittori con questo Tour nato da una “follia”, così la definisce lo stesso Mendolicchio.

Porto personalmente a Torino ed in Piemonte – racconta Fabio – i libri con la mia Vespa. Poi qualche anno fa un corso di grafica e … mi viene la voglia ed il desiderio di dare vita alla mia casa editrice, la Miraggi Edizioni. Nel 2021, dopo il Covid, l’obiettivo di riabbracciare le persone unito alla Vespa, mio sogno fin da bambino, mi accompagna per l’Italia in questo tour.
Poi Andrej Longo ci racconta il suo libro.
Due i personaggi principali; l’agente di Polizia, Acampora e il suo amico infanzia, Ciro.
Dopo una violenta discussione tra i due, Ciro, si convince a farsi ospitare in una comunità di recupero per tossicodipendenti ad un patto: Acampora dovrà inviarli, ad partita giocata del Napoli, una lettera che gli descriva il match.
C’è un problema di fondo: “Cirù, ma io di pallone non è che ne capisco molto” – dice nel libro Acampora.
Antò – risponde Ciro – se non lo puoi fare non fa niente, per carità. Tu hai già fatto troppo assai per me, lascia stare”.
Ma uno scatto di orgoglio fa pronunciare all’agente questo giuramento solenne: “Cirù, stammi a sentire bene. Io questa cosa delle lettere che mi hai chiesto, la voglio fare …”
E da qui si spalanca un mondo dove il calcio diventa lo spunto per raccontare Napoli “una umanità spaventosa” dice Andrej Longo e “ci si innamora dei personaggi … scoprirete che per noi napoletani la partita si vive insieme, un momento collettivo di convivialità”.

Andrej Longo con Fabio Mendolicchio

E poi la brava Emanuela Bruni, con la professionalità ed il suo piglio giornalistico, gli porge una bellissima domanda:
Oltre ed essere un bravo scrittore sei un bravo sceneggiatore. Se ti dico Lina Wertmuller … te la sei cavata bene?
Sorride Andrej Longo ricordando a tutti la sua esperienza nel gruppo di sceneggiatori del celebre film “Io speriamo che me la cavo”.
Sorride divertito e ci racconta due aneddoti: mi pagarono poco e lo fecero perché, su pressione di Lina, interpretai, spaventato, l’infermiere dell’ospedale. Pensavo di sbagliare ogni parola del copione. Lo volete sapere come andò a finire? Beh molte riprese: io non sbagliai quasi mai, Paolo Villaggio si.
Gli applausi ed i sorrisi inebriano la piazzetta dell’Olmo a Frascati ricordano questo momento.
E poi – aggiunge sorridente – mi ricordo i giri sul mio motorino, assieme a Lei, per Napoli ; resteranno indelebili nella mia memoria.
Sapete – confessa Andrej Longo – se non avessi avuto la fortuna di fare lo scrittore avrei fatto, di sicuro, il pizzaiolo; un lavoro che mi ha consentito di potermi poi dedicare alla mia passione: scrivere.
Le sue parole scivolano leggere durante questa ora di serenità nel cuore storico della città tuscolana.

photo di Corrado Spagnoli

Tra un bicchiere di vino Frascati e le parole di Andrej Longo è un connubio di bello, di raffinato e di stile.
La bellezza dell’ultimo scudetto della mia squadra è l’etica Spallettiana – dice sereno l’autore.
Spalletti – aggiunge – ci ha insegnato a prenderci le responsabilità del nostro vivere. A Napoli se si perdeva una partita era sempre colpa di qualcun altro. Voi ve lo ricordate il giocatore Kim dopo Udinese – Napoli? Scrisse sui social “Vorrei esprimere le mie più profonde scuse ai miei compagni di squadra e ai tifosi. Potevamo vincere solo grazie ai miei compagni di squadra. Gli errori mi renderanno solo più forte. La prossima volta aiuterò meglio la squadra”: a Napoli questo non era mai successo. Ci ha cambiato il modo di vedere e leggere il mondo; fu davvero una lezione di etica sportiva, una vera rivalsa sociale.
E poi arriva la nostra domanda: Andrej tre aggettivi per la tua città?
sorride, mi guarda e risponde sorridente: Solo tre? Ce ne vorrebbero una enormità. Non si può racchiudere una città che è sempre in movimento dentro un semplice aggettivo. Ecco ti ho risposto: Napoli non è statica …
Il mio sorriso come quello del pubblico di Frascati si unisce in un applauso verso l’autore.
Chiude poi la serata raccontando un’altra perla dell’etica spallettiana:
Portò i suoi ragazzi in ritiro – racconta – una sera li fece sedere per ammirare il Cielo e le stelle. Gli chiese se fosse splendido. Ovviamente loro annuirono. Poi gli chiese ancora “Se una di loro si spegnesse, qualcuno se ne accorgerebbe?” In coro dissero di no. E poi spiegò loro che dovevano essere proprio come quelle stelle nel Cielo. “Tutte le stelle fanno il Cielo anche se una si spegne. Noi dobbiamo essere le stelle ed il Cielo”

lo scrittore Roberto di Sante, vincitore del Premio Alda Merini, con Andrej Longo

L’applauso finale è una standing ovation a questo libro, La forma dei sogni, un giallo che nasce da una telefonata e porta tutti noi a scoprire, parola dopo parola, le bellezze di una Napoli che vive il Sogno del suo terzo scudetto e, soprattutto, al suo autore, Andrej Longo, che in questa serata, con la sua semplicità, con la sua ironia, il suo sorriso, ci ha regalato le bellezze della sua città.

Vi ricordiamo il prossimo appuntamento giovedì 30 maggio ore 18, Osteria dell’Olmo, con François Morlupi ed il suo “Il gioco degli opposti”.

Continua a leggere

SEGUI SU Facebook

I più letti