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Cronaca

Traffico di droga dal Lazio alla Sardegna: sequestrati beni per 2 milioni di euro

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CAGLIARI – Beni per quasi due milioni di euro sono stati sequestrati dalla Guardia di finanza di Cagliari ad un gruppo criminale con base operativa a Villacidro e ramificazioni fino in Lazio, sgominato nel marzo del 2017 dai carabinieri di Villacidro.

In particolare le Fiamme gialle hanno sequestrato beni immobili, auto di lusso, quote societarie, polizze assicurative e conti correnti bancari per un valore pari a 1.799.547,26 euro, nei confronti di quattro soggetti italiani attualmente sotto processo a Cagliari per traffico di sostanze stupefacenti.
Gli specialisti del Gico di Cagliari hanno svolto accertamenti economico-patrimoniali, che “hanno evidenziato una rilevante sproporzione tra la disponibilità dei beni individuati in capo ai quattro e ai loro familiari conviventi e i redditi dichiarati ai fini delle imposte dirette”, spiegano dalla Guardia di finanza

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Cronaca

Punto dalla vedova nera mentre lavora in giardino: salvato in extremis

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Paura a Barletta, dove sabato un cinquantenne è stato punto da una ‘malmignatta’, un genere italiano di ragno appartenente alla famiglia della famigerata specie della ‘vedova nera’.

L’uomo, che stava lavorando in un giardino in campagna, è finito in ospedale dopo essere stato punto alla gamba dall’insetto. La puntura gli ha provocato sudore, convulsioni, dolori articolari, muscolari e all’addome, aggravando ora dopo ora la situazione, fino a quando il 50enne è finito in una situazione definita “critica”.

Accertati i sintomi, l’ospedale di Barletta si è rivolto al Centro nazionale Antiveleni ‘Maugeri’ di Pavia, che dopo una diagnosi per avvelenamento, in una frenetica corsa contro il tempo, ha inviato il siero specifico ‘anti-vedova nera’. In poche ore l’antidoto è giunto da Milano a Barletta con un volo di linea e, dopo 40 minuti dall’assunzione, il paziente è stato stabilizzato.

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Cronaca

Vittoria, cuginetti travolti da suv in pieno centro: morto anche il secondo bambino

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VITTORIA (RG) – E’ morto l’altro bambino, 12 anni, investito da un Suv lanciato a grande velocità in una stradina del centro storico di Vittoria.

Lo rendono noto fonti investigative di Messina. Da venerdì mattina il piccolo, che aveva perso le gambe, quasi del tutto tranciate nel terribile impatto, era ricoverato al Policlinico di Messina dove era stato trasferito con in elisoccorso. Stamattina sono stati celebrati a Vittoria i funerali dal cuginetto morto anche lui dopo essere stato investito mentre giocava davanti casa. Il bambino era ricoverato nel reparto di terapia intensiva neonatale del policlinico di Messina. “Al suo arrivo avevamo già giudicato le sue condizioni gravissime. Abbiamo tentato in tutti i modi di salvarlo, ma ogni terapia non è bastata a farlo rimanere in vita. Siamo rammaricati”, afferma Eloise Gitto, direttrice del reparto.

Era stato arrestato dalla polizia per omicidio stradale aggravato l’uomo che alla guida di un suv ha travolto i due cuginetti di 11 e 12 anni nel centro storico di Vittoria. Il più piccolo è morto sul colpo.
L’investitore è un 34nne, Rosario Greco, risultato positivo all’assunzione di droga e alcol. La Squadra mobile gli contesta anche la detenzione di oggetti atti a offendere: nel suv c’erano uno sfollagente telescopico e una mazza da baseball.

I passeggeri che erano con lui, e che come l’autista sono fuggiti a piedi dopo l’incidente, si sono presentati volontariamente in Questura spiegando di essere scappati per paura di essere aggrediti. Sono stati denunciati per omissione di soccorso. Due di loro hanno precedenti penali. Uno è Angelo Ventura, figlio del capomafia di Vittoria, Giambattista, l’altro è Alfredo Sortino con vari precedenti penali, il terzo è Rosario Fiore. I tre che accompagnavano in auto, inizialmente hanno tentato di favorire l’autore dell’omicidio stradale, ma poi hanno deciso di fornire un’esatta dinamica di quanto accaduto addebitando ogni responsabilità al conducente. Sono stati denunciati per favoreggiamento. Nelle indagini della Polizia sono state utili le immagini di alcuni impianti di videosorveglianza che hanno ripreso le fasi del sinistro stradale.

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Castelli Romani

Ciampino, si costituisce il pirata dell’incidente in cui è morto Stefano Branco

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Si è consegnato alla Polizia stradale l’uomo coinvolto nel tremendo incidente il 6 luglio scorso sul Grande Raccordo Anulare in cui è morto il 25enne Stefano Branco. Il ragazzo era alla guida della Smart rossa. La mamma della vittima, Laura Magnani, un’insegnante di Ciampino, aveva lanciato un appello nei giorni scorsi: “Il mio angelo non c’è più, aiutatemi vi prego a fare chiarezza”.

La Stradale, forte di una sequenza di frammenti acquisiti da una telecamera dell’Anas, aveva chiaramente indicato una “Fiat Punto che subito dopo l’impatto si era fermata nella corsia centrale, per poi ripartire e fare perdere ogni traccia”.
Lo schianto era avvenuto intorno alle 16, sulla carreggiata esterna, nei pressi dello svincolo per la via del Mare. La Smart si era ribaltata.

Quel colpo è stato fatale per Stefano, un ragazzo perbene e dai sani principi che lavorava come guardia giurata e si era trasferito da poco a Marino.
Il conducente della Punto chiara, riconoscendosi nella persona ricercata, ha deciso di presentarsi spontaneamente negli uffici della Polstrada in via Magnasco, a Tor Sapienza. Oggi sarà ascoltato dal pm Vincenzo Barba. Per l’uomo si profila l’iscrizione nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio stradale a cui potrebbe essere sommata quella di omissione di soccorso, un atto comunque dovuto per permettere anche ai suoi periti di fiducia di prendere parte alle indagini tecniche.

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