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Trieste, poliziotti uccisi in questura: l’assassino sarebbe stato ricoverato in una clinica psichiatrica. Avrebbe sfondato con un’auto le barriere di un aeroporto. L’intervista esclusiva al Prefetto Francesco Tagliente

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Il Prefetto Francesco Tagliente è intervenuto a La Vita In Diretta condotta da Alberto Matano per parlare dell’omicidio degli Agenti della Volante 2 Pierluigi Rotta e Matteo Demenego nella Questura di Trieste.
In studio anche la giornalista del TG1 Emma D’Aquino e in collegamento da Trieste per tutti gli aggiornamenti, la giornalista Elena de Vincenzo
Nel corso del servizio Tagliente commentando le immagini del tentativo di fuga dell’assassino di Pierluigi e Matteo, ha detto che dai 26 secondi del filmato emerge che gli operatori della Questura di Trieste sono riusciti a fermare l’autore del duplice omicidio degli Agenti scongiurando ulteriori tragedie.

Il Filmato ha aggiunto il Prefetto mette in evidenzia anche una elevatissima professionalità e rispetto della persona da parte degli Agenti operanti: nel conflitto a fuoco potevano legittimamente uccidere l’assassino dei due colleghi, lo hanno solo ferito. Questa è la Polizia di Stato che vogliamo.
Abbiamo chiesto al Prefetto Tagliente una intervista sull’argomento. Ecco cosa ci ha detto.

Chi è Alejandro Meran l’assassino dei due Agenti delle Volanti della Questura di Tieste?
Azzardare ipotesi sarebbe poco serio. Bisogna aspettare l’esito degli accertamenti in tutti paesi e le città in cui ha abitato.
Per i poliziotti delle Volanti, al momento del fermo, era uno straniero di origini dominicane titolare di una carta di soggiorno ottenuta un paio di
anni fa, 29 anni, nessuna denuncia conosciuta, di professione magazziniere, in Italia da 14 anni, da sei mesi a Trieste con la madre cittadina italiana e con un vissuto in Baviera, a Udine, Bellino e L’Aquila. Un uomo qualunque, sul quale fare accertamenti per il furto di un motorino.

Fisicamente robusto, alto e molto muscoloso con i capelli rasta.
Dal Filmato emerge invece, una sua dimestichezza con le armi. Avrebbe scarrellato la pistola sottratta a uno dei due poliziotti, un gesto non alla portata di tutti. La sua familiarità con le armi si intuisce anche dalle immagini che lo ritraggono mentre tenta di fuggire impugnando le due pistole.
Per capire chi è, se abbia commesso altri episodi di violenza, bisogna aspettare i riscontri dal paese di origine e dalle città dove ha soggiornato. Si ipotizza che sarebbe stato coinvolto in una vicenda di droga a Santo Domingo. Si è saputo anche che in Germania con un’auto avrebbe tentato di sfondare le barriere dell’aeroporto di Monaco di Baviera. Per questo sarebbe stato ricoverato in una clinica psichiatrica da cui poi si sarebbe allontanato. Ma di questo, al momento dell’accompagnamento negli uffici della Questura di Trieste, nulla risultava alle autorità italiane.

Cosa le fa pensare il filmato di 26 secondi sul tentativo di fuga dell’Assassino dei due poliziotti dalla Questura?
E ‘solo un segmento di immagine di quello che è accaduto, e non ci consente una ricostruzione completa. Ci offre comunque lo spunto per
riflettere. Sono immagini che evidenziano fasi estremamente concitate e allo stesso tempo drammatiche con la risposta degli operatori della
Questura di Trieste: dopo l’uccisione dei colleghi Pierluigi e Matteo sono riusciti a rendere inoffensivo l’assassino scongiurando la possibilità che il
bilancio potesse essere più tragico. Sparava all’impazzata, se non fosse stato arrestato avrebbe potuto ammazzare altre persone. L’operato degli
Agenti evidenzia anche la loro professionalità e il rispetto della persona. Nel conflitto a fuoco lo avrebbero potuto legittimamente uccidere ma lo hanno solo ferito. Questo fa emergere il grande rispetto per la vita umana da parte degli Agenti.

C’è stata anche una polemica sull’uso delle manette
Chiariamo subito che non c’erano i presupposti giuridici per mettere le manette e nulla faceva presagire una azione così criminale.
Gli operatori delle volanti stavano trattando il caso di un 29enne incensurato responsabile di rapina impropria, il furto di un motorino seguito da una spinta alla proprietaria, avvenuta in mattinata, quindi era passata da un pezzo la flagranza e non c’erano i presupposti per operare un fermo di indiziato di delitto perché si era costituito. Agli agenti non può essere addebitata nessuna leggerezza. Hanno operato bene. Sono certo che se si fossero trovati di fronte un sospettato di terrorismo o di criminalità organizzata, o avessero conosciuto il suo precedente in Germania con il ricovero coatto in una clinica psichiatrica le procedure e le cautele nell’accompagnarlo al bagno sarebbero state diverse.

C’è stata polemica anche sulle fondine in uso agli Agenti
La polemica sulle fondine mi sembra fuori luogo considerato che nessuno ha visto il momento del duplice omicidio e in che maniera l’assassino si sia impossessato dell’arma. Condivido quindi quello che ha detto sull’argomento il Capo della Polizia Franco Gabrielli: “Non c’è correlazione tra l’ipotetica inefficienza della fondina e l’episodio che ha visto la morte dei colleghi della questura di Trieste”.

Chi sono per Francesco Tagliente i due poliziotti Matteo Demenego e Pierluigi Rotta uccisi da Meran?
La personalità di Pierluigi e Matteo emerge chiaramente dal video che hanno postato come Volante 2 prima di intraprendere un turno di
servizio notturno: “Dormite sonni tranquilli ci sono i figli delle stelle”. Da quel video oltre al senso del dovere e la dedizione traspare l’impegno, la
passione, lo spirito di servizio e il senso dello Stato dei due poliziotti che, come tanti altri colleghi delle Volanti, per garantire il diritto alla sicurezza
di chi ha bisogno, spesso rinunciano anche ai propri diritti. Rappresenta il sacrificio e la dedizione al servizio di tanti operatori della Polizia di Stato
che hanno sacrificato anche la loro vita per garantire il rispetto delle leggi dello Stato e per tutelare la sicurezza di tutti i cittadini della Nazione.
E se 7 italiani su 10 hanno fiducia nel lavoro della Polizia di Stato; se con il 71,5 per cento dei consensi, la Polizia di Stato risulta essere il Corpo in
divisa più amato tra tutte le Forze dell’Ordine – come riportato nel Rapporto Eurispes 2019 – gran parte del merito va anche alle volanti impegnate nell’attività di controllo del territorio.

Dalle sue parole traspare un’altissima considerazione del lavoro delle Volanti. Quali sono i valori che accomunano gli uomini di questi reparti?
Gli operatori delle Volanti sono legati da un lavoro che li espone più degli altri ad un elevato rischio fisico e giuridico e hanno un comune modo di
sentire il dovere di servizio per la gente. Vivendo a contatto con le condizioni umane più drammatiche maturano una particolare sensibilità sociale che traspare dal grande rispetto per la persona soprattutto nei confronti di chi versa in una condizione di fragilità. Ed è proprio questo modo di interpretare il servizio che consente alla Polizia di godere di un enorme rispetto, gratitudine e ammirazione da parte della gente.

Per concludere ci indica cosa fare per ridurre l’esposizione a questo elevato rischio fisico e giuridico degli operatori delle Volanti? Ci dica quale metterebbe al primo posto?
La certezza e l’immediatezza della esecuzione carceraria della pena per gli autori di crimini gravi che manifestano una indole violenta.

Può spiegarlo meglio con un esempio?
Ci sono tantissimi esempi. Solo nelle ultime ore il personale di un Commissariato romano è stato coinvolto in tre diversi episodi di soggetti senza fissa dimora che hanno reagito con violenza e minaccia al controllo di polizia. In un caso ci sono stati due poliziotti feriti. In tutti e tre i casi le persone arrestate sono tornate libere dopo poche ore, senza misure idonee a cautelare la società civile dalla loro rabbia, dalla loro violenza e dalla loro forza fisica. E senza nessuna cura sociale o sanitaria.
Per indicare un fatto grave che non ha avuto conseguenze drammatiche per la prontezza del poliziotto, faccio riferimento al caso romano di un
nigeriano di 20 anni già con precedenti che nel corso di un controllo aggredisce l’agente e nella colluttazione cerca di levargli la pistola. L’agente,
aiutato da un collega, reagisce evitando che lo straniero possa impossessarsi dell’arma. Il nigeriano viene portato al Commissariato Esquilino dove aggredisce due poliziotti procurando lesioni refertate ad entrambi. Arrestato per lesioni viene portato in udienza, dove il suo arresto viene convalidato ma viene rimesso subito in libertà con il semplice obbligo di firma a un commissariato vicino a quello che ha operato.

Con quale messaggio vuole chiudere questa intervista?
Invito a immaginare l’effetto di quella decisione sugli operatori aggrediti chiamati a ripetere i controlli nei confronti di pregiudicati pericolosi della
zona, e sugli stessi destinatari dei controlli. Sono stato sempre convinto che se anche uno solo degli anelli della catena messa a protezione della società non svolgesse il suo ruolo, verrebbe vanificato anche l’impegno e il ruolo di tutti gli altri.

Esteri

Israele, niente mascherine all’aperto a partire da oggi

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Da oggi in Israele non è più obbligatorio indossare la mascherina all’aperto, mentre resta la norma per gli spazi al chiuso. La decisione è stata presa nei giorni scorsi dal ministero della sanità in accordo con gli esperti in base ai risultati della campagna vaccinale che hanno portato ad un drastico calo di tutti i segni della pandemia.

Il Commissario per la lotta al virus Nachman Ash ha detto che “la grande sfida” sarà garantire che le mascherine siano utilizzate in spazi chiusi. “Spero – ha sottolineato – che possiamo contare sul fatto che ognuno tenga un mascherina in tasca e la usi quando serve”. Da oggi hanno anche riaperto tutte le scuole.

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Ambiente

Emergenza rifiuti a Roma e nel Lazio: ecco come stanno le cose

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L’approfondimento di Chiara Rai a “Officina Stampa” del 15/04/2021 con video servizi e interviste agli ospiti istituzionali: Il Consigliere regionale del Lazio e Presidente della Commissione Ambiente On. Valerio Novelli, l’ingegnere e professore universitario nonché vicesindaco di Albano Laziale Luca Andreassi, il Presidente dell’associazione “Amici del Garofano Rosso” e ex Consigliere regionale del Lazio Donato Robilotta, l’ex AD di AMA Roma Daniele Fortini e il Sindaco di Napoli Luigi De Magistris

Nuova emergenza rifiuti a Roma, una città che da sempre vive il problema dell’immondizia qualsiasi sia stato il colore politico di chi si è alternato al governo capitolino.

Da Veltroni in poi è mancato un piano di progettualità e ci si è affidati a Cerroni che ha fatto da stampella fin quando è stato utile. 

L’approfondimento di Chiara Rai sull’emergenza rifiuti a Roma e nel Lazio insieme agli ospiti in studio: Il Consigliere regionale del Lazio e Presidente della Commissione Ambiente On. Valerio Novelli, l’ingegnere e professore universitario nonché vicesindaco di Albano Laziale Luca Andreassi, il Presidente dell’associazione “Amici del Garofano Rosso” e ex Consigliere regionale del Lazio Donato Robilotta – Officina Stampa del 15/04/2021

Il problema di Roma? La non autosufficienza nel chiudere il ciclo dei rifiuti

Video servizio sull’emergenza rifiuti a Roma trasmesso a Officina Stampa del 15/04/2021

C’è una carenza di impianti, la differenziata è ferma al palo e le isole ecologiche sono insufficienti a reggere il peso dell’intero territorio. Non c’è un sito finale per lo smaltimento e nel 2021 siamo ancora nell’era delle discariche.

Gli ecodistretti di Ignazio Marino sono stati cancellati senza alternative. La sindaca Raggi, ha fermato, senza proporre alternative gli Ecodistretti che erano stati messi in piedi dall’ex giunta Marino. Niente biodigestori destinati a utilizzare l’umido, trasformando il rifiuto in ricchezza, perchè con gli scarti alimentari sarebbe stato prodotto gas.

Daniele Fortini ex AD di AMA Roma intervistato da Chiara Rai a Officina Stampa del 15/04/2021

La percentuale di differenziata a Roma sfiora appena il 46%, ben lontano da quel 70% da raggiungere entro il 2021 promesso dall’allora assessora ai Rifiuti, Pinuccia Montanari.

Quel 70% era anche la soglia indicata come “conditio sine qua non” per la dismissione del TMB Salario: a chiuderlo, invece, ci ha pensato un rogo nel 2018. E sul futuro non ci sono ancora certezze.

Roma chiede aiuto a Napoli

Roma chiede aiuto a Napoli – Video servizio trasmesso a Officina Stampa del 15/04/2021

La Sapna, società provinciale per la gestione dei rifiuti della Città metropolitana di Napoli, ha ricevuto il 2 aprile scorso una richiesta da parte della Regione Lazio e di Ama Roma per il conferimento di circa 100 tonnellate al giorno di rifiuto indifferenziato a causa della situazione d’emergenza dei rifiuti che vive la città di Roma dopo la chiusura dell’impianto di Roccasecca nel Frusinate.

Sapna, d’intesa con la Città metropolitana, ha in corso una valutazione tecnica per verificare l’accoglibilità della richiesta.

Il Sindaco di Napoli intervistato da Chiara Rai parla della gestione rifiuti di Napoli e dei risultati ottenuti – Officina Stampa del 15/04/2021

Quest’ultima crisi è stata prodotta dalla chiusura di una discarica vicino Frosinone che serviva anche la Capitale. Se la Sapna, società provinciale per la gestione dei rifiuti della Città metropolitana di Napoli accetterà la richiesta di Ama, la Regione Lazio lavorerà ad accordi anche con la Campania.

Già attiva e vigente invece un’intesa per l’invio di parte dell’immondizia di Roma in Abruzzo. E si starebbe lavorando ad una gara per sfruttare anche canali esteri.

Arriva in soccorso, ancora, la discarica di Viterbo dopo le quantità destinate già dalla precedente ordinanza (circa 250 tonnellate/giorno) all’impianto di Monterazzano.

Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ha firmato un’ordinanza dopo la presa d’atto dei ritardi di Ama nella definizione degli accordi interregionali. Dunque dallo scorso lunedì 12 aprile, dagli impianti romani per il Tmb 1 e 2 di Malagrotta, si conferiscono ulteriori 100 tonnellate  al giorno degli scarti prodotti, nella discarica Ecologia Viterbo.

Scontro tra Regione Lazio e Comune di Roma

Lo scontro tra Regione Lazio e Comune di Roma sull’emergenza rifiuti – Video servizio trasmesso a Officina Stampa del 15/04/2021

Continua lo scontro tra il Comune di Roma e la Regione Lazio. Il Presidente Zingaretti ha rilanciato l’out out: “Senza impianti commissariamento”, vale a dire che Raggi è stata nuovamente redarguita e “invitata” a presentare un piano impiantistico, quindi TMB e discariche che consentano alla Capitale di poter chiudere, così come prescritto dal piano regionale dei rifiuti, il ciclo sul proprio territorio.

Il Comune risponde no al diktat e sarebbe orientato a mettere in atto il piano di industriale di Ama approvato di recente che per la filiera dei rifiuti indifferenziati non prevede alcuna discarica, ma solo un nuovo TMB (impianto di trattamento meccanico biologico).

Conflitto e mancanza di una progettazione, dunque, vede proseguire la bagarre tra Comune e Regione Lazio che rimangono alla resa dei conti senza prospettive e soluzioni reali da attuare.

A questo punto, forse, è auspicabile un commissario che possa affrontare l’emergenza con la costruzione degli impianti necessari e una programmazione adeguata?

Cosa ci aspetta per il futuro?

Emergenza rifiuti a Roma, cosa riserva il futuro? – Il video servizio trasmesso a Officina Stampa del 15/04/2021

Nel piano industriale di Ama 2021-2024 è prevista la costruzione di un nuovo TMB, più moderno ed efficiente e si spera, senza impatto devastante sul territorio circostante. Questo e non solo per tentare di risollevare le sorti del sistema rifiuti della Capitale.

 “Entro il 2024” saranno realizzati i due impianti di compostaggio a Casal Selce e Cesano.

E nonostante le opposizioni dei territori, il Campidoglio tiene la barra dritta: i due siti serviranno per il trattamento della frazione umida. Annunciati nel 2017 arriveranno, forse, dopo sette anni.

Previsti poi due impianti di selezione multimateriale per la differenziazione della carta, della plastica, dei metalli. Uno di questi sarà proprio a Rocca Cencia: il Comune, come detto, vuole chiudere e riconvertire il TMB sempre entro il 2024.

Diciassette invece le aree individuate per altrettante isole ecologiche. L’obiettivo è quello di averne una ogni 70mila abitanti ma il vero nodo da sciogliere resta quello del sito per lo smaltimento finale. La discarica di Roma.

Il 31 dicembre dello scorso anno, la Giunta Raggi ha firmato la delibera per realizzare la discarica a Monte Carnevale, nella Valle Galeria: il territorio che per trent’anni ha sopportato Malagrotta. Ma su Monte Carnevale, che da discarica di inerti sarebbe stata trasformata in discarica per i rifiuti solidi urbani, è scattata l’inchiesta della Procura di Roma che ha visto finire agli arresti domiciliari Valter Lozza, imprenditore cui fa capo la MAD, che gestisce la discarica di Roccasecca e la dirigente della Regione Lazio, Flaminia Tosini. La sindaca Raggi così ha fatto subito dietrofront: revocando la discarica di Monte Carnevale. Secondo le indagini, Lozza avrebbe ottenuto indebitamente l’autorizzazione per trasformare la discarica di rifiuti inerti di Monte Carnevale in discarica per lo smaltimento per rifiuti derivati dal trattamento Rsu.

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Cronaca

Strage di Bologna: iniziato il nuovo processo

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Prima udienza del nuovo processo sulla Strage della stazione di Bologna, a 40 anni e 8 mesi dal 2 agosto 1980. Nell’aula della Corte di assise del tribunale di Bologna anche il sindaco Virginio Merola e la vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Elly Schlein, in rappresentanza delle istituzioni che si sono costituite parte civile.

Bellini, detto la Primula Nera, ex Avanguardia Nazionale, assassino del militante di Lotta Continua Alceste Campanile, ex collaboratore di giustizia, per la Procura generale di Bologna è il quinto attentatore, presente in stazione la mattina del 2 agosto.

Il paragone utilizzato da Bellini rimanda alla vicenda di Ferdinando Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, attivisti e anarchici italiani che furono arrestati, processati e condannati a morte con l’accusa di omicidio di un contabile e di una guardia del calzaturificio Slater and Morrill di South Braintree, negli Stati Uniti, nel 1927. Solo cinquant’anni dopo la morte furono riconosciuti gli errori giudiziari commessi nel processo e la loro memoria venne riabilitata.

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