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Viterbo, scacco alla mafia: maxi operazione dei carabinieri. In manette 13 persone

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VITERBO – Dalle prime luci dell’alba, i Carabinieri del Comando Provinciale di Viterbo – con l’ausilio del Raggruppamento Aeromobili CC di Pratica di Mare (RM), di unità cinofile per la ricerca di armi e droga nonché Squadre della C.I.O. (Compagnia Intervento Operativo) dell’8° Reggimento “Lazio” sono impegnati in diverse località della Tuscia per l’esecuzione di un provvedimento cautelare, emesso dal G.I.P. del Tribunale di Roma, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, nei confronti di tredici persone.

L’ordinanza applicativa della misura cautelare personale (11 in carcere, 2 agli arresti domiciliari) scaturisce da un’indagine, convenzionalmente denominata Operazione Erostrato, avviata nel mese di dicembre 2016, dai Carabinieri del Nucleo Investigativo e della Compagnia di Viterbo, prima sotto la direzione della Procura della Repubblica di Viterbo e poi, configurandosi delitti di competenza della Procura Distrettuale, sotto la Direzione Distrettuale Antimafia. Più precisamente, il 18 aprile del 2017, a seguito di due incendi appiccati consecutivamente a Grotte Santo Stefano, a seguito dei quali veniva, prima, distrutta l’autovettura di un Carabiniere in servizio proprio al citato Nucleo Investigativo e, poi, a Capodimonte, con le stesse modalità, veniva resa inservibile la macchina e danneggiata pesantemente l’abitazione del titolare di un compro oro.

Le investigazioni, risultate molto complesse, hanno permesso di accertare l’esistenza a Viterbo di un sodalizio criminale – facente capo al calabrese TROVATO Giuseppe e all’albanese REBESHI Ismail – che presenta le precipue caratteristiche dell’associazione di tipo mafioso di cui all’art. 416 bis del codice penale. Nel caso di specie, i membri dell’organizzazione criminale hanno agito in accordo tra loro per la commissione di un numero potenzialmente indeterminato di reati coinvolgenti diversi settori, compreso quello economico, attraverso metodi propriamente mafiosi:
 la tradizionale attività estorsiva praticata dai predetti;
 la condizione di totale assoggettamento dei sodali piegati ad un contesto gerarchizzato;
 il clima di omertà e paura della popolazione, non sempre disposta a denunciare le vessazioni subite, talvolta pronta a ritrattare dichiarazioni accusatorie e più spesso costretta a subirle, determinandosi a mutare piuttosto le proprie abitudini di vita.
L’associazione di tipo mafioso
Il sodalizio, attraverso il ricorso sistematico alla violenza, ha come obiettivo quello di conseguire il “controllo del territorio” nella città di Viterbo per quanto riguarda alcuni settori economici ed attività illecite. Il metodo mafioso, cui ricorrono i sodali, per l’appunto, è finalizzato:
a. al controllo di attività economiche e segnatamente riguardanti:

  • il commercio di preziosi usati, i cosiddetti Compro Oro. A tale settore, in particolare, è interessato uno dei “capi”, il calabrese TROVATO Giuseppe, titolare a Viterbo di tre Compro Oro;
  • i locali notturni frequentati da stranieri, cui è direttamente interessato l’altro capo dell’organizzazione, l’albanese REBESHI Ismail
  • il settore dei traslochi, cui è interessato LAEZZA Gabriele, essendo il padre titolare di una ditta di traslochi;
    b. alla commissione di diversi delitti come:
  • il controllo del mercato degli stupefacenti, nel cui ambito REBESHI riveste uno storico ruolo di vertice;
  • il “recupero credito”;
  • forme diverse di estorsione (costrizione di soggetti a desistere da azioni giudiziarie nei confronti di persone vicine al sodalizio oppure l’offerta di protezione).

Inoltre, diverse persone si sono rivolte all’associazione criminale, alla quale hanno chiesto l’intervento di alcuni sodali per tentare di risolvere controversie di natura privatistica.

Il programma criminoso

L’organizzazione criminale – frutto della fusione tra la metodologia mafiosa “calabrese”, importata a Viterbo da TROVATO e l’inclinazione spiccatamente violenta della criminalità albanese, propria di REBESHI – persegue il proprio programma attuando sistematicamente una strategia basata sulle intimidazioni e violenze, capace di diffondere a Viterbo – ove si è radicata – un comune sentire nella comunità, caratterizzato dalla percezione di forte timore e da una soggezione di fronte alla forza prevaricatrice del gruppo. Tale forza intimidatrice è stata espressa all’esterno dell’organizzazione con concreti atti, tipici delle organizzazioni mafiose storiche, passando:
da un “semplice”, ma efficace, atteggiamento non violento ma minaccioso, appostandosi, ad esempio, nei pressi di attività commerciali delle vittime;
all’intervento “bonario” di uno dei due capi dell’associazione, TROVATO Giuseppe, per la risoluzione, grazie alla propria fama criminale, di controversie tra privati; all’invio di messaggi minatori, corredati di proiettili; alla collocazione di teste di animali mozzate nell’autovettura di una delle vittime, ovvero dinanzi a negozi o discoteche, “attenzionati” dal sodalizio; alla pianificazione di rapine nei confronti di un soggetto che non si è immediatamente sottomesso al volere dei sodali; ai numerosi attentati incendiari che hanno interessato le vittime delle attenzioni violente dell’associazione. Proprio tali atti rappresentano la caratteristica principale del violento modus operandi dell’associazione; fino ad arrivare all’esplosione di diversi colpi di arma contro la vetrina di un negozio compro oro, per costringerlo a chiudere.

Il ricorso sistematico alla violenza

L’associazione gode diffusamente, nella città di Viterbo, di una propria fama criminale, conferita non solo dalle azioni criminali di cui molti, nella locale comunità, ne hanno piena conoscenza, ma anche dalla caratura criminale di TROVATO Giuseppe, la cui figura si caratterizza di quell’alone evocativo di ‘ndranghetista, e di REBESHI Ismail, noto per i suoi trascorsi giudiziari. Con riferimento al personaggio TROVATO, come già si è avuto modo di dire, ha importato dalle sue zone d’origine, nel viterbese, una metodologia mafiosa, condivisa da tutti i sodali dell’organizzazione. Un metodo che TROVATO certamente ha mutuato da un agguerrito clan ‘ndranghetista, ossia quello della famiglia Giampà di Lamezia Terme , al quale risulta molto vicino e legato anche da rapporti di parentela con alcuni importanti esponenti.

La fama criminale e i collegamenti con la ‘ndrangheta

Dal mese di gennaio 2017 a oggi, gli investigatori hanno ricostruito una cinquantina di atti intimidatori, realizzati spesso dal sodalizio, con il medesimo modus operandi. Di seguito alcuni di detti violenti episodi che dimostrano anche un accanimento ossessivo nei confronti delle vittime per costringerle a sottostare alla volontà del sodalizio:

dal mese di gennaio 2017 a giugno 2018, ad un commercialista di Viterbo e alla sua famiglia, per motivi non ancora chiariti, sono state incendiate, nottetempo, in circostanze diverse, due autovetture e danneggiata una terza, inviata una lettera minatoria con proiettili all’interno e fatto ritrovare la carcassa di un animale;

dal mese di aprile a novembre 2017, al titolare di un negozio compro oro a Viterbo, sono state incendiate, nottetempo, in circostanze diverse, due autovetture, fatta ritrovare una testa di agnello sgozzato nella sua autovettura ed imbrattata la vetrina dell’esercizio;
dal mese di settembre a novembre 2017, alla titolare di un negozio compro oro di Viterbo, sono state incendiate, nottetempo, in circostanze diverse, due autovetture, apposti lumi funebri e fatte scritte minatorie sul vetrina dell’attività commerciale, collocate sulla serranda del negozio tre teste di maiali con proiettili conficcati sulla fronte e tentato di incendiare lo stesso negozio;
nel mese di aprile 2017, a Capodimonte, è stata incendiata l’autovettura del titolare un negozio compro oro a Viterbo. Le fiamme hanno interessato anche l’abitazione della vittima;

dal mese di marzo 2017 a febbraio 2018, a Viterbo, nottetempo, in circostanze diverse, sono state incendiate tre autovetture, appartenenti ad altri gestori di compro oro;
nel mese di febbraio 2017, è stata danneggiata l’autovettura di una ex dipendente di uno degli indagati;
nel mese di ottobre 2017, i titolari di una discoteca sono stati intimiditi con la collocazione di cinque teste di agnello mozzate all’ingresso del locale, con messaggi minatori, il danneggiamento di autovettura e altro;
a luglio 2017, in una zona residenziale di Viterbo, è stata incendiata l’autovettura di un avvocato;
il 3 settembre 2017, è stato tentato il furto in danno di un importante negozio compro oro e, esattamente un anno dopo, contro il medesimo esercizio, sono stati esplosi diversi colpi di arma da fuoco;
nel mese di ottobre 2017, dinanzi ad una discoteca, è stata incendiata l’autovettura del titolare di una società specializzata nella sicurezza anche di locali notturni;
nel mese di dicembre 2017, sono stati predisposti due tentativi di rapina in danno del titolare di un ristorante di Viterbo, azioni non portate a termine per l’intervento dei Carabinieri;
il 31 dicembre 2017, a Viterbo, sono state incendiate due autovetture di un pregiudicato di origini campane;

nel mese di gennaio 2018, a Viterbo, sono state incendiate dodici autovetture che si trovavano parcheggiate nel parcheggio di un rivenditore di auto;
nello stesso mese di gennaio, a Viterbo, sono stati incendiati i furgoni di una ditta di traslochi;
nel mese di maggio 2018, a Viterbo, è stato vittima di un violento pestaggio un pregiudicato del posto;
durante lo stesso mese di maggio, a Viterbo, è stata incendiata l’autovettura di un parente di un direttore di ufficio postale.

Diversi altri azioni violente sono state ricostruite e tante altre i Carabinieri, intervenuti preventivamente, sono riusciti a evitare che fossero portate a termine.

Gli atti intimidatori

Le indagini – come già accennato per l’incendio dell’autovettura di un militare in servizio al Nucleo Investigativo di Viterbo, “reo” di aver partecipato ad alcuni fasi salienti delle operazioni di polizia giudiziaria che hanno portato all’arresto per droga di alcune persone vicine ad uno dei capi dell’organizzazione, REBESHI Ismail – hanno evidenziato il profondo rancore nutrito da tutti i componenti del sodalizio nei confronti di appartenenti alle Forze dell’Ordine, segnatamente all’Arma dei Carabinieri e alla Polizia di Stato. Tale astio è sfociato in azioni concrete come dimostra:

l’incendio dell’autovettura appartenente ad un secondo Carabiniere, avvenuto in una notte del mese di giugno 2017, quando il mezzo era parcheggiato nei pressi della sua abitazione. Il movente di tale gesto, sintomatico in un profondo odio verso i tutori della legge, è stato individuato nell’impegno profuso dal militare nel cercare informazioni utili ad individuare gli autori dell’incendio del veicolo del collega avvenuto nel precedente mese di aprile;

la predisposizione di un attentato incendiario ai danni dell’autovettura di un agente della Polizia di Stato in servizio presso la Questura di Viterbo, non portato a compimento per l’intervento preventivo dei Carabinieri che, nel mese di novembre 2017, hanno provveduto a sequestrare due bottiglie incendiarie destinate allo scopo. L’agente era ritenuto “responsabile” di aver proceduto a controlli e verifiche amministrative sui punti vendita di compro oro gestiti da TROVATO Giuseppe per recare un nocumento a quest’ultimo e, contestualmente, avvantaggiare la concorrenza;

i propositi violenti nei confronti di altro militare dell’Arma dei Carabinieri ed appartenenti alla Polizia di Stato, ritenuti “responsabili”, di svolgere indagini nei confronti dei componenti dell’associazione o effettuare ripetuti controlli. Detti propositi si sono concretizzati, talvolta, anche attraverso appostamenti e pedinamenti nei confronti delle Forze dell’Ordine per studiare abitudini di vita, i luoghi di privata dimora e le autovetture in uso per colpirli.
Le azioni ed i propositi violenti contro appartenente alle Forze di Polizia

Gli indagati sono:

  1. TROVATO Giuseppe, detto “Peppino”, quarantatreenne originario di Lamezia Terme, da anni trasferitosi a Viterbo, dove gestisce tre compro oro, con un ruolo di vertice nell’associazione oggi smantellata;
  2. REBESHI Ismail, detto “Ermal”, cittadino albanese di trentasei anni, domiciliato a Viterbo, dove gestisce una rivendita di autovettura ed un locale notturno, anche questi con ruolo di vertice nel sodalizio;
  3. PATOZI Spartak, detto “Ricmond”, cittadino albanese di trentuno anni, residente a Vitorchiano (VT), operaio, partecipe dell’associazione;
  4. DERVISHI Sokol, detto “Codino”, cittadino albanese di trentatré anni, residente a Viterbo, operaio, partecipe dell’associazione;
  5. GURGURI Gazmir, detto “Gas”, cittadino albanese di trentacinque anni, residente a Canepina (VT), operaio, partecipe dell’associazione;
  6. LAEZZA Gabriele, detto “Gamberone”, trentunenne, residente a Viterbo, residente a Viterbo, operaio, partecipe dell’associazione;
  7. OUFIR Fouzia, detta “Sofia”, cittadina marocchina di trentaquattro anni, residente a Viterbo, compagna e dipendente di TROVATO, partecipe dell’associazione;
  8. GUADAGNO Martina, trentunenne residente a Viterbo, dipendente di Trovato, partecipe dell’associazione;
  9. FORIERI Luigi, detto “Gigi”, cinquantunenne residente a Caprarola, titolare di un bar, partecipe dell’associazione;
  10. PATOZI Shkelzen, detto “Zen”, cittadino albanese di trentaquattro anni, residente a Viterbo, operaio, partecipe dell’associazione;
  11. PAVEL IONEL, cittadino romeno di trentacinque anni, concorrente in alcuni delitti-fine;
  12. PECCI Manuel, ventinovenne residente a Viterbo, titolare di un centro estetico, concorrente in un delitto-fine;
  13. ERASMI Emanuele, cinquantenne residente a Viterbo, artigiano, concorrente in un delitto-fine.

Le ipotesi delittuose contestate

Gli indagati ed i ruoli

I tredici indagati soggetti sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di “associazione di tipo mafioso ed estorsioni, danneggiamenti, danneggiamento seguito di incendio, incendio, furto, tentativi di rapina, favoreggiamento personale, lesioni personali, illecita concorrenza con violenza o minaccia, detenzioni di armi comuni da sparo, con l’aggravante di aver commesso tali delitti per agevolare l’associazione mafiosa e/o avvalendosi del metodo mafioso”.

Gli indagati dopo le formalità di rito sono stati associati presso le Case Circondariali di Viterbo e Civitavecchia (per le donne), ad eccezione di PECCI ed ERASMI sottoposti alla misura cautelare degli arresti domiciliari.
Presso la Casa Circondariale di Viterbo, i Carabinieri, unitamente a personale del Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria hanno eseguito alcune perquisizioni anche in quell’Istituto.

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NEPI (VT) – In manette pregiudicato: sequestra 14enne trascinandolo in macchina e minacciandolo con una sciabola

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NEPI (VT) – Un pregiudicato di circa 50 anni, si è scagliato contro un gruppo di ragazzini di 14 anni, a Nepi all’interno di un parcheggio di un supermercato, dove lui era solito lasciare parcheggiati i suoi due motorini, che a suo dire li aveva ritrovati danneggiati dando la colpa proprio ai giovani quattordicenni. A quel punto in un gesto di ira ha sequestrato uno dei giovani e lo ha trascinato in macchina e trasportato in giro per Nepi, minacciandolo costantemente con una sciabola a che lui e i suoi amici trovassero i soldi per riparare i motorini; immediatamente sono scattate le ricerche dei carabinieri della stazione attivati dagli amici rimasti nel parcheggio, e poco dopo proprio i carabinieri della stazione hanno rintracciato il pregiudicato nei pressi del supermercato ed immediatamente hanno messo in sicurezza i giovani e bloccato il pregiudicato.

 Subito hanno perquisito l’auto ed hanno sequestrato la sciabola usata per la minaccia. Al termine dell’azione di polizia il soggetto è stato arrestato ed i ragazzi sono risultati tutti illesi ed in sicurezza

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Cronaca

Ex Ilva, Fiore (FN) incontra gli imprenditori traditi: “Bomba sociale con rari precedenti”

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Il leader di Forza Nuova è volato a Taranto dove ha potuto raccogliere la denuncia di tutto l’indotto danneggiato dalla vicenda che coinvolge ArcelorMittal e l’industria siderurgica

Roberto Fiore, segretario nazionale di Forza Nuova, è volato con urgenza in queste ore a Taranto dove ha incontrato decine di imprenditori danneggiati pesantemente da quanto sta accadendo nello stabilimento dell’ex Ilva.

Il leader del movimento ha raccolto le denunce dei lavoratori che da domani, giovedì 21 novembre, bloccheranno lo stabilimento: “Il blocco previsto porterà allo sciopero di migliaia di persone: almeno 3-4mila tra imprenditori e lavoratori appartenenti all’indotto faranno valere le proprie ragioni. Lo stop è previsto da mezzogiorno e durerà fino a data da destinarsi, fino a nuove ma concrete notizie. Alcuni imprenditori lamentano ammanchi addirittura dal 2015, buchi che si aggirano sulle centinaia di migliaia di euro, altri affermano addirittura di aver ricevuto veline di pagamento false. Quello che più li amareggia è l’assenza dello Stato in questa situazione, uno Stato che ha promesso interventi poi mai avvenuti. I lavoratori sono decisi ad andare fino in fondo e sono comprensibilmente sul piede di guerra: quella a cui stiamo assistendo è una bomba sociale con rari precedenti”.

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Cultura e Spettacoli

Trento, città del Natale: ecco il calendario ricco di eventi

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TRENTODal 23 novembre al 6 gennaio Trento diventerà Città del Natale con un ricco calendario di eventi e appuntamenti che animeranno la città, vivacizzando il centro storico con numerose e interessanti proposte, tra le quali il Natale dei bambini.

Quale bambino infatti non è attratto dalla magia del Natale, da quel mondo pieno di luce e di mistero, in cui magari farsi trasportare da elfi e folletti su slitte piene di doni?

CLICCARE SULLA FOTO PER GUARDARE IL VIDEO SERVIZIO

Il video servizio trasmesso a Officina Stampa del 14/11/2019

Senza andare tanto lontano, questo sarà possibile in piazza Santa Maria Maggiore, dove verrà realizzato il Villaggio del Natale, un piccolo regno dove i bambini e le loro famiglie potranno vivere la vera magia natalizia, incontrare gli aiutanti di Babbo Natale, giocare in compagnia, scrivere le letterine dei desideri, ascoltare incantevoli fiabe e molto altro ancora.

Qui verrà allestita l’Officina del Natale, la casetta principale del villaggio, in cui i bambini potranno partecipare ai laboratori creativi, creare oggetti con la carta e minuterie del presepe, colorare disegni, realizzare piccoli addobbi, lavorare la creta e preparare i biscotti di Natale con l’aiuto dei folletti del bosco, in una vera atmosfera natalizia, ricca di emozioni, affetto e colori.

Oltre ai laboratori liberi, fino al 20 dicembre, saranno organizzati nel Villaggio dei laboratori didattici dal titolo Alla scoperta degli antichi mestieri e delle tradizioni popolari, che mirano a promuovere tra i bambini delle scuole dell’infanzia e primarie la riscoperta delle tradizioni trentine e degli antichi mestieri, per mantenere viva nel tempo la memoria dei nostri territori e valorizzarne il patrimonio storico e culturale.

Accanto alla casetta principale si troverà l’ufficio postale di Babbo Natale: una piccola e graziosa postazione dove i bambini potranno incontrare Babbo Natale, arrivato a bordo della sua meravigliosa slitta, consegnargli di persona le letterine, oppure decidere di scriverle insieme alle animatrici ed imbucarle nella cassetta delle lettere. Protagonisti del Natale saranno anche gli animali e per l’occasione nel Villaggio verrà allestita una piccola fattoria dove grandi e piccini potranno ammirare da vicino asini, cavalli, galline, pecore e caprette.

La città del Natale continua con la festa di Santa Lucia e il 14 e il 15 dicembre alle 16 e alle 17 avrà luogo lo spettacolo Circo di Luce, eseguito da attori e trampolieri, dove un buffo personaggio e il suo asinello accompagneranno Santa Lucia ad incontrare i bambini.

Per festeggiare il nuovo anno, invece, il primo gennaio alle 14.30 si terrà L’eco gioco dell’oca, un mix tra spettacolo ed intrattenimento che mira a promuovere lo sviluppo di una cultura eco-sostenibile nel pubblico dei più piccoli, futuri custodi del pianeta.

Il Natale dei bambini si concluderà il 6 gennaio per la festa della Befana, con uno spettacolo di animazione comica-interattiva dedicato a tutti i bambini, dal titolo La Befana vien di Notte con le scarpe tutte rotte…, organizzato dalla compagnia Teatro per Caso.

Il villaggio di piazza Santa Maria Maggiore aprirà ufficialmente le porte sabato 23 novembre alle 15.30. A seguire verranno inaugurati i mercatini di piazza Cesare Battisti (ore 17) e di piazza Fiera (ore 18).

Alle 19 si accenderà l’albero di Natale allestito nel cuore della città, in piazza Duomo dove sarà aperta una casetta, punto informativo dell’Azienda per il turismo Trento, Monte Bondone e Valle dei Laghi e ad attendere i bambini e i turisti ci sarà il tradizionale trenino di Natale, che accompagnerà i più curiosi per le vie del centro storico, alla scoperta dei meravigliosi palazzi e monumenti della città.

Continua l’iniziativa La piazza che suona, che nel periodo natalizio proporrà tra le 11 e le 17 un paesaggio sonoro arricchito ogni giorno da scelte musicali natalizie, dall’antico al contemporaneo. Martedì 24 dicembre, per ricordare il 250° anniversario del passaggio a Trento di Wolfgang Amadeus Mozart, saranno trasmesse le sue composizioni tratte dal repertorio sacro-liturgico.

Sempre in piazza Duomo sono in programma anche tre appuntamenti di grande musica con Trento Christmas Live, nei giorni 14 (Abba show), 21 (Pianeta Zero) e 28 dicembre (HillBilly Soul) dalle 17 alle 19.

Sabato 21 dicembre alle 16.30 uno spettacolo di luci accompagnerà turisti e cittadini da piazza Duomo a piazza Santa Maria Maggiore. Una performance sui trampoli e a terra che con la sua particolarità e luminosità porterà gli spettatori a rivivere il tema del sogno e della fantasia illuminando il buio della strada, a richiamo di quella luce che nella notte di Natale illuminò gli uomini. Seguiranno gli auguri del Sindaco alla città.

Da piazza Duomo il Natale prosegue in piazza Lodron, dove si può ammirare l’installazione artistica raffigurante i personaggi della Natività e del presepe, la cui ideazione, progettazione e realizzazione è opera degli studenti del Centro di formazione professionale Enaip di Villazzano e dell’Istituto d’arte A.Vittoria. Il tronco dell’albero recentemente tagliato per motivi di sicurezza si trasformerà in una scultura artistica a cura di abili artigiani trentini.

E per chi volesse ammirare la città dall’alto, in piazza Dante verrà installata anche quest’anno la grande ruota panoramica.

Fino al 6 gennaio saranno esporti nel cortile interno di palazzo Thun gli elaborati (testi, poesie, filastrocche, disegni, canzoni, …) frutto del concorso Tutti in slitta verso il Natale, riservato alle scuole primarie e secondarie di primo grado della città che si sono ritrovate per riflettere sulle tematiche ambientali, sviluppo sostenibile e sull’utilizzo dei mezzi di trasporto pubblico. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con il comitato di Trento dell’Unicef, la premiazione è in programma sabato 7 dicembre, alle 10.30 a palazzo Thun.

Le sorprese non finiscono qui, perché dal 29 novembre al 6 gennaio 2020 in via Garibaldi sarà presente il Mercatino di Natale del volontariato e della solidarietà, la cui inaugurazione è in programma venerdì 29 novembre alle 11, dove le associazioni senza fine di lucro venderanno i loro prodotti per sostenere le proprie attività e/o finanziare progetti solidali.

Anche quest’anno ci sarà la Notte Bianca, prevista il 4 gennaio, con apertura serale di alcuni negozi in centro storico e musica nei locali.

Per questa 26a edizione del Mercatino di Natale di Trento, Miscele d’Aria Factory propone: Canto Trento – ogni pietra un sentimento, un nuovo spettacolo musicale itinerante con ascolti in cuffia wireless dedicato alla città ed alla sua storia. Un’esperienza musicale, sensoriale, emozionale e divertente, dove i protagonisti saranno i palazzi, le chiese, le strade e gli angoli più suggestivi del centro, che al passaggio del pubblico prendono vita fra narrazione, musica dal vivo e suoni.

Sono previste delle repliche dello spettacolo il 23 e 30 novembre, il 14, il 21, il 28 dicembre e il 4 gennaio alle 15 e alle 17.

Per portare la bellezza a chi è in centro, ma si sente in periferia e a chi è in periferia e vorrebbe trovarsi in centro, nelle domeniche del periodo natalizio avranno luogo Suoni di quartiere: concerti nelle chiese periferiche, che consisteranno in cinque appuntamenti di grande spessore ad ingresso libero fino ad esaurimento posti, con un’attenzione particolare al contesto sociale, laico e religioso della comunità.

domenica 1 dicembre ore 17

Antonella Ruggiero, voce e organo – Basilica di Santa Maria Maggiore

domenica 8 dicembre ore 18

Gavino Murgia, Gruppo vocale K.J. Feininger – Chiesa di San Marco

domenica 15 dicembre ore 18

The Followers of Christ Gospel Singer – Chiesa di San Pio X – Canova di Gardolo

domenica 22 dicembre ore 18

Radiodervish – Chiesa di San Martino

domenica 29 dicembre ore 18

Solis String Quartet – Chiesa del Sacro Cuore

A questi si aggiungono i Cantantibus Organis, concerti natalizi sugli organi più belli della città, a cura dell’Associazione organistica trentina R. Lunelli, che si svolgeranno sempre alle 16 il 1° dicembre presso la chiesa di San Francesco Saverio, l’8 dicembre presso la chiesa di Santa Maria del Suffragio, il 15 dicembre presso la chiesa di Santa Maria Maggiore ed infine il 22 dicembre presso la cattedrale di San Vigilio.

Non mancheranno neanche quest’anno i concerti bandistici domenicali, che si snoderanno lungo le vie del centro con partenza da piazza Dante e che vedranno protagonisti il Corpo bandistico di Lizzana (24 novembre ore 11.35), il Corpo bandistico di Vigo Cortesano (1 dicembre ore 10.30) e la Banda sociale Dro Ceniga (15 dicembre ore 10.30).

Dal 6 dicembre al 6 gennaio anche il quartiere delle Albere si illumina per il Natale con Cometa sonora, spettacolo di suoni e luci, a cura del Consorzio Trento Iniziative. Dalle 15.30 alle 21 andrà in scena un’installazione artistica per riflettere sulla responsabilità di ognuno rispetto a ciò che ci circonda che sia esso il pianeta o la comunità. Un richiamo artistico per attirare l’attenzione e condurre i turisti e i residenti verso una sorgente; saranno le architetture del quartiere a prendere vita tra luci e suoni in uno spettacolo coinvolgente.

Nel cartellone di Trento città del Natale non mancano inoltre letture a tema nelle biblioteche e numerosi appuntamenti nei musei della città.

Infine, per salutare l’anno nuovo, come da tradizione aspetteremo tutti insieme il 2020 in piazza Duomo con un brindisi e tanta buona musica e in piazza Santa Maria Maggiore con l’animazione per i bambini il primo dell’anno alle 14.30.

Durante tutto il periodo della manifestazione saranno attivi alcuni parcheggi supplementari in città. Il calendario completo e aggiornato delle disponibilità è pubblicato su www.comune.trento.it

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