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Da “Mani Pulite” alla legge spazzacorrotti. L’intervista allo storico magistrato Gherardo Colombo (2 parte)

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Il 9 gennaio scorso L’Osservatore d’Italia ha intervistato lo storico magistrato Gherardo Colombo.

Il suo nome rievoca transizioni fondamentali della Repubblica italiana come Tangentopoli, la loggia massonica P2, il delitto Ambrosoli, i fondi neri dell’Iri.

Il dottor Colombo ricostruisce il suo pensiero sui risultati di Mani Pulite e sulle proposte legislative in tema di corruzione emanate dal governo gialloverde.

Nel corso della puntata di giovedì scorso della trasmissione Officina Stampa di Chiara Rai, si è discusso delle parole di Gherardo Colombo riguardo il sistema carcerario italiano che non rispetta il dettame costituzionale espresso dall’articolo 27 non garantendo nemmeno il diritto alla salute.

Seconda parte della video intervista a Gherardo Colombo trasmessa a Officina Stampa del 24/01/2019

Quindi, è urgente un ampliamento delle strutture carcerarie in modo da ottemperare al rispetto dello giusto spazio vitale del detenuto ma anche una rivalutazione tout court dei risultati ottenuti della limitazione della libertà personale.

Se si analizza il dato secondo cui il 69% dei detenuti sono recidivi contro il 19% di coloro che vengono destinati agli arresti domiciliari, è pleonastico che qualcosa non va. Se lo scopo ultimo del sistema persecutorio è la riabilitazione del condannato, allora bisogna approfondire gli effetti prodotti dall’affidamento in prova ai servizi sociali per i casi di minorenni condannati dal tribunale dei minori.

Passando alle iniziative del governo gialloverde, Gherardo Colombo considera la nuova riforma della prescrizione incomprensibile. Facciamo un po’ di chiarezza. Anche questa riforma rientra nella più ampia legge Anticorruzione proposta dal ministro di Grazia e Giustizia Alfonso Bonafede.

A partire dal 2020 la prescrizione, ossia la morte giuridica del reato, si fermerà una volta decorso il primo grado di giudizio. Perché il 2020? Il governo ha deciso che una riforma della prescrizione può produrre gli effetti sperati solo dopo un più ampio riordino del processo penale, in agenda per il 2019.

Colombo afferma che “la maggior parte dei reati vanno prescritti nell’indagine preliminare, allora sarà meglio agire lì”.

In Italia la prescrizione comincia a decorrere dal momento in cui viene commesso il reato e non dal momento in cui viene scoperto dalla magistratura. Se a ciò aggiungiamo l’obbligatorietà dell’azione penale da parte del pubblico ministero (art. 112 Costituzione) e l’abnorme numero di processi che il pm deve sostenere, il risultato è una necessaria cernita che priviolegia sempre, o quasi sempre, i processi che richiedono indagini celeri e meno dispendiose. Ergo, i reati come la corruzione che comportano rogatorie estere, intercettazioni telefoniche, lettura di documenti bancari, saranno destinate a non emergere mai.

Anche per questo, nel 2017 la commissione europea Greco ha consigliato all’Italia di agire sulla prescrizione nell’ambito della corruzione.

La questione principale è capire se tale istituto è una garanzia per l’imputato oppure un escamotage per il colpevole.

La prescrizione è una causa della lunghezza dei processi e non già una sua conseguenza. Essa rientra in una strategia dilatoria che gli avvocati sono quasi costretti a consigliere ai loro clienti colpevoli. In Italia mancano filtri per bloccare il ricorso in appello e soprattutto non è prevista la riformatio in peius. Così l’imputato ricorrendo in appello sa bene che il giudice, nella peggiore delle ipotesi, può riconfermagli la condanna di primo grado ma mai, comunque, inasprirla. La controparte afferma però che il blocco al primo grado di giudizio della prescrizione farà durare i processi all’infinito. Ma a giudicare dell’inerzia dei magistrati c’è già il Csm, la Procura Generale giudica quella del tribunale e la Cassazione quella delle Corti d’Appello. Non bisogna dimenticare poi che la prescrizione (dimezzata dalla legge Ex-Cirielli) vale anche per i casi di omicidio colposo e stupro.

Basta leggere le cronache per sapere che il caso di Viareggio o Rigopiano sono prossimi alla prescrizione e quindi all’impunità dei colpevoli e che molti stupratori hanno giovato della prescrizione: famoso il caso del padre che anche essendo accusato di aver violentato la figlia, è stato salvato da sopraggiunta prescrizione. I giudici hanno chiesto scusa al popolo italiano. Altro che “la prescrizione ha un’etica” come chiosa il ministro della pubblica amministrazione Giulia Bongiorno, già avvocato di Giulio Andreotti prescritto per concorso esterno in associazione mafiosa (ma colpevole fino alla primavera del 1980).

Gianpaolo Plini

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Esteri

Riconoscimento speciale dalla Finlandia ad associazione italiana del terzo settore

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La Finlandia attribuisce grande importanza nella promozione dell’uguaglianza nel mondo e per questo è grata verso coloro che s’impegnano per raggiungere questo obiettivo comune.

L’ambasciatore Taalas consegna il premio [foto amb. Finlandia]

Per esprimere tale gratitudine, la Finlandia ha consegnato un riconoscimento speciale agli individui e gruppi in tutto il mondo che si dedicano a promuovere l’inclusività nella società. I nomi dei primi destinatari provenienti da 16 paesi sono stati pubblicati recentemente e fra loro c’è anche un’associazione italiana: la Pianoterra Onlus che combatte la disuguaglianza offrendo servizi e assistenza alle famiglie più vulnerabili. Pianoterra mira a prevenire problemi di salute e di sviluppo indotti dalla povertà e dall’isolamento sociale. I suoi servizi sono rivolti principalmente alle madri e ai loro figli. Pianoterra ha ricevuto il riconoscimento dall’Ambasciatore di Finlandia in Italia Janne Taalas presso la sua residenza il 13 giugno scorso.

Il riconoscimento fa parte di una più ampia campagna sull’uguaglianza, Hän, inaugurata nel giugno 2019 e che andrà avanti fino alla fine dell’anno. La Finlandia mira a portare questioni di uguaglianza al centro della discussione internazionale.

Nel 2017, l’anno in cui la Finlandia ha celebrato il 100 ° anniversario della sua indipendenza, il paese nordico ha promosso in tutto il mondo azioni nel nome dell’uguaglianza di genere e ha lanciato il primo International Gender Equality Prize (Premio internazionale sull’uguaglianza di genere). Il premio verrà assegnato per la seconda volta entro la fine dell’anno. oc

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Guidonia, 300 cittadini esasperati per chiusura delegazioni: “Vogliamo i servizi”

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Trecento Cittadini esasperati per la chiusura delle delegazioni a Guidonia Montecelio chiedono al sindaco “servizi e rispetto”.

Strade, parchi, pulizia, controlli e attenzione alle necessità. “Entro la fine di luglio e primi di agosto le delegazioni riprenderanno a funzionare a pieno
regime.” Questa la promessa riferita dal sindaco di Guidonia Montecelio Michel Barbet agli oltre 300 cittadini che ieri 13 giugno anzi che portare i gigli di S.Antonio si sono presentati nella piazza del Comune con una montagna di moccoli e contumelie al primo cittadino.
Motivo della ennesima tensione nella seconda città d’Italia non capoluogo di provincia la delibera di giunta del 29 maggio n°47 con cui l’Amministrazione penta stellata ha stabilito di chiudere le delegazioni di Villanova, Montecelio e Colleverde anche se con un punto interrogativo: in pratica tutte. In merito Barbet ha voluto definire : “Peccato, un documento
di lavoro finito on.line” mentre nel frattempo ha sempre tenuto le mani intrecciate rivelando la forte tensione: “Avevamo pensato anche ad altre soluzioni come il camper intinerante o il servizio navetta” ha detto il Sindaco sovrastato da fragorose risate e urla. Un servizio navetta
dalle frazioni con distanze che variano da 10 ai 15 km sicuramente più costoso vista la popolazione residente: “Trecento cittadini intervenuti spontaneamente a gridare uno stato d’animo di stanchezza e di ribellione ad una Amministrazione sempre più immobile e ingessata – ha detto Giovanna Ammaturo consigliere di Fratelli d’Italia presente con tutta
l’opposizione politica per supportare la battaglia sui disservizi e la mancata programmazione amplificata dalla mancanza di prestazioni. L’addizionale Irpef comunale la pagano tutti e questa Amministrazione riceve in appannaggio quasi 7 mln di euro dai cittadini, in cambio di cosa, viene da chiedersi. Il Sindaco è un Pinocchio – conferma l’Ammaturo – ha dichiarato che faranno assunzioni e nel frattempo concede il N.O. ad unità del Comune per lavorare in altri Enti. Finora ha assunto un comunicatore ed un portavoce a quasi 70.000 euro e che oltremodo già lavoravano, alla faccia dei disoccupati locali. Poi tenta di giustificarsi che 54.000 euro per
il comunicatore sono la previsione della Dirigente, come se la stessa si possa inventare le prebende dovute. Ribadisco che due volte in consiglio comunale il 5 giugno scorso la maggioranza penta stellata ha bocciato una mozione presentata da tutta l’opposizione per revocare l’assunzione del comunicatore a favore di due unità da dislocare nelle delegazioni.
Con 20 milioni di euro sul conto corrente del Comune da due anni in sella non ci si può ancora giustificare che nel passato gli altri sindaci hanno speso molto di più e che loro sono costretti alla ristrettezza economica e del personale. Ma nulla dice su quanto finora non ha avuto la capacità di recuperare o di alienare beni comunali non vitali. Questa è la dura realtà pentastellata”

IL CONSIGLIERE di FRATELLI D’ITALIA

Giovanna Ammaturo

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Bus e treni bollenti, così Atac apre la stagione estiva

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Autobus e treni infuocati, all’interno temperature, misurature alla mano, che raggiungono abbondantemente i quaranta gradi

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Autobus e treni infuocati, all’interno temperature, misurature alla mano, che raggiungono abbondantemente i quaranta gradi. Atroce. E all’orizzonte, neanche a dirlo, neppure il piano per la distribuzione delle bottigliette d’acqua negli importanti nodi di scambio, come avveniva in passato. “E quando non è l’aria condizionata – spiega un autista di Atac SpA – ci fermiamo per l’ebollizione dei radiatori. Non se ne esce”.

E ci risiamo, sono bastati pochi giorni di caldo estivo per mettere ulteriormente in crisi il trasporto pubblico romano, al netto del pasticcio scaturito dal noleggio dei bus israeliani. Cancellazioni corse, provvedimenti disciplinari nei confronti del personale e malori: una situazione al collasso, dove le parole dell’assessore alla mobilità Linda Meleo – “abbiamo chiesto all’azienda un report puntuale su tutti gli interventi messi in campo per la manutenzione dei sistemi di climatizzazione a bordo dei bus” – appaiono irrilevanti.

Sarebbero in media, secondo le indiscrezioni raccolte, 120 le vetture che rientrano nelle rispettive rimesse a causa del malfunzionamento degli impianti dell’aria condizionata. “Queste si aggiungono ai bus fermi per i guasti cronici – rimbecca un conducente che preferisce l’anonimato– il che vuol dire che nella fascia oraria compresa tra le ore 12 e le ore 17, quella estremamente calda, si rischia quotidianamente la soppressione di turni interi. Noi abbiamo le mani legate, le normative di riferimento, che comprendo il Codice della Strada, sono chiare al riguardo”. Ma qual è l’origine dei guasti? “Non lo sappiamo con certezza, è evidente che se le manutenzioni fossero partite con largo anticipo, il problema sarebbe stato quasi certamente di minore impatto. Ora cercheranno di metterci una toppa, la solita toppa, che peserà fortemente sulle casse dissanguate dell’Azienda”. In che senso? “Un intervento se straordinario costa il doppio”. Assurdo. “E si, manca la programmazione del lavoro. Due anni fa, durante la presidenza di Manuel Fantasia, le manutenzioni partirono in febbraio”. Già, l’ingegner Fantasia, finito triturato dalle logiche, schizofreniche, della maggioranza targata M5S. “Proprio lui, quello che voleva mettere un po’ di ordine di una sottospecie di Torre di Babele”. Ma è vero che due suoi colleghi sono stati oggetto di provvedimenti? “Confermo, un’altra assurdità”.

Allarme aria condizionata anche nei treni tipo MB – del 1990 – della Linea B della metropolitana, nei convogli Firema (1986) della ferrovia Roma-Viterbo e nelle MA 200, tanto odiate dal personale quanto dagli utenti, della ferrovia Caronte Roma-Lido. “Altro anno, stessa spiaggia, ma anche stessi problemi con i materiali sulla Roma-Lido”, attacca la nota delle RSU del Collegio 18, inviata il 10 giugno ai vertici aziendali. “Nella giornata di sabato 8 giugno il numero dei treni circolanti in linea è sceso a cinque a fronte di almeno 50000 romani che si dirigevano verso il mare”. Una giornata in cui le frequenze, ancora una volta, sono arrivate a “venti minuti” tanto da non permettere “ormai al personale di macchina di lavorare con la dovuta sicurezza tra banchine stracolme e problemi legati alla mancanza di aria condizionata nei vagoni, per non parlare delle ormai ataviche criticità delle MA200. Pertanto, le scriventi RSU richiedono una convocazione per conoscere quali iniziative l’Azienda intende mettere in campo per far andare avanti la gestione ordinaria in attesa delle decisioni politiche su chi dovrà amministrare la linea”.

Sul fronte sindacale si è levata la voce anche della Segreteria romana della Fast-Confsal che ha formalmente aperto le procedure di raffreddamento. “La mancata programmazione degli interventi –si legge nel documento – ha peggiorato la situazione in Azienda, mettendo a rischio la sicurezza di tutto il Personale e vanificando tutti gli sforzi fatti con i Piani di Ristrutturazione Aziendale, e l’aumento dei carichi di lavoro, la scrivente Organizzazione Sindacale in riferimento alle precedenti richieste di convocazione”. “Tra le criticità abbiamo rilevato – dichiara il Segretario Daniel Di Martino – la mancanza della programmazione strutturale delle ferie nei settori operativi con annesso recupero psicofisico, le problematiche riferite dai lavoratori della cosiddetta Quarta Area [biglietterie, sosta, parcheggi e verifica ndr], la carenza degli autisti e operai, l’insufficienza strutturale della mensa rispetto alla costruzione dei turni lavorativi e l’erogazione dei buoni pasto. Inoltre, abbiamo evidenziato la mancanza di autobus e del materiale rotabile idonei al servizio nonché le problematiche irrisolte sul personale di macchina e settore metroferroviario”.

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