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Castelli Romani

Albano Laziale: il 27 maggio si vota per il Consiglio Comunale dei Giovani

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ALBANO LAZIALE (RM) – Il 27 maggio si voterà ad Albano Laziale per il Consiglio Comunale dei Giovani dove potranno esprimere la loro preferenza tutti i ragazzi di età compresa tra i 15 e 25 anni.

Quattro le liste che presentano differenti programmi e che sono collegate indirettamente ad aree politiche.

 

Territorio e Partecipazione

Gianmarco Gasperini che già si era proposto alle scorse elezioni comunali, Lolletti Damiano, Cuccioletta Riccardo, Corradi Lorenzo, Matassa Simone, Pugliesi Giorgia, Volpe Edoardo Maria, Protano Ilaria, Biagiotti Patrizia, Conti Martina, Caturano Stefano, Ermani Valerio Maria: i 12 ragazzi che si riuniscono in “un’unione di intenti” stretti da una linea programmatica riassumibile in cinque punti poco gravosi per le casse del Comune ma “coerente con le richieste dei Giovani di Albano”.

1. Formazione Giovanile per la quale sono previsti corsi di formazione gratuiti per agevolare la ricerca di impiego.
2. Aree Verdi le quali verranno rese un posto fruibile alla comunità attrezzandolo in maniera adeguata.
3. Musica e Spettacolo utilizzando le già numerose scuole di danza e gruppi musicali per i quali saranno
messi a disposizione spazi gratuiti durante le fiere e sagre patrocinate dal Comune di Albano.
4. Nuove Opportunità Economiche per i giovani per imprimere una vigorosa spinta al turismo giovandosi
della poca distanza da Roma e dei molti monumenti storici che dovranno divenire il luogo di una vera
alternanza scuola-lavoro dove le abilità nel settore turistico possono trovare concretezza. In più verrà
promossa la creazione di uno sportello che aiuteranno molte delle idee dei giovani a diventare realtà
attraverso finanziamenti a fondo perduto.
5. Sport e Animali: organizzazione di eventi sportivi protesi alla beneficenza verso associazione indicate
dagli stessi ragazzi. E una forte spinta per sanare la carenza di spazi verdi dedicati agli amici a quattro
zampe.

Giovani Di Albano

Filippo Piluso che ha portato il Consiglio dei Giovani ad Albano, Monderna Sergio,
Paulozzi Nicolas, Mariano Mirko, Toscani Federica, Vinci Eleonora, Sargentoni Giulia, Monnati
Vanessa, Santonico Lorenzo, De Rosa Laura, Bruni Valentina, Marotta Nicola, Semerano Alice, Abrham
Yohanes, Santinelli Stefano: i 15 ragazzi che hanno creato questa lista “apartitica e trasversale” la quale
propone 5 punti essenziali.

1. Ambiente con la riqualificazione notturna di Villa Doria e l’avviamento di collaborazioni con
associazioni di volontariato ambientale per dei progetti riguardanti parchi e luoghi di aggregazione
giovanile.
2. Cultura: bookcrossing, potenziamento delle biblioteche comunali, istituzione di un contest artistico di
24h e la realizzazione di un utile cortometraggio mediante un campo di volontariato internazionale
finalizzato alla promozione del comune.

3. Scuola e Lavoro che prevede attività sportive, sociali ed ambientali nell’ambito dell’alternanza scuola-
lavoro in concerto con corsi di formazione al lavoro nelle scuole.

4. Ambiente e Sociale concentrato sul progetto di riciclo del materiale plastico con la creazione di orti
verticali.
5. Sport la cui promozione verte sulla creazione di palestre condivise e su eventi di incontro volti alla
sensibilizzazione alle tematiche sociali.

Forma Attiva

Conti Valerio, Gjelaj Manjola, Bianchi Giulia, Cotesta Giada, Ciavaglioni Simone
compongono la lista studentesca dell’Istituto Formalba che si promette di creare punti di aggregazione
nelle frazioni di Pavona e Cecchina, promuovere aventi culturali attraverso la valorizzazione delle
biblioteche.

Noi Giovani Per Albano

Anderlucci Chiara, D’Auria Giorgia, De Leo Alessandra, Dilandy Raul,
Leoncini Daniele, Traballoni Angelica, Traballoni Francesca, Meledandri Alessio, Colonnelli Sofia,
Diama Mattia, Troiani Jahvè che si impegnano nella creazione di luoghi di ritrovo e di attività giovanili
senza dimenticare la protezione delle zone verdi. Attraverso eventi culturali, la lista punta ad avvicinare i
giovani alla politica territoriale per salvaguardare la cittadina dal punto di vista ambientale e lavorativo.

Gianpaolo Plini

Castelli Romani

Addio Brunetto Fantauzzi, Re del gossip…”De li Castelli”

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Col sorriso e una proverbiale bonomìa sorniona e salace svelò mille aspetti segreti della provincia romana (oltre che dei vip) dando un volto umano anche alle riviste più scollacciate

di Daniele Priori

Se n’è andato il giorno in cui Alitalia ha spento i motori. Alla stessa età della ormai ex compagnia di bandiera. 74 anni. Lui, Brunetto Fantauzzi, che nella vita precedente al giornalismo aveva pure avuto a che fare, tra studi e lavoro, con l’Aeronautica. 

Tutto quello che avvenne dopo è abbastanza noto ai più. Brunetto ha padroneggiato una penna arguta e temuta, assieme alla risata, in fondo bonaria ma non sempre amata di chi, con un “giornaletto”  mensile, come lo chiamava chi non gli voleva bene, il suo Castelli Romani, aveva svelato più i vizi che le virtù del territorio in cui era nato, cresciuto, viveva e non ha mai smesso di tornare. Oggi alle 15,00 il saluto mesto nella cappella del cimitero di Marino accenderà un lumino di memoria su colui che, appunto, dei Castelli Romani e non solo è stato un testimone salace, in particolare nel ventennio ruggente di fine secolo scorso. 

Precursore, Brunetto Fantauzzi, delle cronache cafonal di Dagospia, calate con scandalo forse raddoppiato (se non decuplicato) in un territorio di provincia metropolitana  così prossimo alla Capitale nel quale pure, persino in questo straniante presente, abbiamo ancora la presunzione di dire che ci si conosce tutti e, agli occhi delle zie, delle mamme e delle nonne, tutti debbono/dobbiamo mantenere ancora oggi – figurarsi trenta/quarant’anni fa –   il volto pudico dei ragazzetti cresciuti tra parrocchia e oratorio. Brunetto questa rappresentazione buonista non l’ha mai sottoscritta. Anzi, al contrario, ha dato voce a tante versioni castellane dei Vitelloni felliniani.

Maschere veraci e non sempre, anzi quasi mai, accomodanti, di un costume spesso anche scostumato che esisteva pure nei bei centri storici appena fuori Roma, tra l’Appia, la Tuscolana, l’Anagnina e la via dei Laghi.  Strade percorse dal traffico dei pendolari ma anche dai goderecci frequentatori notturni delle “ville del piacere” e dagli oscuri santoni delle messe nere nel boschetto del lago Albano, oggetto di studi antropologici e libri del professor Aldo Onorati e poi di celebri inchieste radiofoniche di un altro eccezionale cronista nottambulo, Michele Plastino.Brunetto seppe fare da collante corrosivo e specchio tra le ombre di tutte queste sfaccettature altrimenti ben occultate.

Nella redazione di via Antonio Fratti, a Marino, hanno trovato sempre  accoglienza storie e personaggi di ogni tipo. “Una volta mi imboccò in ufficio una ragazza vistosamente spostata che mi si presentò come la moglie di Gesù Cristo” ebbe a raccontarmi Brunetto,  tra mille risate, in una occasione di dialogo serale, tornando assieme da una giornata di lavoro a Roma. “Divenimmo amici. Fin quando non sparì, esattamente come era arrivata”. 

Vicino al Partito Socialista degli anni d’oro, raccontò le origini di una speculazione edilizia e non solo, riuscita a sfruttare e spesso abusare di un territorio troppo dolce per tenere testa a certe fauci fameliche e rozze.Scandali piccoli, medi e grandi, il più delle volte rimasti ben al sicuro tra le pacche sulle spalle e i sorrisoni del “ci penso io” dei politicanti castellani. 

Fantauzzi provò a portarne qualcuno alla luce in una rubrica che, facendo eco al celebre film di Francesco Rosi, degli anni Sessanta, aveva icasticamente battezzato  Le mani sulla città.Negli ultimi anni, a fianco al movimento L’Italia dei Diritti, in particolare dopo l’improvvisa scomparsa della cara consorte, venuta a mancare il giorno di Capodanno di un lustro fa, Brunetto Fantauzzi si dedicò con passione, intelletto e cuore a denunciare storie di malasanità.

 Oggi, però, in questi giorno triste, soprattutto per l’adorata figlia, la collega Lorena Fantauzzi che del padre ha raccolto tutta l’eredità professionale, mi piace ricordare Brunetto in quello che poi era anche nel privato: un uomo fondamentalmente divertente e gioviale. Come i suoi sabato sera trascorsi spesso al Bagaglino e le nottate  romane “mitiche” degli anni Ottanta, Novanta e dei primi Duemila che lo consacrarono re del gossip capitolino. Un sorriso “porcino” che regalò alle mille riviste, anche  un po’ più che scollacciate, che ebbe modo di firmare.

 Così, a modo suo, senza trionfalismi, ebbe modo di liberare pure l’eros dallo stigma editoriale con l’intelligenza di cogliere (negli stessi anni in cui anche Marco Pannella volle dare voce a quel mondo) il tratto di divismo autentico, di vita, di sofferenza ma anche di gioiosa umanità che c’era nelle cosiddette (e ormai superate pure loro) vere pornostar. Su tutte Moana Pozzi. Per la quale condusse in maniera indefessa e purtroppo senza l’onere della prova finale, la battaglia con la verità che solo lui conosceva: la sua amica Moana, infatti, secondo Brunetto, non era mai morta. 

Oggi, invece, piangiamo lui. Senza ipocrisia però. Non amato da tutti. Anzi decisamente più querelato che amato. Ricordo che quando a un me giovanissimo cronista locale di 21 anni, nel 2003,  volle attribuire il premio CastelliStar “per aver elevato a cultura il ruolo dell’informazione” – questo c’era scritto nella targa che ancora conservo- io ebbi a dirgli “se avessi dovuto scrivere io una targa per un premio da dare a te, avrei scritto così: a colui che ha elevato a costume il ruolo dell’informazione”. Che Brunetto possa riposare nella pace in cui non ha vissuto. O nel clamore, come forse amerebbe di più. 

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Castelli Romani

Nemi, in fase di ultimazione la ristrutturazione della Chiesa del cimitero comunale

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Un intervento importante, atteso da anni e apprezzato da tutta la comunità

NEMI (RM) – In fase di ultimazione i lavori di ristrutturazione della chiesa del cimitero Comunale di Nemi. Lavori di ristrutturazione che sono risultati impegnativi sotto il profilo architettonico per mantenere intatta la tipologia e le caratteristiche di edificio storico utilizzando materiali e tecniche dell’epoca di costruzione.

“Dopo oltre 70 anni – fa sapere il Sindaco di Nemi Alberto Bertucci –  viene ristrutturata per la prima volta la chiesa del cimitero comunale di Nemi. La cappella è il luogo simbolo del cimitero dove tutti i visitatori si raccolgono in preghiera, ma è anche il simbolo del ricordo di un’intera comunità che fonda le sue radici nel percorso di vita di ogni cittadino di questo territorio”

Insieme all’edificio si interverrà anche sulla pavimentazione esterna del piazzale che  si collegherà al viale d’ingresso del cimitero; questo intervento non solo rende più decoroso e accogliente il percorso pedonale ma eviterà anche che le piogge  allaghino l’edificio visto il nuovo sistema di raccolta delle acque piovane. E’ una ristrutturazione totale che parte dal tetto prevedendo  il rifacimento intero dei solai, dell’impianto elettrico e del consolidamento sismico.

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Castelli Romani

Distretto Rm 6.1, il Piano di Zona triennale riparte dalla comunità: sempre più al centro dell’azione integrata tra comuni e Asl

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La proposta del Sindaco di Grottaferrata Luciano Andreotti ai colleghi sindaci: “Serve ancora più coraggio: è tempo di costituire il consorzio tra i nostri comuni per il sociale” 

Il Distretto Socio-sanitario Rm 6.1. presenta la programmazione triennale 2021/2023 e, nelle intenzioni del sindaco del Comune capofila di Grottaferrata, Luciano Andreotti, rilancia verso la creazione di un consorzio per il sociale tra i sette comuni distrettuali così da garantire, senza abolire lo strumento della conferenza dei sindaci, una maggiore autonomia di bilancio grazie all’ente sovraordinato e una più ampia possibilità di azione comune sul territorio tra le amministrazioni comunali stesse.

Al centro di tutti gli interventi, tanto dei sindaci intervenuti: Anna Gentili del Comune di Rocca Priora, Massimo Pulcini del Comune di Monteporzio Catone, Francesco Ferri neoeletto primo cittadino del Comune di Montecompatri e delle assessore alle Politiche sociali dei comuni di Colonna, Eleonora Del Signore e di Rocca di Papa, Lorena Gatta il grande sforzo unitario tra gli enti messo in campo nel periodo della pandemia e l’individuazione di metodi di lavoro alternativi che hanno garantito la vicinanza e la collaborazione anche a distanza, essendo riusciti come comunità a restare vicini alla cittadinanza e a rispondere alle loro esigenze materiali e psicologiche.

In sala è rimasto presente e attento, in ascolto per l’intera mattinata, il procuratore capo della Repubblica di Velletri, dottor Giancarlo Amato a dimostrazione dell’importanza e della portata dei temi in agenda.

Il direttore sanitario dela Asl Rm 6, Roberto Corsi ha voluto sottolineare l’importanza della programmazione pluriennale a garanzia di una sempre maggiore integrazione socio-sanitaria che prospererà “anche grazie alle ingenti risorse in arrivo dal Pnrr grazie ai quali si realizzeranno nella nostra Asl venti Case di Comunità, contenitori all’interno dei quali ci sarà quello che nel vostro piano di zona avete chiamato welfare d’accesso ovvero il bisogno che il cittadino manifesta all’origine e al quale dare una risposta nell’immediato sia che questo sia di tipo sociale o sanitario. Cambieranno nome, insomma, le attuali Case della Salute che diverranno Case della Comunità perché la comunità deve essere al centro”.

La dottoressa Giovanna Loredana Russo, direttrice del Distretto Rm 6.1 ha sottolineato “la volontà di mettersi in gioco” da parte degli assessorati.

“Una programmazione nell’ambito dell’integrazione socio-sanitaria in cui il Distretto Rm 6.1 si è distinta particolarmente” ha aggiunto la responsabile Asl per l’integrazione socio-sanitaria, dottoressa Paola Capoleva.

Tra gli esempi maggiormente lodati in tal senso l’ampliamento del numero dei punti unici di accesso (Pua) anche a Frascati e Grottaferrata.

Un plauso generale dalla folta platea di addetti ai lavori e amministratori presenti ha riscosso la dettagliata esposizione del documento, un fascicolo di oltre 150 pagine, nel quale la responsabile coordinatrice dell’ufficio di Piano, dottoressa Patrizia Pisano ha fatto il punto tra le attività svolte e quelle in programma per il rilancio nei prossimi due anni in un ramificato e complesso raggio di azioni incentrate sulla cura e sullo sviluppo del cittadino come individuo e come elemento della società.

Un lavoro complesso, svolto in staff con il gruppo di professionisti attivi presso l’ufficio di Piano riconosciuto da tutti gli intervenuti.

In tal senso l’assessora alle Politiche sociali di Grottaferrata, Tiziana Salmaso ha tracciato un prima e un dopo pandemia, individuando – come già anticipato – il focus degli obiettivi prossimi venturi nell’attenzione verso le giovani generazioni, gli adolescenti in particolare, e contro ogni tipo di emarginazione, per età, etnia, disabilità, ambiti nei quali le istituzioni del territorio, in particolare quelle di prossimità quali sono comuni e Asl hanno il dovere di intervenire in maniera integrata, netta e visibile.

Uno spirito e una volontà di collaborazione al quale hanno aderito in pieno le scuole, (importante e di livello l’accoglienza e il catering organizzati dagli studenti della sezione alberghiera dell’istituto Maffeo Pantaloeni) le associazioni e le cooperative del Terzo settore, le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil e la centrale delle coop sociali: Agci e Lega Coop Sociali del Lazio che si sono unite al coro di consenso, idee e suggerimenti da proporre nel prossimo futuro alle Amministrazioni così da ottimizzare ulteriormente e rendere sempre più ampio lo spettro di partecipazione alle decisioni e alle azioni delle istituzioni del territorio sul complesso ambito socio-sanitario.

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