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Castelli Romani

Albano Laziale, Marco Mattei: intervista a tutto campo

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Marco Mattei è stato per 10 anni Sindaco di Albano Laziale in rappresentanza di una coalizione di Centrodestra dal 2000 al 2010. Ora, da oltre 5 anni, vive ai margini della politica riservando il suo impegno alle attività che svolge presso la ASL Roma 6 come Direttore del Dipartimento del Territorio e Direttore del Distretto di Frascati. In quest’ultimo periodo è raro trovarlo negli incontri politici e preelettorali, eccezion fatta per la presentazione del Candidato Sindaco del Centrodestra e amico di sempre Matteo Orciuoli. Iniziamo con i ricordi del governo Mattei.

Cosa la rende orgoglioso di aver fatto il Sindaco di Albano Laziale?
 Per la verità tante cose ma ad alcune sono particolarmente legato.
In primis essere riuscito dopo tanti e tanti anni a far riconoscere dal Capo dello Stato, il tributo di vittime che la nostra Città ha pagato durante la seconda guerra mondiale con il bombardamento di Propaganda Fide. Proprio nel ricordo dei nostri concittadini, vittime del bombardamento del 10 febbraio del 1944, con Decreto del Presidente della Repubblica dell’11 dicembre 2009, Albano è “medaglia d’argento al merito civile”.
Il secondo ricordo che mi rende orgoglioso è l’essere riusciti a far riconoscere ad Albano il titolo di Città.
Per ottenere questo importantissimo riconoscimento abbiamo dovuto produrre una corposa documentazione storica, raccolta durante i miei anni di governo, che è stata valutata dall’Araldica dello Stato come meritevole per il conferimento del titolo di Città. L’iter si è concluso con il Decreto del Presidente della Repubblica del 15 novembre 2006. Da allora è stato modificato anche il glorioso gonfalone per la seconda volta nella storia con l’inserimento del motto Mater Urbis.

 

Due punti che sembrerebbero lontani dalle attività tipiche degli amministratori comunali?
Sono certamente due cose che possono rendere orgoglioso ogni cittadino di Albano, a prescindere dal credo politico, e che purtroppo sembrano quasi passate in secondo piano rispetto alle polemiche su buche, strade sconnesse Etc. Le nostre radici sono conservate nella storia della nostra Città e parlano di noi al mondo intero. Nel riconoscerci il titolo di città, l’Araldica dello Stato ha riconosciuto anche il motto di “Mater Urbis”, madre di Roma, riconoscendo ad Albano la discendenza dalla mitica Alba Longa.
 

Insomma, l’aver realizzato di fatto l’intero tratto di tangenziale Appia bis esistente, l’aver aperto dopo anni il Tribunale a Via Donizetti, l’aver completato il depuratore di Pavona e i quasi 10 km di fognature e le tante altre opere che rivendicano i componenti del centrodestra non la inorgoglisce?
 Certamente, anche queste cose mi rendono fiero di quel periodo, ma lascio le rivendicazioni a chi ora è nella competizione politica in prima persona. Certamente tutti i candidati del centrodestra, insieme a me, portano il merito di tante e tante cose realizzate in quegli anni.

Cosa dice a chi rivendica per la Giunta Marini la riapertura dell’Anfiteatro Romano Non voglio entrare nella polemica che sta montando in queste ore. Dico soltanto che non si può negare che la mia Amministrazione ha riaperto al pubblico e alle manifestazioni ludiche l’anfiteatro Romano, per la prima volta dopo secoli, nel 2001/2002 con la Rievocazione Storica dei giochi Gladiatori, manifestazione che è stata poi ripetuta per molte edizioni a seguire. Non nego neanche che da allora l’Anfiteatro è stato utilizzato sia dalla mia amministrazione che da quella del Sindaco Marini con tante belle manifestazioni. L’importante è non dimenticare quando sono terminati i lavori di restauro (2001) e quando è stato inaugurato (2002). Un po come per il teatro Alba Radians che è stato da noi riaperto e poi utilizzato sa negli anni del mio governo sia negli ultimi 10 anni. Non c’è nessuna polemica ad essere chiari.

Non pensa di tornare in campo, magari già in queste elezioni comunali?
 Se intende con una candidatura le rispondo che da 5 anni ho deciso di rimanere fuori dalle competizioni elettorali a qualsiasi livello. Se intende invece con l’azione di supporto a Matteo (Orciuoli ndr) e alla coalizione che lo sostiene, certamente. Mi lega a Matteo un’amicizia ultraquarentennale, abbiamo vissuto insieme tutte le stagioni della vita e della politica, sono al suo fianco da sempre e continuerò ad esserlo anche dopo che diventerà il nostro primo cittadino. Io sono ottimista, Matteo è una persona per bene, un uomo di cultura, laureato con un lavoro che svolge con capacità ed impegno. E’ un amministratore nato, scrupoloso, ragionevole attento ai bisogni dei cittadini, socialmente impegnato. Ha tutte le carte in regola per essere un ottimo Sindaco e io continuerò strenuamente a sostenerlo, perché sono convinto che i cittadini di Albano vogliano cambiare pagina e lui è la persona giusta per farlo.
 

Stavolta sembra che il centrodestra sia unito come ai suoi tempi. Unito e compatto sulla figura di Orciuoli lei cosa pensa?
 Penso che oltre alle qualità del candidato Sindaco il Centrodestra abbia una squadra compatta che ha riunito tutti gli amici che ci hanno permesso di ben governare Albano per 10 anni.
 

Qualcuno dice che lei però mantiene rapporti con il centrosinistra per motivi di carriera?
 Essere stato in passato un politico militante mi ha insegnato che le menzogne, le calunnie e la malafede, fanno parte di questo mondo. Avere amici tra gli esponenti del Centrosinistra non presuppone certo connivenza politica. Io sono stato il primo e unico sindaco che ad oggi ha portato al governo il Centrodestra ad Albano. Non sono più un attivista ma sono di Centrodestra e lo rimarrà nel prosieguo della mia vita. Capisco che a qualcuno possa far comodo ingenerare dubbi sulla mia posizione, ma io sono e resterà al fianco di Orciuoli e della coalizione che lo ha espresso.
Per la mia carriera invito chi vuole a leggere il mio curriculum ed in ogni caso sto svolgendo soltanto il mio lavoro. Non mi spingo oltre perché ritengo che ci siano limiti istituzionali che non vanno mai superati.
 

Qualche suo amico però dice che è stato lei a dirgli di candidarsi nel centrosinistra.
 
Qualche mio amico, che sbaglia, si è voluto collocare a sinistra prima che il Centrodestra si riunisse intorno ad Orciuoli. Lo avevo avvisato che la coalizione si sarebbe Unita per la Vittoria, ma non ha voluto ascoltarmi ed è caduto nell’inganno delle Sirene a sinistra. Immagino che ora faccia fatica a spiegare a molti amici comuni perché si è collocato in maniera innaturale e capisco anche che per giustificare la scelta, debba usare una versione romanzata dei fatti. Forse vuole far intendere che se tornasse di qua lo aspetteremmo a braccia aperte, ed è vero, ma prima della chiusura delle candidature.

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Monte Porzio Catone, elezioni: intervista a 360° a Francesca Giusberti

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Francesca Giusberti, classe 1980, sposata con due figlie, di 8 e 3 anni, candidata al Consiglio Comunale con la lista Cambia con me Monte Porzio per Carla Carletti sindaca.
Come mio solito, prima di farci quattro chiacchiere, ho dato una “sbirciata” al suo profilo facebook e c’è una cosa che mi ha immediatamente colpito …
… Francesca, ci diamo del tu? vedo che abbiamo un’amicizia in comune davvero importante, si chiama Patrizia ed ha insegnato al Liceo Classico Marco Tullio Cicerone di Frascati … non mi dire!
Anche tu hai frequentato la “mitica” (non me ne vogliano gli altri) sezione C?
(sorride) Patrizia, Annamaria e Maria Barbara (le professoresse Patrizia Pezzini, Annamaria Duranti e Maria Barbara Guerrieri n.d.s.) sono tutte le mie prof. che approfitto per salutare se mi leggono!
A onor del vero, al liceo, la mia grande timidezza non mi permetteva di “brillare” agli occhi dei professori, ma i loro insegnamenti e stimoli hanno contribuito a creare il bagaglio culturale che mi porto dentro e ancora le ringrazio.
Con i compagni eravamo molto legati e lo siamo tutt’ora (tira un sospiro di emozione) quanto ci siamo divertiti; sono stati anni intensi e irripetibili!

Ma lo sai che la nostra scuola è fucina di personaggi che, oggi, hanno una rilevanza sia livello regionale – e non ti nascondo che sono una tantissime – nazionale, ti cito ad esempio Ascanio Celestini, Emanuela Fanelli che di recente ha vinto il David di Donatello come migliore attrice non protagonista e poi tanti tanti altri … ma niente niente dobbiamo iniziare a pensare al nostro liceo come una novella Howard University in salsa castellana?
(la mia risata la contagia) Me lo auguro! La presenza di un valido liceo classico in un territorio come il nostro, intriso di cultura classica, appunto, è fondamentale per le nuove generazioni.
Torniamo a noi: sempre nel tuo profilo ho letto che hai frequentato l’École Nationale Supérieure d’Architecture de Versailles una tra le più importanti scuole di architettura francese.
Dopo questa esperienza formativa cosa ti ha spinto a tornare in Italia?

L’ esperienza in Francia è stata formativa a 360 gradi e quando si sta fuori la tentazione di andarsene dall’Italia è tanta, soprattutto per le opportunità lavorative.
Ma proprio durante il soggiorno all’estero ho realizzato, con mia grande sorpresa, di avere un forte senso di appartenenza al nostro territorio e alla nostra comunità!
Come si fa ad andarsene da qui? Per secoli questi Colli sono stati la meta prediletta per la “villeggiatura” delle famiglie patrizie romane prima, dai Papi in seguito, grazie alla posizione, al clima e alla natura rigogliosa, fino al Grand Tour, di cui questi luoghi sono stati una tappa obbligata per i giovani artisti di tutta Europa.
Oggi c’è la necessità di valorizzare al meglio tutto questo potenziale e ho scelto di restare per poter dare un mio contributo

“Le mie ballate, ma anche le opere per il quartetto, nascono dal desiderio di raccontare storie, di raccontare quello che mi succede e quello che vedo intorno a me. Un po’ alla maniera dei cantastorie. Ho sempre amato raccontare delle storie!”
Questa è una delle frasi di Giovanna Marini, recentemente scomparsa e che scelse, nel corso della sua vita, di vivere a Monte Porzio Catone.
Sempre sul tuo profilo ho letto la tua commozione ed il tuo grazie alla sua immensa opera: che insegnamento possiamo tramandare di questa donna straordinaria e quanto questo è stato fondante della tua carriera politica?

Giovanna Marini è stata una vera pioniera nel suo campo: ha girato l’Italia negli anni ’70 con il suo registratore, determinata a scoprire e raccontare una cultura popolare fino ad allora considerata di “basso” livello, attraverso la musica ed i canti. «Cercavo i suoni» diceva «ho trovato le persone».
La sua grande umanità dovrebbe essere di ispirazione per ogni politico e amministratore: partire dal basso ed ascoltare le persone!

Sabato 11 maggio dal palco della presentazione della lista hai fatto una affermazione che mi ha colpito: “bisogna mantenere integro il nostro territorio che è eredità dei nostri antenati”.
A conti fatti sembrerebbe impossibile perché uno sviluppo urbanistico impatta sempre con l’ambiente circostante.
Ma è possibile coniugare sviluppo con la preservazione del territorio e se si, come?

Posto che la preservazione del paesaggio deve essere considerata come una costante irrinunciabile, la grande sfida è proprio questa: pianificare per trovare un equilibrio tra la tutela e le REALI esigenze di sviluppo del territorio, assumendo come parametro fondamentale le effettive necessità di sviluppo edilizio e non gli interessi privati dei proprietari dei terreni.
Il Pubblico si dovrebbe preoccupare di soddisfare la domanda di edilizia a basso costo, qualora esistente, per le classi meno abbienti, le giovani coppie, e di dotare la città di tutti gli standards ed i servizi necessari al benessere sociale della cittadinanza.

Nell’ultimo quinquennio insieme a Carla Carletti, che oggi è la candidata sindaca della tua lista, siete state opposizione alla amministrazione uscente di Monte Porzio Catone.
Che esperienza hai maturato in questo periodo?

All’opposizione ci si fa le ossa, si fa più fatica perché è necessario seguire tutta l’attività amministrativa cercando di rappresentare al meglio le istanze dei cittadini che si è chiamati a rappresentare.
Non è sempre facile, ma si impara molto ed è fondamentale come esperienza se si vuole amministrare.
Cosa, secondo te, cosa poteva essere fatto meglio durante questa ultima amministrazione?
Molto. Considerando l’enormità di fondi pubblici piovuti sui Comuni dalla pandemia in poi.
Credo che siano state trascurate tante priorità per realizzare delle opere inutili e in alcuni casi dannose: mi riferisco ai marciapiedi ridotti e agli alberi tagliati per fare posto ad una manciata ti posti auto; ai lavori in zona Pratoni che vedono raddoppiare una strada da una a due corsie, in un bosco di castagni e querce: ma a che serviva?
Nessuna sensibilità sui temi del paesaggio e del verde urbano, zero manifestazioni culturali degne di nota, molti problemi non risolti sulla raccolta differenziata e sull’assenza del segnale telefonico, etc..
È mancata anche la programmazione, che ha comportato anche lo spreco di danari pubblici: penso al piazzale don Milani, rifatto con fondi regionali e smantellato poco dopo in gran parte per fare posto all’asilo nido finanziato dal PNRR (per fare un esempio!). Sull’urbanistica poi, sono arrivati segnali preoccupati: tentativi di portare avanti alcuni piani integrati di privati che andrebbero ad impattare nelle zone del Frascati doc, Pilozzo e limitrofe, tutelate da PRG e PTPR; altri goffi tentativi di cambi dei destinazione d’uso a residenziale camuffati da rigenerazione urbana.
Questo è un argomento cruciale, soprattutto se dovessero tornare ad amministrare, avranno tutto il tempo per stravolgere irreversibilmente l’assetto del territorio.

Alla fine di dicembre dello scorso anno intervistando Carla Carletti feci questa domanda:
Sembra che la politica ormai stia iniziando a declinarsi al femminile (e personalmente dico “meno male”).
Secondo Lei è giunto il momento storico perché Monte Porzio Catone possa avere finalmente un “sindaco donna”? E magari, senza indugi, Lei ci ha “fatto un pensierino”?

Oggi Carla è la prima donna candidata sindaca di Monte Porzio Catone. Che valore aggiunto può portare una donna alla politica ed, in particolare, una donna come Carla?
Sarebbe ora che nel nostro Comune venga sfondato il famoso “tetto di cristallo” e spero che Carla, senza indugio, veda premiato il suo coraggio di metterci la faccia!
Oltre alla candidata Sindaca e la sottoscritta, la squadra è composta da tante donne: Adriana, Alice, Eva e Martina, tutte candidate validissime; gli elettori avranno l’imbarazzo della scelta.
Chiunque conosce Carla può garantire sulla sua solidità morale, la capacità di entrare in empatia con la gente ed il suo autentico altruismo. Fin da ragazzina ha mangiato “pane e politica” ed è stata capace di costruire una squadra competitiva, con il giusto mix di esperienza e innovazione nelle sue componenti. Per la sua formazione ed il lavoro che svolge, secondo me, potrà dare un grande valore aggiunto nell’ambito del sociale, della scuola e dell’inclusione.
Hai notato che ai nostri comizi c’era l’animazione per i bambini? Può sembrare banale, ma questo piccolo accorgimento ha permesso a molte famiglie di partecipare serenamente ad una manifestazione pubblica. Un approccio sensibile che può fare la differenza se applicato ai grandi temi.

Il mio format prevede che alla fine dell’intervista ci sia la solita domanda dei desideri, neanche te puoi esimerti dal farlo:
che sogno vorresti realizzare per te o per la tua famiglia e che sogno vorresti far realizzare per la tua Monte Porzio Catone?

In generale vorrei tanto che Monte Porzio torni a brillare nel panorama culturale dei Castelli Romani e nell’ immediato, mi auguro di vincere le elezioni, per guidare questo rilancio del Paese con Carla e la nostra squadra!

Quella fucina di sapere che è stato il mio Liceo, il Marco Tullio Cicerone di Frascati, ha “sfornato” un’altra “eccellenza” e posso dire di esserne personalmente felice. Segno tangibile che il nostro territorio, tante volte bistrattato da noi stessi continua a creare personaggi davvero importanti.
Un grazie a Francesca ed un grosso in bocca al lupo.

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Frascati, al via la settimana Calasanziana al santuario della Regina delle scuole pie

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Un cartellone ricco di eventi religiosi e culturali

Si parte il 18 maggio alle 19,00 con la rappresentazione sacra La Leggenda di Ognuno messa in scena dal gruppo teatrale amatoriale Amici delle Scuole Pie. A seguire il Triduo di preparazione alla Festa avrà inizio martedì 20 maggio, alle ore 17,00, con la recita del Santo Rosario al quale seguirà la Santa Messa presso il Santuario della Regina delle Scuole Pie in piazza delle Scuole Pie a Frascati.
Mercoledì 22 maggio dopo la Santa Messa ci sarà l’ inaugurazione del Portale artistico opera dello scultore tuscolano Roberto Scardella, già autore della Statua bronzea collocata sul campanile del Santuario.

La statua bronzea di Roberto Scardella posta sul campanile del Santuario

Un’ opera in ferro a maglia poligonale con inserti di terracotta realizzata dalla ditta Fiorella Caroni Ceramiche su matrice originale dello scultore che sarà collocato all’ingresso.
L’ importante è significativo evento artistico sarà accompagnato da un incontro moderato dal noto giornalista Rai Luciano Ghelfi cui prenderanno parte Don Mauro Mantovani, Prefetto della Biblioteca Apostolica Vaticana, Padre Sergio Sereni Preposto provinciale d’ Italia dell’ Ordine dei Padri Scolopi e l’architetto Maria Grazia D’Amelio, docente dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata.
Giovedì 23 maggio alle 17,30 solenne celebrazione Eucaristica presieduta da S.E. Mons. Stefano Russo, vescovo di Frascati. Al termine la tradizionale processione con il quadro La Regina delle Scuole Pie, miracolosa immagine donata da San Giuseppe Calasanzio alla Casa di Frascati nel 1617
Le celebrazioni calasanziane si concluderanno domenica 28 maggio con il concerto del coro gospel One voice previsto alle ore 19,00 nella piazza e diretto dal maestro Simone Negri.

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Rocca Priora, elezioni: intervista a 360° a Mario Spagnoli

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Mario Spagnoli, classe 1969, sposato, papà di Giulia e Gabriele. Una storia, la sua, che in molti conoscono e, soprattutto, dimostra come dopo svariate tempeste della vita la bonaccia torna serena facendo comprendere che il cammino della vita è davvero ricco di esperienze che forgiano dal profondo: un artista, un musicista, una serie di esperienze lavorative altamente formanti con la semplicità di un uomo che ha vissuto ogni istante della sua vita.
Ci incontriamo in uno dei bar di Rocca Priora … prima dell’intervista è uno stringere mani corredato da sorrisi sinceri con le persone che incontriamo prima di sederci al tavolo.

Piacere mio, Mario, io inizio subito con una domanda ed una curiosità: “ama l’arte, fra tutte le menzogne è quella che mente meno”.
Questo pensiero campeggia sulla tua pagina Facebook … cosa ci vuoi dire?

L’arte si esprime a livello istintivo, la leggi con l’anima poi con la testa.
Io, personalmente, vivo la vita di istinti e con il passare degli anni ho compreso sempre di più che per raccontarsi fin nel profondo bisogna avere piena consapevolezza della propria sensibilità.
La sensibilità nella vita è, passami la metafora, come mettere una splendida cornice alle nostre vite

Beh un inizio con il botto, caro Mario (sorride compiaciuto) … ma non è finita qui.


Nel proseguire nella mia “investigazione” sulla tua pagina leggo questo aforisma di Joshua Reynold: “Il vero carattere di un uomo si riconosce in ciò che lo diverte”. Vuoi dire che basta sorridere per avere carattere?
(il suo sorriso si fa serio) Chi mi conosce sa bene che nella mia vita ho dovuto affrontare parecchi momenti pochi felici ma mia madre, fino all’ultimo respiro, ha avuto una straordinaria voglia di sorridere. Questo mi ha fatto comprendere, giorno dopo giorno, che la bellezza delle nostre esistenze sta proprio nell’affrontarle con il sorriso sulle labbra e poi, riflettiamo insieme, quando il peggio è passato, è dietro le nostre spalle, ha senso ancora piangere oppure essere tristi? Io credo proprio di no: diventa un mattone in più nella bellezza che è la vita. E alla vita bisogna sorridere ogni istante.
Non finisci di stupirmi, caro Mario, una persona a te molto cara, di famiglia, mi aveva detto che mi sarei trovato di fronte una “roccia” ma non pensavo che ci fossero così tante belle sfaccettature.

Allora, torniamo a noi: roccapriorese doc … ma di quella Rocca Priora della tua infanzia, della tua giovinezza, oggi, cosa ti manca?
Da dove inizio? (sorride) Il vicinato, la solidarietà, il senso pieno di comunità. Un paese che era una vera e propria famiglia, un paese che aveva un’anima.
Vedi
– aggiunge serio – c’era poco per tutti, ma quel poco riuscivamo a dividerlo e diventava qualcosa di grande per tutti quanti perché c’era un senso pieno di condivisione, di comunità, di famiglia.
Oggi quella identità manca in ogni piccola situazione.

Un’analisi davvero cruda ma che rispecchia il profondo stato di malessere che un partito, il tuo, il Movimento 5 Stelle, evidenziò e proprio ricollegandomi a ciò ti cito una affermazione del grande attore Ivano Marescotti: “Gli attuali partiti di sinistra non mi convincono. E, allora, piuttosto che astenermi o votare scheda nulla, preferisco votare il M5S. Sono gli unici che possono rovesciare il tavolo e cacciare la peggiore classe politica dal dopoguerra ad oggi”. A tuo avviso, vale ancora? E perché?
Assolutamente si – dice con tono deciso -. Nella realtà di Rocca Priora quella vecchia politica è il nostro avversario. In questi giorni io sto ascoltando, insieme alle altre persone che compongono la mia lista, decine e decine di roccaprioresi. Fare politica non è cosa difficile: bisogna avere il coraggio di ascoltare, di mettere a disposizione le nostre esperienze anche perché le cittadine ed i cittadini non ci chiedono castelli in aria ma cose semplici: riparare una buca per la strada, una scuola che funzioni, servizi attenti ai bisogni e tante, troppe volte, ahimè, ci chiedono sicurezza perché un tempo si stava con la porta di casa aperta, oggi, si corre il rischio, anche con il miglior antifurto, di trovarsi i ladri in casa.
Potrei continuare per ore su questo argomento ma in piena sincerità ti dico che la politica deve tornare ad essere di servizio alla collettività e non indirizzata alle troppe convenienze amichevoli … e qui mi fermo.


Nel leggere la tua biografia, che ho cercato di racchiudere nelle poche righe iniziali di questa nostra chiacchierata, ho letto che sei, per passione, un artista. Un pittore, un musicista … ma uno come te che valore aggiunto può portare ad una competizione elettorale e poi, se eletto, nella fase amministrativa?
Guarda io porto la storia della mia vita. I miei successi, le mie debacle, i miei sorrisi, le mie lacrime. Porto Mario tra la gente, per la gente. Porto l’impegno, la dedizione, la credibilità … la mia anima.
Non avrò di certo l’esperienza di governo, e sotto alcuni punti di vista ti dico “meno male” perché significa che ho ancora da imparare e ho la possibilità di mettermi, per l’ennesima volta, in discussione.
Quello che vedo in questi giorni è l’apprezzamento delle persone. Il mio contributo è sulle mie esperienze umane, voglio dare alla mia Rocca Priora il mio animo.


Quindi il tuo impegno è un impegno viscerale?
Certo che si. Ho letto l’intervista che hai fatto al mio amico Mario Falotico. A Rocca Priora oltre ad avere alcuni “testimonial” nel mondo dello sport non dimentichiamoci la nostra gloria canora, Nick Luciani, la voce de “I Cugini di Campagna”.
Rocca Priora è da sempre una realtà che ha sfornato grandi personaggi di cultura, di sport, etc. e credo che oggi, più di sempre, sia necessario che ci siano nella amministrazione delle nostra città persone che facciano della credibilità e dell’impegno il valore aggiunto alla loro candidatura anche perché sia la credibilità che l’impegno sono valori che non possono essere mercificati.

Un’ultima domanda quella che ormai caratterizza le mie interviste: la mia bacchetta magica e due desideri che vorresti che si avverassero, uno per te e per la tua famiglia, uno per Rocca Priora
Prima di venire qui ci ho riflettuto assai: per me, per la mia famiglia chiedo solo di potere avere una buona salute.
Per la mia città vorrei tornasse quella “famiglia” umana, capace di ascoltare, capace di condividere, capace di fare tesoro di quel poco che diventa poi, una volta condiviso, valore aggiunto per tutti.

Grazie a Mario Spagnoli ed a un amico frascatano, originario di Rocca Priora, che è stato uno dei “ganci” di questa intervista.
Credo sempre di più che sia importante conoscere le donne e gli uomini che si candidano alle amministrazioni dei Comuni. Ciò rende la politica più vicina ai bisogni reali delle persone.

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