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Costume e Società

Anguillara Sabazia, il Comune aderisce al progetto ANCRI decoro delle Bandiere e rinnova il Tricolore

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Alla cerimonia organizzata dal vice sindaco Sara Galea sono intervenuti i i vertici dell’Associazione insigniti Bove, Tagliente e Garofalo

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ANGUILLARA (RM) – Si è conclusa con successo la cerimonia di consegna delle nuove bandiere al Comune di Anguillara Sabazia da parte dell’Associazione Nazionale Insigniti al Merito della Repubblica (ANCRI).

I vertici dell’Associazione dei benemeriti della Repubblica hanno espresso grande apprezzamento per la sensibilità istituzionale, da parte dell’amministrazione comunale e in particolare da parte del vice sindaco Sara Galea, a mantenere alta l’attenzione sui valori e i simboli della Repubblica richiamati nella nostra Carta Costituzionale.

Dalle ore 10.30 di venerdì 28 settembre 2018 la Fanfara a Cavallo della Polizia di Stato, composta da 23 elementi e diretta dall’Ispettore Capo Silverio Mariani, si è esibita lungo un breve tratto cittadino intonando brani come Colonel Boogey, Stand by Me, La Vita è Bella, New York New York, Mamma mia, Singin’ in the Rain, Marcia Trionfale dell’Aida, Radetzky March, Giocondità e per ultimo il Canto degli Italiani.

La cerimonia, voluta fortemente dalla Giunta guidata dal Sindaco Sabrina Anselmo, è stata moderata da Viviana Normando, Assessore con deleghe alla cultura, turismo, centro storico e rapporti internazionali, diritti umani e pace.

A nome dell’Amministrazione Comunale ha quindi preso la parola per il saluto di benvenuto il vice sindaco Sara Galea, Assessore alle politiche sociali, di genere, Urp, eventi e sicurezza, la quale dopo aver salutato le autorità e le personalità intervenute, gli insegnanti e i ragazzi delle scolaresche di Anguillara e i rappresentanti della comunità locale presenti, ha rivolto un ringraziamento al rappresentante del Questore di Roma, dottoressa Tiziana Lorenzo, al primo dirigente della Polizia di Stato Mario Cardea dirigente delle Specialità da cui dipende il personale della Fanfara a cavallo, al colonnello Gennaro De Maio del Comando Artiglieria e a tutti i rappresentanti della Forze e Corpi di Polizia e a quello del mondo del volontariato presenti

“Saluto e ringrazio a nome dell’Amministrazione comunale e della comunità di Anguillara la presidenza dell’Associazione Nazionale degli insigniti dell’Ordine al Merito della Repubblica (ANCRI) – ha proseguito- per averci consentito oggi di organizzare questi eventi di rilievo istituzionale, sociale e formativo. Un ringraziamento speciale sento di rivolgerlo al prefetto Francesco Tagliente, al presidente dell’ANCRI Tommaso Bove, al vice presidente Domenico Garofalo e al Commissario Marco Valerio Cervellini

“Affrontare temi come “Il decoro del Tricolore” e la Tutele della sicurezza e della reputazione sui social network” alla presenza delle scolaresche – ha detto ancora Sara Galea – ci consente di offrire alle generazioni future esempi importanti e di guardare a voi Benemeriti della Repubblica, come modello di riferimento come testimoni e custodi dei valori fondanti della nostra Repubblica: l’amor di Patria, il rispetto dei simboli della Repubblica, delle istituzioni e dei diritti della persona umana. Donando al Comune di Anguillara due bandiere nuove, il Tricolore e la bandiera europea, i vertici dell’Associazione Nazionale degli Insigniti al Merito della Repubblica si confermano modelli di riferimento, custodi di questi valori, portatori sani di un’eredità valoriale e punto di riferimento della coscienza civile”.

“Il nostro sistema costituzionale – ha concluso – pone la persona al vertice della scala dei valori. Questi valori sono i pilastri su cui poggia la costruzione della democrazia e, in generale, della qualità della vita e sono da considerare anche i pilastri fondanti per il futuro dei giovani. Grazie alla sensibilità istituzionale e sociale evidenziata dal prefetto Tagliente, dal Presidente Bove e dal vice presidente Garofalo, oggi promuoviamo anche ad Anguillara l’etica del rispetto dei valori fondanti della nostra Repubblica. Raccogliendo il meglio dal vostro esempio. i nostri ragazzi possono contribuire meglio a formare la società di domani”.

Ha quindi preso la parola il presidente dell’ANCRI Tommaso Bove che dopo i saluti e i ringraziamenti di rito ha sottolineato che “la condizione del Tricolore su moltissimi uffici pubblici è avvilente. In molti casi sembra un pezzo di stoffa di tre colori avvolto all’asta. Negli ultimi anni accade sempre più frequentemente di vedere il nostro Tricolore, esposto anche su edifici pubblici, in pessime condizioni d’uso, strappato, lacerato, scolorito o sporco. Non fanno eccezione neppure i palazzi Istituzionali locali o nazionali. Il Tricolore che rappresenta il Simbolo dell’unità nazionale e che dovrebbe rappresentare per tutti l’orgoglio di essere italiani, in alcuni casi viene offeso indecorosamente.

Al termine dei vari interventi il Presidente Bove e il Vice Presidente Garofalo hanno consegnato al Vice Sindaco Galea il Tricolore e la bandiera Europea.

Successivamente la delegazione si è recata presso la casa comunale dove le due bandiere e quella del Comune sono state collocate nel loggiato della sala giunta. A suggellare la cerimonia l’esecuzione dell’inno Nazionale intonato dalla Fanfara a Cavallo della Polizia di Stato.

La manifestazione si è conclusa presso i Giardini del Torrione dove i ragazzi della terza media della sezione ad indirizzo musicale dell’Istituto comprensivo San Francesco di Anguillara diretti dalle professoresse Alessandra Lattanzio e Monica Limongelli ha eseguito l’Inno Nazione e a seguire quello europeo

Al termine, il Commissario della Polizia di Stato in servizio presso il Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, Marco Valerio Cervellini, ha tenuto un conferenza alle scolaresche di Anguillara Sabazia sul tema “Tutela della sicurezza e della reputazione online sui social network”.

“La nostra responsabilità Come Polizia Postale e delle Comunicazioni – ha esordito il Commissario Cervellini – è quella di continuare a diffondere una cultura della sicurezza in rete e fare in modo che Internet possa essere vissuto da tutti, a partire dai banchi di scuola, come un’opportunità e non come un pericolo. Prevenzione e formazione sono gli strumenti più efficaci per consentire ai giovani di navigare con prudenza in internet aiutando, allo stesso tempo, i genitori a conoscere i mezzi a loro disposizione per proteggere i figli dai pericoli del web”.

In chiusura della cerimonia il prefetto Tagliente a sottolineato che “Con questa manifestazione che fa seguito a tante altre iniziative nell’ambito del “Progetto decoro della Bandiera” primo simbolo ufficiale identificativo della Repubblica, l’Associazione Nazionale degli insigniti dell’Ordine al Merito della Repubblica (ANCRI) vuole contribuire a garantire la corretta esposizione e il decoro del Tricolore su tutti gli Uffici tenuti ad esporlo”.

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Claudio Simonetti, il “complice” di Dario Argento a “Ci vediamo a via Veneto”

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Sabato 15 febbraio alle 18 Claudio Simonetti sarà ospite della trasmissione in diretta dall’Harry’s Bar “Ci vediamo a via Veneto” condotta dalla giornalista Chiara Rai per un’intervista da non perdere.

Suspiria, Pheanomena, Non ho sonno, Profondo Rosso questi alcuni dei titoli delle colonne sonore scritte da Claudio Simonetti per i film di Dario Argento. Ma anche Tenebrae, Phenomena, Dawn of The Dead, Zombi, Demons per un percorso discografico, quello dei Goblin, iniziato nel lontano 1973, che li ha visti salire alla ribalta con la musica di Profondo Rosso che ha stabilito, con il singolo 45 giri, l’ancora ineguagliato record di permanenza consecutiva al primo posto della Hit Parade Nazionale. Una formazione, quella dei Goblin che ha segnato un percorso indelebile per il rock progressive italiano e che ancora oggi, dopo 45 anni, vede Claudio Simonetti con suoi Goblin, band in versione rinnovata, girare il mondo nelle tante tournée dove registrano sempre il tutto esaurito.

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A.A.A. cercasi Parrocchia dove si celebra messa senza strimpellatori di chitarra & affini

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Oggi non si parla che delle crisi. Domina la crisi economica, quella finanziaria e quella occupazionale, però quella demografica non è da meno. Ultimamente hanno inserito nel paniere delle crisi, anche quella “green”. E al di là del biondo Tevere qualcuno fa cenno ad una crisi di fede.

In questa dissertazione si vuole parlare, anzitutto, del decadimento indotto della liturgia domenicale e si può tranquillamente asserire, sia concausa della mancata partecipazione di tanti fedeli a quella che dovrebbe essere “una sacra liturgia Eucaristica”. Si legge in “Vivere il silenzio nella liturgia” di Pascal Destheux, licenza in teologia all’Università di Friburgo, attualmente vicario episcopale del cantone di Ginevra: “Nel contesto liturgico, il silenzio è quel luogo dell’anima dove ognuno resta solo col suo Signore. Il silenzio liturgico rinvia immancabilmente a quell’interiorità, mia, ma più grande di me, Dio mi invita. Il silenzio liturgico è dunque come un incrocio spirituale”.

Come fa, il malcapitato fedele, che vuole partecipare alla S. Messa domenicale o festiva, a riconciliare la sua anima, rimanendo solo con il suo Signore e contemporaneamente estraniarsi dagli strimpellatori di chitarre da spiaggia con il loro, dum- tram -trim , l’alleluja rock e dello shalom- shalom pop?

Che sia ben chiaro, qui nessuno ha niente contro la chitarra, al contrario, piace molto la musica per chitarra, in particolare quella di Francisco Tarrega, la Granada di Albéniz, specialmente se suonate dal maestro Andres Segovia. Non dispiace ascoltare il Concierto de Aranjuez suonato da Joaquin Rodrigo. Si ascolta ben volentieri Los Indios Tabajaras quando suonano El Condor Pasa oppure Le Foglie Morte o Maria La O. Ciò nonostante non si può mai accettare che siano suonate durante la liturgia Eucaristica.

“La S. Messa è memoriale nel senso che rende presente ed efficace sull’altare, in modo incruento, il sacrificio che Cristo, in modo cruento, ha offerto al Padre sul Calvario per la salvezza di tutti gli uomini.” Così insegna la dottrina!

Come si può suonare la chitarra , ballare il tuca tuca e battere le mani quando si commemora un sacrificio cruento? Perché tanta resistenza al canto gregoriano, la polifonia sacra e altra musica spirituale che invita al raccoglimento anziché alla distrazione?

Con l’avvento del Concilio Vaticano II, al tramonto di giovedì 29 giugno 1972, durante la celebrazione della messa , solennità dei SS. Pietro e Paolo, alla presenza di una moltitudine di fedeli, Paolo VI, ora santo, profetizzava: “da qualche fessura è entrato il fumo di Satana nel tempio di Dio”. Mai parole furono così profetiche!

Solamente, la profezia di Paolo VI difetta in un particolare. In effetti non c’è stata una semplice fessura, no, purtroppo c’è stata una voragine. Il decadimento lo dimostrano le sfilate di moda in chiesa e le nozze simulate; il prete a Pinerolo che rifiuta di recitare il credo perché tra i fedeli nota che ci sono persone non di fede cattolica, il prete che sbanda mentre il suo vescovo gira i pollici .

Il decadimento si propaga come un virus contagioso e ne è evidenza in: “la messa per la terra” celebrata dal neo cardinale Czemy a Santa Maria In Transportina, con tanto di slogan indigenisti, immagini di donne che allattano animali e statue di idoli sull’altare davanti al Santissimo.
Storie come queste a non finire, come quella banalmente giustificata con “Il Signore accoglie tutti”, uscita dalla bocca del vescovo Delpini di Milano davanti all’esecrabile pseudo opera d’arte dell’altare della chiesa di Gallarate, composta da sculture di teste mozzate dalla Madonna della Pietà all’imperatore gay, Adriano.

Episodi esecrabili del genere si possono raccontare a iosa e tanti sfuggono al comune fedele. Non sfugge però il decadimento , a chi resiste di partecipare alla messa rock o pop o ye ye domenicale, sempreché sia dotato di spirito di sopportazione, di resistenza a quei battiti di mani, scomposti ed irriverenti da curva sud, assistendo a quelle signore pie che ancheggiano ogni volta che si intona “l’Alleluia” e il “Gloria”.

L’armonium o Organo a Canne messo a tacere , un gruppo di ragazzi e adulti , strimpellatori in erba, attaccano con il loro cacofonico trim trim, mentre tamburi e tamburelli , banjo, pifferi ed affini irrompono impetuosi sui fedeli intontiti.

Qualche fedele non resiste, si alza e lascia la chiesa. Il parroco sull’altare gongola, fiero e soddisfatto, il coro delle “pie” alza il timbro di voce e a questo punto, solamente qualche vecchio, che togliendosi l’apparecchio auricolare e ripiombando nel silenzio, può ritrovare quel luogo dell’anima per restare solo col suo Signore.

Che sia permesso chiudere questa dissertazione con una citazione estratta da un immaginaria “Petizione al Padre Nostro”, dello stesso scrivente, raccomandando vivamente a S. Pietro di non lasciarsi sorprendere dal sonno come quella volta nell’orto del Getsemani. Deve sapere, scrive l’autore, “ che in agguato ci saranno tanti strimpellatori di chitarra, soffiatori di pifferi, battitori di bongo e banjo, tutti pronti a sgattaiolare dentro non appena si presenta l’occasione. Vi raccomando”, continua lo scrittore, “ non li fate entrare perché vi rovineranno tutto.

Chi ancora crede nel silenzio, nella meditazione, nel colloquio intimo con il Santissimo durante la celebrazione dell’Eucaristia, specialmente la domenica, deve andare in giro per cercare una chiesa dove si possa pregare in pace senza distrazioni ed intrattenimenti vari.

Chi di dovere,avendo autorità e responsabilità, potrebbe richiamare i parroci facendogli fare corsi di aggiornamento, istruendo loro che la liturgia Eucaristica non è un intrattenimento domenicale a ritmo di “ disco music”.

L’augurio è che qualcuno si muova così il gregge disperso potrà ritornare all’ovile.

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Rachele Mussolini a “Ci vediamo a via Veneto”: un’intervista esclusiva dal locale più esclusivo della Capitale

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Rachele Mussolini, figlia del celebre pianista jazz Romano Mussolini, nipote di Benito Mussolini, sorella di Alessandra ed Elisabetta e mamma di due bambine. Consigliere comunale a Roma per Fratelli d’Italia, vice presidente della Commissione Controllo, Garanzia e Trasparenza di Roma Capitale.

Rachele Mussolini ospite a “Ci vediamo a via Veneto” sabato 8 febbraio 2020 alle 18 in punto per la trasmissione in diretta web condotta tutti i sabati alle 18 dalla giornalista Chiara Rai dall’esclusiva location dell’Harry’s Bar di via Vittorio Veneto, il locale della Dolce Vita per antonomasia.

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