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Crispiano, Forum Ambiente e Emergenza Energetica e Alimentare. ANCRI: “Serve approccio pragmatico e meno burocratico”

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La sopravvenuta crisi energetica e alimentare, causata dai drammatici scenari di guerra in corso ai confini dell’Europa e l’esigenza di un approccio pragmatico e meno burocratico dell’ambiente. Sono questi i temi affrontati nel corso del Forum organizzato dalla Presidenza dell’ANCRI e dal Comune di Crispiano (TA) per celebrare la “Giornata Mondiale dell’Ambiente”.

I lavori sono stati aperti con l’Inno di Mameli. Per il prefetto Tagliente, moderatore dei lavori, è stata l’occasione per ricordare che l’inno nazionale non è una canzonetta e va intonato nella versione originale, possente e dinamica di canto di popolo e che durante l’esecuzione si assume la posizione eretta con le braccia distese lungo i fianchi.

A seguire, per confrontarsi e approfondire la tematica della emergenza energetica e alimentare sono intervenuti rappresentanti delle istituzioni italiane ed europee, del mondo dell’economia, della cultura e delle scienze comportamentali.

Paolo Ghezzi, delegato ANCRI alla protezione civile e all’Ambiente

L’ing Paolo Ghezzi, delegato ANCRI alla protezione civile e all’Ambiente, nella sua relazione introduttiva ha chiarito che “La sensazione di fragilità che caratterizza questi ultimi mesi, sembra aver velocemente modificato le priorità e le strategie europee, ed italiane, sul tema energetico ed alimentare nonché i rapporti che ne caratterizzano lo sviluppo con la tutela ambientale. Diventano prioritari, obiettivi che, almeno negli intenti, erano già al centro del dibattito politico mondiale e degli obiettivi dell’agenda di sostenibilità 2030. Ad imprimere un vero cambio di passo sono stati i primi mesi di conflitto tra Russia e Ucraina. Non sono bastati gli oltre 50 milioni di persone che sul pianeta si sono mossi nel 2021 per emergenze climatiche o conflitti; non sono stati sufficienti i 155 milioni di persone che nel 2020 hanno vissuto in stato di insicurezza alimentare acuta; non sono stati sufficienti i 2.2 miliardi di persone che non hanno accesso all’acqua. Diventa così impellente rispettare le strategie di produzione di energia primaria da Fonti rinnovabili semplificando le procedure burocratiche che costituiscono un ostacolo allo sviluppo del nostro paese rendendolo poco attrattivo agli investimenti esteri. Diventa attuale il dibattito tra equilibrio di salvaguardia ambientale e di lotta al cambiamento climatico con la necessità di maggiore autosufficienza alimentare e riduzione della dipendenza da mercati esteri e da un sistema globale. Appare ineludibile un impegno finanziario europeo per garantire una rapida riduzione della dipendenza da mercati esteri e da un sistema globale. Aver promosso questo momento di confronto è senz’altro un merito importante di ANCRI che continua nella sua opera di divulgazione e sensibilizzazione per un approccio obiettivo a tematiche che tanto influiscono sulla qualità della vita delle persone.

 Il responsabile e portavoce del parlamento europeo in Italia, Carlo Corazza

Il responsabile e portavoce del parlamento europeo in Italia, Carlo Corazza ha detto che “L’Unione Europea, come ha chiesto il Parlamento Europeo, deve puntare attraverso la Strategia Repower con più fondi, con almeno 250 miliardi di euro, su più rinnovabili eliminando ostacoli burocratici, più risparmio energetico e più infrastrutture che ci consentano di diversificare il gas. Il Parlamento Europeo continuerà a spingere in questa direzione ma è evidente che dobbiamo adattare il Greenville alla nuova situazione e alla nostra sicurezza energetica. Sulla sicurezza alimentare vediamo le conseguenze del blocco navale russo, e anche qui dobbiamo adattare le nostre politiche di investimenti, la strategia dal produttore al consumatore, al nuovo scenario. Bisogna utilizzare il più possibile il suolo europeo, non limitare la produzione e alcuni obiettivi ambientali vanno adattati alla luce della crisi alimentare che non è una crisi alimentare europea ma una crisi alimentare mondiale che rischia di provocare nei paesi più fragili, penso all’Africa, anche dei flussi migratori incontrollati Quindi in sintesi più investimenti sia sull’sull’energia che sull’agricoltura e riadattare i fondi NextGenerationEU, i fondi del bilancio europeo, molto pragmatismo avendo in primo piano queste nuove priorità”

Il Presidente dell’Ispra e del Snpa, Prefetto Stefano Laporta

“La nuova attenzione alla sicurezza energetica, soprattutto nell’Unione Europea” – ha dichiarato il Presidente dell’Ispra e del Snpa, Prefetto Stefano Laporta – “sta innescando uno slancio politico senza precedenti verso l’accelerazione dell’efficienza energetica e delle fonti rinnovabili. La crescita delle rinnovabili anche oltre il 2023 dipenderà dall’introduzione e dall’attuazione di nuove e più incisive politiche a livello europeo nei prossimi sei mesi. L’altra grande sfida che attende noi e l’intero Pianeta è quella della sicurezza alimentare; una prima strategia per incrementarla è dare priorità alla produzione di alimenti invece che ad altro tipo di produzioni, una seconda è quella di minimizzare o ridurre il consumo di suolo, risorsa fondamentale per le sue funzioni e i relativi servizi ecosistemici che offre, tra cui quello della fornitura di alimenti”

 Il Generale del disciolto Corpo forestale dello Stato (r) Giacomo Saragosa

Il Generale del disciolto Corpo forestale dello Stato (r) Giacomo Saragosa ha parlato delle molteplici funzioni dei boschi che oltre ad essere un serbatoio di accumulo di anidride carbonica, sono uno strumento per rallentare l’aumento della concentrazione di CO2 in atmosfera e si configurano come strumenti di mitigazione delle emissioni e un modificatore di clima locale. “I boschi -ha sintetizzato il generale Saragosa “vanno gestiti con un’ottica molto attenta che non può essere la cristallizzazione delle situazioni, ma una integrazione continua e variabile con le nostre esigenze”

Il Generale dei Carabinieri Forestali Giuseppe Vadalà

Il Generale dei Carabinieri Forestali Giuseppe Vadalà, Commissario Unico per la bonifica delle discariche abusive affrontando i temi legati alla tutela dell’ambiente e del territorio ha detto che “Nel febbraio del 2022 è stata completata l’architettura di tutela dell’ambiente del nostro Paese con l’introduzione dei principi e dei valori nella Costituzione italiana. Nel dettato Costituzionale erano presenti ad oggi i principi dell’art. 9 e 32 e 41 e 44, nel 2001 era stato introdotto un principio di parziale e indiretta tutela, che sino ad oggi hanno consentito al nostro Paese di attuare grazie anche alla UE politiche ambientali virtuose e ambiziose. Da oggi con i valori introdotti in modo diretto a tutela delle generazioni future, il nostro Paese si pone all’avanguardia in Europa e nel mondo per la realizzazione di valori, opere e principi sostenibili non solo da punto di vista ambientale ma anche economico e sociale”.

Il prof Guido Melis storico dell’Amministrazione

“La protezione dell’ambiente – ha detto il prof Guido Melis storico dell’Amministrazione- affonda le sue radici nella intuizione dell’età giolittiana con leggi scritte con chiarezza, da un legislatore consapevole, che hanno retto nel tempo e hanno poi prodotto sviluppi apprezzabili sino ad anni relativamente recenti. Queste norme virtuose si sono poi completate con una dettagliata normazione minore che mira essenzialmente a proteggere l’amministrazione dal rischio dell’esercizio della sua specifica responsabilità. La cattiva normazione ha una deresponsabilizzazione degli attori amministrativi. Di qui il ginepraio che incombe sui cittadini. Devi abbattere un albero in zona panoramica protetta perché parte di un parco naturale? Dovrai impostare tre distinte e complesse pratiche, per esempio presso la competente soprintendenza ambientale, l’Ente parco, il Comune. Ti misurerai con il labirinto della modulistica, che ti impone, contra legem, di ripetere dati e informazioni già noti alla amministrazione. Infine avrai a che fare con tre legislazioni di settore e con tempistiche diverse e con spese, valutabili in tempo e denaro, non indifferenti. Che fare? Formare funzionari non meri applicatori di norme ma capaci di rapportare la norma al caso. Dotati di fantasia e capacità di innovazione a contatto umano con gli utenti. E tutelarli dall’immancabile ricorso che segue oggi qualunque loro decisione. E retribuirli secondo meriti e risultati. Farne degli esseri pensanti, raziocinanti, consapevoli e responsabili. Ecco, per dirla in una battuta: costruire una burocrazia della responsabilità”

 Il presidente nazionale dell’ANCRI Tommaso Bove

Il presidente nazionale dell’ANCRI Tommaso Bove, dopo ave evidenziato il particolare attenzione dell’ANCRI a promuovere un dibattito sui temi dell’ambiente – inserito peraltro tra le finalità statutarie dell’Associazione – ha ricordato la Giornata Mondiale dell’Ambiente 2019 celebrata al Dipartimento della Protezione Civile, quella del 2020 sul tema dei cambiamenti climatici, e quella del 2021 sul ruolo strategico che assumono il verde pubblico e quello privato nelle strategie europee contro il cambiamento climatico. Tutti temi strategici e da pianificare per ottenere un risultato a medio termine.

Il coordinatore del comitato scientifico della “Rete dei Comuni Sostenibili Marco Filippeschi

Il coordinatore del comitato scientifico della “Rete dei Comuni Sostenibili Marco Filippeschi parlando dell’impegno per la creazione di Comunità̀ Energetiche Rinnovabili per autoconsumo collettivo ha detto che “si deve e si può fare un vero salto di qualità impegnando i consumatori d’energia enti pubblici locali, aziende, attività commerciali o cittadini privati, ad associarsi e a scegliere di dotarsi di infrastrutture per la produzione di energia da fonti rinnovabili e l’autoconsumo attraverso un modello basato sulla condivisione. Così si promuove lo sviluppo sostenibile e si può ridurre la dipendenza energetica dal sistema elettrico nazionale. Le comunità energetiche vanno oltre la soddisfazione del fabbisogno energetico. Incentivano la nascita di nuovi modelli socioeconomici caratterizzati dalla circolarità. Ciò secondo i principi di responsabilità ambientale, sociale ed economica e con la partecipazione attiva in tutti i processi energetici. È anche un cambio di cultura collettiva che siamo impegnati a stimolare e a sostenere con esempi concreti”

 Il consigliere delegato di Filiera Italia Luigi Scordamaglia

Il consigliere delegato di Filiera Italia Luigi Scordamaglia, affrontando il tema della emergenza alimentare e dell’allarmante aumento della disuguaglianza alimentare che sta scaturendo dalla guerra in Ucraina ha detto che “il settore agro-alimentare è un settore la cui valenza geopolitica viene riaffermata soprattutto durante le situazioni di crisi. La guerra e le conseguenti tensioni sul mercato globale soprattutto dei cereali hanno accentuato una situazione già difficile in cui la sicurezza alimentare globale era messa in forse da un calo produttivo legato a crisi climatiche e dal blocco della logistica globale legata al covid’. I principali blocchi geografici mondiali hanno compreso da tempo la valenza politica del controllo del cibo. Primo tra tutti l’esempio cinese avendo questo paese stoccato ancor prima dello scoppio del conflitto il 60% della produzione globale di cereali ed investito 7 miliardi di dollari in Algeria per la produzione di 5 milioni di tonnellate all’anno di fertilizzanti con cui controllare il futuro dell’alimentazione in Africa. All’opposto l’Europa è stata poco lungimirante pensando di poter smantellare la propria produzione agroalimentare così come quella energetica e diventando dipendente di elementi strategici come energia e cibo da paesi molto lontani e che stanno prontamente utilizzando tali strumenti come armi di condizionamento. La sovranità alimentare torna centrale non come nostalgia autarchica ma come risposta ad una crisi della globalizzazione che certamente riprenderà come modello di sviluppo ma con regole nuove ed in cui un livello minimo di autoapprovvigionamento per beni essenziali come energia e cibo dovrà essere garantito. Tutto ciò è particolarmente vero per un Paese come l’Italia la cui valenza dell’agro alimentare è centrale e strategica come dimostrano i 575 miliardi generati dal settore inteso integralmente dalla produzione agricola alla ristorazione.

 Lo Psichiatra neuroscienziato Pietro Pietrini

Lo Psichiatra neuroscienziato Pietro Pietrini affrontando il tema delle sofferenze derivanti da un eccesso di burocrazia e del ruolo dell’ambiente per il benessere psico-fisico dell’individuo ha ribadito come biologia e ambiente siano due aspetti inscindibili, in intima interconnessione tra di loro. Per lungo tempo la storia della scienza ha visto contrapporsi, con alterna fortuna, il ruolo della biologia – fino all’estremizzazione del determinismo più radicale – a quello dell’ambiente, con l’attribuzione dell’intera responsabilità alla società. Le conoscenze apportate dagli studi delle neuroscienze cognitive e della genetica comportamentale negli ultimi venti anni dimostrano come fattori biologici ed aspetti ambientali siano in cosante rapporto, in un dialogo bidirezionale dove gli uni influenzano gli altri. Questo ci obbliga a considerare le grandi questioni in modo unitario e complesso.”

 Il Prefetto Francesco Tagliente

Il Prefetto Francesco Tagliente ha chiuso i lavori dicendo “ che La guerra in Ucraina e le conseguenti tensioni sul mercato globale soprattutto dell’energia e dei cereali ha fatto saltare tutte le previsioni e gli equilibri internazionali, modificando velocemente scenari consolidati. La sopravvenuta crisi energetica e alimentare, richiede più investimenti con un approccio pragmatico e meno burocratico sull’ambiente, tenendo presente che va garantito, con ogni mezzo, un livello minimo di autoapprovvigionamento per beni essenziali come energia e cibo. Di fronte alle necessità di autosufficienza per bisogni primari e alimentari, sono auspicabili quindi una rivisitazione dei vincoli paesaggistici e ambientali e allentamenti dei vincoli alla coltivazione di cereali che, anzi, dovrebbe essere incentivata. Diventa perciò una possibilità concreta il rinvio dei progetti di trasformazione in aree boschive improduttive di alcuni terreni oggi vocati alla produzione agricola. Vanno ripensati i vincoli per lo sviluppo del fotovoltaico e delle fonti rinnovabili e si rimette al centro dell’azione politica la necessità di favorire la ricerca di gas naturale e altre fonti energetiche.”

Il Sindaco di Crispiano Luca  Lopomo

Il Sindaco di Crispiano Luca Lopomo ha detto che “Il protagonismo dei Comuni in questa fase storica è essenziale per la trasformazione del paese e per affrontare le gravi crisi che stiamo vivendo. Ma per non fallire questo appuntamento con la storia serve un approccio sistemico e pragmatico. È fondamentale una precisa pianificazione che parta dall’analisi del proprio territorio sulla base di parametri oggettivi e numerici. Per questa ragione Crispiano è stato il primo comune ad aderire in Puglia alla Rete dei Comuni Sostenibili, un’organizzazione che nasce per dare ai comuni il supporto necessario per rendersi misurabili rispetto agli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’agenda 2030 e del BES. Abbiamo compreso durante la pandemia quanto il lavoro di squadra e di rete sia indispensabile per superare i momenti di crisi, ed è con questo approccio che insieme alle associazioni le imprese le parrocchie i cittadini tutti dobbiamo affrontare il futuro che abbiamo davanti. Comunità energetiche, reddito energetico, riciclo delle materie efficientamento degli edifici pubblici e privati, mobilità sostenibile, sono le sfide che abbiamo già iniziato ad affrontare. Il PNNR è una grande opportunità ma da sola non basta, seve un cambio di marcia soprattutto riguardo a semplificazioni e monitoraggio degli investimenti. Non posso non rammaricarmi per lo stallo in cui versano tante richieste di investimenti in agrovoltaico sul nostro territorio ad opera della sovrintendenza o della grande opportunità che rappresenta la riqualificazione energetica della cava Amastuola 132 ettari che possono essere destinati alla produzione di energia rinnovabile con fotovoltaico e idrogeno verde, rinnovo pertanto ai commissari di Ilva in amministrazione straordinaria l’appello affinché si dia seguito allanalisi dei progetti per rendere quella cava un polo di produzione di energia rinnovabile, se non ora quando!!”

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Dighe in Italia, partito il Dam Day: Un evento per promuovere la conoscenza e l’importanza di queste opere idrauliche

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Dal 24 maggio al 1° giugno 2024 si terrà la prima edizione del “Dam Day – Dighe in Italia”, un’iniziativa organizzata dal Comitato Nazionale Italiano per le Grandi Dighe (ITCOLD). L’evento è volto a promuovere una maggiore consapevolezza sul ruolo cruciale delle dighe nel panorama ambientale, economico, energetico e di sicurezza del paese.

L’Obiettivo del Dam Day

L’evento mira a sensibilizzare il pubblico sull’importanza delle dighe attraverso una serie di iniziative che si terranno in tutto il territorio nazionale. Il Dam Day prevede un totale di 26 eventi, tra cui visite guidate, seminari, dibattiti e conferenze, concentrati in una settimana per garantire un impatto significativo e coordinato sul tema.

Il Ruolo di ITCOLD

ITCOLD, l’associazione culturale e scientifica che organizza l’evento, rappresenta oltre 300 delle circa 500 grandi dighe presenti in Italia. Il comitato si impegna a promuovere lo studio e la valorizzazione delle dighe, collaborando con operatori del settore, pubbliche amministrazioni, accademici e liberi professionisti. Inoltre, ITCOLD è membro della Commissione Internazionale per le Grandi Dighe (ICOLD-CIGB), istituita nel 1928.

Gli Eventi in Programma

Gli eventi del Dam Day sono pensati per coinvolgere un pubblico ampio e variegato, con particolare attenzione ai giovani studenti. Tra gli appuntamenti previsti vi sono:

  • Visite Guidate: Alla Diga di Mignano a Vernasca (PC), alla Diga di Occhito a Carlantino (FG) e alla Diga del Locone a Minervino Murge (BT).
  • Seminari: Come quello sulla “Gestione delle risorse agricole per l’agricoltura” a Bari e il seminario dedicato agli impianti idroelettrici a Tramonti di Sopra (PN).
  • Convegni e Workshop: Inclusi eventi tecnici come il workshop sulla caratterizzazione geotecnica presso il laboratorio ISMGEO a Seriate (BG).
  • Open Day e Conferenze: Tra cui l’Open Day “Dighe e cambiamento climatico: quali sinergie?” a Firenze e la conferenza stampa presso la Diga del Gabiet a Gressoney (AO)

Un’Iniziativa Europea

Il Dam Day non è solo un evento nazionale, ma si inserisce in una serie di iniziative analoghe organizzate in altre nazioni europee sotto l’egida di EURCOLD, il Club Europeo delle Dighe. Questo rafforza la collaborazione e lo scambio di conoscenze tra i paesi europei in materia di gestione e valorizzazione delle dighe.

Il “Dam Day – Dighe in Italia” rappresenta un’importante occasione per avvicinare il pubblico alle tematiche legate alle dighe, evidenziandone il ruolo strategico nella gestione delle risorse idriche e nella produzione di energia rinnovabile. Partecipare agli eventi previsti sarà un’opportunità unica per conoscere da vicino queste grandi opere ingegneristiche e il loro impatto positivo sull’ambiente e sulla società.

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Anbi, concorso fotografico “Obiettivo Acqua”: vincono Lazio e Toscana

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Sono la toscana Pamela Doretti (con lo scatto “Splash” nella categoria “colore”) ed il romano Franco Tulli (con lo scatto “L’impero dell’Acqua” nella sezione “bianco e nero”) i vincitori della 5° edizione del Concorso Fotografico Nazionale “Obiettivo Acqua”, organizzato da ANBI, Coldiretti e Fondazione Univerde.
Oltre 800 sono state le opere concorrenti a testimonianza del crescente successo del contest, che ha, come protagoniste, diverse sfaccettature della risorsa idrica.
“Non bisogna dare per scontata la disponibilità d’acqua ed il concorso serve a ricordare la vitale funzione della risorsa – ricorda Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e elle Acque Irrigue (ANBI) – E’ altresì necessario riprendere una politica di programmazione degli interventi per uscire dalla logica degli stati d’emergenza e va trovato un giusto equilibrio fra agricoltura ed ambiente, facce imprescindibili di una realtà chiamata territorio.”
“Senza acqua non può esserci nè qualità, né quantità in agricoltura; non solo: l’acqua è elemento determinante per la bellezza dei nostri territori – afferma Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti – Per questo occorre programmare investimenti per efficientare le infrastrutture idriche esistenti e realizzarne di nuove, consapevoli che la gestione dell’acqua è fondamentale anche per la manutenzione del suolo: servono bacini di accumulo, che abbinino prevenzione idrogeologica e disponibilità irrigua. In questo, chiediamo più coraggio alla politica.”
“Il concorso fotografico Obiettivo Acqua ci ricorda la necessità di dare impulso ad azioni concrete per la conservazione e la gestione sostenibile degli ecosistemi, che devono continuare a prosperare – aggiunge Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente di Fondazione UniVerde – Dobbiamo essere più responsabili nei confronti dei paesaggi d’acqua dolce, tutelarli dalle frammentazioni, dalla cementificazione e dal degrado causato dagli inquinamenti. L’uso insostenibile dei territori sta portando molti ecosistemi pericolosamente vicini al collasso: è ancora possibile passare a pratiche più sostenibili per la qualità dell’acqua, ripristinando anche la salute del suolo; i paesaggi con un ciclo idrologico funzionante forniscono acqua e cibo, sostengono la biodiversità e contribuiscono alla mitigazione e all’adattamento ai cambiamenti climatici.”
Alla premiazione sono intervenuti anche Nazario Palmieri, Generale Comandante Carabinieri Tutela Forestale e Parchi; Aldo Mattia, Componente Commissione Ambiente Territorio Camera; Vincenzo Gesmundo, Segretario Generale Coldiretti; Francesca Salvemini, Capo Segreteria Tecnica Ministero Ambiente Sicurezza Energetica.
Durante la cerimonia conclusiva, svoltasi a Roma in Palazzo Rospigliosi, sono state assegnate anche 9 menzioni speciali: “Le forme dell’acqua” al lavoro dell’umbro Fulvio Sudati per l’immagine “Rugiada”; “Un tesoro per l’uomo” al toscano Flavio Vieri per la fotografia “Sentieri curvi”; “Crisi climatica: difendere l’acqua – difendersi dall’acqua” al romagnolo Massimo Cavallari per lo scatto “Alluvione Maggio 2023: cascina nelle campagne di Lugo completamente isolata”; “Acqua fonte di cibo” dalla Fondazione Campagna Amica all’emiliana Donatella Drovandi per lo scatto “I prati di Sara”; “A due ruote lungo l’argine” dalla F.I.A.B. (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta) al lombardo Marco Carè per l’opera “Tramonto sull’argine dell’Oglio”; “Scatti d’acqua, lo scorrere perpetuo da ANBI E.R. alla romagnola Elena Ghini per l’immagine “Alluvione in Romagna – Maggio 2023”; “Come ti cucino il Consorzio: acqua dolce, dal canale alla tavola” da ANBI Liguria al genovese Vittorio Ricci per la fotografia “Val Gargassa”; “Lombardia, una regione disegnata dall’acqua” da ANBI Lombardia al bresciano Andrei Domanin per lo scatto “Lago di Garda”; “Myacqua” da ANBI Marche alla pesarese Paula Castelli per l’opera “Nell’acqua, sull’acqua”.
“La cultura dell’acqua è uno dei tasselli della strategia ANBI per incentivare l’adattamento alla crisi climatica e che si fonda anche su nuove infrastrutture idriche, efficientamento di quelle esistenti ed investimenti in innovazione – conclude Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI – La nostra azione non si ferma e sabato prossimo, 18 Maggio, in tutta Italia inizierà la Settimana Nazionale della Bonifica e dell’Irrigazione.”

Ufficio Comunicazione:
Fabrizio Stelluto (tel.cell.393 9429729)
Alessandra Bertoni (tel.06 84432234 – cell. 389 8198829)

Informativa Privacy – Ai sensi del Regolamento (UE) 2016/679 si precisa che le informazioni contenute in questo messaggio sono riservate e ad uso esclusivo del destinatario. Qualora il messaggio in parola Le fosse pervenuto per errore, La preghiamo di eliminarlo senza copiarlo e di non inoltrarlo a terzi, dandocene gentilmente comunicazione. Grazie.
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ANBI, trasparenza e sicurezza lavoratori: Consorzi di Bonifica bresciani primi firmatari protocollo con Prefettura

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Massimo Gargano: “E’ il nostro, fattivo contributo a far sì che il 1 Maggio non sia mera celebrazione della Festa dei Lavoratori, ma impegno quotidiano”
 
“E’ un impegno concreto non solo per la trasparenza nell’utilizzo di risorse pubbliche, ma anche per il controllo sull’osservanza rigorosa delle disposizioni in materia di collocamento, igiene, sicurezza sul lavoro, tutela dei lavoratori sia contrattualmente che sindacalmente: temi di drammatica attualità e su cui ribadiamo la nostra, massima attenzione in tutta Italia.”
 
Ad affermarlo è Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), annunciando la  firma del Protocollo di Legalità per la Prevenzione dei Tentativi di Infiltrazione della Criminalità Organizzata negli Appalti Pubblici tra il Prefetto di Brescia, Maria Rosaria Laganà ed i Presidenti dei locali Consorzi di bonifica, Luigi Lecchi (Cdb Chiese) e Renato Facchinetti (Cdb Oglio Mella).
 
I due enti consortili sono impegnati nella realizzazione di importanti opere per la gestione dell’acqua, grazie alle risorse pubbliche, stanziate dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (P.N.R.R.), nonchè da fondi nazionali e regionali; da qui l’esigenza di salvaguardare la realizzazione delle opere da possibili tentativi di infiltrazione da parte di gruppi legati alla criminalità organizzata, in grado di condizionare le attività economiche.
 
Come strumento efficace, per conseguire gli obbiettivi di tutelare la trasparenza nelle procedure concorsuali di appalto, è stato esteso l’obbligo di acquisire le informazioni antimafia prima della sottoscrizione dei contratti, che vedranno l’inserimento di precise clausole nel merito.
 
“Mai come ora devono essere rafforzati gli strumenti di prevenzione antimafia ed anticorruzione salvaguardando, al contempo, l’esigenza di assicurare certezza e celerità nell’esecuzione dei lavori pubblici” dichiara il Prefetto, Laganà.
 
La sottoscrizione del Protocollo di Legalità nasce su iniziativa dell’Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) e vede i Consorzi di bonifica bresciani tra i primi firmatari.
 
“L’atto sottoscritto a Brescia conferma l’impegno dei Consorzi di bonifica ed irrigazione per la trasparenza e la prevenzione dei tentativi d’infiltrazione della criminalità organizzata: ora sono ampliate le informazioni antimafia nei bandi di gara e viene rafforzata la vigilanza sulla sicurezza dei lavoratori. E’ il nostro, fattivo contributo a far sì che il 1 Maggio non sia mera celebrazione della Festa dei Lavoratori, ma impegno quotidiano” dichiara Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI.
 
Con il Prefetto, i Presidenti dei Consorzi di bonifica “Chiese” ed “Oglio Mella” hanno condiviso anche la necessità di proseguire gli investimenti dedicati alle infrastrutture idriche, indispensabili all’intera provincia sia per l’irrigazione, sia per la salvaguardia di un territorio idrogeologicamente fragile.
 
Privo di virus.www.avast.com



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