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Cultura e Spettacoli

L’Ancri sceglie il Tricolore per rendere omaggio alla memoria dei “figli delle stelle” Pierluigi Rotta e Matteo Demenego, uccisi a Trieste

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La solenne cerimonia, compatibilmente con gli scenari dell’evoluzione nei prossimi giorni dell’epidemia di coronavirus, si svolgerà a Pisa il 17 marzo 2020 nell’ambito delle celebrazioni della “Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’inno e della bandiera”

L’evento programmato dall’Associazione Nazionale insigniti dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, sarà preceduto dalla proiezione del video che i due agenti Matteo Demenego e Pierluigi Rotta avevano registrato all’inizio di un turno di volante notturno poco prima della tragedia: “Dormite sonni tranquilli, c’è la Volante 2. I figli delle Stelle son tornati”.

Il Tricolore sarà consegnato ai familiari di Fabio e Matteo dal presidente dell’ANCRI Tommaso Bove e dal vice presidente Domenico Garofalo, alla presenza del Vice Capo della Polizia con funzioni vicarie Prefetto Antonio De Iesu, del Prefetto Giuseppe Castaldo e dei Questori di Trieste Giuseppe Petronzi e di Pisa Paolo Rossi.

L’Ancri, – ha anticipato il presidente Tommaso Bove – interpretando il sentimento di tutti i “servitori” dello Stato, ha ritenuto di consegnare ai familiari di Pierluigi Rotta e Matteo Demenego la Bandiera nazionale italiana, simbolo dell’unità indissolubile della Nazione.

E non è un caso – ha aggiunto il prefetto Francesco Tagliente – che sia stato deciso di utilizzare il Tricolore per simboleggiare lo spessore dei valori che i due “figli delle stelle”, hanno dimostrato con il loro estremo doloroso sacrificio, e con il loro commovente messaggio fatto prima di intraprendere uno dei turni di servizio notturno a bordo della volante 2.

Pierluigi e Matteo – ha proseguito Tagliente – hanno toccato le corde più profonde dell’intera Nazione. Da quella espressione, oltre al senso del dovere e la dedizione, traspare l’impegno, la passione, lo spirito di servizio e il senso dello Stato.

Decine di migliaia di colleghi delle Volanti, delle gazzelle dei carabinieri e delle altre unità operative impegnate ad assicurare il pronto intervento, in quel messaggio, fatto all’inizio turno, hanno colto tutto l’orgoglio del loro “servizio”.

Ascoltando quel messaggio di dedizione anche milioni di cittadini hanno potuto riflettere sul valore che esprimono tanti servitori della gente.

Cultura e Spettacoli

Siena, scoperto un tesoro unico nelle terme a San Casciano dei Bagni

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Piscine ribollenti di acqua calda e curativa in uno scenario mozzafiato, con salti di quote, terrazze digradanti nel verde, fontane, colonnati, giochi d’acqua.

A San Casciano dei Bagni in Toscana, piccolo borgo nella provincia di Siena che ancora oggi conta molto sul turismo termale, gli archeologi sono impegnati da tre anni in uno scavo che ha già fatto parlare di sé con il ritrovamento di una grande vasca, oggetti votivi, altari dedicati agli dei, persino un bassorilievo con l’immagine di un grande toro e uno splendido putto in bronzo, capolavoro di età ellenistica.

Ma la vera sorpresa, racconta in anteprima all’ANSA l’archeologo Jacopo Tabolli, è arrivata in queste ultime settimane con la scoperta delle reali dimensioni del santuario, che era stato degli etruschi e che i romani nei primi secoli dell’impero vollero rifondare rendendolo monumentale.

Eccezionale al punto da ordinare alla zecca il conio di un tesoro di sfavillanti monete in argento, oricalco e bronzo destinate forse proprio alle offerte dell’imperatore, per onorare quegli dei che dovevano vegliare sulla sua salute e su quella dei tanti notabili romani pronti ad affrontare il viaggio verso questo luogo sacro . “Un contesto senza uguali in Italia e nel Mediterraneo antico”, sottolinea appassionato Tabolli, che insegna all’Università degli stranieri di Siena e qui guida dalla prima ora il progetto, promosso dal comune con la concessione del ministero della cultura e portato avanti insieme a Emanuele Mariotti, direttore dello scavo, Ada Salvi della soprintendenza oltre ad atenei italiani e internazionali.

Una scoperta eccezionale, spiega, “per le dimensioni dell’area del santuario, molto più grandi di quello che potevamo immaginare, con diversi edifici sacri, altari, piscine”. Le riprese dall’alto con il susseguirsi di marmi, strutture, e vasche di ogni forma e dimensione che emergono dal fango, sono emozionanti. Ma a stupire è anche la qualità e la rarità del tesoro di oggetti emersi in queste ultime settimane di scavo. Il più importante, dice Tabolli, è forse uno strabiliante utero in bronzo che risale agli anni tra la fine della Repubblica e l’inizio dell’Impero romano: “Nei santuari etruschi e poi in quelli romani dedicati alla fertilità è frequente trovare uteri in terracotta, in bronzo sono rarissimi”, spiega il professore. A dispetto delle temperature roventi, ogni giorno di questo cantiere è stato ad alto tasso di adrenalina, “con scoperte continue”, racconta, da un incredibile orecchio in bronzo dei primissimi anni dell’impero che un certo Aulus Nonnius aveva dedicato agli dei per ringraziarli della guarigione, a una gamba e persino un rarissimo pene, sempre in bronzo. Senza contare le monete: “oltre tremila e tutte di fresco conio” come ha documentato Giacomo Pardini, esperto dell’Università di Salerno. “Uscite dalla zecca di Roma e subito portate a San Casciano ad onorare la sacralità del luogo e molto probabilmente i suoi momenti fondativi”, ragiona Tabolli. Meraviglie a cui si aggiungono splendidi altari scolpiti nel travertino locale.

Il ministro della cultura Franceschini applaude: “Una scoperta davvero eccezionale che conferma l’importanza di questo scavo e del lavoro egregio portato avanti in questi anni”, commenta all’ANSA mentre il dg musei, Massimo Osanna annuncia che ci sono già i fondi per dare vita a San Casciano ad un museo interamente dedicato alle scoperte del Bagno Grande: “Lo apriremo in un palazzo cinquecentesco del centro storico – anticipa Osanna- per allestirlo con i reperti già scavati e quelli che arriveranno”.

ant’è, il lavoro dell’ultima campagna di scavo, la settima, come al solito portata avanti coinvolgendo frotte di studenti, ha acceso nuova luce su alcune fasi della storia di questo incredibile santuario, frequentato anche all’epoca dei Medici, tanto che Federico Borromeo – sì proprio il cardinale che tutti noi ricordiamo dai Promessi Sposi – venne fino a qui per ben due volte nel 1600 e poi nel 1601 per curare un dolorosissimo quanto misterioso “mal di guancia”. “Stiamo recuperando quello che resta del porticato costruito nel ‘500 dai Medici”, che poi spostarono il centro termale nella zona di Fonteverde, a due chilometri dall’antico santuario, spiega l’archeologo. Intanto sono state trovate le prove di un drammatico crollo che coinvolse la zona del Bagno Grande negli ultimi anni del III secolo d.C., quando nel terreno si aprì una voragine profonda più di due metri che fece sprofondare quasi tutto, vasche, edifici, colonnati. I romani cercarono di rimediare al disastro avviando una possente operazione di restauri e interpretarono quella devastazione come un prodigium, un segnale mandato dagli dei. “Proprio qui nel cuore della voragine – indica Tabolli – innalzarono un nuovo altare e sulle macerie costruirono una nuova piccola vasca con tanto di gradini per rendere più facili le immersioni”. Una determinazione che la dice lunga sul fascino di un luogo amato e frequentato da più di duemila anni. E che in autunno, con la ripresa degli scavi, potrebbe riservare ancora chissà quali sorprese.

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Cultura e Spettacoli

Viterbo, al teatro romano di Ferento si celebra il mito di Lucio Battisti

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Giovedì 28 luglio alle 21.15 due ore di concerto con i Battisti Legend e special guest Nicky Nicolai


VITERBO – Torna la grande musica al teatro romano di Ferento. Giovedì 28 luglio alle 21.15, il concerto “Battisti Legend”, affidato a una straordinaria band composta da Roberto Pambianchi (voce), Andrea Minissale (pianoforte), Davide Papaleo (chitarra), Alberto Biasin (basso), Gabriele Morcavallo (batteria) special guest Nicky Nicolai – canta Mina.

Sarà un concerto di due ore, durante il quale verranno riproposti alcuni dei più grandi successi di una “Leggenda” della storia della musica pop-rock: Lucio Battisti.

Una Leggenda, senza confini. David Bowie, uno che di pop-rock se ne intendeva, espresse più volte la sua stima e la sua ammirazione incondizionata nei confronti di Lucio Battisti: «della musica pop italiana, mi piace tutto quello che ha fatto Lucio Battisti» e ancora: «Lou Reed e Lucio Battisti sono gli interpreti che preferisco». Ancora: nel 1974, Mick Ronson, chitarrista di David Bowie, incise un 45 giri con “Io vorrei, non vorrei, ma se vuoi”, dal titolo Music is Lethal e firmato Battisti-Bowie: musica di Lucio Battisti e testo di David Bowie. Alla domanda di un giornalista inglese: «Lei pone la coppia Mogol-Battisti sullo stesso piano artistico di Lennon-McCartney?» Bowie rispose: «Sì, Mogol-Battisti sono sullo stesso livello».

Luciano Pavarotti affermò: «Nella sua musica c’è qualcosa che ricorda Puccini». Mogol rivelò: «Forse a qualcuno sfugge il fatto che Sir Paul McCartney abbia quasi tutti i dischi di Lucio Battisti». Lucio Battisti, un mito.

Roberto Pambianchi, Davide Papaleo, Alberto Biasin, Andrea Minissale e Gabriele Morcavallo (batteria), dal lontano 2002 insieme per vivere il vastissimo repertorio del cantautore reatino, con più di 300 concerti, su tutto il territorio nazionale, registrando spesso, il tutto-esaurito. E in effetti, è il gruppo più titolato, fra tutte le cover band, ad affrontare il mondo di Lucio Battisti.

Vanta infatti, partecipazioni a numerose trasmissioni televisive e radiofoniche dedicate a Battisti, tra le quali ricordiamo “Dossier”, storico settimanale di approfondimento della testata Tg2, RAI International, SAT 2000, e un servizio, con intervista, nel 2006, che il TG2 dedicò proprio a Roberto Pambianchi.

Da non dimenticare, la stima e le parole lusinghiere del giornalista Edmondo Berselli e di Mogol, le collaborazioni con Alberto Radius, e Detto Mariano.
E un premio, il Premio Emozioni (per la voce), ottenuto nel 2013, e consegnato anche a Mogol, Alberto Radius ed Enrico Ruggeri. Una serata straordinaria con un concerto da seguire fino in fondo.

La stagione teatrale di Ferento è organizzata dal Consorzio Teatro Tuscia, con la direzione artistica di Patrizia Natale, con il supporto del Comune di Viterbo, della Fondazione Carivit e dell’ Ance Viterbo

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Cronaca

Genzano di Roma, al parco Sforza Cesarini la 3° edizione di “Il Parco dei Libri”

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Ospiti Marco Bonini, Paola Minaccioni e Pietro Grasso

GENZANO DI ROMA (RM) – Torna “Il Parco dei Libri” a Genzano: ospiti Marco Bonini, Paola Minaccioni e Pietro Grasso.

Terza edizione della manifestazione estiva “Il Parco dei Libri”, in programma a Genzano per la
seconda metà di luglio. La mini-rassegna, ideata e organizzata da Mondadori Bookstore Velletri-Genzano-Frascati-Lariano-Cisterna e Fondazione De Cultura, è patrocinata da Regione Lazio, Lazio CREA, Sistema Castelli Romani e Comune di Genzano di Roma e si svolgerà nel fresco e confortevole Parco Sforza Cesarini.

Il primo appuntamento è per giovedì 21 luglio, alle ore 21.00, con l’attore e scrittore Marco Bonini che dialogherà con la nota attrice Paola Minaccioni. Il libro dell’autore, “L’arte dell’esperienza”, è edito da La Nave di Teseo e conduce una riflessione sulla funzione sociale, civica, culturale dell’attore. Chi recita, infatti, svolge un mestiere fondamentale: instaura un legame tra interprete, personaggio e spettatore. Marco Bonini e Paola Minaccioni, da attori affermati ma anche da sensibili artisti, racconteranno tramite la propria esperienza personale quella che è la loro arte e la loro missione, molto più che riconducibile alla messa in scena di uno spettacolo.

Mercoledì 27 luglio, invece, sempre alle ore 21.00 sarà la volta di Pietro Grasso. In dialogo con il giornalista Roberto Palladino, l’ex presidente del Senato e magistrato presenta “Il mio amico
Giovanni”, pubblicato da Feltrinelli. Il libro è una narrazione a metà fra la storia, la cronaca e il
ricordo personale: Grasso entrò in magistratura nel 1969 ed ebbe modo di vivere in prima persona, seppur da giovane magistrato, le gesta di Falcone e Borsellino. Proprio il giudice Falcone – di cui quest’anno ricade il trentennale della morte, così come per Borsellino – donò a Grasso un accendino con la promessa di farselo restituire. Non ci fu il tempo per la restituzione, e quell’arnese così comune è diventato una metafora di passione, impegno civile e lotta alla criminalità organizzata per l’autore che lo ricorda con commozione e sdegno per le terribili stragi del ’92.


Entrambi gli eventi sono ad ingresso libero. Sarà possibile accedere al parco già dalle ore 20.00, con una degustazione enogastronomica gratuita offerta dagli organizzatori. In caso di pioggia l’evento si terrà all’interno di Palazzo Sforza. Per informazioni e dettagli è possibile consultare le pagine facebook delle Librerie Mondadori Bookstore Velletri-Lariano-Genzano-Frascati-Cisterna.

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