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Costume e Società

BASILICATA WINE FESTIVAL: UN TRIONFO PER I VINI LUCANI

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Una passeggiata fra i vini eccellenti della Basilicata con le migliore Aziende Vinicole espositrici del territorio lucano.

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di Domenico Leccese

Quest'ultimo fine settimana si è tenuto nel centro storico di Venosa, uno dei borghi più belli d'Italia in provincia di Potenza il "Basilicata Wine Festival". Una passeggiata fra i vini eccellenti della Basilicata con le migliore Aziende Vinicole espositrici del territorio lucano.

La cittadella del vino – accessibile a tutti – è partita dalla Fontana Angioina proseguendo fino a Piazza Orazio Flacco con tappe intermedie di degustazione, punti food e concertini dal vivo lungo le vie del centro storico.
Terra legata da sempre alla tradizione enologica, la Basilicata è tutto l'anno in fermento grazie al moltiplicarsi di manifestazioni dedicate al vino e all'abbinamento con il cibo.
Vini e Non Solo… E’ autunno, il momento giusto per assaporare il più prezioso e raffinato fra i prodotti donati da questa terra, frutto del paziente ed abile lavoro dell’uomo durante l’inverno ed ora giunto a profumata maturazione: il vino, protagonista allegro ma fiero di ogni buona tavola, a lui, nelle sue più importanti declinazioni ed accompagnato delicatamente da assaggi dei migliori sapori della Basilicata.

L'Osservatore d'Italia ha voluto dedicare una grande attenzione a questa rassegna nazionale nella cornice  del Castello di Venosa. Il diVINO, dalla Regioni Basilicata che vanta le più importanti tradizioni vinicole erano presenti oltre 30 abili produttori, i quali hanno permesso ai visitatori la degustazione dei migliori vini di Basilicata e di scoprirne le più nascoste sfumature di sapore con l’accostamento di pregiati salumi e formaggi. Due giorni di degustazioni, fra tradizione, cultura ed innovazione. Sabato e Domenica il Castello sarà aperto al pubblico per garantire un appuntamento imperdibile agli appassionati del vino e non solo. Due giorni dedicati a professionisti ed operatori del settore: occasione unica per valutare personalmente pregiate etichette e incontrare direttamente i loro produttori. I vini più pregiati, i sapori più gustosi, uniti in preziosi accostamenti.

Ma i segreti della tradizione e i nuovi metodi meritano di essere tramandati e raccontati… erano presenti famosi Sommelier che con la loro professionalità e competenza che hanno accompagnato  tutti gli appassionati e tutti coloro che hanno voluto approfondire le proprie conoscenze  lungo il percorso espositivo enogastronomico.

L’evento nei dettagli, il calice in regalo all’ingresso, previo acquisto del free pass valido per un giorno al costo di 10 euro con tracollina non dedicata, bicchiere, degustazioni illimitate presso tutte le Aziende Vinicole espositrici. Per i primi 490, con il free pass, si è avuto diritto al posto a sedere non numerato per lo spettacolo serale presso struttura coperta.

Sabato 3 ottobre 2015 con Apertura alle ore 11:00 e Chiusura ore 24:00, si sono svolti i seguenti eventi: Alle Ore 16:30 in Piazza Castello, Taglio del nastro e inaugurazione con Simone Rugiati direttamente da "Cuochi e Fiamme" La7. Con la partecipazione di Tommaso Gammone (Sindaco della città di Venosa), Paolo Montrone (Presidente Enoteca Regionale Lucana), Giuseppe Grande (ideatore TostAtu ed esperto in marketing e comunicazione).
Alle 0re 17:00 c/o il Castello Pirro del Balzo di Venosa (PZ): “DALLA DOCG DELL’AGLIANICO DEL VULTURE A MATERA CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA 2019” – Il percorso della Basilicata per valorizzare l’offerta regionale, dalle eccellenze enogastronomiche agli attrattori culturali.
Ha moderato Clementina Palese (Giornalista) “Il settore vitienologico della Basilicata”
Dopo l’ntroduzione di Paolo Montrone (Presidente dell’Enoteca Regionale Lucana), ci sono stati i Saluti di Tommaso Gammone (Sindaco della città di Venosa), Carolin Martino (Presidente Consorzio di Tutela Aglianico del Vulture)
Francesco Perillo (Presidente Cantina di Venosa).
“Quale futuro per i vini lucani? Come rafforzarne l’identità per la loro valorizzazione” – Esperienze e punti di vista.
Sono intervenuti : Massimiliano Apollonio (Presidente Assoenologi Puglia, Basilicata e Calabria), Gerardo Giuratrabocchetti (Presidente del Consorzio Qui Vulture), Corrado Casoli (Presidente del Gruppo Italiano Vini – GIV), Angelo Maci (Presidente Cantine Due Palme), Antonella Vastola (Scuola di Scienze Agrarie, Forestali, Alimentari ed Ambientali – Università della Basilicata).
“Verso Matera capitale europea della cultura 2019” – La Basilicata si prepara.
Con l’intervento di Luca Braia (Assessore alle politiche agricole e forestali della Regione Basilicata) che ha portato anche i saluti di Marcello Pittella Presidente della Regione Basilicata, ha toccato il tema delle sinergie possibili, con discussione e conclusioni.
Alle ore 20:00 c/o la Tendo struttura spettacoli in piazza Castello, “SIMONE RUGIATI Show Cooking”. Simone Rugiati direttamente da "Cuochi e Fiamme" su La7 ha preparato in diretta una ricetta ispirata alla tradizione regionale in abbinamento all’Aglianico del Vulture. Uno show di un'ora e mezza dove lo chef ha riservato grandi sorprese agli spettatori e con la presenza dell'allenatore di calcio LUIGI DE CANIO.
“Il vino e l'arte dello spettacolo in simbiosi” ha deliziato la serata il Live di SERENA BRANCALE, direttamente da Sanremo 2015, accompagnata dal quartetto d'archi, basso, special guest alla batteria Mimmo Campanale ed al piano il Maestro Internazionale Mario Rosini (Presidente Commissione Artistica "Premio Mia Martini").

Domenica 4 ottobre 2015, con Apertura ore 10:00 e Chiusura ore 22:00

Alle ore 10:30 c/o il Castello Pirro del Balzo di Venosa (PZ), si è svolto il Convegno “VINO, CUORE E SALUTE” – Un bicchiere di vino al giorno fa bene alla vita? – Con i Saluti di Tommaso Gammone (Sindaco della città di Venosa) Carmine Miranda Castelgrande (Consigliere Regione Basilicata), Relatori: Vincenzo Capogrosso (Direttore reparto Cardiologia e UTIC Melfi), Vito De Filippo (Sottosegretario di Stato Ministero alla Salute).
Alle ore 11:00 c/o Auditorium Chiesa San Domenico, SEMINARIO DI DEGUSTAZIONE GUIDATA CON AIS (Associazione Italiana Sommelier) – Un percorso guidato degustando le migliori annate dell'Aglianico della Basilicata.
Alle ore 13:00 c/o Pizzeria Ristorante “il Brigante”, il campione mondiale di pizza Michele Leo ed esperti del settore vinicolo hanno offerto spunti sugli abbinamenti dei vini lucani, in particolare su aglianico del Vulture e rosati, con il piatto italiano per eccellenza la Pizza.
Alle ore 17:00 c/o Auditorium Chiesa San Domenico, SEMINARIO DI DEGUSTAZIONE GUIDATA CON AIS (Associazione Italiana Sommelier)
Un percorso guidato degustando le migliori annate dell'Aglianico della Basilicata.
Alle ore 20:00 c/o la Tendo struttura spettacoli in piazza Castello, si è svolta ASTA DI BENEFICENZA, Madrina d’eccellenza VALERIA MARINI.
Oggetti donati da V.I.P. del mondo della moda, dello spettacolo e dello sport sono stati battuti all'asta, ricavando complessivamente oltre Mille Euro, che è stato devoluto alla Cooperativa Sociale ONLUS “Il Filo di Arianna”.
La serata è impreziosita dalle note di ROBERTA CARRESE Live Acoustic finalista The Voice 2015 RAI2, accompagnata, in tre brani, dal simpatico e bravo musicista Fabrizio Celentano.

Le Aziende Vinicole che hanno esposto ed offerto la degustazione :
   
Casa Vinicola D'angelo (Rionero in Vulture) www.dangelowine.com
Vigneti Re Manfredi (Venosa) www.cantineremanfredi.com
Cantine del Notaio (Rionero in Vulture) www.cantinedelnotaio.com
Cantina di Venosa (Venosa) www.cantinadivenosa.it
Madonna delle Grazie (Venosa) www.cantinemadonnadellegrazie.it
Terra dei Re (Rionero in Vulture) www.terradeire.com
Paternoster (Barile) www.paternostervini.it
Cantine Bonifacio (Venosa) www.cantinebonifacio.it
Elena Fucci (Barile) www.elenafuccivini.com
Consorzio Viticoltori (Barile) www.coviv.it
Vulcano e Vini (Lavello) www.vulcanoevini.com
Cantine Cerrolongo (Nova Siri) www.cerrolongo.it
Azienda Agricola Musto Carmelitano – (Maschito) www.mustocarmelitano.it
Padri Trinitari (Venosa) www.trinitarivenosa.it
Cantina Taverna (Nova Siri) www.aataverna.com
La Luce Michele (Ginestra) www.zoomvino.it/azienda-vinicola/99320/la-luce-michele#mappa
Cervino Vini ( Roccanova) www.cervinovini.it
Azienda Chiaradia ( Roccanova)
Casa Vinicola Martino (Rionero in Vulture) www.martinovini.com
Cantine Falciglia (Tursi) www.falciglia.it
Tenuta I Gelsi (Rionero in V. frazione Monticchio Bagni) www.tenutaigelsi.com
Grifalco (Venosa) www.grifalco.com
Cantina Camerlengo (Rapolla) www.camerlengodoc.com
Tenute Serre del prete (Maschito) www.tenuteserradelprete.it
Masseria Cardillo (Bernalda) www.masseriacardillo.it
Azienda Agricola Donato D'Angelo (Rionero in Vulture) www.agrida.it
Regio Cantina (Venosa) www.regiocantina.it

Sabato, il primo stand visitato è stato quello dei Padri Trinitari di Venosa: da 45 anni al servizio dell'uomo. Accolto da Antonello Tamburriello, ho chiesto maggiori informazioni, “a Venosa, i Padri Trinitari operano attraverso un Centro di Riabilitazione e di Formazione Professionale per persone con disabilità, entrambi accreditati presso la Regione Basilicata. Dal 1998 il Centro di Riabilitazione ha certificato i propri servizi dotandosi di un sistema di gestione per la Qualità. Nel 1999 anche le attività formative prevedono un sistema di gestione per la qualità. Il Centro svolge attività di progettazione ed erogazione di servizi di riabilitazione medico-psico-pedagogica rivolti a persone disabili in regime residenziale continuo e diurno secondo l'art. 26 della Legge 833/78. I due sistemi, del Centro di Riabilitazione e del Centro di Formazione Professionale, integrati in un unico macrosistema consentono di attuare il percorso riabilitativo nella logica di una "sistematica sinergia ed integrazione tra formazione e riabilitazione, con caratteristiche di continuità".

A Padre Angelo Cipollone, abbiamo chiesto di sintetizzare il trinomio propulsivo dei Trinitari: “Fede, Scienza, Amore, questo il trinomio nella loro esperienza di accompagnamento delle persone disabili verso l'autonomia. Questo il trinomio che ha permesso ai Trinitari di essere "in ascolto" delle esigenze dei disabili e di offrire programmi di riabilitazione sempre più rispondenti, non solo ai loro bisogni fisici ma alla globalità dei loro bisogni esistenziali: psicologici, morali e spirituali. Grave errore è quello di considerare che le persone disabili, e tra queste quelle portatrici di un disagio psichico, non sentano il bisogno innato di dare senso alla loro vita. Quanti operano nel settore della riabilitazione devono avere il coraggio e la fantasia per offrire alle persone con disabilità condizioni di vita che favoriscano loro la gioia di vivere e li facciano sentire persone amate dagli uomini e da Dio. Centro di Riabilitazione dei Padri Trinitari, e noi tutti che vi lavoriamo, vogliamo seguitare ad essere "in ascolto" delle persone disabili. Vogliamo essere, sempre più, voce di chi non ha voce. Così operando crediamo di svolgere non solo un impegno sociale ma anche e specialmente testimonianza di Carità Cristiana”.

Quali sono i programmi e le attività attualmente svolte nel Centro?

“ L’Ippoterapia, l’attenzione al benessere fisico, mentale e sociale delle persone ospiti dell’'Istituto dei Padri Trinitari di Venosa è sempre stata al centro delle riflessioni intorno al tipo di intervento da pianificare e all’obiettivo da realizzare”.
“Laboratorio di ceramiche, il mosaico, ogni tessera al suo posto, con pazienza, maestria e passione. Colori e materiali diversi che prendono forma nell'insieme. Nel nostro laboratorio nascono opere d'arte, ma anche splendide storie di integrazione”.
Una pioggia di premi per “I Talenti” dei Padri Trinitari di Venosa. Dopo anni di qualificato e intenso lavoro nel vigneto, “L’Aglianico del Vulture”, vino prodotto e imbottigliato dall’azienda agricola trinitaria, ha vinto ad Asti la medaglia d’oro al Douja d’Or e a Roma la Medaglia d’argento alla Selezione del Sindaco.

Il vigneto in cui queste uve sono giunte a maturazione è stato piantato trenta anni fa su quella che una volta era l’aia di Venosa, dove si svolgevano le operazioni della mietitura. La successiva costituzione dell’azienda agricola “I Talenti” è nata dalla convinzione che le attività nel campo della agricoltura, e in questo caso nel settore vitivinicolo, consentano alle persone con disabilità di mettere a frutto le loro risorse, favorendo un percorso verso la maggiore autono­mia possibile e verso una completa realizzazione, anche nel mondo del lavoro.

Abbiamo anche intervistato Padre Angelo Cipollone, Direttore del Centro dei Padri Trinitari a Venosa, il quale ha espresso tutta la sua soddisfazione per i premi ricevuti e conferma come alla base di questa scelta ci sia “la consapevolezza che questo tipo di attività favoriscono il processo di riabilitazione e socializzazione delle persone che vengono affidate alle nostre cure. Il contatto diretto con la natura, la cura quotidiana della campagna contribuisce a ridare equilibrio e fiducia in se stessi”. Il riconoscimento di esperti nel settore vitivinicolo è il sigillo di qualità per un lavoro svolto con passione e dedizione da una struttura che mette al centro dei suoi programmi e delle sue attività l’Uomo, per promuoverne la crescita umana, religiosa e sociale. È stato molto bello che questo aspetto sia stato ricordato anche all’interno della cornice straordinaria della 48esima edizione della Doujad’Or, una delle kermesse enogastronomiche più importanti a livello internazionale.

Padre Angelo, quanti sono i ragazzi ospite nel Centro e cosa faranno alcuni dei ragazzi in questo mese dedicato alla vendemmia?

Sono circa 160 i ragazzi ospitati in modalità residenziale, ed altri 40 in modalità temporale, quindi operiamo su circa 200 ragazzi.

Eccoci arrivati alla grande festa, il mese di Ottobre per i ragazzi ospiti nel Centro dei Padri Trinitari di Venosa è il mese della vendemmia. In un clima di festa e partecipazione di tutti, che va dal nostro direttore Padre Angelo Cipollone, ai medici, fisiatri, educatori, agli assistenti e per finire ai corsisti e docenti del corso di formazione di agricoltura che svolgono un lungo ed accurato lavoro di responsabilità ed amore verso i loro ragazzi, si svolge una delle attività più attese dei ragazzi ospiti nel nostro Centro, la raccolta dell’uva, il coronamento di un lavoro di un anno.

È un mormorio di corridoio tra i ragazzi del Centro che strepitano ogni giorno “domani si taglia l’uva?” e tutti a prepararsi con tute, guanti e forbici. Per molti ragazzi la nottata non passa tranquilla, non si dorme, si è ansiosi nella raccolta del frutto di lavoro di un anno intero, che oltre ad essere un esercizio fisico, stimola la curiosità. Dice Padre Angelo Cipollone, Direttore del centro: “Il contatto con la campagna e la natura in genere può ridare equilibrio e fiducia in se stessi”. Ed ecco l’indomani alle ore 7,30 tutti pronti alla raccolta dell’uva. Le cassette d’uva si riempiono, il tempo passa, ma la stanchezza non si fa sentire perché la raccolta dell’uva è un momento di festa.

È bello vedere questi ragazzi sprigionare sorrisi ed amore per questo loro frutto, se lo guardano, lo accarezzano e poi lo tagliano sapendo che si trasformerà in un ottimo vino. Non c’è vendemmia senza il pranzo tra i filari. Le signore della cucina già dal mattino sanno benissimo che i loro ragazzi sono in attesa del grande pranzo della vendemmia, si prepara una grande tavolata con pasta al forno, cotoletta e patatine, e per finire gelato e dolce.
C’è un concetto di autosufficienza economica e produttiva, in particolare di produzione di alimenti sani e genuini per la tutela della salute dei ragazzi:
si tratta in sostanza di struttura economica finalizzata fondamentalmente alla produzione di valori d’uso, ma accanto alla centralità della produzione dei valori d’uso vi è da poco, anche una produzione di valori di scambio, “la produzione del vino Aglianico del Vulture”.

La scelta della sperimentazione è ricaduta sul vigneto, in quanto nel corso degli anni gli studi hanno dimostrato che, il terreno sul quale ricade il vigneto è particolarmente vocato per la coltura delle uve Aglianico del Vulture.
Infatti si è dimostrato nel tempo che il vigneto in virtù della sua esposizione e  altitudine produce uve per la vinificazione con qualità superiore.

I Talenti è il nome che viene attribuita all’azienda produttrice del vino.
E’ una azienda agricola costituita nel 2007 per volontà del Direttore Padre Angelo Cipollone il quale vuole accompagnare i suoi giovani ospiti dell’Istituto dei Padri trinitari verso l’autonomia, che amano la vita così come la loro terra da cui producono l’ottimo vino. La cantina è collocata nei sotterranei dell’Istituto, dove avviene sia la trasformazione delle uve in vino che l’affinamento in acciaio e in barrique di rovere francese.

Per aver prodotto un vino di qualità, l’azienda agricola “I Talenti” dei Padri Trinitari ha avuto subito dei grandi riconoscimenti, uno dei quali è stato quello di aver ricevuto la Medaglia d’oro al Concorso Enologico Internazionale “Selezione del Sindaco 2012”, svoltosi il 9 luglio 2012, nella Sala della Protomoteca del Comune di Roma, in Campidoglio. Al Concorso, autorizzato dal Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, l’Azienda Agricola “I Talenti” dei Padri Trinitari guidata dall’esperto nel settore vitivinicolo, Antonello Tamburriello, e dai docenti Mario Emanuele, Donato Lotumolo, ha raggiunto il massimo dei risultati e premiata con la Medaglia d’Oro con il vino “Cripta Sant’Agostino“ Aglianico del Vulture Doc.
Ma è giusto che i veri protagonisti e meritevoli di questo successo siano loro, i ragazzi del Centro, che solo con un quotidiano lavoro nella vigna, con la passione e l’amore per le cose buone, si raggiungono traguardi così importanti. Dice Padre Angelo Cipollone: “Bere bene e bere sano”, questo è lo slogan che ci siamo posti sin dall’inizio. L’obiettivo è lanciare sul mercato un prodotto di qualità e dare a tutti i ragazzi l’opportunità di lavorare assieme ed essere guidati verso il mondo del lavoro”.

È a Barile, città del vino, in Basilicata che ha sede il Consorzio Viticoltori Associati del Vulture. Quest’ultimo riunisce, oggi, le Cantine Cooperative di base e le più antiche aziende viticole che hanno fatto la storia dell’enologia di questa regione, tutte collocate alle pendici del Monte Vulture, in zone collinari di origine vulcanica.
La struttura consortile è dotata di moderne attrezzature enologiche in grado di produrre ventimila ettolitri di vino, dei quali cinquemila sono invecchiati in botti di rovere situate in grotta. L’enologo del Consorzio segue personalmente tutte le fasi della produzione: dalla coltivazione dei vigneti alla lavorazione delle uve, dallo invecchiamento fino all’imbottigliamento. La naturale ricchezza biologica dei terreni, unita alla tradizionale abilità nel produrre vino, permette oggi al Consorzio Viticoltori del Vulture di ottenere importanti riconoscimenti sia in campo nazionale che internazionale.

Degustando TITOLO Aglianico del Vulture DOC con la Titolare Sig.ra ElenaFucci. Colore rubino intenso con spiccati riflessi granati. Profumo ampio e complesso, decisamente fruttato ed etereo, con nitidi sentori speziati. Sensazioni spiccate di ciliegia e di confettura di frutta, ribes e rosmarino, tabacco e cannella con leggeri accenni di vaniglia. Sapore secco, caldo, di ampia struttura e lunga persistenza aromatica.

Vino di spiccata personalità, ancora assai giovane e destinato ad un grande futuro. Chi è Elena Fucci? Voleva diventare ingegnere genetico, voleva studiare negli Stati Uniti, voleva andarsene. A 18 anni ha intuito che l’unico modo per difendere la sua terra era coltivarla. Così Elena Fucci è diventata vignaiola. Mentre tutti i suoi compagni del liceo scientifico di Melfi lasciavano la Basilicata per emigrare a Bologna o a Roma, Elena è rimasta a Barile, 3.000 abitanti. Ed è diventata una protagonista del «tocco magico» dell’Aglianico, una scelta controcorrente che le è valsa ieri il Premio al coraggio della guida del Corriere della Sera «Vignaioli e vini d’Italia», sui 200 produttori d’eccellenza in Italia. «Finito il liceo — racconta Elena — pensavamo di vendere i 6 ettari di vigna di famiglia, di cui si è sempre occupato nonno Generoso, 89 anni, ancora energico tra le vigne. Poi ho guardato fuori dalla finestra di casa e ho pensato che sarebbe stata una sofferenza vedere altre persone camminare tra i filari dove sono cresciuta. Insopportabile, avremmo dovuto andarcene dopo la vendita. Ho lasciato perdere ingegneria e sono volata a Pisa, facoltà di Agraria».
Era il 2000. I genitori di Elena, insegnanti (fisica lui, matematica lei), avevano già raccolto informazioni sulle università ad indirizzo vinicolo, sperando nella scelta della figlia, senza mai parlarne, per non influenzarla. Cinque anni tra lezioni con il super enologo Giacomo Tachis e stage in Toscana, Veneto, Bordeaux. Poi a casa a vendemmiare. «Ho iniziato a fare vino al primo anno universitario — ricostruisce Elena — nel Vulture cominciavano a nascere altre aziende. Noi eravamo favoriti, con le vigne ad alberello più vecchie e più alte, sopra i 500 metri. Un patrimonio. Il primo anno solo cento bottiglie».

Elena Fucci il nome del vino, l’unico vino, è stato scelto subito?
“La contrada si chiama Solagna del Titolo. «Troppo difficile per gli stranieri, meglio limitarsi a Titolo». Dal 2004 si fa sul serio. Ventimila bottiglie, fascia alta, in enoteca a 30 euro l’una. Il nonno, che ancora guida il trattore, sembra vivere una seconda vita. L’azienda è piccola, sta crescendo. Una nuova cantina, al posto di quella ricavata nel deposito attrezzi della vecchia casa padronale settecentesca. E una rete di distributori che portano 8 bottiglie su 10 all’estero, soprattutto in Stati Uniti, Canada, Francia e Svizzera”.

Elena, quando hai capito di avercela fatta?
“I premi sono arrivati e adesso giro il mondo a vendere il mio vino — dice Elena — ma non mi fermo. Ce l’avrò fatta quando avrò l’età di nonno Generoso e i miei nipoti diventeranno vignaioli come me». Anche questo è il «tocco magico» dell’Aglianico.
 
Torre Titolo è una casa di campagna gialla alle porte di Barile, nel nord della Basilicata, immersa fra vigneti ed uliveti che custodisce gelosamente da quattro generazioni la storia della famiglia Fucci e, da pochi anni, la storia di uno dei vini più prestigiosi dell’enologia lucana.
Titolo, dal nome dell’omonima contrada. Vigneto: Sito in contrada Titolo nel comune di Barile, cuore della zona di produzione dell'Aglianico. Origine del terreno: Vulcanico, Vitigno: 100% Aglianico del Vulture, Superficie totale dell'azienda: 7,00 Ha. Superficie vitata attuale: 6,00 Ha. Forma di allevamento: Guyot corto, "capanno" (forma tipica di allevamento nel Vulture). Vendemmia: Fine mese di ottobre, effettuata interamente a mano con l'uso di piccole cassette.
Produzione: Diraspatura e pigiatura soffice. Tradizionale fermentazione in rosso con temperatura non superiore ai 22-24°. Maturazione in barriques nuove per almeno 12 mesi. Imbottigliamento verso la fine dell'anno successivo alla vendemmia. Affinamento in bottiglia per 12 mesi prima di avviarsi al mercato.
Caratteri: Colore rubino intenso con spiccati riflessi granati. Profumo ampio e complesso, decisamente fruttato ed etereo, con nitidi sentori speziati. Sensazioni spiccate di ciliegia e di confettura di frutta, ribes e rosmarino, tabacco e cannella con leggeri accenni di vaniglia. Sapore secco, caldo, di ampia struttura e lunga persistenza aromatica. Vino di spiccata personalità, ancora assai giovane e destinato ad un grande futuro.
I PREMI : Titolo “Tradizionale è il termine più corretto con cui definire quelle varietà presenti da tempi remoti in una data area geografica e che lì hanno sviluppato caratteristiche peculiari e distintive”. BIBENDA, n. 18 – 2005
“…Il suolo derivante da lave da forza, struttura, quello legato al tufo eleganza e finezza nei profumi…” GAMBERO ROSSO, Grand Cru d’Italia – 2005

Una nota di merito è rivolta all'Azienda Agricola "Tenute Serra del Prete"
Essa nasce in rosa agli inizi del duemila, con idee di nuova generazione e con l'obbiettivo di far conoscere al mondo il territorio di Maschito attraverso l'Aglianico definito dal sommo Poeta Orazio Flacco "l'ellenico nettare degli Dei".
Il Vigneto dell' Azienda Agricola "Tenute Serra del Prete", è ubicato nel Comune di Maschito in Località Serra del Prete e Località Casano, un territorio sito in Basilicata, a nord della Provincia di Potenza, nell'area Vulture – Alto Bradano. La titolare dell'Azienda, Sig.ra Carmela Mecca, imprenditrice di carattere innovativo, ha raccolto una storica eredità nella viticultura portandola in pochi anni alla ribalta dei mercati internazionali, con squisita gentilezza, cordialità e professionalità. Il punto di forza dell'Azienda è l'avere un prodotto di alta qualità immesso sul mercato al giusto prezzo, giusto rapporto qualità/prezzo. Anche se lo si definisce un prodotto di nicchia, è accessibile a tutti. Il Vitigno, originario della Magna Grecia, l'Aglianico ha foglia media, pentalobata, pagina superiore glabra, grappolo medio, abbastanza compatto, non sempre alato, cilindrico o conico, acino medio-piccolo, forma sferica; buccia molto pruinosa, di colore blu-nero, di poca consistenza e medio spessore. La pianta ha buona capacità di sintesi zuccherina, il vitigno cospicua materia colorante e ottima acidità, vigoria medio-alta, produttività abbondante e costante. L'epoca di vendemmia è media o tardiva (sino ai primi di novembre). È un vino molto elegante ottenuto da uve selezionate, coltivate sulle colline del Vulture in Agro di Maschito, prodotto in località Serra del Prete.
Le particolari cure con prodotti naturali dei vigneti e dall'esperienza acquisita negli anni dai maestri vignaioli, permettono di ottenere un nettare imponente e sublime.
Degustando NARCISUS (DOC), si scopre un colore Rosso rubino intenso, dal profumo intenso, ai frutti di bosco, e con un pizzico di castagno, il sapore, al palato, si rivela imponente ed allo stesso modo elegante e pulito, la parola che esprime al meglio il suo sapore è “Paradisiaco”.
Degustando EDEN (IGT), dal colore Rosso Rubino, si è avvolti dal profumo, intenso e pieno di eleganza, con sapore deciso e puntuale, che diventa morbido e vellutato dopo un breve affinamento in acciaio.
Incuriosito dal nome, ho degustato AMARANTHUS (DOP), il suo nome esprime ciò che esso sa esprimere, come il fiore Amaranthus unico e raro, così  AMARANTHUS vino DOC è un prodotto unico e raro per le sue qualità e per il suo profumo ai frutti di bosco e per il gusto amabile anche per palato delicato e femminile. Quando si degusta l'AMARANTHUS sai che ogni sorso è indimenticabile. Le uve provengono da un vigneti ubicati in terreno collinare, a 580 mt. S.l.m., su terreni vulcanici, in Agro di Maschito, a nord della Provincia di Potenza.
Volutamente ho degustato per ultimo ESSENTHIA (DOP), come il suo nome anche il suo sapore è imponente ti avvolge e ti lascia un senso di grandezza al palato. Tanto da sentirsi nel paradiso dei sensi… questo è “ESSENTHIA”. Per fortuna ero anche in dolce compagnia femminile. Provare per credere.
Le uve provengono da  vigneti ubicati in terreno collinare, a 580 mt. S.l.m., su terreni vulcanici, in Agro di Maschito, a nord della Provincia di Potenza.

Grazie alla Sig.ra Mecca per il gradito omaggio, della bottiglia di ESSENTHIA (DOP). Come il suo nome anche il suo sapore è imponente ti avvolge e ti lascia un senso di grandezza al palato. Tanto da sentirsi nel paradiso dei sensi… questo è “ESSENTHIA”. Le uve provengono da un vigneti ubicati in terreno collinare, a 580 mt. S.l.m., su terreni vulcanici, in Agro di Maschito, a nord della Provincia di Potenza.
CIN CIN : Tanto Vino Tanto Amore.
Al prossimo appuntamento

 

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Ddl Zan, le opinioni: Movimento Nazionale e Volt Italia a confronto

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Una proposta di legge che assiste a tante polemiche tra sostenitori e detrattori

Confronto sulla proposta di legge conosciuta come ddl Zan contro l’omotransfobia tra Giustino D’Uva portavoce del Movimento Nazionale contrario alla legge e Luca Maria Lo Muzio Lezza Regional Lead Volt Italia che invece sostiene il Ddl.

Una proposta che dopo l’approvazione alla Camera si trova ora in Senato.

Un Ddl che sta dividendo l’opinione pubblica soprattutto per quello che viene definito come pericolo alla libertà di opinione.

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Olio extra vergine che passione: conclusa la due giorni di formazione olivicoltore

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Si è conclusa la due giorni (28-29 maggio) di corso di formazione “Olivicoltore: tecnica colturale, potatura dell’olivo e di assaggio dell’olio”, organizzato dalle Associazioni Capol e APS CIVITAS. La consegna degli attestati di partecipazione è stata preceduta dal pranzo a tema “Essenze di Extravergine d’Itrana in Cucina con gli Oli extra vergine di oliva finalisti del Concorso “L’Olio delle Colline 2021”.

Le lezioni teoriche e pratiche, ospitate dall’Azienda Lidano, di Norma, alle quali hanno preso parte 30 corsisti, tra olivicoltori, tecnici ed operatori del settore, sono state strutturate in modo da fornire aggiornamenti di olivicoltura, tecnica colturale e qualità dell’olio; creare delle professionalità nel settore della potatura e incentivare il recupero dei terreni olivicoli abbandonati e le piccole produzioni che nascono da territori caratterizzati da un’alta biodiversità.

In aula, il docente, Dott. Agr. Alberto Bono, ha illustrato vari argomenti: innovazione nella tecnica culturale in olivicoltura (coltivazione, raccolta e potatura); coltivazione dell’olivo e l’influenza della cultivar sulle caratteristiche organolettiche dell’olio; influenza dei processi di trasformazione sulla qualità dell’olio; risparmio energetico e riduzione dell’impatto ambientale; difesa fitosanitaria dell’oliveto, con particolare riferimento alle principali strategie di difesa contro la mosca dell’olivo; coltivazione dell’olivo, nel rispetto di una agricoltura sostenibile alla luce delle nuove disposizioni sul PAN (Piano di Azione Nazionale), sull’uso dei prodotti fitosanitari; elementi valutativi nell’adozione delle nuove tecniche nella coltivazione dell’olivo; basi fisiologiche della potatura; scopi e principi della potatura; aggiornamenti di tecnica colturale in olivicoltura. Poi sul campo, con esercitazioni pratiche di potatura di allevamento e potatura di produzione.

Con il Capo panel Capol, Luigi Centauri, si è invece parlato di come riconoscere un olio di qualità; dell’analisi sensoriale – definizione e scopi, psicofisiologia del gusto e dell’olfatto; del metodo per la valutazione organolettica degli oli vergini di oliva; confezioni ed etichettatura nelle normative vigenti, oltre alla prova pratica di assaggio con descrizione delle caratteristiche positive e negative degli oli vergini con l’uso del foglio di profilo.

La cerimonia finale presso il Ristorante Locanda da Valentino è stata presenziata dai due docenti e dal Presidente APS CIVITAS, Andrea Dell’Omo e Commissario della XIII Comunità Montana, Onorato Nardacci.

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Costume e Società

Dario Argento: “Al lavoro per un nuovo grande thriller”

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“In questi mesi ha prevalso la paura della malattia. Le altre ci sono sempre state e ci saranno sempre”

Dario Argento, cineasta noto a livello internazionale, soprannominato Maestro del brivido, tra i suoi lavori più noti Profondo Rosso e Suspiria, in un’intervista esclusiva a Spraynews, parla della pandemia, di come ha vissuto il lockdown, del suo ottimismo per il futuro del cinema italiano, del suo rapporto con le figlie, ma soprattutto rivela come da giugno inizierà a lavorare per un nuovo grande film. Trattandosi di un thriller, però, non rivela alcuna anticipazione.


Dario Argento, Il Covid ha costretto le sale cinematografiche a essere chiuse per oltre un anno. Cosa significa la ripartenza per chi ha fatto del cinema la sua vita?
“E’ un momento bellissimo, entusiasmante, poter tornare come spettatore e non solo come cineasta in una sala a vedere i film sul grande schermo, dopo che per quasi due anni li abbiamo visti semplicemente in dvd oppure in televisione. Penso che sia un momento molto importante per la nostra professione».
Potrebbe essere l’occasione giusta per le produzioni italiane? «Ritengo che sia un momento interessante. Molti giovani, in questi mesi di lockdown e di chiusure si sono impegnati, hanno studiato, hanno pensato. Le scuole di cinema hanno svolto al meglio il proprio compito. Ci sono tanti ragazzi in gamba che sono pronti alla loro prima prova o alla seconda e quindi noi non possiamo fare altro che aspettarli a braccia aperte”.  
Al momento quali sono i suoi autori preferiti?
“Non ho autori preferiti. Il cinema è cinema. E’ tutto un modo di raccontare. Ritengo, quindi, che ce ne siano tanti sparsi per il mondo”.
Lei ha dichiarato più volte che la Francia scopre i talenti. Oggi è ancora così?
“E’ sempre così o meglio ancora lo è sempre stato. Scopre i talenti dall’ottocento, della pittura, della scultura, del cinema e della letteratura. I francesi hanno questa specie di meraviglioso istinto, ovvero capire quando c’è un talento e quindi individuare prima degli altri i migliori autori e artisti”.
Il cinema si impara guardando tanti film, i giovani di oggi sono disposti a farlo come facevate voi?
“Penso di sì, basterebbe dare la possibilità anche alle scuole non solo di vedere i film, ma anche di discuterli. E’ importante capirli e riflettere”.
Una parola basilare nella sua vita è stata certamente l’arte. Che significato assume questo termine oggi?
“Pur parlando di un discorso complesso che è difficile sintetizzare in poche parole, ritengo, che sia tutto ciò che è fantasia, invenzione. Mai tali parole possono essere più attuali. In tal senso, può essere pittura, scultura, cinema”.  
Cambiando argomento, lei è stato sempre un padre attentissimo. Quanto sono state importanti le sue figlie durante le chiusure?
“Anche se ci siamo visti un po’ di meno rispetto al solito, ritengo che io sia stato importante per loro e loro per me. Ci siamo aiutati l’uno con l’altro. Abbiamo discusso. E’ stato un momento bello della nostra vita”.
Restando sempre sul tema amore, quale è il suo rapporto oggi con questo sentimento?
“E’ una cosa importante senza la quale si vive molto più stupidamente, senza grandi scopi e fini”.

Parlando con il maestro del brivido, possiamo dire che l’isolamento e il lockdown hanno generato un nuovo senso di paura?

“Non saprei dirlo. Non ci ho mai pensato molto. Possiamo affermare, però, che c’è stata una nuova grande paura, quella di ammalarsi. In questi due anni, ritengo che su tutto abbia prevalso la paura della malattia. Le altre paure, invece, c’erano già e sempre ci saranno”.

Lei ha spesso detto che il cinema le dà energia. Ha in mente già un altro lavoro per impaurire gli italiani del terzo millennio?

“Sto preparando un film che comincerò verso la fine di giugno. Finalmente posso tornare a lavorare, come tanti altri miei colleghi”.
Ci può dare qualche anticipazione?

“Sarà un thriller e quindi meglio non parlarne”.

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