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Costume e Società

BASILICATA WINE FESTIVAL: UN TRIONFO PER I VINI LUCANI

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Tempo di lettura 14 minuti Una passeggiata fra i vini eccellenti della Basilicata con le migliore Aziende Vinicole espositrici del territorio lucano.

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di Domenico Leccese

Quest'ultimo fine settimana si è tenuto nel centro storico di Venosa, uno dei borghi più belli d'Italia in provincia di Potenza il "Basilicata Wine Festival". Una passeggiata fra i vini eccellenti della Basilicata con le migliore Aziende Vinicole espositrici del territorio lucano.

La cittadella del vino – accessibile a tutti – è partita dalla Fontana Angioina proseguendo fino a Piazza Orazio Flacco con tappe intermedie di degustazione, punti food e concertini dal vivo lungo le vie del centro storico.
Terra legata da sempre alla tradizione enologica, la Basilicata è tutto l'anno in fermento grazie al moltiplicarsi di manifestazioni dedicate al vino e all'abbinamento con il cibo.
Vini e Non Solo… E’ autunno, il momento giusto per assaporare il più prezioso e raffinato fra i prodotti donati da questa terra, frutto del paziente ed abile lavoro dell’uomo durante l’inverno ed ora giunto a profumata maturazione: il vino, protagonista allegro ma fiero di ogni buona tavola, a lui, nelle sue più importanti declinazioni ed accompagnato delicatamente da assaggi dei migliori sapori della Basilicata.

L'Osservatore d'Italia ha voluto dedicare una grande attenzione a questa rassegna nazionale nella cornice  del Castello di Venosa. Il diVINO, dalla Regioni Basilicata che vanta le più importanti tradizioni vinicole erano presenti oltre 30 abili produttori, i quali hanno permesso ai visitatori la degustazione dei migliori vini di Basilicata e di scoprirne le più nascoste sfumature di sapore con l’accostamento di pregiati salumi e formaggi. Due giorni di degustazioni, fra tradizione, cultura ed innovazione. Sabato e Domenica il Castello sarà aperto al pubblico per garantire un appuntamento imperdibile agli appassionati del vino e non solo. Due giorni dedicati a professionisti ed operatori del settore: occasione unica per valutare personalmente pregiate etichette e incontrare direttamente i loro produttori. I vini più pregiati, i sapori più gustosi, uniti in preziosi accostamenti.

Ma i segreti della tradizione e i nuovi metodi meritano di essere tramandati e raccontati… erano presenti famosi Sommelier che con la loro professionalità e competenza che hanno accompagnato  tutti gli appassionati e tutti coloro che hanno voluto approfondire le proprie conoscenze  lungo il percorso espositivo enogastronomico.

L’evento nei dettagli, il calice in regalo all’ingresso, previo acquisto del free pass valido per un giorno al costo di 10 euro con tracollina non dedicata, bicchiere, degustazioni illimitate presso tutte le Aziende Vinicole espositrici. Per i primi 490, con il free pass, si è avuto diritto al posto a sedere non numerato per lo spettacolo serale presso struttura coperta.

Sabato 3 ottobre 2015 con Apertura alle ore 11:00 e Chiusura ore 24:00, si sono svolti i seguenti eventi: Alle Ore 16:30 in Piazza Castello, Taglio del nastro e inaugurazione con Simone Rugiati direttamente da "Cuochi e Fiamme" La7. Con la partecipazione di Tommaso Gammone (Sindaco della città di Venosa), Paolo Montrone (Presidente Enoteca Regionale Lucana), Giuseppe Grande (ideatore TostAtu ed esperto in marketing e comunicazione).
Alle 0re 17:00 c/o il Castello Pirro del Balzo di Venosa (PZ): “DALLA DOCG DELL’AGLIANICO DEL VULTURE A MATERA CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA 2019” – Il percorso della Basilicata per valorizzare l’offerta regionale, dalle eccellenze enogastronomiche agli attrattori culturali.
Ha moderato Clementina Palese (Giornalista) “Il settore vitienologico della Basilicata”
Dopo l’ntroduzione di Paolo Montrone (Presidente dell’Enoteca Regionale Lucana), ci sono stati i Saluti di Tommaso Gammone (Sindaco della città di Venosa), Carolin Martino (Presidente Consorzio di Tutela Aglianico del Vulture)
Francesco Perillo (Presidente Cantina di Venosa).
“Quale futuro per i vini lucani? Come rafforzarne l’identità per la loro valorizzazione” – Esperienze e punti di vista.
Sono intervenuti : Massimiliano Apollonio (Presidente Assoenologi Puglia, Basilicata e Calabria), Gerardo Giuratrabocchetti (Presidente del Consorzio Qui Vulture), Corrado Casoli (Presidente del Gruppo Italiano Vini – GIV), Angelo Maci (Presidente Cantine Due Palme), Antonella Vastola (Scuola di Scienze Agrarie, Forestali, Alimentari ed Ambientali – Università della Basilicata).
“Verso Matera capitale europea della cultura 2019” – La Basilicata si prepara.
Con l’intervento di Luca Braia (Assessore alle politiche agricole e forestali della Regione Basilicata) che ha portato anche i saluti di Marcello Pittella Presidente della Regione Basilicata, ha toccato il tema delle sinergie possibili, con discussione e conclusioni.
Alle ore 20:00 c/o la Tendo struttura spettacoli in piazza Castello, “SIMONE RUGIATI Show Cooking”. Simone Rugiati direttamente da "Cuochi e Fiamme" su La7 ha preparato in diretta una ricetta ispirata alla tradizione regionale in abbinamento all’Aglianico del Vulture. Uno show di un'ora e mezza dove lo chef ha riservato grandi sorprese agli spettatori e con la presenza dell'allenatore di calcio LUIGI DE CANIO.
“Il vino e l'arte dello spettacolo in simbiosi” ha deliziato la serata il Live di SERENA BRANCALE, direttamente da Sanremo 2015, accompagnata dal quartetto d'archi, basso, special guest alla batteria Mimmo Campanale ed al piano il Maestro Internazionale Mario Rosini (Presidente Commissione Artistica "Premio Mia Martini").

Domenica 4 ottobre 2015, con Apertura ore 10:00 e Chiusura ore 22:00

Alle ore 10:30 c/o il Castello Pirro del Balzo di Venosa (PZ), si è svolto il Convegno “VINO, CUORE E SALUTE” – Un bicchiere di vino al giorno fa bene alla vita? – Con i Saluti di Tommaso Gammone (Sindaco della città di Venosa) Carmine Miranda Castelgrande (Consigliere Regione Basilicata), Relatori: Vincenzo Capogrosso (Direttore reparto Cardiologia e UTIC Melfi), Vito De Filippo (Sottosegretario di Stato Ministero alla Salute).
Alle ore 11:00 c/o Auditorium Chiesa San Domenico, SEMINARIO DI DEGUSTAZIONE GUIDATA CON AIS (Associazione Italiana Sommelier) – Un percorso guidato degustando le migliori annate dell'Aglianico della Basilicata.
Alle ore 13:00 c/o Pizzeria Ristorante “il Brigante”, il campione mondiale di pizza Michele Leo ed esperti del settore vinicolo hanno offerto spunti sugli abbinamenti dei vini lucani, in particolare su aglianico del Vulture e rosati, con il piatto italiano per eccellenza la Pizza.
Alle ore 17:00 c/o Auditorium Chiesa San Domenico, SEMINARIO DI DEGUSTAZIONE GUIDATA CON AIS (Associazione Italiana Sommelier)
Un percorso guidato degustando le migliori annate dell'Aglianico della Basilicata.
Alle ore 20:00 c/o la Tendo struttura spettacoli in piazza Castello, si è svolta ASTA DI BENEFICENZA, Madrina d’eccellenza VALERIA MARINI.
Oggetti donati da V.I.P. del mondo della moda, dello spettacolo e dello sport sono stati battuti all'asta, ricavando complessivamente oltre Mille Euro, che è stato devoluto alla Cooperativa Sociale ONLUS “Il Filo di Arianna”.
La serata è impreziosita dalle note di ROBERTA CARRESE Live Acoustic finalista The Voice 2015 RAI2, accompagnata, in tre brani, dal simpatico e bravo musicista Fabrizio Celentano.

Le Aziende Vinicole che hanno esposto ed offerto la degustazione :
   
Casa Vinicola D'angelo (Rionero in Vulture) www.dangelowine.com
Vigneti Re Manfredi (Venosa) www.cantineremanfredi.com
Cantine del Notaio (Rionero in Vulture) www.cantinedelnotaio.com
Cantina di Venosa (Venosa) www.cantinadivenosa.it
Madonna delle Grazie (Venosa) www.cantinemadonnadellegrazie.it
Terra dei Re (Rionero in Vulture) www.terradeire.com
Paternoster (Barile) www.paternostervini.it
Cantine Bonifacio (Venosa) www.cantinebonifacio.it
Elena Fucci (Barile) www.elenafuccivini.com
Consorzio Viticoltori (Barile) www.coviv.it
Vulcano e Vini (Lavello) www.vulcanoevini.com
Cantine Cerrolongo (Nova Siri) www.cerrolongo.it
Azienda Agricola Musto Carmelitano – (Maschito) www.mustocarmelitano.it
Padri Trinitari (Venosa) www.trinitarivenosa.it
Cantina Taverna (Nova Siri) www.aataverna.com
La Luce Michele (Ginestra) www.zoomvino.it/azienda-vinicola/99320/la-luce-michele#mappa
Cervino Vini ( Roccanova) www.cervinovini.it
Azienda Chiaradia ( Roccanova)
Casa Vinicola Martino (Rionero in Vulture) www.martinovini.com
Cantine Falciglia (Tursi) www.falciglia.it
Tenuta I Gelsi (Rionero in V. frazione Monticchio Bagni) www.tenutaigelsi.com
Grifalco (Venosa) www.grifalco.com
Cantina Camerlengo (Rapolla) www.camerlengodoc.com
Tenute Serre del prete (Maschito) www.tenuteserradelprete.it
Masseria Cardillo (Bernalda) www.masseriacardillo.it
Azienda Agricola Donato D'Angelo (Rionero in Vulture) www.agrida.it
Regio Cantina (Venosa) www.regiocantina.it

Sabato, il primo stand visitato è stato quello dei Padri Trinitari di Venosa: da 45 anni al servizio dell'uomo. Accolto da Antonello Tamburriello, ho chiesto maggiori informazioni, “a Venosa, i Padri Trinitari operano attraverso un Centro di Riabilitazione e di Formazione Professionale per persone con disabilità, entrambi accreditati presso la Regione Basilicata. Dal 1998 il Centro di Riabilitazione ha certificato i propri servizi dotandosi di un sistema di gestione per la Qualità. Nel 1999 anche le attività formative prevedono un sistema di gestione per la qualità. Il Centro svolge attività di progettazione ed erogazione di servizi di riabilitazione medico-psico-pedagogica rivolti a persone disabili in regime residenziale continuo e diurno secondo l'art. 26 della Legge 833/78. I due sistemi, del Centro di Riabilitazione e del Centro di Formazione Professionale, integrati in un unico macrosistema consentono di attuare il percorso riabilitativo nella logica di una "sistematica sinergia ed integrazione tra formazione e riabilitazione, con caratteristiche di continuità".

A Padre Angelo Cipollone, abbiamo chiesto di sintetizzare il trinomio propulsivo dei Trinitari: “Fede, Scienza, Amore, questo il trinomio nella loro esperienza di accompagnamento delle persone disabili verso l'autonomia. Questo il trinomio che ha permesso ai Trinitari di essere "in ascolto" delle esigenze dei disabili e di offrire programmi di riabilitazione sempre più rispondenti, non solo ai loro bisogni fisici ma alla globalità dei loro bisogni esistenziali: psicologici, morali e spirituali. Grave errore è quello di considerare che le persone disabili, e tra queste quelle portatrici di un disagio psichico, non sentano il bisogno innato di dare senso alla loro vita. Quanti operano nel settore della riabilitazione devono avere il coraggio e la fantasia per offrire alle persone con disabilità condizioni di vita che favoriscano loro la gioia di vivere e li facciano sentire persone amate dagli uomini e da Dio. Centro di Riabilitazione dei Padri Trinitari, e noi tutti che vi lavoriamo, vogliamo seguitare ad essere "in ascolto" delle persone disabili. Vogliamo essere, sempre più, voce di chi non ha voce. Così operando crediamo di svolgere non solo un impegno sociale ma anche e specialmente testimonianza di Carità Cristiana”.

Quali sono i programmi e le attività attualmente svolte nel Centro?

“ L’Ippoterapia, l’attenzione al benessere fisico, mentale e sociale delle persone ospiti dell’'Istituto dei Padri Trinitari di Venosa è sempre stata al centro delle riflessioni intorno al tipo di intervento da pianificare e all’obiettivo da realizzare”.
“Laboratorio di ceramiche, il mosaico, ogni tessera al suo posto, con pazienza, maestria e passione. Colori e materiali diversi che prendono forma nell'insieme. Nel nostro laboratorio nascono opere d'arte, ma anche splendide storie di integrazione”.
Una pioggia di premi per “I Talenti” dei Padri Trinitari di Venosa. Dopo anni di qualificato e intenso lavoro nel vigneto, “L’Aglianico del Vulture”, vino prodotto e imbottigliato dall’azienda agricola trinitaria, ha vinto ad Asti la medaglia d’oro al Douja d’Or e a Roma la Medaglia d’argento alla Selezione del Sindaco.

Il vigneto in cui queste uve sono giunte a maturazione è stato piantato trenta anni fa su quella che una volta era l’aia di Venosa, dove si svolgevano le operazioni della mietitura. La successiva costituzione dell’azienda agricola “I Talenti” è nata dalla convinzione che le attività nel campo della agricoltura, e in questo caso nel settore vitivinicolo, consentano alle persone con disabilità di mettere a frutto le loro risorse, favorendo un percorso verso la maggiore autono­mia possibile e verso una completa realizzazione, anche nel mondo del lavoro.

Abbiamo anche intervistato Padre Angelo Cipollone, Direttore del Centro dei Padri Trinitari a Venosa, il quale ha espresso tutta la sua soddisfazione per i premi ricevuti e conferma come alla base di questa scelta ci sia “la consapevolezza che questo tipo di attività favoriscono il processo di riabilitazione e socializzazione delle persone che vengono affidate alle nostre cure. Il contatto diretto con la natura, la cura quotidiana della campagna contribuisce a ridare equilibrio e fiducia in se stessi”. Il riconoscimento di esperti nel settore vitivinicolo è il sigillo di qualità per un lavoro svolto con passione e dedizione da una struttura che mette al centro dei suoi programmi e delle sue attività l’Uomo, per promuoverne la crescita umana, religiosa e sociale. È stato molto bello che questo aspetto sia stato ricordato anche all’interno della cornice straordinaria della 48esima edizione della Doujad’Or, una delle kermesse enogastronomiche più importanti a livello internazionale.

Padre Angelo, quanti sono i ragazzi ospite nel Centro e cosa faranno alcuni dei ragazzi in questo mese dedicato alla vendemmia?

Sono circa 160 i ragazzi ospitati in modalità residenziale, ed altri 40 in modalità temporale, quindi operiamo su circa 200 ragazzi.

Eccoci arrivati alla grande festa, il mese di Ottobre per i ragazzi ospiti nel Centro dei Padri Trinitari di Venosa è il mese della vendemmia. In un clima di festa e partecipazione di tutti, che va dal nostro direttore Padre Angelo Cipollone, ai medici, fisiatri, educatori, agli assistenti e per finire ai corsisti e docenti del corso di formazione di agricoltura che svolgono un lungo ed accurato lavoro di responsabilità ed amore verso i loro ragazzi, si svolge una delle attività più attese dei ragazzi ospiti nel nostro Centro, la raccolta dell’uva, il coronamento di un lavoro di un anno.

È un mormorio di corridoio tra i ragazzi del Centro che strepitano ogni giorno “domani si taglia l’uva?” e tutti a prepararsi con tute, guanti e forbici. Per molti ragazzi la nottata non passa tranquilla, non si dorme, si è ansiosi nella raccolta del frutto di lavoro di un anno intero, che oltre ad essere un esercizio fisico, stimola la curiosità. Dice Padre Angelo Cipollone, Direttore del centro: “Il contatto con la campagna e la natura in genere può ridare equilibrio e fiducia in se stessi”. Ed ecco l’indomani alle ore 7,30 tutti pronti alla raccolta dell’uva. Le cassette d’uva si riempiono, il tempo passa, ma la stanchezza non si fa sentire perché la raccolta dell’uva è un momento di festa.

È bello vedere questi ragazzi sprigionare sorrisi ed amore per questo loro frutto, se lo guardano, lo accarezzano e poi lo tagliano sapendo che si trasformerà in un ottimo vino. Non c’è vendemmia senza il pranzo tra i filari. Le signore della cucina già dal mattino sanno benissimo che i loro ragazzi sono in attesa del grande pranzo della vendemmia, si prepara una grande tavolata con pasta al forno, cotoletta e patatine, e per finire gelato e dolce.
C’è un concetto di autosufficienza economica e produttiva, in particolare di produzione di alimenti sani e genuini per la tutela della salute dei ragazzi:
si tratta in sostanza di struttura economica finalizzata fondamentalmente alla produzione di valori d’uso, ma accanto alla centralità della produzione dei valori d’uso vi è da poco, anche una produzione di valori di scambio, “la produzione del vino Aglianico del Vulture”.

La scelta della sperimentazione è ricaduta sul vigneto, in quanto nel corso degli anni gli studi hanno dimostrato che, il terreno sul quale ricade il vigneto è particolarmente vocato per la coltura delle uve Aglianico del Vulture.
Infatti si è dimostrato nel tempo che il vigneto in virtù della sua esposizione e  altitudine produce uve per la vinificazione con qualità superiore.

I Talenti è il nome che viene attribuita all’azienda produttrice del vino.
E’ una azienda agricola costituita nel 2007 per volontà del Direttore Padre Angelo Cipollone il quale vuole accompagnare i suoi giovani ospiti dell’Istituto dei Padri trinitari verso l’autonomia, che amano la vita così come la loro terra da cui producono l’ottimo vino. La cantina è collocata nei sotterranei dell’Istituto, dove avviene sia la trasformazione delle uve in vino che l’affinamento in acciaio e in barrique di rovere francese.

Per aver prodotto un vino di qualità, l’azienda agricola “I Talenti” dei Padri Trinitari ha avuto subito dei grandi riconoscimenti, uno dei quali è stato quello di aver ricevuto la Medaglia d’oro al Concorso Enologico Internazionale “Selezione del Sindaco 2012”, svoltosi il 9 luglio 2012, nella Sala della Protomoteca del Comune di Roma, in Campidoglio. Al Concorso, autorizzato dal Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, l’Azienda Agricola “I Talenti” dei Padri Trinitari guidata dall’esperto nel settore vitivinicolo, Antonello Tamburriello, e dai docenti Mario Emanuele, Donato Lotumolo, ha raggiunto il massimo dei risultati e premiata con la Medaglia d’Oro con il vino “Cripta Sant’Agostino“ Aglianico del Vulture Doc.
Ma è giusto che i veri protagonisti e meritevoli di questo successo siano loro, i ragazzi del Centro, che solo con un quotidiano lavoro nella vigna, con la passione e l’amore per le cose buone, si raggiungono traguardi così importanti. Dice Padre Angelo Cipollone: “Bere bene e bere sano”, questo è lo slogan che ci siamo posti sin dall’inizio. L’obiettivo è lanciare sul mercato un prodotto di qualità e dare a tutti i ragazzi l’opportunità di lavorare assieme ed essere guidati verso il mondo del lavoro”.

È a Barile, città del vino, in Basilicata che ha sede il Consorzio Viticoltori Associati del Vulture. Quest’ultimo riunisce, oggi, le Cantine Cooperative di base e le più antiche aziende viticole che hanno fatto la storia dell’enologia di questa regione, tutte collocate alle pendici del Monte Vulture, in zone collinari di origine vulcanica.
La struttura consortile è dotata di moderne attrezzature enologiche in grado di produrre ventimila ettolitri di vino, dei quali cinquemila sono invecchiati in botti di rovere situate in grotta. L’enologo del Consorzio segue personalmente tutte le fasi della produzione: dalla coltivazione dei vigneti alla lavorazione delle uve, dallo invecchiamento fino all’imbottigliamento. La naturale ricchezza biologica dei terreni, unita alla tradizionale abilità nel produrre vino, permette oggi al Consorzio Viticoltori del Vulture di ottenere importanti riconoscimenti sia in campo nazionale che internazionale.

Degustando TITOLO Aglianico del Vulture DOC con la Titolare Sig.ra ElenaFucci. Colore rubino intenso con spiccati riflessi granati. Profumo ampio e complesso, decisamente fruttato ed etereo, con nitidi sentori speziati. Sensazioni spiccate di ciliegia e di confettura di frutta, ribes e rosmarino, tabacco e cannella con leggeri accenni di vaniglia. Sapore secco, caldo, di ampia struttura e lunga persistenza aromatica.

Vino di spiccata personalità, ancora assai giovane e destinato ad un grande futuro. Chi è Elena Fucci? Voleva diventare ingegnere genetico, voleva studiare negli Stati Uniti, voleva andarsene. A 18 anni ha intuito che l’unico modo per difendere la sua terra era coltivarla. Così Elena Fucci è diventata vignaiola. Mentre tutti i suoi compagni del liceo scientifico di Melfi lasciavano la Basilicata per emigrare a Bologna o a Roma, Elena è rimasta a Barile, 3.000 abitanti. Ed è diventata una protagonista del «tocco magico» dell’Aglianico, una scelta controcorrente che le è valsa ieri il Premio al coraggio della guida del Corriere della Sera «Vignaioli e vini d’Italia», sui 200 produttori d’eccellenza in Italia. «Finito il liceo — racconta Elena — pensavamo di vendere i 6 ettari di vigna di famiglia, di cui si è sempre occupato nonno Generoso, 89 anni, ancora energico tra le vigne. Poi ho guardato fuori dalla finestra di casa e ho pensato che sarebbe stata una sofferenza vedere altre persone camminare tra i filari dove sono cresciuta. Insopportabile, avremmo dovuto andarcene dopo la vendita. Ho lasciato perdere ingegneria e sono volata a Pisa, facoltà di Agraria».
Era il 2000. I genitori di Elena, insegnanti (fisica lui, matematica lei), avevano già raccolto informazioni sulle università ad indirizzo vinicolo, sperando nella scelta della figlia, senza mai parlarne, per non influenzarla. Cinque anni tra lezioni con il super enologo Giacomo Tachis e stage in Toscana, Veneto, Bordeaux. Poi a casa a vendemmiare. «Ho iniziato a fare vino al primo anno universitario — ricostruisce Elena — nel Vulture cominciavano a nascere altre aziende. Noi eravamo favoriti, con le vigne ad alberello più vecchie e più alte, sopra i 500 metri. Un patrimonio. Il primo anno solo cento bottiglie».

Elena Fucci il nome del vino, l’unico vino, è stato scelto subito?
“La contrada si chiama Solagna del Titolo. «Troppo difficile per gli stranieri, meglio limitarsi a Titolo». Dal 2004 si fa sul serio. Ventimila bottiglie, fascia alta, in enoteca a 30 euro l’una. Il nonno, che ancora guida il trattore, sembra vivere una seconda vita. L’azienda è piccola, sta crescendo. Una nuova cantina, al posto di quella ricavata nel deposito attrezzi della vecchia casa padronale settecentesca. E una rete di distributori che portano 8 bottiglie su 10 all’estero, soprattutto in Stati Uniti, Canada, Francia e Svizzera”.

Elena, quando hai capito di avercela fatta?
“I premi sono arrivati e adesso giro il mondo a vendere il mio vino — dice Elena — ma non mi fermo. Ce l’avrò fatta quando avrò l’età di nonno Generoso e i miei nipoti diventeranno vignaioli come me». Anche questo è il «tocco magico» dell’Aglianico.
 
Torre Titolo è una casa di campagna gialla alle porte di Barile, nel nord della Basilicata, immersa fra vigneti ed uliveti che custodisce gelosamente da quattro generazioni la storia della famiglia Fucci e, da pochi anni, la storia di uno dei vini più prestigiosi dell’enologia lucana.
Titolo, dal nome dell’omonima contrada. Vigneto: Sito in contrada Titolo nel comune di Barile, cuore della zona di produzione dell'Aglianico. Origine del terreno: Vulcanico, Vitigno: 100% Aglianico del Vulture, Superficie totale dell'azienda: 7,00 Ha. Superficie vitata attuale: 6,00 Ha. Forma di allevamento: Guyot corto, "capanno" (forma tipica di allevamento nel Vulture). Vendemmia: Fine mese di ottobre, effettuata interamente a mano con l'uso di piccole cassette.
Produzione: Diraspatura e pigiatura soffice. Tradizionale fermentazione in rosso con temperatura non superiore ai 22-24°. Maturazione in barriques nuove per almeno 12 mesi. Imbottigliamento verso la fine dell'anno successivo alla vendemmia. Affinamento in bottiglia per 12 mesi prima di avviarsi al mercato.
Caratteri: Colore rubino intenso con spiccati riflessi granati. Profumo ampio e complesso, decisamente fruttato ed etereo, con nitidi sentori speziati. Sensazioni spiccate di ciliegia e di confettura di frutta, ribes e rosmarino, tabacco e cannella con leggeri accenni di vaniglia. Sapore secco, caldo, di ampia struttura e lunga persistenza aromatica. Vino di spiccata personalità, ancora assai giovane e destinato ad un grande futuro.
I PREMI : Titolo “Tradizionale è il termine più corretto con cui definire quelle varietà presenti da tempi remoti in una data area geografica e che lì hanno sviluppato caratteristiche peculiari e distintive”. BIBENDA, n. 18 – 2005
“…Il suolo derivante da lave da forza, struttura, quello legato al tufo eleganza e finezza nei profumi…” GAMBERO ROSSO, Grand Cru d’Italia – 2005

Una nota di merito è rivolta all'Azienda Agricola "Tenute Serra del Prete"
Essa nasce in rosa agli inizi del duemila, con idee di nuova generazione e con l'obbiettivo di far conoscere al mondo il territorio di Maschito attraverso l'Aglianico definito dal sommo Poeta Orazio Flacco "l'ellenico nettare degli Dei".
Il Vigneto dell' Azienda Agricola "Tenute Serra del Prete", è ubicato nel Comune di Maschito in Località Serra del Prete e Località Casano, un territorio sito in Basilicata, a nord della Provincia di Potenza, nell'area Vulture – Alto Bradano. La titolare dell'Azienda, Sig.ra Carmela Mecca, imprenditrice di carattere innovativo, ha raccolto una storica eredità nella viticultura portandola in pochi anni alla ribalta dei mercati internazionali, con squisita gentilezza, cordialità e professionalità. Il punto di forza dell'Azienda è l'avere un prodotto di alta qualità immesso sul mercato al giusto prezzo, giusto rapporto qualità/prezzo. Anche se lo si definisce un prodotto di nicchia, è accessibile a tutti. Il Vitigno, originario della Magna Grecia, l'Aglianico ha foglia media, pentalobata, pagina superiore glabra, grappolo medio, abbastanza compatto, non sempre alato, cilindrico o conico, acino medio-piccolo, forma sferica; buccia molto pruinosa, di colore blu-nero, di poca consistenza e medio spessore. La pianta ha buona capacità di sintesi zuccherina, il vitigno cospicua materia colorante e ottima acidità, vigoria medio-alta, produttività abbondante e costante. L'epoca di vendemmia è media o tardiva (sino ai primi di novembre). È un vino molto elegante ottenuto da uve selezionate, coltivate sulle colline del Vulture in Agro di Maschito, prodotto in località Serra del Prete.
Le particolari cure con prodotti naturali dei vigneti e dall'esperienza acquisita negli anni dai maestri vignaioli, permettono di ottenere un nettare imponente e sublime.
Degustando NARCISUS (DOC), si scopre un colore Rosso rubino intenso, dal profumo intenso, ai frutti di bosco, e con un pizzico di castagno, il sapore, al palato, si rivela imponente ed allo stesso modo elegante e pulito, la parola che esprime al meglio il suo sapore è “Paradisiaco”.
Degustando EDEN (IGT), dal colore Rosso Rubino, si è avvolti dal profumo, intenso e pieno di eleganza, con sapore deciso e puntuale, che diventa morbido e vellutato dopo un breve affinamento in acciaio.
Incuriosito dal nome, ho degustato AMARANTHUS (DOP), il suo nome esprime ciò che esso sa esprimere, come il fiore Amaranthus unico e raro, così  AMARANTHUS vino DOC è un prodotto unico e raro per le sue qualità e per il suo profumo ai frutti di bosco e per il gusto amabile anche per palato delicato e femminile. Quando si degusta l'AMARANTHUS sai che ogni sorso è indimenticabile. Le uve provengono da un vigneti ubicati in terreno collinare, a 580 mt. S.l.m., su terreni vulcanici, in Agro di Maschito, a nord della Provincia di Potenza.
Volutamente ho degustato per ultimo ESSENTHIA (DOP), come il suo nome anche il suo sapore è imponente ti avvolge e ti lascia un senso di grandezza al palato. Tanto da sentirsi nel paradiso dei sensi… questo è “ESSENTHIA”. Per fortuna ero anche in dolce compagnia femminile. Provare per credere.
Le uve provengono da  vigneti ubicati in terreno collinare, a 580 mt. S.l.m., su terreni vulcanici, in Agro di Maschito, a nord della Provincia di Potenza.

Grazie alla Sig.ra Mecca per il gradito omaggio, della bottiglia di ESSENTHIA (DOP). Come il suo nome anche il suo sapore è imponente ti avvolge e ti lascia un senso di grandezza al palato. Tanto da sentirsi nel paradiso dei sensi… questo è “ESSENTHIA”. Le uve provengono da un vigneti ubicati in terreno collinare, a 580 mt. S.l.m., su terreni vulcanici, in Agro di Maschito, a nord della Provincia di Potenza.
CIN CIN : Tanto Vino Tanto Amore.
Al prossimo appuntamento

 

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25 Giugno 2009, 15 anni fa moriva Michael Jackson: il mondo celebra il re del pop

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Concerti, mostre, proiezioni e celebrazioni virtuali per onorare la memoria di un artista che ha cambiato per sempre il volto della musica

Il 25 giugno 2009, il mondo della musica e dell’intrattenimento perse uno dei suoi più grandi e influenti artisti: Michael Jackson. Conosciuto come il “Re del Pop”, Jackson ha rivoluzionato la musica pop, lasciando un segno indelebile nella cultura popolare globale. A 15 anni dalla sua scomparsa, fan e artisti di tutto il mondo continuano a ricordarlo e a celebrarlo con una serie di eventi che sottolineano la sua duratura eredità.

Eventi Commemorativi in tutto il mondo

Los Angeles: Una Veglia di Stelle

A Los Angeles, città dove Michael Jackson è morto, si terrà una veglia presso il cimitero Forest Lawn Memorial Park, dove riposa l’artista. Fan provenienti da tutto il mondo si riuniranno per rendere omaggio al loro idolo, lasciando fiori, lettere e altri tributi presso la sua tomba. La veglia sarà accompagnata da un concerto tributo, con la partecipazione di artisti che hanno collaborato con Jackson e che sono stati influenzati dalla sua musica, tra cui Quincy Jones e Usher.

Tokyo: Mostra Interattiva e Flash Mob

A Tokyo, una delle città che ha sempre avuto una profonda ammirazione per Jackson, si svolgerà una mostra interattiva presso il Tokyo Tower, intitolata “Michael Jackson: The Immortal”. La mostra includerà oggetti personali dell’artista, costumi di scena iconici, e memorabilia. Inoltre, un flash mob con centinaia di fan vestiti come Michael Jackson eseguirà alcune delle sue coreografie più famose, tra cui il leggendario “Moonwalk”.

Londra: Concerti e Proiezioni

A Londra, il leggendario teatro Apollo ospiterà una serie di concerti tributo che vedranno la partecipazione di artisti britannici e internazionali. Parallelamente, numerosi cinema della capitale proietteranno il documentario “This Is It”, offrendo al pubblico un’intima visione delle prove del tour che Jackson stava preparando al momento della sua morte.

Celebrazioni Virtuali

Con l’avvento della tecnologia, anche le celebrazioni virtuali avranno un ruolo centrale. Su piattaforme come YouTube e Facebook, verranno trasmessi eventi live, tra cui concerti, discussioni con esperti di musica e sessioni di ascolto collettive degli album più iconici di Jackson. Spotify e Apple Music dedicheranno playlist speciali alla sua musica, permettendo ai fan di tutto il mondo di rivivere i suoi più grandi successi.

Michael Jackson: Un’Icona Inossidabile

A 15 anni dalla sua scomparsa, l’impatto di Michael Jackson sulla musica e sulla cultura popolare è più vivo che mai. I suoi album “Thriller”, “Bad” e “Dangerous” continuano a essere pietre miliari nella storia della musica, ispirando nuove generazioni di artisti. Le sue coreografie innovative e i suoi video musicali rivoluzionari, come “Thriller” e “Beat It”, sono ancora oggi punti di riferimento per l’industria dell’intrattenimento.

Jackson non è solo ricordato per i suoi successi musicali, ma anche per il suo impegno umanitario. Ha donato milioni di dollari a enti di beneficenza in tutto il mondo e ha utilizzato la sua fama per sensibilizzare su importanti cause sociali, come la lotta contro l’AIDS e la fame nel mondo.

Il 25 giugno è una giornata di riflessione e celebrazione per milioni di fan di Michael Jackson in tutto il mondo. Attraverso concerti, mostre, proiezioni e celebrazioni virtuali, il mondo continua a onorare la memoria di un artista che ha cambiato per sempre il volto della musica pop. Mentre i tributi si moltiplicano, è chiaro che l’eredità di Michael Jackson rimarrà viva per molte generazioni a venire, continuando a ispirare e a emozionare il pubblico di tutto il mondo.

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Castelli Romani

Monte Compatri: Avis “donare sangue un atto d’amore”

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A leggere i dati del 2023 ci si accorge di una inversione di tendenza: gli italiani donano più sangue.
In un dato diffuso dal Ministero della Salute, nel 2023, sono oltre un milione e mezzo i donatori con un aumento di circa 280 mila iscritti rispetto al 2022.
Ma questo dato non può e non deve farci “cullare sugli allori”.
Il problema maggiore che circonda le donazione di sangue è troppe volte legato ad un cattiva informazione o a credenze che sono diventante ormai endemiche su questo importante argomento.
Sfatiamo un mistero: donare sangue non fa male e, soprattutto, non si corre alcun rischio nel farlo.
A dircelo sono i sempre presenti volontari dell’Avis (l’Associazione Volontari Italiani del Sangue) che, dal 1927, anno della fondazione a Milano per opera di Vittorio Formentano, si occupano, gratuitamente e volontariamente, di donare sangue intero, plasma, piastrine ed eritrociti.
Abbiamo incontrato nei giorni scorsi a Monte Compatri, Daniela Messina, Daniel Dobre, Margherita Colini e Nicola Genovese, volontari dell’Avis Comunale di Monte Compatri.
Noi siamo – ci dicono – un gruppo di persone che fa capo all’AVIS di Monte Compatri di cui è presidente Erica Colini. Inoltre nel nostro gruppo ci sono Massimiliano Conti, il tesoriere, e Maria Grazia Ciuffa. Sia il presidente che il nostro tesoriere sono infermieri abilitati all’esecuzione di questo tipo di prelievo per cui serve un’apposita formazione teorica e pratica.
Ma perchè, gli domandiamo, è ancora oggi importante donare sangue?
Quando leggiamo di un incidente automobilistico grave dobbiamo considerare che in media questo necessita di almeno 10 sacche pronte per ogni evenienza.
Sono tante? aggiungiamo alla domanda
Partiamo da un fatto: durante una donazione viene prelevata una sacca di sangue ed una minima parte di essa viene utilizzata per le analisi, previste da legge, i cui risultati vengono poi gratuitamente comunicati al donatore.
Diciamo che per curare un ferito grave di un incidente occorrono dalle 2 alle 10 sacche di sangue, fino a 10 per un trapianto di cuore, fino a 40 per un trapianto di fegato, da 30 a 50 sacche di globuli rossi per garantire una vita normale ad un talassemico, senza considerare i malati leucemici, quelli affetti da immunodeficenze, quelli emofiliaci. Ora è chiaro il motivo per cui donare è qualcosa che fa davvero una enorme differenza specie nel periodo estivo?
E per di più farlo “fidelizzandosi” con una donazione continua permette di garantire a tutti di poterne usufruire.

Spiegatemi un po’ che limiti di età ci sono e quante volte si può donare all’anno?
Tutti possiamo, in linea di massima, donare sangue dai 18 anni fino ai 65 e, per chi lo fa in modo periodico, anche fino ai 70.
Gli uomini posso donare ogni tre mesi, invece le donne nell’età fertile ogni 6 mesi che si riducono a 3, come gli uomini, dopo la menopausa. Vogliamo sottolineare che questa operazione viene fatta in totale sicurezza e dura, al massimo, 10 minuti.

Quindi ci state dicendo che se ognuno di noi spendesse 10 minuti ogni 3/6 mesi quante vite si potrebbero salvare?
Guarda non so quantificarti il numero ma di certo potremmo davvero far passare il messaggio che “dieci minuti del nostro tempo equivalgono a salvare una vita”.
Vi facciamo una domanda estremamente provocatoria: lo sapete che negli Stati Uniti d’America i donatori vengono pagati?
Certo che lo sappiamo ma ti faccio riflettere con due argomenti che, in apparenza sembrano distanti ma che poi, in realtà sono uno la conseguenza dell’altro.
Secondo te chi dona negli Stati Uniti? Sono in genere senzatetto, persone che vivono una realtà sociale di estrema difficoltà ed indigenza. Non voglio dire che questo significhi che lo facciano solo loro ma la percentuale di chi si trova in queste necessità porta poi situazioni dubbie, alcolisti e non solo, ad essere i più assidui frequentatori dei centri di donazioni

… e sulla seconda ti rispondo io, dice un attento Daniel Dobre.
Donare sangue è un atto che racchiude in se un profondo senso civico nel dare se stessi gratuitamente per gli altri. Un vero e proprio atto di amore nei confronti di persone che neanche conosciamo ma che sappiamo, in cuore nostro, di poter aiutare.
Daniel ce lo dice con gli occhi lucidi di chi ha compreso nella sua giovanissima età di quanto il “donare” sia proprio un alto valore derivante da quel concetto gratuito di “donum”.
Questi ragazzi e queste ragazze di Avis ci hanno oggi mostrato davvero l’anima che muove questa quasi centenaria associazione di volontari che si mette a disposizione di chiunque abbia necessità di quella goccia di sangue capace di rigenerare una vita, una lezione di amore che non può e non deve essere interrotta e che anzi deve proseguire in modo sempre maggiore.
I ragazzi e le ragazze di Avis Monte Compatri ci lasciano davvero con il sorriso sulle labbra e ci ricordano che basta cliccare sul sito www.avis.it per avere tutte le ulteriori informazioni per questo “atto d’amore” ed in più ci ricordano che sabato 22 giugno dalle ore 7 alle ore 11 in località Molara a Monte Compatri sul piazzale del bar Hollywood in via tuscolana 27 saranno presenti con la loro emoteca.

nella foto: davanti da sinistra Daniela Messina e Margherita Colini, dietro, sempre da sinistra, Daniel Dobre e Nicola Genovese

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Costume e Società

Maturità 2024, preparativi, ansie e tradizioni della “Notte prima degli esami”

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Con l’avvicinarsi degli esami di maturità, migliaia di studenti italiani si preparano a quello che molti considerano il primo vero banco di prova della loro vita. I ragazzi dei vari licei, dal classico allo scientifico, dal linguistico al tecnico, stanno affrontando le ultime settimane di studio intenso, cercando di bilanciare ansie e speranze per il futuro.

Gli studenti del liceo classico stanno ripassando febbrilmente latino e greco, cercando di ricordare tutte le regole grammaticali e le innumerevoli versioni studiate nel corso degli anni. I compagni dello scientifico, invece, si concentrano su matematica e fisica, risolvendo problemi complessi e cercando di mantenere la calma di fronte alle equazioni differenziali.

Nei licei linguistici, gli alunni ripassano le strutture grammaticali delle lingue straniere studiate, affinando le loro abilità di comprensione e produzione scritta. Nei licei artistici, i ragazzi passano ore nei laboratori, perfezionando i loro progetti finali, mentre nei tecnici e professionali, la pratica si mescola alla teoria con esercitazioni pratiche che simulano situazioni lavorative reali.

La “Notte prima degli esami” è un rito di passaggio che accomuna generazioni di studenti. Alcuni seguono la tradizione e dedicano la notte alla veglia e al ripasso, mentre altri preferiscono distrarsi per alleviare la tensione. La scelta dipende spesso dalla personalità e dalle abitudini di ciascun alunno.

Molti ragazzi organizzano piccoli gruppi di studio con i compagni di classe, cercando di chiarire gli ultimi dubbi e sostenersi a vicenda. Altri optano per una serata più rilassata, magari guardando un film o ascoltando musica per calmare i nervi.

Non mancano poi le superstizioni. Alcuni studenti indossano un capo di abbigliamento particolare, considerato portafortuna, o portano con sé amuleti e talismani. Altri seguono riti scaramantici, come ripetere formule o gesti specifici per allontanare la sfortuna.

Tra le tradizioni più diffuse c’è quella di ascoltare la celebre canzone di Antonello Venditti “Notte prima degli esami”, un classico che riesce a creare un senso di solidarietà e appartenenza tra gli studenti, facendoli sentire parte di qualcosa di più grande.

La notte prima degli esami è un momento di riflessione e bilanci. Gli studenti ripensano al loro percorso scolastico, ai sacrifici fatti e ai successi ottenuti. L’ansia è inevitabile, ma è accompagnata da una forte determinazione a fare del proprio meglio.

Per molti, l’esame di maturità rappresenta una porta verso nuove opportunità, che si tratti dell’università, del mondo del lavoro o di altre esperienze di vita. Le speranze sono tante, così come le paure, ma la consapevolezza di aver dato tutto rende il momento più sopportabile.

In conclusione, la maturità 2024 vede i ragazzi dei vari licei italiani prepararsi con impegno e dedizione, affrontando le proprie paure e cercando conforto nelle tradizioni e nella solidarietà dei compagni. La notte prima degli esami resta un momento magico e indimenticabile, un rito di passaggio verso l’età adulta che, tra ansie e speranze, segnerà per sempre il ricordo di questi giorni.

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