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Camere, scioglimento anticipato ma i vitalizi sono salvi

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Nonostante lo scioglimento delle Camere anticipato, Deputati e Senatori non perderanno il diritto alla pensione pro quota di questa legislatura, seppur per una manciata di giorni.

Le norme che regolano i cosiddetti vitalizi, in realtà una forma pensionistica che scatta al 65esimo anno di età, prevede che si maturi il diritto della quota per i cinque anni della legislatura, quando questa è arrivata a 4 anni, sei mesi e un giorno.

La data fatidica è il 24 settembre, mentre le Camere sono state sciolte.

Tuttavia nella Costituzione (articolo 61, secondo comma) si afferma che “finché non siano riunite le nuove Camere sono prorogati i poteri delle precedenti”, tanto è vero che queste esaminano eventuali decreti urgenti emanati nel frattempo o altri atti necessari del governo, come decreti legislativi di attuazione delle deleghe. Le prossime elezioni si svolgeranno il 25 settembre e le nuoive camere si insedieranno il 15 ottobre, come prevede sempre la nostra Carta: 21 giorni dopo la fatidica data “salva pensioni”.

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Salute

Malattie dell’apparato respiratorio: sintomi e profilassi

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Le malattie dell’apparato respiratorio sono tra le condizioni più comuni che affliggono la popolazione mondiale, variando da infezioni lievi a patologie croniche e potenzialmente fatali. Riconoscere i primi sintomi e sapere come affrontare queste malattie è cruciale per prevenire complicazioni e migliorare la qualità della vita.

I sintomi iniziali delle malattie respiratorie possono variare notevolmente a seconda della patologia, ma alcuni segnali comuni includono:

  1. Tosse Persistente: Una tosse che dura più di qualche settimana può essere indicativa di bronchite, asma, polmonite o altre condizioni respiratorie. La tosse può essere secca o produttiva (con espettorato).
  2. Dispnea: La difficoltà respiratoria o mancanza di respiro, nota come dispnea, può manifestarsi durante l’attività fisica o a riposo. Questa è un sintomo chiave in patologie come l’asma, la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) e l’insufficienza cardiaca.
  3. Sibili: Un suono sibilante durante la respirazione, spesso associato all’asma e alla BPCO, indica una restrizione delle vie aeree.
  4. Dolore Toracico: Dolore o senso di oppressione al petto possono essere sintomi di infezioni polmonari come la polmonite o di condizioni più gravi come l’embolia polmonare.
  5. Febbre: Una temperatura elevata può accompagnare infezioni respiratorie acute come l’influenza, la polmonite e la bronchite.
  6. Affaticamento: Stanchezza e debolezza sono sintomi non specifici che possono essere associati a numerose malattie respiratorie, particolarmente nelle forme croniche.

La gestione delle malattie respiratorie richiede un approccio multiprofessionale e varia a seconda della diagnosi specifica. Ecco alcuni passi generali per affrontarle:

Diagnosi Precoce: Consultare un medico ai primi sintomi è essenziale per una diagnosi accurata. Test diagnostici come spirometria, radiografia del torace, e esami del sangue possono aiutare a identificare la causa sottostante.

Terapia Farmacologica:

    • Broncodilatatori: Utilizzati principalmente per l’asma e la BPCO, questi farmaci aiutano ad aprire le vie aeree.
    • Corticosteroidi: Utilizzati per ridurre l’infiammazione nelle vie aeree, sono comunemente prescritti per l’asma e alcune forme di bronchite.
    • Antibiotici: Prescritti in caso di infezioni batteriche come la polmonite.
    • Antivirali: Utilizzati per trattare infezioni virali gravi come l’influenza.

    Modifiche allo Stile di Vita:

      • Smettere di Fumare: Il fumo è una delle principali cause di malattie respiratorie croniche. Smettere di fumare può migliorare notevolmente la funzione polmonare.
      • Esercizio Fisico: L’attività fisica regolare aiuta a migliorare la capacità polmonare e la salute generale.
      • Alimentazione Sana: Una dieta equilibrata può supportare il sistema immunitario e migliorare la gestione del peso, riducendo lo stress sul sistema respiratorio.

      Terapie Complementari:

        • Ossigenoterapia: Per i pazienti con insufficienza respiratoria cronica, l’ossigenoterapia può migliorare la qualità della vita.
        • Riabilitazione Polmonare: Programmi di esercizi e educazione specifica per pazienti con malattie polmonari croniche.
        1. Prevenzione delle Complicazioni:
        • Vaccinazioni: Vaccinarsi contro l’influenza e la polmonite è fondamentale per prevenire infezioni respiratorie gravi.
        • Igiene: Pratiche igieniche come lavarsi frequentemente le mani possono ridurre il rischio di infezioni respiratorie.

        Le malattie dell’apparato respiratorio possono avere un impatto significativo sulla salute e sulla qualità della vita. Riconoscere i primi sintomi e intervenire tempestivamente con misure appropriate è fondamentale per prevenire complicazioni e gestire efficacemente queste condizioni. Un approccio integrato che combina diagnosi precoce, terapia farmacologica, modifiche dello stile di vita e prevenzione può aiutare i pazienti a vivere meglio e più a lungo.

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        Esteri

        Vertici UE, Ursula von der Leyen in pole position

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        Intesa rimandata al primo euroconclave chiamato a scegliere i vertici nella nuova legislatura.

        Nessuna decisione formale era prevista, questo è vero, però ci si aspettava un accordo quantomeno di massima sullo schema, perché la rosa di nomi proposti per i top jobs era giudicata sostanzialmente solida. “Abbiamo una direzione giusta ma in questo momento non c’è accordo”, ha detto il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel al termine della cena dei leader. “È nostro dovere concludere entro la fine del mese”, ha poi rassicurato.

        La quadriglia prevede Ursula von der Leyen confermata alla Commissione sulle ali del trionfo alle elezioni del Ppe, il socialista portoghese Antonio Costa al Consiglio, la liberale estone Kaja Kallas al ‘ministero degli Esteri’ Ue. La conferma di Roberta Metsola al Parlamento – che però sceglie in autonomia – completa il quadro. I Popolari, poco prima dell’inizio del vertice informale, hanno avanzato però la richiesta di cambiare il colore politico della casella al Consiglio a metà mandato, come accade per l’Eurocamera. Una mossa che potrebbe complicare le cose ma che andrebbe letta nella logica delle trattative sull’intero esecutivo blustellato, con le vicepresidenze comprese. Insomma, pensare di poter chiudere la partita prima di essere giocata era eccessivo.

        “Non è mio compito convincere Meloni, abbiamo già una maggioranza con Ppe, liberali, socialisti e altri piccoli gruppi, la mia sensazione è che sia già più che sufficiente”, aveva sottolineato già a ora di pranzo il premier polacco Donald Tusk (uno dei due negoziatori popolari) a chi gli chiedeva se ci fossero altri equilibri di cui dover tenere conto.

        “È chiaro che in Parlamento non deve esserci alcun sostegno per il presidente della Commissione che si basi su partiti di destra e populisti di destra”, è stato invece il muro eretto dal cancelliere tedesco Olaf Scholz, secondo cui le elezioni europee “hanno portato una maggioranza stabile” delle stesse forze politiche “che finora hanno lavorato a stretto contatto in Parlamento.

        “Viviamo in tempi difficili ed è importante sapere presto cosa succederà in Europa”, ha aggiunto. Il senso di urgenza è condiviso da molti. La logica, spiegano diverse fonti, è quella del pacchetto. La quadriglia è frutto di calcoli alchemici che tengono conto dei voti, dei profili, delle aree geografiche: se si modificano gli addendi, il risultato cambia eccome. La danese Mette Frederiksen, indicata nel pre partita papabile alla presidenza del Consiglio Europeo, si è tirata fuori dalla mischia. “Io – dice – non sono una candidata: Costa è un ottimo collega della famiglia socialista”.

        Poi certo, la perfetta sintonia – ed è normale – non c’è ancora. Il presidente slovacco, Peter Pellegrini, sostituto del primo ministro Robert Fico, in convalescenza dopo il tentato omicidio, ha esortato “a stare molto attenti a chi rappresenterà l’Unione europea e la Commissione a livello internazionale, per non creare ancora più tensione di quanto non ve ne sia già”. Un chiaro riferimento a Kaja Kallas, la lady di ferro dell’est, arcinemica di Mosca. 

        Detto questo, la prima tessera del mosaico è ovviamente la guida di palazzo Berlaymont. Qui però la domanda è solo una. Cosa farà Giorgia Meloni? Qual è la sua strategia per andare a punti? Nel pre vertice ha incontrato l’ungherese Viktor Orban, che sibillino aveva definito la situazione “ancora fluida”. “Non vedo voci” in seno al Consiglio “che possano mettere in discussione il nome di von der Leyen”, ha affermato però il primo ministro croato Andrej Plenkovic al termine del vertice riferendo di “un dibattito positivo” tra i capi di Stato e governo. Proprio Orban, peraltro, è andato oltre. “Il Ppe – giura il magiaro – invece di ascoltare gli elettori alla fine si è alleato con i socialisti e i liberali: hanno fatto un accordo e si sono divisi i posti di comando dell’Ue”.

        Ma è un fatto che dei voti in più all’Eurocamera a Ursula farebbero ben comodo, perché la conferma dei deputati è obbligatoria e in questo passaggio c’è la preferenza segreta (anche se resta aperta l’opzione dei Verdi come stampella). “Ora dobbiamo lasciar marinare le cose”, ha commentato il presidente francese Emmanuel Macron aggiungendo di ritenere l’accordo finale “vicino”. Macron ha tuttavia sottolineato che l’intesa potrebbe non arrivare prima delle elezioni francesi (che si terranno il 30 giugno e il 7 luglio). “Non è comunque il nostro obiettivo”, ha comunque assicurato. 

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        Salute

        Sanità pubblica, liste d’attesa: ecco i primi risultati del piano Schillaci

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        In diverse regioni, i tempi di attesa per alcune visite specialistiche e interventi chirurgici sono già diminuiti del 20-30%

        Negli ultimi anni, le liste d’attesa negli ospedali italiani sono state una delle problematiche più pressanti del sistema sanitario nazionale. Tuttavia, recenti sviluppi suggeriscono che questa criticità sta finalmente trovando una via di risoluzione grazie a una serie di interventi strutturali e organizzativi promossi dal Ministero della Salute.

        Le liste d’attesa per visite specialistiche, esami diagnostici e interventi chirurgici rappresentano da tempo una delle maggiori fonti di disagio per i pazienti. Tempi di attesa lunghi possono peggiorare le condizioni di salute dei pazienti, ritardare diagnosi e trattamenti, e mettere a dura prova la fiducia nel sistema sanitario pubblico.

        Secondo dati recenti, in alcune regioni d’Italia, i tempi di attesa per una visita specialistica possono superare i sei mesi, mentre per un intervento chirurgico non urgente i pazienti possono aspettare anche più di un anno. Questo ha spinto molte persone a ricorrere al settore privato, aumentando le disuguaglianze di accesso alle cure.

        Le misure adottate

        Per affrontare questa emergenza, il Ministero della Salute ha implementato un piano nazionale che mira a ridurre significativamente i tempi di attesa entro il prossimo biennio. Tra le misure adottate figurano:

        1. Aumento dei finanziamenti: Un aumento dei fondi destinati agli ospedali pubblici per l’assunzione di personale sanitario e l’acquisto di nuove attrezzature diagnostiche. Questo intervento mira a potenziare la capacità operativa delle strutture ospedaliere.
        2. Digitalizzazione: L’implementazione di sistemi di prenotazione online e telemedicina, che consentono una gestione più efficiente delle risorse e una riduzione dei tempi di attesa. La digitalizzazione permette anche di effettuare consulti a distanza, riducendo il carico di lavoro degli ambulatori.
        3. Ottimizzazione delle risorse: Una migliore organizzazione del personale e delle risorse esistenti. Questo include l’allungamento degli orari di apertura degli ambulatori, la possibilità di effettuare esami anche nei giorni festivi e una gestione più flessibile delle agende dei medici.
        4. Monitoraggio e trasparenza: L’introduzione di sistemi di monitoraggio per verificare i tempi di attesa in tempo reale e la pubblicazione di questi dati per garantire trasparenza e responsabilità.
        5. Incentivi per le prestazioni: L’introduzione di incentivi per il personale sanitario che riesce a ridurre i tempi di attesa attraverso una maggiore efficienza operativa.

        I primi risultati

        Le prime evidenze mostrano segnali positivi. In diverse regioni, i tempi di attesa per alcune visite specialistiche e interventi chirurgici sono già diminuiti del 20-30%. La digitalizzazione sta facilitando le prenotazioni e migliorando la comunicazione tra medici e pazienti. Inoltre, il personale sanitario ha risposto positivamente agli incentivi, dimostrando un maggiore impegno nel ridurre i tempi di attesa.

        Nonostante i progressi, le sfide rimangono. La carenza di personale sanitario è ancora un problema in molte aree del Paese, e l’integrazione dei nuovi sistemi digitali richiede tempo e formazione. Inoltre, è essenziale che i finanziamenti continuino a essere adeguati e che le misure adottate siano costantemente monitorate e adattate alle esigenze in evoluzione.

        Il Ministero della Salute ha sottolineato l’importanza di un approccio collaborativo tra governo, regioni, ospedali e cittadini per garantire il successo del piano. La riduzione delle liste d’attesa non solo migliorerà la qualità delle cure, ma rafforzerà anche la fiducia dei cittadini nel sistema sanitario pubblico.

        In conclusione, sebbene la strada sia ancora lunga, gli sforzi in corso stanno iniziando a mostrare risultati promettenti. La risoluzione della criticità delle liste d’attesa rappresenta una priorità per garantire un sistema sanitario più equo ed efficiente, capace di rispondere tempestivamente alle esigenze di tutti i cittadini.

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