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Come rispondere a una notifica di recupero crediti

Può accadere che un soggetto privato o un’azienda si trovi in una situazione di sovra-indebitamento e debba fare i conti con una società di recupero crediti delegata dal soggetto creditore. Cosa fare in questi casi?

Il recupero crediti è un’attività che può essere svolta dapprima in modalità stragiudiziale e successivamente attraverso azioni giudiziarie. In genere, quando un creditore non ottiene il suo credito alla scadenza prevista da contratto, dopo un primo sollecito si rivolge a una società specializzata in recupero crediti insoluti.

Le società di recupero del credito provvedono a effettuare un primo sollecito telefonico nei confronti del debitore, a cui segue la lettera di messa in mora se i solleciti effettuati in via preliminare non sono andati a buon fine. Arrivati a questo punto, come può un debitore rispondere alla notifica di recupero crediti? Puoi scoprirlo nei prossimi paragrafi.

Rispondere a una notifica di recupero crediti: come fare

Nel corso degli anni sono state fissate numerose regole che le società di recupero crediti devono rispettare per non ledere in alcun modo la dignità, la privacy del soggetto debitore in alcuna forma.

Ad esempio, le telefonate non possono essere registrate senza autorizzazione e il linguaggio utilizzato durante le chiamate non deve essere in alcun modo intimidatorio. Per proteggersi dalle pratiche illegali è possibile utilizzare numerosi strumenti legali, a partire dalla collaborazione con uno studio legale.

Ma come è possibile rispondere a una società di recupero crediti? Ci sono diversi metodi da poter utilizzare. Innanzitutto, il debitore è tenuto ad inviare quanto prima una raccomandata AR in cui comunica alla società di recupero crediti una propria risposta all’ingiunzione di pagamento.

Rispondere telefonicamente a uno specialista recupero crediti

In questo caso, il debitore si trova ad affrontare la prima fase di riscossione del credito e ha il diritto di:

  • Chiedere le generalità di chi sta chiamando;
  • Chiedere gli estremi delle fatture scadute e non saldate, comprensivi di importi;
  • Prendere tempo per valutare l’effettivo debito non saldato, sulla base dei pagamenti effettuati nel corso del tempo.

Per l’apertura di un dialogo sereno, è consigliato utilizzare un metodo di risposta accogliente, con frasi come: “Capisco la sua richiesta di pagamento” – “Verifico i dati che mi ha comunicato, può chiamare entro…”.

Lettera con raccomandata A/R

Quando il debitore ha verificato l’effettiva presenza di un debito, può inviare una lettera con raccomandata A/R, valida legalmente, in cui afferma la sua volontà di voler pagare il debito e in cui apre una possibile strada da percorrere che possa andare sia in suo favore, sia a favore del creditore.

All’interno della raccomandata è consigliato chiedere nuovamente i termini di pagamento e le modalità, eventualmente richiedendo se è possibile effettuare un pagamento rateale.

Se il debitore non possiede il denaro per saldare il credito insoluto, può effettuare una promessa scritta, allegando il primo pagamento effettuato in base alla disponibilità economica del momento.

Il consiglio degli esperti è di dialogare sempre con un soggetto intermediario, in presenza di un creditore non disposto al dialogo, utilizzando metodi di conversazione considerati atti legali e che possono essere utilizzati come “documentazione di prova” da presentare in un eventuale tribunale.

Ricordiamo, inoltre, che le società specializzate in recupero crediti con un carattere professionale si dimostrano sempre aperte al dialogo e con la volontà di tutelare il rapporto tra il creditore e il soggetto debitore.




6G, al via i test per entrare nella “tera” economy

Nonostante la connessione 5G non sia ancora diffusa su tutto il pianeta, sono già iniziati i test per il 6G, lo standard delle connessioni mobile del futuro. Il 6G promette di fornire velocità maggiore e di facilitare la continuità tra mondo fisico e digitale per lo svolgimento di molte nostre attività, anche nel metaverso. L’Intelligenza artificiale poi avrà un ruolo nella raccolta ed elaborazione dei dati. Oggi, il 5G può arrivare al massimo a 2 giga al secondo. Per la connessione di sesta generazione si parla di 1000 giga al secondo, 1 terabyte. Per questo, l’avvento del 6G è anche definito passaggio dalla “giga” alla “tera” economy. Le discussioni sulla standardizzazione della rete 6G dovrebbero iniziare intorno al 2025, la commercializzazione della tecnologia è prevista per il 2029. Rispetto alle reti 5G, il protocollo non fornirà solo velocità di trasferimento dati migliori ma anche una latenza inferiore e una maggiore affidabilità. I test sul 6G sono stati già avviati da diverse realtà. Nei giorni scorsi Lg in collaborazione con il Fraunhofer Heinrich Hertz Institute e il Fraunhofer Institute for Applied Solid State Physics ha raggiunto un traguardo: ha dimostrato la possibilità di trasmettere dati nella banda compresa tra i 155 e 175 GHz fino ad una distanza di 320 metri all’aperto, battendo il suo precedente record di 100 metri. Si tratta di un passo importante verso test del 6G in ambienti reali, visto che l’obiettivo dichiarato dello standard è poter sfruttare celle in grado di coprire, ognuna, un raggio di 250 metri per offrire velocità di connessione in teoria di 1000 giga al secondo, 1 terabyte. Concetti che permettono di pensare all’avvento di applicazioni e servizi per i quali i tempi di risposta saranno azzerati. Se oggi, quando ci si muove in ambienti di realtà virtuale vi è ancora un minimo intervallo tra l’invio di un comando e la risposta, con il 6G tutto promette di diventare più naturale, con una maggiore integrazione tra fisico e digitale. Durante la World 5G Convention che si è tenuta ad agosto ad Harbin, in Cina, Zhang Yongtao, vicedirettore generale dell’Ericsson China Technology Department ha parlato proprio di progetti a cui il 6G potrà dar seguito, come gli ologrammi. La comunicazione olografica, su cui Ericsson sta già lavorando, utilizza sensori LiDAR, come quelli degli iPhone di nuova generazione, per mappare le persone in 3D e proiettarle in ambienti virtuali a cui accedere con visori e occhialini. Un’idea che verrà presto concretizzata dal metaverso di Meta-Facebook ma che vedrà, per Yongtao, pieno sviluppo solo con la rete 6G, capace di avvicinare le due dimensioni. Inoltre secondo Matti Latva-aho, direttore del 6G Flagship dell’Università di Oulu, l’AI giocherà un ruolo fondamentale poichè dovrà evitare la congestione della rete smistando in modo efficiente l’enorme quantità di dati prevista tra 10 anni. Anche Nokia, con i suoi Bell Labs, ha più volte puntato l’interesse sulle applicazioni commerciali del 6G, in modo particolare per la salute e la medicina. L’ubiquitous computing, la presenza di dispositivi connessi perfettamente integrati con la quotidianità, darà all’uomo modo di recepire informazioni in qualsiasi istante, tramite interfacce digitali a cui sarà facile accedere. L’Italia non è estranea alle sperimentazioni sul 6G. Tim, il Politecnico di Torino, l’Università di Pisa e altri atenei stanno testando il nuovo standard, agganciandosi al programma europeo Hexa-X che fa parte di Horizon 2020. La tera economy è dietro l’angolo e prima che ce ne possiamo accorgere le nostre connessioni saranno ancora più veloci e prestanti.

F.P.L.




Automobili: gli italiani preferiscono l’ibrido, ma 2 su 3 non ne sanno abbastanza

Un italiano su 2 sceglierà auto ibride, ma il 77% ritiene di non conoscerle in maniera approfondita. Uno studio recente* ha analizzato il livello di conoscenza delle auto elettriche in Italia e, stando ai dati raccolti, solo il 23% degli italiani sa quali sono le differenze fra i tre tipi di motorizzazione ibrida.

Proprio per facilitare una scelta consapevole, automobile.it ha realizzato una guida che fornisce tutti i dettagli sul funzionamento e sulle tre tipologie di auto ibride, che negli ultimi anni si sono diffuse ritagliandosi un’importante fetta di mercato.

La guida creata da automobile.it non si limita solamente a spiegare cos’è un’auto ibrida e quali sono le caratteristiche delle tre tipologie di vetture hybrid in commercio, si focalizza anche su temi decisivi come i consumi, le modalità di ricarica e gli incentivi.

Il 47% degli italiani dichiara dunque che passerà all’hybrid (plug in o senza ricarica) con la prossima auto e il 14% a una vettura completamente elettrica. Per chi ha già scelto le ibride, o per chi vorrebbe informarsi meglio, anche il canale YouTube di automobile.it rappresenta una risorsa valida, con video e playlist dedicate.

I dati raccolti parlano chiaro: solo il 24% degli italiani intervistati sceglierà un veicolo diesel (12%) o a benzina (12%), mentre il 12% pensa di optare per una soluzione con impianto GPL. Quasi nessuno, invece, considererà auto a metano o idrogeno, citate solamente dal 2% del campione.

Anche gli incentivi statali non sono molto conosciuti. Secondo i dati raccolti dall’Osservatorio Findomestic, il 38% degli italiani non sa che esistono agevolazioni per chi acquista un’auto ibrida, mentre la metà di coloro che ne sono al corrente dichiara di non sapere in cosa consistono: un ulteriore motivo per informarsi con cura.

* Osservatorio Findomestic in collaborazione con Eumetra




“Tutti a Scuola”, a Grugliasco l’inaugurazione del nuovo anno scolastico con il Presidente Mattarella e il Ministro Bianchi

Venerdì 16 settembre, a partire dalle 16.30 con la partecipazione in qualità di ospiti artisti del mondo della musica, dello spettacolo, della cultura e dello sport
 
Sarà Grugliasco, in provincia di Torino, a ospitare ‘Tutti a Scuola’, la cerimonia di inaugurazione del nuovo anno scolastico 2022/2023. L’Istituto di Istruzione Superiore “Curie-Vittorini” venerdì 16 settembre, a partire dalle 16.30, accoglierà il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, e alcune delegazioni di studentesse e studenti, in rappresentanza degli Istituti di tutta Italia. L’iniziativa, giunta alla XXII edizione, sarà una grande festa per la ripartenza dell’anno scolastico che metterà al centro le esperienze delle scuole e sarà trasmessa in diretta su Rai Uno.  
 
Accoglienza e inclusione saranno i temi al centro della cerimonia, condotta da Roberta Rei e Flavio Insinna.   
 
Fra gli ospiti, selezionati attraverso un avviso pubblico a cui hanno partecipato scuole di tutta Italia, ci saranno, ad esempio, le bambine e i bambini dell’Istituto “Ferrajolo-Siani” di Acerra (NA), con la loro sfilata di moda e il progetto fatto di abiti ricavati dalle mascherine anti-Covid, un modo per simboleggiare la ripartenza dopo l’emergenza. Sarà presente sul palco anche la scuola “C. Aurispa” di Noto (SR), con la coreografia “Il mondo che vorrei”, dedicata alla sostenibilità ambientale. Le ragazze e i ragazzi dell’Istituto comprensivo “Rapallo-Zoagli” di Rapallo (GE) presenteranno una bicicletta libreria “pop up”, pensata per diffondere la lettura, con la possibilità di prendere gratuitamente libri, donarli e ascoltare audiolibri realizzati dagli stessi studenti. “Battiti di donna” è invece il lavoro che presenteranno gli studenti dell’Istituto “Ciampoli-Spaventa” di Atessa (CH), un progetto sul contrasto alla violenza contro le donne che ripercorre la storia della figura femminile, dai tempi di Dante ad oggi. “I nostri cento passi” è il brano dedicato a Peppino Impastato degli studenti dell’Istituto Comprensivo “Garibaldi” di Realmonte (AG). Da Alicudi (ME) Teresa Maria Perre, insegnante in pensione, e Mirella Fanti, dirigente scolastica, racconteranno la storia della scuola più piccola d’Europa. Da Piacenza arriva il mouse speciale realizzato da un docente per il suo alunno con disabilità. E ancora, ci sarà la testimonianza di Riky, Riccardo Massimini, uno studente con disabilità la cui storia sarà raccontata anche dall’insegnante Davide Toffoli che lo ha aiutato nella carriera scolastica. Seguirà il racconto delle studentesse e degli studenti di Torino, piloti per due settimane in volo con l’Aeronautica Militare. In scaletta anche il lancio del cartoon firmato Rai Ragazzi tratto dalla storia del racconto afghano nel libro “Nel mare ci sono i coccodrilli”, con la presenza, sul palco, del protagonista. Saranno poi raccontate le storie di alcune studentesse e alcuni studenti ucraini accolti nelle scuole piemontesi.  
All’evento, realizzato grazie alla collaborazione tra Ministero dell’Istruzione e RAI, parteciperanno in qualità di ospiti artisti del mondo della musica, dello spettacolo, della cultura e dello sport. Dai gemelli mezzofondisti Ala e Osama Zoghlami, al nuotatore plurimedagliato Alessandro Miressi, fino alla capitana della Nazionale di calcio femminile Sara Gama. Tra gli artisti, la pianista Frida Bollani Magoni e Matteo Bocelli, e l’attrice Luisa Ranieri. Sarà inoltre presente un’orchestra composta dai migliori allievi dei Conservatori d’Italia diretta dal Maestro Leonardo De Amicis.  
 
La cerimonia ‘Tutti a Scuola’ – che prevede anche un saluto del Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi – potrà essere seguita in diretta tv e sui canali social del Ministero dell’Istruzione e della RAI attraverso l’hashtag #TuttiAScuola.  
 
Chiuderà la cerimonia, l’intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
 
  
 
 
 
 
 




Caro energia, in Campania è allarme agricoltura e sicurezza idrogeologica: consorzi di bonifica a rischio blocco di idrovore

“Abbiamo chiesto  un intervento urgente alla Regione Campania, al fine di scongiurare un eventuale distacco delle utenze da parte degli enti gestori del servizio elettrico, con pesanti conseguenze per il comparto agricolo a causa dell’interruzione del servizio irriguo, ma anche per tutta la società civile, perché verrebbero a fermarsi le idrovore, che garantiscono sicurezza idrogeologica ai territori”: a segnalare il pericolo è  il Presidente di ANBI Campania, Vito Busillo, a fronte di una bolletta energetica a carico dei Consorzi di bonifica ed Irrigazione, lievitata  di 20 milioni di euro, rispetto alle attese.

“Quello campano è un ulteriore, preoccupante segnale della situazione di grave difficoltà, che stanno vivendo i conti dei Consorzi di bonifica ed irrigazione, schiacciati tra l’obbligo normativo di chiudere i pareggi in bilancio e la volontà di non gravare ulteriormente sui consorziati, cioè agricoltori e cittadini, già alle prese con i problemi della difficile congiuntura economica” commenta Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI).

L’allarme arriva dopo una stagione irrigua estiva, condizionata da siccità e caldo torrido, che hanno comportato un aumento della domanda d’acqua da parte delle utenze in un contesto di scarsità, evidenziato dai livelli idrometrici dei fiumi Volturno, Garigliano e Sele, spesso sotto le medie stagionali, a causa di una sofferenza idrica, iniziata sin dallo scorso Gennaio. 

“Il sistema irriguo campano ha sostanzialmente tenuto – sottolinea Busillo – nonostante l’eccezionalità delle condizioni ambientali: l’acqua nei campi non è mancata in una regione, dove i 104.570 ettari  bagnati da  impianti consortili superano il 50% della superficie irrigata complessiva.”

“La situazione registrata in Campania testimonia anche un’altra necessità per il Paese di fronte ai cambiamenti climatici: quella di nuove infrastrutture idrauliche a servizio del territorio, perché a favorire la resilienza dell’agricoltura nella regione sono stati, infatti, gli investimenti in moderne tecnologie irrigue:  circa 315 milioni di euro sono stati  spesi negli anni su circa 5.000 chilometri di reti irrigue in pressione – precisa Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI  – Disporre oggi di vasche di compenso per accumulare acqua di notte e distribuirla di giorno, attraverso efficienti reti, su richiesta dell’agricoltore assistito dal consiglio irriguo satellitare, ha consentito di ottimizzare l’utilizzo della risorsa idrica in un contesto oggettivamente difficile. Sul piano nazionale ANBI ha da tempo individuato e proposto 858 interventi primari di efficientamento della rete idraulica, perlopiù già cantierabili; l’investimento previsto è di circa 4 miliardi e 339 milioni di euro, capaci di garantire oltre 21.000 posti di lavoro.”

GRAZIE




Un microchip per restituire la vista: all’ospedale San Giovanni di Roma applicato il primo impianto di protesi sottoretinica

Un microchip di minuscole dimensioni (2 x 2 mm. con spessore di 30 micron) che capta la luce nell’infrarosso e, generando stimoli elettrici, è in grado di restituire una visione utile nei pazienti affetti da degenerazione maculare legata all’età (AMD di tipo atrofico) evoluta allo stadio terminale di atrofia geografica. L’Innovativo impianto è stato effettuato presso l’AO San Giovanni Addolorata di Roma ed è il primo ad avvenire in Italia nell’ambito del progetto internazionale PRIMAvera, lo studio clinico multicentrico nella lotta contro la cecità, in particolare quella causata dalla degenerazione maculare legata all’età (AMD) di tipo atrofico evoluta allo stadio terminale di atrofia geografica (GA), avviato anche negli Stati Uniti, Francia, Germania e Inghilterra.
 
 
L’intervento è stato eseguito dal Dott. Marco Pileri (responsabile della UOSD di chirurgia vitreoretinica) su un paziente affetto da oltre dieci anni da maculopatia senile a carta geografica. Presenti in Sala Operatoria il prof.re Yannich La Mer, responsabile scientifico di tutti i centri internazionali a cui è stata affidata la sperimentazione, Ralf Hornig Ceo della Pixium, Americ Faillat, responsabile ingegnere del progetto, Andrea Bonandrini, Ingegnere referente del progetto italiano oltre al Prof. Mancino e al Prof. Cusumano Direttore scientifico del Progetto a Tor Vergata che in Consorzio con l’AO San Giovanni Addolorata si occupano, nell’ambito del progetto PRIMAvera, della selezione dei pazienti e della loro riabilitazione visiva.
 
 
“Congratulazioni a tutta l’equipe dell’Ospedale San Giovanni che ha eseguito l’intervento che dimostra, ancora una volta, – ha sottolineato l’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato – il Lazio è all’avanguardia nelle nuove frontiere della medicina, la sanità del Lazio è un’eccellenza e un punto di riferimento. Inoltre, coniugare la competenza professionale dei nostri medici e operatori sanitari con la possibilità di innovazione tecnica e strumentale nei nostri ospedali, grazie agli importanti investimenti che abbiamo avviato attraverso il PNRR, ci consente di portare avanti interventi che fino a qualche tempo fa erano impensabili ma che oggi sono una realtà”.
 
 
“La nostra Azienda ospedaliera – ha dichiarato il Direttore Generale Tiziana Frittelli – ha scelto di investire in innovazione e ricerca per migliorare i servizi e aumentare gli esiti in termini di efficacia. I nostri professionisti inoltre hanno l’opportunità, grazie agli importanti investimenti che la Regione Lazio ha scelto di fare, di utilizzare le migliori attrezzature. Ad esempio proprio per le due struttura di Oculistica, oltre alla Uosd di chirurgia vitreoretinica abbiamo l’Unità Complessa di Oculistica e Banca degli Occhi diretta dal Prof. Augusto Pocobelli, abbiamo da poco acquistato due nuovi microscopi operatori di cui uno dedicato agli interventi di cataratta e del segmento anteriore oculare e l’altro di elevata tecnologia, dotato di OCT (Tomografo a Coerenza Ottica) per la chirurgia della retina e della cornea, alla sostituzione della seconda lampada scialitica e all’acquisizione di un nuovo microcheratomo per la preparazione dei tessuti corneali”.
 
 
“I pazienti con AMD atrofica terminale, nei quali si è avuta una progressiva scomparsa dei fotorecettori (coni e bastoncelli) che li ha portati alla completa perdita della visione centrale, si sono sempre sentiti dire – ha spiegato il Dott. Pileri – che per loro non c’era alcuna possibilità di recupero anche minimo della visione centrale, mentre oggi appare possibile ripristinare una visione utile (sebbene limitata al riconoscimento di numeri e lettere) con l’impianto di un microchip sottoretinico. Lo studio si prefigge infatti di restituire una visione utile nei pazienti che hanno perso completamente la visione centrale (assenza di percezione luce) a causa della AMD di tipo atrofico evoluta allo stadio terminale di GA. Il ripristino della visione ottenuto grazie all’impianto della protesi sottoretinica consente di produrre una stimolazione visiva e, attraverso le vie ottiche, la ricezione dello stimolo visivo da parte della corteccia cerebrale, permettendo infine il riconoscimento di numeri e lettere e di ricostruire parole complesse”.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Teresa Bonacci
COMUNICAZIONE E RELAZIONI ISTITUZIONALI
 
Azienda Ospedaliera Complesso Ospedaliero
 
San Giovanni Addolorata
Via dell’Amba Aradam, 9
00184 ROMA
Tel. 06-77053332
fax 06-77053242
 
 
 
 
 
 




TMNT The Cowabunga Collection, un tuffo nei ricordi

Teenage Mutant Ninja Turtles: The Cowabunga Collection, come si può evincere dal nome, è una raccolta dei videogame del passato che raccoglie i titoli più famosi dedicati alle tartarughe ninja. Per l’esattezza nel gioco sono presenti: Teenage Mutant Ninja Turtles (Arcade), Teenage Mutant Ninja Turtles: Turtles in Time (Arcade), Teenage Mutant Ninja Turtles (NES), Teenage Mutant Ninja Turtles II: The Arcade Game (NES), Teenage Mutant Ninja Turtles III: The Manhattan Project (NES), Teenage Mutant Ninja Turtles: Tournament Fighters (NES), Teenage Mutant Ninja Turtles IV: Turtles In Time (SNES), Teenage Mutant Ninja Turtles: Tournament Fighters (SNES), Teenage Mutant Ninja Turtles: The Hyperstone Heist (Sega Mega Drive), Teenage Mutant Ninja Turtles: Tournament Fighters (Sega Mega Drive), Teenage Mutant Ninja Turtles: Fall of The Foot Clan (Game Boy), Teenage Mutant Ninja Turtles II: Back From The Sewers (Game Boy) e infine Teenage Mutant Ninja Turtles III: Radical Rescue (Game Boy). Peraltro, alcuni di questi capitoli sono pressoché sconosciuti al pubblico, come ad esempio The Hyperstone Heist che riceve solo ora dopo 30 anni il suo primo porting. Una mole impressionante di giochi: ma come sono invecchiati, e come sono stati trasportati sulle nostre console moderne? Andiamo a scoprirlo insieme. Ovviamente è necessario fare una premessa: la qualità intrinseca dei giochi in questione è davvero grandiosa, ma ad apprezzarla pienamente saranno sicuramente di più chi in quegli anni ha avuto la fortuna di giocarli. Si tratta di una selezione di titoli davvero impressionante, e ci sono indubbiamente dei classici beat ‘em up intramontabili come Turtles In Time e quelli della sala giochi, entrambi con sprite 2D fantastici, colonne sonore meravigliosamente retrò e un gameplay che non smetterà mai di divertire. Non mancano nemmeno i picchiaduro, con le versioni piuttosto differenti SNES e Mega Drive dell’egregio Tournament Fighters. Altresì vero che la completezza invoca capitoli più controversi, come il sadico primo capitolo per NES, nonché episodi che forse appaiono più sempliciotti al giorno d’oggi, come i labirintici e platform a scorrimento laterale usciti sul primo mitico Game Boy.

La volontà di Konami di proporci pressoché ogni gioco retrò delle tartarughe ninja è davvero ammirevole, ma naturalmente non tutti i giochi sono invecchiati allo stesso modo. Ciò di cui è impossibile lamentarsi è la qualità stessa dei titoli, che non presentano nessuna smagliatura. Emulazione impeccabile per quel che riguarda grafica e performance, con persino il classico “filtro TV catodico” attivabile per dare un feeling ancor più simile al look di un tempo, controlli precisi e reattivi, e naturalmente crediti illimitati per i titoli da sala giochi. Non mancano nemmeno alcune chicche ereditate da alcuni dei migliori port di titoli 8 e 16-bit degli ultimi anni, come la possibilità di salvare e caricare un “savestate” in qualunque istante, o la fantastica feature di guardare un playthrough ufficiale degli sviluppatori del titolo, potendo entrare a partita in corso in qualunque momento. Questo permette di guardare la soluzione di ogni singolo scenario, nonché di passare rapidamente a qualunque punto dei giochi “a partita in corso”, dunque non per forza dall’inizio di un livello e con zero punti. Ci sono però due funzioni che rendono questa raccolta una delle migliori del suo genere. Il primo dei quali, purtroppo, non possiamo valutarlo appieno: si tratta del multiplayer. Se i classici per Game Boy sono unicamente single player, quasi ogni gioco arcade, picchiaduro o beat ‘em up presenta, come a suo tempo, il gioco cooperativo o competitivo fino a 2 o 4 giocatori contemporaneamente. Nulla di meglio di quattro amici sul divano che si buttano nelle fantastiche battaglie attraverso le epoche di Turtles In Time. E per quanto al momento della nostra recensione pre-lancio i server online fossero inaccessibili, confermo che ogni titolo che presenta l’opzione multiplayer online può essere giocato anche online. Una feature davvero non di poco conto, considerando che nessuno di questi giochi presentava opzioni online al tempo. L’altra feature davvero impressionante del titolo è la quantità di materiale “storico”, consultabile in qualunque momento dal menu e completamente sbloccato nella sua interezza dall’inizio. Ogni copertina dei vari giochi, ogni manuale riprodotto fedelmente, una marea di foto promozionali, scansioni di riviste di videogiochi d’epoca, pubblicità… c’è persino un player per poter liberamente ascoltare ogni musica di ciascun gioco, nonché copertine dei fumetti delle tartarughe ninja e persino scatti dalla longeva serie animata. Molto del materiale incluso non è mai stato reso pubblico prima d’ora, tra cui artwork originali legati allo sviluppo dei titoli in questione. Non è solo una lettera d’amore per i numerosi giochi dell’epoca riproposti qui, ma anche per le tantissime avventure anche in altri ambiti delle tartarughe più amate di sempre. Il prezzo di lancio (34,99 Euro per la versione digitale e 39,99 per quella fisica) è sicuramente più alto della media per quel che riguarda raccolte di questo tipo, ma la troviamo una cifra onesta per quelli che sono 13 titoli in tutto, seppur alcuni siano solamente versioni differenti dello stesso gioco. Aggiungiamo poi la presenza completa del multiplayer locale e online, la qualità impeccabile dei port nonché la vera e propria enciclopedia in-game dell’universo delle tartarughe ninja, e Teenage Mutant Ninja Turtles: The Cowabunga Collection diventa indubbiamente un cimelio immancabile nella collezione di chi è cresciuto con questi giochi, ma anche un reperto storico ricco e completo per chi invece voglia scoprire un vasto mondo di beat ‘em up, picchiaduro e platform bidimensionali che ancora non conosceva. Sia che giochiate su Pc, Su Xbox, Su PlayStation o su Switch,la TMNT The Cowabunga Collection è un titolo che non potete lasciarvi scappare. Grsazie ad essa sarà possibile ritornare bambini o far vedere ai propri figli come ci si divertiva alla loro età. In parole povere è un’operazione nostalgia che funziona al cento per cento.

GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica. 8

Sonoro: 8,5

Gameplay: 8,5

Longevità: 9

VOTO FINALE: 8,5

Francesco Pellegrino Lise




Caro bolletta, rischio chiusure per migliaia di attività. Servono provvedimenti urgenti per evitare il disastro economico!

Imprenditore di Grottaferrata: “A fine mese sarò costretto a mettere tutti i dipendenti in cassa integrazione e chiudere l’attività”

Schiacciati dai rincari delle bollette più che raddoppiate e dall’aumento dei prezzi e quindi dei costi, molte attività commerciali ed esercizi pubblici ormai faticano ad andare avanti. Una situazione ormai diffusa in tanti settori come negozi, alimentari, bar, ristoranti e hotel. E ora il rischio causato dal “caro-bolletta” è quello di assistere alla chiusura di migliaia di attività, un vero e proprio colpo di grazia per tantissime imprese che tentavano di riprendersi dopo le chiusure forzate del periodo pandemico.

“A fine mese sarò costretto a mettere tutti i dipendenti in cassa integrazione e chiudere l’attività” dice un imprenditore di Grottaferrata che si è visto recapitare una bolletta per l’energia elettrica riferita al bimestre luglio e agosto di quasi 50mila euro, rispetto i 15mila dello scorso anno e nonostante abbia investito a proprie spese in un impianto fotovoltaico che produce circa 80 Kwh. Una bolletta dove pesano quasi 10mila euro di IVA l’imposta sul valore aggiunto che incassa lo Stato. “Tutti questi rincari energetici – prosegue l’imprenditore – stanno portando una valanga di soldi nelle casse dello Stato che avrebbe potuto almeno rinunciare all’IVA con un provvedimento immediato in modo da alleggerire le bollette. Evidentemente non c’è la volontà di farlo. La pecora si tosa non si spella e ora quanto costerà allo Stato pagare la cassa integrazione per tutti i lavoratori che a causa di questi rincari perderanno il posto di lavoro?”

Secondo l’indagine di Confcommercio Milano tra ristoratori e alberghi, tra i settori che soffrono di più, il 15% vede il rischio di chiusura, il 10% di sospensione temporanea dell’attività. La maggioranza (il 66%) indica una soluzione per ridurre il caro energia nel minore uso di illuminazione e aria condizionata/riscaldamento. E, allo stesso tempo, chiede provvedimenti più ampi e incisivi per ridurre il carico fiscale sulle bollette.

“Bisogna evitare ulteriori chiusure, dopo la perdita in questi ultimi anni già di 10-15 mila aziende per gli effetti della pandemia. Una situazione che oggi ci fa vedere anche diverse vetrine chiuse nel centro storico. Ora i rincari energetici mettono a rischio altre aziende, 8-10 mila nell’anno”, dice il direttore di Confcommercio Roma, Romolo Guasco. Attualmente chiusure per il caro bollette nella capitale “non se ne registrano, ma il rischio c’è nei prossimi mesi”. E da Firenze a Napoli lo scenario è lo stesso.




Rapporto OCSE sull’occupazione, prospettive altamente incerte sulla scia della guerra della Russia contro l’Ucraina

I mercati del lavoro dell’OCSE si sono ripresi con forza dalla pandemia COVID-19, ma le prospettive occupazionali globali sono ora molto incerte, secondo un nuovo rapporto dell’OCSE appena pubblicato a Parigi..

La guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina ha causato un calo della crescita globale e un aumento dell’inflazione, con impatti negativi sugli investimenti delle imprese e sui consumi privati.

Secondo le ‘Prospettive occupazionali dell’OCSE per il 2022’, mentre i mercati del lavoro rimangono rigidi nella maggior parte dei Paesi OCSE, la minore crescita globale comporta un probabile rallentamento della crescita dell’occupazione, mentre i forti aumenti dei prezzi dell’energia e delle materie prime stanno generando una crisi del costo della vita. Dal punto più basso della pandemia, nell’aprile 2020, i Paesi OCSE hanno creato circa 66 milioni di posti di lavoro, 9 milioni in più di quelli distrutti in pochi mesi all’inizio del contagio.

Il tasso di disoccupazione dell’OCSE si è stabilizzato al 4,9% nel luglio 2022, 0,4 punti al di sotto del livello pre-pandemia registrato nel febbraio 2020 e al livello più basso dall’inizio della serie nel 2001.

Il numero di lavoratori disoccupati nell’OCSE ha continuato a diminuire a luglio e ha raggiunto i 33 milioni, 2,4 milioni in meno rispetto a prima della pandemia. Tuttavia, se si considerano i singoli Paesi, il tasso di disoccupazione a luglio è rimasto più alto rispetto a prima della pandemia in un quinto dei Paesi OCSE. In diversi Paesi, inoltre, i tassi di partecipazione alla forza lavoro e di occupazione sono ancora inferiori ai livelli pre-crisi. Inoltre, l’occupazione sta crescendo più fortemente nei settori dei servizi ad alta retribuzione, mentre rimane al di sotto dei livelli pre-pandemia in molti settori a bassa retribuzione e ad alta intensità di contatto. “L’aumento dei prezzi dei generi alimentari e dell’energia sta avendo un forte impatto, in particolare sulle famiglie a basso reddito”, ha dichiarato il Segretario Generale dell’OCSE Mathias Cormann. “Nonostante la diffusa carenza di manodopera, la crescita dei salari reali non sta tenendo il passo con gli attuali alti tassi di inflazione. In questo contesto, i governi dovrebbero prendere in considerazione misure di sostegno temporanee e ben mirate. Ciò contribuirebbe ad attutire l’impatto sulle famiglie e sulle imprese più bisognose, limitando al contempo l’impatto sull’inflazione e il costo fiscale di tale sostegno politico”.   Le condizioni rigide del mercato del lavoro fanno sì che le aziende in tutta l’OCSE si trovino ad affrontare una carenza di manodopera senza precedenti. Nell’Unione Europea, quasi tre imprese manifatturiere e di servizi su dieci hanno segnalato limitazioni della produzione nel secondo trimestre del 2022 a causa della mancanza di manodopera.

I salari nominali non tengono il passo con il rapido aumento dell’inflazione. Il valore reale dei salari dovrebbe diminuire nel corso del 2022, poiché si prevede che l’inflazione rimanga elevata e generalmente ben al di sopra del livello previsto al momento della stipula dei contratti collettivi per il 2022. La crisi del costo della vita colpisce in modo sproporzionato le famiglie a basso reddito. Esse devono destinare una quota significativamente maggiore del loro reddito all’energia e ai generi alimentari rispetto ad altri gruppi e sono state anche il segmento di popolazione che è rimasto indietro nella ripresa dei posti di lavoro dopo la pandemia COVID-19. In queste circostanze, secondo il rapporto, è essenziale sostenere i salari reali dei lavoratori a bassa retribuzione. I governi dovrebbero valutare come adeguare i salari minimi legali per mantenere l’effettivo potere d’acquisto dei lavoratori a bassa retribuzione. Anche i trasferimenti sociali mirati, controllati e temporanei alle persone più colpite dagli aumenti dei prezzi dell’energia e dei generi alimentari contribuirebbero a sostenere il tenore di vita delle persone più vulnerabili. Nelle attuali circostanze, sarà fondamentale anche una discussione attiva tra governi, lavoratori e imprese sui salari. Nessuno di loro può assorbire da solo l’intero costo associato all’aumento dei prezzi dell’energia e delle materie prime. Occorre quindi dare nuovo impulso alla contrattazione collettiva e riequilibrare il potere contrattuale tra datori di lavoro e lavoratori, consentendo a questi ultimi di contrattare il proprio salario in condizioni di parità. I Paesi dovrebbero intensificare gli sforzi per riconnettere le persone poco qualificate e altri gruppi vulnerabili ai posti di lavoro disponibili. Circa due terzi dei Paesi OCSE hanno aumentato il bilancio destinato ai servizi pubblici per l’impiego dall’inizio della crisi COVID 19 . Tuttavia, maggiori finanziamenti non sono sufficienti: i servizi per l’impiego e la formazione devono essere integrati, completi ed efficaci nel raggiungere i datori di lavoro e le persone in cerca di lavoro. Migliorare la qualità dei posti di lavoro in prima linea dovrebbe essere una priorità urgente per i governi. Più della metà dei Paesi OCSE ha istituito premi una tantum per compensare i lavoratori del settore dell’assistenza a lungo termine per il lavoro extra durante la pandemia. Tuttavia, meno del 30% dei Paesi ha aumentato la retribuzione su base continuativa.

 

La situazione italiana

In Italia, l’impatto della crisi del COVID-19 sul mercato del lavoro è stato attenuato dall’uso massiccio della Cassa Integrazione. Nonostante l’enorme calo delle ore lavorate, il tasso di disoccupazione massimo del secondo trimestre 2020 era solo 0.5 punti percentuali al di sopra del 9.7% del dicembre 2019. Il mercato del lavoro ha continuato a migliorare nei primi mesi del 2022 portando il tasso di disoccupazione al 7.9%% a luglio – ancora ben al di sopra della media OCSE del 4.9%. A giugno 2022, il tasso d’occupazione era al 60.1% – 1.1 punti percentuali al di sotto del livello del dicembre 2019. L’aumento del tasso di occupazione è stato maggiore per gli uomini (cresciuto di 1.2 punti percentuali fino al 69.1%) che per le donne (+0.9 punti percentuali per arrivare a 51%).

L’incidenza di posti di lavoro vacanti ha raggiunto livelli record nella seconda metà del 2021, per stabilizzarsi intorno a 1.9 nel primo trimestre 2022. L’aumento del tasso è stato particolarmente forte nei servizi di alloggio e di ristorazione, dove ha raggiunto il 3% all’inizio del 2022.

Nonostante l’aumento della tensione nel mercato del lavoro, la crescita salariale nominale rimane debole in Italia. Nel secondo trimestre 2022, la crescita annua dei salari orari negoziati è rimasta intorno all’1%, mentre l’inflazione ha raggiunto il 6.9% (contro una media OCSE del 9.7%).

Secondo le proiezioni dell’OCSE, i salari reali scenderanno del 3% in Italia nel corso del 2022, contro una media OCSE del 2.3%.

I  giovani sono stati particolarmente colpiti dall’impatto iniziale della crisi. Nel primo trimestre 2022, I giovani avevano in parte recuperato lo svantaggio, ma erano ancora in ritardo rispetto ai lavoratori più anziani. Il tasso di occupazione per la fascia di età dai 15 ai 24 anni era al di sotto del livello pre-crisi nella maggior parte dei paesi, ed in media era tornato a livelli di inizio 2019 nell’area OCSE. Per le fasce di età 25-54 e 55-64, invece, il tasso di occupazione nello stesso periodo era cresciuto rispettivamente di 1 e 3 punti percentuali in media nell’area OCSE. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza prevede un nuovo programma di politiche attive per il mercato del lavoro – Garanzia di Occupabilità dei lavoratori (GOL) – per fornire supporto personalizzato in termini di orientamento, aggiornamento e riqualificazione. Il programma offre anche fondi per la sperimentazioni di programmi su scala ridotta per valutarne l’efficacia e l’applicazione su ampia scala.

Il programma è diretto principalmente a gruppi particolarmente svantaggiati nel mercato del lavoro – inclusi i giovani – ed è aperto sia ai disoccupati che ai lavoratori a basso reddito – dipendenti o autonomi.

 




L’anno scolastico inizia anche per RAI Yoyo: torna la serie “Mini Cuccioli a scuola”

Dal 12 settembre alle 7 e alle 21.30 i nuovi episodi della trasmissione prediletta dai bimbi

 

Da lunedì 12 settembre arrivano su Rai Yoyo i nuovi episodi di “Mini Cuccioli a scuola”. Appuntamento dal lunedì al venerdì, alle 7 con tre puntate in prima visione, per iniziare la giornata con il sorriso, e alle 21.30 con sei puntate, prima della buona notte. Il sabato e la domenica i Mini Cuccioli andranno in onda alle 15 e alle 21.40. Tutti gli episodi saranno disponibili anche su RaiPlay. “Mini Cuccioli a scuola” è la più recente serie dedicata ai deliziosi piccoli animaletti, coprodotta da Gruppo Alcuni e Rai Kids, per la regia di Sergio Manfio.

 

I Mini Cuccioli stanno crescendo, e con loro i tanti bimbi che si sono appassionati alle loro coinvolgenti avventure nel parco giochi e nei boschi limitrofi: adesso è ora di iniziare la scuola dell’infanzia, cosa che per i piccoli amici avverrà tra i banchi di una scuola davvero molto speciale. Per prima cosa i Mini Cuccioli incontreranno tanti nuovi compagni di classe e insegnanti assai simpatici, che sapranno essere fonte di ispirazione per infondere nei piccoli la voglia di scoprire e di imparare. In questa scuola, infatti, si impara “facendo” e confrontandosi con realtà diverse le une dalle altre.

 

Nelle nuove puntate, tra le altre cose, i piccoli protagonisti usciranno dalla scuola per andare in gita con la irruenta e multicolore classe, sempre guidata dai maestri. Si parte da Roma, Firenze, Venezia e Napoli, città d’arte nell’immaginario di tutti, che il giovane pubblico di Rai Yoyo – così come i bambini che vedranno la serie in tanti paesi del mondo – inizierà a conoscere.

 

Oltre alla scoperta delle città, le gite dei Minicuccioli proseguono in altri luoghi istruttivi, ma sempre divertenti.

Una visita scolastica molto interessante sarà quella a un Centro di raccolta dei rifiuti, per capire dove finiscono e come si trasforma ciò che viene gettato. I Mini Cuccioli e i loro compagni si divertiranno inoltre a scoprire come funziona uno studio di registrazione, con tanto di cinepresa e truccatrice; entreranno in un teatro per scoprire tutti i segreti e gli effetti special che stanno dietro a uno spettacolo; saliranno su una mongolfiera per osservare le nuvole; saranno coinvolti una avventurosa caccia al tesoro notturna e andranno a visitare un museo di arte moderna, scoprendo quadri bellissimi in cui si “tufferanno” letteralmente… e la serie si concluderà con una lezione in mezzo alla natura, in alta montagna, che porterà i protagonisti a conoscere un nuovo amico, il cervo Gunther.

 

Con questa nuova stagione, che si è avvalsa della consulenza pedagogica di Anna Antoniazzi (Università, di Genova) e Cosimo Di Bari (Università di Firenze), arrivano a 208 le puntate coprodotte da Gruppo Alcuni e Rai Kids e distribuite in numerosi paesi del mondo.




Dopo la carne sintetica e il pesce in provetta, arriva anche il latte senza mucche: fermo no di Coldiretti Lazio: “Minaccia per made in Italy”

 
Dopo la carne sintetica arriva anche il latte senza mucche e il pesce in provetta. Una deriva preoccupante che mette in allarme Coldiretti Lazio, da sempre in prima linea contro quello che è un vero e proprio attacco al Made in Italy da parte delle multinazionali del cibo.
 
Coldiretti si è da subito schierata contro questi prodotti e ha promesso dura battaglia. E ora potrebbe arrivare presto sugli scaffali dei supermercati una nuova minaccia per la filiera del latte vero, ovvero quello sintetico, realizzato attraverso la tecnica della fermentazione di precisione.
 
“Non possiamo accettare – spiega il presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri – che in un periodo drammatico dal punto di vista economico, come quello che stiamo vivendo, vengano messe a rischio le nostre stalle. La situazione è critica per le aziende zootecniche che a fatica stanno cercando di rialzarsi prima dalla crisi determinata dalla pandemia, poi dalle speculazioni sul latte e successivamente dalle ripercussioni del conflitto in Ucraina, fino ad arrivare alla siccità che ha portato ad un calo della produzione dei foraggi e del latte del 30% e ora devono fronteggiare anche il caro energia. Tutto questo è inaccettabile ”. Un settore, quello della zootecnia, che nel Lazio offre lavoro ad oltre 20 mila persone. 
 
Il latte in provetta nasce copiando il gene responsabile della produzione delle proteine del latte nelle mucche e inserito nel lievito. Questo viene messo in dei fermentatori per produrre delle proteine del latte a cui verranno aggiunte in laboratorio vitamine, minerali, grassi e zuccheri non animali.
 
“Non accetteremo mai che venga chiamata “carne” – conclude Granieri – un insieme di ingredienti vegetali o peggio ancora dei prodotti sviluppati in laboratorio con materiale sintetico, nei quali della carne non c’è assolutamente nulla e neanche delle proteine vegetali. E la stessa cosa vale per il pesce in provetta e per il latte sintetico.  Questo futuro che si preannuncia in provetta, mette a rischio la nostra biodiversità, che rappresenta anche la nostra istintività e allo stesso tempo rappresenta una minaccia per la sopravvivenza stessa dell’agricoltura”.
In passato la Corte di Giustizia Ue si è pronunciata chiaramente contro l’utilizzo del termine “latte” per le bevande vegetali (ad esempio il latte di soia), ma le sempre più aggressive politiche di marketing adottate dalle multinazionali e l’attività di lobby all’interno delle istituzioni rischiano di sfondare e aprire la strada a filiere “dal laboratorio alla tavola” dove a rimetterci in salute e reddito saranno i cittadini, a tutto vantaggio dei miliardari “filantropi” che sempre più numerosi foraggiano il cibo artificiale.
 
Un tema, quello dei cibi sintetici, che verrà affrontato da Coldiretti Lazio anche nell’ambito del Villaggio Coldiretti, allestito ai Pratoni del Vivaro a Rocca di Papa, in occasione del FEI World Championships 2022, i campionati mondiali di completo e attacchi, dal 15 al 18 e dal 22 al 25 settembre.