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Esteri

Egitto: strage in una moschea

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Strage in Egitto in una moschea nel nord del Sinai. L’attacco è stato condotto piazzando una bomba all’interno del luogo di culto e sparando sui fedeli che fuggivano dopo l’esplosione.

L’ultimo bilancio è di 235 morti e 109 feriti fino ad ora.

Gli attentatori sarebbero giunti sul posto su fuoristrada 4×4.

La presidenza della Repubblica ha annunciato un lutto nazionale di tre giorni per le vittime.

Ferma condanna dell’attentato arriva in un tweet da Emmanuel Macron: “Tutte le mie condoglianze per le vittime del terribile attentato contro la moschea Bir El-Abid in Sinai”, scrive il presidente francese. Paolo Gentiloni sempre via twitter: “orrore per la strage terroristica nella moschea del Sinai. I nostri pensieri vanno alle vittime, la nostra solidarietà alle famiglie colpite e all’Egitto”. Il presidente Sergio Mattarella ha inviato al Presidente della Repubblica Araba d’Egitto, Abd Al-Fattah Khalil Al-Sisi, il seguente messaggio: “Ho appreso con profondo dolore la notizia del vile attentato che ha colpito poche ore fa la moschea di Bir Al-Abed con un drammatico bilancio di morti e feriti. Nella comune lotta contro il terrorismo e l’estremismo religioso – nemici esiziali della libera espressione del culto – l’Egitto potrà contare sempre sul determinato sostegno dell’Italia”.

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Esteri

USA primarie, prosegue la corsa del Tycon verso la Casa Bianca

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Donald Trump batte Nikki Haley, vince le prime in Michigan e compie un nuovo passo verso la nomination. Vittoria anche per Joe Biden anche se il voto degli ‘uncommitted’, i non allineati, supera le aspettative degli organizzatori catturando circa il 15% dei voti.

“E’ un grande successo per i pro-palestinesi del nostro paese e per il movimento anti-guerra”, afferma Abbas Alaeih, il portavoce di Listen to Michigan, l’organizzazione che ha promosso il boicottaggio di Biden per il suo approccio alla guerra a Gaza.

Per il presidente il voto degli uncommitted, rappresentati soprattutto dagli arabo-americani, è un segnale di preoccupazione guardando alle elezioni di novembre. Dalla campagna di Biden cercano di rassicurare mettendo in evidenza le debolezze di Trump che, nonostante le vittorie, dimostra di non riuscire a catturare almeno il 30-40% degli elettori repubblicani, quelli che in questi primi turni di primarie hanno votato per Haley.

Una cifra non indifferente che potrebbe costargli la vittoria alla Casa Bianca e che, secondo gli osservatori, dovrebbe attirare l’attenzione del partito repubblicano. Il Michigan è uno degli stati chiave nella corsa al 2024. Trump lo ha vinto nel 2016 superando di 11.000 voti Hillary Clinton. Nel 2020 è stato invece Biden a conquistarlo con un margine di solo il 2,78%. Pur di fronte alla nuova sconfitta Haley non arretra e ribadisce il suo impegno a restare in corsa almeno fino al Super Tuesday. “Siamo su una barca e possiamo affondare con lei e guardare il paese andare verso la sinistra socialista o possiamo prendere il gommone di salvataggio e andare in un’altra direzione”, ha detto Haley usando una metafora nel corso di un’intervista a Cnn. Per l’ex ambasciatrice la strada si fa sempre più stretta per restare in corsa, ma la sua campagna continua a mostrarsi ottimista, convinta che i voti catturati da Haley sono la dimostrazione della spaccatura del partito repubblicano che, con Trump candidato, rischia di perdere a novembre anche di fronte a un Biden debole.

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Esteri

Finlandia, nella transizione dei poteri presidenziali, si riafferma la costante vicinanza all’Ucraina

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Il Presidente finlandese uscente Sauli Niinistö, approssimandosi la scadenza del suo incarico, durato 12 anni, del primo marzo, ha reso noto una breve dichiarazione che è probabilmente l’ultima del suo doppio mandato. Nella dichiarazione, ricorda che “ sono due anni da quando la Russia ha lanciato la sua guerra di aggressione su vasta scala contro l’Ucraina.
 
Durante questo periodo, gli ucraini si sono trovati faccia a faccia con gli indicibili orrori della guerra. Allo stesso tempo, hanno difeso eroicamente la loro libertà e indipendenza” Niinistö conferma il pieno sostegno della Finlandia all’Ucraina e l’impegno ad  avere “ la capacità e le risorse per sostenere l’Ucraina a lungo termine” aggiungendo la necessità di provvedere ad un rapido aumento della produzione industriale della difesa, il che evidenzia i timori finlandesi che la Russia rivolga una sua attenzione aggressiva verso i vicini baltici;  ma Niinistö non sottovaluta l’impegno anche a lavorare per la pace, ribadendo il sostegno “alla formula di pace del presidente Zelenskyj ed all’iniziativa per un vertice di pace. L’Ucraina merita una pace giusta e duratura che ne rispetti la sovranità, l’indipendenza e l’integrità territoriale”.
 
Qualche giorno prima il presidente Niinistö e sua moglie Jenni Haukio avevano incontrato a pranzo a Mäntyniemi, residenza ufficiale dei Capi di Stato finlandesi, il prossimo presidente della Repubblica, il professor Alexander Stubb e sua moglie Suzanne Innes-Stubb. Durante il pranzo la coppia presidenziale e la futura coppia presidenziale avevano discusso, tra l’altro, di questioni pratiche legate all’incarico presidenziale. Inoltre, la coppia presidenziale aveva presentato al personale addetto a Mäntyniemi il professor Stubb e consorte.
 
Sull’immutato sostegno ed impegno nei confronti dell’Ucraina, era intervenuta anche la ministra finlandese degli Esteri Elina Valtonen, riaffermando la ferma condanna della guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina, considerata una grave violazione del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite.  Valtonen sottolineava come la Finlandia chiede alla Russia di cessare immediatamente le ostilità e di ritirare le sue truppe dall’Ucraina, condanna l’occupazione e l’annessione illegale della Crimea da parte della Russia. La Finlandia fornisce all’Ucraina un sostegno multiforme, che include materiale di difesa, aiuti materiali, assistenza umanitaria e accoglienza dei profughi. Inoltre, sostiene l’attuazione e il rafforzamento delle sanzioni dell’UE contro Russia e Bielorussia. Ha altresì ricordato che la Finlandia appoggia anche l’istituzione di un tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina e che sostiene l’Ucraina nel suo percorso di integrazione con l’Unione Europea e nella NATO. Ribadendo il supporto all’Ucraina nel presente e nel futuro, Valtonen ha ricordato che il governo finlandese sta elaborando un piano nazionale di ricostruzione per l’Ucraina.
 
Ad oggi, nei due anni trascorsi, la Finlandia ha investito circa 2,5 miliardi di euro in aiuti militari e civili all’Ucraina, uno sforzo non indifferente per un Paese di meno 6 milioni di abitanti.
 
Privo di virus.www.avast.com



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Cronaca

Il neo presidente finlandese Stubb a Firenze per dimettersi da direttore della School of Transnational Governance

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A pochi giorni dal suo insediamento ufficiale (1° marzo), il neo eletto Presidente della Repubblica finlandese, Alexander Stubb. è volato a Firenze per definire la chiusura del suo rapporto di docente e direttore, dal primo maggio 2020, della School of Transnational Governance, istituto, con sede a Firenze, inserito nell’Istituto Universitario Europeo, EUI, con sede a Fiesole.
Stubb, incontrando docenti, studenti ed invitati, ha svolto quella che può definirsi una lezione di saluto, definendo il periodo trascorso in Toscana come i migliori anni della sua vita e considerandosi orgoglioso di quanto aver realizzato a scuola, insieme a tutta la struttura dell’istituzione, esprimendo gratitudine per l’opportunità di aver fatto parte di qualcosa di nuovo, simile a una impresa innovativa.
Nell’intervento di commiato, inframmezzato da qualche battuta scherzosa, ha svolto anche una riflessione su come il mondo era configurato nel 1989, anno in cui lui studiava negli USA, e che segnò la fine della guerra fredda, suscitando speranze, mentre, attualmente “si vive un periodo di maggiore disperazione: ci sono due grandi guerre in corso e numerosi conflitti minori. La storia non si è fermata, e non tutti i paesi si sono indirizzati verso una democrazia liberale”. Per Stubb gli studenti del nostro tempo si trovano ad affrontare una “missione molto più grande” nel mondo rispetto a quella che aveva lui all’epoca, evidenziando che se gli studenti stessi si sentono scoraggiati vuol dire che gli insegnanti non hanno ben trasmesso il messaggio che sono loro studenti a poter cambiare la situazione, invitandoli a non semplicemente sperare ma anche ad agire, con un impegno nei settori della società loro più congeniali.
A chi gli chiedeva quali possano essere le tre priorità del suo mandato, Stubb ha risposto che sono “pace, pace e pace” Il principale obiettivo di un Presidente è quello di mantenere la pace, se se ne presenta la possibilità e, terminato il suo mandato, di voler esser certo di lasciare la Finlandia come uno dei migliori Paesi al mondo, basato su una società aperta, una democrazia liberale e con sistema sociale ben funzionante.
In occasione del suo incontro di commiato, Stubb ha anche inaugurato nel palazzo Buontalenti, sede della Scuola, una “sala della pace” intitolata a Martti Ahtisaari, già Presidente della Repubblica finlandese e premio Nobel per la pace nel 2008. Presente all’inaugurazione c’era anche il figlio di Ahtisaari, Marko Ahtisaari. Nella circostanza, Stubb ha affermato che “Martti Ahtisaari è stato per me un mentore, una figura paterna ed un insegnante. Una persona che ho ammirato. Il suo premio Nobel è stato motivo di grande orgoglio per noi finlandesi.” Nel suo profilo Facebook ha così commentato il suo saluto: “bello rivedere colleghi e amici a Firenze. Un addio emozionante. Nostalgico. Quattro anni meravigliosi con studenti, compagni, personale e docenti. Abbiamo costruito insieme le basi di una Scuola unica. Quando ho iniziato nel 2020 noi della Florence School of Transnational Governance eravamo una start-up di meno di 30 persone. Oggi siamo una famiglia di poco meno di 300 persone. Veniamo da tutto il mondo, con percorsi di vita diversi. All’inizio non avevamo un nostro edificio.
Ora siamo nel centro di Firenze, al Palazzo Buontalenti, uno dei più grandi progetti di restauro pubblico dello Stato italiano. Sono così orgoglioso di ciò che il nostro gruppo ha raggiunto. Allo stesso tempo penso che questo sia solo l’inizio ed auguro il meglio certo che porterete la Scuola al livello successivo”
Stubb era giunto a Firenze proveniente da Monaco di Baviera ove si trovava in occasione della Conferenza sulla Sicurezza, un incontro annuale riservato a governanti e politici mondiali. Durante l’evento, alla domanda di giornalisti se l’Occidente avesse fallito nel sostenere l’Ucraina, Stubb aveva risposto che “se l’Occidente non fosse riuscito a sostenere l’Ucraina, esso non esisterebbe più”.  Per Stubb, che fu ministro degli Esteri nel 2008, quando la Russia invase la Georgia, la Georgia probabilmente era una questione minore per Vladimir Putin, mentre la guerra in Ucraina non lo è, ritenendo che “questa guerra è troppo grande perché Putin possa fallire, e questo è ciò che la rende piuttosto problematica”. Stubb ritiene che il sostegno all’Ucraina debba essere continuo, sia economicamente che militarmente, sottolineando che le consegne di armi rappresentano una sfida attuale poiché l’unica cosa che Putin capisce è il potere. Se si mostra qualsiasi debolezza – qualsiasi elemento debole – lui attacca.  Ha anche sottolineato che la Russia deve essere ritenuta responsabile della guerra in Ucraina e della morte di Alexei Navalny Ha auspicato un coinvolgimento della Cina nella soluzione del conflitto poiché ha un ruolo primario nelle relazioni con la Russia.
Stubb ha descritto come utili i suoi incontri informali a Monaco, comprese le discussioni con il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg e il primo ministro norvegese Jonas Gahr Stöhre, oltre all’ex segretario di Stato americano Hillary Clinton e alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.  L’incontro di Monaco ha contrassegnato le prime dichiarazioni pubbliche di Stubb da quando ha vinto le elezioni presidenziali.
Privo di virus.www.avast.com



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