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Genova, assegno divorzio: la Corte d’Appello ribalta la Cassazione. Decisivo il tenore di vita dei coniugi durante il matrimonio

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La vicenda giudiziaria è la seguente: Luca Bettonte, numero uno di Erg, aveva fatto ricorso alla Corte d’Appello di Genova per ridurre l’assegno di mantenimento accordato alla ex moglie in sede di divorzio. Bettonte aveva anche chiesto la restituzione delle ingenti somme versate all’ex coniuge sul presupposto che il patrimonio mobiliare e immobiliare della stessa e il contributo versato per il mantenimento del figlio fossero sufficienti a far dichiarare la ex consorte economicamente autonoma. La ex moglie, Patrizia Barbato, si era difesa spiegando di aver sacrificato la propria carriera per far crescere professionalmente il marito. La Corte d’Appello di Genova, in palese contrasto con la sentenza della Corte di Cassazione del maggio scorso, ha deciso che l’assegno di divorzio dovrà rimanere proporzionato al tenore di vita avuto durante il matrimonio. A sostegno della decisione i giudici liguri pongono la difficoltà per la ex moglie di ricollocarsi nel mondo del lavoro e ciò a prescindere dalla sua autosufficienza economica. Il tenore di vita avuto durante il matrimonio torna quindi a essere criterio decisivo per il diritto all’assegno di mantenimento divorzile, nonostante i giudici di Cassazione, meno di un anno fa, lo avessero ritenuto non più applicabile. Un vero e proprio terremoto giurisprudenziale destinato a placarsi con la sentenza che verrà emessa sul punto nelle prossime settimane dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione

Susanna Donatella Campione

Esteri

Regno Unito, ritorno alla normalità: riaprono i pub

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Lunghe file davanti ai negozi ed esercizi commerciali in diverse città del Regno Unito fin dalla mattina di ieri, in attesa della riapertura dopo il lockdown deciso a dicembre dalle autorità britanniche per contrastare la pandemia da covid-19. Scatta infatti oggi la fase due della ‘road map’ stabilita dal governo britannico per la graduale riapertura del Paese e si comincia da pub (sebbene con il limite al servizio all’aperto), negozi di beni anche non essenziali, parrucchieri e centri estetici, anche palestre.

Così a Oxford Street a Londra, per esempio, una delle vie dello shopping più frequentate al mondo e lasciata deserta dalla pandemia, si sono formate lunghe file davanti ai negozi in attesa che aprano i battenti.

Resta tuttavia l’incognita su come queste prolungate chiusure e il rischio covid che persiste possano aver già cambiato il modo in cui si fa shopping. Di questo tema ne fa subito uno slogan lo storico grande magazzino di Oxford Street, Selfridges, che in occasione della riapertura ha issato sulla sua facciata una scritta a lettere cubitali che recita “Let’s change the way we shop” (Cambiamo il modo in cui facciamo compere). 

Riaperture sì, ma con misura ed entro le regole Covid ancora in vigore. Scattano le prime indagini di polizia e le prime minacce di multe nel Regno Unito sull’onda dell’eccessivo ‘entusiasmo’ segnalato qua e là per la ripresa del servizio (per ora solo all’aperto) dei pub dell’Inghilterra previsto dalla tappa di alleggerimento del lockdown fissata a partire da oggi dal governo di Boris Johnson. Tra i casi limite quello di un pub di Coventry, l’Oak Inn, finito sotto investigazione da parte delle autorità locali, per aver riaperto fin dalla mezzanotte scorsa consentendo l’assembramento dinanzi all’ingresso di decine e decine di persone ben poco distanziate fra loro. L’esercizio, che si trova nella zona universitaria della città , è stato preso d’assalto fin da subito e alcuni video postati sui social media hanno mostrato all’esterno una ressa di oltre 100 avventori. “La gente – ha commentato un portavoce del municipio di Coventry – sta iniziando a godere legittimamente dell’allentamento delle restrizioni, ma occorre ricordare a ciascuno l’importanza di seguire le regole tuttora in vigore, che includono il distanziamento sociale a 2 metri, l’uso della mascherina a copertura del volto e la raccomandazione di lavarsi le mani regolarmente”. “E’ fondamentale continuare a lavorare insieme per frenare la diffusione del Covid-19 per non disperdere i buoni progressi fatti negli ultimi mesi”, ha aggiunto, non senza avvertire che le autorità intendono indagare “su qualunque assembramento denunciato in violazione alle regole”.

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Economia e Finanza

Colombia, a gonfie vele l’export verso l’Italia, nonostante il Covid

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Secondo informazioni dell’ambasciata colombiana in Italia, le esportazioni del paese sudamericano verso l’Italia sono aumentate del 24% tra gennaio e dicembre 2020, rispetto allo stesso periodo del 2019, secondo il rapporto DANE-DIAN (ufficio imposte e dogane nazionali).

Secondo il rapporto, il totale delle esportazioni colombiane verso la penisola è ammontato a 770 milioni di euro di valore. Secondo i dati, l’incremento significativo è attribuito all’aumento della vendita di oro, semilavorato ed in polvere, che è aumentato per un valore 179,3 milioni di euro, il 48% in più rispetto al 2019, ed anche ai prodotti non minerari che, nel 2020, si sono distinti soprattutto per il dinamismo dell’agricoltura colombiana durante la pandemia.

Le esportazioni in Italia di prodotti agroalimentari, che corrispondono al 95% del totale delle esportazioni non minerarie, hanno raggiunto il valore di 203 milioni di euro nel 2020, aumentando dell’8% rispetto al 2019. Seguono i prodotti del sistema moda con un valore di 7,43 milioni di euro, pari al 4%, e infine settori come Industria 4.0, metalmeccanico, chimico, farmaceutico e cosmetico, che si sommano al restante 1%.

Nei prodotti agroalimentari, oltre alle banane e al caffè verde spicca l’incremento dell’olio di palma, che raggiunge il 66% rispetto al 2019, raggiungendo un totale di valore di 38,3 milioni di euro, includendo sia il mercato alimentare che quello energetico.

Questo incremento delle esportazioni verso l’Italia ha rafforzato il surplus della bilancia commerciale che dal 2017 è favorevole alla Colombia. Alla fine del 2020, la Colombia acquistava 356 milioni di euro dall’Italia per valore di export, mentre l’Italia acquistava per un totale di 755 milioni di euro dalla Colombia, sostenendo l’avanzo della bilancia commerciale a favore della Colombia per circa 399 milioni di euro.

L’ambasciatore colombiano in Italia, signora Gloria Isabel Ramírez, ha sottolineato questo risultato che costituisce è un ulteriore esempio del rafforzamento delle relazioni tra i due paesi.

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Economia e Finanza

Turismo, Garavaglia alla stampa estera: pronti al rilancio

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L’industria del turismo è una voce fondamentale dell’economia italiana ed il settore più colpito dalla pandemia, valendo, secondo il ministro Garavaglia, almeno il 15% del PIL ed, in prospettiva, il 20%

Sulle prospettive della ripresa di questa voce importante del bilancio italiano ha fatto il punto il neo ministro leghista del Turismo, Massimo Garavaglia, in un incontro con i corrispondenti dei mass media esteri in Italia, alle cui numerose domande ha risposto, anche consapevole della rilevanza che l’informazione all’estero sulla situazione turistica in Italia può avere nel rianimare flussi fondamentali verso il Bel Paese. Alla domanda sulla modalità con cui il Governo stia preparandosi alla ripartenza del settore ed alla programmazione relativa, il ministro ha affermato che la programmazione “è fondamentale” e “nel giro di qualche giorno saremo in grado di dare delle date certe”, date però chiaramente condizionate dalla pandemia.

“L’anno scorso mi ricordo che si è aperto a metà maggio e non vedo motivi per cui non avvenga la stessa cosa quest’anno”, ha aggiunto, certo che il settore sarà tra “il primo a ripartire”. Il turismo inoltre “assorbirà manodopera che nel frattempo sta perdendo lavoro nel breve periodo da altri settori”, e già da questa estate “avremo la possibilità di assorbire oggi maestranze che sono in cassa integrazione”. Una data certa dunque non c’è, ma intanto una ripresa del turismo si può iniziare a programmare. La speranza del ministro Garavaglia è quella di far ripartire il settore, magari il 2 giugno, giorno della festa della Repubblica. “Ci è stata fornita nel Consiglio dei Ministri ampia rassicurazione che è intenzione del governo arrivare a una programmazione per l’estate.”, ha ribadito, rispondendo a chi gli chiedeva sulla riapertura di alberghi e sulla partenza della stagione estiva. Per quanto riguarda il cosiddetto Passaporto Verde, elaborato dall’Unione Europea, Garavaglia ha ricordato che non si tratta di un passaporto vaccinale, ma di un “lasciapassare, perché non è legato al vaccino in quanto tale, quella è solo una delle condizioni”, precisando le altre che sono: “Se si è stati ammalati di Covid e si hanno gli anticorpi oppure la terza condizione, la più semplice, se si è fatto un tampone negativo comunque si può viaggiare. Per questo è importante che venga attuato a livello europeo per evitare che ci siano vantaggi competitivi a vantaggio di uno Stato e a scapito di un altro”. Intanto, secondo il ministro, si ritorna a poter girare in tranquillità ed i numeri li avremo l’anno prossimo.

Per Garavaglia “la situazione è drammatica per gli operatori ma le potenzialità sono importanti. Intervento immediato è di assegnare le tante risorse disponibili, oltre 500 milioni di euro a bilancio del Ministero del Turismo, di cui è stato appena deciso di assegnare una 2° quota di 228 milioni di euro. Esiste poi aiuto di 900 milioni di euro per gli stagionali, comprese le guide turistiche ed è prevista una regolamentazione corretta di queste categorie, anche in prospettiva, per valorizzarle in maniera strutturale”. Su segnali di aumenti di prenotazioni di turisti esteri per l’estate ha risposto affermativamente: “iniziano ad arrivare segnali positivi che potrebbero aumentare nella 2a parte dell’estate, con l’aumento delle vaccinazioni”.

Richiestogli su riattivazione di collegamenti aerei Roma-Mosca, e sul ‘turismo vaccinale’ attuato da paesi come la Serbia, ha ricordatole sperimentazioni in atto a Malpensa con voli nocovid verso altre mete, ma gli sviluppi in questo campo sono legati anche al mercato ed i tempi sono da definire mentre il turismo vaccinale dipende dall’emergenza ma diventerà fenomeno residuale. La linea guida, per il ministro, è di coniugare sicurezza ed economia e rispetto dei dati. Sulla ripartenza del settore con un’Alitalia malmessa, ha sottolineato che si tratta di un tema antico nonostante il quale il turismo ha sempre funzionato bene, per cui “non ci strappiamo le vesti”.

Sul decalogo per il rilancio delle città d’arte, recentemente promosso da alcune delle stesse, verrà approvato ciò che sarà valutato valido per l’intero paese. Per Garavaglia “ora si promuove l’Italia nel suo complesso”, non singole zone.

Taluni paesi hanno deciso la vaccinazione prioritaria degli operatori turistici e gli è stato chiesto se anche l’Italia abbia progettato qualcosa di analogo Per il ministro esistono dei protocolli per operare in sicurezza  e quindi la bolla di sicurezza è garantita. È stato istituito un tavolo comune Turismo-Trasporti e Salute proprio per coordinare ed attuare iniziative  in questione.

Sulla riattivazione di flussi turistici di visitatori extra Schengen, Garavaglia si è detto certo che alla fine accordi bilaterali, estendendosi. varranno per tutti.

Sulle tematiche con cui l’Italia intende impegnarsi per contrastare la concorrenza estera, ha affermato che il rinato ministero del Turismo, che coordina e promuove le iniziative, è già uno strumento che segna un passo avanti decisivo. Alla domando su cosa faccia il Governo per supportare un turismo più sostenibile, Garavaglia ha citato il blocco della navigazione di grandi navi in Venezia, con l’approvazione  di 9 approdi temporanei fuori città, ed altre iniziative come una accelerazione di una ‘rivoluzione digitale’ che faciliti il movimento del turista, oppure la valorizzazione di rete di  rete di ferrovie storiche, o di turismo alternativo.

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