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GIORNALISTI E FAGOCITATORI

Angelo Parca

Grazie per il vostro lavoro”. Il giornalismo ha indossato la maiuscola oggi in Vaticano con oltre cinquemila colleghi ricevuti dal Santo Padre. Dopo essere stati considerati carta straccia dall’ex comico Grillo (parlo degli Italiani) e da tanti altri come lui, le splendide parole di Papa Francesco fanno riaccendere quella voglia di pubblico servizio insita in noi informatori. Commentiamo, viviamo, partecipiamo, comunichiamo a volte sbagliando ma sicuri di tener fede ad un dovere civico aspirando ad un codice etico profondamente intimo perché fatto nostro, indossato tutti i giorni. E’ difficile rimanere indipendenti in una giungla di corruttela, è difficile ancor più non essere costantemente criticati, oltre che apprezzati. Dalla virgola, al punto messo lì tanto per chiudere un pensiero, c’è sempre qualcuno che legge oltre le tue intenzioni che s’insinua nei tuoi pensieri per leggerli, interpretarli e sputarli sulla pubblica piazza, virtuale o fisica non importa. Ma personalmente, e so che in tanti colleghi condividono, amo questo “mestieraccio” perché nonostante le grandi difficoltà mi permette di essere ogni giorno più umana e ancor più testimone di questi tempi, belli o brutti che siano. Vorrei in 24 ore assolvere a tutti gli impegni presi, spesso non ci riesco ma non vuol dire che mi dimentico delle persone che segnalano, con le quali parlo e mi confronto. Oggi il ringraziamento del Papa alla stampa cicatrizza tutti gli sgarbi e le ingiuste accuse mosse da chi fagocita il palcoscenico e specula sulle debolezze altrui.