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ITALIA SOTTO SCACCO DEL MALTEMPO

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La Toscana è tra le aree più colpite, sferzata da un forte vento, con raffiche oltre i 100 km/h.

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Redazione

Un'ondata di maltempo interesserà tra sabato e domenica le regioni centro meridionali e le Isole Maggiori con piogge e temporali diffusi. Questo a causa di una intensa perturbazione, alimentata da venti tiepidi di Scirocco ricchi di umidità e quelli più freddi dal Nord Atlantico.Le regioni ad essere più colpite saranno Sicilia (specie trapanese, agrigentino, messinese, Peloritani ed ennese), Calabria ( soprattutto Stretto, basso Ionio reggino, Aspromonte, Serre, Catanzarese e Sila), la Campania e la Puglia (qui special modo il Salento). Col movimento del vortice mediterraneo verso Nord Est toccherà anche a Molise, basso Lazio, Marche ed Abruzzo. Acquazzoni e colpi di vento sulla Sardegna. Soffieranno venti forti di Scirocco ed i mari saranno agitati, rischio di mareggiate sui tratti esposti. Il tempo permarrà diffusamente instabile anche a seguire per via di altri impulsi freschi attesi la prossima settimana
 
Neve nel Lazio. Nuova ondata di maltempo in Ciociaria, dove è tornata anche la neve. Nevica nella zona a nord della provincia e alcuni comuni sono coperti da uno strato bianco, che è già di alcuni centimetri. La nevicata sta interessando la zona intorno a Fiuggi, in particolare i comuni a più alta quota. Si segnalano i primi disagi. A Filettino lavorano gli spazzaneve.  Ai Castelli Romani imbiancate le cime più alte nelle località di Monte Cavo a Rocca di Papa e Rocca Priora. Temperature vicino lo zero a Monte Compatri, Nemi e Velletri. A causa del forte vento che sta interessando la città di Viterbo, e che potrebbe provocare il distacco di rami e l'instabilità di piante ed alberi, il sindaco Leonardo Michelini, con l'ordinanza n. 23 del 6/03/2015, ha disposto la chiusura di Pratogiardino e di tutti i parchi pubblici della città.
 
In Alto Adige raffiche di vento a 140 Km l'ora. Anche l'Alto Adige non è stata risparmiato dal vento forze che sta sferzando la penisola. Questa notte sulla Dannelspitz, nella zona di Fundres, sono stati raggiunti ben 137 chilometri orari. Se nei fondovalle la media delle raffiche è stata tra i 50 ed i 70 chilometri orari sulle montagne non si è scostata dai 100. Tutta colpa del Foehn che ha anche causato, oltre all'incidente di ieri della cabinovia in Val Gardena, anche lo scoperchiamento di tetti e schianti di alberi su strade o su autovetture. Diversi anche nella notte gli interventi da parte dei vigili del fuoco. Per cause in fase di accertamento dall'alba 150 vigili del fuoco volontari sono impegnati nello spegnimento di un incendio di grandi dimensioni a Oris, piccola frazione della Val Venosta.
 
Crolla una impalcatura a Napoli. Vento forte a Napoli. Le raffiche, intorno alle 8 dmattina, hanno fatto crollare l'impalcatura di un palazzo tra via Santa Lucia e via Cesario Console, a poca distanza dal lungomare; molte le auto danneggiate, anche se non si registrano feriti. Ma il pericolo e' tuttora costante, anche perche' molte sono ancora le lamiere che penzolano in balia del vento. Sul posto vigili del fuoco e polizia
 
Molise, scuole chiuse e paesi isolati. Nella notte, a Campobasso, sono caduti circa cinquanta centimetri di neve, ma la situazione piu' difficile si registra nei comuni interni della provincia di Isernia sepolti dal manto bianco che sfiora i due metri. Capracotta, Pescopennataro e Vastogirardi sono isolati. Pullman fermi anche ad Agnone dove sono al lavoro vigili del fuoco, polizia, carabinieri e mezzi comunali per raggiungere le fattorie sparse nell'agro. Traffico paralizzato sulla statale 650 che da Isernia porta alla costa. Nel primo tratto, tra Sessano del Molise e Pescolanciano, da ieri sera sono bloccati alcuni Tir, che impediscono il transito. In tutta la regione le attivita' scolastiche sono state fermate dai sindaci. Uffici semivuoti e servizi ridotti ovunque a causa dei collegamenti difficili. I centri adriatici devono fare i conti, invece, con gli allagamenti e le violente mareggiate che hanno provocato danni ingenti nel litorale Sud di Termoli. Tra Termoli e Petacciato, in alcuni tratti, la statale 16 e' sommersa dall'acqua. Cancellate, per il secondo giorno consecutivo, le corse con le isole Tremiti a causa del mare mosso.
 
Val Gardena, cade un albero su una cabinovia.
Resta per il momento chiusa la cabinovia che da Selva Gardena porta alla vetta del Ciampinoi in Alto Adige dove ieri pomeriggio, a causa della caduta di un albero per il forte vento, e' stata sfiorata la tragedia. In corso le operazioni di ripristino dell'impianto. Le funi portanti sono state danneggiate a seguito della caduta di un albero. I 184 passeggeri rimasti bloccati all'interno delle singole cabine (nessuno e' rimasto ferito) sono stati tratti in salvo grazie all'imponente macchina dei soccorsi allestita con personale del soccorso alpino giunto appositamente anche dalle vallate limitrofe come Badia e Fassa. Le persone sono state fatte evacuare cabina per cabina con l'ausilio dell'elicottero dell'Aiut Alpin Dolomites. Dopo due giornate di forte vento questa mattina le raffiche si sono placate e il Sellaronda, il carosello attorno al gruppo del Sella, e' stato riaperto in entrambi i sensi ovviamente esclusa la cabinovia Ciampinoi.
 
Tormenta di neve sul Valico Colfiorito. Una tormenta di neve sta interessando il valico di Colfiorito sulla statale Val di Chienti tra Umbria e Marche. Diverse le auto in difficoltà e i mezzi finiti di traverso.
Sono al lavoro spazzaneve dell'Anas ma l'intensa precipitazione sta rendendo difficile la situazione. Sono intervenute pattuglie della polizia stradale da Umbria e Marche che hanno incontrato la loro volta problemi. Numerose le richieste di aiuto ai vigili del fuoco anche loro subito giunti a Colfiorito.
 
Statale Adriatica chiusa a Chieti per allagamenti. Nella mattinata anche sulla strada statale 16 Adriatica un tratto è stato provvisoriamente chiuso al km 480, a causa dell'allagamento della rotatoria di Fossacesia, in provincia di Chieti, in direzione nord. Lo comunica l'Anas. Il personale dell'Anas è al lavoro senza sosta per ripristinare la circolazione il prima possibile nei tratti ancora interdetti al traffico.
 
A Caserta cade un albero sull'Appia. L'Anas comunica che la strada statale 7 Appia è provvisoriamente chiusa in entrambe le direzioni al km 166,800 in provincia di Caserta, tra il bivio per Cellole/Innesto strada statale 430 Valle del Garigliano e il bivio per Sessa Aurunca, a causa di un albero caduto sul piano viabile. Il percorso alternativo è indicato in loco. Il personale dell'Anas è presente sul posto per ripristinare la circolazione il prima possibile.
 
La Toscana tra le aree più colpite. La Toscana è tra le aree più colpite, sferzata da un forte vento, con raffiche oltre i 100 km/h. Cinque persone sono rimaste ferite colpite da un palo di cemento crollato a Figline Valdarno (Firenze). Problemi alla circolazione in molte strade e autostrade, in particolare sull'A12. Stop o rallentamenti sulle linee ferroviarie, mentre sono stati sospesi i traghetti per l'Elba. Voli dirottati o cancellati all'aeroporto di Firenze; problemi e danni anche all'ospedale Careggi. Chiuse le scuole a Pistoia, Prato e in molti comuni delle province di Arezzo, Firenze e Lucca. Tanti i danni in Versilia: centinaia gli alberi caduti, in particolare a Forte dei Marmi dove è stata danneggiata anche Villa Bertelli, sede del Comune. A Prato, il vento ha fatto crollare una porzione delle mura storiche della città e parte di una ex fabbrica adiacente a un centro sanitario: sono state evacuate circa 150 persone. Scoperchiata la terrazza di una scuola a Grosseto, per fortuna nessun ferito. Ferite, invece, a Ponte a Moriano (Lucca) due donne, un'insegnante e una bidella, colpite da due pannelli staccatisi per il forte vento dal tetto della scuola. A Cortona è crollato il campanile della chiesa di Mezzavia risalente al Seicento. Circa 100mila utenze sono rimaste nella regione senza energia elettrica e il presidente, Enrico Rossi, ha annunciato che firmerà lo stato di emergenza regionale
 
Liguria, compromessi i collegamenti ferroviari. Forte vento anche in Liguria, con pesanti riflessi sui collegamenti ferroviari per la caduta di alberi sulle rotaie. La Cosco Africa, la nave che ha rotto gli ormeggi la scorsa notte nel porto di Prà-Voltri, a causa delle raffiche di vento, è stata costretta a lasciare il posto d'ormeggio per essere portata alla fonda in posizione di sicurezza. Situazione difficile anche nella zona di Senigallia, nelle Marche – già devastata da una alluvione il 3 maggio scorso – dove le forti piogge hanno fatto salire i livelli del fiume Misa e di vari torrenti. Anche nella provincia di Fermo è scattata l'allerta alluvione per la piena dell'Ete. Forte vento su gran parte dell'Umbria dove ha cominciato a nevicare sulla fascia appenninica della provincia di Perugia e circa 13mila utenze sono rimaste senza energia elettrica. Alberi caduti, allagamenti, semafori non funzionanti e traffico in tilt a Roma; colpito anche il tribunale dove é crollata una parte del controsoffitto a causa probabilmente delle infiltrazioni d'acqua. Tromba d'aria e allagamenti sul litorale
 
Sardegna, raffiche di maestrale.  Investita dall'ondata di maltempo pure la Sardegna con raffiche di maestrale fino a ottanta chilometri orari, onde alte fino a sette metri e disagi nei collegamenti marittimi (la Tirrenia e la Moby hanno sospeso per oggi i collegamenti con la Penisola) mentre in Sicilia due voli Ryanair da Parma e Bologna diretti a Trapani sono stati dirottati a Palermo a causa delle cattive condizioni meteo nelle scalo di Birgi.
 

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Ambiente

Spiagge più belle d’Italia: ecco le bandiere blu assegnate

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Alla vigilia delle vacanze estive, arriva l’elenco delle località costiere insignite della Bandiera Blu, riconoscimento conferito alle mete che vantano acque pulite e ottima accoglienza turistica. Sono 15 le new entry dell’anno 2021, riconosciute della FEE, Foundation for Environmental Education (Fondazione per l’Educazione Ambientale).

L’elenco è stato annunciato dalla Ong internazionale durante una conferenza via web con i sindaci vincitori: in Abruzzo ci sono Francavilla al Mare, Pescara, Martinsicuro; in Calabria Diamante e Santa Maria del Cedro; in Campania, Camerota; nel Lazio Fondi e Minturno; nelle Marche Altidona; in Puglia Bisceglie, Monopoli e Nardò; in Sardegna Aglientu; in Sicilia Roccalumera e Modica. Tra i porti turistici le Bandiere blu sono state assegnate in Basilicata a Marina di Policoro (Policoro), in Friuli Venezia Giulia a Portopiccolo Marina (Duino-Aurisina), in Liguria al Porto di Bordighera (Bordighera), in Puglia al Porto turistico Marina Resort “Bisceglie Approdi” (Bisceglie), in Sicilia a Capo D’Orlando Marina (Capo D’Orlando), in Veneto a Marina Resort Portobaseleghe (San Michele al Tagliamento).

Nelle Marche, aggiunge la Ong internazionale, salgono a 16 Bandiere blu (un nuovo ingresso), la Calabria va a quota 15 (due nuovi ingressi e un’uscita) mentre la Sardegna riconferma 14 località (con un nuovo ingresso e un’uscita). L’Abruzzo sale a 13 (tre nuovi ingressi), il Lazio arriva a 11 (con due nuovi Comuni). Rimangono invariate le 10 bandiere del Trentino Alto Adige; sale invece a 10 la Sicilia con due new entry, sono confermate le 9 Bandiere del Veneto, così come le 7 località dell’Emilia-Romagna. La Basilicata conferma le sue 5 località; si registrano due uscite in Piemonte che ottiene 2 Bandiere; il Friuli Venezia Giulia conferma le 2 dell’anno precedente. Il Molise rimane con 1 Bandiera, anche la Lombardia conferma 1 Bandiera blu. Gli 81 approdi premiati, spiega la Fee, “dimostrano che la portualità turistica ha consolidato le scelte di sostenibilità intraprese, rispondendo ai requisiti previsti per l’assegnazione internazionale, garantendo la qualità e la quantità dei servizi erogati nella piena compatibilità ambientale

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Ambiente

Nemi, l’ombra della dirigente regionale arrestata e la gestione rifiuti in via della Radiosa

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Flaminia Tosini arrestata per corruzione, concussione, turbata libertà di procedimento di scelta del contraente

NEMI (RM) – Era complesso arrivare a capire come mai, dopo il 2016, e dopo un “no” chiaro di Acea alla realizzazione dell’isola ecologica in via della Radiosa a circa 50 metri da un pozzo che fornisce acqua potabile alla cittadinanza, a 10 metri dalle abitazioni, in pieno Parco Regionale dei Castelli Romani in una zona con destinazione “verde pubblico”,  ci fosse un nuovo tentativo da parte dell’Amministrazione Bertucci di tentare di nuovo l’impresa di gestione rifiuti proprio in quel sito.

Chi ha dato l’assist al sindaco Alberto Bertucci e al Consigliere comunale e metropolitano Giovanni Libanori per riprovarci?

Le carte girate dall’Ingegnere Claudia Ceci di Acea su esplicita richiesta di questo giornale non lasciano spazio a dubbi. Il 23 aprile del 2021 veniamo a sapere, a seguito di una richiesta esplicita “urgente informativa sulla corrispondenza in essere in merito al progetto del centro di raccolta nel comune di Nemi”, che il Gestore Acea informa di essersi espresso anche l’11/07/2018 e, in base al parere espresso dalla Regione Lazio – Direzione Politiche Ambientali Ciclo dei Rifiuti – Area Rifiuti e Bonifiche prot. n. U0145826 del 22/02/2019, ha provveduto a far effettuare lo studio per la valutazione della vulnerabilità della falda rispetto al sito del centro di raccolta.

Dunque questo giornale viene a sapere che dopo il NO di Acea del 2016 alla realizzazione dell’isola ecologica vicino al pozzo, perché in netto contrasto con la legge 152/2006 art 94 sulla disciplina delle aree di salvaguardia delle acque superficiali e sotterranee destinate al consumo umano, il Comune ha richiesto di nuovo un parere all’Acea. Ma in virtù di cosa? Perché tanta insistenza?

L’entrata in scena dell’ex dirigente regionale Flaminia Tosini arrestata per corruzione, concussione, turbata libertà di procedimento di scelta del contraente

La risposta consiste in una corrispondenza avvenuta tra il Comune e la Regione, il famoso “parere espresso dalla Regione, che ha spinto Acea a far effettuare lo studio per la valutazione della vulnerabilità della falda rispetto al sito del centro di raccolta. Studio il cui esito, ci fa sapere Acea nella nota del 23 aprile scorso, renderà noto soltanto se verrà interpellato in sede di tavolo tecnico e “valuterà puntualmente le proposte progettuali che verranno presentate. Si evidenzia comunque che il Gestore, nell’ambito dei procedimenti propedeutici all’approvazione progettuale comunicherà il proprio parere sulla base dell’analisi dei progetti che verranno presentati”.

A generare questo spiraglio di effimera e inconsistente “apertura” e convinzione da parte del Comune di “riprovarci col progetto” è niente meno che l’ex dirigente della Regione Lazio, Flaminia Tosini, vicesindaco del Comune di Vetralla (provincia di Viterbo) arrestata a marzo con l’accusa di corruzione, concussione, turbata libertà di procedimento di scelta del contraente.

Flaminia Tosini tenta in maniera più che opinabile e arrangiata una sorta di interpretazione della famosa legge 152/2006 art 94 facendo leva sui famosi casi di straordinarietà che prevedono la gestione di rifiuti in prossimità di un pozzo.

Peccato che non vi rientri assolutamente la fattispecie di via della Radiosa e non è possibile alcuna deroga di tale legge se non principalmente in caso di mareggiate (non c’è mare in quella strada ne ad esempio alghe che possano ostruire il pozzo a tal punto da prevedere la rimozione dei rifiuti e quindi una sorta di “gestione” finalizzata alla sola pulizia dello stesso).

Flaminia Tosini che secondo quanto emerso dalle indagini effettuate dalla Procura di Roma sulle modalità di gestione del ciclo dei rifiuti nel Lazio ha accettato regali di ingente valore – borse di Prada e bracciali di Cartier, viaggi di piacere come descritti nella imputazione – che corrispondono alle utilità immediate e dirette percepite dall’indagata a fronte di “illecite azioni amministrative“, ha lasciato uno spiraglio di speranza al Comune di Nemi di poter realizzare un sito contro legge vicino a un pozzo dell’acqua.

Il Gip di Roma Annalisa Marzano nell’ordinanza di custodia cautelare destinata all’ex dirigente regionale parla di un meccanismo criminoso, ben collaudato, estremamente pericoloso e pregiudizievole sia per la corretta e trasparente individuazione di un sito idoneo alla destinazione dei rifiuti solidi urbani della Capitale, che nella complessiva gestione degli interessi inerenti la gestione delle attività dedite allo smaltimento dei rifiuti e alla gestione delle discariche.

La corrispondenza tra Flaminia Tosini e Comune di Nemi

Il 22 febbraio del 2019 Flaminia Tosini scrive al Comune di Nemi (in riscontro alla nota prot. 9649 del 4110/2018) che la presenza del centro di raccolta potrebbe essere compatibile con delle prescrizioni come l’accortezza di non far disperdere le acque nel suolo e quindi chiede la valutazione di vulnerabilità della falda per dimostrare la “non influenza” del sito rispetto al pozzo.

In pratica fa passare il messaggio che sì, la legge esiste, ma va valutato il progetto! Nella nota, l’ex dirigente, la “butta in caciara” e si lancia in interpretazioni imbarazzanti della legge come emerso essere del resto un modus agendi della signora anche dalle intercettazioni dell’inchiesta romana.

Ecco il clamoroso esempio su Nemi per cui verrebbe da dire “fatta la legge trovato l’inganno”

Il passaggio clamoroso che fa alzare la testa al Comune di Nemi e ritentare di realizzare l’opera in un sito impossibile è questo: “A parere della scrivente – scrive la Tosini che si trova attualmente in stato di arresto – mentre la gestione di un centro di raccolta può essere considerata attività di gestione dei rifiuti, tanto che viene anche prevista una precisa categoria di gestione nell’albo Gestori dei rifiuti, è anche vero che le attività che sono svolte all’interno del centro di raccolta non costituiscono alcun tipo di lavorazione, recupero, smaltimento dei rifiuti e pertanto potrebbero non costituire “centro di pericolo” per la falda”.

Peccato che per definizione nell’isola ecologica avviene proprio lo smaltimento dei rifiuti che vengono raccolti a domicilio. Tosini ha dimenticato che il sito mal individuato dall’amministrazione Bertucci si trova a 50 metri da un pozzo d’acqua e la legge non ammette ignoranza.

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Primo piano

Roma, da metà giugno riaprono circa 400 alberghi. Il Governo: “Presto una data per la ripresa dei matrimoni”

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“Moltissimi futuri sposi e operatori del wedding mi hanno scritto e io li rassicuro: il Governo ci sta lavorando e sulla base dell’andamento dei contagi presto daremo una data” per la ripresa “perchè i matrimoni vanno programmati per tempo. E lo stesso vale per lo sport. Già in settimana ci saranno cabine di regia con il Cts per dare date a questi settori”.

Così il ministro per gli Affari regionali e le autonomie, Mariastella Gelmini, a ‘Domenica in’ su Rai 1.

“C’è l’emergenza sanitaria – ha aggiunto – ma anche quella economica e presto arriverà il decreto Sostegni 2 con 40 miliardi a supporto delle categorie colpite”.

Ma nella Capitale quadruplicherà a partire da metà giugno il numero degli alberghi aperti fa sapere Il Messaggero: saranno 400 in più rispetto a oggi. Intanto la Regione accelera sul progetto “Isole Covid free”, con Ponza e Ventotene sul modello già lanciato a Procida. Spiega Lorenzo Necci, presidente del centro studi della Federalberghi capitolina: «A quanto ci stanno risulta, avremo entro giugno 400 hotel che riapriranno i battenti, oltre ai 120 già in attività». Ma non c’è un boom di richieste. «Se finora abbiamo avuto 5 camere su 100 prenotate – segnala Necci – potremmo salire a 25. Sempre un quarto del totale è». Si muove poi per invertire il trend la Regione.

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