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Cronaca

La grande famiglia della Polizia di Stato saluta un suo grande fratello: Ennio Mignacca, indimenticabile voce della “doppiavela21”

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ROMA – Questa mattina, alla notizia della sua improvvisa scomparsa una moltitudine immensa di uomini dello Stato, colleghi, giornalisti ed amici hanno affidato alle pagine FB il loro cordoglio.
“É venuto a mancare Ennio Mignacca, una persona speciale, che ho avuto l’onore di conoscere, che ha fatto la storia del Pronto Intervento della Polizia di Stato a Roma. Attraverso la sua inconfondibile Voce di doppiavela21 è stato la guida per tantissimi suoi colleghi delle volanti. Grande merito a questi Uomini e Poliziotti speciali, scrive Rino Barillari

“26 febbraio 1995. Appena trasferita a Roma. Il mio primo giorno in Questura. Mi assegnano all’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico. La palestra più importante per un poliziotto. E io sono stata veramente fortunata: in sala operativa c’era lui. La voce!!! La voce che ti guidava, che ti rassicurava, che da lì ti risolveva il problema, la voce che ti dava sicurezza, che ti mandava ausilio se serviva. C’era solo quello. Non c’erano cellulari, non c’era il GPS. C’era lui. E ci conosceva tutti tutti tutti, 5 nuclei delle volanti, oltre 100 persone a nucleo ai miei tempi, tutte le autoradio dei commissariati. Caro Ennio Mignacca, non riesco a dire tutto quello che ho dentro. Oggi proprio non ci riesco. Che la terra ti sia lieve. Da parte mia: grazie. Marina Contino

“Mi associo al tuo pensiero cara Marina Contino. Un collega ed una persona speciale che ha fatto la storia del Pronto Intervento a #Roma e la stessa storia recente della Capitale. Era lui #Thevoice mentore e palestra di vita professionale (e non solo) x molti di noi. Oggi #doppiavela21 ha un pietra miliare in meno ma sicuramente un ricordo indelebile e insostituibile in più perché il Ricordo è la nostra Memoria, ed è per Sempre Mario Rossi” .

“Questi sono gli uomini che hanno fatto grande la Polizia amico mio! Figure così oggi sono diventate una rarità, ma chi li ha avuti come Maestri a inizio carriera, in ogni Questura, ha potuto contare su figure di riferimento importantissime per svolgere in sicurezza il servizio. Grande merito a questi Uomini e colleghi speciali. Grazie da tutti noi Rossella Grace Mat

“Non so chi di voi è per caso, negli ultimi 40 anni è passato …dalle parti della Guido Reni, la caserma delle volanti più bella del mondo. Oggi è volato in cielo uno dei suoi miti. Ennio Mignacca. 42 anni di polizia vera. Prima in sella alle “pantere” poi ..a guidarle dalla sala operativa con la sua voce…INIMITABILE. 9 anni insieme. Un fratello. Ti piango con infinita stima, affetto e cameratismo!! Quanti sani confronti. Addio. Ora fai parte della squadra volanti e pantere del cielo RIP in pace amico mio.

Caro ENNIO, la tua scomparsa mi ha colpito come …la corsa in sirena di una pantera. Quelle pantere, tanto amate, compresa la mia, che tu, per anni hai guidato con la tua voce calda ma decisa anche un po’ romanesca, nelle giornate soleggiate e nei cuori delle notti fredde, buie e tempestose. Le tue indicazioni erano per noi fari nella notte, consigli irrinunciabili. Eri lì sul posto con noi. Sei stato un grande, capace di parlare al telefono con il cittadino che chiedeva aiuto e, contemporaneamente, con la tua pantera che stava intervenendo. Risolvevi soluzioni solo con le tue capacità. Oggi, seppur iper tecnologizzati, non riescono ad imitarti poiché, non ci vuole solo Apple o Google o chissà quale altra diavoleria, ma ci vuole una cosa della quale tu abbondavi: un grande cuore ed una grande passione. La tua voce in paradiso la riconosceranno subito. Ciao Gigante, non ti dimenticheremo mai Salvatore Cestari”.

“Saluto con affetto e commozione un grande poliziotto, che è riuscito a farsi amare e stimare da tutti e che ha saputo interpretare con equilibrio e serenità il ruolo di uomo, di poliziotto prima delle Volanti e poi da operatore radio della Sala Operativa della Questura di Roma ” prefetto Francesco Tagliente

Cronaca

Si sente male durante il concerto: il leader degli Stadio ricoverato in terapia intensiva cardiologica

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Il cantante bolognese Gaetano Curreri è ricoverato in terapia intensiva cardiologica presso l’ospedale Mazzoni di Ascoli Piceno dopo essere stato colto da un malore la scorsa notte mentre stava concedendo l’ultimo bis del concerto che ha tenuto a San Benedetto del Tronto nell’ambito della rassegna “Nel cuore e nell’anima. Ritratti d’autore in musica e parole”.

Curreri, leader degli Stadio, si è improvvisamente accasciato sul palcoscenico dove si è esibito insieme al Solis String Quartet con “Canzoni da camera”. I primi soccorsi gli sono stati portati da un medico che stava assistendo al concerto, poi l’artista è stato poi trasferito con urgenza in ambulanza al nosocomio ascolano. I medici si sono riservati la prognosi. 

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Cronaca

Bari, roulotte a “luci rosse”: arrestato un 59enne per favoreggiamento della prostituzione

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BARI – Colto in flagranza di reato mentre porta delle ragazze a prostituirsi lungo la complanare che costeggia la SS96 a Torritto in provincia di Bari. Così i carabinieri della Stazione di Toritto, che erano sulle tracce dell’uomo da tempo, hanno arrestato un 59enne, censurato, residente a Corato.

I militari, anche mediante attività di osservazione, controllo e pedinamento, hanno sorpreso l’uomo che, alla guida della propria autovettura, dopo avere prelevato delle giovani donne, domiciliate a Bari, le accompagnava lungo la SS96, nei pressi di alcune roulotte o container utilizzati per la pratica dell’attività di meretricio.

Gli accertamenti, effettuati sia precedentemente sia dopo l’intervento, hanno consentito anche di appurare che l’uomo aveva già tenuto analoga condotta delittuosa in almeno altre quattro circostanze negli ultimi dieci giorni: infatti il 59enne era solito ricevere una chiamata dalle donne, quindi con la propria autovettura le raggiungeva a Bari, nei pressi di un hotel da dove le prelevava per poi accompagnarle sulla “strada della prostituzione”.

Nel corso della giornata si preoccupava poi di portare acqua, refrigeranti e quanto richiesto dalle donne e, a richiesta di queste ultime, le riaccompagnava in hotel. Pertanto, acclarate le oggettive responsabilità penali, durante l’ultimo servizio l’uomo è stato bloccato mentre lasciava per l’ennesima volta una donna straniera, sorpresa mentre scendeva dall’auto ed entrava nella roulotte. La giovane, dall’interno dell’autovettura, prelevava un borsone contenente profilattici, gel lubrificanti ed igienizzanti, pertanto per G.F. sono scattate le manette con il contestuale sequestro del mezzo utilizzato per favorire la prostituzione nonché del borsone e del relativo contenuto.

Per l’uomo si sono aperte quindi le porte della casa circondariale di Bari dove è attualmente ristretto a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

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Lago di Garda, la traversata di uno psichiatra di 76 anni: torniamo a vivere dopo il Covid

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L’intervista rilasciata a TG com 24

Camillo Carlucci, psichiatra trentino e bresciano d’adozione, si è tuffato da Malcesine, sulla sponda veronese, per coprire la prima delle 14 tappe. “Ho visto la morte in faccia, ora rinasco”, dice a Tgcom24

A 76 anni ha deciso di fare il giro del Lago di Garda a nuoto per lasciarsi alle spalle il Covid e “rinascere”. Camillo Carlucci, psichiatra trentino e bresciano d’adozione, si è tuffato da Malcesine, sulla sponda veronese, per coprire la prima delle 14 tappe giornaliere del periplo che farà, per un totale di 140 chilometri, nuotando a dorso e stile libero. “Non è una competizione, una gara – spiega a Tgcom24. – Ad ogni bracciata guardo al futuro da persona viva e vitale, così come progettavo di fare durante la malattia”.

Come si sente dopo la prima nuotata?
“Dico la verità, avrei voluto proseguire, ma poi mia figlia Charlotte, che è il mio preparatore atletico, e l’amico Mario, che mi segue in barca per darmi la rotta, mi hanno consigliato di fermarmi, perché ho bisogno di energie anche per domani e per le prossime due settimane. Certo, 40 anni fa ci avrei messo di meno, ma mi accontento delle quasi 5 ore di oggi necessarie per coprire i primi 10 chilometri”.

Cosa è già riuscito a lasciarsi alle spalle dopo le prime bracciate?
“L’idea di questa impresa è nata in un momento molto brutto, perché ammalandomi di Covid ho visto la morte in faccia. Era il 20 marzo 2020 quando ero il numero 34 sotto il tendone degli Spedali civili di Brescia. Ho provato angoscia anche nel post ricovero: io psichiatra ero vittima del disturbo post-traumatico da stress. Non dovevo farlo diventare cronico e ho pensato che desiderare di compiere un’impresa alla mia età mi avrebbe fatto sentire vivo. Così, durante la quarantena, ho progettato questo periplo, allenandomi a casa, perché non volevo solo superare un trauma ma tornare diverso, un altro Camillo. E con le prime bracciate devo dire che ho potuto staccare dal mondo e dal lavoro”.

Come si è preparato atleticamente?
“A casa e in palestra da mia figlia una volta guarito. Ma durante la malattia e in attesa di negativizzarmi facevo tanta ginnastica respiratoria. Sa, al liceo ero un campioncino di nuoto, avrei dovuto partecipare alle Olimpiadi del ’64, ma ho dovuto ubbidire a mio padre e quindi rinunciare all’evento per conseguire la Maturità”.

Che messaggio vuole lanciare con questa impresa?
“Non voglio solo far promozione al Lago di Garda, ma voglio far capire che è importante tornare a vivere e fare sport, dopo il Covid. E soprattutto mi rivolgo ai miei coetanei. Li aspetto, con tanti altri giovani e adulti, l’anno prossimo, per il periplo di gruppo che organizzerò. Non bisogna lasciarsi andare, come succede spesso nella terza età, quando molti stanno davanti alla tv e l’unico movimento che fanno è quello del pollice per cambiare canale”.

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