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Politica

L’arcipelago RAI, oasi per famosi, privilegiati e…

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La galassia Rai Spa appare come una massa ibrida, compresa tra la politica e le istituzioni, germoglia nei sobborghi di una vita virtuale e si mostra come una settaria rappresentazione del sistema di informazione singolare.

Le sue controllate sono: Rai Cinema, Rai Com, Rai Pubblicità e Ray Way e a sua volta è controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze che detiene il 99,56% delle azioni.

Con il Dlg. 30 dicembre 2016,n. 244, è stato prorogato e definito il termine della Concessione del Servizio Pubblico, radiofonico, televisivo e multimediale.

L’analisi dei dati che seguono fa comprendere che la scelta del presidente Foa, sebbene importante politicamente per Salvini, Di Maio diversamente importante per Berlusconi ed il Pd, non cancella le difficoltà Rai che hanno immediato effetto sul cittadino .

Scorrendo la Relazione e bilancio al 31 dicembre 2016, ultima disponibile, si è potuto avere un quadro ravvicinato di cosa sia veramente la situazione “pubblico” vs “Rai Spa”.

 

Canone e pubblicità le colonne portanti dell’azienda

I canoni e gli introiti pubblicitari e altri ricavi di natura commerciale hanno contribuito complessivamente con 2.627,7 milioni di euro al bilancio Rai. Solo la voce “canone” ha inciso per 1.909,7 milioni di euro, con una crescita rispetto al 2015 di 272,2 milioni di euro (+16,6%).

Quanto sopra esposto, non esaurisce la voce “entrate” dell’arcipelago Rai, evidenzia invece, se ce ne fosse bisogno, che gran parte del carico lo sopporta pienamente il contribuente e per la restante parte, cioè quella della pubblicità, ne sente l’effetto indirettamente tramite l’aumento dei costi sui prodotti pubblicizzati.

Quanto libera può dirsi l’informazione Rai?

A partire dal 15 novembre 2016, la competenza a stipulare contratti quadro e convenzioni con i Ministeri e stata riallocata in ambito Rai.

Tra le Convenzioni Istituzionali piu significative stipulate nel 2016 si segnalano il rinnovo della collaborazione con il Ministero dell’Interno per la realizzazione di una campagna sui temi dell’immigrazione e dell’integrazione attraverso la realizzazione di ulteriori edizioni del programma Radici.

Altre convenzioni si stipulano con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, della Cultura, con l’Isfol (Ministero del Lavoro) e altri.

Cosa insegna la stipula di tutti questi programmi commissionati ogni volta dal governo in carica? Non ci vuole tanto a capirlo. Ogni corrente politica al governo, cerca di inculcare nel paese una sua ragion di stato. In questi ultimi tempi la televisione pubblica ha adempiuto a questo impegno magnificamente, a tal punto da mettere in discussione la stessa libertà di opinione.

Un arcipelago a struttura elefantiaca, paradiso di pochi a carico di tanti

A mandare avanti questa struttura elefantiaca, al 31 dicembre 2016 c’è stato un organico di 11.303 unità più ulteriori 700 unità di personale a tempo determinato. Il 2016 ha visto una crescita di 249 unita del personale in organico rispetto al 31 dicembre 2015.

La Rai è televisione pubblica e perciò il pubblico è bene sappia che questa folta famiglia televisiva pubblica, agli italiani è venuta a costare, solo nel 2016, la modesta somma di 928,2 milioni di euro con un incremento di 39,9 milioni di euro rispetto al 2015 (+4,5%). Non bisogna trascurare che a questa ingente somma c’è da aggiungere gli accantonamenti per liquidazione di fine lavoro ed altre spettanze.

A maggiore chiarezza e giusto per completare il quadro, al 31 dicembre 2016 sono stati ulteriormente pagati euro 131,1 milioni per lavoro autonomo e 34,4 milioni di euro per viaggi di servizio e costi accessori del personale.

Come diceva il grande Totò, sciala popolo e io pago!

All’infuori del canone, nel 2016 il pubblico ha contribuito alla sopravivenza della Rai con un finanziamento di euro 45,4 milioni per servizi speciali da convenzione e a fini istituzionali. Nel 2015 per lo stesso fine il finanziamento è stato di euro 52,8 milioni.

Si sente sempre dire “Mamma Rai, di tutto di più”. Più che vero, è molto di più quello che qui non si è potuto scrivere perché la storia è lunga e complicata.

Dal dibattito, montato ad arte sulla scelta del presidente della società, il pubblico viene completamente escluso.

Se la Rai rimane quell’arcipelago , oasi per famosi e privilegiati, la galassia Rai Spa rimarrà sempre una massa ibrida, compresa tra il pubblico e il privato, il commerciale ed il sociale, tra il virtuale ed il reale e per sempre prona e riverente verso il potere dominante.

Emanuel Galea

Politica

Basilicata regionali, la metá degli elettori diserta le urne: centrodestra si riconferma con Bardi

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Il centrodestra resta alla guida della Basilicata. In un voto segnato dal forte astensionismo (alle urne il 49,8%), Vito Bardi ottiene la riconferma con largo distacco su Piero Marrese, su cui il centrosinistra ha puntato dopo una serie di retromarce.

Bardi è stato confermato governatore della Basilicata con il 56,63% dei voti, secondo i risultati definitivi dello scrutinio. Marrese ha ottenuto il 42,16% dei consensi. Al terzo candidato Eustachio Follia è andato l’1,21%. Fratelli d’Italia risulta il partito più votato, con il 17,39%. Segue il Partito democratico col 13,87%. Nella coalizione di centrodestra Forza Italia ottiene il 13,01% dei voti, mentre la Lega si ferma al 7,81% dei consensi seguita da Azione con il 7,51%. Nel centrosinistra il Movimento 5 stelle ottiene il 7,66%, dietro a Basilicata casa comune (11,18%). 

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Politica

Basilicata, regionali: scontro all’ultimo voto tra centrodestra e centrosinistra

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Urne aperte fino alle 15 di oggi

È stata al 37,74 per cento l’affluenza degli elettori lucani nella prima giornata di voto. Nel 2019 l’affluenza alla chiusura dei seggi fu del 53,52 per cento ma fu quella anche la percentuale definitiva, perché si votò solo la domenica. In provincia di Matera la prima giornata di voto si è conclusa con un’affluenza del 40,98 per cento (56,03% nel 2019); in provincia di Potenza l’affluenza è al 36,31 per cento (52,40 per cento cinque anni fa). A Potenza, alle ore 23 la percentuale è stata del 49,92 per cento (68,79 per cento cinque anni fa); a Matera è stata del 41,66 per cento (nel 2019 fu del 59,89 per cento).

La scarsa affluenza – almeno finora – rende ancora più combattuto il confronto tra centrodestra e centrosinistra.

Lo schieramento che sostiene Vito Bardi, ricandidato dal centrodestra “allargato” ai partiti di Calenda e Renzi, conta proprio sul lavoro svolto dai candidati stretti attorno ai sette simboli che compaiono sulla scheda consegnata agli elettori. Cinque i simboli che sostengono il candidato presidente del centrosinistra, Piero Marrese, che conta principalmente sull’alleanza fra Pd e M5s. C’è curiosità per capire quanto consenso raccoglierà Eustachio Follia, leader lucano del movimento politico europeo Volt. E quindi, fra un elettorato che non ha affollato le 682 sezioni allestite nella regione e un pronostico sull’esito del voto tutto da chiarire, una curiosità e una puntata polemica hanno animato la prima giornata delle elezioni. La curiosità riguarda un vassoio di dolci per la colazione portato in un seggio di Lagonegro: peccato che la confezione di cartone bianco portasse attaccato il “santino” di un candidato dello schieramento di centrodestra. Un tentativo in extremis di raccogliere qualche voto? E’ difficile crederlo ma su questa curiosità scatta poi la polemica. “Basilicata Casa Comune” – lista dello schieramento di centrosinistra – ha attaccato duramente il candidato ritratto nell’immagine, dicendo che “si è oltrepassato ogni confine etico e di legalità”.

Nel ricordare che “la legge impone di rispettare la neutralità e l’integrità dei luoghi di voto, garantendo che ogni cittadino possa esprimere liberamente la propria scelta senza influenze esterne”, la lista ha definito l’arrivo del portavivande “targato” “un tentativo grave di influenzare gli elettori con gesti di cortesia” che si trasformano – proprio per la presenza del “santino” – di “un atto illegale”. Sul filo della battuta, le parole di Enzo Amendola (Pd) che si complimenta con Marrese per il “sorriso” sfoggiato al seggio dove l’aspirante presidente della Regione ha votato. “Bravo Piero Marrese, avrei pubblicato anche la foto del principale avversario di Piero, ma Bardi ha già votato?”.

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Economia e Finanza

Taglio di 500 miliardi di Spesa Pubblica: lunedì la proposta di legge che parte dal basso

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Maria Grazia Cucinotta “madrina” dell’iniziativa

Lunedi 22 aprile presso la Corte di Cassazione a Roma il comitato Stiamo Uniti sostenuto da Adusbef, Annild, Codacons, Comitato dei 500 e Unione Popolare, per mano del presidente, l’avvocato Evandro Senatra, presenterà una proposta di Legge d’iniziativa Popolare per il Taglio di 500 Miliardi di Spesa Pubblica.

Un’ impresa in apparenza titanica ma che punta a rivoluzione in modo deciso il nostro Paese.

Ci saranno 2 mesi di tempo per raccogliere almeno 50.000 firme richieste dalla Legge

Un taglio traversale ove i principali risparmi proverranno da:

  • 13 miliardi di tagli nei costi della politica italiana;
  • 10 miliardi abolendo i cosiddetti Enti inutili;
  • 39 miliardi da recuperare riprendendo le nostre risorse dalle fondazioni bancarie;
  • 60 miliardi vendendo parte degli immobili e dei terreni pubblici;
  • 12 miliardi e mezzo potrebbero provenire eliminando sprechi e inefficienze del trasporto pubblico locale;
  • 40 miliardi velocizzando l’intero comparto giustizia;
  • 251 con una cartolarizzazione concordata recuperando i crediti dell’Agenzia delle Entrate;
  • 30 miliardi eliminandogli sprechi negli acquisti della Pubblica Amministrazione.

Un risparmio che ammonterebbe a quasi 10 manovre finanziarie ma che lo stesso Comitato Stiamo Uniti ha già pensato di indirizzare ad aiuti alle famiglie in difficoltà, al taglio netto dell’enorme debito pubblico, ai malati in difficoltà, ad un massiccio taglio delle tasse e fare in modo che si possa aiutare con concretezza in italiani in difficoltà con i mutui.
Una vera rivoluzione copernicana che se avverrà potrà riportare, stante le indicazioni dei componenti del Comitato, ad un nuovo e più concreto Boom Economico Italiano.

Al telefono abbiamo sentito l’avvocato Evandro Senatra, che ci ha dichiarato:

È un progetto che interessa non solo chi vive oggi nel nostro Paese ma, soprattutto, le generazioni future che potranno vivere in una Nazione davvero unica.

Presidente questo taglio, come Le dicevo, sembra davvero una impresa titanica?

Assolutamente si ma crediamo davvero nei nostri concittadini che capiranno senza alcun indugio l’alto valore della nostra lodevole iniziativa.
È il frutto di un lavoro di squadra e non posso esimermi dal ringraziare l’anima di questo Comitato.

Può svelarci il nome?

Certo l’amico Roberto Mezzaroma che ci ha messo a disposizione la sua struttura sede dei nostri uffici. Roberto è un uomo di alto lignaggio morale e profondamente religiosa oltre che ottimo conoscitore dei meandri della struttura pubblica italiana, politica e burocratica e anche della Comunità Europea essendo stato anche parlamentare europeo.
Ma gli altri componenti non sono da meno. Ed in più voglio ringraziare l’operato di Maria di Prato, una donna imprenditrice, cuore ed anima del Comitato dei Promotori.

Un’altra “primizia” per la nostra testata?

Guardi Le dico che fa parte del nostro gruppo ed è la “madrina” delle nostre iniziative la stupenda attrice Maria Grazia Cucinotta. Una donna che vuole da sempre essere di aiuto all’Italia di cui è ambasciatrice nel mondo di bellezza e di raffinatezza.

Che messaggio vuole inviare alle italiane ed agli italiani?

Di credere in questo progetto. Basterà recarsi nelle segreterie comunali muniti del proprio documento di identità e firmare questo progetto.
È l’occasione per tornare davvero quella meraviglia di paese che tutto il mondo invidia.
È un dovere nei confronti delle generazioni future.

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