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MARIA ELENA BOSCHI: LA CAMERA SALVA IL GOVERNO E RESPINGE LA MOZIONE DI SFIDUCIA

Redazione

La Camera, come era ampiamente prevedibile, ha respinto la mozione di sfiducia, presentata dai pentastellati, nei confronti del ministro delle riforme e dei rapporti con il parlamento, Maria Elena Boschi, con 129 sì e 373 no. A favore hanno votato M5s, Si-Sel, Lega nord, Fdi-An. Contrari Pd, Area popolare, Conservatori e riformisti, Ala, Scelta civica, Pi-Cd, Psi, Minoranze linguistiche. Forza Italia non ha partecipato al voto
 
 
L'arringa di Boschi Sicuramente certa dei numeri, la difesa del ministro delle Riforme è stata piena di precisazioni, orgoglio e anche un pizzico di punzecchiature rispetto al trattamento riservatole dagli "invidiosi" della sua posizione e giovane età.  La ministra ha parlato di suo padre a testa alta: "Se mio padre fosse stato davvero favorito – ha detto – sarei la prima a dimettermi. Ma sono state dette un sacco di falsità: è in corso un attacco politico contro il governo e la mia famiglia". "Sono orgogliosa di far parte di un governo – ha detto in Aula – che esprime un concetto molto semplice: chi sbaglia deve pagare, chiunque sia, senza differenze e favoritismi. Se mio padre ha sbagliato deve pagare. Non c'è spazio per doppie misure e favoritismi. Non è mia intenzione – ha aggiunto – esprimere valutazioni per la campagna contro la mia famiglia e contro il governo".
Chiudendo il suo intervento alla Camera ha scagliato una lancia contro i suoi avversari politici: "La realtà dei fatti – ha aggiunto -è molto più forte del qualunquismo, della demagogia e del populismo che dice che alcuni non sono uguali davanti alla legge. Nella nostra Italia siamo tutti uguali davanti alla legge e questo è dimostrato. Auguro a tutti voi di giudicare i fatti, che sono più forti della demagogia. A chi pensa così di indebolire il governo, dico: lasciate perdere". "Il Governo è attrezzato per respingere attacchi e portare avanti la nostra azione. Non ci fermeranno le bugie, ma andremo avanti per dare all'Italia una nuova opportunità", ha concluso. Boschi lancia la "sfida" ai "colleghi" che hanno firmato la mozione di sfiducia. "Io sono dalla parte delle istituzioni e non ho mai favorito familiari o amici, non c'è nessun conflitto di interessi", ha detto chiamando il giudizio della Camera sul fatto se abbia o no tratto "vantaggi" dalla vicenda Banca Etruria. "I colleghi sono liberi di pensare quello che vogliono ma dico che le maldicenze, le invidie e i chiacchiericci che mi hanno coinvolto non mi fanno paura, anche perché ho avuto attestati di stima ed amicizia non solo da parte dei colleghi ma anche di cittadini che mi incoraggiano ad andare avanti".