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Castelli Romani

Mondo della ristorazione, da Pavona nasce un grande professionista: Alessandro Pipero

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Sovrana Bellezza Alessandro Pipero, magnifico interprete del servizio di sala “Da bambino adoravo mangiare, mangiavo di tutto e di questa passione ho fatto il mio mestiere”. Alessandro Pipero e’ un maestro di sala disinvolto, spontaneo, essenziale, elegante come il suo ristorante di Corso Vittorio Emanuele a Roma, dove accoglie gli ospiti come uno splendido padrone di casa. Il servizio di sala è una nobile arte italiana da secoli.

Nei primi del 900, il cuoco più famoso del mondo, Auguste Escoffier, per il suo albergo di Ostenda volle un maitre italiano: Luigi Carnacina dell’ Hotel “Al Ciro’s” di Montecarlo. In quel periodo la scuola italiana delle tecniche di servizio era il punto di riferimento di tutta l’Europa e il maitre italiano era considerato il più preparato al mondo. Di questa arte italiana antichissima e prestigiosa Pipero è l’interprete più brillante e attuale. Nasce e cresce a Pavona, una cittadina vicino a Albano Laziale, la scuola non gli piace, la sua passione è il cibo. Sceglie di frequentare l’istituto alberghiero perché pensa che sia l’unica scuola dove si studia poco. All’alberghiero di Tor Carbone si trova tra ragazzi sfaticati, senza motivazione. Di quegli anni Pipero ricorda soltanto il professore che insegnava pratica di sala, estroso e istrionico. Durante l’anno scolastico fa il tirocinio a Grottaferrata a Villa Florio e poi al Jolly Hotel di via Veneto a Roma dove inizia la giornata dalle colazioni.

Parte da Pavona alle 5 del mattino e alle 6 entra in sala. Quel lavoro della mattina è noioso e ripetitivo ma Pipero ne fa un’occasione per studiare le persone appena sveglie, quando sono senza schermi e esprimono anche ciò che vorrebbero dissimulare. Ascolta con attenzione le richieste dei clienti, impara a decifrarne le reali aspettative. Studia anche ciò che si svolge dietro le quinte della professione, la parte che non brilla: le lamentele del personale insoddisfatto, l’organizzazione dei turni e dei riposi settimanali con i colleghi che scaricano il lavoro sugli altri, che fanno il minimo indispensabile senza impegno, ne’ entusiasmo.

Pipero individua in questi aspetti ciò che non vorrà mai fare, ciò che lui non vuole diventare. Va a lavorare all’hotel Excelsior di Roma e poi all’Hotel Cala di Volpe di Porto Cervo, meta di clienti famosi e ricchissimi, viziati e pretenziosi. È lì che impara a conoscere i loro capricci, le loro richieste mutevoli, ravvisando alcune costanti: il cliente molto facoltoso vuole essere riconosciuto e pretende che le sue esigenze vengano comprese senza doverle manifestare. È un compito difficilissimo ma quel ragazzo di Pavona ha una qualità innata: riesce a entrare immediatamente in sintonia con i clienti, a riconoscerne carattere e inclinazioni, anche quando si nascondono dietro stereotipi o assumono atteggiamenti per celare la loro personalità. Lui capisce al volo, li asseconda, li conquista con la sua eleganza, è discreto, simpatico, sorridente.

Quando torna a Roma l’Hotel St. Regis lo sceglie come sommelier. Pipero fa di questa esperienza un’ opportunità per apprendere: conosce vini prestigiosi, bottiglie importanti, osserva, annota, registra tutto. Diventa un eccellente sommelier e quando Antonello Colonna lo sceglie per il suo ristorante a Labico non esita a accettare l’incarico.

La mamma di Alessandro invece si dispera: non conosce la fama di Antonello Colonna e non comprende perché il figlio, che lavora in un hotel a 5 stelle di via Veneto e di cui va così fiera, preferisca andare a lavorare in un posto poco conosciuto della campagna romana che si chiama Labico. Ma Alessandro sa che quella è la sua grande occasione. Antonello Colonna è uno chef famosissimo e Labico è il suo regno: un hotel raffinato con ristorante di alta cucina e un fantastico centro benessere. Un sogno. Antonello Colonna intuisce subito che Alessandro ha grandi qualità e per studiarlo meglio il primo giorno lo invita a mangiare con lui.

Da autentico maestro sa che a tavola il ragazzo mostrerà i suoi gusti e soprattutto il suo carattere. Durante quel pranzo Colonna osserva Alessandro, il modo in cui si muove, la sua grande personalità e decide di affidargli il suo ristorante. In quell’ambiente dal lusso discreto, curato nei dettagli dall’apparecchiatura della tavola alla decorazione del piatto Alessandro incontra il Gotha della gastronomia italiana e internazionale: cuochi stellati, giornalisti, sommelier che vengono da tutta Italia e dall’estero per conoscere la cucina di Antonello Colonna.
Pipero è entusiasta, impara, conosce e si fa conoscere e nel 2005 viene nominato dalla guida dell’Espresso miglior sommelier dell’anno.

Nel 2007 apre il suo primo ristorante a Albano con un’idea precisa: mentre il servizio di sala langue e gli chef sono le uniche stelle dell’universo gastronomico decide che nel suo locale il servizio di sala sarà eccellente tanto quanto la cucina.
Alessandro sa che un ristorante con un bravo chef e un servizio di sala scadente non avrà mai veramente successo.

Ma è a Roma che vuole lavorare, città che ama e con la quale si identifica. Nel 2010 si trasferisce a all’Hotel Rex con lo chef Luciano Monosilio, suo amico d’infanzia e allievo, tra gli altri, di Uliassi e Pierangelini.
Il successo è travolgente e nel 2012 arriva la stella Michelin.
Il ristorante è piccolo e elegantissimo, con i piatti della tradizione italiana reinterpretati sapientemente da Monosilio che propone, tra le altre prelibatezze, una carbonara sublime “a peso” e con il servizio di sala disinvolto, aereo, impeccabile di Pipero.
Apprese le rigide regole della sala, Alessandro le applica con il suo stile, come soltanto chi ha grande competenza può fare, va contro corrente, contro le mode:” Non contemplo neppure lontanamente l’idea di mangiare 50 grammi di pasta” dice ai giornalisti che lo intervistano sulla dieta mediterranea.
Ama il cibo, il vino e le belle donne,  quando lavora interpreta se stesso e le sue passioni.
Nessun artificio, nessun orpello.
Nessuna concessione allo snobismo: “Il cliente più difficile è quello che sceglie il ristorante di moda ma non capisce niente di cibo” dice. “In questo caso provo a accontentarlo per la serata e cerco di non farlo tornare più, perché lui non si diverte e neanche io”.
Nel 2013 ha fondato con i maestri di sala e i sommelier dei locali più importanti d’Italia l’associazione “Noi di sala” per formare personale altamente specializzato e riportare la professione del cameriere al suo prestigio.
Dalla primavera del 2017 ha trasferito il ristorante in Corso Vittorio Emanuele.
Nella sala elegante e essenziale del suo ristorante Pipero si prende cura degli ospiti in perfetta sincronia con Achille Sardiello e Riccardo Robbio, direttore e responsabile di sala, affiancati da Giulia La Bella, Andrea Marrazzo e dal sommelier Marco Lanzilotti.

Quando il cliente entra nel ristorante di Pipero si sente su un palcoscenico allestito soltanto per lui. Il tempo si ferma, resta sospeso tra il sapore celestiale della carbonara di Monosilio e le movenze armoniche di Pipero.

La Sovrana Bellezza siamo noi.

Susanna Donatella Campione

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Nemi, nessuna conciliazione con i lavoratori e il sindaco diserta gli appuntamenti in prefettura: sanzionato il Comune

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La Commissione di Garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali nella seduta del 13 febbraio 2020 con delibera n. 20/29 ha irrogato una sanzione pecuniaria per l’ammontare economico complessivo di € 7.000.00 nei confronti del Comune di Nemi, in persona del legale rappresentante.
Tutto era iniziato con una nota del 25 ottobre 2019, con cui le Segreterie territoriali di Roma e Lazio delle Organizzazioni sindacali FP CGIL e CISL FP chiedevano al Prefetto di Roma di esperire le procedure di raffreddamento e di conciliazione per individuare una possibile soluzione alle “gravi problematiche del personale del Comune di Nemi legate alla mancanza totale di relazioni sindacali”; L’amministrazione Comunale di Nemi per ben due volte, seppur convocata dalla Prefettura di Roma, è risultata assente e la procedura si è quindi conclusa con esito negativo.
Su nostro esposto ed a seguito della comunicazione della Prefettura di Roma, la Commissione ha disposto l’apertura del procedimento per il “mancato espletamento delle procedure di raffreddamento e di conciliazione”, nonostante l’obbligo di esperire un tentativo preventivo di conciliazione, presso la competente Prefettura, prima della proclamazione di un eventuale sciopero.
Nel corso di tale procedimento di valutazione, il Comune di Nemi non ha presentato osservazioni né, tantomeno, ha chiesto di essere sentita in audizione, omettendo anche di comunicare, ai fini dell’applicazione dell’eventuale sanzione i riferimenti del proprio legale rappresentante pro-tempore.
Per tale motivo è stata irrogata la sanzione ed è stato invitato l’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Roma ad adottare apposita ordinanza-ingiunzione entro 30 giorni dal ricevimento della delibera.
Riteniamo comunque necessario che il Comune di Nemi metta in atto
immediatamente tutte le azioni necessarie affinché ci sia una maggiore attenzione alle politiche del proprio personale e che non sia più necessario, per le parti sociali, rivolgersi ad enti terzi per la risoluzione delle problematiche dei lavoratori.
Auspichiamo che la sanzione non debba essere a carico degli ignari cittadini di Nemi, ma sia pagata dai diretti responsabili.

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Velletri, un’altra aggressione alla polizia locale: clima di tensione

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Era il 2 novembre del 2019 quando un uomo, ubriaco e drogato, in pieno centro di Velletri, ha aggredito i passanti nonché ferito n. 4 Agenti e Ufficiali della Polizia Locale del Comune di Velletri, unicamente intenti a svolgere il loro lavoro, riportando, quest’ultimi, lesioni con prognosi comprese tra i 5 ed i 15 giorni.
Ora l’ennesimo caso di aggressione si ripete nuovamente con insulti e minacce a due agenti che lo avevano multato.
Un grave atto, perpetrato ancora una volta, contro chi è impegnato nello svolgere il proprio lavoro con l’unico intento di tutelare la legalità, la sicurezza dei cittadini e del territorio ma soprattutto per il rispetto della legge e della civile convivenza.
Esprimiamo tutta la nostra solidarietà e vicinanza al Comandante del Corpo della Polizia Locale del Comune di Velletri volgendo lo sguardo a tutti gli Agenti del Corpo e in particolar modo per i gravi e ingiustificati attacchi subiti in questi ultimi mesi.
Questo episodio testimonia, se mai ce ne fosse stato bisogno, che la tensione ormai vive nella quotidianità degli Agenti e Ufficiali della Polizia Locale di Velletri, in attesa da anni di nuove norme che ne ridefiniscano status e compiti, ma che con professionale diligenza sono impegnati a far rispettare la legge.
Come FP CGIL riteniamo che la Pubblica Amministrazione debba tornare impegnare le risorse per garantire un idoneo investimento sul fabbisogno del personale, chiediamo da subito, un piano delle assunzioni funzionale ai bisogni veri.
E infatti, pur in presenza di evidenti carenze di organico e mezzi, tutti gli Agenti a disposizione cercano di garantire un professionale e ottimale servizio su tutto il territorio comunale.
Più volte, in questi anni, come FP CGIL, abbiamo sempre evidenziato la necessità di dotare la Polizia Municipale di adeguata strumentazione e, in particolare, di idonei dispositivi di protezione individuale (giubbotti, guanti anti-taglio, ecc..), oltre alla necessità di investire risorse importanti sulla formazione permanente che, nel caso di specie, non può essere solo di tipo
teorico.
Su questo invitiamo l’Amministrazione Comunale di Velletri ad adoperarsi con urgenza affinché gli operatori della Polizia Municipale siano messi nelle condizioni di poter rendere i servizi alla cittadinanza in condizioni di sicurezza, garantendo al Comando la fattiva possibilità di fruire di tutti gli strumenti indispensabili, atti alla protezione individuale e collettiva.
Pur nella consapevolezza che gli Agenti continueranno a prestare il loro lavoro con l’impegno e la dedizione di sempre come FP CGIL ci preme nuovamente ricordare, come più volte evidenziato che la sicurezza è un tema di vitale importanza e non può e non deve essere assolutamente trascurato.

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Quattro proposte di legge di iniziativa popolare: ad Albano Laziale prosegue la raccolta firme di FdI

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ALBANO LAZIALE (RM) – Sabato anche ad Albano Laziale prosegue la raccolta firme di Fratelli d’Italia per l’elezione diretta del Capo dello Stato, per l’abolizione dell’istituto ottocentesco dei Senatori a vita, per il tetto alle tasse in Costituzione e per la supremazia dell’ordinamento italiano su quello europeo. “Venite a firmare in via Aurelio Saffi, 61 dalle 10,00 alle 19,00 – dichiara Roberto Cuccioletta, coordinatore FdI di Albano – Continua la raccolta firme – prosegue Cuccioletta su presidenzialismo e tetto tasse in Costituzione, per le battaglie storiche di Fratelli d’Italia e della destra italiana. Restituiamo il potere nelle mani del popolo italiano. Chi è con noi?”

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