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Nel futuro di Apple ci sono display curvi e comandi gestuali

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Il futuro della telefonia mobile è sempre in continuo sviluppo, ma da Cupertino nei prossimi anni potrebbero arrivare novità sempre più golose per gli appassionati di tecnologia. Apple, infatti, starebbe lavorando su schermi curvi e su un sistema di controllo basato sui gesti delle dita, senza bisogno di toccare il display, per gli iPhone del futuro. Queste due caratteristiche, se venissero confermate, sarebbero volte a differenziare i prodotti del colosso statunitense nel mercato sovraffollato degli smartphone. A darne notizia è Bloomberg, che cita fonti a conoscenza dei fatti. Il controllo attraverso l’uso dei gesti consentirebbe ai futuri utenti dell’iPhone di impartire alcuni comandi muovendo le dita davanti allo schermo, ma senza toccarlo. La tecnologia alla base di questo tipo di interazione, tuttavia, è ancora in fase di ricerca e non arriverà nelle mani dei consumatori prima di un paio d’anni. Sempre in base alle indiscrezioni diffuse da Bloomberg, Apple sarebbe al lavoro anche sui display Oled curvi. A differenza degli schermi di Samsung, che si curvano ai bordi, quelli su cui lavora il colosso di Cupertino curverebbero gradualmente dall’alto al basso. Anche in questo caso la tecnologia è nelle prime fasi di ricerca e, seppure Apple decidesse di realizzarla, non entrerebbe in commercio prima di 2-3 anni. Guardando al futuro più vicino a noi, per il prossimo autunno, si attendono da Apple tre smartphone sulla falsa riga dell’iPhone X: uno da 5,8 pollici, un modello Plus da 6,5 pollici e uno da 6,1 con display Lcd e prezzo tagliato. Rimane da vedere se questo dispositivo possa essere l’erede dell’SE o un modello del tutto diverso. Troppo presto per tirare una traccia precisa fra indiscrezioni, anticipazioni e strategie di mercato della Mela. In ogni caso è sempre bello sapere che nei laboratori di sviluppo del colosso americano non stanno mai fermi e lavorano per presentare, nei prossimi anni, apparecchi innovativi con funzioni futuristiche che fino a qualche tempo fa potevano solo essere prodotti di fantasia.

 

F.P.L.

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Cronaca

Stop plastica in mare: da Torvaianica a Palermo volontari all’opera

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TORVAIANICA (RM) – Raccolte decine di rifiuti sia sull’arenile che in acqua a Torvaianica. L’opera di bonifica grazie alla delegazione del Movimento ecologista Ecoitaliasolidale in occasione dell’Earth Day, la ricorrenza nata il 22 Aprile 1970 negli Usa per evidenziare la necessità di conservare le risorse naturali della Terra. Le iniziative si sono articolate da Torvaianica fino a Palermo e all’isola di Pantelleria. “Dopo la raccolta in spiaggia – hanno fatto sapere dal Movimento ecologista – con un gruppo di Sub abbiamo raccolto numerosi rifiuti in mare intorno alla Riserva di Tor Paterno che anch’essa è interessata alla diffusione in mare della plastica. Quest’anno il nostro impegno è per chiedere lo ‘Stop alla plastica in mare’, con una serie di iniziative di informazione specifica in materia di inquinamento della plastica sulle coste italiane.”

I mari del mondo sono invasi dalla plastica

Da uno studio coordinato dall’Università della Georgia è stato calcolato con precisione la quantità di plastica gettata nei mari: ben il 5 per cento di quella prodotta nel mondo finisce ogni anno fra
le onde. Complessivamente fra bottiglie, tappi, rivestimenti, imballaggi, si parla di 12,7 milioni di tonnellate che inquinano fortemente il mare. E il vero problema della plastica è il suo tempo di decomposizione, infatti per una bottiglia sono necessari circa 20 anni e circa un secolo per posate di plastica o accendini. Inoltre da non sottovalutare che le microparticelle di plastica vengono ingerite dai pesci che le scambiano per plancton, il loro cibo, e che successivamente tale sostanze nocive vengono ingerite da noi mangiando il pesce, con evidente pericolo per la salute.

Il Mediterraneo tra le acque più inquinate

Se il trend di inquinamento della plastica in mare prosegue con questi ritmi e senza adeguate soluzioni in termini anche di leggi specifiche per la diminuzione dell’utilizzo della plastica, secondo lo studio della Fondazione Ellen MacArthur presentato in occasione del Forum economico mondiale di Davos, nel 2050, in termini di peso, gli Oceani potrebbero contenere più bottiglie di plastica che pesci e tra le acque più inquinate vi è proprio il Mediterraneo.

L’appello di Ecoitaliasolidale ai vacanzieri e alle istituzioni

“Chiediamo come Ecoitaliasolidale con queste iniziative, – dicono ancora dal Movimento ecologista – in vista del prossimo periodo estivo, una particolare attenzione da parte di tutti i vacanzieri al fine di non lasciare sulle spiagge ed in mare ogni sostanza o materiale che possa inquinare ed al contempo chiediamo alle Istituzioni di adottare provvedimenti sanzionatori piu’ incisivi per i trasgressori, una maggiore fruibilità nelle spiagge degli appositi contenitori per conferire i rifiuti differenziati , nonché rafforzare i servizi di pulizia. Azioni concrete proprio nella giornata dell’Earth day perché la lotta alla plastica in mare – concludono da Ecoitaliasolidale – non termina con la bella stagione e il rischio del 2050, più plastica in acqua che pesci, è dietro l’angolo “.

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Cultura e Spettacoli

Napoli, Museo Diocesano: ancora una settimana per ammirare “La Madonna col Bambino in una ghirlanda di fiori”

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NAPOLI – Ancora una settimana per ammirare “La Madonna col Bambino in una ghirlanda di fiori” dipinto da Peter Paul Rubens e Juan Brueghel il vecchio e realizzato nel primo quarto del seicento. Questo vero e proprio gioiello resterà esposto fino al 30 aprile al Museo Diocesano del Complesso Monumentale Donnaregina. Un dipinto a “quattro mani” che racchiude due opere in una, ed ha come soggetto raffigurato la Vergine col Bambino incorniciata da un’elaborata ghirlanda di fiori dipinta da Brueghel il vecchio, il linguaggio pittorico è figurativo, mettendo in rilievo la bravura dell’artista a non tralasciare nessun dettaglio, sia nell’abbinamento dei colori, e sia con le sfumature. Il tema dei fiori e anche degli animali erano particolarmente apprezzati nel mondo fiammingo, dove si configuravano quale risposta alla Riforma protestante che negava la validità delle rappresentazioni della Vergine o dei Santi, mentre la Maria col Bambino è dipinto da Rubens, ed ha un linguaggio pittorico con i colori che si fonde bene nell’intero dipinto.

Di questo dipinto si registrano oltre due versioni analoghe:

Una nelle raccolte del Museo Louvre ed un’altra al Museo del Prado. L’opera è posta in una vetrina apposita di sicurezza nella “Sala Solimena” in alto nella chiesa posta al centro dominando l’intera sala, la collocazione in alto della diocesi dà al fruitore la possibilità di poter vedere una prospettiva diversa di tutta l’intera Chiesa, oltre al dipinto di Rubens-Brueghel ci sono altri dipinti di un’immensa bellezza, la sala Solimena ha un imponente affresco dipinto dal un giovane Francesco Solimena del 1684 dal titolo “Il miracolo delle rose”.

Oltre 300 opere da poter ammirare

L’intero complesso è un vero tesoro per i partenopei da poter fruire, infatti ha oltre 300 opere da poter ammirare tra affreschi, dipinti, oggetti preziosi di oro e argento, reliquie, marmi policromi e statue, fra le quali è molto interessante a sinistra della navata appena si entra nel corridoio si può ammirare le opere di Nicola Fumo del seicento, di materiale di legno intagliato e poi dipinto. Il museo è gestito dall’Arcidiocesi di Napoli, con la sorveglianza della soprintendenza al polo museale di Napoli. All’interno si trovano opere prevalentemente alla scuola napoletana, con opere di Luca Giordano, Francesco Solimena, Massimo Stanzione, Aniello Falcone e Andrea Vaccaro.

Una dimensione dove passato e presente non esistono

lI “viaggiatore” il quale è in visita al Museo Diocesano è immerso in una dimensione dove passato e presente non esistono, ma è una dimensione fuori dal tempo, fruendo appieno la spiritualità dell’opera, ma anche di vivere un’esperienza mistica unica in un contesto dove il Barocco ha potuto esprimersi al meglio dando prova di non voler lesinare con la bellezza. L’intento del Museo Diocesano voluto dal Cardinale Crescenzo Sepe nel 2007 è di voler un luogo dove regna l’armonia tra umanità e religione, rivolto al cielo e alla terra, l’intero Complesso sia la chiesa vecchia gotica che la chiesa barocca è protesa versa la modernità dei nostri tempi, verso l’Europa, ma rispettando la memoria del passato e con l’intento di conservare il proprio spirito identitario. L’intero Museo è teso ad ospitare nuove opere in futuro, ed è affino all’idea polifunzionale, infatti nel suo interno vengono organizzate attività extra museali tra cui congressi o rappresentazioni teatrali, come l’exibition dei Tableaux Vivants da Caravaggio che sta avendo un ottimo successo con la regia di Ludovica Rambelli, ritmicamente scanditi dalle musiche di Mozart, Bach, Vivaldi e Sibellus.

Cenni storici

Le prime testimonianze documentarie di questo luogo risalgono al 780, con molta probabilità in riferimento alla proprietaria dei terreni quando venne citato un complesso monastico presso le mura cittadine, detto: San Pietro al Monte di Domina Regina. Il complesso è stato abitato da monache italo-greche, da brasiliane, da benedettine nel IX secolo, e infine da francescane. All’inizio del seicento le Clarisse del monastero di Santa Maria Donnaregina decisero di costruire una nuova chiesa barocca, più consona ai tempi, annettendo l’antica chiesa gotica alla zona della clausura. I lavori con esattezza iniziarono nel 1617 con la partecipazione dei più prestigiosi artisti del momento.

Giuseppina Ercole

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Esteri

Orrore in Siria: trovata fossa comune

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SIRIA – Una fossa comune che potrebbe contenere fino a 200 corpi è stata scoperta a Raqqa, l’ex ‘capitale’ dell’Isis nel nord della Siria: lo ha detto un funzionario della città, Abdallah al-Eriane, secondo quanto riporta Al Arabiya. Secondo al-Eriane circa 50 corpi – tra civili ed estremisti – sono stati recuperati finora. La fossa era stata scavata sotto un campo di calcio, vicino all’ospedale in cui i combattenti dell’Isis si erano trincerati prima di essere cacciati dalla città nell’ottobre del 2017.

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