Connect with us

Cronaca

Nettuno, bufera su giunta Cinque Stelle. Si dimettono 5 assessori: Silvestroni (FdI) chiede il rispetto dei cittadini

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Tempo di lettura 2 minuti
image_pdfimage_print

NETTUNO (RM) – Dopo la giunta M5S di Pomezia, caduta a seguito delle dimissioni in massa dei consiglieri pentastellati in polemica col sindaco Fabio Fucci, ormai fuori dal Movimento, ora rischia un’altra giunta a 5 stelle, quella di Nettuno. Questa mattina cinque dei sei assessori hanno inviato una mail in cui formalizzano la loro volontà di dimettersi dall’incarico al sindaco Angelo Casto. Lo riferisce all’ANSA lo stesso Casto che però – dopo la recentissima caduta di Pomezia, un altro Comune dell’hinterland romano a maggioranza M5S – “non” considera “a rischio” la sua amministrazione.

Casto parla di una di “crisi di tipo ‘relazionale’, una frattura tra una parte della maggioranza e questi cinque assessori. A livello operativo – sottolinea – sono tutte persone che hanno lavorato bene, in maniera straordinaria, sia i consiglieri, sia gli assessori. Come tutte le famiglie ci sono degli screzi interni”. Volontà di Casto è quella di cercare di “ricucire per il bene della città. Sto riflettendo sul da farsi”, spiega.

Marco Silvestroni, Deputato di collegio appena eletto alle scorse elezioni del 4 Marzo, chiede il rispetto dei cittadini e dei territori. Intervenendo sulle dimissioni della Giunta di Nettuno

“Il Codice di comportamento del Movimento 5 stelle non può sovvertire il testo unico degli enti Locali ne può essere considerato un testo sacro. Prima vengono i cittadini e le leggi dello Stato.
A Pomezia a pochi mesi dal rinnovo del consiglio Comunale, il Sindaco a 5 Stelle è stato appena sfiduciato e mandato a casa dai consiglieri a 5 stelle, a Nettuno in queste ore la città è rimasta senza la giunta, che è l’organo esecutivo dell’Ente. E’ evidente che l’applicazione del codice di comportamento del Movimento sovverte le regole democratiche.

Se i cittadini eleggono democraticamente un Sindaco, questo deve governare e scegliere su presupposti fiduciari una giunta che lavori per i cittadini e non per il movimento. Stessa cosa vale per i consiglieri, che come ovvio, possono sfiduciare un Sindaco, ma la motivazione non può essere il codice di comportamento a 5 stelle. Amministrare un Comune è amministrare un pezzo di Stato e va fatto senza sovvertire l’ordine della gerarchia delle norme. Quando si viene eletti si risponde ai cittadini e non a un Blog.”

Conclude l’On. Silvestroni: “ Ho costatato che, oltre alla sciagurata amministrazione Capitolina, anche le Amministrazioni di Nettuno e Ardea stanno soffrendo di un immobilismo che penalizza i territori e i servizi ai cittadini. Un Comune dovrebbe incrementare e migliorare i servizi e non contrastarli applicando regole interne che ingessano l’attività Amministrativa. Sono stato eletto in questo collegio dai cittadini, a loro rispondo e per loro sono da subito a lavoro, se per i 5 stelle valgono prima le loro regole interne, è un problema loro, amministrare un territorio è un’altra cosa.

Cronaca

Cittaducale, concessionaria vende auto da rottamare all’insaputa del proprietario: 3 persone denunciate per truffa e falso in atto pubblico

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Tempo di lettura < 1 minuto
image_pdfimage_print

CITTADUCALE (RI) – Tre persone sono state denunciate dai Carabinieri di Cittaducale per truffa e falso in atto pubblico.

Tutto comincia lo scorso luglio quando i tre, titolari di una concessionaria di Rieti, vendono un’auto ad un ignaro acquirente ritirando il suo usato per la successiva rottamazione.

Dopo qualche mese però quel veicolo, destinato alla demolizione, viene notato dal proprietario circolare nella zona industriale di Cittaducale.

La situazione viene immediatamente segnalata ai Carabinieri che, dopo vari accertamenti, ricostruiscono la vicenda scoprendo che la concessionaria, invece di procedere alla rottamazione dell’utilitaria, ancora in buone condizioni, tacendo le loro intenzioni al proprietario, l’avevano venduta ad un giovane reatino, incassandone non solo il prezzo d’acquisto, ma anche un ulteriore importo come commissione per l’intermediazione nella transazione commerciale tra vecchio e nuovo proprietario.

Provvedevano quindi alla formalizzazione della vendita e alla registrazione presso il pubblico registro tramite una locale agenzia di pratiche auto. Tutto regolare, se non fosse stato che per la stipula di quegli atti avevano palesemente falsificato la firma dell’ignaro proprietario, il quale, non al corrente dell’avvenuta compravendita, non aveva neanche incassato nulla.
I due venditori e la responsabile dell’agenzia, residenti nella provincia di Rieti, dovranno ora rispondere del reato di truffa e falso in atto pubblico.

Continua a leggere

Cronaca

Latina, clan Di Silvio: in manette 33 persone

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Tempo di lettura < 1 minuto
image_pdfimage_print

Le accuse: associazione per delinquere di tipo mafioso, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione, sequestro di persona, furto, detenzione e porto abusivo di armi

Dalle prime luci dell’alba, è in corso, a Latina, una vasta operazione anticrimine della Polizia di Stato, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma.

Eseguite 33 misure cautelari nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti, a vario titolo, gravemente indiziati dei delitti di associazione per delinquere di tipo mafioso, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione, sequestro di persona, furto, detenzione e porto abusivo di armi.

L’attività investigativa ipotizza l’esistenza di un nuovo sodalizio di matrice mafiosa e di origine autoctona, riconducibile al gruppo di etnia Rom di Di Silvio Giuseppe, detto Romolo, organizzazione strutturata su base familiare e territoriale, già protagonista di gravissimi episodi criminali a Latina, che si è nel tempo sempre più radicata sul territorio, sia per quanto riguarda l’attività di spaccio di stupefacenti, sia in merito ad attività estorsive.

Dalle indagini è emerso come quest’ultima attività riuscisse ad incutere timore, a piegare la volontà delle vittime, in alcuni casi vessate da anni, senza che le stesse sporgessero denuncia.

Continua a leggere

Cronaca

Trova 4 ladri in casa e ne ammazza uno: in fuga gli altri tre

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
Tempo di lettura < 1 minuto
image_pdfimage_print

Il malvivente ucciso, secondo le indiscrezioni trapelate, era armato di pistola.

FROSINONE – Tragedia nel Frusinate a Santopadre, nei pressi di Arpino. Un uomo, sorpreso in casa con altre tre persone, è stato ucciso con un colpo di fucile dal proprietario dell’abitazione.

Il fatto è accaduto, in serata, poco dopo le 20 nel paese tra il Sorano e la Val di Comino. Sul posto i Carabinieri della Compagnia di Sora che hanno subito transennato l’area e avviato gli accertamenti per ricostruire cosa sia esattamente accaduto.

Il proprietario di casa, titolare di una ricevitoria-tabaccheria, era stato già derubato in passato. Si è appreso che l’uomo ucciso è un rumeno di 39 anni.

L’uomo, insieme a tre complici poi fuggiti, si è introdotto nella villetta del tabaccaio credendo non ci fosse nessuno. Al rientro nell’abitazione, i rumori provenienti dal piano superiore hanno insospettito il padrone di casa. Durante la fuga uno dei quattro uomini è stato raggiunto dai colpi di fucile e ucciso.

Il magistrato Marina Marra della Procura di Cassino ha interrogato il tabaccaio che avrebbe agito per legittima difesa. Il malvivente ucciso, secondo le indiscrezioni trapelate, era armato di pistola.

Continua a leggere

I più letti