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Cronaca

Nettuno, bufera su giunta Cinque Stelle. Si dimettono 5 assessori: Silvestroni (FdI) chiede il rispetto dei cittadini

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NETTUNO (RM) – Dopo la giunta M5S di Pomezia, caduta a seguito delle dimissioni in massa dei consiglieri pentastellati in polemica col sindaco Fabio Fucci, ormai fuori dal Movimento, ora rischia un’altra giunta a 5 stelle, quella di Nettuno. Questa mattina cinque dei sei assessori hanno inviato una mail in cui formalizzano la loro volontà di dimettersi dall’incarico al sindaco Angelo Casto. Lo riferisce all’ANSA lo stesso Casto che però – dopo la recentissima caduta di Pomezia, un altro Comune dell’hinterland romano a maggioranza M5S – “non” considera “a rischio” la sua amministrazione.

Casto parla di una di “crisi di tipo ‘relazionale’, una frattura tra una parte della maggioranza e questi cinque assessori. A livello operativo – sottolinea – sono tutte persone che hanno lavorato bene, in maniera straordinaria, sia i consiglieri, sia gli assessori. Come tutte le famiglie ci sono degli screzi interni”. Volontà di Casto è quella di cercare di “ricucire per il bene della città. Sto riflettendo sul da farsi”, spiega.

Marco Silvestroni, Deputato di collegio appena eletto alle scorse elezioni del 4 Marzo, chiede il rispetto dei cittadini e dei territori. Intervenendo sulle dimissioni della Giunta di Nettuno

“Il Codice di comportamento del Movimento 5 stelle non può sovvertire il testo unico degli enti Locali ne può essere considerato un testo sacro. Prima vengono i cittadini e le leggi dello Stato.
A Pomezia a pochi mesi dal rinnovo del consiglio Comunale, il Sindaco a 5 Stelle è stato appena sfiduciato e mandato a casa dai consiglieri a 5 stelle, a Nettuno in queste ore la città è rimasta senza la giunta, che è l’organo esecutivo dell’Ente. E’ evidente che l’applicazione del codice di comportamento del Movimento sovverte le regole democratiche.

Se i cittadini eleggono democraticamente un Sindaco, questo deve governare e scegliere su presupposti fiduciari una giunta che lavori per i cittadini e non per il movimento. Stessa cosa vale per i consiglieri, che come ovvio, possono sfiduciare un Sindaco, ma la motivazione non può essere il codice di comportamento a 5 stelle. Amministrare un Comune è amministrare un pezzo di Stato e va fatto senza sovvertire l’ordine della gerarchia delle norme. Quando si viene eletti si risponde ai cittadini e non a un Blog.”

Conclude l’On. Silvestroni: “ Ho costatato che, oltre alla sciagurata amministrazione Capitolina, anche le Amministrazioni di Nettuno e Ardea stanno soffrendo di un immobilismo che penalizza i territori e i servizi ai cittadini. Un Comune dovrebbe incrementare e migliorare i servizi e non contrastarli applicando regole interne che ingessano l’attività Amministrativa. Sono stato eletto in questo collegio dai cittadini, a loro rispondo e per loro sono da subito a lavoro, se per i 5 stelle valgono prima le loro regole interne, è un problema loro, amministrare un territorio è un’altra cosa.

Cronaca

Bologna, Covid-19. Telefona al 112: “Non ce la faccio più, ho fame e la dispensa è vuota!”

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BOLOGNA – “Non ce la faccio più, ho fame e la dispensa è vuota!”, è un’altra richiesta di aiuto di una signora, ricevuta ieri sera, all’ora di cena, dall’Operatore della Centrale Operativa del 112 della Compagnia Carabinieri di Imola (BO).

Sono stati i Carabinieri della Stazione di Imola ad andare in soccorso della donna che vive in una casa popolare con un’amica. La convivenza forzata e la paura di restare senza cibo avevano innescato una lite domestica, le cui urla avevano richiamato l’attenzione di altri cittadini residenti in zona.

Dopo aver preso atto della situazione, i militari hanno tranquillizzato le due donne e sono andati a prendergli tre pizze margherite da asporto, gentilmente concesse da un pizzaiolo di zona che, informato della situazione, ha deciso di aiutare le due signore.

Ogni volta che accadono situazioni simili, i Carabinieri informano subito i servizi sociali, per garantire un’assistenza continua alle persone in difficoltà che hanno chiesto aiuto.

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Governo, Covid-19: tutti a casa fino al 3 maggio

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Il governo va verso il prolungamento del lockdown fino al 3 maggio. E’ quanto si apprende da fonti sindacali al termine del vertice tra il premier Giuseppe Conte e le parti sociali. Secondo le stesse fonti si valuta la possibilità di poche riaperture mirate nell’ambito dei codici Ateco delle attività essenziali. Nei prossimi giorni – si spiega – verrà istituito un gruppo di lavoro per prefigurare le condizioni per una riapertura progressiva.

“Il presidente del Consiglio ci ha confermato che, ad oggi, non ci sono ancora le condizioni per far ripartire le attività sospese. Prima di tutto la salute dei lavoratori”. Così il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, dopo il vertice in videoconferenza convocato dal premier Giuseppe Conte, con le parti sociali, sulle misure di contenimento da mettere in campo per le attività produttive dopo il 13 aprile.

“Abbiamo convenuto stasera con il Governo che non ci sono ancora le condizioni per una ripresa delle attività produttive. Tutti vogliamo che si riapra nel massimo della sicurezza e con le necessarie garanzie per la salute in tutti i luoghi di lavoro. Oggi è questa la priorità”, scrive su twitter la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan

Non siamo nelle condizioni, al momento, di riaprire le attività produttive perché rischieremmo di far risalire la curva dei contagi e di vanificare i risultati che abbiamo ottenuto con le misure messe in atto dal governo. E’ quanto ha spiegato, a quanto si apprende, il premier Giuseppe Conte nel corso della videoconferenza con Regioni, Anci e Upi sul prolungamento del lockdwon.

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Pasqua, Covid-19: pronta la task force anti spostamenti

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Una direttiva ai prefetti affinchè rafforzino i controlli per Pasqua è stata firmata dal capo di Gabinetto del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. I dati sull’epidemia, si legge, mostrano “i primi segnali di efficacia delle misure di contenimento”. È quindi importante che queste misure, si segnala, “siano pienamente operative in vista delle imminenti ricorrenze pasquali, tradizionalmente caratterizzate da un incremento dei flussi di traffico, in particolare sulle autostrade e sulle principali arterie di collegamento extraurbane del nostro Paese”.

“E’ del tutto evidente – si legge nella circolare – che, nell’attuale contesto emergenziale, in applicazione delle specifiche disposizioni restrittive della libertà di circolazione, tuttora in corso di validità, non sarà possibile per la popolazione effettuare i consueti trasferimenti verso località a richiamo turistico”. Al riguardo, “al fine di confermare l’incisività delle misure di contenimento”, si invitano i prefetti a “dedicare la massima attenzione nella predisposizione di mirati piani di rafforzamento della vigilanza e del controllo sui movimenti che possono avere luogo in questo periodo, in modo da garantire un presidio del territorio diffuso e percepibile dalla cittadinanza”.

In particolare, il Viminale sollecita la promozione di “ogni utile iniziativa per assicurare l’osservanza delle previste limitazioni riguardanti gli spostamenti all’interno dello stesso comune e tra località diverse, compreso il divieto di recarsi presso abitazioni differenti da quella principale, tra cui le seconde case utilizzate per le vacanze”.

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