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Padova, spettacolo ed emozioni al Grand Prix Antenore Energia 2018 con la grande Ginnastica azzurra

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PADOVA – Esecuzioni spettacolari ed emozionanti con oltre 30 stelle della Ginnastica: tutto questo e molto di più è stato il Grand Prix Antenore Energia 2018.

L’attesissimo evento, in diretta su Rai Sport HD sul canale 57 del DTT), ha confermato le aspettative e i campioni si sono lasciati stringere dal grande abbraccio del pubblico con 3.600 spettatori che hanno occupato la Kioene Arena di Padova in ogni ordine di posto.

La vincitrice del premio Antenore Energia – consegnato dall’Amministratore delegato Filippo Agostini – per la migliore prestazione è stata la squadra Nazionale di Ginnastica Ritmica, vice campionessa del Mondo, allenata da Emanuela Maccarani.

Premiati da Casio, nuovo partner della FGI, anche Veronica Paccagnella della Bluekippe di Ginnastica Artistica di Padova, Vanessa Ferrari, Michela Castoldi e Giorgia Villa. In apertura è stato osservato un minuto di silenzio in onore di Asia Nasoni e delle altre vittime della tragedia di Corinaldo.
Presenti varie istituzioni sportive. A partire da Gherardo Tecchi, Presidente della Federazione Ginnastica d’Italia: “Il Grand Prix di Ginnastica: da sempre rappresenta una festa e un’occasione per i nostri atleti di essere vicino agli appassionati con il solo obiettivo di divertire tutti.

Quest’anno è oltretutto una degna conclusione di un 2018 ricco di successi per tutte le nostre discipline”. Al suo fianco anche i due vice presidenti della FGI, Valter Peroni (vicario) e Rosario Pitton, il presidente regionale del CONI Veneto Gianfranco Bardelle, il presidente del Comitato regionale Veneto FGI Dario Martello e il Segretario Generale della FGI Roberto Pentrella.
A fargli eco è Diego Bonavina, Assessore allo Sport del Comune di Padova: “Siamo tutti molto contenti, perché oggi rappresentiamo la capitale internazionale della ginnastica. La nostra città e tutto il veneto vivono di questo meraviglioso sport. Vedere poi il palazzetto così gremito e caloroso è fantastico”.

Prima delle esibizioni Azzurre in pedana sono scesi gli atleti della “Ginnastica per Tutti”: il Gruppo Regionale Veneto di Ginnastica Ritmica, il Special Team Bluekippe di Ginnastica Artistica di Padova con Giacomo Bacelle e Veronica Paccagnella, il Gruppo Gym Fly Boselli.

Spettacolari le esibizioni della Nazionale di ritmica

Le Farfalle sono riuscite a sbalordire il pubblico con tre coreografie tra cui l’esercizio che ha permesso di vincere l’Oro mondiale nella specialità con 3 palle e 2 funi al Mondiale di Sofia. Non da meno sono state le individualiste, le azzurre Alexandra Agiurgiuculese, Milena Baldassarri, Alessia Russo e Talisa Torretti.
Sotto gli occhi di Vanessa Ferrari, presente ma ancora ferma per un infortunio, sono salite alla trave e alle parallele Nina Derwael, Alessia Federici, Sara Ricciardi, Giorgia Villa, Elisa Iorio, Lara Mori, Asia e Alice D’Amato.

Nel campo dell’artistica maschile sono saliti sugli attrezzi, anelli e sbarra, Nicolò Mozzato, Andrea Russo, Ludovico Edalli, Marco Sarrugerio e Carlo Macchini. Presente anche il bronzo mondiale di Doha agli anelli l’aviere dell’Aeronautica militare Marco Lodadio.

Grande spettacolo per l’aerobica con Michela Castoldi e Davide Donati, campioni iridati con l’Oro a Guimaraes 2018, in Portogallo. Applausi per la padovana d’adozione Anna Bullo, nata a Venezia, ma iscritta fisioterapia all’Università di Padova, è stata la rivelazione del Campionato del Mondo 2018 con la medaglia di bronzo. Il pubblico del Grand Prix Antenore Energia infine ha potuto applaudire le evoluzioni di Michael Grossi e Rebecca Sirca.

Presenti anche il bronzo di Rio de Janeiro 2016 Marta Pagnini, farfalla d’argento di Atene 2004 Fabrizia D’Ottavio e il doppio oro iridato a squadre di Ritmica Giulia Galtarossa.

Il Grand Prix Antenore Energia 2018 è stato organizzato da Federazione Ginnastica d’Italia, in collaborazione con SG Plus Ghiretti & Partners, il supporto e il patrocinio del Comune di Padova. I partner, oltre ad Antenore Energia Title Sponsor Grand Prix 2018, sono Baby-G, Freddy e Ringo. I partner istituzionali sono: Istituto per il Credito Sportivo, Esercito, Aeronautica Militare e CONI Comitato Regionale Veneto. La Gazzetta dello Sport, il Mattino di Padova e Radio Bella & Monella affiancano l’evento come Media Partner.

Gianfranco Nitti

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Costume e Società

Concetto di bellezza, stereotipi e canoni da Greta Garbo ai giorni nostri

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Ogni epoca ha avuto propri canoni di bellezza, ma come si sono evoluti negli anni?

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Roma-Viterbo, vincono Pendolari e Sindaci. Atac ripristina i treni extraurbani

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La netta presa di posizione dei sindaci, che hanno fatto proprie le rimostranze del Comitato Pendolari della RomaNord, ha sortito gli effetti sperati. Dai preposti uffici della Regione Lazio, ente proprietaria delle infrastrutture ferroviarie, sarebbe partito un siluro che avrebbe indotto Atac a ripristinare buona parte dei treni soppressi ricadenti, nella tratta extraurbana della Roma-Civita Castellana-Viterbo. Quella più critica.

Nella lettera al vetriolo inviata l’11 gennaio, i sindaci Patrizia Nicolini (Sacrofano), Riccardo Travaglini (Castelnuovo di Porto), Ermelindo Vetrani (Riano), Fabio Di Lorenzi (Rignano) e Ettore Iacomussi (Morlupo) avevano “fortemente invitato” Regione e l’Azienda Capitolina “a ripristinare sulla Ferrovia Roma-Civita Castellana-Viterbo i treni da tempo soppressi sulla tratta extraurbana, che stanno creando enormi disagi agli utenti che quotidianamente utilizzano la ferrovia per raggiungere il posto di lavoro e le scuole”, facendo seguito “alla nota del 7 gennaio u.s., inoltrata a questa Amministrazione dall’Assessore Pasquale Annunziata del XV Municipio di Roma Capitale”. Sottolineano inoltre “la assoluta necessità di organizzare quanto prima un tavolo con Atac per la risoluzione definitiva della questione”.

Il Comitato Pendolari ha giocato un ruolo importante in questa vicenda

Iniziativa che è stata accolta favorevolmente dal Comitato: “li ringraziamo a nome dei pendolari”, recita la nota pubblicata sulla pagina Facebook all’indomani, “perché almeno stanno iniziando a dare seguito alle tante nostre richieste di manifestarsi e di farsi parte attiva, per fare in modo che il nostro e vostro treno resti integro e fruibile a lungo. Non ci dobbiamo fermare”.

E dato il chiasso suscitato, e il bando regionale di prossima pubblicazione concernente la messa a gara delle concesse che preme, Atac non ha potuto fare altro che rimediare. A stretto giro di boa. Stamattina, 18 gennaio, dalla Direzione dell’Esercizio è partito un fonogramma epistolare (n.11/2019 RV) avente per oggetto “effettuazione treni soppressi”. “Si porta a conoscenza del personale interessato”, si legge nel documento, “dell’effettuazione dei seguenti treni – previsti nell’Orario di Servizio – a far data dal 21/01/2019”.

I treni ripristinati sono quattro: l’804 (Catalano-Viterbo delle ore 7.40), l’809 (Viterbo-Catalano delle ore 9.03), il 304 (Montebello-Catalano delle ore 12.08) e il 305 (Catalano-Montebello delle ore 10.33). “Si ribadiscono – fino a nuovo ordine – le soppressione dei treni 303 e 306 previste nel Fonogramma n. 4/2019 RV del 4 gennaio.

Le soppressioni nella tratta extraurbana

Che qualcosa si sia mosso nei piani alti della Regione, lo si deduce scorrendo proprio quest’ultimo fonogramma, emesso sempre dalla Direzione dell’Esercizio. Con quale informava il personale che “a far data dal 7 Gennaio torna in vigore l’Orario di Servizio invernale” e, inoltre, ribadiva la soppressione dei treni 804-809-304-305. Treni che oggi, a distanza di pochi giorni, sono stati magicamente e rapidamente reintegrati. Coincidenze? Non proprio, perché arrivando alla fine del documento si scopre che nell’orario in vigore sono stati inseriti due treni straordinari nella tratta urbana, uno alle 9.38 (Flaminio-Montebello) l’altro alle ore 13.10 (Montebello-Flaminio). E per di più in orario di morbida, nonostante la conclamata crisi dell’extraurbano.

Vien da pensare, infatti, che al momento Atac non aveva alcuna intenzione di mettere le mani alla linea alta, oltre Montebello, e che soltanto la compattezza dei Pendolari e dei Sindaci – seguita da una scampanellata regionale – gli abbia fatto cambiare idea. Come giusto che sia.   

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Cronaca

Bologna, operazione “Mondo sepolto”: in via Ugo Bassi la base Bunker dove girava il “nero” dei servizi funebri

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Trenta misure cautelari e di contestuali 43 perquisizioni in direzione di altrettanti indagati. Lunghe e complesse le attività di sequestro disposte dal GIP del Tribunale di Bologna, per un valore complessivo di circa 13 milioni di euro, che hanno visto colpiti ben 6 assetti societari – con il complesso dei beni mobili ed immobili loro riconducibili (35 unità locali e 75 mezzi) – parte dei patrimoni degli indagati in ragione della stima dei profitti realizzati nel corso delle attività di indagine circa 145.000,00 euro), nonché l’ufficio “bunker”, prescelto dai vertici del “C.I.F.” in un’anonimo palazzo nei pressi della centralissima via Ugo Bassi ed eletto quale base logistica dell’associazione, fulcro delle illecite attività amministrativo/contabili del sodalizio stesso.

Erano le complesse attività di osservazione e pedinamento svolte dagli investigatori dell’Arma a consentire la localizzazione del sito in questione, laddove mai in corso d’opera veniva registrato un esplicito riferimento sul punto da parte degli arrestati, che peraltro strategicamente evitavano di portarsi in zona affidandosi alla raccolta “porta a porta” effettuata da BERTAGNI Patrizia, in movimento quasi sempre a piedi e/o con i mezzi pubblici. E’ infatti proprio qui che la donna ed una sua fidata collaboratrice gestivano in perfetta autonomia le ingentissime somme settimanalmente raccolte presso le ditte consorziate (frutto del “nero” realizzato attraverso le mancate fatturazioni relative ai servizi funebri effettuati nel corso dei giorni antecedenti), provvedendo in tale ambito a tenere una contabilità parallela tanto in relazione alle esigenze di regolare rendicontazione nei confronti dei vertici dell’associazione quanto, nell’immediato, al fine di predisporre le buste con i liquidi finalizzate ad alimentare il processo corruttivo degli incaricati di pubblico servizio infedeli e redistribuire il restante tra gli affiliati.

Si trattava dunque di un flusso di denaro assolutamente rilevante, in continuo movimento, determinante significativi illeciti introiti per tutti, in proporzione a grado e ruolo rivestito. Le attività di perquisizione condotte all’interno delle abitazioni e degli 2 uffici degli indagati (estese anche a cassette di sicurezza e luoghi di deposito bancario) confermavano infatti quanto sopra, consentendo di rinvenire ingentissime somme, perlopiù in contanti, nella disponibilità dei sottonotati:

ARMAROLI Giancarlo: 4.000,00 euro

BENETTI Massimo: 2.600,00 euro

LELLI Lorenzo: 212.000,00 euro

MAZZINI Nadia: 6.000,00 euro

PALLONI Gianluca: 28.000,00 euro

PARISE Giuseppe: 2.000,00 euro

BULTRINI Daniele: 3.200,00 euro

RAMOSCELLI Francesco: 4.700,00 euro

ZAMBONELLI Marco: 3.300,00 euro

ROSSI Maurizio: 7.700,00 euro

BIAGI Massimiliano: 2.700,00 euro

LELLI Romano: 10.700 euro

P.C. cl.’53: 7.800,00 euro

A.S. cl.’80: 29.000,00 euro

E.D. cl.’75: 10.500,00 euro

Anche le perquisizioni condotte all’interno dell’appartamento bunker, base operativadel “C.I.F.” fornivano esito positivo, laddove non soltanto veniva rinvenuto e sequestrato in blocco il materiale documentale riguardante la contabilità parallela ma anche somme contanti, per euro 112.000,00 circa, pronte per essere riciclate e reimmesse in circuito.

Allo stato, dunque, le attività di perquisizione hanno consentito di sequestrare complessivi 440.000,00 euro in contanti, nonché altri 55.000 euro circa in orologi di valore (ad A.S. cl.’80) ed altro materiale (tra oro, monili ed altri beni) tuttora in via di quantificazione e qualificazione sotto il profilo prettamente investigativo.

Quanto alle modalità di occultamento, le stesse sono risultate talvolta anche elaborate; al di là dell’interno di mobili e/o vani dell’abitazione meno utilizzati, anche siti assolutamente originali, ricercati dai succitati per aumentare le condizioni di sicurezza in caso di indesiderate attenzioni. Precauzioni che nella fattispecie non sono bastate.

Attività, quelle in oggetto, rese particolarmente lunghe dalla mole e complessità del materiale rinvenuto e via via sottoposto a sequestro e che, tuttavia, stanno apportando inequivocabili ulteriori riscontri alle acquisizioni investigative raccolte in corso d’opera, confermando ancora una volta il quadro indiziario complessivo.

Le intercettazioni ambientali e video hanno documentato in maniera inequivocabile le varie fasi delle condotte corruttive, consentendo di registrare decine di episodi presso gli uffici di ambedue le camere mortuarie, ove risultavano destinate le mazzette predisposte.

Sistematica infatti la presenza di addetti delle varie agenzie funebri che, previa attivazione degli addetti presso gli ospedali, si portavano sul posto per prendere contatti con i familiari dei defunti e proporre, anche all’interno di quegli uffici (in palese contravvenzione di norme Regionali) le “offerte” del momento. La successiva visita, come documentato dagli allegati estratti video, risultava invece finalizzata al pagamento della prestazione: innumerevoli gli episodi censiti acclaranti le consegne di liquidi da parte di titolari ed addetti delle imprese ai loro referenti di base, con cifre variabili tra i 200 ed i 350 euro (“… lo sai che quando posso ti do di più !…”), tanto “in chiaro” (magari passando le banconote brevi manu o infilandole sotto un passacarte, quanto con le buste predisposte (che poi gli stessi incaricati di pubblico servizio provvedevano a dividere tra loro, in ragione della partecipazione alla specifica aggiudicazione di lavoro). Usi e consuetudini che le indagini emergevano essere assolutamente consolidate e risalenti nel tempo. Lo dimostra tanto la nutrita schiera di soggetti affiliati negli anni, presso entrambi gli ospedali (il che metteva i vertici in condizione di operare con sistematicità, e dunque non soltanto in costanza di turno di lavoro di uno o due addetti “amici” in particolare), ma anche il ricorso sempre meno frequente a linguaggio criptico nel corso delle conversazioni (indice di una grande sicurezza maturata nello specifico ambito) o la mancanza di dialoghi incentrati sul quantum da ricevere per ogni lavoro acquisito piuttosto che finalizzati a prendere appuntamenti volti a corrispondere il dovuto o trattare dettagli. Tutto secondo rodati automatismi.

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