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Politica

Presidenza della Repubblica: intesa su Mattarella bis

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Al via nell’Aula di Montecitorio l’ottava votazione del Parlamento in seduta comune integrato dai delegati regionali per eleggere il presidente della Repubblica.

Al banco della presidenza ci sono il presidente della Camera Roberto Fico e la presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati.

Il quorum richiesto è quello della maggioranza assoluta dei componenti del Collegio.

E’ stata raggiunta un’intesa nel vertice di maggioranza sul bis per Sergio Mattarella. “Avevo altri piani ma io sono rispettoso del Parlamento”, ha detto il presidente confermando il suo sì.

Da Sergio Mattarella “una scelta di generosità”, ha detto il leader del Pd Enrico Letta. Il governo e Draghi, ha aggiunto “ne escono rafforzati”. La richiesta di convergere su una Presidente donna, “per noi non era una mera formalità ma una battaglia vera tant’è che nel tavolo del negoziato alla fine sono rimaste due canditure di donne di assoluta eccellenza, profilo e competenza” Così il Presidente M5s Giuseppe Conte in conferenza stampa dove aggiunge: “sulla possibilità di avere una Presidente donna, non ha perso Conte o la comunità M5s ha perso il Paese. Questo senza nulla togliere al fatto che ci accingiamo a questa votazione per sostentere Mattarella per un nuovo settennato “.

“Con Draghi ho chiesto un chiarimento: non possiamo limitarci ad assicurare la stabilità del governo, dobbiamo essere promotori di un confronto per siglare un patto per i cittadini nell’ambito del quale individuare quali possano essere le priorità” per il Paese. 

“Sono felice che Mattarella abbia accettato con senso di responsabilità l’intenzione del Parlamento di indicarlo alla presidenza della Repubblica. Dimissioni? Per affrontare questa nuova fase serve una messa a punto: il Governo con la sua maggioranza adotti un nuovo tipo di metodo di lavoro che ci permetta di affrontare in maniera costruttiva i tanti dossier, anche divisi, per non trasformare quest’anno in una lunghissima, dannosa campagna elettorale che non serve al paese”. Così il ministro dello sviluppo Giancarlo Giorgetti al termine di un incontro con il segretario delle Lega Salvini. I due hanno chiesto un incontro a Draghi. “Sono felice che la Lega sia stata protagonista della chiusura di questa settimana di veti e conto che da lunedì in un incontro a tre Draghi-Giorgetti-Salvini ci siano tutti i chiarimenti necessari“. Così il leader della Lega Matteo Salvini. “Sono sollevato perchè si rischiava di andare avanti tra veti litigi e beghe. E sono tranquillo ho fatto tutte le proposte possibili, soprattutto sul fronte femminile”. “Domani il parlamento torna a fare il Parlamento, il governo fa il governo: serve normalità. I litigi di questi giorni sul Colle non si riversino sul governo”.

Mattarella “ha riconosciuto che vi sarebbe stata la possibilità di eleggere personalità di alto livello ma ha ancora una volta ribadito il profondo senso delle istituzioni che lo ha pervaso e ci ha detto che farà del suo meglio“. Lo dice Debora Serracchiani in conferenza stampa dopo l’incontro al Colle. Simona Malpezzi, capogruppo Pd al Senato, aggiunge: “Mattarella è un uomo delle istituzioni: ci ha accolto, ascoltato e ha accolto le istanze di un Parlamento che ha raccolto a sua volta le istanze di un Paese, con la sua solita capacità di comprendere i momenti che il Paese sta vivendo”.

 E’ opportuno che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella resti al Quirinale “per il bene e la stabilità del Paese”. E’ quanto avrebbe detto il premier Mario Draghi – si apprende da fonti autorevoli – al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e ai leader politici, che sta sentendo in queste ore. La decisione è nelle mani del Parlamento, è la consapevolezza del premier, ma l’auspicio espresso ai leader sarebbe quello di garantire la stabilità chiedendo a Mattarella di restare.

Oggi Draghi ha avuto un colloquio di circa mezz’ora con il presidente Mattarella, a margine del giuramento di Filippo Patroni Griffi a giudice della Corte Costituzionale. Si è anche avuta notizia anche di una telefonata fra Salvini e Draghi. 

“Oggi pomeriggio rieleggeremo un grande presidente. #Mattarella #Quirinale”. Lo scrive su Twitter il senatore Pd Andrea Marcucci. “Si può andare finalmente verso la chiusura. In questi minuti si stanno creando le condizioni trasversali per recepire i chiari segnali del Parlamento. Non perdiamo altro tempo, serve stabilità”. E’ quanto scrive sui social il sottosegretario all’Interno Carlo Sibilia

Lunga e affettuosa telefonata tra Berlusconi e Mattarella. Il presidente Berlusconi ha assicurato al presidente Mattarella il sostegno di Forza Italia per la sua rielezione. 

“Questo è il momento dell’unità e tutti dobbiamo sentirlo come un dovere. Ma l’unità oggi si può ritrovare soltanto intorno alla figura del Presidente Sergio Mattarella, al quale sappiamo di chiedere un grande sacrificio, ma sappiamo anche che glielo possiamo chiedere nell’interesse superiore del Paese, quello stesso che ha sempre testimoniato nei 7 anni del suo altissimo mandato.” Così Silvio Berlusconi, dal San Raffaele di Milano dove è ancora ricoverato.

 “Consideriamo che non sia più serio continuare con i no e i veti incrociati e dire al presidente di ripensarci”. Così il segretario della Lega Matteo Salvini in un ragionamento su Sergio Mattarella. “Una parte del Parlamento non vuole trovare un accordo, allora chiediamo a Mattarella di restare, e così la squadra resta così, Draghi resta a Palazzo Chigi”, spiega Salvini aggiungendo che “l’importante è che Mattarella non sia percepito come un ripiego”.

“Mi sembra che Mattarella dimostri un’altra volta di essere un uomo dello Stato. L’ho trovato determinato e la sua ulteriore disponibilità è segno della sua grande responsabilità”. Lo ha detto il presidente della Conferenza stato regioni Massimiliano Fedriga uscendo dal quirinale.

Durante il vertice di maggioranza vi sarebbe stato fino alla fine un duello tra veti incrociati sui nomi. Salvini avrebbe proposto il nome di Cartabia ricevendo però un rifiuto. Quindi – riferiscono fonti parlamentari – gli alleati avrebbero riproposto al leader leghista la soluzione Casini ma stavolta sarebbe stato Salvini a dire di no. Infine è emersa come unica soluzione uniaria quella del Mattarella bis.

“Salvini propone di andare tutti a pregare Mattarella di fare un altro mandato da Presidente della Repubblica. Non voglio crederci”. Così Giorgia Meloni su twitter.

 “L’Italia non può ulteriormente essere logorata da chi antepone le proprie ambizioni personali al bene del paese. Certamente io non voglio essere tra questi. Chiedo al Parlamento, di cui ho sempre difeso la centralità, di togliere il mio nome da ogni discussione e di chiedere al presidente della Repubblica Mattarella la disponibilità a continuare il suo mandato nell’interesse del paese”. Così Pier Ferdinando Casini, intercettato dall’ANSA.

“Tutti i passaggi politici hanno dimostrato, nel momento più difficile in assoluto, che il campo largo esiste grazie al nostro lavoro. Siamo riusciti a tenere tutti attorno”, ha detto il segretario Pd Enrico Letta all’assemblea con i grandi elettori alla Camera. “Si riparte con un elemento in più: il centrodestra si è formalmente spaccato. Politicamente è un punto essenziale”. Lo ha detto il segretario Pd Enrico Letta all’assemblea con i grandi elettori alla Camera. “L’intero sistema politico-istituzionale si regge attorno al Capo dello Stato e al capo del Governo, che sono sopra la mischia”, ha aggiunto Letta. “Quel fragilissimo equilibrio retto attorno a due personalità straordinarie può essere modificato solo se c’è una intesa complessiva che tiene e, affinché ci sia, c’è bisogno della nostra logica del né vincitori né vinti. Questa logica per adesso ispira noi, ma non tutti gli altri”. “Altrimenti, il Parlamento ha una sua saggezza e mi sembra che si stia esprimendo. Assecondare questa saggezza è anche questa democrazia”.

Cronaca

Roma, Vigili Urbani, Sulpl: “Operatività e efficienza tornino ad essere valori di riferimento”

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“Il degrado dei monopattini e biciclette abbandonati ovunque che costringe sovente pedoni e automobilisti a fare dei veri e propri slalom”

ROMA – Monopattini e biciclette abbandonati ovunque nelle strade del centro storico, dove pedoni e persino automobilisti sono sovente costretti a fare slalom per evitare i velocipedi abbandonati in strada.

“Nessun servizio di repressione, tantomeno di rimozione che possa convincere le società di sharing ad organizzarsi con opportune misure per contenere gli effetti dell’inciviltà dei propri clienti. – dichiara in una nota il Segretario Romano Aggiunto del Sindacato Unitario Lavoratori Polizia Locale (SULPL) Marco Milani – Ed i vigili? – prosegue la nota di Milani – Dal Comando del Corpo di Via della Consolazione sono stati inviati dei “moduli di segnalazione” da far compilare ai caschi bianchi romani, come se la risposta al degrado, da parte della polizia cittadina dovesse consistere in una mera presa d’atto da annotare su carta. La stessa carta che, in un atteggiamento schizoide volto a procurarne il risparmio , avrebbe portato il Comando Generale a modificare il sistema di rilevamento degli incidenti stradali, portando taluni sindacati sul piede di guerra ” a partire dai prossimi giorni si abbandonerá il Verbatel, un sistema di rilevazione di proprietà del Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale, per passare ad un nuovo sistema di cui allo stato sono sconosciuti costi e procedure di appalto. La cosa peggiore è che mentre con il precedente sistema qualsiasi delle migliaia di agenti in forza al Corpo era in grado di procedere ai rilievi dei sinistri stradali, che potevano essere eseguiti sia tramite tablet che moduli cartacei, con il nuovo sistema prettamente informatizzato , saranno a disposizione solo 5 strumenti telematici a gruppo territoriale, con inevitabili ricadute peggiorative sui tempi e la qualitá del servizio, di cui oltretutto appaiono sconosciuti costi e procedure di appalto. Sembra che il Corpo di Polizia cittadina più numeroso d’Europa, – continua il sindacalista, che non risparmia un affondo all’attuale gestione – non sia più uscito dalla catarsi tipica dei periodi di fine consiliatura, con l’amministrazione Gualtieri che tarda ad aprire tavoli in cui dare il proprio indirizzo di politiche amministrative, scelta dei dirigenti sui quali puntare per il raggiungimento degli obiettivi e soprattutto risolvere i cronici problemi relativi alla carenza di organico ed al riordino professionale dello stesso. Riteniamo necessario – conclude la nota – che il Corpo torni in fretta a quei valori di operatività ed efficienza indispensabili ai cittadini e che questo avvenga quanto prima, con una valorizzazione dei servizio e del personale degna di una Capitale Europea”.

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Ddl Zan, il partito Democratico ci riprova. Letta: “Portare a casa una legge entro la fine di questa legislatura”

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Il Partito democratico torna alla carica in Senato con il ddl Zan, contro i reati di omotransfobia e discriminazione. “Una battaglia mai abbandonata”, sono le parole del leader dem Enrico Letta che ripresenta lo stesso testo, approvato dalla Camera, ma affossato a palazzo Madama esattamente sei mesi fa.

Il ddl sarà depositato a palazzo Madama, prima firma la capogruppo dem Simona Malpezzi. “Nessun ultimatum, nessuna sfida, nessuna bandiera”, scandisce Letta nel corso di una conferenza stampa di presentazione in Senato insieme ai parlamentari Pd, Alessandro Zan, Monica Cirinnà e Simona Malpezzi. L’intenzione, precisa è quella di “riannodare quel filo spezzato”. Si torna dunque in Parlamento e si valuteranno anche eventuali modifiche, assicura, purché non stravolgano l’obiettivo: portare a casa una legge contro i crimini d’odio. Ma bisognerà farlo “entro la fine di questa legislatura, – sottolinea il leader dem – oppure sarebbe una sconfitta”, perché “Il tema dei diritti è nel Dna del Pd”, è “il futuro del partito”. Il Partito democratico intanto organizza agorà digitali per una partecipazione dal basso “dopo questo percorso – spiega Zan – presenteremo proposte da presentare alle forze politiche”.

Una strada in salita, ne sono consapevoli i promotori del testo, che sperano forse di portare dalla loro parte almeno qualcuno tra i gruppi che sei mesi fa hanno sbarrato la strada al provvedimento: Lega, Fdi, Iv e Forza Italia. “E’ stata una pagina brutta del Parlamento” afferma il segretario Letta portando alla memoria, “l’applauso di scherno” che seguì l’affossamento della legge il 27 ottobre scorso in Aula a palazzo Madama. Si è trattato, prova a minimizzare, di “un precipitare della situazione, in molti non si sono resi conto bene di quello che stava accadendo”. Ora il Pd farà affidamento sui “Valorosi rappresentanti della commissione giustizia”, una commissione, che però la stessa Cirinnà definisce “difficile”.


Manca ancora in Italia una legge contro i crimini d’odio, ricordano i parlamentari. “Non ce lo siamo dimenticati come non dimentichiamo le immagini tristi dell’occasione persa al Senato- – ricorda Malpezzi – Il percorso si è fermato tra urla, grida e applausi che hanno fatto giro del mondo. E’ stato fermato, ma non ci siamo fermati noi e il Paese che ha chiesto a gran voce di andare avanti”.


“Finché c’è legislatura c’è speranza, – chiosa infine Zan – una legge contro i crimini d’odio esiste in tutta Europa, tranne n Italia, Ungheria e Polonia. E l’Italia non può diventare l’Ungheria di Orban”.

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Cronaca

Campidoglio, Bonessio (Europa Verde): Rimango in maggioranza. Il M5S si assuma le responsabilità dell’emergenza rifiuti

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ROMA – “Con stupore apprendo dalla stampa che qualcuno mi avrebbe avvicinato, cosa che non è mai avvenuta, per parlare della questione rifiuti tanto da arrogarsi il diritto oggi di parlare a mio nome esprimendo concetti che non condivido e non mi appartengono. Rinvio dunque al mittente l’invito ad uscire da questa maggioranza in quanto non è mia intenzione rapportarmi con chi negli ultimi cinque anni di governo della capitale, con una situazione irripetibile di maggioranza mono-partito monocolore che potremmo definire una vera ‘dittatura democratica’, ha avuto l’opportunità di ridisegnare la storia ambientale di questa città e non lo ha fatto. Non solo, durante il suo governo monocratico il M5S non è riuscito a risolvere il problema dei rifiuti, ma neanche della mobilità, delle perdite nella rete idrica, di una ‘città da un’ora e mezza’, visto quanto ci si mette in media a spostarsi dentro Roma”. A parlare il Presidente del Gruppo Capitolino Europa Verde Ecologista, Ferdinando Bonessio rispondendo ad alcune notizie apparse oggi sulle agenzie di stampa in cui viene invitato ad abbandonare la maggioranza. “A parlare sono i fatti: abbiamo ereditato una città sporca, un’azienda, AMA, rimasta svilita nel valore dei suoi uomini, una situazione di stallo totale sul fronte degli impianti, tanto promessi e sbandierati e che avrebbero dovuto fare riferimento alla sostenibilità del trattamento dei rifiuti. Dove sono oggi quegli impianti promessi nel 2016 per il recupero della carta, del metallo, della plastica? Dove sono gli impianti sostenibili diffusi sul territorio che dovevano dare il segno di una discontinuità rispetto al passato e che avrebbero dovuto creare occupazione e guardare al futuro di questa città e delle prossime generazioni all’interno degli obiettivi di sostenibilità tanto ostentati? Ritengo che il Movimento 5 Stelle sia l’ultima forza politica che può dare lezioni in merito e dunque confermo la volontà di rimanere fortemente saldo all’interno di questa maggioranza perché voglio provare ad avviare un confronto proficuo anche in considerazione del fatto che la parte politica a cui appartengo ma anche le storiche associazioni ambientaliste, e un sindacato importante come la CGIL hanno assunto posizioni completamente distanti da questa scelta. Con questa maggioranza vogliamo confrontarci sui numeri, sulle moderne tecnologie da mettere in campo e sulle possibili alternative. La questioni rifiuti per Roma ha un valore significato ed è preminente. Voglio però anche ricordare che con questa maggioranza stiamo lavorando ad altre questioni comunque determinanti per il futuro di questa città, per un programma che abbiamo condiviso in campagna elettorale: come la mobilità sostenibile, lo stop al consumo di suolo, il rilancio dei servizi educativi scolastici e il recupero del servizio sportivo pubblico che per anni è stato lasciato in una situazione di agonia sia sotto il profilo delle infrastrutture che sotto il profilo dell’assistenza alla realtà territoriali. A conferma, basta vedere la situazione di crisi in cui versano tante associazioni sportive della capitale”.

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