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Rieti

Sommati, emergenza animali: Gabriele Di Bella con gli angeli della Polizia a -18°

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Tempo di lettura < 1 minuti Intervento in una delle 69 frazioni di Amatrice, colpite dal terribile sisma del Centro Italia

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SOMMATI
– Polizia Locale di Roma Capitale a Sommati una delle 69 frazioni di Amatrice, completamente piena di neve e paralizzata dal freddo. Il funzionario Gabriele Di Bella, comandante di Polizia Locale a Lanuvio e Nemi si trova proprio nella frazione reatina che in queste ore registra temperature graciali: -18°. Di Bella è intervenuto per l'emergenza animali, il rientro è previsto per giovedì quando un nuovo contingente darà il cambio. A Sommati infatti è stata costruita una struttura di ricovero per gli amici a quattro zampe. Nei giorni scorsi Il presidente, nonché sindaco, Antonio Battista, ha chiesto la misura straordinaria “per il notevole abbassamento delle temperature e per l’eccezionalità delle precipitazioni che hanno arrecato danni e disagi al territorio”

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Cronaca

Rieti, prima neve al Terminillo: potenziato il posto della Polizia di Stato

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RIETI – Con l’arrivo della prima neve e la conseguente apertura degli impianti sciistici, il monte Terminillo è tornato ad essere meta di numerosi turisti che si stanno recando sulle piste da sci, alpino e di fondo, per alcune giornate sulla neve all’insegna del divertimento e del relax. Proprio per garantire la sicurezza dei fruitori della montagna, la Questura di Rieti ha potenziato il Posto di Polizia del Terminillo con personale qualificato nel soccorso fatto appositamente giungere dal Centro Addestramento Alpino della Polizia di Stato di Moena. Gli Agenti del Posto di Polizia, impegnati sulle piste da sci, ma anche nel controllo del territorio, potranno così garantire ai turisti la necessaria sicurezza sulla montagna, oltre ad un maggiore servizio di prevenzione per i reati in genere. La Polizia di Stato coglie l’occasione per ricordare ai cittadini che, per trascorrere una vacanza serena in montagna, è necessario rispettare alcune norme di comportamento, in particolare per la sicurezza sulle piste da sci e durante le escursioni invernali di trekking che, se affrontate senza la giusta preparazione ed esperienza, possono rivelarsi particolarmente pericolose. Allo scopo, la Questura di Rieti, raccomanda agli utenti che si recano sul Terminillo di osservare tutte le importanti regole di condotta necessarie per evitare incidenti e che possono essere sintetizzate nei seguenti consigli:
· RISPETTO PER IL PROSSIMO – ogni sciatore deve comportarsi in modo da non mettere in pericolo altre persone;
· IN CASO DI INCIDENTE – chiunque deve prestarsi al soccorso e fornire le proprie generalità nel caso vi fosse coinvolto o vi abbia solamente assistito;
· RISPETTO DELLE REGOLE DI VIABILITA’ – lo sciatore a monte deve scegliere una direzione che eviti il pericolo di collisione con lo sciatore a valle – effettuare i sorpassi ad una distanza di sicurezza per la traiettoria dello sciatore sorpassato – non sostare se non in caso di assoluta necessità sulle piste e comunque nei passaggi obbligati ed in tratti di scarsa visibilità – rispettare la segnaletica presente sulle iste – in prossimità di incroci adottare ogni precauzione possibile per evitare la collisione con altri sciatori.
· munirsi sempre di zaino contenente abbigliamento caldo e di ricambio, abbondanti liquidi, cibo energetico, berretto e telefono cellulare;
· indossare abbigliamento tecnico adeguato con scarpe da montagna e ramponi per il ghiaccio;
· evitare escursioni in solitaria ed affidarsi a guide locali;
· scegliere sempre itinerari segnalati e di difficoltà adatta alla propria preparazione fisica;
· rispettare la natura.

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Castelli Romani

Banca Popolare Valconca, salta la fusione col gruppo Banca Popolare del Lazio: l’analisi di un clamoroso “no”

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Blu Banca offriva come biglietto da visita azioni svalutate che oggi ammontano a circa 17 euro cadauna contro i 40 euro di qualche anno fa

È clamorosamente saltata la fusione tra la Blu Banca (gruppo Banca Popolare del Lazio) e la Banca Popolare Valconca. Messi i pro e i contro sulla bilancia (e anche il nostro giornale è uscito con diversi interrogativi sul tema) i soci con la schiena dritta hanno impedito che questo matrimonio si perfezionasse, nonostante il bene placido di Banca D’Italia che in maniera fulminea aveva benedetto l’unione e sembra così voler proseguire a recitare il ruolo da protagonista di una tra le fiabe più famose al mondo: “La bella addormentata nel bosco”. Questo perché mentre dorme o peggio ancora finge di sonnecchiare, il gruppo Bpl continua a fare un po’ come gli pare, tentando gesta che vanno oltre le più temerarie intenzioni.


Blu Banca offriva come biglietto da visita azioni svalutate che oggi ammontano a circa 17 euro cadauna contro i 40 euro di qualche anno fa quando la governance era composta da elementi con la schiena dritta che proprio per questa conformazione sono stati sbattuti fuori in favore di modellanti e accomodanti uomini mutanti (o mutandis) stampati sul modello delle tre scimmiette: non vedo, non sento, non parlo.


Il 50,44 per cento dei soci, pari a 3.586.255 azioni, si è espresso contro la fusione, mentre il 46,74 per cento, pari a 3.323.169 azioni, a favore

«Si tratta di una vittoria abbondante – ha spiegato l’ex presidente Valconca Gianfranco Vanzini in un articolo di Corriere Romagna, contrario al progetto di fusione –. Con questo voto abbiamo sventato la morte della Banca Popolare Valconca. Ora vedremo se riusciamo a farla continuare a vivere», e sull’attuale Cda aggiunge: «Vedremo quali scelte prenderanno, se non faranno nulla oppure si dimetteranno. Certamente, almeno una riflessione dovranno farla».
E adesso Banca d’Italia come si muoverà? Il 5 ottobre scorso aveva rilasciato l’autorizzazione all’operazione di fusione e ora, terminata l’assemblea straordinaria dei soci e raccolto il sonante NO, chissà se la strada indicata verrà definitivamente archiviata (ricordiamo che la fusione era vista da tutti, direttore generale della Valconca Dario Mancini in testa, come l’unica possibile soluzione per dare un futuro alla Valconca).

Ebbene i soci Valconca, diversamente dai tanti Bpl, non hanno digerito la palese malconvenienza del cambio con le azioni Blu Banca. L’ex Vanzini ha spiegato chiaramente come con la fusione, il 93 per cento del capitale sarebbe stato di proprietà dei soci della Blu Banca, mentre ai soci dell’istituto di credito morcianese, sarebbe rimasto un 7 per cento. Un rapporto che si sarebbe senz’altro ripercosso sui dividendi futuri.

Nel frattempo a Mancini sembra non restare altro che addrizzare il tiro. Lui che due anni fa decantava la sana gestione Valconca e il bilancio in buona salute, lui che prima della fusione parlava di situazione compromessa a tal punto da vedere nella fusione la sola via d’uscita. Le sue prime parole a caldo dopo aver incassato la sonante stangata dai soci sono state: «La fusione non è passata e andremo avanti con le nostre forze». (Sicuramente la Valconca andrà avanti ma più di qualcuno non disdegna un periodo di commissariamento letto quasi come il classico periodo di riflessione tra due ex innamorati che preferiscono non rincollare i pezzi di una relazione ormai rotta. Mancini per mantenersi almeno apparentemente coerente ha aggiunto «Il fronte del no ha prevalso ma senza un motivo. Evidentemente la trasparenza non ha pagato. Andremo comunque avanti con forza».

E il presidente della Bpl Capecelatro che si era già “apparecchiato” nel Cda Valconca nonostante l’evidente conflitto d’interessi che cosa farà? Assaporato il pre aperitivo, non ha potuto apprezzare le portate più ricche… i soci hanno tenuto ben salde le redini di una banca che vuole mantenere la propria autonomia senza essere fagocitata da chicchessia o da certi strani soggetti il cui modus operandi poco trasparente è stato già messo nero su bianco in un verbale stilato, sembrerebbe obtortocollo, da Banca d’Italia che ha bacchettato la governance Bpl senza prendere provvedimenti concreti per “punire” gli errori commessi dai singoli. Anzi c’è anche chi aveva il dovere di investigare ma ahinoi, invece, ha trovato un posto sicuro in banca per il suo pupillo. D’altronde non è la prima volta che lo diciamo: «I figli so’ piezz’e core».

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Cronaca

Nassiriya, 12 novembre 2003: la strage ricordata a Rieti

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I Carabinieri ricordano i 12 colleghi caduti. Deposti fiori alla targa dedicata ai caduti all’interno del comando provinciale dell’Arma
 
I Carabinieri di Rieti, in servizio ed in congedo, questa mattina hanno ricordato i colleghi deceduti a seguito dell’attentato terroristico il 12 novembre 2003 a Nassiriya, in Iraq. A rendere gli onori ai caduti, oltre al Comandante Provinciale Colonnello Bruno Bellini, unitamente agli altri Ufficiali, Sottufficiali e graduati della sede, anche il Coordinatore Provinciale dell’A.N.C. Maggiore Bruno Argiolas ed una rappresentanza di Carabinieri in congedo con bandiera al seguito.
 
Nella circostanza sono stati letti i nominativi dei Militari dell’Arma Caduti nel tragico evento: il Sottotenente Giovanni Cavallaro, il Sottotenente Filippo Merlino, il Luogotenente Enzo Fregosi, il Maresciallo Aiutante Massimiliano Bruno, il Maresciallo Aiutante Alfio Ragazzi, il Maresciallo Aiutante Alfonso Trincone, il Maresciallo Capo Daniele Ghione, il Brigadiere Giuseppe Coletta, il Brigadiere Ivan Ghitti, il Vice Brigadiere Domenico Intravaia, l’Appuntato Andrea Filippa e l’Appuntato Horacio Majorana.
In occasione del vile attentato, percepito il pericolo imminente, il Carabiniere Andrea Filippa riuscì ad uccidere i due attentatori, fermando il mezzo imbottito di esplosivo prima che arrivasse a ridosso della struttura che ospitava il Reggimento M.S.U. (Multinational Specialized Unit) dei Carabinieri, scongiurando, così, una strage di più ampie proporzioni.
 
Oltre ai militari dell’Arma, nel tragico attentato, persero la vita anche cinque militari dell’Esercito Italiano (il Capitano Massimo Ficuciello, il Maresciallo Capo Silvio Olla, il Primo Caporal Maggiore Alessandro Carrisi, il Caporal Maggiore Capo Scelto Emanuele Ferraro, il Caporal Maggiore Pietro Petrucci), due civili italiani, il cooperatore internazionale Marco Beci, il regista Stefano Rolla e nove cittadini iracheni.
 
Dopo la lettura dei nomi dei militari deceduti, sono stati deposti i fiori alla targa dedicata ai caduti che, dal 5 giugno 2020, è stata collocata proprio all’ingresso del Comando Provinciale, quindi il trombettiere ha suonato il silenzio.
La commemorazione è avvenuta nell’ambito della 14^ giornata del ricordo dei Caduti militari e civili nelle missioni internazionali di pace, come disposto dalla legge 162/2009.
 
Il pensiero oggi corre a tutti i Carabinieri di ogni ordine e grado, Caduti nei teatri operativi mentre svolgevano il loro servizio nell’ambito delle citate missioni.
 



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