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FINANZIAMENTO ILLECITO LISTA RENATA POLVERINI: GIANNI ALEMANNO RINVIATO A GIUDIZIO

Redazione

Roma – Rinvio a giudizio per Gianni Alemanno, ex sindaco di Roma, nell'ambito di un'inchiesta della procura di Roma sul presunto finanziamento illecito della lista con cui, nel 2010, Renata Polverini vinse le elezioni regionali. A stabilirlo è stato il gup Flavia Costantini che, insieme all'ex primo cittadino, ha mandato a processo anche Giuseppe Verardi (manager Accenture), Fabio Ulissi (collaboratore di Alemanno) Francesco Gadaleta, Roberto Sciortino, Massimo Alfonsi, Sharon Di Nepi e Angelo Italiano (questi ultimi dipendenti e funzionari della società coinvolte nell'inchiesta). Luca Ceriani (mangare Accenture), invece ha patteggiato una pena di 12 mesi di reclusione.

Secondo l'accusa, gli indagati, attraverso un giro di false fatture della società Accenture -della quale Verardi era manager- avrebbero creato un fondo di 30.000 euro destinato ad attività di propaganda della lista Polverini. Nello stesso procedimento, la posizione dell'ex presidente della Regione Lazio, inizialmente indagata, è stata già da tempo archiviata.

Non appena ha appreso la notizia, Gianni Alemanno ha detto che sarà il giudice monocratico ad accertare la sua totale estraneità ai fatti: "Io non ho mai sollecitato o ricevuto un finanziamento illecito – ha detto –  questa è una vicenda marginale di cui non potevo verificare gli adempimenti di legge, perchè non riguardava una mia campagna elettorale. Per orientamento della Cassazione i rinvii a giudizio non entrano più nel merito delle accuse. Sarà il giudice monocratico a certificare la mia totale innocenza».




MAFIA CAPITALE: ROGATORIA IN ARGENTINA, LA PROCURA ACCENDE I FARI SU GIANNI ALEMANNO

di Maurizio Costa

Roma – Il procuratore capo Giuseppe Pignatone e l'aggiunto Michele Prestipino stanno indagando su alcuni presunti viaggi di Gianni Alemanno, che avrebbe trasportato in Argentina una valigia piena di contanti per evadere il Fisco italiano. La notizia sarebbe stata appresa da alcune intercettazioni telefoniche di Luca Odevaine, ex componente del tavolo tecnico sull'immigrazione del Ministero dell'Interno. Per questo, il Ros ha chiesto una rogatoria internazionale per avere maggiori informazioni all'Argentina riguardo agli spostamenti di denaro dell'ex sindaco romano.

Gianni Alemanno ha dichiarato di avere passato solamente una vacanza con la famiglia in Argentina per vedere i ghiacciai della Patagonia, ma le intercettazioni di Odevaine fanno trapelare particolari differenti: "Per soldi se so’ scannati – dice Odevaine al telefono con Mario Schina – ma sai che Alemanno s’è portato via … ha fatto quattro viaggi lui e il figlio con le valige piene de contanti.. ma te sembra normale che un sindaco…". "E nessuno l'ha controllato?" risponde Schina. E Odevaine risponde: "No, è passato al varco riservato". Parole pesanti che gettano ombre sui comportamenti di Alemanno. Le autorità argentine hanno dato la disponibilità al Ros a fornire documenti e tracce degli spostamenti di Gianni Alemanno.

Sarebbe uno scandalo ancora più grande se un sindaco avesse trasportato soldi all'estero, per di più sporcati dai presunti legami con Buzzi e Carminati. 




ROMA, ISTITUZIONI E CRIMINALITA' ORGANIZZATA: TUTTI I PARTICOLARI DELL'OPERAZIONE "TERRA DI MEZZO"

Redazione

Roma – Il R.O.S., unitamente ai Comandi dell’Arma territorialmente competenti, sta eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere e agli arresti domiciliari, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Roma su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 37 indagati per associazione di tipo mafioso , estorsione, usura, corruzione, turbativa d’asta, false fatturazioni, trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio ed altri reati, con l’aggravante delle modalità mafiose (art. 7 L. 203/1991) e per essere l’associazione armata. 

Ulteriori 40 indagati a piede libero, raggiunti da un’informazione di garanzia emessa dalla Procura Distrettuale Antimafia per i medesimi reati, sono sottoposti a perquisizione locale e personale. 

Contestualmente, nell’ambito di un parallelo procedimento di prevenzione, sulla base degli elementi investigativi raccolti da questo Raggruppamento, il locale Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza, a seguito di ulteriori accertamenti economico-patrimoniali,  sta eseguendo il sequestro dei beni riconducibili agli indagati, emesso dal Tribunale di Roma, per un valore complessivo di 204 milioni di euro. 

Gli interventi interessano le province di Roma,  Latina e Viterbo.

I provvedimenti scaturiscono da un’attività investigativa avviata nel 2012 dal Raggruppamento, sotto la direzione della Procura Distrettuale Antimafia di Roma, nei confronti di un’organizzazione mafiosa radicata nella Capitale, facente capo a CARMINATI Massimo , pluripregiudicato, già appartenente all’organizzazione terroristica dei N.A.R. e strettamente legato allo storico sodalizio criminale denominato “Banda della Magliana”, nonché coinvolto in diverse vicende processuali afferenti a gravi ed eclatanti episodi delittuosi . 

Le indagini hanno accertato l’operatività di una ramificata e pervasiva struttura mafiosa, “Mafia Capitale” che, nel tempo, ha assunto caratteri di originalità, differenziandosi significativamente dalle cosiddette mafie tradizionali. Avvalendosi dello storico legame con esponenti dell’estrema destra romana, alcuni dei quali divenuti esponenti politici o manager pubblici, il sodalizio si è gradualmente dimensionato in un’organizzazione  di tipo evoluto, dedita alla sistematica infiltrazione del tessuto economico ed istituzionale, con una struttura tipicamente mafiosa ed un apparato in grado di gestire i diversificati interessi illeciti. In particolare, per quanto attiene alla mafiosità del sodalizio, sono stati acquisiti tutti gli elementi che ne caratterizzano la sussistenza, con riferimento alla struttura gerarchizzata, alla segretezza e al rispetto del vincolo associativo, all’assistenza legale fornita agli affiliati detenuti ed ai familiari, alla disponibilità di armi ed, in primo luogo, all’utilizzo del c.d. metodo mafioso connotato dall’esercizio di un forte potere intimidatorio.   

In tale ambito, sono emersi anche gli stretti rapporti con esponenti apicali di organizzazioni di altissimo profilo criminale operanti nella Capitale, quali: 

il clan camorrista facente capo a SENESE Michele, radicato a Roma sin dagli anni ’80 e dedito al traffico internazionale di sostanze stupefacenti; 

il clan CASAMONICA, attivo nel quadrante sud-est della città e dedito ad una vasta gamma di attività delittuose, in particolare usura e riciclaggio; 

DIOTALLEVI Ernesto , già appartenente alla Banda della Magliana con compiti di riciclaggio dei capitali illeciti, e DE CARLO Giovanni , subentrato al primo nello scacchiere delinquenziale romano; 

proiezioni del clan mafioso catanese di SANTAPAOLA; 

un gruppo di rapinatori albanesi particolarmente agguerrito e pericoloso. 

Nel corso delle indagini, è stata accertata la consumazione di estorsioni, aggressioni e intimidazioni in danno di imprenditori e  commercianti non disposti a scendere a patti con il sodalizio, nonché l’erogazione di prestiti a tassi usurari ed il conseguente recupero dei crediti con azioni violente o minacce. Lo stesso controllo su attività imprenditoriali connesse alla gestione di appalti pubblici è stato ottenuto, in taluni casi, mediante la forza di intimidazione del sodalizio. In alcuni casi, imprenditori si sono di fatto posti a disposizione del sodalizio, pur mantenendo un relativo margine di autonomia gestionale.  

In tale contesto, è emerso il ruolo dell’imprenditore pregiudicato Salvatore BUZZI , il quale, tramite una rete di cooperative sociali, gestiva gli interessi economici dell’associazione criminale in diversificati settori destinatari di appalti e finanziamenti del Comune di Roma e delle aziende municipalizzate . Sulla base delle disposizioni fornite dal CARMINATI, il BUZZI ha intessuto rapporti con pubblici amministratori, funzionali agli interessi delle imprese del sodalizio, occupandosi personalmente della gestione della contabilità occulta e della creazione di flussi finanziari illegali, utilizzati per alimentare un ramificato sistema corruttivo, in favore soprattutto di protagonisti della vita politica e amministrativa di Roma Capitale. 

In particolare, sono stati documentati rapporti, tra gli altri, con: 

l’ex Sindaco di Roma ALEMANNO Gianni  ed il relativo capo della segreteria LUCARELLI Antonio , nonché con l’allora consigliere comunale (attualmente consigliere regionale) GRAMAZIO Luca  e SCOZZAFAVA Angelo , già direttore del V° Dipartimento, Promozione Servizi Sociali del Comune di Roma , funzionali all’assegnazione di finanziamenti ;

CORATTI Mirko  e FIGURELLI Franco , rispettivamente Presidente e Capo Segreteria dell’Assemblea Capitolina, interessati per l’aggiudicazione del bando di gara AMA riguardante la raccolta del multi materiale, nonché per sbloccare pagamenti sui servizi sociali forniti al Comune di Roma e, infine, pilotare la nomina del nuovo Direttore del V Dipartimento.

Anche nel Consiglio Regionale, a seguito del mutamento degli equilibri, si registrano rapporti con alcuni esponenti dell’area di maggioranza.

In questo senso, assume rilievo la figura di Eugenio PATANÈ,  attuale Consigliere Regionale (gruppo consiliare del P.D.) nominato il 26.03.2013.

In relazione a tale figura istituzionale, BUZZI a più riprese affermava di aver ricevuto imponenti richieste di denaro e di averne erogate in misura molto minore con riguardo alla gara Ama del 2013.

1. In relazione all’utilizzo di persone giuridiche per la realizzazione dei programmi delittuosi dell’organizzazione, le indagini hanno consentito di distinguere le imprese partecipanti a gare pubbliche direttamente riconducibili al sodalizio, da quelle esterne, funzionali al riciclaggio ed alla creazione di fondi extracontabili destinati ai compensi degli stessi sodali ed alla corruzione di pubblici ufficiali, incaricati di pubblico servizio ed esponenti politici. Su tale fronte, è stato accertato, come il sodalizio fosse interessato alle commesse ed ai finanziamenti del Comune di Roma Capitale e delle relative municipalizzate, nella gestione dei campi nomadi, delle strutture riservate agli stranieri richiedenti asilo ed ai minori non accompagnati, nonché nella raccolta dei rifiuti e manutenzione del verde pubblico. Attraverso la corruzione di esponenti politici ed amministrativi, le società controllate dall’organizzazione indagata hanno così ottenuto diversi appalti , condizionando le rispettive gare attraverso la conoscenza anticipata del contenuto dei bandi o, in alcuni casi, concorrendo addirittura alla stessa stesura. Nei citati settori imprenditoriali, l’interesse veniva rivolto anche ad altri Comuni della Provincia di Roma, quali Sant’Oreste , Morlupo e Castelnuovo di Porto, adottando le medesime metodologie corruttive, sino anche a modificare offerte già depositate e superare così aziende concorrenti. I fondi neri destinati alle tangenti per gli esponenti delle strutture politico-amministrative interessate e alla retribuzione dei membri del sodalizio venivano ricavati con l’emissione di fatture per operazioni inesistenti che, a seconda delle società emittenti, determinava diversificate modalità di remunerazione. In particolare: 

le società riconducibili a soggetti esterni al sodalizio, a fronte dei pagamenti ricevuti, restituivano all’organizzazione criminale denaro contante per la creazione di fondi extracontabili, utilizzati per i pagamenti illeciti;

le società direttamente controllate dall’organizzazione criminale, gestite anche con l’utilizzo di prestanome, attraverso transazioni reciproche riuscivano a canalizzare ingenti somme di denaro agli stessi sodali e a soddisfare le esigenze di reimpiego dei proventi illeciti.

Nel corso delle indagini, si delineavano i ruoli dei principali soggetti ai quali il CARMINATI  aveva affidato la responsabilità del controllo dei diversi settori economici. In particolare: 

Salvatore BUZZI, amministratore e coordinatore di varie società cooperative, incaricato di seguire le gare pubbliche e corrompere i politici e gli amministratori di turno;

Fabrizio Franco TESTA , che curava, dall’interno delle strutture politico-amministrative, gli interessi dell’organizzazione criminale;

Carlo PUCCI , deputato a seguire gli appalti ed i relativi pagamenti destinati alle cooperative del sodalizio dall’Eur Spa, di cui è dirigente, e dall’ATI Marco Polo. 

Un altro degli amministratori pubblici di riferimento per Salvatore BUZZI, durante il periodo della Giunta ALEMANNO, risultava Franco PANZIRONI , amministratore delegato della municipalizzata deputata alla gestione della raccolta dei rifiuti nella capitale (AMA). Vantando uno strettissimo rapporto con l’allora Sindaco, il PANZIRONI, a fronte del periodico pagamento di tangenti e di versamenti in favore di Fondazioni della sua stessa area politica, si è reso disponibile per l’aggiudicazione di appalti, lo stanziamento di fondi del Comune di Roma e lo sblocco dei relativi pagamenti alle società cooperative controllate dal sodalizio. L’intervento sull’AMA risulta essere avvenuto anche grazie alla corruzione del Direttore Generale Giovanni FISCON  e a contatti dei citati GRAMAZIO e TESTA all’interno dello stesso consiglio di amministrazione.

Per quanto attiene alla nuova consiliatura, sono stati documentati rapporti di BUZZI con il Presidente dell’Assemblea capitolina, Mirko CORATTI  ed altri amministratori ed esponenti politici. 

Gli ulteriori approfondimenti in direzione degli interessi del sodalizio nella gestione dei centri di accoglienza, istituiti nell’ambito dell’emergenza migratoria del 2011  hanno evidenziato il ruolo del Consorzio ERICHES 29 , facente capo al citato BUZZI, di cui venivano documentati i rapporti con Luca ODEVAINE  e Mario SCHINA , finalizzati ad ottenere il trasferimento di immigrati presso le strutture controllate, nonché tra il BUZZI ed un altro imprenditore, Sandro COLTELLACCI . La gestione dell’emergenza immigrati è stato un ulteriore settore nel quale il sodalizio indagato si è infiltrato con metodi corruttivi, alterando da un lato i processi decisionali pubblici, dall’altro i meccanismi fisiologici di allocazione delle risorse economiche della Pubblica amministrazione. 

Le indagini, in particolare, hanno accertato un complesso meccanismo corruttivo, documentando i ruoli di ODEVAINE, nella sua qualità di appartenente al Tavolo di Coordinamento Nazionale sull’accoglienza per i richiedenti e titolari di protezione internazionale, SCHINA quale intermediario, BUZZI e COLTELLACCI, deputati a seguire gli aspetti amministrativi. In tale ambito, emergeva la responsabilità dell’ODEVAINE e dello SCHINA nel compimento di atti contrari ai doveri del loro ufficio, in violazione dei doveri di imparzialità della Pubblica amministrazione, a fronte di una retribuzione mensile rispettiva di 5000 e 1500 euro. In particolare per:

orientare le scelte del citato Tavolo tecnico, al fine di creare le condizioni per l’assegnazione dei flussi di immigrati alle strutture gestite dalle imprese e cooperative riconducibili a BUZZI e COLTELLACCI;

comunicare i contenuti delle riunioni e le posizioni espresse dai rappresentanti delle istituzioni nel predetto Tavolo  di coordinamento nazionale;

esercitare pressioni per l’apertura di centri in località gradite al gruppo BUZZI.

Pur esprimendo lo stesso carattere di mafiosità delle organizzazioni tradizionali, il sodalizio indagato ha adottato nel tempo un modello organizzativo perfettamente inserito nei delicati equilibri del contesto amministrativo e politico della Capitale. Parallelamente, evitando un indiscriminato ricorso alla violenza, sono stati consolidati i rapporti con le altre strutture criminali capitoline. 

In definitiva, dall’indagine è emerso come la struttura mafiosa indagata si sia posta quale vera e propria cerniera tra ambienti criminali e settori istituzionali ed economici romani, definita in un’intercettazione dallo stesso Massimo CARMINATI come “mondo di mezzo” . L’espressione utilizzata sintetizza efficacemente come tale spazio costituisse un’area di confine tra i due diversi  “mondi”, quello legale e quello illegale, in grado di garantire le relazioni funzionali al conseguimento degli interessi del sodalizio.




ROMA CAPITALE: ASSOLTI PER NON AVER COMMESSO IL FATTO SINDACALISTI E LAVORATRICI DI NIDI E SCUOLE CHE PROTESTARONO CONTRO LA GIUNTA DI GIANNI ALEMANNO

di Mario Vito Torosantucci

Roma Capitale – Si è concluso nella mattinata di venerdì 6 giugno 2014 presso il Tribunale di Roma, il processo contro 9 persone tra rappresentanti sindacali e lavoratrici di nidi e scuole dell’infanzia, che il 31 maggio del 2010, mentre era in corso una trattativa sindacale e con la contestuale proclamazione di una giornata di sciopero indetta dalla USB, protestarono vivacemente contro i rappresentanti dell’amministrazione e dei sindacati. Successivamente queste persone furono accusate di aver tenuto comportamenti violenti nei riguardi delle Forze dell’Ordine e per questo rinviate a giudizio.

Grazie anche all’ottima difesa dell’avvocato Giuseppe Mattina, il giudice, senza neanche ascoltare i testimoni a favore, ha assolto tutti gli imputati con formula piena per non aver commesso i reati loro ascritti.

"Si chiude così un capitolo odioso delle modalità repressive messe in atto dagli amministratori di allora e che non vorremmo vedersi ripetere. – dichiarano dall'USB –  USB ringrazia le lavoratrici che con il loro sostegno, la loro fiducia e la determinazione a difendere nidi e scuole pubbliche hanno continuato in questi anni e continueranno in quelli a venire ad esigere il massimo rispetto per la difesa dei loro diritti e di quelli dei bambini che educano ed istruiscono".
 




CASO FINTO SONDAGGIO RENATA POLVERINI: IL TRIBUNALE DEL RIESAME "IL REGISTA E' GIANNI ALEMANNO"

Redazione

Roma – Confermati gli arresti domiciliari per Fabio Ulissi, uomo di fiducia di Gianni Alemanno, e per Giuseppe Verardi, ex dirigente Accenture, così ha deciso il Tribunale del Riesame con l’ordinanza resa nota quest’oggi. “Ulissi è la persona che ha agito per conto di Gianni Alemanno, indicata dall’ex sindaco come punto di riferimento per la realizzazione del progetto”. – si legge tra le motivazioni dell’ordinanza – Operando per “un finanziamento occulto da parte di una società privata a un soggetto politico”.
Ulissi e Verardi, dunque, sono indagati insieme a Gianni Alemanno, Renata Polverini e ad altri cinque dirigenti.

Si tratta della ormai nota vicenda di un’operazione di telemarketing politico da 25mila euro “commissionata dallo stesso ex sindaco” e finanziata dall’americana Accenture in favore del Pdl. Le 50mila telefonate partirono dal call center Coesis poco prima delle regionali del 2010 per  far confluire i voti dell’elettorato del Pdl  in favore di Renata Polverini, che allora si presentava con una sua lista essendo stata esclusa quella di Roma per il noto pasticciaccio che ne avevano ritardato la presentazione.

L’ordinanza del Tribunale individua in Gianni Alemanno il “regista” dell’operazione in quanto l’Accenture corrispose alla Coesis i 25mila euro per il telemarketing, commissionato  dall’ex sindacp Alemanno tramite Ulissi, sotto forma di “sondaggio”. Operazione illecita “comprovata dal documentato accordo tra Accenture e Coesis per modificare l’oggetto del contratto stipulato da un compromettente ‘telemarketing politico Lazio’ a un più innocuo ‘sondaggio percezione qualità servizi scolastici’”.
Giuseppe Verardi, per parte sua, si è fatto promotore dell’operazione, per accreditare l’azienda presso il Pdl, presumibile vincitore, per ottenere corsie preferenziali per la realizzazione di progetti che avrebbero costituito la contropartita del “favore” pre-elettorale. Fabio Ulissi era in quel periodo membro dell’ufficio di presidenza con delega ai rapporti con le imprese della Roma Capitale Investments Foundation (ente presieduto onorariamente dall’ex primo cittadino), mentre Verardi, era un manager di Accenture. Della lista Polverini faceva parte anche la moglie di Gianni Alemanno, Isabella Rauti. Ricrodiamo infine che nel mese di aprile del 2013, Roma Capitale Investments Foundation era stata oggetto di perquisizioni da parte della Procura di Roma.
 




PROCURA DELLA REPUBBLICA DI ROMA: INDAGATI PER FINANZIAMENTO ILLECITO RENATA POLVERINI E GIANNI ALEMANNO

Redazione

Roma – Renata Polverini e Gianni Alemanno indagati dalla Procura della Repubblica di Roma per finanziamento illecito ai partiti. In relazione all'inchiesta sull'ex Governatrice della Regione Lazio e sull'ex sindaco di Roma, due persone sono finite agli arresti domiciliari: si tratta di Fabio Ulissi, già collaboratore dell'ex sindaco, e Giuseppe Verardi, ex manager della società di consulenza 'Accenture'.
A eseguire le ordinanze ai domiciliari gli uomini del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza ed i carabinieri del Ros. L'accusa fa riferimento a una provvista di denaro di circa 30mila euro, realizzata con false fatture da "Accenture" e destinata a un falso sondaggio sulla qualità dei servizi scolastici, in prossimità delle elezioni regionali del Lazio vinte dalla Polverini. L'inchiesta prese le mosse da una denuncia della stessa società di consulenza. Nell'ordinanza sono citati sette indagati, alcuni per frode fiscale, ma complessivamente le persone iscritte nel registro degli indagati sono nove.

"Accenture" avrebbe ricevuto in cambio appalti –  L'iscrizione nel registro degli indagati di Gianni Alemanno e Renata Polverini sarebbe legata a un'operazione di telemarketing politico svolta nel 2010 da una società a favore del listino dell'ex presidente della Regione Lazio. Attraverso l'intermediazione di Ulissi, Accenture avrebbe infatti pagato alla società circa 30 mila euro per l'operazione di telemarketing. Sempre nel 2010, hanno accertato le indagini, Accenture aveva vinto una gara bandita dal comune di Roma per una decina di milioni di euro che riguardava la raccolta e l'elaborazione di dati statistici relativi a vari settori.

Il gip: "Alemanno è stato il regista" – L'ex sindaco di Roma Gianni Alemanno è stato il "regista dell'operazione" con la quale la Accenture ha incaricato una società di svolgere un'attività di telemarketing a favore dell'allora candidata alla presidenza della regione Lazio Renata Polverini. Lo scrive il gip, Costantino De Robbio, nell'ordinanza di custodia ai domiciliari per l'allora collaboratore del sindaco Fabio Ulissi e per l'ex dirigente di Accenture Giuseppe Verardi.

Alemanno: "Estraneo a ogni accusa"- "Ho appreso dalle agenzie di stampa la notizia di questa indagine. Non so assolutamente nulla di queste vicende né, tantomeno, mi sono occupato del finanziamento della campagna elettorale per le elezioni regionali del 2010. Attendo quindi con fiducia gli sviluppi del lavoro della magistratura che confermeranno la mia estraneità a ogni addebito". Lo ha dichiarato, in una nota, l'ex sindaco di Roma Gianni Alemanno.

Polverini: "Fiducia nella magistratura" – "Apprendo dalle agenzie di stampa la notizia di una indagine a mio carico nell'ambito di un' inchiesta avviata un anno fa per finanziamento illecito ai partiti e che riguarda persone che non conosco. Ho completa fiducia nella magistratura e sono sicura che, se c'è una indagine, verrà provata la mia estraneità ai fatti". Così l'ex governatore della Regione Lazio e parlamentare Fi, Renata Polverini.
 




“Soldi sparsi”: il film ancora non uscito sulla strage di Acca Larenzia

Ci chiediamo, tra proclami e annunci, quando uscirà veramente il film “Sangue Sparso”. Un film girato nell’estate del 2011 per essere distribuito gratuitamente anche alle scuole tramite la Regione Lazio.

Una storia che ripercorre la strage di Acca Larenzia del 1978, fino ad arrivare all’uccisione di Paolo Di Nella del 1983. E’ stato presentato nel 2012 presso la sede della Croce Rossa Italiana a Roma e in quell’occasione è stato mandato in onda il trailer. Si tratta di un lungometraggio che racconta le vicende avvenute tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80, i così detti “anni di piombo”.

Siamo appena entrati nel 2014 ma il film ancora non è uscito nelle sale cinematografiche. C’è grande attesa per questo debutto ma anche un grande silenzio. Eccezion fatta per le dichiarazioni dell’autrice, Emma Moriconi, e la produttrice, Sabrina Virgili che di recente hanno precisato di aver ritirato la domanda di contributo avanzata alla Fondazione An dopo i cicloni della Magistratura e lo scandalo che ha investito la stessa fondazione. I soldi sarebbero serviti per una più ampia distribuzione sul territorio nazionale del film Sangue Sparso.

Comunque il film ha goduto di finanziamenti pubblici. Il progetto è stato approvato dalla Regione Lazio, Assessorato alla Cultura Settore Audiovisivi sotto la giunta Polverini. Dell’uscita nel 2014 ne danno notizia il Giornale d’Italia di Storace e altre testate tra cui il quotidiano Il Tempo.
La produttrice Emma Moriconi è anche redattrice del Giornale d’Italia e moglie di Roberto Buonasorte.

Sul suo blog Andrea Manicone, uno tra gli attori di “Sangue Sparso” scriveva il 25 luglio 2011 che il film vedrà la luce il prossimo gennaio del 2012 e sarà distribuito in tutti i cinema d’Italia. Quando ieri, il 6 gennaio 2014, abbiamo raggiunto al telefono Andrea Manicone, tra i registi e attori più di spicco nel centro sud, lo stesso sentendo che volevamo parlare di “Sangue Sparso” ha così esordito: “Pensavo di avere da voi qualche notizia riferita alla data di uscita del film. – Ha detto Manicone, il quale ha però sottolineato che il film è un prodotto di grande spessore e incuriosito ha chiesto se ci fosse un trailer da visionare – Non sento Emma Moriconi da qualche tempo, sinceramente penso di non sentirla da luglio del 2012”. Insomma Manicone ci è sembrato sorpreso che si stesse parlando di un progetto di diversi anni fa di cui adesso se ne sono perse le tracce. Quando a Manicone è stato chiesto se almeno fosse stato retribuito per la parte da attore nel film Sangue Sparso, quest’ultimo ha risposto con molta onestà: “Non ho mai chiesto compensi – ha detto – ne reclamato nulla e per questo non posso avanzare alcuna pretesa. Certo sinceramente eravamo rimasti con Emma che ci saremmo sentiti in merito. Avevo capito che comunque avremmo definito un compenso con tutta calma. Ma comunque ripeto ho partecipato al film perché lo ritengo di spessore, poi parliamo di diversi anni fa quindi non ricordo di preciso i particolari”.

Sorprende però che l’attore non sia stato invitato alla presentazione del film presso la Croce Rossa e non abbia neppure visionato il trailer. Il 31 ottobre del 2012 Emma Moriconi dichiarava alla giornalista Giovanna Serricchio che il film sarebbe uscito col nuovo anno e quindi nel 2013. Perché questo film da quando è stato girato, non ha visto ancora luce? “Lo sfondo sociale della pacificazione sociale” del 10 luglio 2011 come disse Emma Moriconi ad Agorà Tv ancora non lo si è percepito.

Intanto meglio sapere di più sulla Legge Regionale e finanziamenti per l’audiovisivo nel Lazio Il 14 marzo 2012 è stata approvata dal Consiglio Regionale. Gli strumenti principali della Legge, che prevede una dotazione di 45 milioni di euro, sono il Centro Regionale per il Cinema e l’Audiovisivo e il Fondo Regionale, nati proprio con l’obiettivo di assorbire e sostituire le competenze della costellazione di interventi del passato. Il metodo di assegnazione dei fondi è indirizzato verso coloro che hanno indirizzato nel Lazio una certa percentuale della propria opera cinematografica o audiovisiva qualificata come prodotto culturale. Grazie al Fondo la produzione dell’opera potrà beneficiare di una sovvenzione determinata in misura percentuale delle spese sotto la linea sostenute nella nostra regione, dietro presentazione delle relative fatture quietanzate.

Ora la legge la conosciamo, sappiamo che questo film è stato girato, sappiamo che qualcuno ha prestato il proprio “ingegno” senza percepire compensi e sappiamo che finora oltre agli annunci non è uscito nulla.

L’attenzione e l’attesa sono sempre alte, ma per adesso più che sangue sparso sembrano “soldi sparsi” nel senso sembrano finanziamenti che ancora non hanno trovato “concretezza” nel panorama cinematografico culturale italiano.

E per di più, lo diciamo oggi, 7 gennaio 2014, che ricorre il 36 esimo anniversario della strage di Acca Larenzia, se non dovesse uscire o dovessero emergere ombre sulla gestione della produzione del film si rivelerebbe come una totale mancanza di rispetto nei confronti di ragazzi morti ammazzati per degli ideali politici.

di Chiara Rai




ROMA, DISABILI A PIEDI: GRAZIE GIANNI!

Redazione

Roma – “La situazione che si sta verificando dall’inizio della scuola sul fronte del trasporto disabili è diventata insostenibile per le famiglie interessate. L’inefficienza del servizio che quotidianamente circa mille bambini stanno vivendo sulla propria pelle è il frutto di una politica dissennata della precedente Giunta che ha scelto di risparmiare in un settore, come quello della disabilità, su cui andrebbero al contrario concentrate risorse per rendere servizi adeguati alle necessità.

Stiamo, di fatto, scontando l’attuazione di un bando che ha previsto il taglio di circa 20 linee per il trasporto e modalità di pianificazione dei percorsi che non tengono conto dell’utenza disagiata.

In aggiunta, la frammentazione delle competenze non ha consentito di intervenire in maniera tempestiva sui disservizi verificatisi. Abbiamo richiesto una task force alla Multiservizi per far fronte all’emergenza con riunioni quotidiane che, oggi, hanno portato a un accordo per l’erogazione del servizio secondo le modalità del piano attuato l’anno scorso, in modo che entro la settimana venga ripristinata la regolarità del trasporto.

Monitoreremo operativamente il servizio affinché le criticità vengano risolte nel più breve tempo possibile al fine di assicurare alle famiglie il superamento delle problematiche e ci attiveremo per affinare, nei prossimi tre mesi, il
nuovo sistema”. E’ quanto dichiarano il vice sindaco, Luigi Nieri, l’assessora alla Scuola, Alessandra Cattoi e l’assessore alla Mobilità, Guido Improta. Intanto arriva la proposta: "Per tutto il tempo del disservizio del trasporto scolastico dei bambini disabili, chiedo che la giunta comunale metta a disposizione le auto di servizio del comune e degli assessori per accompagnare i bambini. E' una proposta realizzabile che limiterebbe gli sprechi dell'autoparco e aiuterebbe le famiglie.

E' sufficiente che gli assessori si rechino in ufficio con i propri mezzi, liberando le auto nella fascia oraria di ingresso e di uscita dalle scuole. Con la volontà si può fare". Lo dichiara in una nota Marco Giudici, presidente della Commissione Trasparenza del Municipio XII. "Questa mattina – prosegue Giudici – ho effettuato un sopralluogo all'autoparco di via Tito Omboni e presso la scuola speciale Vaccari.

Da una parte c'erano almeno trenta auto parcheggiate con gli autisti in attesa di essere chiamati dagli assessori, dall'altra alcuni pulmini erano giunti senza bambini, altri in grave ritardo, ma anche mamme che dopo aver atteso invano lo scuolabus, sono state costrette ad accompagnare i loro figli attraver
sando la città.

Un mezzo avrebbe anche girato in lungo e in largo per il quartiere, perchè il comune lo avrebbe indirizzato al civico 0 di viale Angelico". "Un disservizio così grave, che colpisce i bambini disabili, deboli tra i deboli, non è tollerabile in un paese civile.

Ho inoltrato una missiva urgente al dipartimento alla scuola con una richiesta di accesso a tutte le informazioni sull'appalto del servizio del trasporto dei bambini disabili da e per le scuole. Con la commissione trasparenza – conclude Giudici – andremo in fondo alla questione".
 




ROMA, DISCARICABARILE: IL COMITATO RIFIUTI ZERO FIUMICINO RINFRESCA LA MEMORIA AL CONSIGLIERE COMUNALE GIANNI ALEMANNO

Redazione

Roma – "Al Consiglio Comunale di Roma tenutosi il 1 Agosto, sulla questione dei rifiuti, abbiamo sentito il Consigliere Gianni Alemanno, ex sindaco di Roma, grande  esperto del discaricabarile, responsabile assieme ad altri dell’attuale condizione emergenziale, proporre con il solo intento di alimentare la polemica politica e lo scontro fra poveri, soluzioni e siti ipotetici già precedentemente valutati e scartati: Allumiere o Pizzo del Prete per il sito definitivo, Bracciano e Colleferro come siti temporanei. – Dichiarano in una nota dal Comitato Rifiuti Zero Fiumicino – Vogliamo ricordare – prosegue la nota –  a questo consigliere comunale del comune a noi limitrofo che per quanto riguarda Pizzo del Prete ci sono due atti di governo, una delibera del Comune di Fiumicino del 27/04/2012 ed una mozione unitaria del Consiglio Regionale del 12/06/2012, (al tempo entrambe amministrazioni di Centro Destra),  che ne sanciscono l’inidoneità. – La nota conclude – Pensiamo che noi cittadini dobbiamo guardarci da chi negli ultimi anni, ai vari livelli istituzionali, ci ha governato: chi oggi si spertica in difesa di Falcognana ieri lo faceva per Pizzo del Prete, chi difendeva Pizzo del Prete buttava la croce ad Albano o Colleferro. L'unico fatto certo è che chi poteva fare non ha fatto nulla!.

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 01/08/2013 DISCARICA FALCOGNANA, CRZF: "AL VIA IL DISCARICABARILE IL GIOCO ESTIVO PREFERITO DEI POLITICI LAZIALI"




ROMA: PASSAGGIO DI CONSEGNE TRA GIANNI E IGNAZIO

Redazione

RomaIgnazio Marino è ufficialmente il nuovo sindaco di Roma. Nel primo pomeriggio di oggi, infatti, l'ufficio elettorale centrale, costituito presso il Tribunale ordinario di Roma, ha proceduto alla proclamazione, ufficializzando il risultato delle urne: 664.445 voti, pari al 63.93 per cento.

Alle 18, in Campidoglio, l'insediamento e il passaggio delle consegne con il sindaco uscente si è tenuto in forma privata.

Proclamazione ufficiale anche per i consiglieri neoeletti – per la prima volta 48, in base al nuovo Statuto di Roma Capitale (per la maggioranza, 19 consiglieri PD, 5 Lista Marino, 4 SEL, 1 Centro Democratico; per la minoranza, il sindaco uscente Gianni Alemanno, 7 PdL, 2 Fratelli d'Italia, 2 Cittadini per Roma, 4 Movimento 5 Stelle, 3 Lista Marchini).




ROMA, IGNAZIO MARINO E' IL NUOVO SINDACO

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Roma Ignazio Marino e' il nuovo sindaco di Roma. Il comitato elettorale del sindaco uscente, Gianni Alemnano, ha ammesso la sconfitta meno di mezz'ora dopo la chiusura delle urne. Secondo gli Istant poll diffusi dall'emittente La7 l'esponente democratico e' vincente con il 60,5% delle preferenze sul primo cittadino uscente fermo al 40%. Per Marino sono arrivati anche gli auguri dell'ex sindaco di Roma, Walter Veltroni: "Marino è il nuovo sindaco di Roma: una buonissima notizia per la città. Il voto dei romani chiude finalmente un quinquennio di incuria e di errori che Alemanno e la sua giunta hanno prodotto per incapacità, per scarso amore e per perseguire interessi personali". Auguri anche da parte di Nicola Zingaretti, Presidente della Regione Lazio: "Missione compiuta. Roma è salva. Auguri a Ignazio Marino sindaco della nostra bellissima città", il suo messaggio su Twitter.