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CASTEL GANDOLFO LAGO ALBANO: VIA I SIGILLI A CINQUE AREE CHE TORNANO ALLA REGIONE

Marco Mattei: "Essenziale per riaffidare gli arenili è seguire una linea condivisa con Comune e gestori"

Milvia Monachesi: "Auspico che questa annosa situazione di degrado si risolva quanto prima"

 

Chiara Rai

Cinque aree demaniali sul lago Albano a Castel Gandolfo sono state finalmente dissequestrate dalla Procura e restituite alla Regione, che di fatto ha la gestione materiale degli arenili che sono di proprietà del demanio. Una buona e soprattutto concreta notizia, dopo tante parole, degrado, immondizia e nuovi sequestri che hanno tenuto sulle peggiori pagine di cronaca il lago dove si affaccia la residenza estiva del Papa. A seguire l’iter giudiziario che ha portato, al momento, al dissequestro di cinque aree su circa una decina è  l’avvocato Giuseppe Petrillo  legale incaricato dalla Regione. Questi ampi pezzi di spiagge, con un minimo di capienza di un centinaio di posti l’una e che si trovano in posizione centrale rispetto al lungolago Albano,  facevano riferimento ad ex gestori, da decenni operanti a Castel Gandolfo, alcuni dei quali hanno tutt’ora in corso procedimenti penali. Per altri invece i procedimenti si sono già risolti.   Lo splendido bacino dei Colli Albani è sostanzialmente in sofferenza dal 2007 quando la Procura di Velletri ha messo i sigilli a più di 15 esercizi balneari. I gestori furono dichiarati “abusivi” perché negli anni si sarebbero accaparrati illecitamente pezzi di demanio facendovi sorgere opere non autorizzate quali pontili, piscine, box in legno, cabine. E’ chiaro, che quelle opere non potranno più tornare a occupare un sito naturale protetto di interesse comunitario nonché zona a protezione speciale. I sigilli scattarono a seguito di un esposto e ad apporli furono gli addetti del Parco Regionale dei Castelli. A commentare i primi esiti è intervenuto direttamente l’assessore regionale all’Ambiente Marco Mattei: “Questi sono i frutti di due anni di intensa attività – ha detto Mattei – un lavoro portato avanti prima di tutto nel pieno rispetto del lavoro degli inquirenti ma certamente  cercando di di aiutare gli operatori balneari. Adesso, di concerto col sindaco Monachesi, provvederemo alla messa in sicurezza degli arenili per la quale sono stanziati 50 mila euro al Parco e posso dire che si è vicini ad un accordo complessivo con Comune e gestori per il riaffidamento degli arenili”.  Soddisfatto anche il commissario straordinario del Parco “Completata la procedura di dissequestro – dice Matteo Mauro Orciuoli – ritengo che l’ufficio demanio della Regione contatterà tutti gli aventi diritto alle concessioni, i cui nominativi sono pubblicati sul bollettino ufficiale della Regione, al fine di conteggiare eventuali regressi e sistemare la partita economica per poi provvedere all’assegnazione”. Infatti, sul  Burl  del 28 marzo dello scorso anno sono elencati circa 20 nominativi che corrispondono perlopiù agli storici gestori degli stabilimenti gandolfini.

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24/07/2012 CASTEL GANDOLFO LAGO ALBANO, SEQUESTRATI 4 STABILIMENTI: L'INIZIO DELLA FINE DEL TURISMO LACUSTRE
23/07/2012 ROMA, CONTROLLI DELLA GDF NELLA CAPITALE E IN PROVINCIA
12/07/2012 LAGO ALBANO, MARCO MATTEI E' INTERVENUTO… SUBITO CON 5O MILA EURO
04/07/2012 CASTEL GANDOLFO, IL SANTO PADRE SI AFFACCIA SUL DEGRADO… REGIONE TOC TOC… SERVE UNA BONIFICA… SUBITO!
20/06/2012 CASTEL GANDOLFO, SUL LAGO ALBANO IL PRESUNTO PARADOSSO DEGLI ABUSIVISMI
12/06/2012 CASTEL GANDOLFO LAGO ALBANO, EX GESTORI ANCORA IN ATTESA DELLE CONCESSIONI



LAGO ALBANO, MARCO MATTEI E' INTERVENUTO… SUBITO CON 5O MILA EURO

Chiara Rai

Il degrado, la mancanza di sicurezza e l’incuria sul lago Albano di Castel Gandolfo hanno le ore contate. L’assessorato regionale all’Ambiente Marco Mattei ha stanziato 50 mila euro al Parco regionale dei Castelli destinati alla messa in sicurezza degli arenili del lago, ivi compresa la tanto attesa bonifica. Una grande notizia per lo splendido bacino dei Colli Albani in sofferenza dal 2007 quando la Procura di Velletri ha messo i sigilli a più di 15 esercizi balneari. I gestori furono dichiarati “abusivi” perché negli anni si sarebbero accaparrati illecitamente pezzi di demanio facendovi sorgere opere non autorizzate quali pontili, piscine, box in legno, cabine. E’ chiaro, che quelle opere non potranno più tornare a occupare un sito naturale protetto di interesse comunitario nonché zona a protezione speciale, la cui competenza ricade sulla Regione e interessa il Parco dei Castelli Romani. In questi giorni un tam tam di incontri e telefonate tra l’assessore regionale Marco Mattei, il sindaco di Castel Gandolfo Milvia Monachesi e il commissario del Parco Matteo Mauro Orciuoli per risolvere definitivamente la questione. E al momento la boccata d’aria di 50 mila euro servirà a rimettere in piedi gli arenili in completo stato di abbandono. “Mi fa molto piacere – ha detto il sindaco di Castel Gandolfo Milvia Monachesi – che insieme al Parco e alla Regione si stia risolvendo l’annosa questione degli arenili. Intanto, ho anche parlato con il legale che sta curando la vicenda dei contenzioso tra gli ex gestori e la Regione affinché verifichi la possibilità di poter dare in temporanea concessione le aree dissequestrate agli ex gestori in attesa che venga approvato il Pua e che si risolva definitivamente la questione”.  Di fatti, oltre alla vicenda dei sequestri ci sono anche i contenziosi giuridici tra gli ex gestori e la Regione, in quanto i primi negli anni non avrebbero versato regolarmente i canoni delle concessioni degli arenili sfruttati. Così, l’unico documento che rimane pubblico, almeno per il momento, è il Burl  – bollettino ufficiale della Regione – del 28 marzo dello scorso anno dove vengono pubblicati i nomi dei richiedenti la concessione di demanio, circa una ventina di nominativi che corrispondono perlopiù agli storici gestori degli stabilimenti gandolfini. Molti dei quali, oggi, si arrangiano con il lavoro, in attesa di non essere più etichettati come “abusivi”. Perche, di fatto, chi ha sempre tenuto pulite le spiagge come gioiellini sono proprio gli ex gestori che attendono un cenno dall’alto per poter tornare a svolgere la loro attività nella legalità.

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04/07/2012 CASTEL GANDOLFO, IL SANTO PADRE SI AFFACCIA SUL DEGRADO… REGIONE TOC TOC… SERVE UNA BONIFICA… SUBITO!



VITERBO, MATTEI E L'OMBRA DELL'ARSENICO: ENTRIAMO IN TALETE CHE FORSE CI SALVIAMO…

Equitani: "Ora sta ai comuni decidere il percorso da seguire, fermo restando che il tempo passa e il primo gennaio 2013 non ci saranno più margini di discussione. Il rischio concreto è di ritrovarsi in piena emergenza senza altra alternativa che quella di emettere le ordinanze di non potabilità delle acque”.

 

Angelo Parca

L’assessore regionale all’Ambiente Marco Mattei ha preso parte questa mattina in Provincia all’incontro dei sindaci dell’Ato, convocati per discutere dell’emergenza arsenico.Mattei ha illustrato lo stato dell’arte, con particolare riferimento a quanto fatto fino ad oggi ed a quanto occorrerà fare da qui al 31 dicembre 2012, per evitare che con l’inizio del 2013, i Comuni che hanno concentrazioni di arsenico superiori ai 10 microgrammi litro (soglia massima di tolleranza stabilita dall’Unione Europea senza alcuna possibilità di deroga) possano trovarsi senza acqua potabile. L’assessore regionale ha spiegato come, ad una prima fase già in corso di completamento, dovrà ora affiancarsi una seconda fase. La prima fase ha riguardato tutti i comuni che superavano i 20 microgrammi litro e che quindi non erano coperti dalla deroga concessa fino al dicembre 2012. Per quanto riguarda invece la seconda fase, che riguarderà i comuni con concentrazioni di arsenico superiori ai 10 microgrammi litro, l’assessore ha spiegato che è stato presentato un progetto da parte della Talete per la realizzazione dei relativi potabilizzatori nei Comuni presi in carico dalla società. La Regione ha svincolato sei milioni di euro sufficienti per la progettazione e l’avvio delle relative gare d’appalto. Sono stati chiesti fondi al Ministero dell’Ambiente ma allo stato attuale, laddove non sarà possibile arrivare a coprire i costi degli interventi con soldi statali e regionali, sarà necessario un aumento della tariffa. E’ ipotizzabile a tale proposito un aumento del 5% annuo per i prossimi cinque anni, ipotesi che potrebbe essere resa più sostenibile se tutti i Comuni interessati, cederanno i loro impianti al gestore unico favorendo una progettazione integrata ed un’univoca ripartizione dei costi da sostenere. Un invito quindi a trasferire al più presto la gestione degli impianti alla Talete, anche perché per i Comuni che dovranno fronteggiare l’emergenza stando fuori dalla gestione integrata, le modalità di intervento non sono molto chiare. “L’assessore Mattei – ha dichiarato l’assessore provinciale all’Ambiente Paolo Equitani – ci ha indicato un percorso lineare, consigliandoci la via più rapida e vantaggiosa per fronteggiare l’emergenza nei tempi stabiliti e a costi sostenibili. L’emergenza si può affrontare meglio all’interno di un progetto unitario che a questo punto la Talete, con la supervisione dell’Autorità d’Ambito, è sicuramente in grado di mettere in campo. Anche perché – ha aggiunto Equitani – l’assessore Mattei ha anche comunicato che dal primo gennaio 2013 scadrà il commissariamento regionale e la materia tornerà ad essere affrontata in regime ordinario. Fatto questo che, inevitabilmente, comporterà un allungamento delle procedure che oggi, grazie ai poteri straordinari, possono invece essere abbreviate di molto. Ora sta ai comuni decidere il percorso da seguire, fermo restando che il tempo passa e il primo gennaio 2013 non ci saranno più margini di discussione. Il rischio concreto – conclude l’assessore – è di ritrovarsi in piena emergenza senza altra alternativa che quella di emettere le ordinanze di non potabilità delle acque”. 

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03/07/2012 ANGUILLARA EMERGENZA ARSENICO: L’ASSESSORE MATTEI MANTENGA LE PROMESSE FATTE IN CAMPAGNA ELETTORALE
13/06/2012 LAZIO EMERGENZA ARSENICO, E ORA COME FANNO I COMUNI SENZA SOLDI?
11/06/2012 LAZIO EMERGENZA ARSENICO: LA REGIONE CERCA 12 MILIONI, MA NE SPENDE 15 PER I VETTORI AEREI
15/05/2012 VITERBO, EMERGENZA ARSENICO: EQUITANI ILLUSTRA IL PERCORSO INDIVIDUATO DALL'ATO
05/04/2012 VITERBO, ARSENICO, PARRONCINI: “VICINI ALL'EMERGENZA TOTALE, LA REGIONE TROVI I FONDI”
09/03/2012 VITERBO, EMERGENZA ARSENICO. LA PROVINCIA CHIEDE POTERI STRAORDINARI
06/03/2012 LAZIO, EMERGENZA ARSENICO: PROROGATO IL TERMINE AL 31 DICEMBRE 2012


 




LAZIO EMERGENZA ARSENICO, E ORA COME FANNO I COMUNI SENZA SOLDI?

L’Europa non concederà più deroghe all’Italia, e a partire dal 1 gennaio 2013, potrà essere erogata solo acqua con arsenico inferiore ai 10 mg. Oggi ben 18 Comuni risultano ancora con livelli di arsenico superiori a 10 mg per litro. E sono: Anguillara Sabazia, Bracciano, Ardea, Lanuvio, Lariano, Velletri, Genzano di Roma, Trevignano, Tolfa, Sacrofano, Formello, Civitavecchia, Santa Marinella, Anzio, Nettuno, Campagnano di Roma, Magliano Romano e Mazzano Romano.


Allarmante la situazione di Anguillara: l’acquedotto di Colle Biadaro che serve più di 8 mila persone ha valori di arsenico che oscillano intorno ai 24 mg litro. L’acquedotto di Ponton dell’Elce che serve 2 mila persone  invece in alcuni tratti supera addirittura i 30 mg.

 

Chiara Rai

Sono in arrivo dalla Regione 6,5 milioni di euro per l’emergenza arsenico ma per fare in modo che tutti i Comuni del Lazio rientrino nei parametri di legge di 10 microgrammi per litro, ne mancherebbero ancora 12 milioni. Soldi che l’assessore all’Ambiente Marco Mattei avrebbe intenzione di chiedere al Governo. Ciononostante sul decreto di commissariamento è scritto a chiare lettere che  i fondi deve reperirli la Regione. Questo è quanto riportato dal consigliere regionale Giuseppe Parroncini che ha criticato Mattei per aver parlato di un “bene pubblico” in occasione del convegno del Pdl a Viterbo. Se davvero i soldi per l’emergenza arsenico fossero finiti, allora molte amministrazioni si troverebbero fuori legge tra circa di sei mesi.  L’Europa non concederà più deroghe all’Italia, e a partire dal 1 gennaio 2013, potrà essere erogata solo acqua con arsenico inferiore ai 10 mg. Oggi ben 18 Comuni risultano ancora con livelli di arsenico superiori a 10 mg per litro. E sono Anguillara Sabazia, Bracciano, Ardea, Lanuvio, Lariano, Velletri, Genzano di Roma, Trevignano, Tolfa, Sacrofano, Formello, Civitavecchia, Santa Marinella, Anzio, Nettuno, Campagnano di Roma, Magliano Romano e Mazzano Romano. E’ vero che l’arsenico c’è da decenni, ma tanta fretta è dovuta al fatto che  l’Unione Europea il 22 marzo scorso ha stabilito che i valori di arsenico compresi tra 10 mg/litro e 20 mg/litro sono accettabili per un periodo di tempo limitato senza rischi per la salute umana, ma che bisogna adottare specifiche misure per la protezione di neonati e bambini fino ai 3 anni. Eppure diversi Comuni, tra Castelli e area Sabatina, sono ancora in alto mare rispetto alla necessità impellente di completare gli interventi straordinari di potabilizzazione approvati il 14 marzo 2011. Allarmante la situazione Anguillara: l’acquedotto di Colle Biadaro che serve più di 8 mila persone ha valori di arsenico che oscillano intorno ai 24 mg litro. L’acquedotto di Ponton dell’elce che serve 2 mila persone  invece in alcuni tratti supera addirittura i 30 mg. Qui la Regione dovrebbe finanziare i lavori per circa 450 mila euro: “Questa somma servirebbe a coprire le spese di un solo impianto – asserisce l’assessore all’Ambiente di Anguillara Enrico Stronati – mentre noi abbiamo bisogno anche di un altro impianto da 350 mila euro. E intanto che aspettiamo i soldi della Regione stiamo realizzando i progetti e cioè facendo ciò che ci spetta. Lo scorso 8 maggio abbiamo sollecitato il presidente Polverini e l’assessore Mattei, alla lettera ci ha risposto il garante sul servizio idrico il quale ci ha detto che stanno ancora facendo il piano di assestamento del bilancio e poi ci sapranno dire”. Dei Castelli Lanuvio e Lariano sono le cittadine più impegnate nella risoluzione del problema arsenico: “Di recente abbiamo misurato i livelli di arsenico con un intervento che l’Acea ha predisposto a San Lorenzo – dice l’assessore ai Lavori Pubblici Andrea Volpi –  nel giro di un anno la situazione sarà risolta. Inoltre, stiamo predisponendo un dossier per documentare in maniera capillare tutti gli interventi che Acea ha operato a Lanuvio, il numero di solleciti dei cittadini e via dicendo. Soltanto con dei dati alla mano saremo in grado di far valere i nostri diritti”.

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11/06/2012 LAZIO EMERGENZA ARSENICO: LA REGIONE CERCA 12 MILIONI, MA NE SPENDE 15 PER I VETTORI AEREI
11/06/2012 ANGUILLARA E' ALLARME FLUORO: LA SALUTE NON PUO’ ASPETTARE.
26/05/2012 ANGUILLARA, LA SALUTE NON E’ IN VENDITA
15/05/2012 VITERBO, EMERGENZA ARSENICO: EQUITANI ILLUSTRA IL PERCORSO INDIVIDUATO DALL'ATO
10/05/2012 TARQUINIA, ARSENICO: IL CONSIGLIO DI STATO ACCOGLIE IL RICORSO DEL S.I.B DI TARQUINIA E SOSPENDE L’ORDINANZA DEL SINDACO N.8194 DEL 29 OTTOBRE 2011
25/04/2012 TARQUINIA, ACQUA POTABILE E PREVENZIONE TUMORI
06/04/2012 BRACCIANO, ACQUEDOTTO LEGA: ENTRA IN FUNZIONE IL DEARSENIFICATORE
05/04/2012 VITERBO, ARSENICO, PARRONCINI: “VICINI ALL'EMERGENZA TOTALE, LA REGIONE TROVI I FONDI”
09/03/2012 VITERBO, EMERGENZA ARSENICO. LA PROVINCIA CHIEDE POTERI STRAORDINARI
06/03/2012 LAZIO EMERGENZA ARSENICO, IN PROVINCIA DI ROMA ANGUILLARA HA SITUAZIONE CRITICA
06/03/2012 LAZIO, EMERGENZA ARSENICO: PROROGATO IL TERMINE AL 31 DICEMBRE 2012
23/01/2012 CITTADINI DEL LAZIO RISARCITI PER AVER BEVUTO ACQUA ALL'ARSENICO: IL TAR CONDANNA I MINISTERI DI AMBIENTE E SALUTE



LAZIO EMERGENZA ARSENICO: LA REGIONE CERCA 12 MILIONI, MA NE SPENDE 15 PER I VETTORI AEREI

[DELIBERA REGIONALE SU PROPOSTA DELLA PRESIDENTE DELLA REGIONE LAZIO – 15 MLN DI EURO PER "VALORIZZAZIONE TERRITORIALE DEL LAZIO, ATTIVITÀ DI MARKETING, A MEZZO DI VETTORI AEREI."]

 

Parroncini: "Mattei ha infatti spiegato che mancano ancora 12 milioni di euro e che li vuole chiedere al governo, ignorando che sul decreto di commissariamento è scritto a chiare lettere che ce li deve mettere la Regione."

 

Alberto De Marchis

"Verba volant, i soldi pubblici pure. L’assessore all’Ambiente Marco Mattei stavolta la brutta figura l’ha fatta doppia, annunciando lo stanziamento di 6,5 milioni di euro per l’emergenza arsenico durante la riunione di una corrente di partito e dicendo che la Regione Lazio non ha fondi sufficienti per garantire a tutti l’erogazione di acqua potabile dal 1 gennaio 2013. – Dichiara in una nota il consigliere regionale Giuseppe Parroncini, che prosegue – Ma restiamo ai fatti. Mentre dalle istituzioni, dalla Talete e da ogni parte politica piovono strali sull’operato della Regione in merito alla gestione dell’emergenza arsenico, Mattei ha pensato bene di diffondere la notizia dello stanziamento durante la convention precongressuale di un consigliere regionale del Pdl. Non lo ha neanche sfiorato l’idea che era di interesse pubblico e non di una corrente del suo partito. In quanto a comunicazione però non è l’unica gaffe. Mattei ha infatti spiegato mancano ancora 12 milioni di euro e che li vuole chiedere al governo, ignorando che sul decreto di commissariamento è scritto a chiare lettere che ce li deve mettere la Regione. La giustificazione? I soldi sono finiti. Sarebbe allora il caso di ricordare quali sono le priorità di questa giunta: solo pochi mesi fa una cifra superiore, 15 milioni di euro, veniva buttata su una non meglio specificata “valorizzazione del Lazio a mezzo di vettori aerei”. Proprio così: dobbiamo prepararci a prendere l’acqua potabile coi secchi perché i soldi pubblici hanno già preso il volo." Conclude la nota di Parroncini.

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10/06/2012 VITERBO CONVEGNO PDL: COMPATTEZZA E COESIONE PER COMBATTERE L'ANTIPOLITICA


 




VITERBO CONVEGNO PDL: COMPATTEZZA E COESIONE PER COMBATTERE L'ANTIPOLITICA

Alberto De Marchis

“Nel 2013 ci aspettano le due grandi sfide delle politiche e delle amministrative. Per vincerle dobbiamo dare nuovo impulso al Pdl, restituendo credibilità alla politica e riavvicinando gli amministratori alla gente. Per farlo è necessario celebrare il congresso”. E' con parole semplici ma incisive che Francesco Battistoni ha aperto il convegno “Pdl – Verso il 2013, scenari e prospettive”, che si è svolto ieri sera (9 giugno) alle Terme dei Papi (VT) alla presenza di oltre 300 persone, soprattutto amministratori. Sul tavolo, insieme al consigliere regionale, il vicecoordinatore Alfredo Pallone, e i colleghi Gina Cetrone, Carlo De Romanis, Marco Mattei e Lidia Nobili. Tutti d'accordo su un punto: “Il Pdl è un partito forte che, però, necessita di compattezza e coesione per combattere l'antipolitica”. “Recentemente abbiamo intrapreso un tour itinerante nei paesi viterbesi dai cui emerge chiaramente la voglia di partecipazione, la voglia di Congresso”, così il consigliere Battistoni. Per tutta risposta Mattei, dicendosi grato a Battistoni per il grande lavoro che sta svolgendo sul territorio della provincia, ha affermato: “Gli amici del Pdl sono pronti alla battaglia congressuale. La democrazia interna al partito – ha proseguito Mattei – serve a dare voce a chi conosce il territorio. Oggi sono qui per Francesco, perché credo che il rapporto umano sia fondamentale anche in politica”. Dopo i relatori, numerosi sono stati gli interventi che si sono succeduti da parte di amministratori, imprenditori e semplici elettori. Compito di chiudere il convegno al vicecoordinatore Pdl ed europarlamentare Ppe, Pallone. “Dal dibattito sono emersi spunti interessanti su cui il partito ha l'obbligo di riflettere. Per fare buona politica è necessaria un'autocritica alla nostra impostazione: dobbiamo tornare nei nostri territori, dobbiamo decidere insieme: è questa la forza di un partito”.




NEMI E CASTEL GANDOLFO, IL PARCO REGIONALE DEI CASTELLI CERCA UN TERRENO DA ALMENO VENTI ETTARI

C’è chi può e chi non può: io può.

[AVVISO PUBBLICO PER LA MANIFESTAZIONE DI INTERESSE ALL'ACQUISTO DI AREA DA DESTINARE A FINALITA' PUBBLICHE]

[PARCO REGIONALE DEI CASTELLI ROMANI DELIBERAZIONE DEL COMMISSARIO STRAORDINARIO]

 

Chiara Rai

Come le rughe solcano il volto, gli aratri solcano i campi. Qui accanto lo specchio d’acqua della Dea Diana miti e leggende sono ancora in auge, come quella del ramo d’oro che narra una dinamica ancora non sconosciuta in questi luoghi: “Un candidato al sacerdozio poteva ottenere l'incarico solo uccidendo il suo predecessore e occupandone il posto fino a quando non fosse stato ucciso a sua volta da un altro aspirante, più forte o più astuto di lui”.
Da venti giorni a questa parte, nella splendida Nemi la primavera si è tardivamente affacciata in tutto il suo splendore, e c’è un gran fermento una gran cura dell’uomo al proprio possedimento: si taglia, si cura, si aspetta la mutazione che madre natura non opera e intanto il tempo scandisce i giorni.


Ebbene, chiunque possegga almeno 20 ettari di terreno all’interno della “caldera lacustre” dei laghi Albani di Castel Gandolfo e Nemi, sappia che c’è un Ente interessato all’acquisto.
Venti ettari si fan presto a lustrare, dipende dalle braccia, in fondo l’occasione è propizia ed arriva direttamente dal Parco Regionale dei Castelli. Chi sarà il fortunato venditore prescelto dall’Ente non ci è dato sapere.


Quello che sappiamo è che il 21 maggio è stata pubblicata una deliberazione del Commissario straordinario del Parco Matteo Mauro Orciuoli attraverso la quale si forniscono le linee di indirizzo al direttore dell’Ente per l’acquisizione di un terreno di almeno 20 ettari da destinare a finalità pubbliche, basta che si trovi all’interno della caldera lacustre dei laghi di Castel Gandolfo e Nemi.


Nell’elenco del rispetto delle caratteristiche da parte del venditore è presente, tra gli altri, un punto: Dopo l’acquisizione del terreno l’Amministrazione (Il Parco) sarà libera, senza con ciò dover corrispondere alcun supplemento o maggiorazione, di variare la destinazione urbanistica del terreno acquistato.

Questo acquisto da parte del Parco, sarà possibile grazie alla concessione di un contributo della direzione regionale Ambiente di euro 250 mila.

Il 21 maggio stesso il responsabile del procedimento Mario Casciotti ha pubblicato l’avviso pubblico sul sito internet del Parco.

Dunque a chi fosse sfuggito questo interesse del Parco all’acquisizione di un terreno di almeno 20 ettari all’interno della caldera lacustre dei laghi di Castel Gandolfo e Nemi, si affretti perché c’è tempo fino al 21 giugno.

Chi sarà il fortunato?

Bada bene, in calce all’avviso pubblico è specificato: Il presente avviso non assume carattere di vincolo contrattuale per l’Amministrazione poiché l’effettivo acquisto è subordinato, oltre che alla congruità economica e tecnica dell’area, ad una valutazione discrezionale da parte dell’Amministrazione. Gli offerenti rinunciano quindi fin d’ora ad ogni sorta di indennizzo, ristoro o risarcimento per il mancato acquisto.

Considerazione: nelle considerazioni esplicitate nella delibera è ben evidenziato che “l’acquisizione di un terreno in dette località possa ben assolvere alle finalità di salvaguardia ambientale e tutela della biodiversità del territorio”, eppure nell’avviso pubblico è evidenziata la “libertà dell’Amministrazione di variare la destinazione urbanistica del terreno acquistato.

Una torre d’avorio in un verde polmone?

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24/05/2012 PARCO DEI CASTELLI ROMANI: SIM SALA BIM E RIAPPAIONO 1,8 MILIONI DI EURO… PER LA CURIA DI ALBANO
12/05/2012 LAZIO REGIONE, LEGGE PER POTERI DELEGATI AI COMUNI IN MATERIA PAESAGGISTICA
10/05/2012 CASTELLI ROMANI, GIU' LE MANI DAL PARCO
27/04/2012 CASTELLI ROMANI, L'ENTE PARCO RINUNCIA A UN FINANZIAMENTO DI 2 MILIONI DI EURO
15/03/2012 PARCO DEI CASTELLI, MOBILITAZIONE DI SINISTRA ECOLOGIA E LIBERTÀ CONTRO RESTRINGIMENTO CONFINI




PARCO DEI CASTELLI ROMANI: SIM SALA BIM E RIAPPAIONO 1,8 MILIONI DI EURO… PER LA CURIA DI ALBANO


Filiberto Zaratti (Sel) ha presentato un’interrogazione urgente all’assessore regionale all’ambiente Marco Mattei chiedendogli per quali ragioni si sia rinunciato all’utilizzo di fondi per i progetti inizialmente previsti, siti in aree di proprietà pubblica, a favore di progetti di proprietà curiale e dunque privata.
La somma di circa 1,8 milioni – ricorda Zaratti – era stata inizialmente destinata per creare una sentieristica con percorsi ciclabili e per diversamente abili, punti informativi e per restaurare il Ninfeo Bergantino, sulle rive del Lago di Castelgandolfo.
 

 

Angelo Parca

“Con un una specie di gioco di prestigio sono ricomparsi i fondi europei del Por-Fers cui il Parco dei Castelli Romani mesi fa aveva rinunciato. Solo che invece di finanziare strutture e attività pubbliche, saranno utilizzati per il restauro della Cattedrale di Albano e del vicino Museo diocesano di Albano, di proprietà della curia”. Lo dice Filiberto Zaratti, Consigliere di Sinistra ecologia e libertà alla Regione Lazio. “La somma di circa 1,8 milioni – ricorda Zaratti – era stata inizialmente destinata per creare una sentieristica con percorsi ciclabili e per diversamente abili, punti informativi e per restaurare il Ninfeo Bergantino, sulle rive del Lago di Castelgandolfo. Quella di oggi è praticamente corrispondente (1,7milioni di euro) ma prevista per l’intervento “Sui passi di Karol Wojtyla”, nell’ambito del progetto di Area Vasta previsto nel Por-Fers2007-2013 attività II.4”  “Su questa vicenda – ricorda Zaratti – avevo presentato un’interrogazione urgente alla Presidente della Regione e all’assessore all’ambiente con l’obiettivo di rendere nuovamente disponibile il finanziamento per l’area protetta. Oggi la risposta arriva dal bollettino regionale del Lazio: la Regione, ha stanziato a beneficio dell’Ente di Gestione del Parco dei Castelli Romani 560mila euro per il restauro della Cattedrale di Albano e 800mila euro per il restauro completamento del vicino Museo Diocesano, per un totale di euro 1.360.000, a fronte di una spesa complessiva di euro 1.700.000 a carico del Parco”. “Stiamo parlando di una vicenda inquietante e grave – dice Zaratti – sulla quale ho presentato un’interrogazione urgente all’assessore regionale all’ambiente chiedendogli per quali ragioni si sia rinunciato all’utilizzo di fondi per i progetti inizialmente previsti, siti in aree di proprietà pubblica, a favore di progetti di proprietà curiale e dunque privata. Nulla in contrario al restauro del museo e della Cattedrale, ma certo nel caso specifico è necessario fornire spiegazioni sul cambio di destinazione dei fondi”. “Considerata la scarsità estrema di risorse a disposizione delle aree protette e in particolare dell’Ente Parco castelli Romani – conclude Zaratti – è assolutamente necessario ripristinare il finanziamento per i progetti pubblici inizialmente previsti”.

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27/04/2012 CASTELLI ROMANI, L'ENTE PARCO RINUNCIA A UN FINANZIAMENTO DI 2 MILIONI DI EURO




ALBANO INCENERITORE/GASSIFICATORE/TERMOVALORIZZATORE

Andreassi: "Prendo atto, con piacere, che il Pdl a nome di Fabio Ginestra suo capogruppo, scopre oggi di essere contrario all'inceneritore."

 

Redazione

Non si è fatta attendere la nota del Consigliere comunale Luca Andreassi dopo l’articolo di ieri 28 aprile de L’osservatore laziale (ALBANO INCENERITORE/GASSIFICATORE/TERMOVALORIZZATORE: E’ COLPA TUA, NO E’ COLPA SUA… ANZI VE LO DICO IO DI CHI E’ LA COLPA… (E INTANTO L’IMPIANTO SI FA) in cui pubblicavamo una nota di Fabio Ginestra in merito alla recente bagarre tra il Consigliere Luca Andreassi e l’Assessore regionale all’ambiente Marco Mattei sulla vicenda del termovalorizzatore.

Ecco la nota di Andreassi:
 
"Questo articolo è stato per me molto istruttivo. Intanto ho appreso che Fabio Ginestra è stato capogruppo del Pdl. Non avendolo mai sentito parlare in questi 2 anni di consigli comunali (nè nei precedenti dieci a dire il vero) avevo proprio dei dubbi che fosse consigliere comunale. Relativamente ai contenuti dell'intervista non intendo entrare nel merito in quanto si tratta di una replica mal riuscita di quanto dichiarato, anche ad osservatore laziale, dall'assessore Mattei un paio di settimane fa. Prendo atto, con piacere, che il Pdl a nome di Fabio Ginestra suo capogruppo, scopre oggi di essere contrario all'inceneritore. Bene. Allora apprezzerà certamente il grande sforzo che questa Amministrazione sta facendo nel perseguire tutte le vie legali per opporsi alla costruzione dell'impianto. Uno staff legale sta lavorando da giorni con me e col Sindaco nella valutazione di tutte le strade possibili per impedirne la costruzione. Perchè, con gli atti e non con le parole, questa Amministrazione è contraria al'inceneritore e farà tutto quello che è nelle sue possibilità per difendere il proprio territorio."
 




NEMI ELEZIONI, MATTEI REPLICA AD ARACRI E PALOZZI E APPREZZA LA POSIZIONE DEL SENATORE GASPARRI

Redazione

Non si è fatta aspettare la replica dell'assessore regionale Marco Mattei, dopo l'articolo de L'osservatore laziale, rispetto alle dichiarazioni spese nei suoi confronti dagli esponenti del Pdl Gasparri, Aracri e Palozzi.

Ecco la nota:

"Riguardo la presentazione del candidato Sindaco della lista “Insieme per Nemi” ho apprezzato i toni pacati del Presidente Gasparri ma sono rimasto sbalordito dalle parole del sindaco Palozzi e dell'on Aracri sull'appoggio esclusivo del PDL alla lista in questione. In particolare è paradossale ascoltare gli strali lanciati da figure istituzionali così importanti nei confronti di iscritti al PDL che stanno concorrendo legittimamente nella competizione elettorale di NEMI. Voglio ricordare a questi illustri esponenti che il coordinamento provinciale e quello regionale del partito hanno deciso di non presentare il simbolo nei  Comuni al di sotto dei  10.000 abitanti, lasciando agli esponenti locali la libertà di costituire liste civiche di riferimento. Ritengo che Bertucci sia assolutamente nel giusto vista l'impossibilità di dialogo instauratasi a Nemi negli ultimi due anni. Questa chiusura ad un dialogo non deriva tanto dalla volontà reciproca dei candidati sindaci ma da queste intromissioni esterne, che come dice Aracri sembrerebbero di bottega, e che hanno portato alla impossibilità di correre con una sola lista civica ispirata al PDL stesso. Risulta ancor più paradossale ascoltare gli anatemi di PALOZZI ed Aracri nei miei confronti quando 12 mesi fa appoggiarono ufficialmente un candidato autodefinitosi di centro ad Ariccia contro il candidato a Sindaco che correva con il simbolo del nostro partito. In quell'occasione l'on Aracri, non nuovo a queste sortite, definì la dirigenza provinciale e regionale del PDL "venditori di tappeti". Ma la cosa più incredibile è che in fase di ballottaggio, quando il Popolo delle Libertà si apparentò con il loro candidato, proprio i loro candidati locali fecero un manifesto e appoggiarono il sindaco uscente del PD portandolo alla vittoria per 30 voti. Questi sono gli esempi di coerenza dell'inossidabile coppia Palozzi- Aracri. Probabilmente la scarsa conoscenza del territorio e la paura della sconfitta hanno portato ad usare parole fuori luogo per dirigenti di un grande partito come il PDL. Fortunatamente la pacatezza e l'esperienza politica del Presidente Gasparri hanno ricondotto la riunione nei giusti binari anche perché con il Presidente Gasparri stiamo sostenendo il candidato Sindaco e Capogruppo uscente del Pdl Raffaele Dalessandro, a Castel GANDOLFO,  e anche qui senza simbolo di partito ma con un movimento civico di riferimento del CentroDestra. Vorrei chiedere a Palozzi ed Aracri se anche a Castel GANDOLFO saranno presenti, visto che alcuni esponenti del Pdl stanno sostenendo la candidatura del capogruppo uscente dell'UDC…..oppure Comune che vai usanza che trovi?"

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20/04/2012 NEMI ELEZIONI, VERTICI PDL METTONO I PUNTINI SULLE “i” RIBADENDO IL SOSTEGNO A CINZIA COCCHI E PRENDONO LE DISTANZE DA MATTEI



ALBANO TERMOVALORIZZATORE, SE MATTEI LE CANTA, ANDREASSI LE SUONA. E I CITTADINI?

Angelo Parca

Dopo l'articolo de L'osservatore laziale del 31 marzo scorso "ALBANO TERMOVALORIZZATORE, MARCO MATTEI LE CANTA AD ANDREASSI" continua serrato lo scambio di osservazioni tra l’assessore regionale all’Ambiente ed ex Sindaco di Albano Laziale, Marco Mattei, e il consigliere comunale Udc con delega ai rifiuti dello stesso comune, Luca Andreassi. Nell'articolo de L'osservatore Laziale l’assessore regionale Marco Mattei ricordava alcuni passaggi storico politici al consigliere Andreassi, accusandolo neanche troppo velatamente di «mentire sapendo di farlo».

Ecco la risposta di Andreassi:

"Caro Marco, non ho nessun timore a dire che nella tua nota dici molte verità: è vero che nel 2005 sono stato eletto nelle liste di Alleanza Nazionale; è vero che dal 2005 al 2010 ho ricoperto la carica di Presidente della Circoscrizione di Albano Centro e che ero presente quando in Consiglio Comunale votaste la mozione contro l'inceneritore. È assolutamente vero che, inoltre, il posizionamento dell'inceneritore ad Albano sia stato il frutto di una manovra politica trasversale che ha visto come protagonisti anche, e non solo, i vertici del centrosinistra regionale, ed è altresì vero che eri tu Sindaco quando il Comune di Albano si è costituito contro l'inceneritore. – Così Andreassi si rivolge direttamente a Mattei in una nota inviata alla nostra redazione, proseguendo – Riconosciute queste verità, mi preme sottolineare quattro aspetti che nella tua nota non emergono, fatti avvenuti prima della tua fedele ricostruzione. Risposte che non dai, cioè, rispetto all’obiezione principale che ti è stata mossa:
1.    Nel 2007 (quindi prima di tutti i fatti che hai elencato), la città di Roma viveva e vive una grave emergenza rifiuti. In un documento del 20 Luglio 2007, di cui tu eri il primo firmatario, offrivi una soluzione all’allora Presidente della Regione Lazio e Commissario Straordinario per l'Emergenza Ambientale Piero Marrazzo.
2.    Tale documento si proponeva di offrire, di fatto, un aiuto a Marrazzo, in evidente difficoltà. Cito testualmente: «[…] sulla chiusura del ciclo integrato dei rifiuti e sul superamento delle soluzioni temporanee anche con la realizzazione di un impianto di gassificazione».
3.    L'impianto non è stato mai pensato come una struttura, per così dire, autoctona, ovvero che dovesse servire esclusivamente la zona Castelli Romani. È, infatti, un'assurdità tecnologica pensare di poter costruire ex novo un impianto di quelle dimensioni per un bacino di “solo” duecentomila abitanti. Non avrebbe avuto alcun senso economico, contraddicendo ogni principio di economia di scala. Inoltre il problema era ed è Roma, non i Castelli Romani. Ed era ovvio che un impianto nuovo sarebbe andato a risolvere i problemi  della città di Roma. Ho troppo stima di te per non essere sicuro che tu sia convinto di questo. Ed in questo senso, se affermi il contrario, menti sapendo di mentire.
4.    Alla sopracitata data del luglio 2007 io avevo già aderito all'UDC ed ero di fatto passato all'opposizione del governo cittadino di centrodestra. Ricordo peraltro che il Consiglio Circoscrizionale discusse il documento del 20 luglio a cui faccio riferimento ed espresse una posizione fortemente negativa. Così come per tutti i patti territoriali approvati dalla tua maggioranza e così come per il PRG.
– il consigliere conclude -Tutto questo per dovere di chiarezza visto che la memoria, fortunatamente, non mi ha ancora abbandonato."