1

Milano, aggressione in discoteca: quattro giovani arrestati

Alle prime ore di questa mattina, 20 settembre 2022, al termine di un’articolata attività d’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Busto Arsizio, i Carabinieri della Compagnia di Legnano hanno arrestato, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Busto Arsizio, quattro giovani: due di nazionalità italiana, S.C.G. 24enne residente a Noviglio e S.V. 21enne residente a Corbetta, destinatari della custodia cautelare in carcere; due kosovari, D.A. e S.E. entrambi 25enni e residenti a Magenta, destinatari della misura cautelare degli arresti domiciliari, tutti indagati, a vario titolo, per tentato omicidio in concorso.L’attività investigativa trae origine dal ferimento del 26enne ghanese A.M., verificatosi la notte del 13 febbraio scorso nel parcheggio dinanzi ad un bar – ristorante di Rescaldina, al culmine di una lite iniziata proprio all’interno del locale.Le indagini, avviate nell’immediatezza dei fatti, hanno permesso di accertare che, poco prima del ferimento, vi era stata una violenta lite, per futili motivi, all’interno del locale tra A.M. e A.J.R. Quest’ultimo, 26enne di nazionalità dominicana, nel corso della stessa mattinata del 13 febbraio, a seguito di spediti accertamenti e grazie alle testimonianze acquisite sul posto ed al rinvenimento di tracce ematiche all’interno dell’auto a lui in uso e sui suoi indumenti, era stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto per tentato omicidio.Ulteriori e successive indagini hanno poi permesso ricostruire dettagliatamente i fatti e di accertare che la prima lite era scaturita all’interno del locale ed era stata sedata dagli addetti alla sicurezza. Poco dopo, però, mentre A.M. si accingeva a raggiungere la propria auto, era stato raggiunto da 5 soggetti che, secondo la tesi investigativa, lo avevano dapprima aggredito e poi accoltellato. Questi soggetti sono stati poi identificati in A.J.R. e nei 4 odierni arrestati, uno dei quali, l’italiano S.C.G., poco dopo i fatti si era recato autonomamente presso l’Ospedale di Magenta per una profonda ferita ad un dito della mano destra.Le attività tecniche di intercettazione e le analisi del R.I.S. di Parma sulle tracce rinvenute hanno infine consentito di acquisire ulteriori elementi utili alla ricostruzione dei fatti.




Milano, catturata la banda della Multipla

Venerdì pomeriggio i Carabinieri della Sezione Operativa di San Donato Milanese, coadiuvati da quelli della Tenenza di Rozzano, hanno tratto in arresto per furto e indebito utilizzo di carte di credito D.H. di 20 anni di Cernusco sul Naviglio, e deferito in stato di libertà per medesimi reati il minore B.B. 17enne di Segrate, entrambi pregiudicati e già denunciati dagli stessi Carabinieri il 28 apr. u.s. per tentato furto.

I due giovani, a bordo della stessa Fiat Multipla, intestata a prestanome, sulla quale erano stati fermati nei giorni scorsi, sono entrati nel parcheggio dell’esercizio OBI di San Giuliano Milanese in Via Po e, con un’azione fulminea, approfittando di un momento di distrazione di due donne di 86 e 58 anni – madre e figlia che stavano riconsegnando il carrello della spesa- , hanno sottratto due borse appoggiate all’interno della loro autovettura Ford Fiesta, dileguandosi ad alta velocità. La cinquantottenne ha anche provato per pochi metri ad inseguire il giovane che correva con le borse in mano. I Carabinieri della Sezione Operativa si sono subito messi alla ricerca del veicolo, grazie anche alla descrizione di alcuni passanti che hanno chiamato il 112 e, dopo prolungate ricerche, li hanno intercettati e fermati davanti ad un istituto di credito di Rozzano con indosso la somma di 250 euro in contanti, appena prelevata, nonché la carta di debito ed un foglietto con il numero del codice PIN dell’anziana proprietaria.

La perquisizione veicolare eseguita sulla Fiat Multipla ha inoltre consentito di recuperate le due borse asportate, con vari oggetti personali. La refurtiva è stata restituita alle aventi diritto, mentre l’autovettura è stata sottoposta a sequestro.

L’arresto è stato convalidato dal Tribunale di Milano che ha applicato al ventenne la custodia cautelare in carcere.

Il 28 Aprile scorso, i Carabinieri della Compagna di San Donato Milanese, avevano arrestato per resistenza a pubblico ufficiale I.M., 45 anni di Milano e denunciato in stato di libertà per tentato furto le medesime persone: il minorenne B.B. di 17 anni e D.H. di 20 anni, tutti pregiudicati, sorpresi mentre fuggivano in auto dopo l’alt intimato dai Carabinieri.

I Carabinieri nel percorrere via Dante di Segrate hanno notato uscire da un’area di parcheggio la stessa fiat multipla con tre persone a bordo, già segnalata in relazione a diversi furti su autovettura commessi nel territorio.

In quella circostanza i militari, insospettiti dal loro atteggiamento, hanno deciso di procedere al controllo e, alla vista della pattuglia, la macchina è fuggita a forte velocità venendo inseguita fino in tangenziale dove, con l’ausilio di altre pattuglie di rinforzo, è stata bloccata con tutte le tre persone a bordo. Gli immediati accertamenti hanno consentito di ricostruire che i predetti, poco prima, avevano infranto un vetro di un’automobile parcheggiata nel centro di Segrate, senza riuscire ad asportare nulla.

Nella macchina i Carabinieri hanno rinvenuto, occultato sotto il sedile del passeggero, il martelletto frangivetro utilizzato per commettere il reato.

I Carabinieri hanno acquisito numerose immagini di videosorveglianza e stanno verificando tutti i precedenti furti su auto commessi negli ultimi mesi soprattutto nel territorio di Segrate e San Giuliano Milanese.

al fine di ricostruire i movimenti dell’auto e verificare le condotte dei denunciati.

Anche l’arresto del 45 enne, è stato convalidato dal Tribunale di Milano che ha applicato, nei suoi confronti la custodia cautelare in carcere.




Milano, incendia l’edicola di viale Corsica: arrestato

Ieri mattina, i Carabinieri della Stazione Milano Porta Monforte, a conclusione di serrate attività d’indagine, hanno tratto in arresto, per il reato di “incendio”, un 41enne di Milano, disoccupato, con precedenti di polizia per reati contro il patrimonio.

Il predetto, fermato all’alba in via Lomellina mentre tentava di nascondersi tra le autovetture, è gravemente indiziato di aver incendiato un’edicola di viale Corsica gestita da cittadini sudamericani, dove, nei mesi precedenti, si erano verificati altri tre casi analoghi. Nella circostanza, le fiamme, spente grazie al tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco, hanno gravemente danneggiato la struttura e la merce. I Carabinieri, insospettiti dallo strano atteggiamento dell’uomo, peraltro rintracciato a breve distanza e a pochi minuti dall’evento, e dal fatto che non solo emanasse un forte odore di bruciato ma anche che le sue mani fossero sporche di fuliggine, lo hanno dapprima accompagnato in caserma, ove personale del Nucleo Investigativo Antincendi di Milano, mediante apposita strumentazione, ha rilevato la presenza di tracce di combustione sui suoi vestiti e sugli effetti personali che aveva indosso, e poi lo hanno sottoposto a perquisizione personale e domiciliare, all’esito delle quali è stato trovato in possesso di accendini, di diverse confezioni di “diavolina accendifuoco”, di una bottiglia contenente liquido infiammabile nonché di un berretto e di un giubbotto, nelle cui tasche sono stati rinvenuti anche uno spray infiammabile, frammenti di diavolina e fazzoletti impregnati di liquido infiammabile, del tutto simili a quelli che l’indagato, poi riconosciuto dagli operanti mediante analisi delle immagini estrapolate da un impianto di videosorveglianza, indossava in occasione dell’incendio verificatosi lo scorso 21 marzo. L’arrestato è stato, quindi, tradotto alla Casa Circondariale di Milano San Vittore in attesa dell’udienza di convalida. Sono in corso ulteriori accertamenti per verificare le eventuali responsabilità dell’uomo nella commissione di altri incendi avvenuti nella zona.




Milano, coppia di anziani nel mirino di un truffatore

MILANO – Nella mattinata odierna, in Tradate (VA), su disposizione della Procura della Repubblica di Milano, i Carabinieri della Stazione di Rho, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale in carcere e ad un decreto di sequestro preventivo di denaro contante e su conto corrente, emessi dal G.I.P. del Tribunale di Milano, nei confronti di un italiano classe 1985, già noto alle Forze dell’Ordine e con precedenti specifici, ritenuto responsabile dei reati di truffa aggravata e sostituzione di persona aggravata continuata.

L’odierno provvedimento cautelare trae origine da un’attività d’indagine, condotta in poco più di tre mesi, dalla Stazione Carabinieri di Rho sotto la direzione del Sostituto Procuratore della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano, Dott. Cristian Barilli, originata da una denuncia di truffa presentata presso il suddetto reparto dell’Arma nell’ottobre del 2020.

Le indagini immediatamente avviate si sono avvalse di diversi strumenti investigativi tradizionali ed hanno consentito di raccogliere in un brevissimo lasso temporale gravi indizi di colpevolezza a carico dell’indagato. In particolare hanno permesso di accertare come l’arrestato, dal mese di gennaio del 2019 fino all’ottobre del 2020, abbia ripetutamente indotto in errore due anziani coniugi rhodensi procurandosi un ingiusto profitto pari ad oltre 60.000 €, con corrispondente danno per le persone offese.

Il modus operandi del truffatore è consistito nel qualificarsi come rappresentante di un’azienda di energia, riuscendo ad indurre i coniugi a stipulare nuovi contratti per i servizi di fornitura domestica di luce e gas, senza consegnare loro alcuna copia dei documenti sottoscritti. L’uomo si era inoltre offerto di provvedere personalmente ai pagamenti relativi alle spese derivanti dai contratti di fornitura, convincendo le parti offese ad effettuare, con cadenza quasi quotidiana e talvolta con insistenza, presentandosi anche in orario notturno, prelievi di contanti presso gli sportelli bancomat, sempre in sua presenza in modo da poter controllare le attività degli anziani ed impossessarsi immediatamente del denaro. Oltre al denaro contante, l’uomo aveva indotto i due anziani a consegnargli alcuni preziosi (gioielli in oro) a suo dire necessari a far fronte alle spese per la fornitura di luce e gas, garantendo che tali oggetti sarebbero stati riconsegnati loro una volta effettuato il pagamento ma di fatto mai restituiti.

Con altrettanta spregiudicatezza, l’arrestato, nell’estate del 2020, aveva rappresentato ai coniugi la possibilità di effettuare opere di ristrutturazione dell’abitazione familiare occupandosi direttamente delle pratiche necessarie a garantire un risparmio di costi. In due distinte occasioni si era quindi presentato insieme a loro, fingendosi il nipote, presso la sede di una società di credito ove le vittime avevano richiesto un prestito personale, la cessione del quinto ed altri servizi, il cui valore era poi stato incassato dal truffatore, in parte nell’immediatezza in denaro contante ed in parte attraverso un bonifico bancario su conto corrente a lui riconducibile. Fortunatamente un terzo tentativo di richiesta di finanziamento non era andato a buon fine in quanto l’impiegato della banca, insospettitosi dall’atteggiamento dell’uomo, non aveva dato corso alla richiesta.

L’arrestato, al termine degli adempimenti di rito, è stato associato presso la Casa Circondariale di Milano San Vittore e posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria in attesa dell’interrogatorio di garanzia.




Incubo a Milano: studentessa aggredita e minacciata con una pistola: arrestato pregiudicato

Nella nottata del 7 febbraio, i Carabinieri del Nucleo Radiomobile del Gruppo di Milano hanno arrestato per minaccia aggravata, possesso e porto abusivo di arma da fuoco, un uomo italiano, pregiudicato, di 73 anni.

L’uomo, nel tardo pomeriggio di sabato 6 febbraio, all’interno di un bar di via Inganni, dopo aver avvicinato una studentessa 19enne che si trovava nel bar per prendere un caffè, con linguaggio delirante e incomprensibile ha dapprima preteso da lei “un aiuto” in merito ad asserite e incomprensibili problematiche di natura familiare. Vistosi respinto dalla ragazza, in realtà impietrita per lo spavento, ha quindi estratto dalla tasca del giubbotto una pistola e gliel’ha puntata contro, minacciando di usarla se non avesse ricevuto l’aiuto richiesto. I genitori della vittima e alcuni testimoni presenti, nel frattempo intervenuti, hanno messo in fuga il soggetto, che ha abbandonato l’arma a terra prima di dileguarsi tra i palazzi della zona.

I carabinieri, grazie alle immediate informazioni acquisite sul posto, sono riusciti ad identificare con certezza l’aggressore e localizzare il suo domicilio, dove hanno fatto accesso con l’ausilio dei Vigili del Fuoco, effettuando una perquisizione che ha però dato esito negativo.

La caccia all’uomo, cui hanno partecipato più equipaggi delle varie componenti territoriali dell’Arma, ha quindi consentito ai militari di localizzarlo e fermarlo poco dopo in un giardino pubblico nelle vicinanze.

La vittima, illesa ma ancora terrorizzata tanto da dover ricorrere alle cure del 118 intervenuto sul posto, ha riferito ai militari di non aver mai conosciuto prima il soggetto, noto invece tra gli abitanti del quartiere quale abituale frequentatore della strada, dal comportamento spesso solitario e stravagante.

La pistola, un revolver cal. 22 con matricola abrasa caricato con 8 colpi, è stata posta sotto sequestro.

L’arrestato è poi stato associato al carcere di Opera.




Milano, branco accerchia 16enne, lo minaccia e gli ruba la bici: denunciati 3 ragazzi

Nella serata di ieri, a Pioltello (MI), i carabinieri della locale Tenenza hanno deferito in stato di libertà alla Procura per i Minorenni di Milano 3 ragazzi residenti a Pioltello, di età compresa tra i 16 ed i 17 anni, autori di una “rapina in concorso” ai danni di un 16enne domiciliato a Melzo (MI).

Alle ore 21:00 circa, su richiesta giunta al “112 NUE”, i carabinieri sono intervenuti in via Spoleto ove era stata segnalata una rapina ai danni di un minorenne ad opera di un nutrito gruppo di giovani. Dalle dichiarazioni acquisite sul posto, si è ricostruito che poco prima 7 minori, dopo aver avvicinato il 16enne con il pretesto di chiedere l’orario, l’avevano trascinato a terra e colpito con alcuni calci, per poi derubargli un orologio da polso, il portafoglio e la bicicletta da passeggio.

Grazie alle descrizioni fornite dalla vittima, rimasta incolume, i militari hanno quindi avviato da subito le ricerche dei rapinatori, rintracciando nelle vicinanze alle successive ore 22:30 i tre minorenni, in possesso della bicicletta appena asportata.

Accompagnati in caserma, i fermati sono stati inoltre riconosciuti con certezza dalla vittima quali autori della rapina, venendo quindi deferiti alla Procura per i minorenni ed affidati ai genitori.

Proseguono le indagini della Tenenza di Pioltello al fine di risalire alle identità dei restanti membri del branco.




Milano, le mani della ndrangheta sui fondi del Covid-19: 8 arresti della Finanza

Ha ottenuto 45mila euro di contributi a fondo perduto per l’emergenza Covid una delle società intestate a prestanome e gestite da Francesco Maida, collegato al clan della ‘ndrangheta capeggiato da Lino Greco di San Mauro Marchesato, provincia di Crotone. Emerge dalle indagini della Gdf e della Dda di Milano che oggi hanno portato ad 8 arresti per una maxi frode fiscale internazionale sull’Iva. Per ottenere i fondi, previsti dal decreto 34 del 19 maggio, Maida avrebbe utilizzato fatture false emesse dalle società inserite nello schema di frode.

Allo stesso tempo, sempre stando alle indagini della Dda milanese, Maida avrebbe tentato “di beneficiare” anche dei finanziamenti del decreto legge 23 dell’8 aprile che servono a sostenere le imprese “nella particolare congiuntura economica determinata dall’emergenza sanitaria” causata dal Coronavirus.

Le accuse sono di associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale aggravata dal metodo mafioso e dalla disponibilità di armi, autoriciclaggio, intestazione fittizia di beni e bancarotta.

Le indagini, condotte dal Gico della Gdf, sulle infiltrazioni della mafia calabrese nell’economia, come spiega il procuratore Francesco Greco in una nota, hanno accertato che “il principale indagato, indicato dai collaboratori come inserito” nel “clan di San Mauro Marchesato che fa capo a Lino Greco” nella provincia di Crotone “ha presentato richiesta ed ottenuto” per tre delle società inserite nello “schema di frode” i “contributi a fondo perduto”, attestando un volume di affari “non veritiero” e “fondato sulle false fatture”.

Contributi previsti dal decreto 34 del 19 maggio scorso. Inoltre, si legge ancora, “ha tentato di beneficiare” anche dei finanziamenti del decreto legge 23 dell’8 aprile che servono a “sostenere il sistema imprenditoriale nella particolare congiuntura economica determinata dall’emergenza sanitaria”.

Quattro persone sono finite in carcere e quattro ai domiciliari e sono stati sequestrati beni, tra cui aziende e disponibilità finanziarie, per 7,5 milioni di euro. Perquisizioni in corso in varie regioni e in più la notifica di un avviso di conclusione indagini a carico di 27 persone. Il clan Greco è una ‘ndrina della ‘locale’ di Cutro (Crotone) e opera anche in Lombardia. L’inchiesta ha svelato “una complessa frode all’Iva nel settore del commercio di acciaio” con fatture false e attraverso società “cartiere” e “filtro”, anche all’estero, intestate a prestanome. Le imprese erano di fatto gestite da affiliati al clan che fa capo a Lino Greco, una “cosca federata” a quella di Cutro che fa capo a Grande Aracri. Contestato l’autoriciclaggio per mezzo milione di euro attraverso conti anche in Inghilterra e Bulgaria.




Milano, tangenti su appalti metro: 12 arresti tra cui un dirigente ATM

Per aggiudicarsi gli appalti sulla metro a Milano sarebbero state pagate delle tangenti.

Dodici persone sono state arrestate dal Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di finanza di Milano nell’ambito di un’inchiesta su presunte tangenti e appalti truccati. Tra gli arrestati c’è Paolo Bellini, dirigente dell’Atm, responsabile degli ‘impianti di segnalamento e automazione’ delle linee metropolitane.

Sono circa 8 le gare di appalto finite nel mirino di Procura e Finanza, scrive il Corriere della Sera, tra cui quella sui sistemi di segnalazione automatica della M2, la linea verde.

Tra i 12 arresti figurano i vertici delle aziende che hanno fornito le loro prestazioni e alcuni dirigenti dell’Atm, l’azienda dei trasporti milanese. Uno è Bellini che, riporta il quotidiano di via Solferino, è accusato di aver incassato tangenti per 125mila euro. È la figura centrale dell’indagine, tanto che i pm hanno ipotizzato anche il reato di associazione a delinquere.




Milano, l’esercito scende in campo per far rispettare le regole

MILANO – Con la rimodulazione dei servizi, decisa stamane in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, con la presenza degli assessori regionali Riccardo De Corato e Pietro Foroni, secondo le indicazioni del Ministro dell’Interno, 114 unità di militari dell’Esercito di Strade Sicure verranno impiegate direttamente nel controllo delle misure di contenimento della diffusione del virus COVID-19. Lo fa sapere la Prefettura di Milano.

“Una delle richieste che ho fatto ieri, cioè quella legata all’uso dell’esercito, è stata accolta, anche se in maniera sicuramente limitativa: si parla di 114 militari in tutta la Lombardia, il che vuole dire praticamente niente”. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana. Bisogna aggiungere almeno uno zero a quella cifra per discutere seriamente del problema, ma è positivo che la mia richiesta è stata accolta”.

Sempre da oggi, inoltre, la Polizia di Stato impiegherà alcuni mezzi in dotazione al III Reparto Mobile di Milano per contribuire ai servizi di sanificazione delle vie della città, già in atto a cura di Amsa, la società del Gruppo A2A che si occupa dei servizi ambientali nel Comune di Milano.

In particolare, verrà impiegato il veicolo speciale
“idrante”, il BAI ARV 8500S, in dotazione ai Reparti Mobili della Polizia di
Stato, che detiene una capienza di 8000 litri di acqua. Lo stesso sarà operativo
dalle ore 15 odierne in via Melchiorre Gioia. L’impiego proseguirà anche la
prossima settimana, dal lunedì al venerdì, sempre di pomeriggio, in altre vie di
Milano indicate da Amsa, che provvederà a fornire l’igienizzante,
ipoclorito di sodio in soluzione acquosa.

L’iniziativa è finalizzata a promuovere un servizio di
pubblica utilità in un momento di particolare esigenza che riguarda il capoluogo
lombardo e vedrà il veicolo “idrante” operare a pressione ridotta e con le sole
bocchette anteriori.

Il veicolo speciale “idrante”, di norma, è un veicolo
impiegato nei contesti di ordine pubblico di particolare di eccezionale
rilievo.

Il suo utilizzo nei servizi di ordine pubblico può
contribuire al contrasto di situazione connotate da elevata criticità ovvero a
fronteggiare efficacemente contesti di grave turbativa e respingere azioni
violente.




Milano, antimafia: maxi sequestro alla ‘ndrangheta

La Polizia di Stato di Milano sta eseguendo un sequestro antimafia per un noto esponente della ‘ndrangheta di Garbagnate Milanese.

I poliziotti della Divisione Anticrimine della Questura di Milano, in collaborazione con l‘Anticrimine di Reggio Calabria, coordinate dal Servizio Centrale Anticrimine, ha eseguito un ingente sequestro di beni a carico di un noto membro della cosca MORABITO-PALAMARA-BRUZZANTI, egemone nell’area jonica della provincia di Reggio Calabria.

Il destinatario del sequestro, disposto dal Tribunale di Reggio Calabria, su proposta congiunta del locale Questore e Procuratore della Repubblica, vive a Garbagnate Milanese da molti anni, comune dove sono ubicati i beni sequestrati.

Secondo le indagini patrimoniali svolte dalla Divisione Anticrimine di Milano, i beni sequestrati hanno un valore complessivo di circa 3 milioni di Euro




Milano, prima l’aborto spontaneo e poi muore dissanguata: 3 medici indagati

Prima il dispiacere per l’aborto spontaneo del bimbo che portava in grembo, poi la tragedia. Una donna di 40 anni è morta dissanguata poiché, per l’accusa, i medici non le hanno subito asportato l’utero che le avevano per errore perforato durante il raschiamento di routine. Le hanno fatto trasfusioni di sangue ma non l’immediata isterectomia, come previsto in tali casi e e che le avrebbe salvato la vita.
Per questo 3 ginecologi dell’Humanitas sono indagati a Milano. L’udienza preliminare si aprirà il 10 dicembre.