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ROMA, BUFERA UGL PER POLVERINI E CETICA: AVVIATA L'ESPULSIONE

Redazione

Bufera all'interno del sindacato per i due consiglieri nazionali Ugl Polverini e Cetica. A comunicarlo è la stessa sigla sindacale: "Questa mattina la Segreteria generale dell'UGL ha comunicato di aver sospeso cautelarmente da ogni carica e dall'attività sindacale Renata Polverini e il suo braccio destro Stefano Cetica, entrambi consiglieri nazionali dell'UGL. Il provvedimento disciplinare si è reso necessario a seguito dei gravi comportamenti tenuti dal duo Polverini-Cetica, già segretari generali dell'UGL, culminati nella illegittima elezione del loro candidato alla carica di Segretario generale dell'UGL, Paolo Capone, già destituito dal Tribunale di Roma con ordinanza del giudice Garri a seguito delle gravissime violazioni statutarie riscontrate nel corso della sua fantomatica elezione.

Le carte di credito. A carico della Polverini, poi – continua la nota Ugl –  si profilano possibili anomalie in ordine alla sua qualità di iscritto all'UGL. Siamo stati quindi costretti a formalizzare un provvedimento di sospensione cautelare a carico di entrambi i dirigenti sindacali e ad avviare l'iter disciplinare che potrà concludersi con la loro definitiva espulsione dall'UGL, tenuto conto, altresì, delle prime risultanze istruttorie emerse in ordine al possesso di due carte di credito dell'UGL delle quali, ad oggi, non hanno fornito alcuna plausibile giustificazione. Si tratta di un provvedimento sofferto ma inevitabile, adottato per evitare la definitiva implosione dell'UGL e conseguenze ancor più drammatiche per una confederazione che ha appena festeggiato i suoi 65 anni di storia".




ANAGNI OSPEDALE A RISCHIO CHIUSURA: IL TERRITORIO SI RIBELLA

Redazione

Anagni (FR) – “I problemi legati alla sopravvivenza dell’ospedale di Anagni sono emblematici dei danni provocati dal centrodestra e ai quali il nuovo Presidente della Regione, Zingaretti, porrà certamente attenzione”.

Francesco Scalia, senatore del Partito Democratico, interviene a sostegno dell’appello lanciato dal comitato ”Salviamo l’ospedale di Anagni” e si augura che venga definito quanto prima un nuovo piano sanitario regionale che elimini le macroaree e intervenga sul potenziamento delle strutture ospedaliere della provincia di Frosinone.

“L’auspicio – aggiunge Scalia – è che la nuova Amministrazione regionale possa, nel più breve tempo possibile, arrivare alla definizione di un piano sanitario capace di tutelare le esigenze delle strutture ospedaliere della nostra provincia e della sua nutrita utenza. Tutto il contrario di quanto fatto dalla Giunta Polverini che con l’introduzione di un’organizzazione legata alle macroaree ha, di fatto, indebolito le strutture ed i servizi nelle province in favore della Capitale. Un concetto, quello della centralità di Roma, che abbiamo sempre contrastato, anche quando a guidare la Giunta regionale c’era Piero Marrazzo. E per questo continueremo a farlo. L’unica differenza tra le due situazioni è che con Marrazzo ed il centrosinistra si aveva l’opportunità di un confronto teso a trovare le soluzioni migliori per l’interesse dei singoli territori; con la Polverini e con il centrodestra, invece, c’è stato il divieto più assoluto di analisi condivisa. Confido pienamente nelle capacità e sensibilità del nuovo Presidente, Nicola Zingaretti, affinché si affronti il tema della sanità nella nostra regione con l’obiettivo primario di rendere efficiente su tutto il territorio l’offerta dei servizi per il soddisfacimento delle esigenze di tutti i cittadini laziali”.




MARINO, DIVINO AMORE: POLVERINI RILASCIA PARERE FAVOREVOLE ALL'EDIFICAZIONE

Redazione

Marino (RM) – "La Giunta regionale ancora amministrata dalla Polverini, non contenta delle numerose nomine dirigenziali e dei tanti atti di non ordinaria amministrazione fatti in extremis, ha dato il suo ultimo colpo di coda  insieme al suo assessore all’urbanistica Luciano Ciocchetti. – Dichiara in una nota Ugo Onorati  Consigliere di opposizione al Comune di Marino e candidato consigliere alla Regione Lazio con Rivoluzione Civile Ingroia – Con la deliberazione n. 16 del 15 febbraio scorso – prosegue Onorati –  la Polverini ha rilasciato parere favorevole per l’edificazione nella località Divino Amore nel territorio del comune di Marino alla società Eco Village. Queste sono le dimensioni dell’intervento che interessa  50 ettari del territorio marinese: 889 mila metri cubi, di cui 360 mila di edilizia residenziale privata, 20 mila residenziale pubblica, 100 mila di edilizia commerciale per 4.750 abitanti insediabili. È chiaro – conclude Onorati – che già questa prima tranche, rispetto alle altre ancor più onerose richieste avanzate alla Regione dall’amministrazione comunale Palozzi, sarà pregiudizievole per l’ampliamento del parco dell’Appia Antica richiesto a gran voce da cittadini e da associazioni. È evidente che a pochi giorni dalle elezioni della nuova giunta e nella certezza di perdere la maggioranza di destra la Polverini ha voluto fare un ennesimo colpo di mano”.

 

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06/12/2012 MARINO, DIVINO AMORE: “PALOZZI CONFERMA IL PROGETTO EDIFICATORIO AL DIVINO AMORE.
24/08/2012 MARINO SPECULAZIONI EDILIZIE, RIFONDAZIONE COMUNISTA FA IL PUNTO
12/05/2012 LAZIO REGIONE, LEGGE PER POTERI DELEGATI AI COMUNI IN MATERIA PAESAGGISTICA
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02/02/2012 MARINO, TAMMARO SU DIVINO AMORE: “VIZIO SU PROTOCOLLO D’INTESA CON REGIONE: E’ SCORCIATOIA E MANCA DATA APPOSIZIONE TRA LE PARTI”.


 




STORACE SI', STORACE NO: PANNELLA VOTA FRANCESCO E EMMA SI METTE DI TRAVERSO

Chiara Rai

Bravo Marco, hai capito che per portare avanti le proprie battaglie bisogna dare il consenso al miglior rappresentante delle idee radicali. O meglio, correggiamo il tiro, a colui che si presume non remi contro. Pannella voterà Francesco Storace presidente della Regione Lazio ma si trova contro Emma Bonino che dice di no. I radicali, su questo punto, si spaccano. Dopo il rifiuto del Pd che ha escluso dalle liste proprio i consiglieri radicali del Laizo Berardo e Rossodivita, i quali avevano sollevato il caso di Batman Fiorito e del marcio sistema dei rimborsi euforici nella Regione Lazio. Pannella in questo caso è più lungimirante, mira all’obiettivo senza soffermarsi in maniera anticostruttiva al percorso per raggiungerlo. Bisogna che i radicali prendano posizione e così l’elettorato per non lasciare che passi anche questo treno in corsa per la poltrona da governatore. Bonino ha perso lo scranno da presidente della Regione per 50 mila voti rispetto alla Polverini, adesso è tempo di riflettere.




LAZIO POST – PISANOPOLI, GASBARRA (PD): "ALLA POLVERINI NON RIMANE ALTRO CHE FISSARE LE ELEZIONI IL 16 DICEMBRE E RIDARE LA PAROLA AI CITTADINI"

Redazione

Lazio – “La presidente Polverini continua a piegare le leggi al proprio volere, andando oltre ogni disposizione legislativa anche quando con grande chiarezza, come fa il decreto legge 174 del governo Monti, viene fissato il termine massimo di 90 giorni dalla data delle dimissioni del presidente di Regione, per lo svolgimento delle elezioni”. Lo scrive in un comunicato il segretario del Pd Lazio, Enrico Gasbarra. “E’ il momento di mettere fine ai giochini sulle regole democratiche, agli espedienti regolamentari che hanno soltanto un fine: allontanare il più possibile le elezioni. A Renata Polverini non rimane che assumere i principi contenuti nel decreto legge, fissare le elezioni il 16 dicembre e – conclude Gasbarra – ridare la parola ai cittadini per voltare pagina ed aprire una nuova storia”.




ANAGNI, L'OSPEDALE CONTINUA AD ESSERE SMANTELLATO: VIA ORTOPEDIA, UTC E RIDOTTI I POSTI LETTO

Redazione

“La Direzione della Asl lo definisce un  provvedimento urgente e temporaneo, ma dopo che il Consiglio di Stato ha sospeso il decreto della Polverini, che sanciva la chiusura dell’ospedale di Anagni, da parte dell’azienda sanitaria c’è stato un progressivo svuotamento della struttura. Per questo, nutro seri dubbi  sulla ‘temporaneità’ delle disposizioni, che vanno nella direzione opposta da quella indicata dal Consiglio di Stato”.  Il consigliere regionale del PD, Francesco Scalia, commenta così le nuove disposizioni della Asl di Frosinone per l’Ospedale di Anagni. “Si sta attuando – continua –  un ingiustificato smantellamento della struttura. Si è cominciato con la chiusura del reparto di ortopedia, anche questa teoricamente solo temporanea, per arrivare alla disattivazione dell’Utic e alla riduzione dei posti letto. A questo punto – conclude Scalia – credo sia necessario ricorrere nuovamente al Consiglio di Stato e chiedere l’ottemperanza della sua ordinanza, elusa dagli ultimi provvedimenti adottati dalla Asl, e ribadire con forza il nostro No alla chiusura di un ospedale importante per Anagni e per l’intero comprensorio”.

 

tabella D'INTERESSE:

 

 

04/06/2012 ANAGNI, OSPEDALE VERSO LA CHIUSURA

16/02/2012 LAZIO SANITA', IL FALLIMENTO DEL DECRETO POLVERINI




NEMI, OGGI CONSIGLIO COMUNALE CON MINORANZA IN FERMENTO. COCCHI A MARINELLI: "RICORDA BENE SOLO QUELLO CHE VUOLE RICORDARE"

Redazione

Nell'ordine del giorno del Consiglio comunale di Nemi (Castelli Romani) del 1 ottobre 2012 non appare cenno di risposta alle interrogazioni dei consiglieri di opposizione Stefania Osmari e Cinzia Cocchi, nonostante quest'ultime ne abbiano presentate almeno sette in totale.

Cinzia Cocchi anticipa dura battaglia e aspetta fiduciosa le risposte del sindaco, ma nel frattempo non fa mancare la sua risposta all’ex consigliere di minoranza Azzurra Marinelli, in merito alle sue ultime dichiarazioni rese all’Osservatore Laziale.

“Chissà se l’ex consigliere di minoranza Marinelli – si chiede Cocchi – quando ha brindato in piazza con Bertucci e Co., dopo aver fatto sciogliere il Consiglio Comunale dimettendosi insieme agli altri tre consiglieri di minoranza e i tre consiglieri di maggioranza, ha chiesto a Bertucci se aveva a che fare con la storia dello scuolabus, visto che la stessa Marinelli si rendeva complice di un’azione politica che ha determinato il commissariamento del Comune di Nemi?" Diversi gli interrogativi di Cocchi rivolti a Marinelli: "Perché solo adesso aspetta delle risposte dall’attuale sindaco Bertucci? Perché non le ha chieste durante la campagna elettorale? Forse perché con il silenzio sperava di trarne qualche vantaggio?

L’ex consigliere comunale Marinelli ricorda bene solo quello che vuole ricordare – incalza il consigliere di opposizione Cocchi – L’interrogazione del maggio 2011 che cita, non era rivolta alla questione dello scuolabus, ma bensì ai motivi per cui erano state revocate le deleghe al vice sindaco Bertucci. La sottoscritta, allora Sindaco, rispose che le deleghe erano state revocate al vice sindaco Bertucci per aver rallentato il programma politico. Durante lo svolgimento del consiglio comunale fu fatta la domanda se tale decisione avesse a che fare con la vicenda dello scuolabus e la sottoscritta non rispose solo perché era stato sequestrato il fascicolo della gara dello scuolabus e  vi erano indagini in corso.

Questo non significa che la sottoscritta allora Sindaco stava “lavando i panni sporchi in casa”, cosa che comunque non ho mai dichiarato. Bensì avevo innescato tutti quei meccanismi al fine di fare chiarezza e tutelare la legalità.

Mi dispiace contraddire l’ex consigliere di minoranza Marinelli che si dichiara lieta del mio ravvedimento, perché non vi è mai stato. Come non ho mai rinnegato il mio operato, del quale ne vado fiera e sarei pronta a ripeterlo.

Piuttosto la invito a cavalcare idee nuove su fatti contingenti – conclude Cocchi – a portare alla ribalta cose serie e propositive, a non agganciarsi continuamente a ciò che è stato, usando sempre la solita e spicciola demagogia solo per cercare di rimanere a galla.

Non chieda a chi aveva la responsabilità di tutelare e gestire un fatto criminoso, ma piuttosto lo chieda lei stessa e gran voce alla persona interessata.

E’ inutile  che faccia riferimento alle “donne di destra”, loro almeno hanno ricoperto ruoli importanti, e, per quanto mi riguarda, hanno e continuano a dimostrare di avere coraggio e cuore. Questa infelice affermazione, detta da lei, donna, non le fa certamente onore.

Anche se in questo contesto sarebbe difficile e complesso affrontare un’analisi sulla grave crisi politica che si è abbattuta sulla Regione Lazio, colgo l’occasione per esprimere  la mia solidarietà alla Presidente Polverini, alla quale auguro di continuare la sua azione politica sempre con lo stesso coraggio e la convinzione che i disonesti, di qualsiasi colore essi siano, se ne devono andare a casa!".

tabella PRECEDENTI:

25/09/2012 NEMI SCUOLABUS DA 70 MILA EURO GIACE ALLE INTEMPERIE, MARINELLI (SEL): CHISSA' SE BERTUCCI RISPONDERA'?

  25/09/2012 NEMI SCUOLABUS, 70MILA EURO ABBANDONATI ALLE INTEMPERIE

 




LAZIO PISANOPOLI, DONATO ROBILOTTA: "NON ACCETTO CHE SI GETTI FANGO SULLA MIA PERSONA"

 

Riceviamo e pubblichiamo

Nota di Donato Robilotta, Commissario Straordinario dell’Ipab S. Alessio per Ciechi.

“Ho ascoltato con rammarico in diretta radio che la Presidente Polverini non rinnoverà il mio incarico di Commissario dell’Ipab S. Alessio, che scadrà domenica prossima per la vicenda della casa data in affitto a Fiorito.

La Presidente avrebbe potuto usare tutti gli argomenti per non rinnovare il mio incarico, tranne questo, perchè non le consento di gettare fango sulla mia onorabilità e sulla mia onestà, non solo intellettuale. Io con quello schifo che è successo in Consiglio non c'entro niente e non ci voglio aver niente a che fare.

Franco Fiorito ha partecipato a un’asta pubblica e l’ha vinta soltanto perché ha fatto l’offerta migliore sul prezzo base d’asta stabilito dall’Agenzia del Territorio come ho comunicato a mezzo stampa, ma anche ai suoi più stretti collaboratori.

Non esiste nessuna incompatibilità e il Centro regionale se avesse escluso Fiorito avrebbe commesso un illecito amministrativo.

Piuttosto la Polverini avrebbe dovuto ringraziarmi per il lavoro di questo anno perché ho trovato un Ente in dissesto con 12 milioni di euro di debiti e un disavanzo annuo di 1,3 milioni, oltre che una morosità di 5 milioni di euro dovuti alla cattiva gestione delle amministrazioni precedenti, quando le case del Sant’Alessio venivano date ad amici di amici a prezzi irrisori.

E’ stato l’anno più duro della mia vita: ho iniziato una dura opera di risanamento tagliando del 30% le spese, valorizzando il patrimonio dell’Ipab e indirizzato l’Ente sulla strada del risanamento.

Ho fatto il mio dovere, ho la coscienza pulita e non ci sto che gli schizzi di fango della vergognosa vicenda accaduta in Consiglio vengano gettati addosso alla mia persona”.

 

Lo dichiara in una nota Donato Robilotta, Commissario Straordinario dell’Ipab S. Alessio per Ciechi.




LAZIO PISANOPOLI, CHE MUOIA SANSONE CON TUTTI I FILISTEI

Chiara Rai

L’immagine di noi italiani che raschiamo il barile mentre i porci della maga Circe magnano a quattro ganasce fa raccapricciare la pelle. Adesso siamo saturi e ritengo che sia giusto prendercela con la sindacalista che va in scena “da quando aveva i pantaloncini corti” come ha detto qualche tempo fa in piazza a Genzano quando ha dato sfoggio ad una volgarità senza precedenti. Ma lei è una sorcina ed è arrivata nel momento clou, quando l’italia ha impugnato i forconi, quando Berlusconi ha lasciato il timone e fatto versare le lacrime alla Fornero mentre Monti col mantello da pipistrello ha iniziato a fare massicci prelievi nelle nostre tasche ormai rosse per volere del cavaliere mascherato e di tutti coloro che hanno mangiato prima, forse con più discrezione. Ognuno è portatore di uno scandalo più o meno grande e l’unica voce che si è levata in questo marciume è stata quella di un comico genovese che ha cavalcato l’onda multimediale per poi presentarsi agli italiani per quello che è: uno, nessuno, centomila. Ma questa è l’Italia sorcini! Attenzione la dama bianca ci sta rimettendo la faccia, sicuramente tra qualche ora sapremo se lascerà o meno il suo scranno, ma onestamente non possiamo lasciare alla “Lady Marry” precedente lodi che non ha. In quanto a festini non ha nulla da invidiare ai porci che hanno inghiottito perle fatte di banconote variopinte moltiplicatesi oltre il dovuto. Detto questo lasciamo a Circe sfamare i porci e non dimentichiamo alcuni numeri. I 70 consiglieri, oltre allo stipendio di 18 mila euro al mese, si sono messi in tasca più di 210 mila euro l'anno. Le spese del bilancio sono aumentate di 6 milioni di euro rispetto al 2011.  Dei 17 gruppi, ben 8 sono formati da una sola persona. Di cosa vogliamo parlare? Del fatto che nonostante i settanta consiglieri della Regione Lazio ottengano i rimborsi quattro volte superiori a quelli della Camera, è arrivato il Pdl che ci ha ridotti con le pezze al deretano. L’ultima sparata di Fiorito, di cui spetterà agli inquirenti verificarne l’attendibilità, è che tutti i consiglieri regionali del Gruppo Pdl chiedevano soldi. Erano addirittura diventati insopportabili, una vera e propria persecuzione: “Mi telefonavano continuamente o mi aspettavano fuori dall'ufficio per chiedermi soldi per cene, book fotografici, manifestazioni”. Povero Fiorito, perseguitato dai consiglieri assatanati di danaro mentre migliaia di famiglie italiane, anziché mangiare e divertirsi fino al sudicio e commiserevole strabordio, la sera si riuniscono attorno a un tavolo per decidere quale bolletta è scaduta per prima. Ma oltre a tutte le cifre poc’anzi elencate Fiorito ha voluto farci sapere che la paghetta a ciascun consigliere consisteva in circa 100 mila euro annui. “Un accordo di ripartizione dei fondi tra tutti i gruppi del consiglio regionale in funzione della loro consistenza politica ed un accordo all'interno del Pdl che raddoppiava o triplicava tale assegnazione a seconda degli incarichi ricoperti”. Un sistema di ripartizione descritto da Fiorito che  fomenta ancora di più gli animi esausti della gente perbene. Che muoia Sansone con tutti i Filistei. Potrebbero pagare per il presente e scontare il perpetrarsi delle ruberie passate. Ma occhio agli striscianti che ora cavalcano il maltempo della dama. D'altronde, prima che smaltiscono tutti i chili presi alla faccia nostra ne passerà di tempo. Intanto Fiorito continuerà a mantenere la sua tesi di “trasparenza” con alle spalle il legale “ex vip” Taormina e l’azione di riciclo fara' apparire tutte le pecorelle smarrite come unici esemplari distinti da quel porcile chiamato “pisanopoli”.  

tabella PRECEDENTI:

20/09/2012 LAZIO, PISANOPOLI: DIMESSO IL CAPOGRUPPO PDL FRANCESCO BATTISTONI. DOMANI L'ORA DELLA VERITA'
18/09/2012 LAZIO "PISANOPOLI": FASTI E BAGORDI NELLA REGGIA DELLA DIVA RENATA
18/09/2012 REGIONE LAZIO, POST "PISANOPOLI": L'UFFICIO DI PRESIDENZA PROCEDE A FORMALIZZARE TAGLI A SPESE AL CONSIGLIO
17/09/2012 REGIONE LAZIO, LA POLVERINI CHIEDE SCUSA MA NON SI DIMETTE
17/09/2012 LAZIO, "PISANOPOLI": TRA POCHI MINUTI INIZIA IL CONSIGLIO STRAORDINARIO DELLA "VERITA'"
17/09/2012 LAZIO, "PISANOPOLI": RENATA AI "BOTTI" FINALI
15/09/2012 LAZIO, "PISANOPOLI" ROSSODIVITA/BERARDO: "COME STANNO DAVVERO LE COSE"
15/09/2012 LAZIO, "PISANOPOLI": I CITTADINI CHE NON ARRIVANO ALLA FINE DEL MESE SONO NAUSEATI DA QUESTO SCEMPIO
14/09/2012 LAZIO, PDL "PISANOPOLI": GLI AVVOCATI DEL CAPOGRUPPO PDL FRANCESCO BATTISTONI METTONO IN GUARDIA GLI ORGANI DI STAMPA
14/09/2012 LAZIO, SCANDALO FONDI PDL: BLITZ DELLA GUARDIA DI FINANZA IN REGIONE
14/09/2012 ROMA, BUFERA NEL PDL PER SPESE PAZZE CON FONDI REGIONALI: BATTISTONI CONTRO FIORITO E FIORITO CONTRO TUTTI
23/08/2012 LAZIO REGIONE, PRESTO IL "CAMBIO DELLE PORTE"…. GIREVOLI E BEN OLIATE?



LAZIO, IN REGIONE SPENDING REVIEW: 2.500 LICENZIAMENTI E SANITA' A RISCHIO…ARRIVA IL COLPO DI GRAZIA

Redazione

“Servizi sanitari a rischio e 2500 licenziamenti: questo lo scenario che si prefigura per il Lazio applicando il decreto sulla spending review varato dal governo Monti. La versione definitiva del decreto è peggiore rispetto alle piú nere aspettative, a partire dalla sanità dove si introducono ulteriori penalizzazioni sul calcolo dei posti letto e, in regime di blocco del turn over, ci si impedisce persino di ricorrere a quelle 20/25 assunzioni straordinarie all'anno che servivano per coprire i buchi piú pericolosi negli organici degli ospedali. Sarebbe a questo punto piú serio modificare i termometri e stabilire che la febbre inizia a preoccupare solo oltre i 38 gradi, piuttosto che chiederci di abbassare i nostri posti letto nonche' il tasso di ospedalizzazione a 160 per mille abitanti entro il 30 novembre 2012. Questo decreto non "salva" ma "spacca" l'Italia in due: c'è un paese reale che non riesce ad andare avanti ed un paese legale che indebolisce diritti costituzionalmente garantiti o tutelati come la salute ed il lavoro”. E’ quanto dichiara in una nota la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini.

“Sono molto preoccupata – prosegue Polverini –  anche per il silenzio attorno alla sorte delle centinaia di migliaia di lavoratori occupati nelle società che lavorano e fanno capo alle pubbliche amministrazioni. Chiedere di chiuderle o cederle – chissà poi a chi, soprattutto in questo momento – senza porsi il problema di che fine faranno le persone che ci lavorano è un atto grave che va combattuto con forza a partire da chi, come me, non ha assunto neppure uno dei 2.500 lavoratori facenti capo alla regione Lazio che ora rischiano il posto. Il presidente Monti ci convochi senza altri indugi per evitare che si vada verso l'implosione dei servizi essenziali per i cittadini. Mi auguro che da parte del Parlamento ci sia il necessario impegno e senso di responsabilità riequilibrare la portata di questo decreto”.  

 




SANITA’, MARUCCIO-RODANO (IDV): “DOPO CAMERA ANCHE CONSIGLIO CONVOCHI POLVERINI”

Redazione

“Persino il centrodestra alla Camera dei Deputati si è accorto dell'emergenza sanità nel Lazio e ha convocato la Polverini in commissione. Solo la maggioranza in Consiglio regionale continua a far finta di niente e non sente il dovere di chiedere un consiglio straordinario sulla sanità, o almeno un’audizione in commissione,  per ascoltare cosa ha da dire la presidente della Regione Lazio sulla tragica situazione degli ospedali. Lo facciamo noi, per loro, a gran voce.”. Lo dichiarano, in una nota, i consiglieri regionali di Italia dei Valori Vincenzo Maruccio e Giulia Rodano.