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NEMI: ALBERTO BERTUCCI SINDACO DI NEMI RINVIATO A GIUDIZIO PER TURBATIVA D'ASTA E FRODE

di Chiara Rai

Nemi (RM) – Il prossimo 4 novembre la quinta udienza del processo che vede imputato per turbativa d'asta e frode nei pubblici incanti il sindaco di Nemi Alberto Bertucci rispetto lo stesso comune che amministra. Dopo due anni e quattro rinvii, si arriva dunque alla quinta udienza per il sindaco imputato di Nemi. L'udienza è fissata per il prossimo 4 novembre 2014. L'inizio del dibattimento è stato rinviato per ben quatro volte: dal 7 novembre 2012 si era finiti al 12 febbraio 2013, dal 12 febbraio 2013 al 14 novembre 2013, dal 14 novembre 2013 al 17 giugno 2014.

Ogni volta i difensori degli imputati, tra cui lo stesso Alberto Bertucci, contestano vizi di notifica e così il tempo passa e il processo non inizia mai. Chissà se in questa quinta udienza avrà inizio il dibattimento.

L’accusa ritiene che in concorso tra loro, Miglietta quale responsabile del procedimento e dell’Ufficio Tecnico del Comune di Nemi e Alberto Bertucci già vicesindaco del Comune di Nemi, mediante collusioni avrebbero turbato la gara bandita da Miglietta per il Comune di Nemi e avente ad oggetto l’acquisto di uno scuolabus al fine di far aggiudicare la fornitura alla ditta Car Ind srl di Mauro Cesaretti.

Miglietta, dopo aver bandito la gara avrebbe provveduto a modificarla: Formulava quattro richieste di offerta per la fornitura di uno scuolabus indirizzandole alle quattro ditte che Riccardo Schiaffini, titolare della ditta appaltatrice dei trasporti presso il Comune di Nemi, aveva indicato ad Alberto Bertucci. Tra queste offerte Miglietta aggiudicava la gara alla ditta di Cesaretti al prezzo di euro 49 mila 950 Iva esclusa, sebbene tale prezzo fosse superiore a quello posto a base d’asta (euro 48 mila 126 iva inclusa). Dopo l’aggiudicazione, Cesaretti riduceva l’offerta ad euro 40 mila 105 iva esclusa ma consegnava presso il deposito dello Schiaffini un veicolo diverso da quello oggetto della gara perché avente solo 19 posti anziché i 30 indicati nell’atto di aggiudicazione.




NEMI FOTOVOLTAICO: LA SOCIETA’ DEL SINDACO NON PRESENTA I BILANCI PER DUE ANNI DI SEGUITO

di Chiara Rai

Nemi (RM) – Sono ben due anni che la società della quale il sindaco di Nemi Alberto Bertucci detiene il 32 per cento delle quote non presenta il bilancio d’esercizio nonostante la presentazione del documento contabile sia obbligatoria. Eppure non vi è traccia alcuna di trasparenza a riguardo. Quindi, il bilancio d'esercizio non è soltanto un insieme di documenti da redigere secondo gli obblighi di legge, ma è la fonte principale d'informazione dei dati economici, patrimoniali e finanziari dell'impresa per tutte le classi di portatori di interesse nei suoi confronti: creditori, dipendenti, clienti e fornitori, organi statali di controllo, fisco, pubblica amministrazione; soggetto economico e/o management; azionisti di maggioranza e di minoranza.

La società di cui il primo cittadino di Nemi detiene le quote ha iniziato l’attività il 16 luglio 2012, appena due mesi dopo l’elezione di Alberto Bertucci a sindaco di Nemi (Maggio 2012).

La società si chiama Solar Seneca Srl e ha sede legale in un garage/magazzino situato in via Riccardo De Sanctis detto Vittorio, ex via delle Colombe al civico 3, quest’ultimo tra l’altro ex residenza del primo cittadino Alberto Bertucci. La sede secondaria e operativa della Solar Seneca invece è situata in via di Tor Paluzzi, 123 ad Albano Laziale.

La società si occupa delle attività di risparmio nel campo energetico e dell’utilizzo delle risorse energetiche naturali compresa l’attività di installazione di impianti fotovoltaici e comunque di tutto ciò che riguarda il mondo delle energie rinnovabili. In particolare la Solar Seneca Srl è dotata di gruppo di specialisti in diverse discipline organizzate in un comitato permanente e specifico per la ricerca e lo studio di soluzioni per la salvaguardia dell'ambiente e sulla proposizione di tecnologie sempre più avanzate sul risparmio energetico: per l'assistenza tecnica, amministrativa, commerciale e legislativa, per favorire e promuovere ricerche avanzate nel settore e ricercare innovazioni tecnologiche sul risparmio e nuove forme di energia rinnovabili alternative, per l'Assistenza finanziaria finalizzata al reperimento di fondi per la realizzazione dei progetti richiesti.

Dunque è di estrema importanza sapere se la stessa presenti un regolare bilancio ai fini della trasparenza, in quanto nel bilancio è presente anche l'elenco fornitori. E per un sindaco di un'amministrazione comunale che negli ultimi due anni ha rilasciato diverse autorizzazioni paesaggistiche finalizzate all'installazione del fotovoltaico, può venire qualche dubbio ai cittadini che potrà essere risolto solo con il rispetto dei criteri di trasparenza da parte della società di cui il sindaco è socio. A maggior ragione perché la società che fornisce l'installazione di impianti fotovoltaici potrebbe avere a che fare con l'amministrazione comunale di riferimento. Dunque la domanda alla quale non si riesce ad avere risposta è la seguente: la Solar Seneca ha lavorato nel territorio di Nemi? Sono stati concessi permessi per pannelli fotovoltaici riferiti a lavori poi effettuati dalla Solar Seneca?

Non ci è dato saperlo, non avendo presentato il bilancio di esercizio per due anni consecutivi, ovvero per il 2012 e ad oggi, considerato che il termine ultimo per il deposito salvo casi particolari è scaduto lo scorso 29 giugno 2014, anche per il 2013.

E a questo punto soltanto gli organi preposti potranno effettuare tale importante verifica per escludere eventuali presunti e non accertati reati quali conflitto d'interesse o altro.

Intanto, a seguito di una delle nostre inchieste, nella quale facevamo presente che Alberto Bertucci percepiva una indennità piena in qualità di Sindaco pari a 1.353, 51 euro lordi al mese e allo stesso tempo risultava essere lavoratore a tempo determinato. (La legge stabilisce, Tuel – Testo Unico degli Enti Locali, che un sindaco se è lavoratore dipendente e non ha richiesto l’aspettativa deve prendere l’indennità dimezzata del 50%), improvvisamente, il sindaco non compare più nell'elenco Inps dei braccianti agricoli per l'anno 2013. Si è tolto. A buon intenditor poche parole.

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NEMI, LA GIUNTA DI ALBERTO BERTUCCI E LA CRONACA DI UN GIORNALISTA LIBERO

 

[ CLICCARE QUI O ANDARE IN FONDO ALL'ARTICOLO PER ASCOLTARE LA REGISTRAZIONE DEL SINDACO DI NEMI ALBERTO BERTUCCI CHE ORDINA AD UN AGENTE DI POLIZIA DI VERIFICARE IL CELLULARE DI CHIARA RAI ]

 

di Chiara Rai

Nemi (RM) – Così è se vi pare. Probabilmente, la cronaca di quanto sto per mettere nero su bianco susciterà attributi qualificativi quali fantascientifica, terrificante, tragicomica, inquietante, persecutoria. Quest’ultimi due si vestono a pennello per la sottoscritta.

Ho deciso di scrivere quello che mi succede perché ritengo che sia un diritto – dovere nei confronti della categoria di quei giornalisti degni di questo nome che fanno dell’informazione indipendente un modus vivendi. La passione per la libera informazione ce l’ho sin da bambina. Alle elementari facevo già i temi di denuncia ed ero particolarmente concentrata sulla tutela ambientale. Quando seppi che addirittura un articolo della nostra Costituzione era dedicato alla libertà di stampa rimasi positivamente meravigliata. Lo lessi a mio padre e lui mi guardava come una meravigliosa e ingenua credula sognatrice che informava un adulto dell’esistenza di una libertà di informare incontaminata e tutelata dal diritto: I primi due capoversi: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure…” Concetti che esprimono la piena facoltà del diritto di cronaca e di critica e anche che ogni avvenimento può essere sentenziato da qualsiasi cittadino.

Naturalmente il giudizio deve poggiarsi su un fatto vero o collettivamente riconosciuto. Se il giudizio riguarda un fatto di cronaca la veridicità risiede nello stesso, ma se invece ha per oggetto qualcosa che si protrae nel tempo, come una situazione alla quale si è arrivati dopo anni di scelte o comportamenti sbagliati, allora la critica si basa maggiormente sul dissenso per quello che è avvenuto e avviene. Non mi ha mai spaventato la naturale e democratica contestazione che suscita il diritto di critica. Ne la mia critica è stata fomentata da momentanee approvazioni e condivisioni. L’informazione viaggia su un campo minato. La realtà è talmente mutevole che quello che a me pare bianco ad un altro può sembrare grigio o addirittura sporco. Adesso il senso di inquietudine e persecuzione è come una costante presenza ogni qualvolta decido di informare liberamente e senza bavaglio.

Come tutti vivo anch’io in un Comune d’Italia e il non aver condiviso il modo di operare di chi amministra è stato come concimare il campo della persecutio. Presa dall’entusiasmo di persone che credono nella giustizia, avendo avuto anche l’onore, di intervistare uomini come il giudice Ayala, dissi quantomeno che chi si appropinqua ad amministrare la cosa pubblica e quindi i soldi dei cittadini e quindi la casa di tutti, dev’essere quantomeno persona che conosca e rispetti l’articolo 54 della Costituzione, che recita testualmente che “i cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore”. Quindi mi sembrava normale avvisare la collettività che tra i candidati in corsa a sindaco nel Comune dove risiedo, ce n’era uno indagato per turbativa d’asta e frode nei pubblici incanti rispetto allo stesso Comune per il quale si candidava a primo cittadino. Ieri era indagato e oggi è rinviato a giudizio e sotto processo.

Il fedele rispetto di questo articolo della Costituzione della Repubblica Italiana, legato al buon gusto e alla volontà di presentarsi di fronte la collettività senza macchie o ombre di possibili infausti risvolti giudiziari, avrebbe potuto evitare nella politica italiana il riproporsi di innumerevoli personaggi che in ultimo si sono rivelati pregiudicati. La presunzione d’innocenza vige fino all’ultimo grado di giudizio ma il buongusto è tutt’altra cosa. Comunque la mia “critica” e mi si permetta dire “temerarietà” nell’informare della posizione di un candidato rispetto la giustizia ha prodotto una serie di casuali eventi di fatto lesivi e restrittivi della mia libertà di informazione. Eventi letti dalla sottoscritta come tentativi di mettere un bavaglio mai andati a buon fine. E finché lo riterrò giusto, continuerò nella mia linea, senza paura. Fato vuole che vinse proprio il candidato oggi rinviato a giudizio con l’accusa di turbativa d’asta e frode, parlo del sindaco di Nemi Alberto Bertucci. Vox populi…, andai per stringergli la mano perché comunque avrei avuto a che fare con lui a causa della mia attività e perché comunque restava sempre e anche il sindaco del Comune che mi ospita. “Con Lei non parlo”, mi disse. E io ritenni che la sua reazione a caldo poteva essere anche comprensibile, in fondo fui l’unica giornalista a scatenare il caso. Ma mi accorsi quasi subito che non si trattava di una semplice reazione, era come se fossi stata iscritta un libro nero, mi sembrava di vedere “wanted” con la mia foto.

Infatti già dalle primissime sedute di consiglio comunale, mentre ad altri colleghi e giornali non fu negato di scattare foto e fare video, a me sì. Tentarono di umiliarmi come professionista quando, nonostante le mie formali e scritte richieste di videoregistrare il consiglio comunale o comunque fare fotografie, mi fu sistematicamente negato di svolgere la mia attività, senza motivare il diniego. Mentre altre testate, una in particolare molto vicina al sindaco, potevano fare tutto. Essendo persona che rispetta le regole, una volta capito che tutte le mie richieste sarebbero state negate, mi presentai alle sedute di consiglio munita di taccuino e penna. Per fortuna che più di un cittadino ha registrato e registra l’audio delle sedute che mi consentirà nelle opportune sedi di dimostrare la veridicità di quanto asserisco. Intanto, fui letteralmente estromessa dal mio diritto – dovere di ricevere informazioni istituzionali da parte del Comune di Nemi. Il responsabile ufficio stampa, consigliere di maggioranza Giovanni Libanori ritenne opportuno non inviarmi più i comunicati stampa del Comune. Non avrei potuto più dare notizie sull’andamento del palazzo comunale, perché o si pubblica tutto e subito o si viene eliminati (su questo ho delle email scritte a proposito).

Quindi sono finita per essere considerata colei che non voleva dare le “buone” notizie su Nemi, senza che si sapesse che in realtà mi è stato vietato di darne. Tentai di parlare con il consigliere di maggioranza Gianni Ibba, l’unico che mi saluta ancora, ma non ci fu nulla da fare, il “niet” era definitivo. Nel frattempo, quando dovetti recarmi in Comune per un semplice certificato presso l’ufficio anagrafe, caso vuole che feci un’anticamera dal sindaco in persona di ore ed ore per ottenere un semplice pezzo di carta, in un Comune quel giorno deserto (ricordiamo che risiedono duemila anime a Nemi), senza file.

Dopodiché in una delle sedute di Consiglio, addirittura il sindaco Alberto Bertucci ha chiesto ad alta voce ad un agente di polizia municipale di verificare se il mio cellulare stesse registrando. [ CLICCARE QUI PER ASCOLTARE LA REGISTRAZIONE OPPURE ANDARE IN FONDO ALL'ARTICOLO ] Insomma mi ha fatto perquisire, additandomi come la sovversiva che infrangendo il regolamento comunale registrava la seduta. Acconsentii alla richiesta dell’agente di consegnargli l’apparecchio (forse avrei dovuto rifiutarmi) perché non avevo nulla da nascondere e quest’ultimo verificò che il telefono era addirittura spento.

Ma oggi, per far capire il tenore della questione vi riporteremo uno stralcio di quella seduta, pervenutoci da un cittadino presente, che fortunatamente ha registrato tutto. Dico fortunatamente perché esistono ancora cittadini partecipi e attenti che non si lasciano intimorire da imposizioni dittatoriali. Nel frattempo mi arrivò addirittura una querela firmata dalla giunta di Alberto Bertucci a seguito di un articolo pubblicato sul mio giornale che affermava che il cimitero era chiuso quando invece doveva essere aperto. La vicenda si è conclusa con un’assoluzione nei miei confronti in quanto le accuse del sindaco di Nemi Alberto Bertucci, del vicesindaco Edy Palazzi e dell’assessore Pietro Pazienza sono risultate del tutto infondate. Chissà quanto ha pagato per le spese legali il sindaco?

Non vorrei che il vezzo di querelarmi alla fine si fosse ripercosso sulle tasche dei cittadini. E intanto la giunta di Alberto Bertucci ha palesato una mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini negando che il cimitero fosse chiuso domenica 28 ottobre 2012, ultima settimana che prelude alla festività di Ognissanti e alla commemorazione di tutti i fedeli defunti. Alle ore 16 i cancelli si presentavano chiusi e diversi visitatori rinunciarono all’idea di andare a trovare i loro cari.

Se la sottoscritta dovesse intentare una causa civile di risarcimento danni, chi pagherà le spese? I cittadini o Bertucci, Palazzi e Pazienza di tasca loro? Non contento, il sindaco Alberto Bertucci ha fatto affiggere manifesti dappertutto addirittura utilizzando l’indirizzo e-mail istituzionale per esortare i cittadini a denunciare la stampa (e la collettività sa bene a chi si riferiva il sindaco) e a intentare quindi una causa di risarcimento danni al fine di tirare su qualche centesimo per rimpinguare le casse comunali e dare servizi ai cittadini. Chi ha pagato la stampa di quei manifesti?

Sono madre di tre bambini che hanno dovuto subire l’umiliazione di vedere il proprio genitore oggetto di una vera e propria “gogna istituzionale” sulla pubblica piazza. E preferisco non ripercorrere e descrivere il clima di ostruzionismo che mi ha portato a trasferire i miei figli in un altro istituto scolastico presso un altro Comune per evitare di sottoporli al continuo stress dovuto da un clima avverso nei miei confronti nel Paese da parte di alcuni fedelissimi. Scuola esclusa.

Tra questi in prima fila, oltre agli stretti famigliari del primo cittadino, c’era Giovanni Libanori il quale mi ha notoriamente offesa anche sul suo social network pur senza fare il mio nome. “Pennivendola” e tante parolacce e calunnie che conservo e che la collettività mi ha “girato” riconoscendo nella sottoscritta l’unico destinatario. Oggi quest’azione è punibile penalmente.

Ma non è tutto. Sempre con il giornale L’osservatore d’Italia, abbiamo seguito, insieme a molti cittadini, la questione dello sbancamento in località Pentima Pizzuta a Nemi ad opera di uno dei maggiori sostenitori del sindaco in campagna elettorale finito poi con un sequestro della magistratura. Poi abbiamo sollevato il caso di una lottizzazione ai Corsi, purtroppo non lontana dalla mia abitazione, e abbiamo seguito la vicenda fino all’arrivo del diniego da parte dell’Ente Parco Regionale dei Castelli Romani. Tra gli attori di Pentima Pizzuta e dei Corsi ritorna il nome di Renzo Cavaterra detto Massimo il quale, fato ha voluto, ha iniziato a farsi sentire.

Dopo la pubblicazione degli tabella mi ha scritto numerose missive tra lettere e telegrammi dove veniva confusa la mia attività giornalistica con la mia persona fisica, confinante di terreno con Cavaterra (ahimé non lo sapevo ma quando seppi di essere sua vicina, continuai la mia attività giornalistica) e venivo invitata dal Cavaterra a non scrivere più tabella. A queste sono seguiti messaggi che conservo sul mio cellulare da parte della moglie di Cavaterra, dove mi minaccia palesemente e per i quali ho presentato un esposto.

La cosa grave è che Cavaterra Renzo, amico e sostenitore del sindaco Alberto Bertucci, ha addirittura presentato un esposto nei miei confronti chiedendo all’Ufficio Tecnico del Comune di Nemi di verificare presunte violazioni urbanistiche e di edilizia riferite alla mia casa. Ovvero se la mia casa sia stata edificata nel rispetto di tutte le norme previste. Dunque l’esposto non è su presunto abuso in corso mai esistito ma è stato avanzato per accertare presunte violazioni di urbanistica ed edilizia.

Premesso che ho acquistato (pago il mutuo) l’immobile dove vivo nel 2005 bello che fatto e che non vi ho apportato alcuna modifica strutturale, intendo narrare la solerzia nel dare seguito all’esposto di Cavaterra. Mi è stato chiesto di poter verificare il mio immobile e dato che non ho nulla da nascondere, senza mandato del magistrato, ho spalancato le porte a tutti e permesso le misurazioni della casa e del giardino. All’ispezione, il 22 gennaio del 2014 alle ore 10, c’erano tutti: Carabinieri, polizia locale e ufficio tecnico. Tutti molto gentili, l’ufficio Tecnico, con solerzia e attenzione come giusto che sia, ha misurato tutte le stanze, verificato le finestre, ha verificato i confini del giardino, tutto insomma. Ripeto facendo esplicitamente il suo lavoro. Dunque ho dovuto sopportare dal signor Cavaterra Renzo, amico e sostenitore in campagna elettorale di Alberto Bertucci, anche questo ennesimo atto.

Dopo tre mesi, trascorsi fino ad oggi, non conosco ancora l’esito del controllo di competenza, caso vuole, puramente AMMINISTRATIVA. Lo conoscerò e sono pronta a conoscere anche le eventuali e presunte violazioni. Ma ricordo che ho aperto le porte di casa senza problemi di sorta. Intanto, la valle del lago di Nemi prolifera di abusivismo edilizio, mi auguro soltanto che vengano controllate al medesimo modo e tutte a tappeto su esposti dei cittadini. Peccato che facemmo un servizio (con tanto di riprese video) nel quale un consigliere di maggioranza ha avuto il tempo di smontare una casetta sul lago. I controlli, fato ha voluto, sono arrivati dopo lo smontaggio.

Sugli abusi di Cavaterra pesa un’ordinanza di messa in pristino con relativo pagamento di multa. Ha pagato, ha rimesso in pristino? Ma non è tutto.

Non contento, Alberto Bertucci, ha sporto un’altra querela nei miei confronti a causa di un articolo dove evidenziavo e chiedevo chiarimenti allo stesso in merito al fatto che il sindaco Alberto Bertucci ha percepito una indennità piena in qualità di Sindaco pari a 1.353, 51 euro lordi al mese oltre di quando era vice sindaco e assessore negli anni precedenti e allo stesso tempo è risultato essere lavoratore a tempo determinato nel 2012 e negli anni precedenti.

La legge stabilisce (Tuel – Testo Unico degli Enti Locali) che un sindaco se è lavoratore dipendente e non ha richiesto l’aspettativa deve prendere l’indennità dimezzata del 50%. La mia è stata una richiesta di chiarimento, ma al giornale non sono arrivate richieste di rettifica o smentite. Purtroppo è arrivata un’altra querela. Chi pagherà il legale del sindaco Alberto Bertucci?

Risulta sull’albo pretorio del Comune di Nemi che l’avvocato che ha ottenuto ultimamente un mandato presso il Comune di Nemi sia lo stesso avvocato che ha difeso Alberto Bertucci nell’udienza preliminare del caso che lo vede imputato per turbativa d’asta contro lo stesso Comune che amministra e sempre lo stesso avvocato ha rappresentato Bertucci nella querela fatta contro la mia persona sull’articolo del cimitero di Nemi. Un caso che si è risolto con l’assoluzione a mio favore e quindi l’accusa in questo caso “ha perso”. Perché lo stesso legale difende l’amministrazione pubblica? Il soggetto pubblico preposto al perseguimento di un certo interesse pubblico deve agire osservando i contenuti ed i confini stabiliti dalla legge ed operare nel modo ritenuto come migliore possibile alla stregua dei criteri di adeguatezza, convenienza e opportunità. L'operatore pubblico è investito di ampie facoltà decisionali in relazione all'assetto da attribuire agli interessi ( pubblici, diffusi, privati) coinvolti nell'azione amministrativa Il soggetto pubblico può scegliere tra più comportamenti, tutti in astratto egualmente possibili e giuridicamente consentiti, quello maggiormente conforme per opportunità, adeguatezza o convenienza alla dimensione degli eterogenei interessi concretamente coinvolti, nell'ottica del perseguimento dell'interesse pubblico. La dottrina è andata alla ricerca del significato di opportunità, che da semplice attributo di un atto può assumere rilevanza come vizio sanzionabile. Nessuno ha mai saputo con precisione quali fossero queste regole meta- giuridiche e,comunque, non si è andati oltre l'affermazione che tali regole corrispondono ad equità, imparzialità e buona amministrazione, cioè quei principi ora enunciati nella legge n. 241/90.

Ma non è tutto, quasi sempre durante le sedute di consiglio, il mio quotidiano (che non viene esplicitamente chiamato per nome) viene appellato con dispregiativi. Il riferimento è comunque chiaro e inequivocabile, ma chi lo nomina si guarda bene dal fare nome e cognome. Dopo questo excursus di accadimenti, chiedo, ai lettori: quanto costa la libertà di stampa al giornalista e soprattutto alla collettività? Non volevo tacere su questi fatti salienti (sono molti e non li ricordo tutti). In Italia periodicamente c’è un giornalista malmenato, minacciato o addirittura ucciso. Così è se vi pare. Aspetterò di collezionare altre azioni che mi vengono avanzate da coloro che per la natura della mia attività giornalistica sono protagonisti dei mie tabella di critica e di cronaca. Ma il bavaglio non lo metterò mai.

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NEMI, PROVINCIALE NEMORENSE: IL TAR DICE AL COMUNE COME COMPORTARSI

Chiara Rai

Nemi (RM) – Ecco qua, di nuovo L’osservatore laziale non ha parlato a vanvera quando ha pubblicato degli tabella a seguito della frana sulla via Nemorense verificatasi tra il 3 e il 4 aprile notte. 

In merito alla condizione della provinciale Nemorense e agli atti intrapresi dal Comune di Nemi interviene il Tar Lazio con una ordinanza che sostanzialmente contesta il “modus operandi” del Comune: “è necessario che il Comune di Nemi convochi, con urgenza, una Conferenza di servizi coinvolgendo la Provincia di Roma, il Genio Civile e la parte ricorrente per definire le modalità, i termini e i soggetti obbligati alla predetta messa in sicurezza delle opere disposta dall’Amministrazione”. 

[ CLICCARE QUI PER LEGGERE L'ORDINANZA DEL TAR LAZIO ] 

L'ordinanza è del 2 agosto 2013 e si riferisce alle ordinanze sindacali emesse dal sindaco Alberto Bertucci dove sostanzialmente intima ai privati che hanno i terreni sul costone della via Provinciale Nemorense di mettere in sicurezza le aree colpite dalla calamità naturale. Ma secondo il Tar l’ordine di messa in sicurezza “in urgenza” ad opera dell’amministrazione di Alberto Bertucci appare generico, “senza specifica indicazione del termine – si cita testualmente dall'ordinanza –  nonché della mancanza di specifiche indicazioni delle tipologie di opere per la messa in sicurezza e sistemazione della scarpata”. 

Dunque, il 24 maggio scorso, quando abbiamo scritto che la situazione si presentava complessa con uno “scenario di case che sembrano sull’orlo di scivolare giù” e quando, il 30 maggio, abbiamo evidenziato che è stata messa una “coperta al costone” da parte dei privati e che la Provincia era all'oscuro di tutto, in realtà si è evidenziato quel “modus operandi” fai da te .

Cioè si sarebbe potuta convocare immediatamente una conferenza dei servizi  con “Provincia di Roma, il Genio Civile e la parte ricorrente per definire le modalità, i termini e i soggetti obbligati alla predetta messa in sicurezza delle opere”. Ma è dovuto intervenire il Tar per dire al Comune di Nemi come ci si comporta di fronte a calamità naturali che colpiscono una arteria le cui competenze e la cui proprietà appartiengono a soggetti diversi dal Comune stesso. 

Tant’è. Intanto dei pali di castagno trapuntano il costone. Chi avrà deciso di metterli? E per di più abbiamo notato come le transenne che interdicono un senso di marcia della carreggiata ( la chiusura di metà della carreggiata è stata disposta dalla Provincia) siano sensibili ai week end e ai “grandi eventi”.

Durante la Sagra delle Fragole ad esempio, le transenne sono state letteralmente spostate e accostate il più possibile accanto al costone per permettere alle macchine di passare. La Provincia lo sapeva? La stessa dinamica si è verificata durante i campionati di Cross Country.  Ancora una volta sembra che la sicurezza e incolumità dei cittadini venga messa da parte. Vedremo adesso, se con l'ordinanza del Tar il Comune provvederà a eseguire quanto prescritto. 

 

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NEMI, CROSS COUNTRY: LE CONSIDERAZIONI DI UN CITTADINO

Redazione

Riceviamo e pubblichiamo la email ricevuta da un cittadino di Nemi

Nemi (RM) – Egregio Direttore, come cittadino di Nemi sono profondamente indignato per il grave disagio arrecato alla popolazione dalla corsa delle Mountain bike. Per tre giorni i residenti del centro storico sono stati assediati da un’orda di ciclisti che hanno stravolto la vita della popolazione. E poi vogliamo parlare dei costi di questa manifestazione: 3.500 euro di contributo del Comune agli organizzatori, il consumo di acqua e gas per le docce degli atleti, la pulizia straordinaria di locali pubblici e privati  ed infine i maggiori oneri per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. Chi paga per questo? I cittadini di Nemi? Chi ci guadagna da tutto questo? I commercianti di Nemi che sono una assoluta minoranza rispetto al totale della popolazione. Io non voglio pagare questi costi aggiuntivi. Facciamoli pagare ai commercianti o al Sindaco che tanto si lustra con simili manifestazioni.

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NEMI, QUESTIONE I.L.C.E.S.A.: TUONA L'EX SINDACO VAIRO CANTERANI

C.R. 

Nemi (RM) – Il 22 maggio si è tenuto un consiglio comunale straordinario condotto con modalità a dir poco criticabili da parte del sindaco di Nemi Alberto Bertucci che, probabilmente folgorato dalla presenza della telecamera di un giornale online che gli è sempre stato affianco, ha dato vita ad una seduta a dir poco convulsa in occasione della quale sono stati costantemente chiamati in causa gli ex amministratori, ma soprattutto, l’ex sindaco Vairo Canterani “colpevole” di aver fatto spendere all’Ente 300 mila euro quale risarcimento del danno provocato alla società I.L.C.E.S.A..

La società, non ha potuto costruire un complesso edilizio sul terreno edificabile acquistato perché la giunta Canterani ha perseguito una politica di tutela del verde, e attraverso varianti al Piano regolatore ha evitato l’edificazione di migliaia di metri cubi da parte di questa società e di altri imprenditori interessati a costruire a Nemi.

Canterani ha rispedito al mittente le accuse di Alberto Bertucci e Giovanni Libanori e soprattutto ha condannato il gesto di Bertucci di aver spedito un sms a tutti i cittadini prima del Consiglio comunale, invitandoli a venire a sentire i danni causati dagli ex amministratori.

Canterani ha altresì messo in evidenza la dinamica che il duo Bertucci – Libanori hanno messo in atto per “mettere un cappello sulla loro incapacità amministrativa”.

Infatti, durante il Consiglio Comunale il consigliere, ex aspirante presidente del Consiglio Comunale, Giovanni Libanori ha messo in allerta i cittadini dicendo che se ci saranno aumenti dell’Imu, se non ci sarà il gasolio a scuola se la Tarsu verrà aumentata sarà colpa delle amministrazioni precedenti (e soprattutto di Canterani) che, sostanzialmente, non hanno saputo gestire il contenzioso e soprattutto Canterani ha provocato lo stesso “perseguitando” questa società con ben quattro varianti al piano regolatore.

Il sindaco Alberto Bertucci ha cadenzato le sue accese e convulse parole sbattendo i pugni sul tavolo, anche nel momento in cui hanno parlato i due consiglieri di opposizione. “Fatto ancor più grave accaduto – ha detto Canterani – è che sia Giovanni Libanori che Alberto Bertucci hanno fomentato l’odio nei cittadini addossando tutte le mancanze future su Canterani in un momento storico di crisi economica e lavorativa”.

E ancora Vairo, nel video allegato in fondo al presente articolo, ha detto rivolgendosi direttamente a Bertucci: “Che sbatti i pugni sul tavolo? Che sbatti? Mi sembri un coniglio mannaro”.

E dopo avergli ricordato che lui è un sindaco “inquisito” mentre Vairo non lo è mai stato, gli dà  anche del podestà : “Caro podestà – aggiunge Canterani –  il presidente del Consiglio sei tu, perché dai e togli la parola a tuo piacimento”. E poi lo invita a ricordarsi di tutte le promesse mancate, in primis la commissione edilizia che avrebbe dovuto costituire nelle primissime sedute di Consiglio e non l’ha fatto: “La commissione edilizia non l’hai fatta più – dice il leader di Nemi per Sempre –  perché vuoi gestire tutto da solo, caro podestà.

Tu ti dovresti dimettere perché non puoi rappresentare un Ente che hai danneggiato, caro inquisito Bertucci. La morale per gli uomini perbene viene prima del diritto. Ma tu sei troppo legato alla poltrona e questo l’hanno capito anche i selci. Piantala perché ho sentito delle parole brutte da qualcuno e fai attenzione perché stai creando il mostro e se dovesse accadere qualcosa ne porterai il peso delle responsabilità”.  Poi Canterani, si è anche soffermato a spiegare la presunta “colpa” di aver costruito la scuola in piazza Roma, una struttura trionfalistica a dire del sindaco, mal ubicata. Prima del cantiere della scuola ancora non terminato c’era un’altra scuola ha spiegato l’ex sindaco. Un parallelepipedo di quattro piani che impediva la visuale del corso e del panorama circostante”. A causa di calamità naturali accadute, la scuola ne uscì deteriorata, quasi distrutta e l’allora sindaco Canterani, a sua detta, non fece altro che far ricostruire lì un’altra scuola (perché quello era il suo “dovere”) ma più bassa e con criteri moderni e spaziosa come dovrebbe essere un edificio scolastico che si rispetta.

“Caro cattolico Bertucci, caro cattolico Libanori – conclude Canterani –  fate odiare la gente onesta dai cittadini, avete creato un capro espiatorio a vostro piacimento per coprire le vostre incapacità”. Diversi altri temi sono stati affrontati da Canterani e possono essere visionati nel filmato.  [ PER VEDERE IL VIDEO DIRETTAMENTE SU YOU TUBE CLICCARE QUI ]

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NEMI CASO INDENNITA’ SINDACO BERTUCCI: I NON CHIARIMENTI DEL PRIMO CITTADINO DOPO SETTE GIORNI DI SILENZIO

Chiara Rai

Nemi (RM) Lei signor Sindaco, ha fatto un manifesto di non chiarimento. Il suo tentativo di “buttarla in caciara” come si dice dalle parti di noantri può riuscire, forse, per la sua stretta cerchia di cittadini che credono che quello che lei afferma sia oro colato.

Ricordiamo ancora quando è uscita la notizia che lei, signor Sindaco, risultava indagato per turbativa d’asta e frode nei pubblici incanti e utilizzando le solite parole, degne di uno scarno vocabolario, “invidia, giornalino ecc.” dichiarò testualmente che erano tutte falsità e che la vicenda era archiviata.

Invece Signor Sindaco non si è archiviato un bel niente, anzi per lei si sono aperte le porte di un processo penale tutt’ora in corso che, nel bene o nel male, porterà ad un esito. Solo che la giustizia ha tempi lunghi e per questo lei può “buttarla in caciara” tanto la sua poltrona non gliela tocca nessuno, e quanto ha sudato per raggiungere quell’agognato scranno.

Dopo la vergogna del pulmino è arrivata la storia della doppia indennità: risulta che lei prende il doppio di quanto stabilisca la legge, in quanto per il 2012 (anno di cui abbiamo le carte) lei è risultato nella lista Inps degli Otd (operai a tempo determinato) e la legge è molto chiara in proposito: chi risulta dipendente deve percepire il 50 per cento dell’indennità o dello stipendio (come lo vuole chiamare) a meno che non abbia richiesto l’aspettativa.

Adesso, le parole sono superflue perché probabilmente chi di dovere sta già indagando.

I suoi non chiarimenti appaiono tanto ridicoli quanto diffamatori nei confronti della testata che mi pregio di dirigere.

Se siamo un giornalino perché ci ha denunciati? I giornalini non valgono nulla eppure lei quante volte ha dovuto dare le sue “non spiegazioni” a seguito di nostri tabella! La sua eclatante volontà di sminuire il giornale, missione inutile e carnascialesca, come i costumi indossati da certi giullari dalle orecchie a punta che bazzicano in paese, le riempie la bocca di notizie false, tendenziose e diffamatorie nei confronti del giornale.

E per le sue esternazioni mi riservo di adire alle vie legali e la diffido dal continuare a tentare di gettare discredito sul quotidiano del quale non ha neppure il coraggio di fare il nome.

Altro che giornaletto politico! Il nostro è uno stimato quotidiano d’inchiesta che non le va giù perché solleva questioni molto gravose che, guarda caso, interessano la sua persona e talvolta certi roditori dalle orecchie lunghe che si auto deridono da soli e che sono ben noti perché appartengono ad un celebre partito, come dire “entreneuse”, oggi orfano politico.

Pensi piuttosto alle sue vicende a cui far fronte. Poi mi chiedo, perché mai ha dimenticato di citare il quotidiano Il Tempo sul quale la sottoscritta scrive da circa dieci anni e che su questa vicenda ha pubblicato ben due tabella?

Signor Sindaco, lo sa che le bugie hanno le gambe corte? Ma lei risponde con un manifesto che non dice nulla, dice solo l’ovvio, cioè quello che abbiamo affermato noi, ovvero che percepisce millezerodieci e rotti euro pari a 1.353,51 euro lordi (così come chiaramente specificato). [ Articolo del 24/04/2013 NEMI, UN CASO DA CHIARIRE SUBITO: IL SINDACO RISULTA PERCEPIRE IL DOPPIO DI QUANTO DOVREBBE ]

Il problema è che risulta che in otto mesi avrebbe dovuto percepire la metà del suo dichiarato “stipendio mensile” ovvero, da Sindaco, risulta aver percepito circa seimila euro in più.

E quando era vicesindaco? Qualcuno le ha detto che tutti i nodi vengono al pettine? E poi, mi lasci dire che a volte in Comune è meglio esserci meno assiduamente di lei che si pregia d’esser l’usciere, almeno si eviterebbero tanti episodi.

E intanto i cittadini si ritrovano: Un albo pretorio del Comune che pubblica gli atti quando si ricorda. Una incuria diffusa, il proliferare di abusi edilizi e conseguenti sequestri, la scuola con perdite d’acqua pari ad allagamenti, in inverno i bambini con 14 gradi in classe a battere i denti, le buche per le strade di periferia, gli alberi di Natale in piazza quando è primavera, residui di addobbi di Pasqua penzoloni sugli arbusti, le assunzioni chiacchierate, l’ufficio anagrafe, stato civile ecc. neanche a parlarne. L’organizzazione degli eventi che vede figli e figliastri, le aggressioni verbali alle dipendenti del Comune, la scuola in costruzione rimasta uno squallido cantiere pericoloso e spesso sudicio. I lavori della strada del Lago che urlano vendetta tanto che qualche frana già ha fatto capolino.

Vede, questa si chiama cronaca che le piaccia o no. I suoi “non chiarimentiha provveduto a farli pubblicare da un reale giornaletto online ai suoi servizi che ha pubblicizzato anche la sua campagna elettorale. Quanti soldi spesi per quelle vele e banner luminosi signor Sindaco.

Ma la nostra è solo invidia, di che cosa e di chi poi, quando avrà tempo ce lo spiegherà. Nel rispetto della cittadinanza, provi a dare una risposta seria anziché fare come certi giocolieri che usano le parole per fomentare le risa.  

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NEMI (RM), QUANDO TRADIZIONE E CULTURA NON VANNO IN SCENA.

Nemi (RM) – Due volte che la RAI rende protagosita Nemi nel programma Mezzogiorno in famiglia. Una bellissima occasione per il paese delle fragole che però ha lasciato “dispiaciute” alcune persone del paese.  Lo scorso 16 aprile abbiamo pubblicato un articolo in cui elogiavamo Nemi e i suoi protagonisti e allo stesso tempo commentavamo il fatto che nel corso delle due puntate non si sono visti tutti gli artisti di Nemi. [ NEMI, "MEZZOGIORNO IN FAMIGLIA": GRANDE SUCCESSO PER IL PAESE DELLE FRAGOLE ]

Sulla scia di questo articolo è pervenuta alla nostra redazione una nota dello storico gruppo folkloristico nemese “U REMBOMBU” che si rivolge con una lettera aperta direttamente al sindaco e all'assessore alla Cultura.

Ecco la nota:

Leggendo l’articolo giornalistico, dedicato al grande successo ottenuto da Nemi  nella trasmissione “MEZZOGIORNO IN FAMIGLIA”,programma televisivo che da sicuramente risalto al paese sia per l’aspetto turistico che culturale, ho notato un certo malcontento, per non aver potuto ammirare sotto  i  riflettori della televisione, diverse artiste di Nemi, meritevoli senz’altro di apprezzamento. Dispiacersi  perchè  due  artiste di Nemi,  dedite all’opera  di marmellate ed a lavori di cultura, non hanno avuto la loro apparizione lo trovo anche giusto, però c’è anche  chi il dispiacere lo sente direttamente. Infatti, anche al gruppo  di danza popolare “U REMBOMBU” DISPIACE, non tanto di non essere ammirato tramite la televisione, in un programma di successo, quanto per il DISINTERESSE dimostrato dall’amministrazione comunale. Ormai, sono ben 13 anni che, le amministrazioni comunali succedutesi, non rivolgono il minimo interesse a quello che è il vero gruppo folclorico di Nemi.  Il gruppo quest’anno compie il 30° anno della sua fondazione, nel corso di questi anni è cresciuto culturalmente e tecnicamente, ottenendo prestigiosi riconoscimenti  come quello di “GRUPPO DI DANZA POPOLARE DI INTERESSE NAZIONALE” e riconoscimento come quello di “PADRE DEL FOLCLORE” ad un suo componente. Il gruppo iscritto alla F.I.T.P è ormai noto sia in Italia che all’estero, ed ha fatto conoscere ed apprezzare  quelle che sono le VERE TRADIZIONI LOCALI, basti ricordare la ricercatezza dedicata al costume che i componenti del gruppo indossano, oppure allo studio e la successiva interpretazione  di tradizioni e aneddoti di Nemi attraverso i balli , la recitazione, la musica ed il nostro dialetto. Ha organizzato scambi e gemellaggi con altri gruppi, ospitando anche a Nemi decine di formazioni folclori che. Tutto questo è stato possibile grazie agli enormi sacrifici personali dei singoli, che hanno attinto risorse dalle loro stesse tasche, non ricevendo più da anni aiuti pubblici.  Grazie anche a comuni cittadini ed attività commerciali che hanno creduto e che tutt’ora credono in questa realtà.  Persino l’impegnativa attività delle prove settimanali è stata affrontata, per nostra fortuna, grazie alla sensibilità ed alla generosità  del parroci che hanno messo a disposizioni i locali della nostra parrocchia, ai quali, va il nostro sentito e profondo ringraziamento. Ogni anno, (vedi lettere inviate all’ufficio del protocollo del Comune), il gruppo ha offerto collaborazione ed ha richiesto spazi e contributi. A QUESTE RICHIESTE NON C’E’ STATA MAI UNA RISPOSTA ne scritta ne verbale. IL DISPIACERE di tutti i componenti de “U REMBOMBU” nasce dalla consapevolezza di essere meritevoli di riconoscenza da parte delle amministrazioni comunali  di Nemi  e che purtroppo, anche se all’inizio dell’insediamento, non sembrava, anche questa “nuova” amministrazione risulta SORDA E CIECA o FA FINTA DI NON SENTIRE NE VEDERE. Tanti cittadini di Nemi e non solo, con rammarico, hanno notato l’assenza del gruppo  nel programma televisivo in corso di ripresa in questi giorni, ma anche in precedenti programmi televisivi e soprattutto l’assenza  nelle iniziative culturali  del paese.  Chi meglio de “U REMBOMBU” può ritrarre  Nemi  in termini di folclore, di usi, di costumi e tradizioni?  Io che rappresento il gruppo sono certa che la risposta sta in ciò che il gruppo presenta ed esprime  al pubblico ogni qual volta si esibisce. A questa domanda, però, non dovrei rispondere io, (pecco di orgoglio) vorrei, anzi, tutto il gruppo vorrebbe una risposta da chi ne ha il dovere o  la buona educazione di rispondere almeno all’ultima lettera inviata al sindaco ed all’assessore alla cultura il 28 agosto 2012, la quale concludeva dicendo: “Siamo fin d’ora in attesa di una risposta confortante, che apra un nuovo capitolo nei rapporti tra il gruppo e l’ente locale.”

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NEMI, SITUAZIONE DEL PERSONALE DIPENDENTE: IL COMANDANTE DELLA POLIZIA LOCALE DI BELLA: "LA RIUNIONE ODIERNA SIA IL MOMENTO ZERO"

C.R.

Nemi (RM) – Oggi pomeriggio si terrà in Comune la riunione delle organizzazioni sindacali, i rappresentanti interni dei sindacati e l’amministrazione per snocciolare le criticità legate al personale del Comune.

A dissentire sulla nota del sindacalista Italo Tedeschi è il comandante della Polizia Locale Gabriele Di Bella il quale, riguardo il Comando che dirige, annuncia una messa in campo di progetti condivisi con i dipendenti e Amministrazione comunale che mirano anche ad una razionalizzazione delle spese precedenti e ad un sostanziale miglioramento e innovazione del servizio reso ai cittadini, a partire dai più piccoli.

La razionalizzazione, ha spiegato Di Bella, potrà essere impiegata a favore di progetti che vedono protagonisti i dipendenti stessi. La ricetta del nuovo Comandante Gabriele Di Bella, con lunga esperienza capitolina e 15 anni nel sindacato, si presenta rivoluzionaria per il paese turistico delle fragoline.

Perché pensare alla progettualità? “Perché il progetto – dice Di Bella – si può misurare. E se poi nelle iniziative prese in piena autonomia gestionale s’incontra anche un interlocutore politico che non si interpone ma, come successo con l’attuale sindaco, condivide il percorso, allora si può essere in grado di offrire alla cittadinanza un servizio a 360 gradi”.

Ma quali sono questi obiettivi? "Certamente, – prosegue il Comandante – quello di raggiungere una sicurezza partecipata attraverso una organizzazione che coinvolge la cittadinanza tutta, a partire dai più piccoli. Ciò al fine di abbattere i tempi d’intervento e garantire quella sicurezza e decoro che non si deve limitare solo al compiacimento della vista dei residenti ma deve meravigliare “gli occhi del mondo”.

Per dirla breve, Di Bella è fermo su un punto rispetto alla situazione di caos che invece descrive Tedeschi: “Abbiamo le idee molto chiare – continua il Comandante della Polizia Locale di Nemi – i diritti e i doveri dei dipendenti devono camminare sullo stesso piano e sebbene dappertutto, il quadro generale fotografa una situazione sotto organico, voglio affermare con assoluta soddisfazione che “i responsabili part – time”, in realtà sono disponibili 24 ore su 24”. Insomma Gabriele Di Bella garantisce che con la riunione odierna si potrà delineare un momento zero per una ripartenza all’insegna anche dell’inovazione. Infatti, a breve verrà riconsegnata la sede della Polizia Locale ristrutturata sul corso Umberto I e, dal mese di marzo, partiranno anche quattro cicli di formazione: l’11 – 12 e 13 marzo inizierà il corso online di formazione del personale. Inoltre la Polizia Locale verrà dotata di mezzi strumentali per la partenza dell’Autovelox.

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NEMI, SOPRA LA PIAZZA LA TALEA CAMPA, SOTTO LA PIAZZA L’ABETE CREPA

Redazione

Nemi (RM) – Ancora fa parlare il povero vecchio abete di Natale, arrivato ormai alle soglie della Santa Pasqua, acciaccato ma oggetto di ispirazione di una satira politica che anche questa volta noi de L'osservatore laziale vogliamo accogliere perchè quasi sempre la satira politica è espressione degli umori dei cittadini. Dunque, buona lettura

Riceviamo e pubblichiamo:

"Siamo ormai nel mese di marzo e le talee di conifere alte cinque metri sono ancora al loro posto. A questo punto i cittadini si domandano: vuoi vedere che quella gran volpe del Sindaco ha trovato il modo di incrementare l’afflusso turistico istituendo per la prima volta in Italia, (ma che Italia, in  Europa, no, no, al Mondo) l’Albero di Pasqua!!!! Plaudendo a questa lodevole iniziativa (che integra e sviluppa la sperimentazione avviata nel mese di dicembre), alcuni cittadini ritengono opportuno sostituire i fiocchi rossi (dispensatori delle sostanze atte a favorire l’attecchimento delle talee), con graziosi coniglietti, appesi chiaramente per le parti dove non batte il sole, onde favorire ulteriormente la traslocazione delle suddette sostanze.

A margine, si segnala che l’Amministrazione comunale (si mormora nella persona del Primo Cittadino), ha ritenuto opportuno utilizzare un abete con le radici per allestire l’albero di Natale nella scuola: si presume, ritenendo inopportuno sacrificare abeti di 10/15 anni per questo scopo, per educare gli alunni al rispetto della natura e dell’ambiente. Purtroppo non è andata così: dal 7 gennaio al 3 marzo, l’abete con le radici (con il suo bel vaso), ha stazionato irrimediabilmente secco davanti l’ingresso delle scuole. Ora giace sotto Mamma abete che lo piange a calde lacrime. Bell’insegnamento agli alunni!!!

P.S. Protocollo per la rimozione degli abeti: un camioncino, una scala a libretto di due metri, una motosega con catena ben affilata, tre operai comunali (ne basterebbe uno, ma abbondiamo), un pizzico di buona volontà."

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NEMI, IL TRAVAGLIATO SCUOLABUS E' ANCORA INUTILIZZATO

[ CONSULTAZIONE ACI SU DATI IMMATRICOLAZIONE DEL PULMINO ]

 

Angelo Parca

Nemi (RM) – Circa 60 mila euro che giacciono in un parcheggio a Nemi da oltre un anno. Si tratta di un pullman di 30 posti nuovo di zecca acquistato nel 2011 dal commissario prefettizio Fabio Maurano che avrebbe dovuto fungere da scuolabus, facendo di fatto risparmiare l’Ente e i cittadini che si avvalgono della ditta privata Schiaffini per il servizio. Molti nemesi si chiedono il motivo di tanta attesa e sono preoccupati che il loro mezzo nuovo acquistato dal Comune finisca col deteriorarsi. “E’ come avere una Ferrari e utilizzare un calesse”, si dice in piazza. Di fatti il primo cittadino Alberto Bertucci, riconosce il problema che in nove mesi di amministrazione post commissariamento ancora persiste: “E’ vero – ha dichiarato il sindaco di Nemi al quotidiano Il Tempo – lo scuolabus è fermo da mesi ma stiamo cercando di risolvere la questione”. Bertucci ricorda che a perfezionare l’acquisto del mezzo è stato il commissario straordinario Maurano: “in quella fase – prosegue – un anno e mezzo fa, è stato commesso un errore nell’immatricolazione e quindi lo scuolabus oggi non può espletare il trasporto pubblico. Stiamo affrontando anche questa emergenza, siamo certi di riuscire a mettere presto in servizio il pulmino che, posso garantire, pur fermo da tempo è integro e perfettamente funzionante”.

Un fatto è certo, questo pullman risulta immatricolato dall’Ente Comune di Nemi il 26 ottobre del 2011 con classe d’uso “Autobus, privato trasporto persone”. Oltre al presunto errore di immatricolazione, si può escludere che il pullman, di fatto, non rispecchi i requisiti tecnici per il servizio di scuolabus?

Di certo c’è soltanto il travagliato trascorso che ha portato il Comune all’acquisizione del tanto desiderato e ambito pulmino, la cui prima gara d’appalto sarebbe stata addirittura turbata dall’allora vicesindaco Alberto Bertucci nel 2010.

Di fatti pende tutt'ora sul sindaco un procedimento penale per turbativa d’asta e frode nelle pubbliche forniture proprio in relazione all’acquisto del mezzo. Addirittura, all’epoca, dopo l’aggiudicazione, la Car Ind srl di Mauro Cesaretti consegnava un veicolo diverso da quello oggetto della gara perché avente solo 19 posti anziché i 30 indicati nell’atto di aggiudicazione. Da qui, l’intervento del commissario prefettizio che ha ricominciato tutto d’accapo. Riuscirà a scaldare i motori il nuovo mezzo e a rendere il servizio per cui è stato acquistato?

[ CONSULTAZIONE ACI SU DATI IMMATRICOLAZIONE DEL PULMINO ]

 

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