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Cronaca

Tre malviventi assaltano una tabaccheria, il titolare ne ammazza uno: Salvini spera possa usufruire della nuova legge sulla legittima difesa

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Furto con sparatoria, nella notte, a Pavone Canavese, alle porte del quartiere San Bernardo di Ivrea. Tre persone hanno tentato l’assalto ad una tabaccheria: il titolare, che abita sopra il locale, è uscito con una pistola e ha ucciso uno dei malviventi. Ascoltato in procura, nei suoi confronti non sono stati presi al momento provvedimenti.

Potrebbe beneficiare della nuova legge sulla legittima difesa

La sparatoria è avvenuta poco dopo le 3 in via Torino. Sarebbero stati sparati sette colpi. La vittima è un uomo originario della Moldavia. I due complici sono riusciti a scappare.

Il tabaccaio è stato indagato dalla procura di Ivrea per eccesso colposo di legittima difesa. Secondo una prima ricostruzione della polizia, l’uomo, che abita sopra la tabaccheria, ha sentito dei rumori ed è sceso armato. Di fronte ai tre uomini muniti di palanchino, ha fatto fuoco dalla soglia del locale colpendo al petto la vittima, un incensurato. Questa mattina è stato ascoltato in procura.

“Totale solidarietà al tabaccaio, che spero possa fruire della nuova legge che garantisce la legittima difesa a tutti”. Lo ha detto Matteo Salvini riguardo al tabaccaio che a Ivrea ha sparato e ucciso un uomo che, secondo la prima ricostruzione, cercava di rubare nel suo negozio.

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Covid-19, il ministero dell’Interno precisa: si a camminata genitore-figli minori purché nei pressi dell’abitazione

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Un solo genitore può camminare con i figli minori “purché in prossimità della propria abitazione”. Lo precisa l’ennesima circolare inviata dal Viminale ai prefetti per fornire “chiarimenti” sul divieto di assembramento e spostamenti. Si tratta di indicazioni, spiega il capo di Gabinetto, Matteo Piantedosi, da trasmettere alle forze di polizia “quotidianamente impegnate nella ricerca di un giusto equilibrio tra l’attenta vigilanza sulla corretta osservanza delle misure e la ragionevole verifica dei singoli casi”. E non sono giorni semplici per gli operatori in divisa che anche ieri hanno controllato ben 222.450 persone e 88.611 esercizi commerciali per verificare il rispetto delle misure per il contenimento del virus.

Quasi 6.500 sono state denunciate, 15 delle quali per aver violato la quarantena (queste ultime ora rischiano il carcere da 1 a 4 anni per aver attentato alla salute degli altri cittadini). Dall’11 marzo sono state controllate complessivamente 3.449.291 persone e 1.566.961 esercizi commerciali. In totale oltre 142mila i denunciati. Negli ultimi 5 giorni 272 sono stati sanzionati per violazione della quarantena. Sono dunque tanti ancora gli italiani che non rispettano le prescrizioni; in diversi casi ci sono poi dubbi sull’interpretazione da dare ai divieti.

Da parte dei cittadini ed anche delle forze dell’ordine. Ed ecco che la nuova circolare prova a chiarire, auspicando “valutazioni ponderate rispetto alla specificità delle situazioni concrete”. Una delle esigenze emerse nel Paese è quella di concedere ‘un’ora d’aria’ ai bambini. Sul punto, il ministero precisa che ad un “solo genitore” è consentito “camminare con i propri figli minori in quanto tale attività può essere ricondotta alle attività motorie all’aperto, purché in prossimità della propria abitazione. La stessa attività può essere svolta, inoltre, nell’ambito di spostamenti motivati da situazioni di necessità o per motivi di salute”.

Il documento del Viminale ricorda poi che restano off limits parchi e giardini e che “l’attività motoria generalmente consentita” non va intesa soltanto “come equivalente all’attività sportiva (jogging), tenuto anche conto che l’attuale disposizione di cui all’art. 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 9 marzo scorso tiene distinte le due ipotesi, potendosi far ricomprendere nella prima il camminare in prossimità della propria abitazione”.

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Cronaca

Donna in gravidanza si presenta in ospedale con sintomi covid-19 e rifiuta il tampone: intervengono i carabinieri

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BOLOGNA – Questa mattina, la Centrale Operativa della Compagnia Carabinieri di Molinella (BO) ha ricevuto una richiesta d’intervento dai sanitari del 118 dell’Ospedale di Bentivoglio (BO), perché si trovavano alle prese con una donna in stato di gravidanza che, giunta al Pronto Soccorso, si era rifiutata di sottoporsi al tampone faringeo per la diagnosi del coronavirus, pur avendo tutta la sintomatologia del caso.

Appresa la notizia, i Carabinieri della Stazione di Bentivoglio (BO), si sono diretti velocemente sul posto e al loro arrivo sono stati sottoposti ad una scrupolosissima e professionale procedura di vestizione dei dispositivi di protezione individuale (DPI) che il personale sanitario è tenuto a usare per proteggersi quando si prende cura di pazienti con affezione o sospetta affezione da Covid-19.

Alla vista dei Carabinieri, stranamente vestiti come da infermieri, ma con gli “alamari in mostra” la donna ha cambiato rapidamente idea e si è fatta sottoporre al tampone. La situazione è tornata alla normalità.

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Cronaca

Ancona, commemorazione nazionale vittime Covid 19: anche il sindaco Mancinelli in silenzio davanti alla casa comunale

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ANCONA – Un minuto di silenzio carico di significato, di dolore e sgomento, di condivisione autentica e   commossa quello che ha unito i sindaci d’Italia alle ore 12, questa mattina, davanti alle sedi comunali con le bandiere abbassate a mezz’asta in segno di lutto, per piangere le vittime che il Covid-19 in poche settimane ha prodotto nel nostro Paese, e in molti altri in Europa e in ogni continente.

Ha risposto anche il sindaco di Ancona, Valeria Mancinelli, all’appello che ‘Associazione nazionale Comuni italiani ha lanciato a tutti i sindaci, “per ricordare le vittime dell’epidemia, per onorare gli operatori sanitari e per darsi reciproco sostegno,  guardando al futuro con speranza”.  Con indosso la fascia tricolore, in piedi da sola sulla scalinata del palazzo municipale (la “casa comune” ) – con Maurizio Bedeschi,  rappresentante di  Anci Marche, al lato opposto-    il sindaco Mancinelli ha osservato il silenzio con lo sguardo puntato verso le bandiere e con il pensiero rivolto -a nome dell’intera comunità-  a tutti coloro che l’epidemia si è portata via.  “ In tutta Italia con questo momento di raccoglimento-  ha sottolineato poi ai (pochi) presenti, tutti giornalisti-  vogliamo ricordare coloro che ci hanno lasciato nell’ambito di questa tragedia. E’ un momento significativo per rendere collettivo quello che non è un dolore privato, bensì di una intera comunità.  Questo dolore può trasformarsi in energia positiva se produrrà in tutti noi una rinnovata consapevolezza e un senso di responsabilità  forte.  Perchè nessuno si salva da solo” 

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