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Anguillara Sabazia: scuola, cittadella del sociale e sviluppo del territorio: sabato mattina l’incontro pubblico tra cittadini e politica

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Sabato 7 dicembre alle ore 10.30 ad Anguillara Sabazia presso l’agriturismo Zugarelli in via Comunale di San Francesco, 2590

ANGUILLARA SABAZIA (RM) – Facciamo crescere la partecipazione per colmare la mancanza di dialogo con la cittadinanza. Questo l’obiettivo dell’incontro aperto al pubblico che si terrà sabato 7 dicembre alle ore 10.30 ad Anguillara Sabazia presso l’agriturismo Zugarelli in via Comunale di San Francesco, 2590.

A sviscerare temi che ormai fanno parte delle criticità croniche della città – scuola, cittadella del sociale e sviluppo del territorio – saranno i consiglieri comunali Antonio Fioroni del gruppo misto e il capogruppo del PD Silvio Bianchini. Interverranno inoltre il consigliere della città Metropolitana di Roma Capitale Giovanni Libanori, l’onorevole Luciano Ciocchetti già Vicepresidente della Regione Lazio e il Presidente di AnguillaraSvolta Sergio Manciuria, oltre a rappresentanti dell’associazionismo cittadino.

All’incontro è stato inoltre invitato a partecipare anche il consigliere di maggioranza con delega alla scuola Massimiliano De Rosa.

Un occasione per i cittadini quella di sabato mattina di interfacciarsi con la politica a livello locale e sovracomunale quindi di poter intervenire con domande oppure con proposte su iniziative da intraprendere per cercare di migliorare una condizione che oggi appare come disastrosa.

A moderare l’incontro il direttore de L’Osservatore d’Italia e giornalista collaboratrice de Il Messaggero Chiara Rai.

Esteri

Finlandia, le renne addomesticate già nel Medioevo

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Archeologi dell’Università di Oulu, insieme a ricercatori nordici, hanno scoperto che l’alimentazione supplementare delle renne iniziò in alcune località già 800 anni fa.   

Nell’ambito di uno studio è stata esaminata la composizione isotopica stabile di reperti ossei archeologici; la dieta lascia il segno sulla composizione chimica del tessuto osseo, ad esempio sui valori isotopici stabili dell’azoto. I reperti ossei sono originari della Finlandia settentrionale e della Svezia settentrionale e risalgono al periodo compreso tra il XIII e il XVII secolo.

Il periodo è particolarmente interessante nella storia dell’allevamento delle renne, poiché durante questo periodo questa attività si sviluppò in molti luoghi ove era presente la principale forma di sussistenza delle comunità Sámi, su cui si basava anche la loro organizzazione sociale. Tuttavia, si sa poco sulle pratiche di allevamento delle renne durante questo periodo.

Al giorno d’oggi, l’alimentazione supplementare delle renne è comune, poiché i cambiamenti climatici, il numero di renne e altre forme di utilizzo del suolo stanno mettendo a dura prova i pascoli invernali. Nell’allevamento tradizionale, all’inizio del XX secolo, era comune dare alle renne cibo aggiuntivo, come licheni, fieno durante gli inverni difficili. Tuttavia, le prime fasi dell’alimentazione supplementare non erano precedentemente note.

“Abbiamo scoperto che alcuni dei campioni di ossa di renna archeologici avevano valori che differivano dal valore dell’isotopo di azoto naturale della renna. La composizione in azoto del fieno e delle foglie è diversa da quella del lichene. Valori isotopici divergenti indicano la sostituzione del lichene con fieno o licheni nella dieta invernale delle renne”, secondo la professoressa Anna-Kaisa Salmi e la ricercatrice Tiina Äikäs dell’Università di Oulu.

Alcuni dei campioni appartenenti a renne nutrite risalgono al XIII secolo e sono stati trovati sia in Finlandia che in Svezia.

“Sembra che le renne venissero nutrite in località già nel XIII secolo. Tuttavia, non tutte le renne hanno ricevuto cibo supplementare, quindi non è stata un’alimentazione su larga scala, ma piuttosto un fenomeno occasionale e locale. L’alimentazione potrebbe anche essere correlata all’addomesticamento delle renne in connessione con l’addestramento di animali da tiro”.

I ricercatori dell’Università di Oulu stanno studiando l’alimentazione supplementare delle renne insieme a ricercatori delle università di Stoccolma e Tromsø. Lo studio ‘Zooarchaeological and stable isotope evidence of Sámi reindeer offerings’*  è pubblicato nel Journal of Archaeological Science: Reports.

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2352409X19301610

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Costume e Società

Semi di cannabis: cosa sapere prima di acquistarli

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Quando si parla di cannabis light, si apre un vero e proprio mondo, che comprende anche i semi. Si possono acquistare? Come vanno trattati? Nelle prossime righe di questo articolo, rispondiamo assieme a queste e ad altre domande sul tema.

Semi di cannabis: come riconoscere i migliori

La normativa attualmente vigente in Italia consente all’utente finale di acquistare semi di marijuana. L’importante è che si tratti di cannabis a basso contenuto di THC. Giusto per dare qualche numero in merito, facciamo presente che la percentuale di questo principio attivo, psicoattivo per eccellenza, non deve superare lo 0,2%. Nel testo della Legge 242/2016, punto di svolta normativo che ha rivoluzionato parte dell’economia italiana dando vita a un nuovo business, si mette in primo piano quella che, a tutti gli effetti, è una soglia di tolleranza, consentendo la commercializzazione di cannabis con un contenuto di THC pari allo 0,6%.

Detto questo, facciamo presente che, quando si parla dei semi, si inquadrano prodotti che possono essere regolarmente acquistati sia online, sia presso store fisici. Fondamentale è che il negoziante fornisca il certificato attestante l’iscrizione al Registro Europeo delle Sementi.

I semi di cannabis di qualità possono essere riconosciuti grazie a diversi criteri. Tra questi, come evidenziato da diversi esperti, non rientrano né la forma, né le dimensioni. Come mai? Il motivo è molto semplice e riguarda il fatto che, come nel caso di tantissime altre piante, anche in quello della cannabis esistono varietà che producono semi di una determinata grandezza e altre che, invece, li hanno più grandi o più piccoli. Un esempio utile da chiamare in causa è quello della varietà Indica, che produce semi generalmente più grandi rispetto a quelle delle altre tipologie di cannabis.

Un fattore che invece può rivelarsi indicativo della qualità è il colore. In linea di massima, un seme di marijuana degno di interesse è caratterizzato da una cromia tendente al marrone. In alcuni frangenti, si può notare la presenza di macchie tendenti al nero.

Si potrebbe andare avanti ancora molto a parlare dei criteri da considerare quando si punta a scegliere semi di marijuana di qualità! Tra questi è possibile citare la durezza al tatto. Meno un seme è morbido, migliore è la sua qualità.

Cosa sapere sul sesso dei semi

I semi di cannabis che si possono acquistare sia online, sia nei negozi fisici provengono da piante di sesso femminile. Sono tantissime le persone che, alle prime armi nel mondo della cannabis light, si chiedono se sia possibile o meno riconoscere dall’aspetto esterno i semi di cannabis femminizzati. La risposta è negativa. A tal proposito è bene sottolineare l’importanza di diffidare da articoli e schede presenti sul web che millantano la possibilità di riconoscere il sesso dei semi da dettagli esterni come la presenza di depressioni sulle superficie.

I semi di cannabis sono commestibili?

La risposta è affermativa: i semi di cannabis sono commestibili. Quando li si nomina, è doveroso citare un’interessante ricchezza di nutrienti. Fonti di proteine, acidi grassi insaturi e vitamine come la A, la D e la B, possono essere assunti sia crudi, sia tostati.

Prezzi

A questo punto, non resta che chiedersi quanto costino i semi di cannabis. Non è possibile dare una risposta univoca in merito. Sono diversi i fattori che concorrono al prezzo. Tra questi, è possibile citare la genetica della pianta. Per dare qualche numero in merito, ricordiamo che semi di varietà come la Kompolti, tra le più celebri quando si parla di cannabis a basso contenuto di THC, possono costare attorno ai 6 euro a confezione da 25 semi.

Diverso è il caso dei semi di un’altra famosissima varietà, ossia la orange. In questo caso, si può arrivare anche a 10 euro a confezione.

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Ripresa scuole, Astral: partito il piano straordinario per il potenziamento del trasporto pubblico locale

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Con la ripresa delle attività scolastiche in presenza, è partito anche il piano di potenziamento straordinario del trasporto pubblico gestito da Astral spa per conto della Regione Lazio.

149 bus per 14 nuove linee, cosiddette “S”, in servizio a Roma dalle 7 alle 10 e dalle 16 alle 19, con frequenza ogni 7 minuti. Segnalate con apposite paline, hanno itinerari circolari con partenza dai principali capolinea di Cotral e stazioni metro e convogliano tutte a Termini. La capienza, nel rispetto delle norme anti-contagio, è fissata al 50%. Potenziamento del Tpl attivo anche nelle Province di Latina e Rieti, con 30 nuovi mezzi aggiuntivi integrati con altri sistemi di mobilità.

“Voglio ringraziare tutti i soggetti coinvolti, Astral, Cotral, Atac e Roma Servizi per la Mobilità per il fondamentale lavoro che stanno svolgendo – dichiara l’Assessore ai Lavori Pubblici e Tutela del Territorio, Mobilità della Regione Lazio, Mauro Alessandri – Questi servizi, completamente aggiuntivi e articolati nelle fasce di maggior afflusso, ci permetteranno di ridurre l’affollamento sulle linee metropolitane, di limitare gli assembramenti e di portare i nostri studenti a scuola in maggiore sicurezza. Nei principali nodi di scambio troveranno a supportarli del personale dedicato che fornirà loro tutte le informazioni utili. Si tratta, infine, di un piano dinamico e flessibile, modulato e rimodulato sulle reali necessità dell’utenza per intercettarne a pieno le esigenze”.

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