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Primo piano

Apertura anno giudiziario a Palermo, Il Presidente Frasca: "Cosa nostra è ancora forte"

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Cosa nostra sul territorio rimane diffusa e pervasiva ed è stata tuttora in grado, quando ne ha ritenuto la necessità, di portare a compimento azioni violente

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di Paolino Canzoneri

 
PALERMO – Non usa mezzi toni il presidente della corte d'appello di Palermo facente funzioni Matteo Frasca nel suo consueto discorso inaugurativo dell'Anno Giudiziario nel capoluogo siciliano. Sono parole forti e decise che non lasciano dubbi circa l'ardua strada in salita ancora da compiere con un panorama che lascia poco spazio a illusioni e buone prospettive per il futuro: "L'anno giudiziario che ci apprestiamo a inaugurare si apre con l'auspicio di un deciso recupero di efficienza e di efficacia della giurisdizione. Dopo una prolungata stagione di contrapposizioni, scontri ed attacchi frontali alla Magistratura si è avviato un nuovo corso fondato sul confronto e sul dialogo. Cosa nostra sul territorio rimane diffusa e pervasiva ed è stata tuttora in grado, quando ne ha ritenuto la necessità, di portare a compimento azioni violente ed efferate per affermare la propria supremazia ed alimentare il flusso di proventi illeciti". Parole che raggelano il sito della corte che in un religioso silenzio ascolta attonito il presidente spiegare le motivazioni specifiche che dimostrano quanto lontana sia una concreta soluzione per sconfiggere il germe atavico della mentalità mafiosa: "Da una parte, rimane pressante la sistematica imposizione del 'pizzo' alle attività commerciali e alle imprese, dall'altra è ritornato preminente l'interesse dell'organizzazione mafiosa nel monopolio del mercato delle sostanze stupefacenti. Ma il dato più significativo è rappresentato dalla permanente e molto attiva opera di infiltrazione, da parte di cosa nostra, in ogni settore dell'attività economica e finanziaria, che consenta il fruttuoso reinvestimento dei proventi illeciti, oltre che nei meccanismi di funzionamento della pubblica amministrazione, in particolare nell'ambito degli enti locali". 
 
Parole spese anche per gli importanti traguardi ottenuti nel duro lavoro della magistratura che non ha mai abbassato la fronte e si è sempre spesa in un lavoro complesso, capillare nonchè pericoloso in una terra come quella siciliana: "La maggior parte delle recenti iniziative in materia di giustizia inducono ad un cauto ottimismo perchè, al di là delle pur esistenti problematiche che le caratterizzano, sembrano confermare un cambiamento di rotta, dalle riforme contro la magistratura a quelle per la Giustizia e, quindi, per la tutela dei diritti. Il cammino è lungo e tanto altro c'è ancora da fare ma la strada imboccata sembra quella giusta. Come si vede, nei Tribunali monocratici il 26% dei procedimenti viene definito entro 6 mesi, mentre il 47% entro un anno. I processi innanzi ai Tribunali collegiali sono stati definiti entro 6 mesi nel 20% dei casi ed entro un anno per il 38%". E i dati comunque lasciano spazio ad un cauto ottimismo poiche sono calati lievemente nel 2016 i procedimenti penali 58.090 a fronte dei 64.113 dell'anno precedente pari al 9,39% incardinati dalle Procure nel distretto di corte d'appello di Palermo. Nel 2016 ne sono stati definiti 65.663, rispetto ai 58.893 del periodo pregresso (+11,50%). La pendenza finale, pari a 52.143 procedimenti, risulta essere diminuita del 14,35% rispetto ai 60.879 fascicoli pendenti al 30 giugno 2015.  Aumentati invece i procedimenti penali finiti nelle aule di giustizia 66.936 a fronte dei 62.748 del 2015, +6,67%. Ne sono stati eliminati 68.459 contro i 61.325 del 2015. Le stime della corte penderebbero da oltre tre anni 1.490 processi negli uffici giudicanti di primo grado mentre è in aumento il numero dei reati ambientali; reati in materia di violazioni edilizie e urbanistiche e quelli di lottizzazione abusiva sono in calo. 
 
Matteo Frasca annuncia una importante novità: "Per meglio fronteggiare il settore dei reati ambientali è stato costituito e opera presso la Procura della Repubblica di Palermo il Gruppo Investigativo Tutela Patrimonio Ambientale già composto da ufficiali di appartenenti al Corpo della Polizia Municipale di Palermo coordinati da un funzionario dell'Agenzia Regionale per la Tutela dell'ambiente (ARPA) appositamente distaccato". 
 
Fra i tanti argomenti trattati si è dato spazio anche alle inversioni di tendenza del 2016 riguardo procedimenti penali in calo, femminicidi in diminuizione:"Dopo il boom dello scorso anno giudiziario, sono in decrescita nel distretto di Palermo i reati contro la pubblica amministrazione: sono passati da 3.338 a 3.167 con un decremento percentuale del 5% complessivamente che arriva a toccare punte del 22% se si analizza il reato di corruzione (le denunce sono passate da 45 a 35). Ma la media non deve ingannare, perchè il trend a Palermo, Sciacca e Trapani è in ascesa". 
 
Spazio anche ad una polemica del tutto legittima che contraddistingue il nostro paese da troppi anni: "La normativa italiana sulla prescrizione è un'anomalia se si considera che in nessun altro Paese europeo esiste un regime analogo al nostro. E questo ritrovato 'nazionalismo giuridicò, che comporta la pervicace conservazione di regole che l'Europa ci chiede a ragione di cambiare, finisce per collidere con l'esterofilia di maniera che invece non di rado ci induce ad importare istituti giuridici ben lontani dalla cultura, dalla storia e dalla tradizione del nostro Paese, anche se, poi, finiamo per constatarne l'insuccesso quantomeno per crisi di rigetto." 
 
Sull'emergenza immigranti il presidente si è cosi espresso: "È emergenza migranti, anche sul fronte giudiziario, nel distretto di corte d'appello di Palermo. Numerosi ed in crescita esponenziale sono i procedimenti di competenza del Tribunale in materia essendone sopravvenuti 4.045 a fronte dei 1.759 del periodo precedente, con un aumento del 128%, mentre le definizioni sono passate da 599 a 1.297, con un incremento del 117%; la pendenza segnala un incremento del 155%, con ragionevole previsione di ulteriore crescita, in relazione al trend in aumento dei flussi migratori. Dal luglio 2015 al 30 giugno 2016 sono stati iscritti 1.477 procedimenti riguardanti minori stranieri non accompagnati (di cui 1.141 di volontaria giurisdizione, 162 di adottabilità e 174 di misure rieducative), con un trend in sensibile aumento. La nostra regione non è in condizioni da sola di dare una risposta adeguata ai bisogni di un numero così elevato di minori. Se, fino a poco tempo fa, gli sbarchi avvenivano quasi esclusivamente nel territorio della Procura di Agrigento, nel periodo di riferimento, anche a seguito delle operazioni dell'Ue, vi è stato un notevole numero anche al porto di Palermo». Nel 2016 si contano 15 arrivi a Palermo, 98 ad Agrigento e 23 a Trapani, con 51 fermi di scafisti a Palermo, 25 ad Agrigento e 22 a Trapani.". 
 
In conclusione il quadro si allarga e si giunge quindi ai reati di terrorismo che segnano una preoccupante impennata: "Sono in aumento i reati di terrorismo nel distretto giudiziario che comprende Palermo, Trapani e Agrigento. L'intensa l'attività investigativa attorno ad attività criminose strettamente connesse a fenomeni riconducibili al terrorismo internazionale ha portato all'arresto di una cittadina libica da tempo residente a Palermo e pienamente inserita nel mondo universitario. Grazie ad attività di intercettazione, soprattutto telematica è stato accertato ha svolto attività rientranti a pieno titolo nella propaganda terroristica idonea ad integrare la fattispecie di istigazione ed apologia di reato con finalità di terrorismo, aggravata dalla dimensione transazionale della condotta grazie all'uso del web attraverso cui venivano presi contatti e diffusa la propaganda terroristica sia in Libia che in altri paesi del continente europeo e in Turchia». La cerimonia di apertura dei lavori in ambito giudiziario si terrà oggi.

Salute

Vaccinazioni anti Covid: entro agosto l’immunità di gregge

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Nel giorno in cui l’Italia supera i 15 milioni di vaccinazioni, dalla Ue arriva l’annuncio che il nostro paese avrà “nei prossimi tre mesi 54 milioni di vaccini dei quattro finora approvati, cioè tre volte di più di quelli ricevuti finora”. Lo ha detto il commissario per il mercato interno Thierry Breton, intervistato da Fabio Fazio, sottolineando che questo permetterà di “vaccinare il 70 per cento degli adulti entro luglio”.

L’annuncio arriva nel giorno in cui i dati indicati dal commissario Francesco Figliuolo confermano l’accelerazione della campagna vaccinale che segna, secondo il ministro della Salute Roberto Speranza, “una fase diversa: sono stati somministrati in 3 giorni – ha detto – un milione di dosi di vaccino”.

Di questo passo, secondo la ministra per gli Affari regionali Mariastella Gelmini, l’immunità di gregge potrà essere raggiunto ad agosto o settembre. E mentre è in corso la distribuzione delle oltre 400 mila dosi di Moderna arrivate ieri sera all’hub nazionale di Pratica di Mare, la nuova settimana della campagna vaccinale anti-Covid in Italia sarà segnata martedì dalla cruciale decisione dell’Agenzia europea del farmaco (Ema) su Johnson&Johnson, il monodose bloccato dopo pochi casi di trombosi su sette milioni di somministrazioni negli Stati Uniti.

Il probabile via libera al preparato dell’azienda Usa, con raccomandazione magari di usarlo per gli over 60 come AstraZeneca, darebbe rinnovato slancio alla fase di immunizzazione degli anziani e dei fragili. Proprio sul versante di Astrazeneca, il commissario europeo Breton ha detto che il contratto dell’Ue con l’azienda, che scade il 30 giugno, è a rischio di rinnovo a causa dei ritardi di consegna accumulati: “La mia priorità come gestore dei vaccini è che coloro con cui stipuliamo un contratto consegnino in tempo. Abbiamo ordinato 120 milioni di dosi per il primo trimestre e 180 milioni per il secondo. AstraZeneca ne ha consegnati prima 30 milioni e poi 70 milioni”, ha affermato. E comunque “niente è definitivo, continueremo a discutere”, ha aggiunto. Tornando alla campagna vaccinale italiana, un dato certo è che ha accelerato rispetto alle settimane scorse: un milione di dosi somministrate in tre giorni, appunto, di cui oltre 358 mila venerdì e, come ha scritto Matteo Renzi su Fb, 410 mila vaccinazioni sabato. Il commissario all’Emergenza Figliuolo aveva corretto la previsione di mezzo milione di dosi inoculate al giorno entro aprile promettendone invece 315 mila tra il 16 e il 22 e l’obiettivo appare possibile.

Complessivamente, sono oltre 10,6 milioni i cittadini che hanno ricevuto almeno una dose, quasi il 18% della popolazione. Oltre 4,4 milioni (il 7,45% della popolazione) ha ricevuto anche la seconda dose. Il 53% circa degli over 70 – i più a rischio – hanno una copertura totale o parziale. La ministra degli Affari regionali Gelmini è convinta che “procedendo con questo ritmo nelle vaccinazioni nell’arco di un paio di mesi, ad agosto-settembre, potremmo raggiungere l’immunità di gregge”, fissata intorno al 70% della popolazione vaccinata. “Le Regioni stanno correndo nelle vaccinazioni sulle categorie prioritarie – afferma -, i vaccini arrivano e nessuna dose deve rimanere in frigorifero, come mi pare stia infatti avvenendo”. Alcuni giorni fa risultavano ancora conservati 1,5 milioni di ‘shot’, oltre un milione di AstraZeneca, per lo più accantonati per i richiami, ma anche per una percentuale di rifiuti del vaccino anglo-svedese. Su J&J si vedrà l’effetto dopo il verdetto dell’Ema.

Secondo il sito del Sole 24 Ore, che utilizza il database del ministero della Salute, a questo ritmo sarà vaccinato anche con richiamo il 70% degli italiani non prima di inizio dicembre. La vaccinazione va particolarmente bene nel Lazio, che ha raggiunto 1,5 milioni di somministrazioni – un decimo del totale nazionale -, con un abitante su 5 che ha ricevuto la prima dose. Cosa che non ha dissuaso un imprenditore romano 64/enne dall’andare in Sicilia per l’Open Weekend con AstraZeneca senza prenotazione, iniziativa della Regione che ha quadruplicato le inoculazioni. Buone notizie anche dal Veneto, in cui l’89,9% degli over 80 ha avuto almeno una dose. “Dalla prossima settimana cominciamo con gli over 60”, annuncia il presidente dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini, secondo il quale “il problema non era la nostra (delle Regioni, ndr) organizzazione, ma le dosi insufficienti”. Giovedì ne saranno arrivate 4,2 milioni, più 670 mila ‘extra’ di Pfizer per la fine del mese.

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Ambiente

Emergenza rifiuti a Roma e nel Lazio: ecco come stanno le cose

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L’approfondimento di Chiara Rai a “Officina Stampa” del 15/04/2021 con video servizi e interviste agli ospiti istituzionali: Il Consigliere regionale del Lazio e Presidente della Commissione Ambiente On. Valerio Novelli, l’ingegnere e professore universitario nonché vicesindaco di Albano Laziale Luca Andreassi, il Presidente dell’associazione “Amici del Garofano Rosso” e ex Consigliere regionale del Lazio Donato Robilotta, l’ex AD di AMA Roma Daniele Fortini e il Sindaco di Napoli Luigi De Magistris

Nuova emergenza rifiuti a Roma, una città che da sempre vive il problema dell’immondizia qualsiasi sia stato il colore politico di chi si è alternato al governo capitolino.

Da Veltroni in poi è mancato un piano di progettualità e ci si è affidati a Cerroni che ha fatto da stampella fin quando è stato utile. 

L’approfondimento di Chiara Rai sull’emergenza rifiuti a Roma e nel Lazio insieme agli ospiti in studio: Il Consigliere regionale del Lazio e Presidente della Commissione Ambiente On. Valerio Novelli, l’ingegnere e professore universitario nonché vicesindaco di Albano Laziale Luca Andreassi, il Presidente dell’associazione “Amici del Garofano Rosso” e ex Consigliere regionale del Lazio Donato Robilotta – Officina Stampa del 15/04/2021

Il problema di Roma? La non autosufficienza nel chiudere il ciclo dei rifiuti

Video servizio sull’emergenza rifiuti a Roma trasmesso a Officina Stampa del 15/04/2021

C’è una carenza di impianti, la differenziata è ferma al palo e le isole ecologiche sono insufficienti a reggere il peso dell’intero territorio. Non c’è un sito finale per lo smaltimento e nel 2021 siamo ancora nell’era delle discariche.

Gli ecodistretti di Ignazio Marino sono stati cancellati senza alternative. La sindaca Raggi, ha fermato, senza proporre alternative gli Ecodistretti che erano stati messi in piedi dall’ex giunta Marino. Niente biodigestori destinati a utilizzare l’umido, trasformando il rifiuto in ricchezza, perchè con gli scarti alimentari sarebbe stato prodotto gas.

Daniele Fortini ex AD di AMA Roma intervistato da Chiara Rai a Officina Stampa del 15/04/2021

La percentuale di differenziata a Roma sfiora appena il 46%, ben lontano da quel 70% da raggiungere entro il 2021 promesso dall’allora assessora ai Rifiuti, Pinuccia Montanari.

Quel 70% era anche la soglia indicata come “conditio sine qua non” per la dismissione del TMB Salario: a chiuderlo, invece, ci ha pensato un rogo nel 2018. E sul futuro non ci sono ancora certezze.

Roma chiede aiuto a Napoli

Roma chiede aiuto a Napoli – Video servizio trasmesso a Officina Stampa del 15/04/2021

La Sapna, società provinciale per la gestione dei rifiuti della Città metropolitana di Napoli, ha ricevuto il 2 aprile scorso una richiesta da parte della Regione Lazio e di Ama Roma per il conferimento di circa 100 tonnellate al giorno di rifiuto indifferenziato a causa della situazione d’emergenza dei rifiuti che vive la città di Roma dopo la chiusura dell’impianto di Roccasecca nel Frusinate.

Sapna, d’intesa con la Città metropolitana, ha in corso una valutazione tecnica per verificare l’accoglibilità della richiesta.

Il Sindaco di Napoli intervistato da Chiara Rai parla della gestione rifiuti di Napoli e dei risultati ottenuti – Officina Stampa del 15/04/2021

Quest’ultima crisi è stata prodotta dalla chiusura di una discarica vicino Frosinone che serviva anche la Capitale. Se la Sapna, società provinciale per la gestione dei rifiuti della Città metropolitana di Napoli accetterà la richiesta di Ama, la Regione Lazio lavorerà ad accordi anche con la Campania.

Già attiva e vigente invece un’intesa per l’invio di parte dell’immondizia di Roma in Abruzzo. E si starebbe lavorando ad una gara per sfruttare anche canali esteri.

Arriva in soccorso, ancora, la discarica di Viterbo dopo le quantità destinate già dalla precedente ordinanza (circa 250 tonnellate/giorno) all’impianto di Monterazzano.

Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ha firmato un’ordinanza dopo la presa d’atto dei ritardi di Ama nella definizione degli accordi interregionali. Dunque dallo scorso lunedì 12 aprile, dagli impianti romani per il Tmb 1 e 2 di Malagrotta, si conferiscono ulteriori 100 tonnellate  al giorno degli scarti prodotti, nella discarica Ecologia Viterbo.

Scontro tra Regione Lazio e Comune di Roma

Lo scontro tra Regione Lazio e Comune di Roma sull’emergenza rifiuti – Video servizio trasmesso a Officina Stampa del 15/04/2021

Continua lo scontro tra il Comune di Roma e la Regione Lazio. Il Presidente Zingaretti ha rilanciato l’out out: “Senza impianti commissariamento”, vale a dire che Raggi è stata nuovamente redarguita e “invitata” a presentare un piano impiantistico, quindi TMB e discariche che consentano alla Capitale di poter chiudere, così come prescritto dal piano regionale dei rifiuti, il ciclo sul proprio territorio.

Il Comune risponde no al diktat e sarebbe orientato a mettere in atto il piano di industriale di Ama approvato di recente che per la filiera dei rifiuti indifferenziati non prevede alcuna discarica, ma solo un nuovo TMB (impianto di trattamento meccanico biologico).

Conflitto e mancanza di una progettazione, dunque, vede proseguire la bagarre tra Comune e Regione Lazio che rimangono alla resa dei conti senza prospettive e soluzioni reali da attuare.

A questo punto, forse, è auspicabile un commissario che possa affrontare l’emergenza con la costruzione degli impianti necessari e una programmazione adeguata?

Cosa ci aspetta per il futuro?

Emergenza rifiuti a Roma, cosa riserva il futuro? – Il video servizio trasmesso a Officina Stampa del 15/04/2021

Nel piano industriale di Ama 2021-2024 è prevista la costruzione di un nuovo TMB, più moderno ed efficiente e si spera, senza impatto devastante sul territorio circostante. Questo e non solo per tentare di risollevare le sorti del sistema rifiuti della Capitale.

 “Entro il 2024” saranno realizzati i due impianti di compostaggio a Casal Selce e Cesano.

E nonostante le opposizioni dei territori, il Campidoglio tiene la barra dritta: i due siti serviranno per il trattamento della frazione umida. Annunciati nel 2017 arriveranno, forse, dopo sette anni.

Previsti poi due impianti di selezione multimateriale per la differenziazione della carta, della plastica, dei metalli. Uno di questi sarà proprio a Rocca Cencia: il Comune, come detto, vuole chiudere e riconvertire il TMB sempre entro il 2024.

Diciassette invece le aree individuate per altrettante isole ecologiche. L’obiettivo è quello di averne una ogni 70mila abitanti ma il vero nodo da sciogliere resta quello del sito per lo smaltimento finale. La discarica di Roma.

Il 31 dicembre dello scorso anno, la Giunta Raggi ha firmato la delibera per realizzare la discarica a Monte Carnevale, nella Valle Galeria: il territorio che per trent’anni ha sopportato Malagrotta. Ma su Monte Carnevale, che da discarica di inerti sarebbe stata trasformata in discarica per i rifiuti solidi urbani, è scattata l’inchiesta della Procura di Roma che ha visto finire agli arresti domiciliari Valter Lozza, imprenditore cui fa capo la MAD, che gestisce la discarica di Roccasecca e la dirigente della Regione Lazio, Flaminia Tosini. La sindaca Raggi così ha fatto subito dietrofront: revocando la discarica di Monte Carnevale. Secondo le indagini, Lozza avrebbe ottenuto indebitamente l’autorizzazione per trasformare la discarica di rifiuti inerti di Monte Carnevale in discarica per lo smaltimento per rifiuti derivati dal trattamento Rsu.

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Primo piano

Covid, dal 26 tornano le zone gialle: Speranza firmerà nuove ordinanze in vigore da lunedì. Riaprono ristoranti, teatri, cinema e spettacoli

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Dal 26 aprile tornano le zone gialle, con l’apertura di tutte le attività di ristorazione, sport e spettacolo nelle aree a basso contagio da Covid, ma solo all’aperto. E’ quanto è emerso prima da fonti di governo al termine della cabina di regia a Palazzo Chigi e poi confermato dal presidente del Consiglio Mario Draghi in conferenza stampa.

Intanto il Ministro della Salute Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della cabina di regia, firmerà in giornata nuove ordinanze che andranno in vigore a partire dal 19 Aprile.

La cabina di regia “anticipa al 26 di questo mese l’introduzione della zona gialla – ha detto Draghi – ma con un cambiamento rispetto al passato, nel senso che si dà precedenza all’attività all’aperto, anche la ristorazione a pranzo a cena e alle scuole tutte, che riaprono completamente in presenza nelle zone gialla e arancione mentre in rosso vi sono modalità che suddividono in parte in presenza e in parte a distanza”

Poi dovrebbero riaprire i ristoranti anche la sera, ma solo all’aperto. Dovrebbe restare il coprifuoco alle 22, nella fase delle nuove aperture.

Dal 26 aprile teatri, cinema e spettacoli dovrebbero tornare a essere consentiti all’aperto. Al chiuso gli spettacoli dovrebbero essere consentiti con i limiti di capienza fissati per le sale dai protocolli anti contagio.

Dal primo giugno riapriranno i ristoranti con tavoli al chiuso solo a pranzo con nuove linee guida e anche le palestre con nuove linee guida. Lo spiegano fonti di Palazzo Chigi precisando la road map delle aperture. Dal primo luglio arriverà il via libera a fiere e congressi e all’apertura di stabilimenti termali e parchi tematici, anche in questo caso con nuove linee guida.

Dovrebbero poi essere consentiti gli sport all’aperto, mentre gli stabilimenti balneari e le piscine all’aperto dovrebbero riaprire il 15 maggio e il primo giugno dovrebbero riaprire al chiuso anche le palestre. E’ quanto si apprende da fonti di governo, all’esito della cabina di regia sul Covid di questa mattina.

Con il premier Mario Draghi riuniti i ministri Roberto Speranza, Maria Stella Gelmini, Giancarlo Giorgetti, Dario Franceschini, Stefano Patuanelli, Elena Bonetti. Con loro anche gli esperti Silvio Brusaferro dell’Iss e Franco Locatelli del Cts. Nell’incontro saranno esaminati i dati sul contagio, per assumere le decisioni sulle prossime riaperture. Alla riunione anche il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi.

“E’ andata bene, un messaggio di ottimismo graduale e con responsabilità ma stiamo disegnando un percorso importante di ripartenza”, ha detto la ministra Bonetti uscendo da Palazzo Chigi.

“E’ la liberazione, un ritorno alla vita, un ottimo inizio di primavera”, dicono fonti leghiste al termine della cabina di regia sul Covid. Giancarlo Giorgetti si sarebbe battuto con forza nella riunione per le riaperture e al termine trapela “soddisfazione” per la road map di aperture progressive a partire dal 26 aprile. “Passa il principio – sottolineano le stesse fonti – che se i dati lo consentono si può riaprire. Oggi vince il buonsenso, nessun partito”.

“Come Regioni abbiamo presentato linee guida sia per l’aperto che per il chiuso (per la ristorazione, ndr), al chiuso 2 metri di distanza se c’è pericolo alto di pandemia – ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliamo Fedriga a Sky Tg24 -, altrimenti si può ridurre. Anche in zona rossa, tenere aperto anche con rischio alto di contagio, abbinandolo a uno screening importante, con tamponi specie per determinate attività”. “Sono proposte di estrema responsabilità. Molti Paesi al mondo usano tamponi rapidi ad autosomministrazione, perché non usarli per regolare gli accessi in sicurezza anche in zone ad alto rischio?”.

Intanto il Trentino anticipa le decisioni del Governo. Da lunedì 19 aprile riaprono bar e ristoranti all’aperto dalle 5 alle 18. Lo ha deciso la Giunta provinciale, che ha approvato una delibera sulla scorta della legge 3 del 2020, varata subito dopo il primo lockdown dello scorso anno e che ha una parte dedicata a potenziali riaperture. Lo scorso anno la legge non era stata impugnata dal Governo in carica. “È una sperimentazione, anche rispetto a quello che sta decidendo il Governo in queste ore. È una forma di autonomia. Crediamo che la delibera possa non essere impugnata”, ha detto il presidente della Provincia Maurizio Fugatti.

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