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Frascati, villa Falconieri: il Parco dei Castelli Romani abbraccia in the same boat

Il Parco dei Castelli Romani patrocina e partecipa al convegno sulla sostenibilità globale, in programma domenica 14 aprile 2019 dalle 17,30 a Frascati.

La tecnologia, soprattutto quella applicata alla comunicazione, rende per la prima volta tutto l’universo completamente connesso. In questo senso ‘siamo tutti nella stessa barca’ però non sappiamo controllarne i remi e il timone. Se questi fenomeni non vengono governati arriviamo al “paradosso per cui siamo capaci di creare una enorme ricchezza, ma non abbiamo un sistema economico che consente di ‘distribuirla’ al maggior numero possibile di persone; o almeno in una forma meno diseguale“.
La riflessione di Zygmunt Baumann, fra i più influenti pensatori contemporanei, professore emerito di sociologia all’Università di Leeds e a quella di Varsavia scomparso nel 2017, è nel docufilm “In the same boat” in cui alcuni tra i più autorevoli studiosi internazionali (Zygmunt Bauman, Tony Atkinson, Serge Latouche, Erik Brynjolfsson, Mariana Mazzucato, Pepe Mujica e altri), si interrogano sulle grandi trasformazioni (globalizzazione, progresso tecnico, avvento della robotica, immigrazione) in atto nelle economie avanzate e sull’impatto che tali trasformazioni potranno avere sul mercato del lavoro, sulla distribuzione del reddito e sui sistemi di sicurezza sociale.




Napoli, dopo 40 anni torna fruibile “Santa Luciella ai Librai”

NAPOLI – E’ tornata di nuovo fruibile al pubblico la chiesetta di “Santa Luciella ai Librai” a Napoli, ubicata nell’omonimo vico in pieno centro storico. Il sito torna dunque ad essere visitabile dopo quasi un quarantennio di abbandono a causa dei forti danni del terremoto dell’80.

Il progetto della messa in sicurezza e di valorizzazione è stato fortemente voluto dai ragazzi under 35 dell’Associazione “Respiriamo Arte” presieduta da Massimo Faella

L’associazione nata nel 2013 è formata da un gruppo di giovani laureati partenopei, spinti dalla passione e l’amore per la città, per il suo patrimonio e recupero. E grazie anche ad un’instancabile attività di raccolta fondi sono riusciti a dare una nuova luce a questo gioiello dimenticato, l’intero progetto ha avuto il supporto dell’Assessore ai Giovani e al Patrimonio del Comune di Napoli, Alessandra Clemente che ha seguito seguito tutte le fasi, della Curia di Napoli e del Pio Monte della Misericordia.

La chiesa è composta da unica navata ed ha elementi tipici dell’iconografia di Santa Lucia, e sono riprodotti in pannelli sulle pareti, dell’esistenza della chiesetta si hanno notizie certe fino all’inizio del XVI sec., ed è in adiacenza al Complesso conventuale di San Gregorio Armeno.

Il progetto dell’Associazione culturale “Respiriamo Arte” intende ora recuperare e valorizzare la chiesa di Santa Luciella sia come luogo di inclusione sociale che come elemento di sviluppo turistico-culturale del territorio.

Il progetto ha lo scopo di promuovere momenti aggregativi attraverso attività artistiche, quali la realizzazione di spettacoli teatrali per le persone del quartiere, interventi di musico-terapia per gli adolescenti, ascolto e narrazione per la popolazione anziana, ma soprattutto lezioni gratuite per i bambini, dedite a temi fondamentali quali la legalità, l’educazione civica e l’impegno sociale.

L’ottima ubicazione del sito e l’originalità dell’offerta ha permesso di prevedere circa 12mila visitatori l’anno con eventi e visite guidate, creando così nuova occupazione giovanile e riqualificazione del quartiere e nello specifico del vico Santa Luciella.

La chiesa si trova in un’area strategica dal punto di vista turistico nel pieno centro storico del capoluogo partenopeo e viene ricordata per essere stata la chiesa dei pipernieri che lavorando le rocce di piperno temevano danni alla vista, per tanto la consacrarono a Santa Lucia protettrice degli occhi.

La denominazione Luciella le fu data per distinguerla dalla Chiesa di Santa Lucia a mare in cui gli artigiani della pietra magmatica non furono accolti.
L’ipogeo della chiesetta di Santa Luciella con i tipici scolatoi e terresante custodisce dal XVI sec. la leggenda del “teschio con le orecchie”, le persone si recavano al suo cospetto affinché ascoltasse le preghiere essendo considerato per la sua particolarità tramite privilegiato tra il mondo dei vivi e dei morti.

All’apertura della chiesetta hanno partecipato il Sindaco Luigi De Magistris e l’assessore ai Giovani e al Patrimonio Alessandra Clemente.




Sicilia, folclore e tradizioni: 50 cavalieri da tutta l’isola per la festa di primavera ad Acquedolci

ACQUEDOLCI (ME) – Festa di Primavera ad Acquedolci in provincia di Messina. L’evento, organizzato dall’associazione equestre Equinart, si è svolto gli scorsi 30 e 31 marzo e ha visto come principale madrina la signora Vera Loforti, amazzone e addestratrice, da sempre appassionata e protagonista nel mondo dell’equitazione.

Significativa la partecipazione di almeno una cinquantina di cavalieri da tutta la Sicilia, animati soprattutto dallo spirito di partecipazione più che quello di competizione per i finimenti più belli e caratteristici del nobile animale.

Il pubblico ha assistito ad una elegante sfilata non solo nei paramenti delle carrozze ma anche nei costumi a tema dei partecipanti

Molti i nomi noti a livello nazionale dell’ambiente equestre presenti in queste due giornate, tra questi Giuseppe Squadrito, della vicina Sant’Agata di Militello, ultimo rampollo discendente da una famiglia di appassionati sia di cavalli che di carrozze d’epoca.

Con questa manifestazione il comune di Acquedolci ha vissuto due giornate di grande partecipazione e vitalità, dando lustro ad una delle tante tradizioni che appartengono ai paesi nebroidei, infatti la vicina cittadina di San Fratello è famosa nel mondo per gli allevamenti dei cavalli di razza Sanfratellana.

La giuria, presieduta dal signor Giuseppe Rainolo ha premiato i fratelli Molonia (primo e terzo posto) e il signor Blandino (secondo posto), ma il vero vincitore della manifestazione è stata la cittadina di Acquedolci che ha saputo dare degna ospitalità a questo evento.

Per l’occasione ha avuto l’opportunità di esibirsi la locale Banda Musicale che spesso accompagna con armonia le feste del paese. Anche le esibizioni canore e folkloristiche del gruppo Gazzarra e di Giampiero Amato hanno fatto da cornice alla manifestazione, evocando l’allegria che accoglie la stagione di primavera.

Non potevano mancare le prelibatezze dello street food il quale ha avuto il compito di rallegrare i palati sia degli spettatori che dei partecipanti.
E’ doveroso dare merito a tutte queste persone di saper valorizzare il proprio territorio con queste iniziative che contribuiscono a tenere viva l’identità culturale siciliana.




Napoli, 4mila persone per la prima della mostra “Canova l’Antico”

NAPOLI – Arriva al MANN il “Novello Fidia” fino al 30 giugno dal titolo “Canova l’Antico” nel capoluogo campano, i “viaggiatori” potranno fruire di ben 110 opere  del maestro per eccellenza del neoclassicismo collocate tra l’ingresso principale e il Salone della Meridiana, un successo preannunciato a più riprese, al primo giorno di apertura ha registrato ben oltre 3900 visitatori.

La
mostra-esposizione del maestro definito “L’ultimo degli antichi e il primo dei
moderni” si prospetta tra gli “appuntamenti” dell’anno da non perdere del Bel
Paese, e anche di rilievo internazionale.

“Canova e l’Antico” colloca fortemente il Museo tra i percorsi cittadini più importanti, un esempio di museo sempre più connesso con la città e non più tempio custode della cultura accessibile a pochi, ma partecipativo in maniera totalitaria e contribuendo in maniera significativa allo sviluppo economico.

La mostra già annunciata con la presenza del Ministro per i Beni e le attività Culturali, Alberto Bonisoli è un ponte tra le antichità del passato, l’ottocento e la contemporaneità, ad accogliere i visitatori all’interno della Domus dell’arte due installazioni multimediali con C+by Magister ad alto contenuto scientifico e di grande potenza emotiva che “raccontano” in maniera immersiva ed esperienziale la vita dell’artista di Possagno.

L’exibhition
è un viaggio nel mondo del maestro veneto che tanto amò Napoli, egli trovò
ispirazione dai tesori appartenente al capoluogo partenopeo, Canova usava il
linguaggio del neoclassicismo che risultava essere comune al resto dell’Europa,
la fama dell’artista di Possagno già nell’ottocento era palesemente
internazionale. Tra in esposizione opere in marmo di notevole importanza che
hanno ispirato scrittori come Sthendal e Foscolo, riunite ora nel Salone della
Meridiana del Museo Archeologico napoletano come Maddalena penitente da Genova,
il Paride del Museo Civico di Asolo, la Stella Mellerio.

Capolavori
in assoluto e senza tempo da ammirare tra cui di “Le Tre Grazie” e “ Paolina
Borghese”, le opere risultano ancora le Star dell’arte e senza tempo, e
nonostante sono opere fortemente “utilizzate” dai media sembrano non aver perso
l’aura, ed offrono ai “viaggiatori” un’emozione unica, un esempio di bellezza
oggettiva capace ancora di incantare.

L’evento che
risulta essere epocale, grazie anche a prestiti internazionali, con ben sei
marmi provenienti dall’Ermitage di San Pietroburgo, che vanta la più ampia
collezione canoviana del mondo. L’amorino Alato, L’Ebe, La danzatrice con le
mani sui fianchi, Amore e Psiche stanti, la testa del Genio della Morte, La
Pace, proveniente da Kiev, l’apollo che s’incorona del Getty di Los Angeles.

Il
Governatore della Campania durante la conferenza stampa del 28 marzo
all’apertura ha dichiarato: “ Da San Pietroburgo, giungono a Napoli prestiti
unici e irripetibili, come i gruppi scultorei di Canova che, per la prima
volta, vivranno un emozionante confronto con i modelli che hanno ispirato
l’autore. A San Pietroburgo, reperti provenienti dal MANN e dal Parco
archeologico di Pompei danno vita alla mostra “Pompei, Uomini, dei ed eroi”.” –
Prosegue De Luca – “E’ il significato dell’arte come patrimonio universale e
collettivo. Ed è, per noi, motivo di orgoglio sentirci protagonisti di questa
eccezionale interazione, condividere la capacità quasi “olfattiva” del Mann di
intercettare, questo magma in movimento che è la Campania, un “sistema”
dell’arte unico nel suo genere, che possa indicare nuovi orizzonti nella
gestione della cultura della nostra nazione”.

La mostra ha
ottenuto il sostegno della Regione Campania, i Patrocini del Comune di Napoli,
Gypsoteca-Museo Antonio Canova di Possagno e del Museo Civico di Bassano del
Grappa ed è stata realizzata con la collaborazione di Ermitage Italia. All’inaugurazione
della mostra erano presenti il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De
Luca, Nino Daniele Assessore alla cultura e al Turismo del Comune di Napoli, il
Direttore del Museo archeologico Nazionale di Napoli, Paolo Giulierini, Sergej
Androsov, Capodipartimento delle arti figurative occidentali del Museo Statale
Ermitage, Giuseppe Pavanello, tra i massimi studiosi di Canova.




Ancri, lo storico del Risorgimento Michele D’Andrea riceve la tessera di socio d’onore

“Per aver testimoniato da molti anni con azioni, parole e scritti il suo amore verso la Patria, di cui ha saputo raccontare con grande efficacia i simboli e le idealità che li hanno generati”.

Al termine delle celebrazioni della “Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera” organizzate a Bologna dall’Associazione Nazionale insigniti dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana (ANCRI)  il presidente dell’ANCRI Tommaso Bove, il vice presidente Domenico Garofalo e il Delegato ai rapporti istituzionali prefetto Francesco Tagliente, hanno consegnato la tessera d’onore dell’ANCRI allo storico Michele D’Andrea.

Un passato nella dirigenza del Quirinale, Michele D’Andrea si occupa di storia, di cerimoniale, di musica del Risorgimento e di araldica militare: suoi sono lo stendardo presidenziale, gli attuali stemmi dell’Esercito, della Marina dei Carabinieri e della Polizia di Stato, per la quale ha creato anche i nuovi distintivi di qualifica. Ha pubblicato libri di protocollo e di storia, tiene in tutta Italia conferenze dal taglio originale e brillante, è socio fondatore dell’Accademia del Cerimoniale.

Il suo impegno di divulgatore storico è sintetizzato nella motivazione del riconoscimento letta dal prefetto Tagliente alle autorità presenti alla cerimonia: “Per aver testimoniato da molti anni con azioni, parole e scritti il suo amore verso la Patria, di cui ha saputo raccontare con grande efficacia i simboli e le idealità che li hanno generati”.

Alla cerimonia hanno partecipato il Sindaco di Bologna Virginio Merola, il Prefetto di Bologna Patrizia Impresa, il Questore di Bologna Gianfranco Bernabei, il Rettore dell’Università di Bologna Francesco Ubertini, il Consigliere della Regione Emilia Romagna Stefano Caliandro, Il prof Tomaso Francesco Giupponi, ordinario di Diritto costituzionale, Ufficiali dei Carabinieri e delle altre Forze Armate nonché il presidente territoriale dell’ANCRI Salvatore Giarrizzo e  i delegati ANCRI di varie regioni presenti a Bologna per partecipate alle celebrazioni della “Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera”




Bologna, tappa dell’Ancri: “Unità d’Italia e simboli nella Costituzione”

Il viaggio dell’ANCRI per parlare della “Unità d’Italia e dei simboli nella Costituzione” fa tappa a Bologna.

Nell’Aula Magna della Scuola di Ingegneria e Architettura dell’Università, intervengono il costituzionalista Giupponi e lo storico D’Andrea.

La manifestazione è stata promossa dall’Associazione Nazionale insigniti dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana (ANCRI), nell’ambito delle celebrazioni della “Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera”.

I lavori della giornata, moderati dal Prefetto Francesco Tagliente, sono stati introdotti dall’Inno nazionale intonato dal tenore Ennio Bellani, seguiti dai saluti del presidente territoriale dell’ANCRI Salvatore Giarrizzo, del Magnifico Rettore dell’Università di Bologna Francesco Ubertini, del Presidente nazionale dell’ANCRI Tommaso Bove, del Consigliere della Regione Emilia Romagna Stefano Caliandro, del Prefetto di Bologna Patrizia Impresa e dal Sindaco di Bologna Virginio Merola. Erano anche presenti due classi liceali bolognesi.

Gli Insigniti associati all’ANCRI – ha sottolineato il Presidente Tommaso Bove nel suo indirizzo di saluto – si sono imposti l’impegno di tenere sempre vive le motivazioni ideali e sociali che sono alla base del prestigioso attestato civico loro conferito dal Presidente della Repubblica, fermamente convinti che la salvaguardia dei valori rappresenta il modello ed il riferimento per una coscienza adulta e la formazione del mondo di domani e, quindi, imprescindibili per garantire nel tempo un sano profilo nazionale.Quindi – ha proseguito – la “missione” primaria che l’ANCRI ha inteso darsi è quella di favorire, anche attraverso l’esempio concreto dei suoi Associati, la riscoperta dei valori fondamentali, tra i quali sono indubbiamente da annoverare l’amore per la Patria, il senso delle Istituzioni, il rispetto per il Tricolore e la salvaguardia dell’Unità Nazionale che oggi gli Insigniti associati all’ANCRI riaffermano con forza e convinzione”.

Ordinario di Diritto costituzionale nella Facoltà di Giurisprudenza a Bologna, Tomaso Francesco Giupponi ha ripercorso il significato dell’unità attraverso le principali scelte costituenti, con particolare riferimento a tre direttrici di unità e pluralismo: territoriale, sociale e dei valori. Per quanto concerne l’unità e il pluralismo territoriale, nei rapporti tra centro e autonomie ha fatto riferimento in particolare al governo multi livello delle comunità locali. Per quanto riguarda l’unità e il pluralismo sociale ha affrontato il tema dei rapporti tra sfera individuale e formazioni sociali, con particolare riferimento alla tutela dei diritti fondamentali. Quanto infine all’unità e il pluralismo dei valori si è soffermato sulla individuazione delle tecniche di bilanciamento in caso di potenziale conflitto tra valori, sui protagonisti del bilanciamento e sul “nucleo duro” irretrattabile del nostro ordinamento.

È seguita una lezione “anomala” sul “Canto degli Italiani”, un intervento né didattico né accademico bensì una “chiacchierata briosa” sull’Inno Nazionale attraverso le vicende, la musica, i fatti, i personaggi, le curiosità e gli aneddoti. Come ha spiegato lo storico Michele D’Andrea, che ha fra l’altro “sezionato” musicalmente Il Canto degli Italiani, il nostro inno non è una marcetta, ma un possente canto di popolo che negli anni, si è allontanato dal genere operistico in cui lo aveva innestato Michele Novaro, musicista di teatro.

La partitura di Novaro – ha raccontato D’Andrea – è la descrizione di una grande scena d’insieme in cui un popolo “calpesto e deriso” riceve un forte annuncio di speranza e di esortazione a combattere per la propria libertà: “Fratelli d’Italia, l’Italia s’è desta”. Le parole scuotono la gente come pugni sullo stomaco e il popolo allora ripete quelle parole, prima pianissimo, timoroso e incredulo, e poi sempre più forte, fino a quel sì! finale che non compare nella poesia di Mameli ma che il musicista ha posto come il suggello di un giuramento sacro”.

I lavori della giornata sono stati conclusi con l’intervento del Prefetto Francesco Tagliente, nella veste di delegato ai rapporti istituzionali dell’ANCRI: “Si conclude alla grande questa ulteriore tappa del grande e coinvolgente progetto pluriennale “Viaggio tra i Valori e i Simboli della Repubblica” che l’Associazione Nazionale insigniti dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana (ANCRI) sta portando in giro per l’Italia” ha detto Tagliente: “Questa è la seconda tappa nell’ambito delle celebrazioni della “Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera” avviate il 17 marzo a Pisa. Un viaggio che proseguirà toccando Ferrara, Brindisi, Bruxelles, Coverciano ed altre realtà territoriali italiane ed estere”.

Ringrazio il nostro socio onorario Michele D’Andrea – ha proseguito il Prefetto Tagliente – che ancora una volta ha coinvolto emotivamente tutti i presenti per come ha saputo testimoniare il suo amore verso la Patria, raccontando con grande efficacia i simboli e le idealità che li hanno generati”.

“Sono grato al prof Tomaso Francesco Giupponi, – ha aggiunto – per come ha saputo chiarirci il significato dell’unità attraverso le principali scelte costituenti, con particolare riferimento alle tre direttrici di unità e pluralismo territoriale, sociale e dei valori”. 

“L’acceso dibattito sul regionalismo differenziato impone una riflessione che l’ANCRI ha voluto affidare ai Costituzionalisti.

Io mi limito a ricordare –ha proseguito Tagliente –  che si tratta di un profilo delicato che non può andare disgiunto dai principi di unitarietà e solidarietà che caratterizzano la nostra Carta. 

Mi limito a ricordare che la Costituzione italiana contiene una serie di disposizioni che guardano già all’Unità in sé come a un valore. Penso all’unità familiare (art. 29), alla rappresentanza unitaria dei sindacati (art. 39), alla trasformazione del latifondo e alla ricostituzione delle unità produttive nell’ambito della proprietà terriera (art. 44). 

Con specifico riferimento all’unità nazionale – ha detto ancora – penso alla affermazione contenuta nell’art. 5, secondo cui la Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali e attua, nei servizi che dipendono dallo Stato, il più ampio decentramento amministrativo. Una formula di equilibrio tra esigenze di unità e indivisibilità, da un lato, e di autonomia e decentramento, dall’altro.

Penso ai richiami al valore dell’unità nazionale e ai riferimenti al concetto di Nazione, di Patria o di Repubblica che compare ben nove volte nei primi dodici articoli relativi ai principi fondamentali.




Ancri affronta il tema dell’Autonomia differenziata su richiesta di alcune Regioni: coinvolti costituzionalisti e studenti

L’ANCRI affronta il tema dell’autonomia differenziata, chiesta con forza da alcune regioni, coinvolgendo costituzionalisti e giovani studenti.
Il Prof Saulle Panizza dopo aver affrontato nello specifico i richiami all’unità nazionale nella nostra Carta costituzionale, ha ricordato anche i tentativi di rottura di questi principi.
Il tema del riconoscimento di maggiori forme di autonomia alle Regioni a statuto ordinario, si è imposto al centro del dibattito a seguito delle iniziative intraprese da Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna nel 2017.

Dopo aver sottoscritto tre accordi preliminari con il Governo a febbraio 2018, su richiesta delle tre regioni, il negoziato è proseguito ampliando il quadro delle materie da trasferire rispetto a quello originariamente
previsto. Nella seduta del 14 febbraio 2019, il Ministro per gli Affari regionali ha illustrato in Consiglio dei ministri i contenuti delle intese da sottoporre alla firma.

Nel frattempo altre regioni hanno intrapreso il
percorso per la richiesta di condizioni particolari di autonomia.
Su questo argomenti di particolare rilevanza per il sistema istituzionale l’Associazione Nazionale degli Insigniti dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana (ANCRI) ha ritenuto di fornire il proprio contributo
di conoscenza coinvolgendo studenti e docenti di diritto costituzionale.
Cogliendo l’occasione delle celebrazioni della “Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera” l’ANCRI, proseguendo il proprio “Viaggio tra i valori e i simboli della Repubblica”, ha
organizzato una serie di eventi a Pisa, Bologna, Ferrara e Brindisi, che raccontano e spiegano, attraverso diverse forme espressive, i pilastri ideali e simbolici della nostra democrazia.
A Pisa per divulgare la conoscenza dei valori costituzionali e dei simboli della Repubblica, l’Associazione dei Benemeriti ha affrontato il tema della “Unità d’Italia nella Costituzione” coinvolgendo appartenenti al
mondo accademico di due diverse generazioni.
Sul tema è intervenuto il giovane universitario Matteo Ghezzi in rappresentanza degli studenti del 1^ anno di Giurisprudenza, che ha fatto una dotta e applauditissima relazione sull’Unità d’Italia e la Carta
Costituzionale, con proiezioni e suggestioni nelle prospettive delle giovani generazioni.
A seguire è intervenuto il costituzionalista Saulle Panizza, titolare del Corso di “Ordinamento costituzionale e diritti della persona” presso l’Università di Pisa che ha trattato in maniera diffusa del tema “L’Unità di Italia nella Costituzione Italiana”
“Il tema dell’art. 116, terzo comma, della Costituzione – ha esordito il prof Panizza – è di grande attualità e investe il dibattito politico-istituzionale di questi mesi. Si tratta di un profilo delicato che non può andare
disgiunto dai principi di unitarietà e solidarietà che caratterizzano la nostra Carta. Non casualmente, direi, – ha aggiunto- l’art. 116 richiama un procedimento rinforzato, una legge da approvarsi a maggioranza
assoluta e l’esigenza del rispetto dei principi di cui all’art. 119, tra cui vi sono quelli di coordinamento della finanza pubblica, di perequazione, solidarietà e rimozione degli squilibri economici e sociali tra i territori
della Repubblica”.
Affrontando nello specifico i richiami all’unità nazionale nella nostra Carta costituzionale il prof Panizza ha sottolineato che “La Costituzione italiana contiene una serie di disposizioni che guardano già all’Unità in
sé come a un valore. Si pensi all’unità familiare (art. 29), alla rappresentanza unitaria dei sindacati (art. 39), alla trasformazione del latifondo e alla ricostituzione delle unità produttive nell’ambito della
proprietà terriera (art. 44). Con specifico riferimento all’unità nazionale, poi – ha proseguito – i riferimenti sono numerosi, a partire dalla fondamentale affermazione contenuta nell’art. 5, secondo cui la Repubblica,
una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali e attua, nei servizi che dipendono dallo Stato, il più ampio decentramento amministrativo. Una formula di equilibrio tra esigenze di unità e
indivisibilità, da un lato, e di autonomia e decentramento, dall’altro, che ha ispirato nei decenni successivi anche altre Costituzioni: si vedano, in termini analoghi, l’art. 2 della Costituzione spagnola e l’art. 6 di quella
portoghese”.
Molti – ha detto ancora – sono anche i richiami nel Titolo V della Parte II, sia nella versione originaria sia in quella successiva alla profonda revisione operata tra il 1999 e il 2001: i livelli essenziali delle prestazioni, la
legislazione concorrente, l’esercizio delle funzioni amministrative, i principi ispiratori dell’autonomia finanziaria, il potere sostitutivo esercitabile dal Governo, sono tutti concetti che richiamano direttamente
o indirettamente il valore dell’unità nazionale. Così come lo richiamano molti altri articoli che si riferiscono al concetto di Nazione, di Patria o di Repubblica (si noti, a proposito di quest’ultima, come il termine compaia ben nove volte nei primi dodici articoli, contenenti i principi fondamentali)”.
Proseguendo il sui intervento ha affrontato anche il tema del grado di concretezza di questi richiami costituzionali. “E’ fondamentale osservare – ha sottolineato – che la nostra Costituzione non si è limitata a
una indicazione astratta ma ha previsto tutta una serie di istituti e di strumenti di attuazione e di garanzia dell’unità nazionale. In primo luogo la figura del Presidente della Repubblica, che l’art. 87 qualifica Capo dello Stato e rappresentante dell’unità nazionale. La giurisprudenza costituzionale, a tal proposito, ha avuto modo di precisare che il Presidente della Repubblica la rappresenta non soltanto nel senso dell’unità territoriale, ma anche e soprattutto nel senso della coesione e dell’armonico
funzionamento dei poteri, politici e di garanzia, che compongono l’assetto costituzionale della Repubblica (sent. n. 1/2013). In secondo luogo – ha proseguito – attraverso il principio dell’unità della giurisdizione costituzionale, espresso nell’unicità dell’organo competente ad amministrarla, come la Corte costituzionale ha rivendicato fin dai primi mesi di funzionamento (sent. n. 38/1957). Ma una garanzia in tal senso – ha aggiunto ancora – è anche rappresentata dalla rigidità della nostra Carta e dai particolari procedimenti che si richiedono per una sua modifica (artt. 138 e 139).
Concludendo il suo intervento il Prof Panizza ha ricordato i tentativi di rottura di questo principio dell’unità nazionale nel corso del tempo. “Più di un provvedimento – ha detto – in vero, spesso adottato dalle regioni, ha rischiato di minare questo principio, ma la Corte costituzionale è stata ferma nel ricondurre il quadro di insieme alla legittimità costituzionale. Si pensi, solo per fare qualche esempio, all’annullamento della delibera della Provincia di Bolzano che riteneva di poter non riprodurre l’emblema
della Repubblica italiana sugli attestati, i diplomi e le certificazioni per le scuole, mantenendo solo quello della Provincia autonoma (sent. n. 328/2010). O alla violazione della Costituzione riscontrata nella legge
della Regione Veneto che pretendeva di indire un referendum consultivo che chiedeva all’elettore di esprimersi con un “sì” o un “no” sul quesito “Vuoi che il Veneto diventi una Repubblica indipendente e sovrana?” (sent. n. 118/2015). Ancor più recentemente, merita segnalare la sent. n. 183/2018 che, a proposito dell’uso dei vessilli regionali, ha operato una lettura congiunta degli artt. 5 e 12 della Carta, escludendo così che lo Stato possa essere costretto a far uso di simboli che la Costituzione non consente
di considerare come riferibili all’intera collettività nazionale.

Per il secondo anno consecutivo l’Associazione Nazionale degli Insigniti dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana (ANCRI) celebra a Pisa la “Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’Inno e
della Bandiera”.
L’incontro- dibattito condiviso con Prefettura, Regione, Provincia, Comune, Università e Ordine degli avvocati, si è tenuto domenica 17 marzo alla Gipsoteca di Arte Antica dell’Università di Pisa, alla presenza di
rappresentanti delle istituzioni, Amministrazioni, Enti, Associazioni, degli insigniti di Pisa e della società civile.
Gli interventi sono stati introdotti dall’Inno Nazionale intonato a sorpresa dal tenore Marco Voleri.

Dopo i saluti di Antonio Cerrai delegato ANCRI per la Toscana, moderati dal giornalista Cristiano Mencacci, sono intervenuti Tommaso Bove, presidente nazionale dell’ANCRI, Barbara Gambini dell’Ordine degli Avvocati, il Prorettore Marco Gesi dell’Universitá di Pisa, Michele Conti Sindaco di Pisa, Antonio Mazzeo Consigliere Regionale e Giuseppe Castaldo Prefetto di Pisa.
Agli interventi giuridici sono stati aperti con un apprezzatissimo intervento del giovane universitario, Matteo Ghezzi che, parlando in rappresentanza degli studenti del 1^ anno di Giurisprudenza, ha fatto una dotta relazione su “L’Unità d’Italia e la Carta Costituzionale: proiezioni e suggestioni nelle prospettive delle giovani generazioni” riscuotendo applausi a scena aperta.
“E’ difficile – ha esordito Matteo Ghezzi – dare una prospettiva giovanile e al contempo consapevole di ciò che significa unità. Ancor di più risulta problematico collegare l’idea di unità con il divampante regionalismo
differenziato che caratterizza i nostri giorni. Ritengo il tema del regionalismo un tema assai moderno ed estremamente attuale anche se in poco tempo ben sedimentato nella nostra mente e, seppur con qualche
iniziale difficoltà, anche nei rapporti con lo Stato.

La riflessione che necessariamente sorge spontanea è quella che ci fa chiedere se un eccesso di autonomia regionale possa provocare lesioni alla forma di stato unitaria, se si tratti effettivamente di “promuovere” le autonomie regionali come previsto dall’art 5, o se il regionalismo differenziato possa rompere gli equilibri che dalla riforma del titolo V a oggi si sono andati a creare tra stato e regione”.
“Le regioni – ha proseguito Matteo Ghezzi – svolgono un ruolo fondamentale nel caratterizzare il nostro ordinamento come moderno. Ma ciò che mi sembra necessario pretendere è maggiore ponderazione nel
procedere a tali richieste; riflettere sulle conseguenze di un eccesso di regionalismo, che è un fenomeno giovane, recente, come detto, e che di conseguenza deve ben sedimentarsi nei rapporti con tutti gli altri
livelli territoriali affinché possa risultare efficace.
Non dimentichiamoci inoltre che vi sono già 5 regioni a statuto speciale che godono di condizioni particolari di autonomia dal punto di vista amministrativo, legislativo e finanziario e alle quali, si affiancherebbero Emilia Romagna, Lombardia, Veneto, e che dunque, anche nei rapporti tra regioni dovrebbero crearsi nuovi equilibri che non è da escludere portino a contrasti.
E’ un tema estremamente delicato – ha concluso – che da giovane studente di giurisprudenza mi rende pieno di quesiti e, anche di qualche dubbio, ma, al contempo, è appassionante e carico di interesse l’idea di regionalismo a più velocità”.
Subito dopo Matteo Ghezzi ha preso la parola il costituzionalista Saulle Panizza il quale ha poi, insieme con il Sindaco di Pisa Michele Conti e il Presidente della Provincia Massimiliano Angori, preso parte a una tavola rotonda, moderata dal giornalista Tommaso Strambi, sul tema “Unità, Autonomie Regionali e Costituzione”.
I lavori della mattinata si sono chiusi con l’intervento conclusivo dell’ex Prefetto di Pisa Francesco Tagliente

Enrico Pellegrini




Roberta Bruzzone: “Il mio messaggio per difendersi dai manipolatori affettivi”. Grande attesa per l’appuntamento a Castel Gandolfo

Grande attesa per l’appuntamento con la Psicologa forense e Criminologa investigativa più famosa d’Italia Roberta Bruzzone che sarà a Castel Gandolfo il prossimo 29 marzo 2019 al Teatro comunale Petrolini (ore 19) per parlare del suo ultimo libro “Io non ci sto più”.

Un vademecum fondamentale per riconoscere i manipolatori affettivi, le cosiddette “sanguisughe” della vita degli altri, egocentrici e che assorbono energie e potenziale di altre persone a loro vicine per nutrire il proprio disturbo narcisistico, la propria carenza di autostima.

Bruzzone fa chiaramente capire nel suo libro come tornare ad essere padroni della propria vita, eliminando qualsiasi manipolatore, personaggi pericolosi e negativi, che di fatto ostacolano la crescita personale, il successo, la serenità, la felicità di chi ha accanto. Chi sta vicino al manipolatore affettivo è una vittima e deve prenderne coscienza e uscire dal vortice.

Onorata il Sindaco di Castel Gandolfo Milvia Monachesi: “Credo – ha detto – che avere nella nostra Città la dottoressa Roberta Bruzzone rappresenti un importante momento di riflessione contro il femminicidio e la violenza di genere. È un tema che ci troviamo spesso ad affrontare proprio con l’intento di sensibilizzare l’opinione pubblica e le tante donne che necessitano di supporto morale e psicologico”.

Ad intervistare Roberta Bruzzone sarà  la giornalista Chiara Rai: “Roberta Bruzzone – ha detto Chiara Rai – ha delle competenze professionali uniche nel suo genere oltre ad avere in carico come perito e consulente i casi di cronaca nera più famosi d’Italia degli ultimi anni. È amata da tutti per la sua schiettezza ed è diventata una delle massime esperte di criminologia investigativa e psicologia forense degli ultimi tempi. Intervistarla per me che la seguo da molti anni significa contribuire ad arricchire un bagaglio personale e a trasmettere qualcosa a chi avrà il piacere di ascoltarci. Un appuntamento quello del 29 marzo a Castel Gandolfo da non perdere sicuramente”.  

Per la presidente di Gens Albana Cinthia Vercelloni il 29 marzo rappresenta una vera e propria occasione per tutte le donne: “Ho letto il libro di Roberta Bruzzone – ha detto Vercelloni – e mi sento di consigliarlo a tutte le persone che vivono un momento in cui hanno perso di vista la propria vita per mettere al centro delle loro attenzioni un vero e proprio manipolatore affettivo che vuole prendere le decisioni al loro posto e non solo. La violenza psicologica si può insinuare nella nostra vita in maniera silente ma poi quando colpisce può lasciare segni indelebili”.

All’evento interverranno anche la presidente di CulturiAmo Maria Grazia Piccirillo che con Chiara Rai sta curando un approfondimento di quelli che sono i valori che accompagnano fino alla prossima edizione del PREMIO CASTEL GANDOLFO 2019 che si terrà a Castel Gandolfo il prossimo 6 settembre 2019.

Non mancheranno gli interventi del Vice Sindaco Cristiano Bavaro, dell’Avvocato Marta Toti che in particolare cura la difesa di numerose donne vittime di violenza e al contempo è Presidente del Consiglio Comunale di Castel Gandolfodel Consigliere con delega ai Servizi Sociali Francesca Barbacci Ambrogi che ha curato già diversi eventi volti ad apportare un contributo al tema della violenza di genere.

Appuntamento dunque a Castel Gandolfo venerdì 29 marzo 2019 ore 19 al Teatro comunale Petrolini per l’appuntamento con Roberta Bruzzone. L’evento è organizzato e promosso dal Comune di Castel Gandolfo e dalle associazioni AgenSal, Gens Albana e CulturiAmo. 




Genzano, Infiorata 2019: ecco i bozzetti

Il 22, 23 e 24 giugno 2019 la manifestazione a Genzano di Roma

Completato l’allestimento della sala Belvedere con l’esposizione dei bozzetti della Tradizionale Infiorata relativi all’edizione 2019, la 241esima.

L’ordine dei quadri figurativi e dei tappeti è stato estratto a sorte. I bozzetti che saranno realizzati sono – in ordine crescente a partire da piazza IV Novembre – i seguenti:

·         Alma Mater di Assunta Giacchetti

·         Donna Livia: ‘La via della bellezza’ di Claudia Gianiorio

·         La bellezza del genio di Antoine Cesaroni

·         Hymne à la Beauté di Peter Buttaroni e Sara Postorino

·         Ed è in certi sguardi che si intravede l’Infinito di Francesca D’Erasmo

·         La bellezza dei fiori di Gina Raponi

·         Spirale di bellezza vitale di Rachele Morani

·         La bellezza salverà il mondo di Enrico Del Prete

·         Il Mosè di Michelangelo di Nando Gabbarini e i Gira-Soli

·         Dal caos degli stili all’armonia dell’Infiorata di Gianpaolo Leuti, Francesca Leuti, Cinzia Severoni, Luigi Ciampanella, Roberta Imbastari

·         L’infinito di Andrea Farina

·         Dream Big/Sogna in Grande di Silvia Pompili e Eleonora Sciattella

·         Via Livia di Marco Casini

I bozzetti Dream Big/Sogna in Grande e Via Livia saranno realizzati sulle Scalette.

In occasione della Tradizionale Infiorata verranno inoltre realizzati due quadri infiorati davanti le chiese SS.ma Trinità e Ss.mo Nome di Maria

·         Ss. Trinità – Corpus Domini 2019

·         Ss. Nome di Maria – Eucaristia: pane di vita eterna




Napoli, tutti pazzi per il Jurassic park: ecco le novità 2019 per “Dinosauri in carne ed ossa”

NAPOLI – Da non perdere il percorso espositivo dal titolo “Dinosauri in carne ed ossa”, per chi è in visita nel capoluogo partenopeo ad Agnano nel suggestivo cratere degli Astroni, fino al 10 novembre 2019 con ben 30 riproduzioni dei dinosauri in scala reale 1:1 realizzate tutte in vetroresina dalle maestranze italiane.

L’exhibition che parte dal Real sito di caccia per opera di Alfonso D’Aragona per poi arrivare al cratere, ha come tema la preistoria e spiega le grandi estinzioni di massa, il percorso espositivo dà ai “viaggiatori” una chiara storia della vita sul pianeta, dalla conquista della terraferma avvenuta nell’era primaria (paleozoica) fino ai nostri giorni.

Il filo conduttore del percorso-evento presentato durante la conferenza dello scorso 8 di marzo

è l’alternanza delle specie animali, come ad esempio i dinosauri o i grandi mammiferi della cosiddetta era glaciale, che di volta in volta hanno dominato le terre emerse, diversificandosi a partire da uno scarso gruppo di sopravvissuti alle grandi estinzioni di massa, dall’uccello columbiforme chiamato Dodo delle isole Mauritius estinto nel XVII secolo per mano degli uomini, al tirannosauro e tantissime altre specie.

L’intento del percorso “Dinosauri in carne ed ossa”

ha come tema l’ambiente e la cultura, parte dalla riserva di caccia reale e per poi arrivare nel cratere originatosi circa 3.700 anni fa all’interno della riserva naturale preservata da Wwf di Napoli, spiega il Direttore della Riserva Naturale degli Astroni Fabrizio Canonico: “Lo scopo è di stimolare i bambini e di farli riflettere sul tema dell’estinzione” – prosegue – “ sensibilizzare e sollecitare la politica su questo problema”.

Un immersion totale

partendo dall’era primaria ai giorni nostri dove i visitatori potranno fare a soli 5 km dal centro della citta di Napoli, i “viaggiatori” saranno interamente “connessi” nella preistoria, grazie anche alle piante sopravvissute che costituiscono l’ultima testimonianza dell’antico manto forestale che avvolge la provincia del capoluogo campano.

Tante le novità dell’edizione 2019

con un percorso ancora più affascinante che coinvolgerà i più piccoli, infatti il percorso è più semplice da affrontare e più breve per distanza e consentirà ai bambini di godersi l’avventura senza stancarsi e rimanere affascinati da un ambiente diverso. “Le estinzioni di massa – spiega Antonio Canu, presidente dell’oasi Wwf degli Astroni – rappresenta un fenomeno avvenuto più volte nel corso dei tempi geologici, con la scomparsa più o meno “istantanea” di interi gruppi animati e vegetali. Sono state causate da varie forme di stress ambientale che spesso funzionano in sinergia, come intense eruzioni vulcaniche su tutto il globo, l’improvvisa caduta di corpi extraterrestri, la formazione di estese calotte glaciali, i grandi mutamenti climatici. Le estinzioni di massa precedenti alla comparsa del genere umano sono cinque”.

Cinque grandi lezioni che dobbiamo guardare senza paura

ma con la consapevolezza di dover imparare da quanto accaduto: “Oggi – afferma Simone Maganuco, co-curatore della mostra – in una società come la nostra che non vuole rendersi consapevole di provocare una nuova estinzione di massa, la sesta, appare di fondamentale importanza comprendere i meccanismi che hanno determinato e poi l’eclissi di linee evolutive di grande successo, come quella dei dinosauri mesozoici. E’ necessario capire come una catastrofe possa tramutarsi in una risorsa, rendendo possibile la nascita di altre forme di vita, soltanto a patto che sia un prodotto delle leggi della natura. Quelle leggi che l’uomo ha sfidato fin dalle sue origini, modificando e sfruttando l’ambiente in cui viveva in modo sempre più invasivo e ben oltre le necessità dettate dalla sopravvivenza della propria specie”.

Sono intervenuti per illustrare durante la conferenza stampa l’8 marzo del percorso espositivo: Fabrizio Canonico, direttore della Riserva Naturale Oasi Wwf del cratere degli Astroni; Antonio Canu, presidente Wwf Oasi; Simone Maganuco curatore della mostra “Dinosauri in carne ed ossa”, al termine del percorso espositivo a rendere ancor di più interessante è stato la liberazione di uno sparviero emozionando ancor di più il gruppo di bambini in visita nella riserva.




Colle Dell’Acero, l’agriturismo top ai Castelli Romani

La location conquista i pieni voti ad “Eccellenze sotto scatto”, la rinomata rubrica de L’Osservatore d’Italia

Si chiama Colle Dell’Acero, si trova a pochi passi da Roma nell’omonima strada via Colle dell’Acero, 14 (Velletri) ed è senz’altro uno dei migliori agriturismi del Lazio. I prodotti sono tutti biologici, a chilometro 0 e di prima qualità, serviti con gentilezza, il tutto in una atmosfera familiare calda e accogliente ma senza un briciolo di trascuratezza nel servizio.

Una location davvero bella a vedersi e pulita. Con un grande forno a legna che fa le pizze la sera e dove cuociono gli arrosti.

Il menù agrituristico è a costo fisso e c’è un apposito menù per i bambini. Abbondante e molto curato. Ci sono solo prodotti di stagione, infatti i piatti cambiano di settimana in settimana regalando sempre nuovi sapori.

La gestione è prevalentemente composta da persone giovani ma preparatissime. Sono “i figli” di una lunga tradizione. Si tratta della quarta generazione della famiglia Iacchelli insediatasi a Colle dell’Acero dal 1948. Il famoso nonno Elio, insieme a suo fratello, fondò La Società Agricola Iacchelli che prosegue oggi con sempre nuove idee e servizi. L’agricoltura rimane comunque il punto cardine. Nell’azienda Colle dell’Acero c’è una Fattoria Didattica dotata di Bioparco, parco giochi, attività per bambini,
area barbecue e un colorato e profumato punto vendita dove sono esposti tutti i prodotti genuini della terra. 

Senz’altro Colle dell’Acero è promosso a pieni voti dalla ormai consolidata rubrica de L’Osservatore d’Italia “Eccellenze sotto scatto”.