Anguillara, studenti e professori con gli amministratori comunali dicono no al bullismo: inaugurata una panchina gialla

ANGUILLARA SABAZIA (RM) – Ad Anguillara inaugurata una panchina gialla a simboleggiare la lotta contro il bullismo. Un’iniziativa a proseguimento del progetto iniziato dall’amministrazione comunale lo scorso 7 febbraio che ha visto la partecipazione della scuola di ballo Angel’s dance di Stefania Sacco con un balletto dedicato alla particolare tematica e molto apprezzato dai ragazzi dei licei Ignazio Vian e Paciolo.

La partecipazione dei professori dei licei di Anguillara all’evento

“Meravigliosa la partecipazione dei professori, – dice Sara Galea assessore alle politiche Sociali e vice sindaco della città di Anguillara Sabazia – grazie ai quali si é potuto realizzare questo progetto e, profonde e sentite le loro parole di soddisfazione per questo solido rapporto che si sta creando con il Comune per favorire sostegno e garanzia per i giovani di Anguillara”.

L’intervento dello psicologo Massimo Impicciatore

Particolarmente interessante l’analisi dello psicologo Massimo Impicciatore che, con parole semplici, ha spiegato ai ragazzi le varie dinamiche che caratterizzano questo fenomeno così delicato e grave. Una tematica, quella della lotta al bullismo sulla quale la vice sindaco promette di ritornare per sensibilizzare, in maniera sempre più efficace i giovani.

Galea: “Un vero lavoro da svolgere tutti insieme”

Presenti anche le assistenti sociali del comune sabatino e la capoarea dei servizi Sociali. “E’ stato molto toccante parlare ai ragazzi in maniera informale, – ha dichiarato ancora Sara Galea – sentendosi profondamente parte di loro, del loro mondo, punto di vista, e facendo ammissione di responsabilità per aver dato loro un mondo corrotto e svilito, opera di adulti insensati che per brama di potere hanno realizzato un sistema che ha reso le famiglie prigioniere di problemi grandi, gravi, estenuanti tanto da togliere le forze che dovrebbero servire per fare fronte all’ esuberanza ed ai malesseri di crescita dei propri figli. Sono troppi i problemi che sottopongono le famiglie ad un continuo dispendio di energie – prosegue Galea – per poter sopravvivere: disoccupazione, mancanza di stabilità, certezze. e quindi forza e coraggio per vivere la normalità di una vita quotidiana imperiosa, allo sbando, caotica, subissata da problemi sociali ed economici. É stata rafforzata più volte l’idea che le famiglie, appesantite dai propri problemi, spesso non riescono a gestire le crisi di crescita dei propri figli che hanno quindi la responsabilità di essere un supporto per i propri genitori e non un ulteriore aggravio. Si é voluto sottolineare poi ai ragazzi – ha detto ancora la vice sindaco – che la paura, la preoccupazione, la rabbia e la violenza che nascono dentro di loro ha radici profonde, talmente tanto profonde che possono essere destrutturate soltanto con un vero lavoro da svolgere tutti insieme, tra loro giovani, che si devono sostenere ed aiutare a vicenda anziché farsi la guerra o massacrarsi, con le famiglie, la scuola, le istituzioni”.

I corsi gratuiti per i giovani

L’incontro con i ragazzi è poi terminato con l’auspicio che nuovamente si possa collaborare per creare un rinnovato senso civico e di collaborazione, e ricordando che l’amministrazione comunale ha organizzato dei corsi gratuiti di musica elettronica, dj e painting con professionisti del settore, che partiranno nel mese di settembre e di cui sono ancora aperte le iscrizioni. Ad Anguillara il progetto contro il bullismo continua, con nuovi strumenti affinché i giovani possano ritrovare fiducia ed entusiasmo nella vita. Nuovamente con le scuole ma, soprattutto, con i veri protagonisti della vita: i giovani.

Anguillara Sabazia: il vice sindaco con gli studenti per dire no al bullismo




Comunali Lazio: i candidati a Pomezia, Velletri e Fiumicino

Giugno sarà il mese di importanti elezioni comunali che coinvolgeranno vari comuni del Lazio tra cui Pomezia, Velletri e Fiumicino.

Pomezia

Il 10 giugno (ballottaggio previsto per il 24) consulterà i propri cittadini che dovranno passare oltre o riconfermare la Giunta retta dal Movimento Cinque Stelle di Fabio Fucci. Quest’ultimo eletto nel 2013 è stato al centro di una bufera programmatica con Luigi Di Maio nel dicembre 2017. Il capo del M5S negava al primo cittadino la terza rielezione dopo la sottoscrizione del contratto del movimento che la vietava, ammonendolo circa una prossima rottura. A tali moniti Fabio Fucci rispose definendoli un’ipocrisia. Per questo a giugno Fucci tenterà il riscatto candidandosi con la Lista Civica il Bene in Comune e la Lista Essere Pomezia contro cinque candidati. Roberto Camerota di Casa Pound, Antonio Aquino con la Lista Progetto Comune Pomezia, Pietro Matarese di centrodestra ( Forzi Italia, Udc, Lista III° millennium, Lega, Fdi, Lista dello Scarpone, Msi), Stefano Mengozzi del centrosinistra sostenuto dal Partito Democratico, Unione imprenditori lavoratori socialisti, Psi, Pomezia domani, e Adriano Zuccalà M5S.

 

Velletri

Saranno ben 26 le liste a sostegno di sette candidati allo scranno maggiore del Comune. Ad auspicare di prendere il posto del sindaco uscente Fausto Servadio eletto nel 2013 nell’aerea di sinistra
sono Paolo Trenta del Movimento Cinque Stelle già consigliere di opposizione, l’assessore uscente Orlando Pocci sostenuto dalla coalizione di centrosinistra di Partito Democratico, Liberi e Uguali, Mpb, Gente Nuova e Velletri e Beni Comuni. Alle elezioni si spacca il centrodestra che vede da una parte Alessandro Priori con Forza Italia e le Liste Civiche di Patto Popolare Velletri, Viviamo Velletri, Insieme per Velletri, e dall’altra Giorgio Greci caldeggiato dalla Lega, Fratelli d’italia, Pri, Popolo della Famiglia e ben 5 civiche di cui Noi con Velletri, Con voi per Velletri, Gente Libera, Forza Velletri. Mentre Paolo Felci verrà sostenuto da Casa Pound e Difendere Velletri e Lista Civica Felci Sindaco. Augusto Di Lazzaro è il candidato di Laboratorio Velletri e Laboratorio in Movimento. Ed infine il consigliere uscente Stefano Pennacchi al vertice di Sinistra per Velletri e Lista Velester.

 

Fiumicino

Il 10 giugno vedranno fronteggiarsi cinque candidati. Il centrodestra ancora una volta si divide tra Mario Baccini con Forza Italia e sette liste civiche tra cui Progetto Fiumicino, Energie per l’Italia, Cristiano Popolari, Lista Petralia-MDM, Crescere Insieme, Cuori per Fiumicino, Orgoglio Tricolore; Gaia Desiati sostenuta da Casapound Italia e William De Vecchis con la Lega di Noi con Salvini, Fratelli d’Italia, Legittima difesa, Passione Comune. Nell’area di centrosinistra si candida Esterino Montino sostenuto dal PD, Liberi e Uguali, Unione di Centro, Civica Montino, Comune Autonomia e Libertà, Per Vivere Fiumicino, Fronte Verde- Pensionati Centro e Libertas-Democrazia. Il Movimento 5 Stelle porterà invece come candidato alla fascia di primo cittadino Fabiola Velli.

Gianpaolo Plini




Zagarolo, trionfo di colori e profumi per la 6 edizione di “Zagarolo in fiore”

ZAGAROLO (RM) – Una domenica 13 maggio colorata e profumata a Zagarolo con la sesta edizione della mostra mercato “Zagarolo in fiore”. E nella ricorrenza della festa della Mamma, fiori, piante ed arredi per il giardino insieme all’artigianato, all’antiquariato ed all’oggettistica hanno caratterizzato la città che si è trovata immersa in una suggestiva e coloratissima atmosfera.




Anguillara Sabazia: il vice sindaco con gli studenti per dire no al bullismo

ANGUILLARA SABAZIA (RM) – Nuovi appuntamenti con le panchine gialle, simbolo della lotta contro la violenza, ad Anguillara Sabazia, dove prosegue il progetto portato avanti dall’assessore alle Politiche Sociali Sara Galea.

Due gli appuntamenti per ribadire il no al bullismo:

Lunedì prossimo alle 11 presso i licei Vian e Paciolo, e giovedì alla scuola media di Anguillara Sabazia. La realizzazione, in questa seconda fase del progetto è stata curata dagli studenti che hanno interpretato il loro messaggio contro il bullismo a sostegno della lotta contro una realtà drammatica sempre più dilagante.

Sara Galea: “Affidare ai giovani nuovi strumenti idee, consapevolezze per poter attraversare e superare la crisi sociale”

“I giovani – ha detto l’assessore alle Politiche Sociali e vice sindaco Sara Galea – hanno bisogno di essere seguiti e presi per mano, aiutati a superare anche i problemi socio economici che investono le proprie famiglie, affidando loro nuovi strumenti, idee, consapevolezze per poter attraversare e superare la crisi sociale che in questo periodo storico sta mostrando segni di degrado e amoralità pubblica. I giovani – ha proseguito la vice sindaco – devono essere sostenuti nel recupero della loro vera identità troppo spesso mortificata e svenduta da una società corrotta e malata. Istituzioni, famiglie ed i giovani stessi si devono unire per trovare una nuova dimensione di vita che si fondi sui valori”.

Partecipano a sostegno dell’evento la Asd Angel’s Dance di Stefania Sacco, con un balletto tematico, e lo psicologo Massimo Impicciatore con un intervento sul tema.

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Guidonia, via Aureliano impraticabile da 100 giorni: residenti furiosi

GUIDONIA (RM) – La data è del 23 gennaio 2018 a firma del Comandante Alia sull’ordinanza oramai spappolata e sbiadita appesa alle transenne insieme al cartello con limite di 10 kmh all’inizio della via Aureliano. A causa delle buche sulla via è impedito il traffico se non ai residenti.

“Dopo 100 giorni e 15 buche ( tutte fotografate) con l’erba che occlude oramai anche la sede stradale la situazione è sempre la stessa, conferma la consigliere della Lega per Salvini, Giovanna
Ammaturo – In una Città dove la velocità a causa della presenza di buche nelle vie del Comune, ordinanza n°56 del 9 marzo 2018 prot. 22236/18, ci si può muovere senza affrettarsi al massimo a 30 kmh.

Un esempio di ritorno al passato e considerato che l’ufficio LLPP non ha posto in essere la relativa cartellonistica, lo sa soltanto l’Amministrazione grillina e Barbet che da qualche giorno è in Francia dove sono certa potrà dare sfogo all’acceleratore.

Qui invece sono inferociti è dir poco i residenti, una ventina pronti a tutto anche a pagarsi 3 metri cubi di fresato per riempire le voragini o le buche pur di rendere civile quel tratto di strada.
Stiamo parlando di 500 euro. 1,5 km che collega la Circonvallazione via Petrara, con I Pichini e S.Lucia.

Con via Aureliano si evitano circa 10 km di curve, questo il motivo oltre all’erba che copre i cartelli di divieto che di fatto vengono disattesi catalizzando sugli automobilisti ogni genere di azzardo se non ulteriori danni. È evidente il potenziale pericolo ma neanche si possono attendere 100 giorni e davanti ai cittadini esasperati, intervenuti alla Commissione LLPP, si sa soltanto dire che mancano i soldi. Prima perché non si può giustificare chi ha inteso prendersi la responsabilità di amministrare e poi ci si scrolla le spalle, secondo perché i soldi ci sono.

Questo Barbet non lo vuol dire ma dopo le richieste mensili di saldo e quattro denunce sappiamo che la disponibilità è superiore ai 37 milioni di euro compresi i 26 dal Fondo del Ministero Interni. Lui è il vero Paperone della Città. Intanto restano muti tutti i telefoni del Comune ed in particolare dell’ufficio ragioneria, altra perla grillina, dopo c’è il divieto a far salire i cittadini. Mentre Barbet ha preferito cambiare aria dimenticando che per Statuto della Città dovrebbe garantire la salvaguardia e la conservazione del patrimonio della Comunità Locale. Dopo la chiusura del Centro dell’Impiego, ultimo Ufficio a servizio a resistere, per il mancato pagamento degli affitti, dopo le cervellotiche richieste sull’avviso per la fruizione degli spazi pubblici che al punto sei ben recita “Richiesta di perizia tecnica di agronomo o agrotecnico che attesti in relazione agli afflussi massimi previsti ed all’utilizzo, le alberature presenti non comportino rischi di stabilità” . Davanti a tanto viene da chiedersi chi governa la Città. Le buche sono dovunque, i parchi chiusi, l’erba sui cigli nessuno la taglia, i tombini saltano, c’è da chiedersi perché gli attuali amministratori percepiscono
regolarmente l’assegno mensile. Ora basta: pensiamo di indicare presto una grande manifestazione popolare per gridare al Bluff di questa Amministrazione che non ha mostrato neanche una modesta capacità ad amministrare”.




Guidonia, centro dell’Impiego: sfrattato il Comune da via Monteleucci

GUIDONIA (RM) – Il consigliere della Lega, Giovanna Ammaturo biasima l’Amministrazione grillina mentre nella terza Città del Lazio la disoccupazione oltre quella giovanile è ai massimi della Regione.
L’8 maggio è arrivato insieme agli Ufficiali giudiziari che hanno dato esecuzione allo sfratto al Comune di Guidonia Montecelio che da due anni non pagava se non saltuariamente il Centro dell’Impiego in via Montelucci.

L’immobile di proprietà di una Società che gravita nell’orbita del noto imprenditore Bartolomeo Terranova “Era l’ultimo Ufficio istituzionale rimasto nella terza Città del Lazio- ha detto il consigliere Giovanna Ammaturo della Lega per Salvini, che conferma- Il Sindaco Barbet assomiglia sempre più a Paperone, stante gli oltre 7 mln di euro in Banca, i 26 mln arrivati dal Fondo del Ministero degli Interni, piange sempre che è senza soldi. Eppure nei 26 mln erano ricompresi anche i soldi dell’affitto mai onorati. Il Centro dell’Impiego di Guidonia, dipende dalla Città Metropolitana ( ex Provincia pure a guida M5S con la Raggi Sindaco di Roma) ma a pagare gli affitti avrebbe dovuto essere il Comune di Guidonia Montecelio dove l’Ufficio era capofila per diversi comuni e quartieri di Roma che trovavano più agevole la dislocazione. Oggi le chiavi sono state lasciate, come per legge, ad un responsabile che in 20 giorni avrà il tempo di trasferire le scrivanie e gli armadi. I 20
dipendenti sono stati trasferiti d’ufficio, seduta stante, presso l’analogo Centro in Tivoli. Un altro pezzo di storia della Città che svanisce- conferma l’Ammaturo- dopo la CCIAA, INPS, ENEL, INAIL, TELECOM, sono rimaste solo le persiane abbassate di centinaia di artigiani e commercianti pure svaniti come gli Uffici Istituzionali che l’Amministrazione grillina e le precedenti non hanno saputo e voluto trattenere per dare un minimo di servizi. I 50.000 euro di mancati affitti saranno comunque onorati all’affittuario mentre è di là da venire il bando per ricercare un’altra sede con affitti più bassi promessi dal Vice Sindaco.

Uno smacco per la Comunità che non ha colpe per vedere sfilare via tutti i servizi. Uno smacco per questa Amministrazione de M5S che è incapace di offrire servizi e l’unica cosa che sa fare è piangere miseria per colpa delle altre Amministrazioni ma non risponde alle interrogazioni sui saldi mensili del conto corrente del Comune. Bene abbiamo fatto a denunciare Barbet, lo dovrà
dire, speriamo presto, in aula di tribunale. Rimane lo sconforto di una Amministrazione incapace di affrontare il pur minimo problema ed incurante dei cittadini e delle problematiche che si sollevano ogni giorno. Nella 58^ Città d’ Italia dove la disoccupazione giovanile rappresenta ben oltre il 60% il Centro dell’impiego seppure costoso e farraginoso figlio del mancato decollo dell’ANPAL, dell’endemica inefficienza dei centri di ricollocamento pubblici e dello scontro Stato- Regioni almeno rappresentava una speranza, una luce di candela in fondo al tunnel. Il M5S di Guidonia e l’area Metropolitana l’hanno estinto come si vuol fare per le cave, il commercio e l’urbanistica.

Si voleva buttare anche giù il Cimitero per fortuna che i Giudici hanno buon senso. Poteva servire per l’assegno di ricollocazione, ideato nel 2015 come strumento di reinserimento per i disoccupati, che deve ancora decollare nonostante le demagogiche previsioni del PD che lo annuncia attivo già dal 2017.

Resta solo la consolazione che per raggiungere il Centro per l’Impiego di Guidonia non si dovrà spaccare qualche semiasse nelle migliaia di buche oramai presenti dovunque”.




Canale Monterano, chiusa la “tre giorni” maltese. Il Sindaco Bettarelli: “Il gemellaggio con Qala grande occasione per le nostre due comunità”

CANALE MONTERANO (RM) – Si è conclusa ieri notte la “tre giorni” maltese per il Comune di Canale Monterano, che dal 30 aprile al 2 maggio scorso è stato impegnato sull’isola di Gozo per la firma del Protocollo d’Intesa per il gemellaggio con il Comune di Qala.

“Sono stati tre giorni pienissimi – commenta il Sindaco di Canale Monterano, Alessandro Bettarelli – finalizzati alla conoscenza di reciproche tradizioni, storie, modi di vivere, economie, strutture scolastiche e culminati con la firma del patto e l’incontro con il Ministro per Gozo del Governo di Malta, Justyne Caruana. Ne esce un rapporto forte tra le nostre due comunità, che proveremo a mantenere e a sviluppare nei prossimi anni. La firma del Protocollo d’Intesa ha posto le basi per un gemellaggio duraturo e foriero di soddisfazioni reciproche. Basti pensare alle possibilità che potrebbero aprirsi: progettazione comunitaria, impresa, lavoro e istruzione su tutte.”

“Malta – continua il Sindaco Bettarelli – è un Paese che ha saputo sfruttare i fondi europei in modo eccezionale e che, anche grazie a questi, sta attraversando un periodo di grande sviluppo economico. Visitando gran parte dell’isola di Gozo e buona parte di quella di Malta, è emerso chiaramente come queste isole siano diventate attrattive per i nostri giovani che vogliano perfezionare l’inglese o lavorare nel campo della ricettività turistica, oppure per le nostre imprese che vogliano provare a intraprendere attività nella ristorazione e nell’edilizia. Ma Malta, e Gozo in primis, insegnano anche come sia possibile coniugare perfettamente sviluppo e rispetto dell’ambiente e del paesaggio. Insomma, potremmo mettere a fattor comune problemi e risorse per un’idea di Europa, di collaborazione e integrazione, concreta e non solo a parole.”

“È stato un piacere – aggiunge l’On Alessandro Battilocchio, promotore di questo gemellaggio – essere al fianco di Canale Monterano in questo percorso comune con la splendida località di Qala, nell’isola maltese di Gozo. Questo scambio tra comunità imperniato su cultura, turismo e valorizzazione delle risorse naturali dei territori, costituirà un’opportunità e un’occasione da cogliere per entrambi i Comuni che potranno impostare insieme anche alcune progettualità in ambito UE ”.

La “delegazione” italiana, oltre al Sindaco Bettarelli e all’on. Battilocchio era composta dall’assessore del Comune di Canale, Vilma Piccioni, che occupandosi di Cultura e Sociale, ha potuto approfondire questi due settori con i colleghi di Qala e da Giuseppina Bettarelli, responsabile per il Twinning Committee, che ha perfezionato i dettagli per la visita del Comune di Qala a Canale Monterano tra due settimane. In quell’occasione sarà firmato l’ultimo atto necessario al perfezionamento del gemellaggio: il Patto di Gemellaggio o Giuramento di Fraternità.

Alessandro Poggio




Colleferro: arrestata “insospettabile pusher”

COLLEFERRO (RM) – Rimane alta l’attenzione dei Carabinieri della Compagnia di Colleferro sulla prevenzione e la repressione del fenomeno dello spaccio di droga.
I Carabinieri della Stazione di Colleferro hanno arrestato una 29enne bulgara, senza occupazione, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Nel corso di un servizio nei pressi dei locali notturni, i militari hanno notato subito movimenti ed incontri apparsi riconducibili a cessioni di stupefacente e hanno proceduto al controllo della 29enne. In suo possesso sono state rinvenute dosi di cocaina pronte per essere spacciate.
La successiva perquisizione scattata nella sua abitazione ha consentito di sequestrare quattordici grammi della stessa sostanza, un bilancino di precisione e 300 euro, ritenuti provento della sua attività illecita.
La sostanza stupefacente, destinata alla piazza di spaccio locale, avrebbe fruttato al dettaglio circa 1.200 euro. La pusher è stata sottoposta agli arresti domiciliari in attesa del rito direttissimo.
All’esito del giudizio, l’attività dei Carabinieri è stata convalidata in attesa di giudizio definitivo.




Valle del Sacco, allarme salute cittadini: il Comitato residenti di Colleferro chiede risanamento e bonifica urgenti

COLLEFERRO (RM) – Nicola Zingaretti, riconfermato Presidente della Regione Lazio, ha recentemente indicato i 10 punti fondamentali dell’azione di governo per i prossimi anni. Tra questi non c’è il risanamento
ambientale della Valle del Sacco (e la questione idrica).
Eppure, il territorio che va da Colleferro a Ceprano, che si estende lungo tutta l’asta fluviale del fiume Sacco, comprende più di 30 Comuni per oltre 200.000 abitanti, con una serie di “emergenze”
ambientali e sanitarie, ormai strutturali, da sempre trascurate e che sembra continueranno ad esserlo.
Tutte e tre le matrici ambientali –acqua, aria, suolo – risultano in uno stato di grave degrado.
La qualità delle acque del bacino del Sacco è allo stato di “pessimo” o “scarso”, i gradini più bassi della scala di valutazione europea. A gennaio l’ISPRA ha rilevato, per l’ennesima volta, livelli
inaccettabili di concentrazione del HCH (esaclorocicloesano) nelle acque del fiume, e ha denunciato la presenza di fonti di contaminazione attive dopo oltre 20 dalla prima dichiarazione di emergenza.
E quali provvedimenti sono stati adottati a tutela della salute della popolazione? Nessuno! La valle del Sacco è sotto procedura d’infrazione in sede comunitaria per la mancata depurazione di
reflui civili ed industriali; basti pensare che il depuratore che dovrebbe servire l’area industriale di Anagni, dopo un lustro ed oltre 20 milioni di € spesi è ancora inattivo, nonostante rassicurazioni,
protocolli d’intesa ed impegni formali di tutte le Amministrazioni coinvolte: gli scarichi di più di 100 attività industriali e di circa 10.000 abitanti finiscono nel Sacco senza adeguata depurazione.
La recente Relazione di Arpa Lazio (Determina 28.32018, n. G03901) ha riconfermato che in tutti Comuni della valle del Sacco la qualità dell’aria è in classe 1, la peggiore, con l’obbligo per le Amministrazioni di adottare provvedimenti urgenti a tutela della salute dei cittadini.
A parte l’adozione – sulla carta – di Piani d’Intervento Operativo da parte dei Comuni, nessuna misura è stata avviata per interventi strutturali volti al risanamento della qualità dell’aria. La
maggior parte delle risorse regionali sono state indirizzate su Roma Capitale, lasciando la valle alla mercè della Commissione Europea, che non solo ha avviato da tempo una procedura d’infrazione ma sta per comminare una pesantissima sanzione, che ricadrà sulle nostre tasche.
Le conseguenze sanitarie dell’inquinamento atmosferico si manifestano con esiti che non è esagerato definire drammatici, esiti del tutto ignorati dagli enti preposti alla difesa della salute
pubblica.
La nuova perimetrazione del SIN Bacino del fiume Sacco approvata a novembre 2016 ha definitivamente sancito, con apposito divieto, la grave compromissione di estese parti del territorio;
basti pensare a tutte le fasce ripariali, per 100 metri dagli argini del Sacco e per tutta la sua lunghezza. Il divieto tuttora vigente viene fatto rispettare?
I siti da bonificare, fra quelli inseriti nel SIN e quelli “esterni”, sono oltre 300, come ha dichiarato il Prefetto di Frosinone nell’audizione avanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei
rifiuti svolta nella precedente legislatura.
Il Piano delle bonifiche della Regione Lazio risale al 2012 e non è mai stato aggiornato. Le risorse necessarie per le bonifiche, notevolissime, sono stimate in oltre 150 milioni di €.
Inoltre, le questioni relative alla gestione del ciclo dei rifiuti da decenni pendono come una spada di Damocle sulle teste dei cittadini della valle del Sacco.
E’ vero che nell’agenda politica del Presidente Zingaretti, tra le 10 azioni prioritarie, c’è la definizione del nuovo Piano regionale di gestione dei rifiuti, ma troppe sono le opacità e le
incertezze sugli indirizzi e le azioni che l’Amministrazione intende attuare: finora solo titoli generici, come il richiamo all’economia circolare e la revisione dell’impiantistica ma, in concreto,
quali saranno in sintesi i contenuti del nuovo Piano?
Il Piano Rifiuti risale al 2012 e il 31.12.2017 è scaduto il termine per la sua revisione; fin dal 2013 l’Amministrazione regionale aveva avviato il procedimento per la definizione del nuovo fabbisogno
impiantistico, vero nodo centrale: quanti impianti, quali e dove collocarli.
Solo nel 2016 con la “famigerata” DGR n.199 la Regione ha indicato il quadro del fabbisogno impiantistico in modo assai deludente: nuove volumetrie di discarica, revamping degli inceneritori
di Colleferro, potenziamento dei TMB (impianti di trattamento meccanico biologico).
Insomma, la vecchia, vecchissima, obsoleta gestione del ciclo dei rifiuti, altro che economia circolare!
Dell’anarchia del settore ne ha fatto le spese il nostro territorio che supplisce con gli impianti già esistenti alle deficienze del resto della Regione, mentre nel corso degli ultimi anni si è aperta una
vera e propria gara per collocare nuovi impianti per il trattamento dei rifiuti nella valle del Sacco, impianti ad elevato impatto ambientale, non sostenibile dall’attuale situazione, così come descritta.
All’ignavia degli amministratori pubblici e dei rappresentati politici hanno risposto solo i comitati e le associazioni di cittadini con tutto lo spettro delle azioni possibili, dalla mobilitazione popolare,
all’intervento nei procedimenti autorizzativi, ai ricorsi al TAR; ne dà persino conto la Relazione finale della già citata Commissione Parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti: “In questo contesto l’attenzione posta dalla Commissione alla posizione di comitati e associazioni ambientaliste ha fornito il riscontro di una situazione in cui la percezione della mancanza di un quadro di riferimento programmatico da parte dei poteri pubblici genera sfiducia e la sensazione della necessità di attivarsi con interventi diretti come spinte esterne rispetto alla ritenuta inerzia
dei soggetti istituzionalmente competenti”.
Più volte comitati e associazioni hanno chiesto, inascoltate, la moratoria per la valle del Sacco, in attesa della definizione del nuovo Piano Rifiuti che la Regione non ha ancora presentato, e neppure è stata avviata l’indispensabile Valutazione Ambientale Strategica (VAS) sul fabbisogno impiantistico, come pure aveva stabilito la stessa Amministrazione regionale nel dicembre 2016.
Il mancato governo del ciclo dei rifiuti lascia il settore in balia dei fragilissimi equilibri strutturali, sempre sull’orlo dell’emergenza.
E’ forse questa la vera intenzione della Regione? Gestire il ciclo dei rifiuti – anche in futuro – con provvedimenti emergenziali, infischiandosene delle ricadute ambientali e sanitarie?
E in proposito, basta rileggere le conclusioni del DEP Lazio nell’ultima Relazione del 2017 sullo stato di salute della popolazione della Valle del Sacco: “La contaminazione del fiume Sacco rimane
un disastro ambientale di proporzioni notevoli che ha comportato una contaminazione umana di sostanze organiche persistenti considerate tossiche dalle organizzazioni internazionali. Proprio perchè la contaminazione è purtroppo persistente non esistono metodi di prevenzione e di rimozione dell’inquinante”.
A nostro avviso, è mancata una reale presa di posizione degli Amministratori locali a favore della bonifica e del ripristino ambientale delle aree dei Comuni della valle, di cui sono Sindaci, Assessori
e Consiglieri.
Anche per questo e per effetto dei meccanismi elettorali nazionali e regionali il 4 marzo 2018 larappresentanza eletta è stata penalizzata e ha subito un ridimensionamento per quel discredito – non certo astratto – che circonda il mondo della politica.

In un contesto di perdita di consenso popolare, senza una reale alternativa tra le forze di sistema, un passo avanti nell’interesse della collettività è possibile se si riconosce il ruolo attivo e propositivo di comitati e associazioni.

A nostro avviso, è necessario un rapporto completamente diverso tra il territorio e il Consiglio regionale, in particolare con la Commissione Ambiente e la Commissione Rifiuti, che stanno per
insediarsi, affinchè il risanamento ambientale e la salvaguardia della salute nella valle del Sacco siano iscritte tra le questioni prioritarie dell’Amministrazione regionale.

Ina Camilli
Rappresentante Comitato residenti Colleferro




Anguillara Sabazia, la travagliata storia di via anguillarese: dopo 5 anni ripartono i lavori di sistemazione

ANGUILLARA SABAZIA (RM) – Cinque anni di ritardi per aver bocciato una variante tecnica poi rivelatasi necessaria e urgente ai fini della tutela della pubblica incolumità e della salvaguardia dei beni e delle proprietà comunali. Questo l’epilogo di una serie di atti che si sono susseguiti ad Anguillara Sabazia che sul tema dei lavori di sistemazione della via Anguillarese – 2 stralcio – ritornano oggi al punto di partenza dopo la sospensione avvenuta nell’aprile del 2013 per la necessità di regolarizzare gli interventi eseguiti in variante.

La storia della sistemazione di via Anguillarese

Dopo che a dicembre del 2011 l’appalto dei lavori veniva aggiudicato all’impresa DAMA Srl, nel corso degli scavi per la realizzazione dei marciapiedi, emersero numerose ed imprevedibili criticità dovute per lo più alla fatiscenza delle condotte esistenti per la regimentazione delle acque piovane che indussero alla immediata sostituzione e rifacimento di interi tratti di condotte che di volta in volta risultavano non più idonee a sopportare il carico idraulico che si sarebbe venuto a determinare in occasione delle violenti piogge. Vennero quindi realizzati gli interventi necessari nelle more dell’approvazione di una perizia di variante, a tutela dei beni di proprietà comunale, nonché per salvaguardare l’incolumità pubblica in occasione delle piogge che già in passato provocarono ingenti danni alla viabilità pubblica ed alle abitazioni private per i copiosi allagamenti.

Imprevisti e maggiori costi

Nel 2013 il direttore dei lavori redigeva la perizia di variante tecnica e suppletiva tenendo conto, sia dei maggiori lavori già eseguiti, sia degli ulteriori lavori aggiuntivi reputati necessari per portare a termine l’intervento del Piano Nazionale per la Sicurezza Stradale per un importo netto contrattuale aggiuntivo di 159.961,43 euro, portando il costo complessivo dell’appalto a 485.839,79 euro rispetto i 325.878,36 euro aggiudicati inizialmente. La variante tecnica non venne però approvata. Ad aprile 2014 l’amministrazione comunale la rigettò poiché in parte regolarizzava lavori in variante già eseguiti.

I direttori dei lavori

Successivamente, a settembre del 2014, gli amministratori del Comune di Anguillara sostituirono il direttore dei lavori Ing. Maurizio Macaluso con l’Arch. Maurizio De Giusti. Quest’ultimo rassegnò le proprie dimissioni a ottobre del 2015 – dimissioni successivamente ritrasmessa a settembre del 2016 – non portando a termine l’incarico conferitogli.

Il collaudatore regionale

L’iter della via Anguillarese vide poi nominare, ad aprile del 2016, un collaudatore in corso d’opera nella persona dell’Arch. Nicola De Bernardini, dirigente della Regione Lazio. Una nomina che fu ritenuta necessaria per verificare il buon esito delle opere realizzate dall’Impresa appaltatrice e per verificare se le stesse fossero indispensabili per l’esecuzione dell’opera e di conseguenza sull’opportunità di completare i lavori. Il dirigente regionale confermava che i lavori furono correttamente realizzati e che gli stessi furono necessari e urgenti ai fini della tutela della pubblica incolumità e della salvaguardia dei beni e delle proprietà comunali.

La ripresa dei lavori su via Anguillarese (2 stralcio)

L’amministrazione comunale ha quindi approvato la perizia di variante tecnica e suppletiva, relativa ai lavori di “Sistemazione via Anguillarese – 2° Stralcio”, redatta dal direttore dei Lavori geometra Giovanni Minelli, che comporta una spesa complessiva di 537.789,28 euro di cui 443.057,61 euro per lavori al netto del ribasso d’asta, per un importo contrattuale aggiuntivo di 117.179,25 euro.




Monterotondo, 80 enne uccide il figlio della compagna a coltellate

MONTEROTONDO (RM) – Un uomo di 56 anni è stato ucciso, al culmine di una lite, con alcune coltellate al torace nella serata di ieri a Monterotondo, vicino a Roma. Per l’omicidio i carabinieri della compagnia di Monterotondo hanno arrestato un 80enne, compagno della madre della vittima che è morta qualche tempo fa. Da una prima ricostruzione sembra che i due abbiano litigato per banali motivi, probabilmente per alcune utenze non pagate. L’uomo è stato soccorso sul pianerottolo dell’abitazione in cui viveva con un coinquilino che ha dato l’allarme.

A dare l’allarme il coinquilino della vittima. Da un prima ricostruzione, sembra che l’anziano sia arrivato all’abitazione del 56enne già con il coltello. Durante una lite, probabilmente per alcune utenze non pagate, la vittima avrebbe colpito l’anziano con una testata e quest’ultimo l’ha accoltellato più volte al torace. Dopo l’aggressione l’anziano è scappato, ma è stato rintracciato e fermato poco dopo dai carabinieri della compagnia di Monterotondo in zona Palombara Sabina. Sembrerebbe che dopo la morte della madre del 56enne, che era stata la compagna dell’80enne, i due uomini abbiano avuto diverse discussioni.