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Cronaca

Coronavirus, cala l’incidenza dei casi. Diminuiscono i ricoveri in terapia intensiva

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Dati positivi emergono dalla bozza del monitoraggio settimanale dell’Iss. Nel periodo 18 novembre-1 dicembre 2020, l’indice di trasmissibilità Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,82 . Si riscontrano valori di RT puntuale inferiore a 1 in 20 Regioni/PPAA. Lo evidenzia la bozza del monitoraggio settimanale del ministero della Salute-Istituto superiore di sanità relativo alla settimana 30 novembre – 6 dicembre 2020 (dati aggiornati al 9 dicembre 2020). Complessivamente, il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è in diminuzione da 3.663 (01/12/2020) a 3.345 (08/12/12); anche il numero di persone ricoverate in aree mediche è diminuito passando da 32.811 (01/12/2020) a 30.081 (08/12/2020). Lo evidenzia la bozza di monitoraggio settimanale del ministero della Salute-Iss. Sebbene si osservi una diminuzione significativa dell’incidenza a livello nazionale negli ultimi 14 gg (454,70 per 100.000 abitanti nel periodo 30/11/2020-06/12/2020 contro 590.65 per 100,000 abitanti nel periodo 23/11/2020-29/11/202), il valore è ancora molto elevato. L’incidenza rimane cioè ancora “troppo elevata per permettere una gestione sostenibile”. Pertanto, si legge nella bozza del monitoraggio, “è necessario mantenere i livelli di trasmissibilità significativamente inferiori a 1 su tutto il territorio nazionale consentendo una ulteriore diminuzione nel numero di nuovi casi di infezione e, conseguentemente, una riduzione della pressione sui servizi sanitari territoriali ed ospedalieri”.

Sono 18.727 i positivi ai test per il coronavirus nelle ultime 24 ore in Italia, secondo i dati del ministero della Salute. Le vittime sono 761. Ieri i positivi erano stati 16.999, i morti 887. In totale in casi in Italia sono arrivati a quota 1.805.873, le vittime sono 63.387.

I tamponi effettuati per il coronavirus sono 190.416, quasi 20 mila in più in rispetto a ieri, secondo i dati del ministero della Salute. Il tasso di positività è del 9,8%, stabile rispetto a ieri, quando era stato del 9,9%.

Sono 3.265 i pazienti in terapia intensiva per il Covid-19 in Italia, con un saldo negativo tra ingressi e uscite di 26 unità nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Gli ingressi giornalieri in rianimazione sono stati 208 Nei reparti ordinari ci sono invece ricoverate 28.562 persone, in calo di 526 unità rispetto a ieri.

BANDO RECLUTAMENTO MEDICI PER I VACCINI. Al via la gara per il il reclutamento di 3mila medici e 12mila infermieri da utilizzare a tempo determinato per la somministrazione dei vaccini anti Covid. Il Commissario per l’Emergenza Domenico Arcuri ha emanato oggi l’avviso pubblico e dal 16 dicembre sarà possibile inviare la propria candidatura mentre la scadenza della gara è fissata per il 28 dicembre. L’assunzione sarà per un massimo di nove mesi, rinnovabili in caso di necessità. Medici, infermieri e assistenti sanitari che risponderanno al bando dovranno sostenere la campagna di somministrazione del vaccino nelle 1500 strutture individuate e distribuite su tutto il territorio nazionale. La candidatura potrà essere inviata per via telematica sul sito del governo all’indirizzo http://www.governo.it/it/dipartimenti/commissario-straordinario- lemergenza-covid-19/cscovid19-bandi/14487. La gara, dicono gli uffici del commissario, è rivolta a cittadini italiani, Ue ed extra Ue. Potranno aderire i medici pensionati, i laureati oltre agli infermieri e agli assistenti sanitari. “Se fossimo in guerra sarebbe una sorta di “chiamata alle armi – ha detto Arcuri – Per dirla meglio, è un richiamo accorato alla responsabilità e alla solidarietà da parte di quei cittadini italiani che possono aiutarci ad effettuare la più grande campagna di vaccinazione di massa degli ultimi decenni con efficacia e tempestività”. Accanto al bando per i medici, oggi è partita anche la gara per selezionare fino a cinque agenzie per il lavoro con le quali il Commissario stipulerà un accordo quadro per la selezione, assunzione e la gestione amministrativa del personale sanitario che sarà impiegato nella somministrazione dei vaccini. Le offerte possono essere presentate unicamente online attraverso il portale https://ingate.invitalia.it.

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Roma, La Storta: nascondeva in casa 126 chili di marijuana

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ROMA – I Carabinieri della Stazione Roma La Storta hanno arrestato un romano di 31 anni, già sottoposto alla misura cautelare della detenzione domiciliare, con la concessione dii permessi in determinate ore della giornata, gravemente indiziato del reato di detenzione illecita di sostanze stupefacenti.

Recandosi a casa della persona sottoposta a misura cautelare per un controllo, i Carabinieri, attirati dalla presenza di un forte odore, proveniente proprio dall’interno, hanno deciso di approfondire l’ispezione. Una volta dentro l’appartamento, insospettiti dalla presenza di una porta chiusa a chiave, e dalla risposta evasiva sul motivo e su cosa ci fosse all’interno, l’hanno fatta aprire ed al suo interno hanno rinvenuto bidoni e sacchi di sostanza stupefacente, del tipo marijuana, per un peso complessivo di circa 126 chili. Ai militari l’uomo ha poi riferito che si trattava di marijuana legale, ma dall’analisi effettuata presso il laboratorio è emerso che vi era una parte di marijuana che aveva un THC superiore al limite consentito. Dalla droga rinvenuta si sarebbero potute ricavare oltre 17.000 dosi di sostanza stupefacente.Alla luce di ciò, il soggetto è stato arrestato e la droga e stata sequestrata. L’arresto è stato poi convalidato dal Tribunale di Roma.Si precisa che il soggetto non aveva inoltre alcuna autorizzazione o documentazione utile a poter vendere e commercializzare la “marijuana legale”.

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Frana a Casamicciola, si cercano ancora i dispersi. Oltre 200 gli sfollati

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Spalare il fango, non smettere di lavorare con mezzi escavatori e a mano, a seconda delle situazioni: in queste ore la priorità a Casamicciola è fare presto.Presto per mantenere accesa la speranza di poter salvare i 5 dispersi che ancora mancano all’appello dopo il ritrovamento di 7 vittime dell’alluvione. Seconda notte di dolore sull’isola ma anche di lavoro di soccorritori e volontari impegnati nelle ricerche ma per cercare di liberare case, alberghi, negozi, dalla muraglia di fango.

Tempi brevi li chiedono anche i 230 sfollati, temono di non poter rientrare nelle loro abitazioni.Il lavoro dei soccorritori si concentra, tra l’altro, su di un solaio. Le verifiche mirano ad accertare se vi possano essere persone dentro. Per accedervi bisogna completare la pulizia della strada d’accesso dal fango, uno degli ostacoli più difficili da rimuovere nelle varie zone colpite dalla frana.

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Scomparsa Roberto Maroni, venerdì i funerali a Varese e a Lozza

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La sua famiglia lo ha definito “un inguaribile ottimista” e in effetti il barbaro sognante non ha mai smesso di guardare al futuro.

Anche quando ha capito di dover fare un passo indietro e rinunciare a diventare sindaco di Varese per colpa di una malattia che alla fine non è riuscito a sconfiggere: Roberto Maroni, 67 anni, è morto questa mattina dopo una vita passata nella Lega che fino all’ultimo ha cercato di riportare dov’era nata.

E cioè tra il suo popolo del Nord, arrivato a Roma appunto per realizzare il sogno dei “barbari” di governare e non per essere cambiato, come invece è successo a suo dire alla Lega di Matteo Salvini.

L’incontro con Umberto Bossi nel 1979 cambiò la sua vita e da simpatizzante di Democrazia Proletaria divenne “la mamma” di un nuovo movimento di cui il senatur era il padre. Deputato nel 1992 con altri 80 leghisti che per la prima volta arrivarono in Parlamento e poi tre volte ministro sempre con Silvio Berlusconi presidente del Consiglio, prima di tornare nella sua Lombardia per prendere il posto di governatore della Regione, dopo il lungo regno di Roberto Formigoni. Quasi 30 anni nelle istituzioni, quasi 40 nella Lega che ha fondato e poi anche guidato al termine del periodo più difficile con Umberto Bossi, circondato da un ‘cerchio magico’ che portò la Lega a rispondere in tribunale di tutte le accuse che la stessa Lega aveva rivolto agli altri partiti. A capo della rivolta dei militanti ci fu proprio Maroni, colpito dal divieto di rappresentare la Lega in qualsiasi manifestazione ufficiale, fino a quando lo stesso Bossi comprese che era davvero arrivato il momento di fare pulizia partecipando lui stesso alla celebre serata delle scope di Bergamo nel 2012, che segnò il passaggio di consegne tra i due.

Non facili i rapporti anche con Matteo Salvini che oggi lo ha definito “grande segretario, super ministro, ottimo governatore, leghista sempre e per sempre”, perchè Maroni sapeva anche con i suoi toni pacati far sentire forte la sua voce. E così ha fatto dopo il risultato sotto il 10% alle ultime elezioni, spiegando che “un Zaia segretario farebbe un gran bene alla Lega” per riportare il partito tra la gente del Nord che invece non viene più ascoltata. E il presidente del Veneto lo ha definito oggi “una figura iconica della Lega, un amico e un compagno di viaggio”,

“Politico per passione” si definiva nei suoi profili social, ma di passioni ne aveva anche molte altre, dal Milan, alla vela, alla musica, soprattutto il blues suonato con l’organo Hammond nella sua band, i Distretto 51, e il rock del suo idolo Bruce Springsteen. “Eri così Bobo, un inguaribile ottimista. Sei stato un grande marito, padre e amico”, ha scritto la famiglia a cui il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato un messaggio di cordoglio.

Con le lacrime agli occhi il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha annunciato il rinnovo nella manovra finanziaria del bonus che prevede una maggiorazione del 10% per chi resta al lavoro pur con i requisiti per la pensione: “E’ suo, non mio”, ha detto perchè Maroni lo introdusse da ministro del Welfare. Nella stessa conferenza stampa, lo ha ricordato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha fatto parte con lui dello stesso governo Berlusconi, definendolo “una delle persone più capaci che ho incontrato nella mia vita e un amico”. “Mancheranno la sua lucidità e la sua visione politica, il suo incommensurabile attaccamento alla Lombardia ed alle regioni del Nord produttivo”, ha detto Silvio Berlusconi. Ma anche dal centrosinistra sono arrivati tanti messaggi di cordoglio, come quello di Enrico Letta: “Tanti ricordi e tanti confronti. Sempre pieni di rispetto e di sostanza. Che tristezza. Ci mancherai”. I funerali saranno celebrati venerdì mattina alla Basilica di San Vittore a Varese e al pomeriggio, in forma privata, a Lozza, il piccolo paese dove risiedeva da sempre.

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