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Kingdom Hearts 3, la saga giunge al termine

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Square Enix e Disney hanno finalmente lanciato Kingdom Hearts 3. Dopo ben 13 anni d’attesa dall’ultimo titolo della serie, finalmente i fan di tutto il mondo potranno accompagnare Sora, il giovane protagonista armato di keyblade , in una nuova splendida avventura. L’eroe, con l’aiuto dei suoi fedeli compagni Paperino e Pippo, ovvero degli emissari inviati da Re Topolino, si unirà ai personaggi più famosi della Disney e della Pixar per cercare di sconfiggere l’oscurità e salvare l’universo dagli spietati heartless in un lungo e meraviglioso viaggio capace di tenere letteralmente inchiodati al joypad. Con oltre un decennio trascorso dal secondo capitolo e con una narrativa frammentata in un numero indefinito di spin-off e piattaforme, l’arrivo di Kingdom Hearts III su Ps4 e Xbox One era tutto meno che scontato. Annunciato per la prima volta all’E3 del 2013, il terzo episodio numerato della saga di Tetsuya Nomura è stato difatti accolto fin dall’inizio con delirante entusiasmo, scaturito dall’immensa passione verso una serie straordinaria, abile nel coniugare linguaggi e culture diverse in unico e maestoso immaginario. Ma veniamo alla trama di quest’appassionante quanto incredibile storia: come fatto intendere nell’epilogo di “A Fragmentary Passage”, Kingdom Hearts 3 ha inizio con un Sora indebolito a seguito del tentativo di possessione da parte di Xehanort, che l’ha portato a perdere il potere del Risveglio ottenuto con Riku in precedenza. In vista della battaglia finale contro la nuova Organizzazione XIII e del prossimo raggruppamento dei sette Guardiani della Luce, di cui fanno parte Lea, Kairi, Topolino ed altri personaggi storici della saga, recuperare tale capacità risulta un imperativo, forzando Sora ad intraprendere un nuovo viaggio per chiarire la sua natura ed intraprendere legami con nuovi cuori. Il problema, se così si può definire, più grosso di Kingdom Hearts III è proprio il comparto narrativo che potrebbe effettivamente rappresentare un ostacolo per tutti quegli utenti che desiderano giocare per la prima volta assieme a Sora e amici. Kingdom Hearts III è infatti il terzo episodio di una trilogia debuttata nel 2002 su PlayStation 2 che nel corso degli anni si è ampliata con episodi “secondari”, usciti su diverse piattaforme, tra cui dispositivi mobile e console portatili. I vari giochi hanno quindi sviluppato a dismisura l’intreccio narrativo e, allo stato attuale, sono di fatto dei capitoli necessari per capire tutti i riferimenti presenti in Kingdom Hearts III. L’avventura di Sora e amici riparte dal Monte Olimpo dove Pippo e Paperino tentano di aiutare il protagonista a recuperare i poteri. Si inizierà quindi un lungo viaggio che porterà l’iconico Trio a visitare una serie di mondi Disney e Pixar, a combattere contro innumerevoli nemici, tra cui Heartless e Nameless, per prepararsi al meglio allo scontro finale mentre Riku e Topolino, in completa autonomia, raduneranno gli alleati in vista dell’ultima battaglia. A livello di gameplay, il titolo di Square Enix e Disney è davvero uno spettacolo, i combattimenti in tempo reale di Kingdom Hearts 3 sono visivamente spettacolari, un tripudio di effetti ed animazioni capaci di lasciare chiunque a bocca aperta. Questi si basano su una componente tendenzialmente “button mashing” che ha da sempre caratterizzato la serie, quindi, il sistema di controllo è assolutamente semplice ed intuitivo. I tasti utili all’azione sono pochi e per eseguire i vari “attacchi speciali” sarà sufficiente premere il pulsante predisposto per tale fine. Sui campi di battaglia, oltre a pozioni curative, elisir ed accessori, Sora potrà equipaggiare sino ad un massimo di tre Keyblade, ognuna dotata di attacchi, caratteristiche e Fusioni differenti, che potranno essere cambiate nel corso dello scontro. Tra attacchi speciali, magie, legami, evocazioni, Fusioni, attrazioni e mosse combinate con i personaggi presenti nel gruppo, ogni battaglia è quindi un tripudio di colori ed effetti semplicemente fanvolosi. L’intero sistema di combattimento poggia quindi sulle collaudate meccaniche del franchise. In basso a sinistra saranno sempre ben visibili le quattro “azioni” basilari: Attacco (Keyblade), Magia (incantesimi sia offensivi che curativi), Oggetti (utilizzare un item a patto di averlo equipaggiato) e Legami (evocazione). Accanto a questi quattro “pilastri” si innescano una serie di meccaniche più stratificate che permetteranno a Sora e compagni di innescare attacchi devastanti ed estremamente spettacolari.

Utilizzando il Keyblade e infliggendo a lungo danni ai nemici, ad esempio, si potranno attivare le Fusioni che potenzieranno e modificheranno l’attacco dell’arma dando vita anche a un micidiale colpo di grazia. Discorso simile vale anche per le magie con la possibilità di utilizzare incantesimi potenziati, a patto di aver riempito l’apposita barra colpendo ripetutamente gli avversari. Nella mischia sono presenti inoltre così dette “attrzioni” che si potranno attivare dopo aver colpito i nemici contornati da un cerchio verde. Queste mosse, oltre essere estremamente spettacolari, varieranno in base al luogo in cui si combatte, avranno un raggio d’azione ampio, conferiranno ingenti danni ai nemici e si potranno concludere con una sorta di colpo finale davvero spettacolare. Per quanto riguarda il sistema di combattimento non mancano poi gli attacchi combinati con i compagni di gruppo ed il “Fluimoto”, che permette di coprire grandi distanze in poco tempo e che tornerà molto utile anche in battaglia. Presente anche il colpo “Tiro” che, collegato alla barra Focus e al Keyblade utilizzato, consentirà di agganciare e colpire più nemici in simultanea e che sarà indispensabile anche per raggiungere luoghi altrimenti inaccessibili. Ovviamente si potranno inoltre evocare alleati durante le sessioni di combattimento a patto però di consumare l’intera barra dei PM che si ricaricherà con il passare del tempo o utilizzando apposite pozioni. Da buon gdr che si rispetti, anche in Kingdom Hearts 3 sconfiggendo nemici e boss, Sora, Pippo e Paperino, saliranno di livello e aumenteranno le loro statistiche. Inoltre sbloccheranno innumerevoli abilità con cui personalizzare il set di mosse disponibili, le fasi offensive, difensive e curative. Ogni abilità ha però un costo in punti che viene detratto da un massimale che incrementerà salendo di livello. Nel complesso l’intera struttura che governa le fasi di combattimento funziona e diverte rendendo gli scontri vari e visivamente spettacolari, tuttavia il livello di sfida è davvero piuttosto semplice, quindi il nostro consiglio è quello di giocare alla massima difficoltà. Durante le nostre circa 50 ore di gioco, non ci è mai capitato di trovarci in combattimenti troppo complessi o frustranti, neppure quando il protagonista era di livello inferiore rispetto a quello richiesto dal mondo che in quel momento stavamo esplorando.

Sempre a livello di gameplay, le meccaniche RPG di Kingdom Hearts 3 ci sono sembrate piuttosto semplici e con un sistema eccessivamente basilare. Le statistiche di Sora e compagni aumentano in modo autonomo e si potrà interagire solo con le abilità decidendo, in base ai punti a disposizione, quali attivare o disabilitare. Detto ciò, segnaliamo comunque la possibilità di abilitare alcuni malus, pensati appositamente per mettere in difficoltà il giocatore e garantire un livello di sfida superiore. Nel titolo fortunatamente è presente anche un sistema di crafting che, oltre a permettere la creazione di pozioni curative, elisir e oggetti di vario genere, consente anche di potenziare le Keyblade a patto di essere in possesso dei materiali richiesti. All’officina si accederà interagendo con il Moguri, unico personaggio di Final Fantasy presente, con cui si potrà anche commerciare. A Crepuscopoli inoltre, si avrà la possibilità di entrare al bistrot di Zio Paperone e creare, completando dei minigiochi di cucina, dei menù gourmet che conferiranno al trio bonus temporanei. Proprio come già visto in passato, Kingdom Hearts 3 non è solo combattimenti, la struttura di gioco viene infatti ampliata con una serie di attività secondarie che spaziano dalla ricerca di collezionabili, scattare foto, a boss opzionali sino ad arrivare ai 20 mini-giochi ispirati al mondo Disney degli anni 80 e ai “viaggi” nello spazio a bordo della ormai nota Gummiship. I minigiochi, rigorosamente in bianco e nero, non saranno disponibili sin da subito ma andranno sbloccati progredendo nell’avventura e trovando gli appositi scrigni sparsi nei mondi di gioco. Per accedervi, sarà necessario utilizzare il Gummifono, una sorta di smartphone inventato da Cip e Ciop che sostituisce il “diario” cartaceo del Grillo Parlante presente negli episodi precedenti. Tramite il Gummifono si potrà quindi accedere ad una sezione dove non mancheranno le schede dettagliate di alleati e nemici, il glossario e il riassunto della storia. Essendo una sorta di smartphone, con il dispositivo si potranno inoltre scattare foto e gli immancabili selfie. Per quanto riguarda le sessioni di gioco a bordo della Gummiship, l’iconico mezzo di trasporto con cui si viaggerà nello spazio per spostarsi da un mondo all’altro, il gampelay canonico è stato arricchito da qualche gustoso elemento in più. Si tratta di un gioco nel gioco considerando che l’universo stellato di Kingdom Hearts 3 è ricco di tesori ma anche di pericolosi nemici. Si affronteranno quindi battaglie spaziali, non mancheranno mini-boss e le insidie saranno dietro ad ogni angolo. Saranno presenti preziosi tesori e si potranno recuperare materiali rari, progetti esclusivi e componenti unici per la Gummiship. Oltre a poter personalizzare o modificare le “navi” esistenti, è presente anche un editor che consentirà di creare da zero la propria Gummiship, equipaggiandola con una serie di accessori, armi, bonus e facendo attenzione a equilibrare le varie statistiche: manovrabilità, punti vita, potenza, rollio, attacco.

 

Kingdom Hearts III grazie alle prestazioni offerte dalle attuali console si libera una volta per tutte dei limiti tecnologici imposti da una tecnologia datata prima, dalle console portatili poi, mostrando tutto il potenziale artistico di un concept eclettico e stravagante. La progressione nei livelli appare più tridimensionale, sviluppandosi non solo su un piano orizzontale, ma anche e soprattutto su quello verticale. Il level design va infatti in questo terzo capitolo arricchendosi notevolmente, garantendo sezioni ampie e continue e abbandonando le continue schermate di caricamento delle iterazioni passate. La progressione nei livelli appare inoltre più tridimensionale, sviluppandosi non solo su un piano orizzontale, ma anche e soprattutto su quello verticale, specie grazie alla nuova capacità di Sora di sfidare la gravità e muoversi su pareti ben evidenziate. Passando invece a considerazioni di carattere prettamente tecnico, il lavoro fatto per questo terzo capitolo di Kingdom Hearts ha dell’incredibile, sebbene non manchi di mostrare il fianco ad alcuni annosi problemi. L’Unreal Engine 4 del gioco vanta un sistema di illuminazione sorprendente, supportato da ottimi shader e particellari. A fronte di quanto detto sopra, la riproduzione grafica delle proprietà intellettuali Disney rasenta in alcuni punti la perfezione, rispettando sempre lo stile artistico iniziale e riproponendolo con cura all’interno del mondo di gioco. Le meraviglie a schermo vengono inoltre accompagnate da un sonoro come al solito d’eccellenza, con un ottimo doppiaggio inglese degno di annoverare, oltre alle voci storiche della saga, persino alcune delle voci originali delle pellicole trasposte. Peccato invece per la colonna sonora, caratterizzata quasi unicamente da bellissimi remix e riarrangiamenti delle celebri tracce dei capitoli precedenti, lasciando dunque spazio ad un numero minimo di inediti, tali da poter essere contati sulle dita di una singola mano. Alla luce di quanto detto, tirando le somme, nonostante ci siano voluti ben 13 anni d’attesa, Kingdom Hearts 3 è riuscito a mantenere le solide basi della serie permettendo ai fan di “rivivere” quelle sensazioni ed emozioni provate un decennio fa. Il titolo però non è un gioco per tutti e in alcuni ambiti si poteva fare meglio. Il comparto narrativo, per i neofiti, ma anche per chi ha saltato qualche gioco della saga, potrebbe essere un vero ostacolo. Per capire sino in fondo tutte le dinamiche, i riferimenti, gli intrecci e le relazioni tra i vari personaggi tirati in ballo nel corso dell’avventura, l’Archivio della Memoria presente al menù d’inizio non è sufficiente ed è quindi necessaria una conoscenza approfondita non solo dei due capitoli principali ma anche degli altri episodi. Nonostante questo il videogame è sicuramente un titolo che vale a pena di giocare in quanto rappresenta un vero e proprio tripudio di divertimento. Siamo certi che le tante ore di gioco passate assieme a Sora, Pippo e Paperino saranno spese davvero bene e una volta portata a termine l’avventura avrete solo tanta voglia di continuare a esplorare i mondi di gioco per trovare fino all’ultimo collezionabile.

GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica: 8,5

Sonoro: 8

Gameplay: 8,5

Longevità: 8,5

VOTO FINALE: 8,5

Francesco Pellegrino Lise

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Nuove conoscenze sul cervello umano, il Professor Pietro Pietrini: “Abbiamo strumenti sofisticati per leggere i meccanismi cerebrali che sottendono le nostre attività mentali”

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Oltre quattromila ricercatori provenienti da tutto il mondo riuniti a Roma per discutere le nuove conoscenze sul cervello umano e le sue funzioni.

Si è aperto lunedì all’Auditorium Parco della Musica a Roma il 25esimo Congresso Mondiale della Organization for Human Brain Mapping (OHBM), che vede oltre quattromila ricercatori da tutto il mondo discutere le nuove conoscenze sul cervello umano e le sue funzioni.

Presidenti del Congresso il Prof. Pietro Pietrini, psichiatra e neuroscienziato, Direttore della Scuola IMT Alti Studi Lucca e il Prof. Emiliano Ricciardi, Associato di Psicobiologia e Psicologia Fisiologica di IMT. Nelle cinque giornate dei lavori, verranno affrontati tutti i più importanti argomenti di frontiera nello studio del cervello e le implicazioni per lo sviluppo di nuove strategie terapeutiche in psichiatria e neurologia e i progressi nelle interfacce cervello-computer per importanti applicazioni anche nel campo della neuroriabilitazione.

“Nelle ultime tre decadi vi è stato un enorme progresso nelle metodologie per lo studio in vivo della meravigliosa architettura morfologica e funzionale del cervello umano – spiega il Prof. Pietrini – abbiamo oggi strumenti molto sofisticati per cercare di comprendere i meccanismi cerebrali che sottendono le nostre attività mentali. In psichiatria, questo apre nuove prospettive e la rende sempre più vicina alle altre discipline mediche”.

Il Congresso a Roma festeggia i 25 anni dalla fondazione dell’Organizzazione. Per celebrare l’evento, Poste Italiane ha creato un annullo postale dedicato.

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Team Sonic Racing, corse folli e divertimento estremo

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Team Sonic Racing è sviluppato da Sumo Digital, lo stesso studio che realizzò Sonic & SEGA All-Star Racing ed il suo sequel All-Star Racing Transformed, usciti rispettivamente nel 2010 e nel 2012 su console last-gen e PC. Da questo punto di vista, si tratta quindi di una sorta di sequel spirituale, che arriva su Xbox One, PlayStation 4 e Nintendo Switch. Il nuovo titolo prende però una strada diversa dai precedenti: niente più trasformazioni dei veicoli durante le gare e rosa di protagonisti giocabili confinato ai personaggi di Sonic; quindi niente più agenti esterni dalle altre IP SEGA. Il compositore delle musiche, poi, è Jun Senoue, che ha realizzato le soundtrack di giochi pilastro della serie come Sonic Generations, quindi una certezza. Una volta messe le mani sul titolo, balza subito all’occhio come ci siano tutte una serie di modifiche alla classica formula “Mario Kart”. La più immediata da capire è la possibilità di condividere a distanza un qualunque power-up con i propri compagni: raccolta una cassa con dentro un potenziamento, infatti, è possibile offrirne il contenuto a un compagno. Un giocatore abile che è in testa dall’inizio può aiutare così i suoi compagni attardati, regalandogli costantemente missili, bombe, turbo o quanto serve per favorire la loro rimonta – viceversa, un giocatore in mezzo al gruppone può spingere i propri alleati verso i primi posti, sacrificandosi così a fare da collettore di power-up. Ma ci sono anche poteri di gruppo che si attivano qualora si attacchi un avversario insieme: si può dare una scia di turbo al compagno che segue per dargli più velocità, o addirittura dei poteri “Ultimate”, che per qualche secondo concedono all’intero team un superpotere quale una velocità esagerata o la temporale invincibilità. La campagna di Team Sonic Racing è strutturata in maniera molto simile a Sonic & All-Stars Racing Transformed. Ci sono dozzine di livelli su percorsi lineari, in ognuno dei quali è possibile ottenere fino a 3 stelle per la vittoria e per obiettivi aggiuntivi come la raccolta di anelli dorati o un determinato punteggio raggiunto.

Il gameplay viene diversificato di tanto in tanto da sfide alternative, come dei livelli dove fare slalom tra ostacoli e altri dove l’obiettivo è raccogliere il maggior numero di anelli dorati possibile, con ognuno che regala tempo extra a un timer in scadenza che segna la fine della partita. Con ben tre livelli di difficoltà e un’IA sempre più difficile da battere, la lunga campagna del gioco attraverso 21 piste ambientate nei mondi conosciuti nei giochi di Sonic si lascia giocare con molto piacere. Ovviamente, come ogni buon titolo del genere kart racing, anche Team Sonic Racing rende al meglio se giocato in compagnia o in modalità competitiva, e in questo senso il gioco non delude assolutamente le aspettative. E’ possibile fare gare singole e tornei in locale fino a 3 giocatori, con un massimo di 9 avversari IA a disposizione. Non da meno anche la componente online, che prevede la possibilità di sfidare giocatori di tutto il mondo sia in partite casuali che competitive, con la possibilità in mezzo agli eventi di votare pista, tipo di modalità, ma anche di selezionare a fine partita un risultato notevole di un giocatore, come per esempio la quantità di power-up raccolti o le eliminazioni fatte, dove si cerca di premiare ogni tipo di bel gioco, anche qualora non arrivi la vittoria al traguardo. Per quanto riguarda l’aspetto grafico, la realizzazione e la personalizzazione dei veicoli è davvero molto curata, la fluidità è assoluta e tutto funziona alla perfezione. Essendo un titolo che offre un’infinità di possibilità è bene sottolineare come ogni personaggio abbia un kart di base con caratteristiche differenti, ma le loro statistiche possono essere modificate con tante variazioni che ne alterano la maneggevolezza e l’efficacia generale.

 In team Sonic Racing però sono moltissime anche le modifiche che possono essere apportate al proprio mezzo, infatti, è possibile sbloccare ed usare tantissime combinazioni di colori, ma anche cambiare il tipo di materiale delle varie parti della macchina. Nulla impedisce quindi ai giocatori di rendere la macchina sportiva blu di Sonic un veicolo grosso e pesante di color viola e di stampo “giocattolesco”. L’unica pecca è che quasi ogni elemento cosmetico è da sbloccare tramite un sistema di capsule con contenuti casuali. E’ un po’ come nei giochi che prevedono lootbox, eccetto che qui almeno il costo delle capsule è basso, gli sblocchi non sono tantissimi e non si pagano mai usando soldi veri. Sottolineiamo con piacere anche che il gioco è interamente tradotto in italiano, anche per quel che riguarda il doppiaggio, che mantiene le voci classiche di Sonic e i suoi amici. Tirando le somme, possiamo dire che Team Sonic Racing è un kart racer con un’idea di base originale e ben realizzata, che punta tutto sui risultati di squadra piuttosto che quelli individuali. Questo concept porta il nuovo titolo di SEGA ad avere un’identità abbastanza definita dal lato tattico, anche se come gameplay si discosta davvero poco da altri racer dello stesso genere. Si tratta comunque di un titolo molto valido a livello tecnico e meccanico: con tanti contenuti e una componente multiplayer molto ricca può sicuramente portare dozzine di ore di classico divertimento su kart a tutti gli appassionati del genere. Team Sonic Racing non è quindi una rivoluzione del genere, ma solo una piccola evoluzione di una formula che già funzionava egregiamente e che risulta qui essere ancora spassosa e appassionante. Quindi se quello che si cerca è un kart game intuitivo, divertente in singolo e assolutamente brillante in compagnia, questo gioco è il titolo del momento e lasciarselo sfuggire sarebbe proprio un grave errore.

GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica: 8

Sonoro: 8

Gameplay: 9

Longevità: 8,5

VOTO FINALE: 8

Francesco Pellegrino Lise

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WWDC19, tutte le novità di Apple

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Tante novità per gli amanti della “Mela” sono in arrivo. Durante la conferenza degli sviluppatori di Apple, a San Josè in California che si terrà fino al 7 giugno, il Ceo Tim Cook, ha parlato di tutte le novità che aspettano i dispositivi del colosso di Cupertino. In apertura Tim Cook ha mostrato il trailer dello show tv di Ron Moore, dal titolo For All Man Kind, che sarà disponibile su Apple Tv+ a partire da quest’autunno. Sottolineando così l’importanza per la Mela della produzione di contenuti e dei servizi in abbonamento che passa anche per Apple News+ per l’editoria, Apple Arcade per i videogiochi e Apple Card la carta di credito che arriverà in estate. Tutti già annunciati negli scorsi mesi. E il sistema operativo tvOS ora supporta più utenti ognuno con il suo profilo, migliora l’integrazione con Apple Music e introduce il supporto ai controller di Xbox e PlayStation 4. Sui dispositivi Apple arriva il così detto “dark mode”, una modalità per visualizzare applicazioni e interfaccia in modo da non affaticare gli occhi e consumare meno batteria. La nuova modalità arriverà con iOS13, il nuovo sistema per iPhone e iPad atteso in autunno. Diverse applicazioni dai Messaggi alle Note, dalle Foto alle Mappe, si tingeranno di nero.

 L’iOS 13 prenderà il posto dell’attuale versione iOS12 che ha riscosso un tasso record di soddisfazione degli utenti, al 97%. Con il nuovo sistema operativo, lo sblocco col riconoscimento facciale (Face ID) sarà del 30% più rapido, come più veloce sarà il download e l’apertura delle app. Tra le altre novità dell’aggiornamento, l’assistente vocale Siri annuncerà i messaggi in arrivo. Apple mette mano anche alle Mappe, l’app rivale di Google Maps. Tra le novità c’è “Look Around”, una funzione simile a Google Street View. La condivisione della posizione sarà nel totale rispetto della privacy. Le nuove mappe della Mela arriveranno in tutti gli Stati Uniti entro la fine dell’anno, e in altri Paesi dal 2020. Su iPhone arrivano anche nuove Memoji, le emoji animate che possiamo creare, far muovere e parlare a nostra immagine e somiglianza. Le nuove Memoji si fanno “modaiole”, indossano rossetti, ombretti, piercing e accessori, dai cappelli agli orecchini, fino agli AirPods. Le Memoji diventano anche sticker, adesivi che entrano nella tastiera e possono essere usati in altre app. In tema di tutela dei dati personali e privacy le app non potranno usare Wi-fi e Bluetooth per localizzare l’utente. Per loggarsi, accanto ai noti tasti “registrati con Facebook” o con Google, è disponibile il “registrati con Apple”, che è “un modo semplice per registrarsi senza tracciamenti”; usando il Face ID e senza fornire nessuna informazione personale.

Grandi novità anche per quanto riguarda l’app iTunes che dopo tanti anni di onorato servizio va in pensione. iTunes fu lanciata nel 2003 per vendere canzoni e ora conta 50 milioni di brani e circa 100mila tra film e serie tv. Ora si divide in 3: Apple Music, Apple Podcast e Apple TV. La novità arriverà con l’aggiornamento del sistema operativo MacOs che si chiamerà Catalina. L’applicazione, che fu presentata in pompa magna da Steve Jobs come modo semplice per comprare e possedere legalmente le canzoni, ha avuto un grande successo e ha contribuito a legalizzare il mercato della musica digitale, fino a quel momento vissuto nell’illegalità dello scambio di brani via Napster. Il mercato della musica digitale è però cambiato negli ultimi anni, con i servizi di streaming in abbonamento come Spotify e Apple Music che hanno cambiato le modalità di fruizione.  Novità in arrivo anche per quanto riguarda Siri, Foto e CarPlay. L’assistente vocale Siri sta imparando a parlare in modo meno meccanico e più naturale, ora legge i messaggi negli AirPods e consente di rispondere senza dover più dire “Hey Siri”. Siri ovviamente parla anche dall’HomePod, lo smart speaker targato Apple, che ora può essere personalizzato da ogni membro della famiglia. Siri è poi presente in auto con CarPlay, che è disponibile sul 90% della uto vendute in Usa e il 75% su scala globale. Novità anche nella Galleria Foto, con effetti luce nella modalità ritratto, autoplay automatico per i video e finalmente la rotazione degli stessi. Rivoluzione anche sul fronte tablet dove l’iPad si emancipa dall’iPhone e ottiene un suo sistema operativo, l’iPad OS, che sui tablet della male sostituirà l’iOS. Una mossa che arriva ad accreditare l’iPad come strumento di lavoro, grazie a tastiera, su cui arrivano 30 scorciatoie, e al pennino, l’Apple Pencil, con la latenza che scende da 20 a 9 millisecondi. Nell’ottica di lavoro c’è la possibilità di fare lo split dello schermo con una visione multi-finestra, ad esempio per affiancare due documenti. iPad OS porta con se’ una grande novità, attesa da tempo: il supporto Usb, particolarmente utile per importare foto.

Confermando le indiscrezioni, Apple lancia il Mac Pro, il computer desktop professionale. Macchina potente e costosa con nuovo processore Intel Xeon fino a 28 core, e memoria fino a un terabyte e mezzo. Il raffreddamento è affidato a tre ventilatori che – assicura Apple – sono silenziosi e consentono al computer di “lavorare a pieno ritmo in ogni momento”. Al Mac Pro, nella sua torretta di metallo dall’aspetto “a groviera”, si affianca un monitor Lcd da 32 pollici, con display Retina 6K dalla risoluzione di 6016 x 3284, polarizzato, con rivestimento anti-riflesso e più ampio del 40% rispetto al display 5K di iMac. Arriva in autunno, il prezzo parte da 5.999 dollari, mentre il Pro Display da 4.999 dollari, con lo stand 5.999. Infine, novità anche per l’Apple Watch, a cui l’aggiornamento del sistema operativo concede maggiore autonomia dall’iPhone. L’orologio della Mela avrà un suo negozio di applicazioni, che funzioneranno in modo indipendente dallo smartphone. Sull’Apple Watch arrivano poi gli audiolibri e i memo vocali, insieme a nuove “watchfaces”. Per gli sportivi ci sono gli “activity trends”, che danno più informazioni per monitorare l’attività fisica. L’attenzione è anche alla salute delle orecchie: lo smartwatch ci avviserà se siamo in un luogo troppo rumoroso. Per il gentil sesso arriva il Cicle Tracking, per tenere nota del ciclo mestruale. Insomma, con questa conferenza il colosso di Cupertino ha illustrato tutta una serie di interessantissime novità che renderanno ancora una volta migliori i prodotti della Mela morsicata.

F.P.L.

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