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Lanuvio, in arrivo lo Sportello del Consumatore Intercomunale

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Mercoledì 27 Febbraio alle ore 18:00 presso la Sala Consiliare del Comune di Lanuvio si terrà la conferenza di presentazione dello Sportello del Consumatore finanziato con il contributo della Città metropolitana di Roma Capitale. Interverranno: Luigi Galieti Sindaco di Lanuvio, Alberto Bertucci Sindaco di Nemi, Daniele Lorenzon Sindaco di Gnezano, Orlando Pocci Sindaco di Velletri, Valeria Viglietti Assessore Comune di Lanuvio, Stefano Monticelli Presidente Federconsumatori Lazio, Violetta Scipinotti Federconsumatori Lazio, Carlo Colizza Sindaco di Marino e Delegato della Città metropolitana.

Il servizio di apertura di sportelli di consulenza per i consumatori garantirà l’incremento del livello di conoscenza dei cittadini sul funzionamento delle strutture pubbliche e private che erogano i principali servizi a tutela dei consumatori, per la raccolta delle segnalazioni di disservizi ma anche per la risoluzione di problematiche con proposte e suggerimenti, per la promozione dell’educazione dei consumatori al fine di orientare le loro scelte in materia di consumo di beni e la crescita del livello di consapevolezza dei propri diritti, stimolando così un ruolo attivo da parte dei cittadini.
Il Servizio, nello specifico, sarà svolto in collaborazione con Federconsumatori e prevede l’apertura di uno sportello al pubblico per un totale di 18 ore settimanali, nei Comuni di Lanuvio e Genzano di Roma, come sarà meglio specificato al momento della presentazione del progetto. Molto soddisfatta l’Assessore Valeria Viglietti che ha coinvolto nel progetto il Comune di Lanuvio ma anche i Comuni di Nemi, Genzano di Roma e Velletri.

Editoriali

Musica e memoria

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Ogni essere umano, andando avanti con l’età, tende ad avere problemi con la memoria. Chi più, chi meno, sarà costretto a confrontarsi con le problematiche senili, che inevitabilmente si presenteranno col passare del tempo, e, con cui dovremo fare i conti. E’ molto importante prevenire certe situazioni sgradevoli della nostra salute, essere innanzitutto consapevoli e cercare di adottare tutte quelle tecniche consigliate dagli specialisti, affinché quel declino degenerativo ritardi ad arrivare e prenda il sopravvento su di noi. Ovviamente, i consigli in materia sono molteplici, per mantenere viva ed in allenamento la mente, come: cercare di memorizzare più cose possibili, leggere molto, ricordare magari le date di vita e di morte dei familiari, fare parole crociate, far tornare alla mente episodi del passato etcc. Insomma curare ed allenare la nostra mente come l’allenamento quotidiano del nostro fisico.
Ma, c’è una cosa ulteriore che è utilissima e che non viene pienamente recepita dalla gente, lo studio della musica. La musica, oltre essere importantissima per la nostra persona, è senz’altro fondamentale per lo sviluppo ed il costante allenamento della memoria. Lo studio della musica, è una ginnastica che, contribuendo a creare nuove connessioni neuronali, amplia e migliora le capacità intellettive e di memoria. Ovviamente, partendo dal fatto che questa patologia, dipende in gran parte dai nostri geni, questo studio, ci aiuta a combattere con reale efficacia, il declino mentale dell’età. Infatti, è dimostrato che proponendo musica rilassante a basso volume durante il sonno, migliora la memoria, aumentando le capacità del cervello. In verità, è di capitale importanza, imparare uno strumento da bambini, per avere una vita migliore intellettiva e guadagnare subito quei crediti che ci difenderanno nel futuro senile. Le proprietà della terapia musicale sono molteplici: aiuta lo sviluppo della memoria, si affina l’orecchio, aumenta la creatività ed il lato emotivo, si è più comunicativi, cresce l’autostima, si migliora nella lettura e nel ragionamento matematico, per chi studia il pianoforte, si sommano altri benefici, ed il tutto è utile per rallentare in futuro l’invecchiamento cerebrale.
 
Non è da trascurare poi il fatto, che la musica, ci aiuta a gestire l’ansia, uno dei mali odierni più subdoli e pericolosi. Quindi, gestire la calma e l’emozione, consente specialmente in un pianista, di non avere quei vuoti di memoria improvvisi, creandoci imbarazzo o danneggiandoci professionalmente. La lettura continua e la memorizzazione della musica, stimola notevolmente il nostro cervello, che è costretto così ad elaborare i vari gradi della scala, determinando e favorendo l’intonazione del suono. Prendiamo per esempio la lettura che deve svolgere un pianista, che, non è come leggere un libro con il susseguirsi delle lettere dell’alfabeto da tempo memorizzate, ma abbiamo notevoli e molteplici difficoltà in più che dovremo affrontare. Oltre l’indipendenza totale degli arti, il pianista deve leggere le note sul pentagramma, contemporaneamente, in due chiavi differenti: chiave di violino e chiave di basso, significa che la figura della nota sul pentagramma, sono due note differenti.
 
Ma, abbiamo una notevole difficoltà in più, perché possiamo avere varie note da eseguire insieme, in più, leggere sempre in contemporanea, i segni delle espressioni ed i pedali di sordina e sostegno al suono. Quindi, immaginate lo sforzo mentale e di memoria che bisogna esercitare, sollecitando il sistema nervoso dell’individuo, in maniera altamente positiva. Si potrebbe ancor più nei dettagli, ma il discorso diventerebbe inevitabilmente molto più lungo. Comunque, in ogni caso, la parte del cervello interessata, si svilupperebbe di circa il 25% in più.
 
 



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Cultura e Spettacoli

Editoria, esce “La luna che da sempre ci seguiva”: primo romanzo della giornalista Morena Mancinelli, già autrice de “Le sorelle Ti”

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Dopo il successo de “Le sorelle Ti”, fortunato libro per bambini che coniuga storie e ricette (Ag Book Publishing 2021), Morena Mancinelli, giornalista esperta di politiche della genitorialità, formazione e sviluppo personale, torna alla scrittura con il suo primo romanzo, “La luna che da sempre ci seguiva”, ugualmente edito da Ag Book Publishing. Il libro, identificabile nel genere romanzo di formazione, racconta la storia di due ragazze, Maya e Simonetta. Il loro percorso di bambine e poi di adolescenti, fino a raggiungere l’età adulta, quella dei primi bilanci. E in questo cammino di crescita, si trovano alle prese col passaggio più delicato nella vita di ognuno: la costruzione dell’identità personale. Lo snodo fondamentale di questo percorso, è, all’apprestarsi dell’esame di maturità, la cosiddetta “scelta”: «Cosa farò da grande? Chi sarò?». Per capirlo davvero, e imboccare la strada giusta, le due ragazze dovranno prima scoprire chi sono.
 
“Tutti a un certo punto della nostra vita – spiega Morena Mancinelli – abbiamo dovuto, più o meno, scegliere cosa fare da grandi. Qualcuno si è arreso a scelte obbligate, qualcun altro ne è stato, invece, artefice e protagonista. Tutti sappiamo che quel momento è stato fondamentale, irripetibile forse, ma spesso continuiamo a dirci: ‘Se avessi fatto una scelta diversa?’. Alcuni di noi, ultimamente, complice anche la pandemia, hanno deciso di modificare quella scelta, di ricominciare, di riprovarci, di cambiare vita, anche in età matura”.
 
“Quante volte, nel corso della nostra vita, ci troviamo a fare dei bilanci e a compiere delle scelte che un tempo ritenevamo impensabili? – Aggiungono Angela Cristofaro e Stefano Sassu, editori di Ag Book Publishing – Queste scelte possono essere volute e consapevoli, oppure obbligate. E spesso, con il passare del tempo, pensiamo che non sia più possibile scegliere, cambiare, prendere un percorso diverso. Attraverso la storia di Maya e Simonetta, Morena Mancinelli ci ricorda, invece, che l’evoluzione e la costruzione della nostra individualità prosegue per tutta la vita, a ogni età, e che non è mai troppo tardi per prendere una strada diversa che ci consenta di superare ostacoli e pregiudizi e di sentirci noi stessi pienamente”.
 
Il romanzo di chi comincia e ricomincia, con la consapevolezza che la parola “ormai” non esista. Perchè non è mai troppo tardi per niente, soprattutto per comprendere e realizzare noi stessi.
La prefazione del romanzo è stata redatta dalla psicologa e psicoterapeuta Dott.ssa Daniela Iozzi, la copertina ideata da Roberto Agostinelli.
 
 
 
 
 
 
 



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Cronaca

Sanità Lazio, esperti: campagna vaccinale fondamentale per evitare “tempesta perfetta”

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L’appello: “Raggiungere l’obiettivo del 75% di copertura”
 
Con la pandemia gestita ma non ancora superata e le restrizioni per il Covid allentate, il prossimo inverno, con l’ondata di virus influenzali in arrivo rischia di trasformarsi in una “tempesta perfetta” se non si lavora per una campagna vaccinale che copra il maggior numero possibile di popolazione, in particolare i pazienti fragili. È questo uno dei messaggi lanciati nel corso dell’incontro “La vaccinazione: strumento di tutela per i pazienti fragili”, che si è svolto a Roma presso la sede della Regione Lazio (l’evento rientra nel ciclo di incontri dal titolo “Sanità modello Lazio”, organizzati da Dreamcom, con il contributo non condizionante di diverse aziende farmaceutiche, tra cui, per l’evento di ieri, di Sanofi e Pfizer.).
 
 
L’Assessore alla Sanità Regione Lazio, Alessio D’Amato, ha spiegato che la campagna vaccinale nel Lazio partirà la prima settimana di ottobre ed è “molto importante che le persone aderiscano. Abbiamo messo a disposizione medici di base, pediatri e farmacie, che saranno l’ossatura di questa campagna con vaccini aggiornati. L’obiettivo è agevolare in ogni modo la più ampia partecipazione della popolazione adulta over 65, pediatrica e fragile. Oltre al vaccino antinfluenzale ci sono i vaccini per l’Herpes Zoster, molto importanti per la popolazione over 65, ma anche la vaccinazione pneumococcica”. Per l’assessore D’Amato, “durante la pandemia il modello Lazio ha funzionato perché ha avuto il merito di unire le forze e i soggetti interessati a costruire una rete in grado di fare sistema per il bene della salute pubblica”.
 
 
“Per raggiungere ottimi risultati una campagna vaccinale deve puntare sulla comunicazione e sulla diffusione di una cultura vaccinale che in questi anni ha compiuto passi da gigante”, ha ricordato Roberto Ieraci (Responsabile scientifico Campagna di Vaccinazione Regione Lazio). “Nel Lazio è stato compiuto uno sforzo importante sulla prevenzione vaccinale, che resta un obiettivo specifico a cui deve mirare la sanità pubblica. Prevenire significa migliorare la qualità della vita delle persone e questo può avvenire anche attraverso la digitalizzazione della sanità, con un sistema di promemoria regionali integrato anche a livello di medici di famiglia, oltre all’utilizzo dei social. L’aiuto dei medici di base – ha ricordato Ieraci – è strategico ed essenziale. Nella campagna Covid 2021 su 1,6 milioni di dosi inoculate, ben 1,3 milioni sono state somministrate dai medici di famiglia”.
 
 
Medici e pediatri, ma anche le farmacie che durante il Covid hanno rappresentato per i cittadini un presidio sanitario di grande importanza. Come ha sottolineato Eugenio Leopardi (Presidente Federfarma Lazio), “la vaccinazione in farmacia è stata richiesta dallo Stato durante la pandemia per dare un supporto all’emergenza. Nel Lazio una farmacia su tre è diventata un luogo di somministrazione per il vaccino Covid e riteniamo di poter dare un supporto importante in un anno come questo dove si rischia disattenzione verso la quarta dose”.
 
 
“Soprattutto per i pazienti fragili – ha detto Maria Serena Fiore (Presidente Eletto Fadoi Lazio) – sappiamo quanto sia importante l’attività di prevenzione con i vaccini rispetto anche ad una semplice influenza che comporta per questi soggetti un rischio di ictus otto volte superiore alle media e una perdita di autonomia pari al 15% nei pazienti anziani. Tutto questo comporta perdita di autonomia, crollo della qualità della vita e un costo elevato a carico del Sistema Sanitario Nazionale, se si considera che tra i pazienti sopra i 65 anni il 74% ha almeno una patologia cronica. Da questo punto di vista nel Lazio c’è la possibilità di utilizzare il vaccino quadrivalente ad alto dosaggio per i pazienti fragili e dobbiamo convincere i pazienti a farlo”.
 
 
Investire sulla prevenzione significa anche risparmiare i costi per la gestione del Ssn. Una tesi sostenuta da Americo Cicchetti (Direttore Altems Università Cattolica del Sacro Cuore), che ha ribadito come sia “fondamentale raggiungere l’obiettivo minimo del 75% di copertura. Bisogna rivedere le politiche di allocazione delle risorse: non deve interessarci quanto costa oggi un vaccino ma quanto vale domani con gli effetti di protezione che produce. C’è tanta ricerca e innovazione nel settore dei vaccini che va sfruttata il più possibile. L’equilibrio economico si salverà spostando le risorse sulla prevenzione più che sulle cure”.
 
 
Quello dei medici di famiglia è stato un contributo determinante durante la pandemia perché nel Lazio “si è mossa una rete dei servizi che ha reso possibile il raggiungimento degli obiettivi prefissati”, ha ribadito Pierluigi Bartoletti (Segretario Provinciale e vicesegretario nazionale della Fimmg), che ha sottolineato come “la prossima campagna vaccinale sia fondamentale proprio perché viene dopo gli anni di restrizioni per il Covid, che con il distanziamento avevano parzialmente impedito la diffusione dei virus”.
 
 
Oltre ai medici di base sono intervenuti anche i pediatri che, come ha spiegato Teresa Rongai (Segretario Provinciale FIMP Roma), “già nell’anno prima del Covid avevamo vaccinato ben 118mila bambini, passando dal 2% al 50% di pediatri disponibili a somministrare le dosi presso i propri studi medici. Il pediatra che consiglia la vaccinazione riscuote sempre un successo nella famiglia, perché può dialogare con i genitori. Siamo anche noi sotto organico e per questo ci stiamo organizzando in aggregazioni funzionali fra colleghi, per mettere una toppa alla carenza di personale. Seguire mille bambini a pediatra è complicato”.
 
 
Il ruolo dei medici nella campagna vaccinale è fondamentale ma il contributo dato dalle associazioni di volontari, specie durante la Pandemia, è stato altrettanto importante. Per Simona Barbaglia (Presidente Associazione dei Pazienti Respiriamo Insieme Onlus), “le associazioni di pazienti hanno contribuito a fare rete durante il Covid. Tutti abbiamo il compito di tutelare la popolazione e in modo particolare i pazienti fragili e questo si può fare diffondendo la cultura della prevenzione di cui la vaccinazione è uno strumento importante”.
 
 
 
 
 



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