Connect with us

Latina

LATINA, GUERRA CRIMINALE: 23 CONDANNE AL CLAN CIARELLI-DI SILVIO

Clicca e condividi l'articolo

Ecco che fine ha fatto "chi comanda la città"

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

Redazione

Latina – Si è chiuso con 23 condanne, per oltre 200 anni di carcere, e la conferma di una assoluzione, il processo d'appello che vedeva alla sbarra 24 persone, per lo più esponenti del clan Ciarelli-Di Silvio di Latina. Associazione per delinquere con l'aggravante del metodo mafioso, 5 tentati omicidi, e una serie di rapine, estorsioni, usura, minacce, erano le accuse per le quali è stato istruito un processo d'appello che in primo grado aveva già portato condanne per oltre 200 anni di reclusione.

Di Silvio è uno dei più giovani esponenti di un gruppo strettamente legato ai Casamonica romani. Oltre alla sua famiglia, ci sono i Ciarelli, arrivati decenni fa dall’Abruzzo e dal Molise. Parenti, più o meno stretti, di “zio Vittorio”, il boss santificato nella chiesa di don Bosco a Roma, tra carrozze a cavallo ed elicotteri. Per il Tribunale di Latina queste due famiglie sono il potere che conta nella città. Un’associazione per delinquere (saranno poi l’appello e la cassazione a confermare o meno la decisione del primo grado) che da trent’anni gestisce usura, estorsioni e droga. Pronti a sparare, se necessario. O far scoppiare una guerra tra bande, come quella che sconvolse Latina nel gennaio del 2010. Qualcuno ferì il capo indiscusso, Carmine Ciarelli. In poche ore vi furono due morti, Massimiliano Moro e Fabio Buonamano, detto “er bistecca”. E ancora, dopo cinque mesi, altri due tentati omicidi, fino a quando la squadra mobile catturò buona parte degli esponenti delle due famiglie, dando vita all’operazione Caronte.

Il canale “acque medie” di Campo Boario ancora oggi ospita sulla sponda le stalle usate dagli allevatori del sud pontino. Era il luogo preferito dai Ciarelli/Di Silvio per far capire a tutti chi comanda in città: “Sono stati massacrati! … Buttati tutti dentro nelle stalle, tutti nella merda! Un macello!.. G., l ‘abbiamo buttato dentro alla stalla! La dove c ‘e la merda… gli abbiamo preso le mani … e le gambe! L’abbiamo alzato e poi buttato dentro!”, spiegavano – in una intercettazione agli atti del processo Caronte – Carmine ed Antonio Di Silvio. Gente dura, che non perdona. Un testimone, vittima di usura, ha raccontato quello che avveniva nelle stalle. Non solo l’umiliazione dello sterco, ma anche botte: “Sono stato legato ad una sedia e picchiato”. E per rendere il tutto più credibile, “Carmine Di Silvio lo minacciava dicendogli che lo avrebbe crivellato con due pistole calibro 9”.

In evidenza

Latina, Covid-19: rinviate Prime Comunioni e Cresime

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

LATINA – Il vescovo Mariano Crociata ha firmato il decreto con cui dispone il rinvio delle Prime Comunioni e delle Cresime al prossimo autunno a causa dell’emergenza per la pandemia di Covid-19.

Secondo lo stesso decreto, invece, i matrimoni, se non è possibile rinviarli, potranno essere celebrati solo alla presenza del celebrante, dei nubendi e dei testimoni nel rispetto delle misure di prevenzione sanitaria.

Continua a leggere

In evidenza

Formia, richiesta mascherine con Whatsapp: prosegue la consegna a domicilio

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

FORMIA (LT) – In questi giorni il Comune di Formia ha attivato un nuovo servizio di distribuzione mascherine che verranno consegnate primariamente ad anziani, immunodepressi, con gravi o particolari patologie o in difficoltà economica.

La distribuzione iniziata la scorsa settimana, con il supporto della Protezione Civile Ver Sud Pontino, ha interessato prima gli anziani residenti nelle case di riposo presenti sul territorio. Tale distribuzione ha l’obiettivo di tutelare gli utenti di tali case che giornalmente sono a contatto con il personale sanitario e di assistenza che si prende cura di loro.

Da ieri la distribuzione è stata implementata interessando le famiglie con persone disabili, che in forza dell’ultimo DPCM hanno la possibilità di uscire per brevi passeggiate.

Oggi, invece, è iniziata la consegna ai cittadini che hanno contattato tramite Whatsapp il numero 3518141904, per farne richiesta. 

A tale numero è possibile inviare un messaggio indicando nome, cognome, numero di telefono, numero di componenti del nucleo famigliare e indirizzo. Sarà data nella distribuzione, priorità alle persone con problemi di salute o in stato di necessità.

Il piano di consegna è coordinato dalla Presidente della Commissioni Servizi Sociali, Rossana Berna, coadiuvata dai consiglieri e dal personale dei servizi Sociali.

Grazie all’azione sinergica tra amministrazione, forze dell’ordine e privati cittadini si sta cercando di accorciare la “distanza”, purtroppo necessaria in tal frangente, con la collettività, attenzionandone le istanze. 

Continua a leggere

Castelli Romani

Oltre 20 milioni di euro dalla Regione Lazio per buoni spesa: ecco come funziona

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

La Regione Lazio con due apposite delibere di giunta approvate oggi su proposta dell’assessore alle Politiche sociali Welfare ed Enti locali Alessandra Troncarelli, sono stati approvati due provvedimenti: “Buono spesa” che stanzia 19 milioni di euro in favore dei Comuni e misure straordinarie per gli enti del terzo settore per un importo di 2 milioni di euro.

Nel dettaglio, i 19 milioni di euro sono così suddivisi:

7 milioni sono destinati ai Municipi di Roma Capitale, mentre i restanti 12 milioni sono ripartiti tra gli altri Comuni del Lazio, in proporzione alla popolazione.

“Le risorse di “Buono spesa” – spiega l’assessore Troncarelli – sono riservate all’acquisto di cibo, alla distribuzione di pacchi alimentari, nonché alla copertura dei costi sostenuti per i medicinali. Destinatari sono le famiglie e tutte quelle persone che, con l’attuale crisi, non hanno mezzi per far fronte ai bisogni primari. In un momento tanto difficile, la Regione Lazio sta mettendo in campo una serie di azioni concrete e immediate per alleviare le difficoltà delle fasce più vulnerabili, assicurando i beni di prima necessità e dando la possibilità di acquistare anche le medicine. È prevista la possibilità di usufruire delle convenzioni con gli enti del terzo settore per la distribuzione a domicilio”.

Per accedere al servizio, va presentata domanda al segretariato sociale territorialmente competente (anche per via telefonica o mail) oppure bisogna essere segnalati da parte degli enti del Terzo settore.

Tra i requisiti richiesti, l’essere in carico ai servizi sociali comunali oppure trovarsi in una situazione di bisogno a causa dell’emergenza derivante dalla epidemia, previa autocertificazione soggetta a successiva verifica.

Il buono spesa o pacco alimentare ha un valore di 5 euro a persona al giorno, elevabile a 7 euro in caso in cui il destinatario sia un minore. Al fine di raggiungere il maggior numero di soggetti possibile, il massimo importo concedibile per singolo nucleo familiare ammonta a 100 euro a settimana. Le spese per medicinali sono riconosciute in base alla situazione di disagio economico, fino a un massimo di 100 euro al mese.

I Comuni provvederanno tempestivamente all’erogazione dei buoni spesa o dei pacchi alimentari ai beneficiari, anche attraverso l’attivazione di accordi con le catene di distribuzione alimentare o con singoli esercizi per il servizio di consegna a domicilio. Fondamentale sarà anche il ruolo degli uffici di piano dei distretti socio-sanitari a supporto dei singoli Comuni.

“Con lo stanziamento in favore degli enti del terzo settore – continua l’assessore Troncarelli – diamo un ulteriore riconoscimento al mondo del volontariato che, ancora una volta, assicura un supporto insostituibile nella erogazione di servizi essenziali a favore delle fasce più deboli della popolazione”.

Tra le iniziative finanziate: acquisto e consegna al domicilio di pasti, beni di prima necessità, farmaci, alimentari, prodotti per igiene e profilassi; acquisto e distribuzione di dispositivi di protezione individuale dal Covid19 anche per gli ospiti di case di riposo, ‘dopo di noi’ e altre strutture di accoglienza; acquisto pasti per le mense sociali, per i dormitori e per le strutture di accoglienza. Le risorse sono destinate tramite avviso pubblico, per un massimo di 200mila euro per ciascun ente del terzo settore.

Continua a leggere

I più letti