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PAROXETINA, CHIESTE MISURE URGENTI PER L’ANTIDEPRESSIVO CHE ISTIGA AL SUICIDIO I BAMBINI

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Il ministro della Salute Lorenzin attiva un tavolo tecnico, ma il dossier su questo pericolassimo farmaco in mano all’AIFA non ha sortito alcun controllo e verifica e informazione agli operatori sanitari

LEGGI ANCHE: ANTIDEPRESSIVO PAROXETINA, L'ALLARME DALL'INGHILTERRA: RISCHIO SUICIDIO PER I BAMBINI

di Cinzia Marchegiani

Accese le polemiche sugli antidepressivi che stimolerebbero idee suicidarie a bambini e adolescenti e altrettanto forti le reazioni politiche al Parlamento Europeo che ne chiedono il ritiro dal commercio. Il coordinatore del Gruppo Parlamentare Efdd- M5S nella Commissione Ambiente e Sanità del Parlamento Europeo, Dott. Piernicola Pedicini aveva inviato una lettera al ministro della Salute Beatrice Lorenzin oltre a presentare anche un’interrogazione urgente alla Commissione europea. Nel merito a Lorenzin era stato chiesto il ritiro dal mercato italiano di farmaci a base di Paroxetina, mentre alla Commissione Europea è stato chiesto di attivare una procedura di deferimento all’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) per una nuova valutazione dei prodotti medicinali a base di Paroxetina (Direttiva 2001/83/Ce) e di aprire un’indagine finalizzata ad accertare se la multinazionale farmaceutica GlaxoSmithKline (GSK), che commercializza tutt’ora l’antidepressivo non abbia violato le norme antitrust dell’UE accordando un vantaggio sleale al proprio prodotto.

Paroxetina scoperta pericolosa, viene prescritta bambini e adolescenti grazie alla modalità OFF LABEL. La paroxetina, è salita sul banco degli imputati poiché è una molecola blockbuster che non dovrebbe essere somministrata ai minori ma che detiene comunque un record di vendite grazie alla modalità di prescrizione “off label”, ovvero al di fuori delle indicazioni terapeutiche approvate dal Ministero. Una ricerca scientifica pubblicata sul British Medical Journal, tra le più autorevoli riviste mediche al mondo, ha recentemente denunciato le malepratiche della multinazionale farmaceutica Glaxo, leader nella produzione di psicofarmaci a base di paroxetina, con oltre 15 miliardi di dollari guadagnati nel mondo, fino ad oggi, per questa sola molecola, che per 14 lunghi anni ha deliberatamente ostacolato la ricerca indipendente al fine di non diffondere i dati sugli effetti collaterali di questi prodotti e non pregiudicarne il profilo commerciale.

Il ministro Lorenzin apre al tavolo tecnico su questa realtà sconcertante, Luca Poma da l’annuncio. In questo dibattito, s’inserisce appunto il Ministero della Salute italiano: “Dopo un’iniziale risposta assai prudente e burocratica degli uffici, che sostanzialmente negavano ogni responsabilità rimandando il dossier alla valutazione dell’Agenzia Italiana del Farmaco – ha dichiarato Luca Poma, giornalista e portavoce di “Giù le Mani dai Bambini”, il più rappresentativo comitato per la farmacovigilanza pediatrica in Italia – il Ministro della Salute ha assunto un’iniziativa dal forte significato sotto il profilo delle politiche sanitarie, ha attivato un tavolo di confronto immediatamente operativo sul tema del monitoraggio della somministrazione di psicofarmaci ai bambini, segnatamente anti-depressivi. 

Luca Poma il portavoce di Giù le mani dai bambini chiede importanti interventi. Un registro per il controllo delle prescrizioni di psicofarmaci per i bambini iperattivi esiste da tempo in Italia – prosegue Poma – ed è basato su criteri improntati alla prudenza, al contrario del modello in vigore in USA che facilita le prescrizioni disinvolti: "Perché non estenderlo allora a tutte le molecole psicoattive per minori? Non esisteva modo migliore per festeggiare la ricorrenza della Giornata Mondiale dell’Infanzia dell’ONU, che dare un segnale concreto di attenzione alla salute dei bambini come quello fornito dall’On. Beatrice Lorenzin con l’attivazione di questo tavolo tecnico. Ora è necessario mettersi al lavoro con spirito costruttivo per tutelare con efficacia la salute dei più piccoli”.

Luca Poma sin dall’inizio denunciava appunto lo sconcerto in merito all’assordante silenzio di una parte significativa della neuropsichiatria infantile, anche italiana: “Risultati così sconcertanti e per certi versi sconvolgenti – Poma evidenziava – non hanno meritato neanche una dichiarazione da parte del SINPIA, la società scientifica che raggruppa gli specialisti in disturbi mentali dei minori; anche l’Istituto Mario Negri tace, sul loro sito neanche un comunicato; stesso dicasi dello Stella Maris, come della maggior parte dei centri più attivi nella somministrazione di psicofarmaci ai bambini nel nostro paese. D’altra parte non stupisce: all’associazione gemella del SIMPIA in USA, l’American Academy of Child and Adolescent Psychiatry, è stato chiesto per anni di ritrattare lo Studio 329, ma inutilmente. Tutte queste realtà dovrebbero vigilare sulla salute mentale dei più piccoli" Chiosava Poma:" Dovrebbero, appunto  mai condizionale fu più appropriato.”

Dubbi sull’AIFA e il suo ruolo. E la domanda sorge spontanea, il dossier in mano all’AIFA sugli antidepressivi che fine ha fatto? Troppe volte la stessa Agenzia Italiana del Farmaco è stata accusata di difendere più il business delle case farmaceutiche che la salute e la tutela dei pazienti, se poi pensiamo che in questo caso eclatante si tratta di bambini e adolescenti che vengono inseriti in protocolli per la terapia con un farmaco oltre ad essere stato scoperto assolutamente inefficace, anche pericoloso per gli stessi minori perché stimola tendenze suicidarie, sarebbe da valutare effettivamente quale sia il suo ruolo. Il nuovo studio sulla paroxettina pubblicato dal British Medical Journal risale al 16 settembre 2015, e ha denunciato come il blockbuster degli antidepressivi per minori, è inefficace e pericoloso, poiché può stimolare suicidi tra bambini e adolescenti. Lo studio su cui la Glaxo faceva riferimento fu falsato da un gosthwriter, ma il team guidato dal professor Jon Jureidini presso l’Università di Adelaide ha successivamente identificato lo studio finanziato da Glaxo come un esempio di un processo autorizzativo da rivedere, e utilizzando documenti in precedenza riservati ha rianalizzato i dati originali e ha scoperto che i dati all’epoca forniti dalla casa farmaceutica erano fortemente fuorvianti, e che il pericolo per i minori che utilizzano questo psicofarmaco è “clinicamente significativo”. Sul sito dell’AIFA ad oggi 26 novembre 2015 l’unico aggiornamento su questo farmaco Paroxetina, risale al 28 ottobre 2015, quindi oltre un mese dalla pubblicazione dello studio sul Britidsh Medical Journal, ma fa riferimento agli antidepressivi in gravidanza. Nessun accenno di questo studio in merito ai protocolli off label in cui vengono inseriti anche i minori. Il Comitato Giùlemanidaibambini si è dimostrato l’unico elemento di controllo nei riguardi della salute dei bambini in mano a protocolli davvero inquietanti. 

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I migliori videogiochi in uscita nel 2022

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Sarà un inizio dell’anno davvero entusiasmante per gli amanti dei videogiochi; da un po’ di tempo, infatti, le festività natalizie non sono più l’unico periodo designato per l’uscita dei blockbuster più importanti e così il primo trimestre dell’anno rappresenterà un momento particolarmente caldo per il lancio di numerosi titoli. In questo articolo cercheremo di elencare alcuni di quelli maggiormente attesi dagli appassionati, per console e non solo.

Già il mese di gennaio risulterà piuttosto consistente, a partire da uno dei giochi più amati, Elden Ring, che uscirà il 21 per PlayStation 4 e 5, Xbox e PC. Seguirà, il 28, Pokémon Legends Arceus per Nintendo Switch, ambientato in un’antica regione e realizzato in pieno stile action. Tra i giochi in uscita all’inizio del 2022 c’è anche Horizon Forbidden West, un’esclusiva della Sony che rappresenta il sequel di Guerrilla Games; la protagonista Aloy si ritroverà ancora una volta ad affrontare un mondo post-apocalittico, particolarmente ostile e governato da macchine; il gioco verrà lanciato il 18 febbraio per PlayStation 4 e PlayStation 5. Sempre a febbraio, ma il 25, uscirà il reboot di Violition Inc. dal titolo Saints Row; girerà su PS4 e 5, Xbox e computer e sarà ambientato in un mondo in cui ogni cosa è concessa e un gruppo di amici si troverà ad affrontare una realtà criminale, tra sparatorie e inseguimenti.

Anche marzo sarà piuttosto interessante, a partire dal lancio di un grande classico, Gran Turismo 7, in esclusiva per PlayStation 4 e PlayStation 5 dal 4 del mese. Il giorno successivo sarà la volta di un altro dei videogame più amati dai gamer, Grand Theft Auto V, che rappresenta forse il gioco del genere avventura “sparatutto” per eccellenza; girerà su tutte le piattaforme, dal PC alla PlayStation, passando per la potente console Xbox One. Il 16 marzo uscirà invece l’adventure Tunic, mentre il 25 sarà la volta del gioco di ruolo Tiny Tina’s Wonderlands. Il 28 aprile vedrà il lancio di S.T.A.L.K.E.R. 2: Heart of Chernobyl, che sarà disponibile esclusivamente per computer e Xbox Series X|S; mentre il 24 maggio sarà la volta di un altro gioco di ruolo, Forspoken, che girerà esclusivamente su PlayStation 5.

Questo è soltanto un assaggio di ciò con cui gli appassionati di gaming potranno sbizzarrirsi nella prima parte dell’anno; le uscite sono infatti molto più numerose e toccano svariati generi. E quando parliamo di gaming non bisogna mai dimenticare che ci riferiamo a un mondo molto più ampio e che va oltre i giochi da console. Da diverso tempo, infatti, si registra una crescita costante delle piattaforme di casinò online, particolarmente apprezzate dagli amanti del genere per la possibilità di scegliere tra numerosi giochi e passatempi anche live. Quando ci si approccia a questo genere di attività, il consiglio è ovviamente sempre quello di fare una verifica accurata sui migliori casinò online tramite i siti di informazione che forniscono tutti i dettagli su chi possiede o meno la licenza ADM, sui vari sistemi di sicurezza, le certificazioni internazionali, la reputazione e, in generale, tutti quei dati che consentono al giocatore di divertirsi in piena tranquillità.

Anche le app per dispositivi mobile riscuotono ormai un grande successo tra chi ama avere sempre a disposizione qualcosa con cui giocare in ogni momento della giornata: dagli scacchi alle saghe come Candy Crash e Pokémon Go, classici oramai intramontabili e che, di anno in anno, continuano a registrare sempre più download.

Per concludere questa carrellata di titoli, vogliamo segnalare anche alcuni lanci più o meno confermati e previsti per la fine del 2022, più precisamente nel mese di novembre. L’11, ad esempio, sarà la volta di Starfield, un gioco di ruolo fantascientifico sviluppato da Bethesda e disponibile su PC e Xbox Series. Altri titoli in uscita, sebbene non sia stata ancora ufficializzata una data, sono A Plague Tale Requiem e Bayonetta 3, che verrà lanciato sulla piattaforma Nintendo Switch; e poi ancora God of War Ragnarok per PlayStation 4 e PlayStation 5, e il sequel del mitico The Legend of Zelda Breath of the Wild, di cui ancora non si conosce il titolo preciso e che verrà presentato su Nintendo Switch.

Questi sono, insomma, i migliori videogiochi in uscita nel 2022, che i gamer più accaniti non vedono l’ora di possedere. Altri titoli verranno sicuramente resi pubblici con il passare delle settimane e molte date saranno ufficializzate in maniera più precisa. È indubbio che sarà un 2022 all’insegna del divertimento, almeno dal punto di vista videoludico, tra novità e conferme, grandi attese e sorprese. Non resta dunque che fare il conto alla rovescia e arrivare a gennaio.

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Farming Simulator 22, tutti pazzi per l’agricoltura

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Farming Simulator 22 è l’ultimo capitolo della famosissima serie dedicata alla gestione di una azienda agricola in tutti i suoi aspetti. Con il nuovo capitolo, disponibile su PC, PS4, PS5, Xbox One, Xbox Series X|S e Google Stadia, chiunque può mettersi alla prova e scoprire il meraviglioso quanto complesso mondo dell’agricoltura e del commercio. Con uno sforzo produttivo completamente interno alla software house (Giants Software), il titolo si presenta all’appello in forma smagliante e con una interessante rassegna di novità contenutistiche. Dopo esserci messi al volante di trattori, irroratrici e mietitrebbie su Xbox Series X per molte ore, siamo pronti a proporvi la nostra recensione di Farming Simulator 22 e il nostro giudizio è davvero positivo. In questa nuova incarnazione della saga, gli aspiranti agricoltori possono decidere di piantare radici in tre differenti località: Elmcreek, nel Midwest americano, Haut-Beyleron, nel sud della Francia, ed Erlengrat, nel cuore delle Alpi. Le tre mappe propongono una buona varietà ambientale, e risultano ben caratterizzate, con una particolare menzione positiva per lo scenario d’ispirazione francese, che tra stradine di campagna, piccoli paesini, ponti di pietra e mongolfiere che si levano all’orizzonte è sicuramente quello che ci ha colpito di più. Dopo aver deciso l’aspetto del proprio avatar a partire da alcuni modelli predefiniti, è tempo di iniziare a lavorare. A seconda del proprio grado di esperienza con la saga gestionale, è possibile optare per tre differenti livelli di difficoltà. A seconda della scelta, come già accennato, ci si troverà ad iniziare l’avventura con già una buona dotazione di terreni e macchinari (oltre che con un corposo gruzzolo da parte) oppure a dover cominciare sostanzialmente da zero la propria attività. Inutile dire che per coloro che si avvicinano a Farming Simulator per la prima volta è caldamente consigliato di intraprendere la via più semplice, che consente di sperimentare con maggiore libertà la proposta contenutistica del gioco. In piena continuità con la storia della serie, Farming Simulator 22 non include alcun tipo di comparto narrativo, ma lascia invece completa libertà al giocatore su ogni fronte dell’esperienza. Spaziando tra agricoltura, allevamento e silvicoltura, i giocatori possono cimentarsi in una rosa di attività davvero molto ampia. Si vuole diventare maestri dell’appalto e ampliare progressivamente il proprio parco macchine per servire i colleghi contadini della regione? Si preferisce diventare magnati della produzione dei cereali, concentrarsi sull’allevamento di equini o specializzarsi nella crescita di aree boschive per la produzione di legname? Ognuna di queste opzioni, e infinite altre, è assolutamente possibile. Se da una parte una tale libertà potrebbe a primo acchito lasciare un po’spaesati, possiamo garantire che invece è proprio quest’ultima a rappresentare uno dei principali punti di forza dell’esperienza proposta da Farming Simulator 22. Dopo le prime ore di gioco, quando le risorse inizieranno progressivamente ad aumentare, ci si trova senza rendersene conto a riflettere su quali passi intraprendere nelle giornate di lavoro che attendono il proprio alter ego virtuale, e vi assicuriamo che non mancheranno mai le cose da fare.

Una nota dolente sta nella mancanza di tutorial di gioco effettivi (lo start “tutorial” consiste in pochissimi passaggi, molto criptici, ed in una dotazione iniziale di attrezzi, soldi e campi), solo marginalmente coperta da una guida testuale precisa ma troppo sintetica. Imparare a giocare a Farming Simulator 22 può essere frustrante, soprattutto con un approccio offline e scevro da video-tutorial ed affini. Certo, una volta capite le meccaniche di guida, di utilizzo degli attrezzi e le diverse fasi di crescita dei raccolti, il risultato è garantito, ma arrivarci può essere duro. Soprattutto perché il gioco si prende il suo tempo: nonostante sia possibile velocizzare lo scorrere dei giorni allo stesso modo è impossibile velocizzare il lavoro. In poche parole, mentre il tempo scorre alla sua velocità massima, accelerando il ciclo giorno-notte, l’efficienza lavorativa di chi gioca sarà sempre la stessa, così come quella degli aiutanti. Non potrebbe essere diversamente, vista la natura simulativa dell’utilizzo dei diversi strumenti a disposizione, ma resta un problema non indifferente nel momento in cui si devono gestire campi di grosse dimensioni. Questa lentezza intrinseca trasforma il processo “tenta e sbaglia” in una piccola agonia, che consigliamo di sopportare nelle prime fasi di apprendimento, al fine di poter godere di un videogame comunque di grande pregio. Insomma, all’inizio si deve un po’ tribolare, ma chi saprà aspettare potrà godere di un titolo assolutamente in grado di dare soddisfazioni enormi. Ma che cosa porta dunque di nuovo Farming Simulator 22? In verità molte cose. Tra queste ultime spicca la canonizzazione di un vero e proprio calendario stagionale in-game. Originariamente introdotto dalla community con Mod dedicate, la feature è ora stata prevista dalla stessa Giants Software. Coerentemente con l’alternarsi di primavera, estate, autunno e inverno, i campi possono accogliere solamente alcune tipologie di raccolto, mentre le mappe di gioco si tingeranno di neve o dei colori dei fiori di campo. Una piacevole aggiunta che aggiunge spessore al gameplay, senza tuttavia creare vincoli eccessivi. I giocatori possono infatti modificare a piacimento la durata di ogni stagione, così da vivere Farming Simulator 22 con il ritmo che preferiscono. Un introduzione dunque interessante, che trova un buon accompagnamento nelle nuove opzioni di gestione dell’intera filiera produttiva. Quindi, con Farming Simulator 22, gli agricoltori virtuali possono decidere di vendere sul mercato i propri prodotti della terra, ma questa non è l’unica opzione possibile. Accumulando abbastanza terreni e risparmi, sarà infatti possibile ampliare le proprie attività, lavorando le materie prime e commerciando direttamente i prodotti finiti. Un esempio? Se si coltivano campi di vite e si dispone di un enorme carico d’uva matura, ora si può decidere di venderla semplicemente al miglior offerente, oppure di trasformarla in vino. Questa dinamica, pur non rivoluzionando l’esperienza, offre un interessante dinamismo all’economia in-game, oltre che un gradito ampliamento delle attività disponibili nel gioco. E proprio a tale proposito, il titolo è ricco di nuove colture. Ecco dunque entrare in gioco quindi le già citate viti, novità assoluta per la serie insieme agli ulivi. Sul fronte dell’allevamento, si possono invece citare l’interessante scelta di introdurre la pratica dell’apicoltura, che va ad affiancarsi ai tradizionali pascoli dedicati a cavalli, pecore, mucche e maiali. Le nuove colture si accompagnano immancabilmente a macchinari specifici, come i colossali veicoli necessari per la vendemmia, per un parco macchine davvero impressionante, nel quale ogni strumento agricolo è replicato sin nei minimi particolari. A cavallo tra novità e tradizione, Farming Simulator 22 introduce dunque una interessante selezione di aggiunte, che ogni giocatore può decidere di sfruttare liberamente. Anche in questo capitolo, permane infatti la possibilità di personalizzare ampiamente l’esperienza, includendo od escludendo singoli aspetti del gameplay del simulatore agreste. E a proposito di personalizzazione, segnaliamo che la politica di Giants Software nei confronti delle Mod non è assolutamente cambiata: c’è dunque da aspettarsi la consueta abbondanza di contenuti prodotti dalla community, anche su console.

La scelta degli sviluppatori di Farming Simulator 22, con un passo avanti richiesto a gran voce da tempo, è quella di lasciar divertire il giocatore con le diverse attività simulative garantendo la possibilità di gestire i numerosi campi acquistabili in maniera più gestionale. Questo macro-management è garantito dalla possibilità di teletrasportarsi all’interno dei punti di riferimento e di ogni veicolo posseduto, al fine di controllare lo stato di lavoro di quanto affidato agli aiutanti. Questi ultimi sono dei contadini a contratto, che lavoreranno per un corrispettivo orario con ogni tipo di compito da svolgere. Un concetto non banale: fino all’edizione 21 essi si limitavano ad utilizzare i macchinari indicati dal giocatore. Oggi invece è possibile accedere al pannello di controllo dedicato, creare delle task di vario genere (guida, trasporto, lavoro) e seguire su mappa in tempo reale il loro operato. Una scelta necessaria per far sopravvivere il brand ma ancora non sufficiente per portarlo a quei livelli gestionali necessari soprattutto dal mid/end-game. La IA ancora non brilla per autonomia, comportando blocchi continui nelle opere e nei trasporti, mentre l’aspetto economico di acquisto/vendita dei prodotti è ancora fin troppo rudimentale. Farming Simulator 22 segue un percorso prevedibile, voluto, ma timido rispetto alle potenzialità della saga. A questo si aggiunge un comparto tecnico che continua a fare semplicemente il suo lavoro e che non stupisce al cento per cento, eccellendo solo nella ricostruzione dei macchinari, fedele sia per gli esterni che per gli interni. Questa fedeltà si interrompe però nel momento di ammirare la “bellezza” della natura che circonda le proprietà, che migliora di anno in anno come rifinitura delle textures ma che rimane ancorata ad un’impalcatura visiva ormai piuttosto vecchiotta. Neanche le luci risultano migliorate in maniera particolare, con uno sbalzo tra giorno e notte mitigato da albe e tramonti davvero poco ispirati. Tirando le somme, non esitiamo nell’affermare che Farming Simulator 22 rappresenta al momento il capitolo più completo della serie. Per coloro che già hanno avuto modo di apprezzare il duro lavoro richiesto dai campi di Giants Software, dunque, è probabile che questa nuova incarnazione rappresenti un’ottima occasione per fare ritorno in fattoria. Trovandosi immediatamente a casa, i veterani della saga potranno rapidamente apprezzare le novità contenutistiche, senza troppe incertezze. Lo stesso non si può dire però dei novizi. La mole di veicoli, dinamiche e possibilità è infatti tale da avere un impatto inizialmente frustrante sui nuovi giocatori, e l’assenza di un tutorial dettagliato potrebbe scoraggiare i più. Intendiamoci, Farming Simulator 22 è un prodotto di buona fattura, come sempre è stato dal 2008 a questa parte e quest’anno la strada sembra solcare finalmente quel percorso, invocato da tempo, più gestionale e approfondito, almeno per quel che concerne le meccaniche gestionali e finanziarie. Il salto in avanti degli aiutanti è notevole, ma ancora troppo timido per costituire il cambio di passo necessario al brand per spiccare il volo, soprattutto alla luce del prezzo di acquisto non più irrisorio. In ogni caso, Farming Simulator 22 è un prodotto che diverte, complesso e appagante. Sicuramente piacerà di più agli appassionati del genere, ma con un po’ di pazienza chiunque può diventare un vero e proprio magnate dell’agricoltura.

GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica: 8

Sonoro:8

Gameplay: 8,5

Longevità: 9

VOTO FINALE: 8,5

Francesco Pellegrino Lise

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Sicurezza online, Italia terza al mondo fra le nazioni più colpite dai cybercriminali

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Il nostro Paese si conferma ancora tra le nazioni più colpite dai cybercriminali: a ottobre è terza al mondo per numero di ransomware e quarta per numero di malware. I ransomware mirati nel 2021 hanno colpito soprattutto il settore governativo e quello industriale, che insieme hanno rappresentato quasi il 50% dei casi rilevati dal servizio, altri bersagli preferenziali sono stati il settore IT e le istituzioni finanziarie. I dati sono raccolti nelle ricerche di due diverse società di sicurezza, Kaspersky e Trend Micro Research, e danno la fotografia del nostro Paese sempre più nel mirino della criminalità informatica. In generale, secondo Trend Micro Research, ad ottobre il numero totale di ransomware intercettati in tutto il mondo è stato di 1.297.400. Gli Stati Uniti sono il Paese maggiormente colpito, con il 23,4% di attacchi, a seguire Francia (7,5%), Italia (5%), Belgio (4,5%) e Brasile (3,8%). “Abbiamo iniziato a parlare dei cosiddetti Ransomware 2.0 nel 2020, e quello che abbiamo visto nel 2021 è stato lo sviluppo di una nuova era di questo tipo di malware – ha commentato Vladimir Kuskov, Head of Threat Exploration di Kaspersky – Gli operatori di ransomware non stanno solo crittografando i dati; li stanno anche rubando da obiettivi critici su larga scala e stanno minacciando di divulgare queste informazioni nel caso in cui le vittime si rifiutino di pagare. Questa tipologia di minaccia sarà molto popolare anche per il prossimo anno”. Sempre per quanto riguarda la sicurezza, arriva un’etichetta di qualità, europea, che attesta la sicurezza informatica delle imprese del settore delle Tecnologie dell’informazione e della comunicazione (Ict), che offrono servizi di cybersecurity. Tale certificazione viene erogata dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) attraverso l’Istituto di informatica e telematica (Cnr-Iit) del Cnr di Pisa, insieme al Consorzio interuniversitario nazionale per l’informatica (Cini) e il Consorzio nazionale interuniversitario per le telecomunicazioni (Cnit). Il servizio, già attivo, si rivolge alle aziende che hanno la sede legale e il loro mercato principale sul territorio europeo e in Gran Bretagna. Il bollino di garanzia è un sostegno ai player europei del settore ma anche, osserva Paolo Prinetto, direttore del laboratorio nazionale di cybersecurity, “uno strumento perr rafforzare i confini cibernetici europei per offrire alle nostre aziende l’opportunità di riconoscersi, misurarsi e offrire i propri servizi sul mercato comunitario, superando una logica di barriere nazionali e lavorando in sinergia per costruire un ‘sistema Europa’ più robusto ed efficace.

F.P.L.

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