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Castelli Romani

Rocca di Papa, 150 lavoratori licenziati: siglato in Regione un protocollo per il reinserimento

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“Bene il protocollo d’intesa, sottoscritto da Regione Lazio e sindacati, che tutela i lavoratori della clinica San Raffaele di Rocca di Papa. Stiamo parlando di circa 150 persone che hanno ricevuto una lettera di pre-licenziamento da parte della direzione aziendale e che grazie a questo accordo potranno essere ricollocate in altre strutture dello stesso gruppo o, in alternativa essere inserite in un “Bacino di ricollocazione” dal quale i privati accreditati dovranno prioritariamente attingere in caso di assunzione di personale”. Così il consigliere regionale Loreto Marcelli, vice-presidente della Commissione Sanità, a margine della Seduta congiunta con la Commissione Sanità, politiche sociali, integrazione sociosanitaria, welfare, per un’audizione sulla vertenza dei lavoratori della clinica San Raffaele di Rocca di Papa. “Ho seguito – ha proseguito Marcelli – fin dalle sue prime fasi questa vicenda, insieme al deputato del Movimento 5 stelle Francesco Silvestri, che si è tempestivamente mosso con una interrogazione al Ministro Speranza, prospettando la necessità che venisse istituito un tavolo di concertazione con la Regione, per trovare una soluzione. L’accordo sottoscritto, va perfezionato ma è senza dubbio un primo passo verso una possibilità che può essere estesa anche ad altri contesti di questo tipo. Quello che adesso preoccupa è che il territorio di Rocca di Papa, a prescindere da questa vicenda, sia privo dei servizi sanitari essenziali. Per questo faccio un appello alla Giunta regionale affinché si attivi per garantire ai cittadini della zona almeno un presidio sanitario che eroghi le prestazioni di base, per evitare che debbano essere costretti a spostarsi anche per fare solo un prelievo”.

Non è mancato l’intervento di Eleonora Mattia, Presidente della IX Commissione Lavoro del Consiglio regionale del Lazio: “Con l’audizione di oggi – dice Mattia – abbiamo acceso un faro su una delle tante conseguenze dell’emergenza sanitaria che ci ha colpito, in cui troviamo strutture di accoglienza private che perdono l’accreditamento e lavoratori che rimangono senza lavoro dopo essere stati in prima linea nella battaglia contro il Covid insieme a medici e infermieri. Questa è la situazione attuale della casa di cura privata accreditata San Raffaele di Rocca di Papa a cui è stato revocato l’accreditamento e dei suoi 150 lavoratori rimasti senza stipendio. Fermo restando il riconoscimento per legge regionale dell’esperienza che i lavoratori hanno maturato nelle strutture private per eventuali selezioni pubbliche, è stato anche firmato tra la Regione Lazio e le maggiori sigle sindacali il protocollo che assicura il ricollocamento degli operatori in un bacino dal quale possono attingere le Rsa che ricercano personale o il reinserimento in altre strutture del gruppo che ha licenziato a causa della sospensione o perdita dei requisiti per l’accreditamento. In considerazione del fatto che il San Raffaele, a Rocca di Papa, è l’unico polo sanitario e garantisce il lavoro, quindi la dignità, a molte famiglie, spesso anche moglie e marito operatori della stessa struttura, credo sia importante mettere in campo tutte le misure per la salvaguardia occupazionale e che l’azienda – sottolinea – continui a garantire le retribuzioni anche attraverso il ricorso agli ammortizzatori sociali messi a disposizione dalla legge. Come Presidente della IX Commissione Lavoro offro tutta la mia disponibilità per garantire a tutte queste lavoratrici e lavoratori il futuro. Ringrazio il collega Pino Simeone, gli assessorati alla sanità e al Lavoro della Regione Lazio, le lavoratrici, i lavoratori e tutte le forze sindacali intervenute oggi per lo spirito di collaborazione”.

Castelli Romani

Lanuvio, PCI: “Vicini ai familiari colpiti dalla tragedia. Denuncia forte contro depauperamento sanità territoriale”

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LANUVIO (RM) – Riceviamo e pubblichiamo la nota del PCI dei Castelli romani, tramite un intervento del segretario della Federazione Andrea Sonaglioni che commenta la tragedia avvenuta nella RSA di Lanuvio.

“Cinque vite spezzate e altre 7 a rischio sono una tragedia tremenda. Gli aspetti penali, e i conti morali con il proprio agire, li conosceremo meglio, ovviamente, col tempo necessario ad accertare, ricostruire, imputare. Tuttavia, quello che appare chiaro nelle notizie che possiamo apprendere a caldo dai media locali, regionali e nazionali, offre il seguente schema: una RSA, Villa dei Diamanti di Lanuvio (RM), potremmo dire l’ennesima, si ritrova al centro dell’attenzione perché ha presenti tutti gli ospiti e i sanitari con infezione da Covid-19, in attesa di trasferimento ad un centro Covid. Nella stessa struttura hanno trovato la morte cinque ospiti e sono ricoverati in gravi condizioni ora presso altre strutture ospedaliere, altri cinque ospiti e due operatori sanitari. – queste le prime dichiarazioni di Andrea Sonaglioni segretario della Federazione PCI Castelli romani -. Incidente agli impianti? Cattiva manutenzione? Sicuramente la gestione di questo tipo di strutture, proprio perché di iniziativa  privata non sono improntate all’eccellenza nei controlli e nelle applicazioni delle salvaguardie strutturali. La Magistratura farà il proprio corso. Ma, qui ai Castelli romani, così nella Regione Lazio e nell’intera penisola, questa è riconferma che la sanità territoriale pubblica è l’unica certezza di un sostegno vero, concreto, serio, per la salute dei cittadini. Siano essi bisognosi di medicina d’urgenza, di assistenza a mali cronicizzati, così come alla semplice assistenza sanitaria in degenza che, come dimostrano le rare strutture pubbliche presenti qui in Regione Lazio, sono sempre risultate senza fenomeni Covid – o a bassissima incidenza in questo periodo epidemico – e senza rischi letali causati da cattiva gestione o cattiva assistenza. La nostra vicinanza ai familiari, sia quelli colpiti da lutto che gli altri in apprensione per la salute dei propri cari, è totale e senza remora alcuna. Ci preme però chiedere proprio in questo drammatico frangente che ognuno, amministratori locali, dirigenti della sanità, controllori e quindi amministratori pubblici delle Asl e della Regione Lazio, siano all’altezza della gravità. Questi eventi li indirizzi a perseguire, senza mezze misure, ormai ad una inversione totale di marcia proprio sulle politiche sanitarie.  Occorre che il pubblico prevalga ad ogni livello. Occorre che le politiche sanitarie siano improntate sulla territorialità. – conclude Andrea Sonaglioni – Per questo abbiamo offerto disponibilità a confronto con Regione Lazio, per questo siamo determinati nella battaglia per il ritorno alla sanità pubblica diffusa territorialmente.”.

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Castelli Romani

Tragedia a Lanuvio, trovati 5 morti in una casa di riposo. Sette i ricoveri

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Tragedia a Lanuvio, cittadina dei Castelli Romani dove cinque anziani sono morti nella notte in una casa di riposo: l’ipotesi più probabile è che la morte sia stata causata da intossicazione dovuta a monossido di carbonio.

E’ successo nella casa di cura Villa dei Diamanti, via di Monte Giove Nuovo . A dare l’allarme, un addetto alla struttura che arrivando questa mattina ha trovato tutti i presenti (12, di cui due operatori sanitari e 10 ospiti) privi di sensi.

All’esito delle prime verifiche, cinque degli ospiti sarebbero già deceduti, per cause al momento non ancora accertate. Sette persone sarebbero ricoverate in gravi condizioni. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e il personale sanitario del 118. Sull’episodio indagano i Carabinieri della Stazione di Lanuvio e della Compagnia di Velletri. L’ipotesi che ad uccidere cinque degli ospiti di una casa di riposo di Lanuvio sia stata una intossicazione da monossido di carbonio prende sempre più consistenza. Secondo quanto si apprende, alte concentrazioni di monossido sarebbero state rilevati dai vigili del fuoco al piano più alto della struttura. Ed elevati livelli di monossido sarebbero stati trovati anche nel sangue di almeno due dei ricoverati. “La struttura di Lanuvio, Villa Diamanti non è un Covid Center né una struttura di carattere sanitario, ma si tratta di una casa di riposo per anziani su cui erano in corso le indagini epidemiologiche da parte del Dipartimento di Prevenzione della Asl Roma 6 per un caso di positività riscontrato il 13 gennaio su un operatore socio-assistenziale della struttura”. Lo comunica l’Unità di Crisi Covid-19 della Regione Lazio. “Operatori e ospiti erano stati tutti sottoposti a tampone il giorno seguente e ieri sera si è avuto riscontro di 3 operatori risultati positivi e 9 ospiti positivi – ha aggiunto l’Unità di Crisi -. Stamani, secondo quanto appreso dal direttore sanitario della Asl Roma 6, era prevista la presa in carico della Asl per i trasferimenti nei reparti Covid. Due operatori socio-assistenziali sono stati trasferiti, appena giunti sul posto i soccorsi, al Policlinico di Tor Vergata e cinque ospiti anziani al nuovo ospedale dei Castelli tutti con sintomi riconducibili a intossicazione da monossido di carbonio. Sono in corso i sopralluoghi da parte del competente Dipartimento di prevenzione della Asl Roma 6 e vi è un costante aggiornamentoattraverso il direttore generale della Asl Roma 6, Narciso Mostarda e il direttore sanitario della Asl Roma 6, Roberto Corsi”. – See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Cinque-morti-in-casa-di-riposo-vicino-Roma-ipotesi-monossido-di-carbonio-b6faf480-b100-49ad-8ab7-a66d81f67705.html

Il punto dell’Unità di Crisi COVID-19 della Regione Lazio

Sono sette i pazienti ricoverati tutti in codice rosso da questa mattina a seguito della tragedia presso la casa di riposo Villa Diamanti di Lanuvio e tutti con sintomi riconducibili a intossicazione da monossido di carbonio e nello specifico: quattro sono ricoverati presso l’ospedale dei Castelli E.G. (ospite uomo), G.N (ospite donna), M.C. (operatore socio assistenziale uomo) e I.P. (operatrice socio assistenziale donna), per questi ultimi due sono in corso i trasferimenti presso il Policlinico Umberto I. Due sono ricoverati presso il Policlinico di Tor Vergata C.G. (ospite uomo), G.N. (ospite donna). E’ ricoverato presso l’ospedale Santa Maria Goretti di Latina O.M (ospite uomo). I cinque decessi sono tutti ospiti anziani della casa di riposo tra gli 80 e 99 anni. La prima telefonata è giunta stamani dalla proprietaria della struttura alle ore 9.20 al NUE 112 (Numero unico per le emergenze) ed i soccorsi sono stati immediati. La casa di riposo non rientra in alcun modo tra le strutture del Servizio sanitario regionale ed è stata autorizzata all’attività un paio di anni fa dal Comune”.

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Castelli Romani

Castelli Romani, un fine settimana giallo-arancione: restano aperte tutte le location del Mercato contadino

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Tutte le location del Mercato Contadino Castelli Romani e Roma, saranno aperti come da calendario settimanale dalle 8 alle 13,30 nel week end. Il programma delle varie sedi è consultabile anche sul sito mercatocontadino.org.

Sabato e Domenica, ad Ariccia (Biodistretto Parco Romano Montegentile), Marino (Santa Maria delle Mole-solo Sabato), Albano (Piazza Pia-Domenica, anche alla frazione di Pavona piazza Berlinguer), Grottaferrata (Piazza De Gasperi-Domenica) e sempre domenica anche a Roma Capannelle – Eur Torrino, nei fine settimana.

Oggi zona gialla ci si può spostare da un comune all’altro domani in zona arancione, i Mercati Contadini si possono raggiungere dai comuni vicini, in quanto una deroga del Dpcm autorizza per la spesa a spostarsi in luoghi ove sia possibile acquistare generi alimentari e ortofrutta a prezzi vantaggiosi e minori rispetto ad altre attività commerciali del proprio comune, proprio come offre la filiera corta a km0 dei Mercati Contadini.

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