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Redazione Lazio

Roma, bus a noleggio per integrare metro. Ma restano chiusi i binari della Giardinetti

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Banco di prova anche per le altre ferrovie concesse. Comitato RomaNord: “Impossibile attuare distanziamento sociale”

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Attive da questa mattina, in concomitanza con l’avvio del secondo step della Fase 2, le quattro linee Express effettuate con una flotta composta da 70 pullman privati Gran Turismo, finalizzate a integrare l’offerta del trasporto pubblico nelle ore di punta. Scelta annunciata nei giorni scorsi dalla Sindaca Virginia Raggi, messa a punto attraverso la sinergia tra Dipartimento Mobilità di Roma Capitale, Roma Servizi per la Mobilità e, infine, Atac.

Questo l’elenco dei nuovi collegamenti: S01 (stazione metro B Ponte Mammolo-Termini con fermate in via Tiburtina angolo via di Portonaccio e alla stazione metro B Policlinico); S02 (stazione metro A Anagnina-Termini con fermate alla stazione metro A Colli Albani e alla stazione metro A/C San Giovanni); S03 (stazione metro A Laurentina-Termini con fermate in piazza dei Navigatori e in piazza San Giovanni in Laterano); S04 (stazione metro B Ponte Mammolo-stazione metro A Subaugusta con fermate in viale Palmiro Togliatti angolo via Prenestina e in viale Palmiro Togliatti/stazione metro C parco di Centocelle).

Sono attive, in questa prima fase, dalle 5.00 alle ore 9.00 ed effettuano solo due fermate nelle località principali e di interscambio «per dare una valida e veloce alternativa alle linee di metropolitana», spiegano da via Prenestina. «Consente», prosegue la nota dell’Azienda Capitolina, «di raggiungere rapidamente il Centro partendo dai nodi di interscambio di metro A e B, dove arrivano numerose corse delle linee bus periferiche Atac e RomaTpl e i servizi regionali di Cotral». A bordo è possibile utilizzare biglietti e abbonamenti Metrebus validi nella zona tariffaria “A”.  

«Grazie a questi mezzi garantiremo un potenziamento determinante sul servizio metro negli orari più critici», sottolinea l’assessore alla Città in Movimento Pietro Calabrese, «ci aspettiamo un incremento della domanda sulla rete tpl periferica, con queste vetture andremo a garantire circa 18mila chilometri al giorno in più di servizio su specifiche direttrici. Andiamo così a sostenere maggiormente i flussi dei viaggiatori nei nodi di scambio».

Ma non mancano i disappunti. Renzo Coppini, Segretario Regionale Fast-Confsal, rivolge al Campidoglio una serie di interrogativi: «come ha potuto pensare di prendere questa decisione senza il coinvolgimento delle parti sociali e delle associazioni aziendali e dei Pendolari? Le ferrovie concesse sono state prese in considerazione? Come è ricaduta la scelta su alcune società anziché su altre? Qual è stato il criterio? Al personale quale contratto sarà applicato? Quante ore di lavoro? Saranno rispettate tutte le norme di sicurezza? I DPI sono già stati consegnati? Le igienizzazioni sono garantite?».

«L’idea è ottima, ci guadagnano tutti», commenta il noto blogger Mercurio Viaggiatore, «ma il Comune seleziona solo 70 fortunati, mentre Atac continua a svolgere un servizio molto al di sotto delle sue potenzialità (ha almeno 1.700 bus in grado di circolare, su oltre 1.900 in suo possesso, mentre ogni giorno ne sta mettendo su strada 1.300 al massimo). Oltre al danno la potenziale beffa: se (e dico se) il servizio ridotto è imposto dal Comune, Atac incassa lo stesso anche per tutti i km che il Comune gli “impedisce” di effettuare». In definitiva, conclude, «il servizio resta mediocre, c’è un maggior esborso di denaro pubblico con risultati insufficienti, e solo 70 “eletti” porteranno a casa qualcosa in questo periodo di crisi profonda».

Sarebbe Autoservizi Troiani, secondo i bene informati, già consorziata di RomaTpl, l’affidataria di dei nuovi chilometri, assieme a un’altra società di gran turismo. Il condizionale è d’obbligo, perché il Campidoglio ancora non ha reso noto i termini del contratto e i nomi della ditte beneficiarie. Che rappresentano, comunque sia, il terzo gestore del TPL romano, il secondo privato. Seppur temporaneo.  

La svolta del Comune non è passata inosservata. «Da un lato ci si prodiga per affittare mezzi mentre dall’altra si continuano a tenere chiusi 3 km di un’infrastruttura sostenibile, che possono essere riaperti da subito a un costo irrisorio e far recuperare le vetture destinate alla linea urbana 106, che, tra l’altro, dall’inizio della Fase 2 è in perenne sofferenza, come tutti i trasporti nella direttrice Casilina». Queste le parole del Coordinamento della Roma-Giardinetti, composto da Legambiente Lazio, l’Osservatore Regionale sui Trasporti, TraspotiAmo e Assoutenti-UTP. «Vogliamo la stessa determinazione del Campidoglio per riattivare la tratta Centocelle-Giardinetti, onde scongiurare anche il verificarsi di un danno erariale».

«Dato che Roma Capitale sembra avere fatto un passo indietro, dichiarando abbastanza esplicitamente di essere interessato a prendere in gestione la linea solamente nell’ambito del progetto di potenziamento per la cui attuazione, nel migliore dei casi, bisognerà attendere 6/7 anni, tempi che chiaramente non sono compatibili con le esigenze che l’attuale fase sanitaria ha reso ancor più pressanti, chiediamo alla Regione Lazio di essere coerente e di fare invece un passo in avanti, nel riprendere la responsabilità sull’esercizio della linea finché essa resta nelle sue disponibilità. Siamo stati lieti», conclude il Coordinamento, «che la settimana scorsa la Regione ci abbia comunicato, in una riunione, di essere al lavoro con Atac in questa prospettiva, ora attendiamo una sua attivazione nei tempi brevi».

Appello, rinnovato, che, ovviamente, trova d’accordo Alfredo Trebbi, Presidente del Cdq di Torre Maura, e il Presidente del Comitato Periferie Roma Est, Marco Manna: «Sulla Giardinetti diciamo, se non ora quando? Sosteniamo e condividiamo quest’appello. La Fase 2 deve essere colta come un’occasione per rivedere i collegamenti infrastrutturali del settore trasporto nel nostro Municipio, il VI. Bisogna agire ed in fretta: riaprire subito la tratta Centocelle-Giardinetti è un opera necessaria e sostenibile, perdere ulteriore tempo sarebbe irresponsabile». «Non aver optato per un tracciato ex-novo della Metro C a servizio dell’università di Tor Vergata, del Policlinico, del Policlinico Casilino», rincara Silvio Bruno (CdQ “Centocelle Storica”), «ha comportato che l’accesso a questi servizi avvenga prevalentemente in automobile, aumentando così le problematiche ambientali. Inoltre, si optò a interrompere la linea a Centocelle, non avendo neanche il buonsenso di lasciarla operativa fino alla a Parco di Centocelle, costringendo migliaia di persone a percorrere a piedi gli oltre 750 metri di distanza col sole, con la pioggia, col caldo, col freddo. La riapertura fino a Giardinetti si rende necessaria». «Nell’ottica di potenziamento e integrazione dei trasporti collettivi su ferro in ambito territoriale», chiosa Vincenzo Gambardella (Circolo Pd Ferrovieri), «riteniamo condivisibile l’ipotesi di riattivare l’esercizio della ferroviaria Centocelle-Giardinetti».

Dall’Assemblea Capitolina torna a levarsi la voce della consigliera Svetlana Celli, capogruppo di RomaTornaRoma, «da sempre favorevole alla riapertura della tratta, adesso più che mai. Perché consente un’integrazione sostenibile con la Metro C, la sostituzione delle linee bus 105 e 106, e, fondamentale, di aumentare il distanziamento sociale». E della collega del Pd, Ilaria Piccolo: «Nulla osta alla riattivazione, dopo la necessaria valutazione sullo stato della infrastruttura, ma sono convinta che non dovrebbero esserci problemi».

Sono proprio i nodi di interscambio, le maglie deboli della rete romana, ricettori del pendolarismo interprovinciale e delle zone periferiche. «Effettivamente il carico maggiore si registra in quei punti strategici delle metropolitane e delle ferrovie ex-concesse, come nella Roma-Lido», analizza Roberto Spigai del Comitato utenti della linea per Ostia, «Atac deve iniziare fin da subito a pensare alla riorganizzazione del servizio».

All’alba si sono registrate file e code all’Anagnina e affollamenti anomali nei treni della Linea A, Linea B e Linea C, che paga maggiormente il mancato supporto della Giardinetti. Preoccupato Fabrizio Bonanni del Comitato Pendolari RomaNord: «Nella Roma-Viterbo, allo stato attuale, non è possibile garantire il distanziamento sociale, perché non ci sono controlli, perché gli spazi sui treni e nelle stazioni non lo permettono. Serve un contingentamento serio. Come Comitato stiamo dicendo in tutti i tavoli ai quali partecipiamo che senza un accordo nazionale-regionale con il coinvolgimento delle istituzioni (Regione – Comuni- Atac-Cotral-Trenitalia-aziende-scuole), entro qualche settimana ci sarà il caos perché rientrerà almeno il 70% dell’utenza, da settembre tornano le scuole. E non ce lo possiamo permettere». Nelle prossime ore sarà possibile avere il quadro completo della situazione dei trasporti.

Castelli Romani

Nemi, dopo anni di insistenza sull’isola ecologica in via della Radiosa, il Comune fa dietrofront: “u’ sindacu te vo’ bbe’!”

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In via preventiva, durante il tavolo Tecnico, la Asl Rm6, il cui parere è vincolante ai fini della realizzazione dell’impianto, si è espressa con un NO categorico

NEMI (RM) – Il Comitato I corsi – La Radiosa, grazie a oltre 200 firme raccolte, a lettere, tavoli, accessi agli atti, riesce a bloccare il progetto definitivo presentato dal Comune in conferenza dei servizi.

Il Tavolo tecnico organizzato dalla Garante al Servizio Idrico Avv. Paola Perisi è stato risolutivo per il dietrofront del Comune che ormai dal lontano 2016 tentava di realizzare un’isola ecologica a 30 metri circa da un pozzo dell’acqua, in una zona residenziale piena di villini, con una viabilità insufficiente a sostenere il via vai dei mezzi dell’immondizia e a soli dieci metri dalle abitazioni.

La Garante del Servizio Idrico così come il consigliere regionale di Europa Verde Marco Cacciatore sono stati direttamente interpellati dal Comitato ad aprile scorso chiedendo loro un aiuto per far valere le ragioni di legge: l’isola ecologica in via della Radiosa non si può fare.

Il no categorico della ASL RM6

In via preventiva, durante il tavolo Tecnico, la Asl Rm6, il cui parere è vincolante ai fini della realizzazione dell’impianto, si è espressa con un NO categorico. E basta un solo NO da parte di uno degli Enti coinvolti nella conferenza dei servizi per far saltare definitivamente il progetto.

Le convocazioni del Sindaco per cercare di recuperare consenso politico in vista delle prossime elezioni

Viste le “brutte”, il sindaco Alberto Bertucci che in questi mesi ha detto palesemente ai cittadini che sarebbe andato avanti ugualmente e nonostante i dissensi, avendo preso atto del NO espresso dalla Asl in via preventiva ha virato subito strategia di comunicazione.

Bertucci ha chiamato un gruppo ristretto di residenti e ha comunicato loro che la conferenza è sospesa

Il dietrofront è clamoroso e le parole pronunciate dal sindaco davvero sbalorditive a tal punto che qualsiasi essere pensante arrivi ad affermare: “Ma davvero ci vogliono prendere per fessi?”.

Il sindaco ha detto: “Pur avendo i pareri favorevoli sull’isola ecologica di via della Radiosa decide di trovare un altro sito. Attraverso la realizzazione dell’isola ecologica vogliamo innalzare la qualità dei servizi al cittadino, integrandola al meglio con il territorio, senza creare dissapori tra i residenti, quindi, con questo nuovo progetto che ci ha permesso di superare tutte le criticità che si erano presentate, andremo convinti ad individuare un’altra area che magari in passato è stata valutata sfavorevolmente”.

Peccato che il sindaco palesemente utilizzi le parole a seconda della convenienza

Tutti sanno che la sua posizione sull’isola ecologica era irremovibile, lo è sempre stata da anni. Durante le riunioni accese con i cittadini che lui stesso ha convocato è stato fermo il NO del primo cittadino che non voleva sentire ragioni: “L’isola è un valore aggiunto” ha sempre detto e tutti avrebbero dovuto accettare silentemente la decisione calata dall’alto.

Addirittura ha convocato alcuni residenti l’indomani dell’approvazione in Consiglio comunale del progetto definitivo, dicendo che circolavano tutte “bugie e strumentalizzazioni politiche” e che in realtà avrebbe realizzato un impiantino piccolo e ben recintato con le aiuole verdi… insomma un progettino meraviglioso, quasi fosse una baita svizzera.

Un Consiglio comunale che resterà nella storia del paese delle Fragole

Il blindato della Polizia a Nemi in occasione del Consiglio comunale dove la maggioranza consiliare ha approvato il progetto definitivo dell’isola ecologica in via della Radiosa

Un blindato della polizia, il sindaco che avvalorava la bontà del progetto e che si è beffato dell’opposizione e dei rappresentanti del Comitato a cui non ha dato voce in quel momento. Quel clima oggi è dimenticato? No signori! Se non fosse stata per la tenacia del Comitato e l’opposizione non avesse fatto muro insieme ai cittadini la storia sarebbe stata ben altra.

“U’ sindacu te vo’ bbe’!”

Adesso tutto questo è un lontano ricordo, improvvisamente la situazione si è ribaltata, il sindaco si è rinsavito e a un anno dalle elezioni amministrative si è accorto che il parere dei residenti conta, conta nel vero senso della parola. Uno, più uno, più uno, più uno, più uno… alla fine sono tanti! E poi c’è una legge che dice che alla Radiosa l’isola ecologica non si può fare allora via con gli slogan e le belle comunicazioni: abbiamo scherzato! E per chi ha la memoria corta, ecco che il messaggio passa fluido: u’ sindacu te vo’ bbe’! Tutto passa, tutto si dimentica, adesso si è aperto il sipario elettorale… u’ sindacu te vo’ bbe’!

Ma poi alla fine, quello che conta è il risultato: il Comitato può festeggiare una vittoria che gli aderenti hanno ottenuto tutti insieme! Sono i residenti ad aver vinto e non il sindaco ad essere stato magnanimo perché se avesse avuto TUTTI i pareri favorevoli a quest’ora l’isola ecologica si sarebbe realizzata SENZA SE E SENZA MA come dice qualcuno che abita da tutt’altra parte!

Il Comitato vuole vederci chiaro e fa accesso agli atti in Comune

Intanto il Comitato prosegue dritto valicando e superando qualsiasi spot elettorale e chiede gli atti che testimonino la parola FINE a questa scellerata idea di andare contro una legge che tutela l’acqua e la salute dei cittadini: “Il Comitato “I Corsi” – via della Radiosa, Nemi – scrivono al Comune – richiede a codesta Amministrazione la corrispondenza intercorsa tra il Comune di Nemi e gli Enti convocati nella Conferenza di Servizi. Chiediamo inoltre copia dei pareri a sua detta positivi già ricevuti da alcuni degli Enti e da Lei mostrati nell’ambito della suddetta riunione. Infine, chiediamo gli atti che consentano di verificare quanto da Lei affermato circa la ricerca che sarebbe in corso di siti alternativi a quello della Radiosa”.

E come fu nel 2016, anche stavolta, si può affermare: il pericolo è stato di nuovo scongiurato grazie alla tenacia dei residenti che vigilano e non permettono che si tocchi l’ambiente e la quiete pubblica!

Questa volta le chiacchiere stanno a zero. Intanto i Consiglieri comunali di Ricomincio da Nemi Carlo Cortuso e Patrizia Corrieri stanno predisponendo un accesso agli atti per verificare la situazione.

Sul tema è intervenuto anche il consigliere di insieme per Nemi Stefano Tersigni: “Trovo assurdo – dice – che un Sindaco faccia dietrofront su un progetto voluto e difeso anche in Consiglio comunale solo quando si rende conto che quest’ultimo gli sta comportando un considerevole calo di consensi e le elezioni si avvicinano… L’isola ecologica in quel punto era una palese assurdità. Il benessere dei cittadini e la tutela dell’ambiente dovrebbero essere i cardini della politica di ogni amministratore”.

Non è solo la paura del consenso ad aver fatto fare dietrofront ma la concreta possibilità di incassare il NO della Asl anticipato nel tavolo tecnico convocato dalla Garante. Ma quanta credibilità può avere una persona che parla a seconda dell’occasione’ Tratta e ritratta, gioca con le parole… cosa non si fa per una poltrona!

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Metropoli

Fiano Romano, Simona Bossi si candida con “Alternativa di Popolo”

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FIANO ROMANO (RM) – Simona Bossi guiderà la lista civica “Alternativa di Popolo” come candidato Sindaco alle prossime amministrative a Fiano Romano. Dopo il commissariamento del circolo di Fiano Romano subito da Fratelli d’Italia lo scorso 27 aprile, il gruppo, di cui Simona Bossi è stata leader per cinque anni, ha aderito in blocco al movimento “Alternativa di Popolo”.

“Alternativa di Popolo” è un movimento a carattere nazionale e di forte estrazione territoriale e locale, che promuove giustizia sociale e partecipazione attiva alle dinamiche produttive ed economiche (tematiche molto sentite dal gruppo di Fiano Romano e che spiccano nel suo programma elettorale), la rigenerazione dei valori etici e morali, il rispetto delle differenze e delle libertà individuali, la supremazia della politica sugli interessi economico-finanziari, la parità di genere nella partecipazione politica.

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Castelli Romani

Velletri, Paesaggi del Corpo Festival: al via un altro week end di danza e spettacoli

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Dopo la splendida giornata di inaugurazione, torna a Velletri (RM) un altro weekend all’insegna della danza e dello spettacolo dal vivo con Paesaggi del Corpo Festival Internazionale Danza Contemporanea. Tre imperdibili appuntamenti, il 20 giugno dalle ore 18:30, con EgriBiancoDanza, Uscite Di Emergenza e Antonio Taurino (Gruppo E-motion). Le diverse performance site-specific saranno presentate presso la Casa delle Culture e della Musica, complesso di origine seicentesca dal grande valore storico-artistico, che offre diversi spazi pensati per ospitare eventi a sfondo culturale in un sereno sodalizio tra arte e natura.

In apertura di serata, la compagnia torinese EgriBiancoDanza, diretta da Susanna Egri e Raphael Bianco, presenta Leonardo da Vinci: anatomie spirituali, spettacolo dedicato al genio di Leonardo da Vinci, un lavoro coreografico e coreologico dove il corpo sollecitato è sezionato fra staticità e movimento diventa storia di sé e altro da sé senza una reale e concreta narrazione. Il nostro corpo nella sua carnalità esangue è diretto da una mente ed è vivificato da un cuore. Leonardo da Vinci: anatomie spirituali è un percorso coreografico dalle prospettive esoteriche, un rituale misterioso da cui emergono verità talvolta surreali, ludiche, comiche, poetiche e sconvolgenti.

Si continua con AQuarium di Uscite Di Emergenza, performance a cura di Davide Romeo. La partitura di Joan de Mehij che fa da colonna sonora a questo pezzo ricrea in musica il movimento di 6 pesci tropicali in un acquario. Ad ognuno di loro è affidata una frase musicale che si fonde con le altre nel finale. Il pubblico osserva le azioni dall’esterno in qualsiasi lato dello spazio scenico. L’acquario come spazio chiuso fonde le diverse energie per arrivare ad un’armonia d’insieme nella diversità completa, non distinguendo più le parti dal tutto. Una Produzione Ass. Cult. Atacama Onlus.

Il coreografo Antonio Taurino presenta Small living space, un piccolo stralcio di realtà in cui la non accettazione del “diverso da sé” innesca un insano meccanismo conflittuale. La vile e presuntuosa ricerca del dominio sull’altro si dimostra debole nel comprendere l’importanza del confronto e della condivisione. Si arriva così a una vera e propria lotta di prevaricazione che vede come protagonista un “dominatore” sempre diverso, sempre più incapace. Small living space altro non è che la drammatica storia di due corpi costretti in un violento circolo vizioso. Una produzione Gruppo E-motion.

Come per gli anni precedenti, il Festival verrà realizzato dall’associazione culturale La Scatola dell’Arte, sotto la Direzione artistica di Patrizia Cavola, con il contributo di Regione Lazio, in collaborazione con FONDARC Fondazione di Partecipazione Arte e Cultura Città di Velletri e con il patrocinio del Comune di Velletri. Tutte le attività si svolgeranno nel rispetto dei protocolli di sicurezza anti-covid. Il programma del Festival è su: paesaggidelcorpo.it

Per info e prenotazioni: info@paesaggidelcorpo.it

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