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Economia e Finanza

Stati generali dell’Economia: la politica che, nell’emergenza, cerca il punto di emersione. Costituzione permettendo

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di Angelo Lucarella*

Una recente affermazione del Presidente Mattarella è il punto da cui partire: “la Magistratura recuperi credibilità, ai cittadini si dia certezza del diritto”. Mi si dirà, condivisibilmente, cosa mai c’entri la questione toghe con gli Stati generali dell’Economia. C’entra eccome. Il mondo “Giustizia” vale, stime 2019, circa 18 miliardi di euro e costituisce pressappoco il 3% di Pil; la lentezza del sistema, nel suo complesso, costa invece circa il 2% di esso.

Allora come si fa a non tenere conto del fatto che il diritto, in altri termini, non è che l’economia stessa di un paese? D’altronde il diritto non altro delimita il confine in cui il mondo del “pubblico” ed il mondo del “privato” cercano la rispettiva dignità in un rapporto di auspicato equilibrio che, il più delle volte, vede il primo sopraffare l’altro e, sporadicamente, accadendo il contrario.  

Chi dovrebbe essere l’arbitro? Un soggetto terzo, imparziale (non immacolato, ma quasi) chiamato Giudice

Nella nostra Costituzione c’è l’art. 111 il quale, splendidamente, afferma un principio sacrosanto chiamato “Giusto Processo”; un principio che fonda le radici nella parità di trattamento (meglio detta eguaglianza), nel diritto di difesa (pieno ed effettivo), nell’equilibrio dell’arbitro, per l’appunto, presumibilmente terzo ed imparziale.

Per garantire tutto ciò, nel lontano dopoguerra, si era pensato di dotare la magistratura di c.d. “indipendenza”. A poco a poco, tuttavia, la politica succedutasi nei decenni ha quasi del tutto abrogato (mi si faccia passare il termine) se stessa al punto tale di essersi spogliata di un ruolo fondamentale quale diretto interposto tra Popolo e Potere.

La magistratura ha dovuto, da una parte, “sostituire” la politica e, dall’altra, “arrestare” la politica medesima in qualche occasione. Certamente non si può fare una colpa ai giudici per avere cercato di combattere il malaffare.

Anzi quei Giudici coraggiosi, dediti al lavoro e che, talvolta, ci hanno rimesso affetti e, disperatamente aggiungerei, anche la vita andrebbero non solo riconosciuti a futura memoria (quanto a valor massimo repubblicano esistente), ma soprattutto studiati!

Penso sia questo il fulcro principale su cui si dovrebbe instradare una riforma seria del mondo “Giustizia”: chi ha competenza, nei ruoli per cui serve competenza (partendo anche dalla questione universitaria).

Oggi il mondo cambia velocemente. Vero. La mole di norme è ancor più aumentata negli ultimi 20 anni rispetto alla prima Repubblica. Il contenzioso italiano, quindi, è sempre più tecnico anche tenuto conto delle numerosissime disposizioni normative di matrice europea ed internazionale.

Non si può più fondare un sistema ispirato al “Giusto Processo” se vige, ancora, l’idea che il magistrato si differenzia per funzione e non per carriera. È pur vero che la separazione delle carriere di per sé sola non basterebbe a rendere migliore l’affermazione del principio di certezza del diritto legato ad una credibilità complessiva del sistema.

Occorrerebbe che si riscoprisse una sensibilità maggiore rispetto ai tempi che corrono: ma questo potrà riaffermarsi solo se alle spalle della magistratura vi ci sarà una politica tornata consapevole e studiosa dei fenomeni.

Non trascurandosi il fatto, poi, che la formazione continua obbligatoria non serve a granché se ad essa non si accompagna una funzionale responsabilizzazione del giudice (a prescindere dalle norme generali esistenti) rispetto a ciò che fa; ciò per rendere tale figura più uguale, nel bene o nel male, a tutti gli altri cittadini.

Le parole del Presidente Mattarella, quindi, non sono peregrine. La credibilità del terzo potere dello Stato passa dalla certezza del diritto: principio che nella reale vita del “sistema giustizia” diventa realtà solo mediante il fare dei magistrati contraddistinto da approccio solenne, imparziale, terzo, equilibrato, fermo, colmo di rettitudine e (soprattutto) alimentato di competenza.

Parole, comunque, che se per un attimo affibbiate alla politica diventerebbero, quasi identicamente, così elaborate: “il Legislatore recuperi credibilità, ai cittadini si diano leggi certe”.

Ecco come, cambiando l’ordine degli addendi, può percepirsi una portata immensa nel significato di poche parole ben ordinate in modo sistematico; già, perché, in ipotesi contraria il risultato sarebbe altro e cioè il seguente “il Legislatore recuperi credibilità, ai cittadini si dia certezza delle leggi”.

Non è un caso. Le parole hanno un senso specifico per come ordinate. Nel caso della politica dare “certezza di leggi” è cosa diametralmente opposta rispetto al partorire “leggi certe”.

Perché nelle leggi certe non si nasconderà alcuna possibilità di interpretazione discrezionale da parte del Giudice e, così facendo, sarà più facile e semplice (tanto per le imprese che per i lavoratori, ad esempio, dato che si è nel pieno degli Stati generali dell’Economia) capire qual è la portata “giusta” di una disciplina legata all’attività economica, all’investimento, al lavoro, ecc.

Allora, se proprio una stortura del sistema giudiziario si può evincere, non è nella separazione delle carriere il nocciolo della questione (semmai ne è il derivato), ma nel divieto di carriere e laddove, con quest’ultimo termine, si vuole riferirsi più che altro alla duplice diversità di formazione tra accusatore e giudicante che si forgia durante l’espletamento della funzione magistratuale (e mai prima durante il percorso universitario o pre-concorso pubblico).

Recentemente l’ex Presidente della Camera On.le Luciano Violante ha ricordato che difficilmente, nel nostro sistema, chi inizia come indagatore finisce, poi, per essere l’arbitro della contesa e viceversa.

Della serie se nasci tondo, non puoi morire quadrato

Al Senato, nel maggio 2019, il Pres. Casellati ha ricordato anche i risultati degli ultimi monitoraggi sulla durata dei processi fatti dal Ministero della Giustizia: circa il 20 per cento dei procedimenti incardinati nei tribunali e oltre il 40 per cento di quelli presso le Corti di Appello sono a rischio di “legge Pinto” (trattasi della norma che prevede l’equa riparazione per il cittadino per danni causati dall’irragionevole durata di un processo).

Ad ogni buon conto anomalie ve ne sono parecchie: come certificato dal “quadro di valutazione sullo stato della giustizia 2018”, pubblicato dalla Commissione europea, esse hanno prodotto in questi anni costi enormi a carico dei bilanci dello Stato facendo sprofondare lo stivale tra gli ultimi in Europa quanto ad efficienza del “sistema giustizia”.

Un esempio su tutti? Una primeggia nel ruvido contrasto di ruoli di cui innanzi.

Si consideri come il sistema di giustizia tributaria, tutt’oggi, sia l’emblema del dualismo di mentalità giurisdizionale derivato dal fatto che in quasi tutte le Commissioni Tributarie italiane ci sono Procuratori degli uffici di Pubblico Ministero a decidere le sorti dei contribuenti.

Magistrati i quali, pertanto, ricoprono contemporaneamente due uffici d’incarico pubblico: inquirenti nel penale, giudicanti nel tributario.

La questione anomala appena rappresentata, però, non va risolta semplicisticamente così: un buon inquirente potrebbe essere anche un ottimo giudicante e saper discernere i rispettivi ruoli a seconda della funzione di giustizia da svolgere ed a cui è chiamato.

È proprio qui che si inciampa perché il Giudice del Pubblico Ministero dipende dal CSM, mentre il Giudice tributario dipende dal sistema di Giustizia tributaria organizzato e controllato dal Ministero dell’Economia (detto MEF) in tutto e per tutto.

Si badi bene che il MEF non solo è il controllore del cittadino tramite gli Enti delle entrate, non solo è la controparte naturale del giudizio tributario, ma è anche il soggetto a cui fa riferimento il giudice del tributario ed a cui deve dare conto del suo operato di decidente.

Quanto innanzi non è che uno degli innumerevoli incidenti di percorso; il nostro legislatore da anni non riesce a decifrarne politicamente la portata negativa (in termini generali) ed a risolvere la sovrapposizione di interessi in gioco (costituzionalmente parlando).

Ne va certamente di quella famosa “parvenza di imparzialità e terzietà” a cui i fruitori di giustizia vorrebbero affidarsi: proprio perché ne va della credibilità del sistema oltreché del paese.

Questo è un nodo cruciale del corretto rapporto tra Popolo e Potere e, di contro, del quanto più ottimale bilanciamento tra i poteri stessi dello Stato.

Se c’è qualcosa, con priorità tra le priorità, da cui si potrebbe partire agli Stati generali dell’Economia insediati dal Pres. Giuseppe Conte è proprio questo: il ruolo della politica dinanzi alla crisi della magistratura (e non il contrario) che, a conti fatti, deriva a sua volta dal troppo onere caricato sul giurisdizionale nonché dal troppo potere dato negli anni dalla politica stessa (così da implicarne diversi riflessi d’interferenza, assolutamente non funzionale, con il legislatore e l’esecutivo).

Sulla questione “giustizia” ne va, eccome, dello sviluppo del paese.

Mettendoci per un secondo nei panni di un investitore straniero, pur con la Costituzione più bella al mondo, quest’ultimo si troverebbe dinanzi ad un sistema quasi “infernale”; per non parlare del costo sociale che, specie aggravata dall’ultima riforma sulla prescrizione, si appresta, per certi versi, a vestirsi di “diabolico”.

La sopraffazione di un potere rispetto all’altro rischierebbe e, cogentemente, rischia di portare il paese (e la storia ce lo insegna) ad un processo “democraticamente irreversibile” in cui la iniziativa privata, pur costituzionalmente tutelata ed in qualsiasi forma, rimarrebbe lettera morta sino ad arrivare, man mano, ad una economia Generale dello Stato.

Il cambio di rotta ci può essere purché fatto con competenza; perché di “certezza della politica” ne abbiamo da vendere, ma è di “certa politica” di cui il paese avrebbe bisogno.

La Magistratura non ha tutte le colpe, ma alcuni giudici si

Tutto il contrario della Politica: a cui, in tempi di emergenza, tocca rimanere a galla cercando al più presto un punto di emersione. Al Popolo, per ora, non rimane che l’assoluzione dai peccati. Costituzione permettendo.

*Avvocato tributarista, Presidente CLN AssoConsum, membro Commissione Giustizia MISE

Economia e Finanza

Parcheggiare all’aeroporto di Malpensa spendendo la metà? Oggi è possibile con ParkingMyCar

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Nel 2019 un giovane Perugino ventisettenne si rende conto, partendo dall’aeroporto di Pisa, che nel mercato c’è un buco che complica la vita ai viaggiatori di tutta Italia.

Tutti sanno che è possibile raggiungere l’aeroporto in auto, e molti pensano che sia un affare estremamente costoso. In realtà esiste un modo semplice di risparmiare viaggiando comodi: affidare la propria auto ad un parcheggio nelle vicinanze dell’aeroporto.  

Ma come fare a trovare quello giusto ed essere certi della qualità del servizio?

ParkingMyCar nasce per rispondere a questa esigenza.

ParkingMycar è un comparatore: il “Booking” dei parcheggi. Aiuta a confrontare in tempo reale tutti i parcheggi disponibili nella zona di interesse, leggere le recensioni degli utenti, prenotare al miglior prezzo sul mercato.

La Startup è attiva dal 2019. Ha gestito in 3 anni più di 15.000 prenotazioni classificandosi

al primo posto nella startup challenge “ReloadUmbria” e conta un team tutto under 36 con una partecipazione femminile al 50%.

<< Quello del parcheggio è un problema reale che genera uno spreco enorme di energia, tempo, risorse e ha dei costi giganteschi per l’uomo e per l’ambiente.

ParkingMyCar nasce per dare la possibilità agli automobilisti di trovare il parcheggio più vicino in tempo reale, eliminando la congestione del traffico, e di conseguenza l’inquinamento causato dai mille giri prima di trovare un posto libero. Questo è il problema che abbiamo scelto di risolvere, e stiamo lavorando duramente per dare soluzioni all’avanguardia che migliorino la vita delle persone e l’impatto dell’uomo sull’ambiente.»

Così Mattia El Aouak, CEO della startup, racconta la mission dell’azienda.

Il 30% del traffico cittadino è causato da automobilisti in cerca di parcheggio e l’ambizione di ParkingMyCar è quella di rivoluzionare il mondo della mobilità cambiando il modo in cui viviamo l’esperienza del parcheggio nelle nostre città.

Sul sito sono attualmente disponibili 17 Location in Italia, fra cui i maggiori aeroporti e porti come Malpensa, Linate e Bergamo.

Il prossimo passo? Un app per tutti gli smartphone che dia la possibilità di gestire completamente dal palmo della propria mano la sosta nei parcheggi pubblici e privati.

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Cronaca

Firenze, si accendono i riflettori sulla 13ima edizione di BTO

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5 giorni tra i big players del turismo e ologrammi per ridefinire il turismo post Covid

Al via il 24 novembre con l’Opening Day in Palazzo Vecchio a cui parteciperanno, tra gli altri, il ministro del Turismo Massimo Garavaglia, l’AD di ENIT Roberta Garibaldi e la DG Grow della Commissione Europea Valentina Superti. Più di 100 appuntamenti, oltre 200 relatori, 3 sedi, format ibrido online e in presenza per la 13a edizione che avrà per tema “New Frictionless World”.

FIRENZE – Mancano ormai poche ore al via ufficiale della 13a edizione di BTO – Be Travel Onlife in programma il 24 novembre nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, a Firenze. Tra i protagonisti della giornata inaugurale che potrà essere seguita eccezionalmente anche online sui canali Facebook e Yutube di BTO, ci saranno anche gli ologrammi.

La manifestazione dedicata al Travel 2.0, nata e radicata a Firenze, volge da sempre il suo sguardo sull’evoluzione del binomio tra turismo e innovazione, e anticipa i trend ancora prima che le nuove mode si affermino. Come accadde anni fa per la diffusione del fenomeno Airbnb, passando dai robot umanoidi con funzioni di concierge fino ai chip sottopelle in grado di aprire la porta della camera in hotel.

BTO2021 si snoderà in altre 4 giornate tematiche – 25, 26, 29 e 30 novembre – un viaggio tra innovazione e ospitalità che porterà a Firenze alcuni tra i più importati player del settore. BTO – Be Travel Onlife è un evento di Regione Toscana e Camera di Commercio di Firenze, da sempre attente alla competitività del turismo connesso alla sfida dell’innovazione digitale. L’organizzazione è affidata a Toscana Promozione Turistica, PromoFirenze e Fondazione Sistema Toscana.

L’Opening Day del 24 novembre si aprirà con gli interventi del ministro del Turismo Massimo Garavaglia, del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani insieme all’Assessore comunale al Turismo Cecilia Del Re, al presidente della Camera di Commercio di Firenze Leonardo Bassilichi e al direttore scientifico di BTO2021 Francesco Tapinassi, per poi entrare nel vivo con la sessione “Visione”, che vedrà sul palco ospiti nazionali e internazionali tra cui Valentina Superti DG Grow – Commissione Europea, Maud Bailly di Accor e Jane Sun di Trip.com Group. Nel pomeriggio al via la sessione “Focus”, in cui i verranno fornite alcune anticipazioni dei quattro topic delle giornate successive (digital innovation, destination, food & wine, hospitality) attraverso tavole rotonde a cui parteciperanno speaker in presenza, collegati via web ma non solo.

Gli ologrammi di Roberta Garibaldi Ad di Enit, Marco Gilardi Operations Direction Italy & Usa NH Hotel Group, Massimo Canducci Chief Innovation Officer Engineering e Simone Puorto Founder Travel Singularity faranno la loro apparizione sul palco del Salone di Cinquecento, in dimensione reale, interagendo con i moderatori.

È l’azienda pisana Alkedo Produzioni a curare la parte tecnica di quella che loro stessi definiscono Holopresenza, e cioè un sistema che utilizza l’illusione ottica dell’ologramma integrandola in un contesto reale senza l’utilizzo di supporti visivi come occhiali o visori. Il sistema dell’Holopresenza può essere utilizzato in numerosi ambiti, tra cui il turismo business che con le sue migliaia di congressi e meeting ogni anno, rappresenta l’1% del PIL nazionale (dato 2019).

E il tema del turismo d’affari sarà al centro della ricerca di Sociometrica dal titolo “Il futuro del turismo business in Italia” che verrà presentata in anteprima a BTO il 24/11 da Antonio Preiti, professore all’Università di Firenze. Lo studio, che vedrà anche una presentazione più estesa il 30/11, ha preso in esame 2500 aziende in tutta Italia sull’impatto del Covid su viaggi d’affari, meeting, congressi e viaggi di istruzione. I dati saranno protagonisti anche nell’atteso panel in programma sempre il 24 e dedicato a Google Trends e Google Destination Insights in cui interverranno Furio Gianforme Industry Head Travel, Apps & Education Google e Giovanni Benassi Analytical Lead per il Travel Google. La ricerca di Ipsos “Turismo eno-gastronomico: il rilancio sostenibile dell’Italia”, verrà illustrata in anteprima il 29 novembre durante la giornata con focus sul Food and wine. E la Toscana ne uscirà da protagonista risultando al secondo posto tra le regioni italiane in grado di raccontare meglio la propria eccellenza enogastronomica, dopo la Sicilia e prima di Emilia-Romagna, Puglia e Campania.

Riflettori puntati ancora sulla Toscana il 26/11 in occasione del panel “Smart Tuscany” in cui verranno illustrati gli step per la ridefinizione della nuova architettura dell’informazione di visittuscany.com, la struttura del futuro Destination Management System regionale e le novità dell’Osservatorio turistico di destinazione. Parteciperanno l’assessore al Turismo della Regione Toscana Leonardo Marras, i direttori di FST Francesco Palumbo e TPT Francesco Tapinassi. A seguire, sempre il 26, un confronto tra Regioni italiane sarà il focus

dell’incontro “Gli ecosistemi digitali a servizio delle destinazioni. Le funzioni, i modelli e gli applicativi in uso nelle regioni italiane” a cui parteciperanno Bianca Bronzino Head of Digital systems, Pugliapromozione / WeAreinPuglia, Sabrina Pesarini – Head of CRM & Digital Marketing, Trentino Marketing / VisitTrentino, Stefan Marchioro – Progetti territoriali e governance del turismo, Regione del Veneto e Costanza Giovannini – Head of Communications, Fondazione Sistema Toscana / Visit Tuscany.

Le sedi di Nana Bianca e della Camera di Commercio di Firenze ospiteranno le altre quattro giornate tematiche, da seguire anche online. Nel dettaglio, il 25 novembre è Digital Strategy & Innovation, sezione curata da Giulia Eremita e Rodolfo Baggio, il 26 novembre è Destination che vede la regia di Emma Taveri; il 29 novembre è Food & Wine, topic a cura di Roberta Milano; il 30 novembre è Hospitality giornata coordinata da Lara Fantoni.

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Economia e Finanza

Firenze: turismo, innovazione e tecnologia. Tutto pronto per la settimana BTO

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Il taglio del nastro è in programma il 24 novembre nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio

Sta per tornare a Firenze, in presenza e online, BTO, evento guida in Italia sulle connessioni tra turismo, innovazione e tecnologia che per questa 13a edizione ha scelto un schema tutto nuovo – “Be Travel Onlife” – che continua le riflessioni sul concetto di ‘Onlife’, della capacità di adattamento, di cui si è discusso nell’ultima edizione e che diventa ancora più attuale in tempi di post pandemia.

BTO2021 si snoderà in 5 giornate tematiche: 24, 25, 26, 29 e 30 novembre

un viaggio tra innovazione e ospitalità che porterà a Firenze alcuni tra i più importati attori del settore, alcuni interverranno in collegamento e altri si paleseranno davanti agli ospiti in forma di ologramma. BTO – Be Travel Onlife è un evento di Regione Toscana e Camera di Commercio di Firenze, da sempre attente alla competitività del turismo connesso alla sfida dell’innovazione digitale. L’organizzazione è affidata a Toscana Promozione Turistica, PromoFirenze e Fondazione Sistema Toscana.

Il tema che farà da filo rosso degli oltre 100 appuntamenti in programma

“New Frictionless World”, letteralmente “un nuovo mondo senza attrito”, che è anche un augurio per il futuro come spiega il direttore scientifico di BTO2021, Francesco Tapinassi: “La semplificazione delle esperienze digitali è il segreto del successo delle principali piattaforme online ed è estremamente interessante che il modello organizzativo incentrato sulla costruzione di punti fluidi, senza attriti e complessità, possa diventare un esempio anche nella generazione di destinazioni, strutture ed esperienze turistiche perfette per il viaggiatore contemporaneo. Un augurio quindi quello di un “new frictionless world” nel turismo, partendo dalla fine del più grande ‘attrito’ degli ultimi decenni, la diffusione del Covid-19”.

Le giornate tematiche

Il taglio del nastro è in programma il 24 novembre nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, a Firenze con due sessioni di lavoro: “Visione”, con ospiti da tutto il mondo e “Focus”, in cui i verranno fornite alcune anticipazioni dei quattro temi principali (innovazione digitale, destinazioni, cibo & vino, ospitalità) attraverso delle tavole rotonde a cui parteciperanno alcuni dei relatori che si ritroveranno poi nei giorni successivi. Le sedi di Nana Bianca e della Camera di Commercio di Firenze ospiteranno poi le quattro giornate tematiche, da seguire anche online. Nel dettaglio, il 25 novembre è Innovazione digitale, il 26 novembre è Destinazione, il 29 novembre è Cibo & Vino e il 30 novembre è Ospitalità.

BTO – Be Travel Onlife è un marchio di proprietà di Regione Toscana e Camera di Commercio di Firenze. L’organizzazione è affidata a Toscana Promozione Turistica, PromoFirenze – Azienda Speciale della Camera di Commercio di Firenze e Fondazione Sistema Toscana.

Maggiori informazioni www.bto.travel

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