Palermo: commemorato il carabiniere Orazio Costantino, Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Memoria

PALERMO – Oggi a Casteldaccia in provincia di Palermo è stato commemorato il Carabiniere Scelto Orazio Costantino, decorato di Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Memoria, ucciso il 27 aprile del 1969. Nel corso della cerimonia, alla quale hanno partecipato il sindaco di Casteldaccia dott. Fabio Spatafora, il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Palermo Colonnello Antonio Di Stasio ed i familiari dell’eroico militare, sono stati deposti una corona di alloro al monumento di via Cattaneo e un cuscino di fiori sulla stele eretta in località “Fiorilli”, luogo dell’eccidio.

La vicenda

Quel giorno, in località “Fiorilli” di Casteldaccia, era stato predisposto un servizio finalizzato a catturare una banda di estorsori che vessava i commercianti della zona. Il Carabiniere Scelto Costantino si trovò di fronte uno sconosciuto che, armato di un fucile, si accingeva a raccogliere la busta predisposta per simulare la somma richiesta a una delle vittime delle estorsioni. Nel frangente, impugnando la propria arma d’ordinanza, affrontò il malfattore, che tuttavia riuscì a esplodere un colpo con il proprio fucile, attingendo mortalmente al petto il Carabiniere. Questi, seppur ferito, rispose al fuoco e, prima di spirare, trovò la forza di riferire ai commilitoni le indicazioni indispensabili per l’identificazione e la cattura del suo assassino.
Il 23 maggio 1970, il Carabiniere Scelto Orazio Costantino è stato insignito della “Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Memoria”.

Il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Palermo Colonnello Antonio Di Stasio ha ricordato che:

“L’Arma dei Carabinieri non dimentica i suoi eroici caduti; essi siano di esempio alle nuove generazioni per aver sacrificato il loro dono piu’ grande: la vita.”




Palermo, al via la 21 ima conferenza annuale Esaform: nel capoluogo 300 scienziati da tutto il mondo

PALERMO – Il capoluogo siciliano quale città della cultura pone in evidenza i risultati di questa importante nomina a livello europeo e lo fà divenendo sede del consueto congresso annuale della Esaform (European Scientific Association for Material Forming) ossia la più imponente e importante associazione a livello europeo con la missione di stimolare la ricerca applicata e fondamentale nel campo della formazione dei materiali.

L’appuntamento itinerante annuale Esaform che negli anni scorsi si è tenuto a Dublino, Nantes, Helsinky, Graz fino ad Aveiro

Oggi fino a mercoledì la Esaform sbarca nel cuore del Mediterraneo nella città di Palermo orgogliosa di divenirne sede del 2018. L’obiettivo principale della conferenza è quello di diffondere le informazioni scientifiche e tecnologiche relative alla formazione dei materiali all’interno delle comunità accademiche e industriali.

La struttura dell’ateneo del Politecnico, precisamente nell’aula magna dell’edificio 7, alle 8.30 del mattino nel suo campus universitario diverrà sede per tre giorni di sessioni scientifiche e varie attività dove circa 300 ricercatori di ingegneria industriale presenteranno e valuteranno i loro lavori di innovazione e ricerca accademica.

Un comitato scientifico composto da professori da tutto il mondo specializzati nella ricerca sulle lavorazioni di material forming sarà guidato dal professore Livan Frantini che si occuperà del corretto svolgimento di tutto il programma dell’evento nelle sue varie parti e sezioni. Rilievo verrà dato non solo allo scambio culturale tra ricercatori accademici e industriali ma verranno evidenziati e discussi gli investimenti nel settore dei materiali metallici utilizzati oramai quotidianamente in ogni ambito industriale e nella produzione meccanica automatizzata.

La conferenza annuale della Esaform giunta alla sua ventunesima edizione pone le basi per lo studio scientifico e industriale dei materiali che circondano certe meccaniche oramai comuni nella nostra vita moderna e Palermo accoglie nel suo splendore questo importante appuntamento a livello europeo e nazionale.
Paolino Canzoneri




Palermo, narcotraffico e preziosi: ricostruiti gli interessi dell’uomo d’onore palermitano

PALERMO – Nella mattinata odierna, nell’ambito di un’operazione congiunta, i militari del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria e del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Palermo e del Comando Compagnia Carabinieri di Bagheria hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Palermo, su richiesta della Procura della Repubblica di Palermo – Direzione Distrettuale Antimafia nei confronti di 7 persone, ritenute responsabili, a vario titolo, dei delitti di associazione di tipo mafioso ed estorsione aggravata ex art. 7 D.L. 152/91, convertito in L. 203/91, delitti contro la pubblica amministrazione e reiterate condotte di frode fiscale.

Il fulcro delle indagini è costituito dalle attività illecite riferibili a soggetto di elevato calibro criminale, già raggiunto da numerose sentenze di condanna irrevocabili, per le quali il predetto si trova tuttora detenuto. Per l’esecuzione dei provvedimenti sono stati impegnati circa 100 militari tra Carabinieri e Finanzieri dei Reparti sopra citati, con l’ausilio di unità cinofile per la ricerca di armi ed esplosivi.




Palermo, “voto connection”: compravendita di voti in cambio di promesse di lavoro

PALERMO – Alle prime ore del mattino, i Carabinieri del Provinciale di Palermo hanno eseguito un’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari, emessa dall’Ufficio GIP del Tribunale di Termini Imerese su proposta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di:

˗ Caputo Salvatore detto Salvino, avvocato monrealese, già membro dell’Assemblea Regionale Siciliana durante la XVI Legislatura e commissario straordinario per i comuni della provincia di Palermo del movimento “Noi con Salvini” durante le elezioni amministrative tenutesi la scorsa primavera;
˗ Caputo Mario, avvocato monrealese, candidato non eletto durante le ultime elezioni dell’ARS nelle liste del movimento “Noi con Salvini”;
˗ Vercio Benito, 62enne, “procacciatore di voti” termitano.

Nel corso delle indagini, la Procura della Repubblica avrebbe, inoltre, dimostrato dodici episodi di compravendita di voti in cambio di promesse di posti di lavoro o altre utilità posti in essere da due degli arrestati in correità con ulteriori indagati.




Palermo, festa del papà e Vampe di San Giuseppe: uova e pietre contro i Vigili del fuoco

PALERMO – Come ogni anno anche Palermo festeggia la “festa del papà” e San Giuseppe il cui nome di antiche origine ebraiche vuole dire “Dio aggiunga, aggiunto in famiglia”, e da sempre, si vuole ricordare e valorizzare la figura religiosa del falegname Giuseppe di Gerusalemme esempio di padre che si prese cura e custodia di Maria anche nei momenti difficili quando furono costretti alla fuga in Egitto per scongiurare la follia di Erode.

Palermo, quale capoluogo regionale, è sempre stata sensibile a questa ricorrenza e puntualmente ha organizzato una serie di eventi, messe solenni ed iniziative molto attese dai fedeli. Nella chiesa dei Quattro canti nel centro città è prevista una messa speciale dedicata a San Giuseppe dei Teatini celebrata dall’arcivescovo monsignore Corrado Lorefici che vedrà anche la partecipazione dell’Ufficio Diocesano di Pastorale Sociale e del Lavoro, delle organizzazioni dell’artigianato e del progetto Policoro. Previste analoghe iniziative in varie parrocchie come la chiesa dell’Assunta in via Maqueda, confraternita di Maria SS della Mercede in San Josafat e nella cappella di San Giuseppe dove verranno offerte prelibatezze culinarie, preparate da fedeli per i poveri e i meno abbienti della città.

Da decenni in molti quartieri del capoluogo siciliano prende vita la manifestazione religiosa della “vampa di San Giuseppe” dove i cittadini ergono cataste di legno derivati da rifiuti e mobili in disuso

Questa particolare modalità di osservanza della festa causa ovviamente dei rischi non indifferenti. I roghi accesi altissimi e pericolosi per la vicinanza ai centri abitati portano e diramano nubi nere fuligginose altamente tossiche che penetrano in ogni fessura trasportate dal vento che in questo periodo fa sentire la sua forte presenza. Tutte le squadre del comando provinciale dei Vigili del Fuoco sono all’opera da tutto il giorno per cercare di spegnere le “vampe” accese in molti quartieri come in via Corazza, via Tricomi, via Colonna Rotta, Via Marcellino e nel quartiere Ballarò a Piazza Carmine. In via Mosca alcuni residenti contrariati dalle operazioni dei Vigili del Fuoco, hanno lanciato uova e pietre costringendo le forze dell’ordine a presenziare per consentire lo svolgimento delle operazioni di spegnimento. Sembra che due poliziotti abbiano riportato lievi ferite per fortuna non gravi per le pietre lanciate. I residenti stessi di altre zone, a causa del fumo sprigionato dai roghi, hanno richiesto l’intervento delle squadre dei Vigili del Fuoco che come ogni anno, in questo giorno di osservanza “ottusa” di tradizioni religiose troppo pericolose, sono in costante allarme. Antonino Piritore dell’UGL Polizia di Stato ha commentato rammaricato: “Per l’ennesima volta assistiamo ad atti di violenza nei confronti delle forze dell’ordine, una squadra del reparto mobile di Palermo è stata vittima di una violenta sassaiola. Auspico che il nuovo governo ponga la giusta attenzione per arginare tali atti”.
Paolino Canzoneri




Joe Petrosino: un migrante italiano che si impegnò per sconfiggere la mafia

Il 12 Marzo del 1909, alla fermata del tram a piazza Marina, a Palermo, intorno alle 20:45, quattro colpi di pistola uccidevano il detective italo-americano Joe Petrosino in un fuggi fuggi generale di persone prese dal panico che si dileguarono da ogni parte. La mafia, come non mai, aveva alzato il tiro freddando un servitore dello Stato tutore dell’ordine che indagava sugli sviluppi e modalità dei rapporti della mafia dalla Sicilia agli Stati Uniti e che si era distinto per le sue spiccate intuizioni e capacità investigative tramandate fino ad oggi. Da quel tragico evento di 109 anni fa ad oggi la figura e il sacrificio di Joe Petrosino nato a Padula nel 1860 vengono ricordati proprio nei luoghi che lo videro ospite durante il suo soggiorno investigativo nel capoluogo siciliano.

Anche quest’anno la giornata commemorativa del poliziotto italo-americano è stata organizzata presso l’Hotel de France oggi gestito dall’Ersu come foresteria e casa dello studente

Nelle sale attigue al Salone Joe Petrosino dal nome Spazio della legalità, dove è stato allestito una piccola biblioteca specializzata, sono stati proiettati filmati d’epoca e immagini fotografiche alla presenza di autorità di rilievo come il Sindaco Leoluca Orlando; l’assessore regionale all’Istruzione e Formazione Professionale Roberto Lagalla; l’assessore alla Cultura del Comune di Padula Filomena Chiappardo; il vice prefetto dell’Ufficio Territoriale del Governo di Salerno Vincenzo Amendola ed altre.

La ricorrenza di quest’anno ha goduto di un valore aggiunto grazie alla presentazione dell’associazione “Joe Petrosino Sicilia” e del suo programma per la cultura della legalità curata dalla presidente Anna Maria Corradini che ha spiegato e presentato i valori e le iniziative. A seguire il tavolo del dibattito ha visto testimonianze e interventi del direttore del Gazzettino di Sicilia Angelo Scuderi e del pronipote Nino Melito Petrosino e Vincenzo La Manna presidente dell’Associazione Joe Petrosino di Padula.

Dopo gli ultimi interventi di studenti universitari, i partecipanti all’incontro si sono trasferiti all’esterno dell’Hotel de France per la deposizione della corona commemorativa sulla lapide dedicata a Joe Petrosino sul luogo della sua uccisione in piazza Marina collocata all’interno del Giardino Garibaldi pieno di splendidi alberi secolari di rara bellezza, lapide posta però nel lato opposto al reale luogo dove Petrosino venne ucciso quella tragica sera di 109 anni fa. Un errore forse volutamente “doloso” che ne condizionò le indagini.

In un giorno cosi importante della commemorazione di Joe Petrosino il sindaco Leoluca Orlando ha commentato: “Da migrante si impegnò per sconfiggere la mafia”, Palermo ricorda Joe Petrosino e come ogni anno la città di Palermo ricorda Joe Petrosino facendo memoria di quanto sia stato difficile nella storia di questa città liberarsi dalla presenza mafiosa dentro le istituzioni e di quanto sia stato significativo il comportamento di Joe. Migrante appartenente a una famiglia di migranti e divenuto cittadino americano e poliziotto, egli si impegnò per liberare la sua terra di origine e il suo paese di adozione dall’ipoteca mafiosa. Un’operazione che è anche di straordinaria rivalutazione dei tanti migranti costretti a fuggire per sottrarsi allo strapotere e alle violenze della mafia e condannati poi ad essere considerati mafiosi per quelli che continuarono all’estero l’attività criminale”.

Paolino Canzoneri




Palermo, pescheria in piazza Caracciolo con l’energia a scrocco: denunciato il proprietario

PALERMO – Sono stati i Carabinieri della Stazione di Palermo – Piazza Marina ad arrestare L.V.a. palermitano classe 1981 con l’accusa di furto aggravato di energia elettrica. I militari dell’Arma, supportati da una squadra di tecnici verificatori della società di fornitura elettrica, sono entrati nella pescheria dell’uomo, in Piazza Caracciolo, ed hanno constatato che sul contatore era stato apposto un grosso magnete.

L’impianto oltre a servire la pescheria, alimentava due grosse celle frigorifero registrando tra il 10 % ed il 20 % del reale consumo elettrico, con un sensibile  risparmio economico. Il 36enne su disposizione dell’Autorità Giudiziaria è stato giudicato con il rito direttissimo presso il tribunale di Palermo, in quella sede, a seguito della convalida dell’arresto, è stato liberato.




Palermo, violenza in famiglia: uomo denunciato e familiari trasferiti in struttura protetta

PALERMO – Su disposizione dell’Autorità giudiziaria, il nucleo investigativo della Polizia Municipale, unitamente all’aliquota di Polizia giudiziaria del corpo presso il Tribunale dei minori, ha trasferito in una struttura protetta una famiglia composta da tre persone: una giovane madre con due figli minorenni.

Il provvedimento è stato emesso a seguito della formale denuncia presentata al comando di via Dogali dalla donna che ha raccontato agli investigatori il clima di violenze subito da anni da parte del marito. Umiliazioni e violenze nascoste all’interno delle mura domestiche, ma che quando queste si sono riversate anche sui bambini, hanno spinto la donna a rompere gli indugi e rivolgersi alle Forze dell’ordine.

Il Comandante Gabriele Marchese ha coordinato l’attività di Polizia giudiziaria, informando la Procura del tribunale dei minori che ha disposto l’immediata tutela del nucleo familiare presso una struttura idonea ad assicurare assistenza materiale e psicologica.

Il marito è stato denunciato per violenze e maltrattamenti

“Dobbiamo sostenere ed incoraggiare in ogni forma – ha detto il Sindaco esprimendo il proprio apprezzamento per l’opera svolta dalla Polizia municipale – la denuncia delle violenze da parte delle donne. La violenza domestica è spesso quella meno visibile e quindi più difficilmente perseguibile. Garantire alle vittime assistenza e supporto è il modo migliore per far sì che le donne trovino il coraggio di superare la paura e rompere il silenzio.”




Palermo, scoperto supermercato di merce rubata allo Zen 2

PALERMO – tre ciclomotori, tre cellulari, sei biciclette – di cui tre elettriche, un drone e molto altro. E’ quanto ritrovato dai Carabinieri della Stazione di San Filippo Neri durante un controllo effettuato in un’abitazione all’interno del quartiere Zen 2. Un vero e proprio “supermarket” di merce rubata, proveniente verosimilmente da diversi furti ed il cui valore stimato è di circa 50.000 euro.

La “mercanzia” era esposta all’interno delle varie stanze di cui si compone l’abitazione, così come i vari negozi di un centro commerciale mettono in vendita i loro prodotti

La lista degli oggetti è veramente lunga ed a quelli già elencati se ne devono aggiungere altri: amplificatori audio, mac-book, lettori dvd e quant’altro possa servire per una postazione da Deejay, mulinelli ed altra attrezzatura necessaria per la pesca, per poi terminare con ben 214 capi d’abbigliamento di una nota casa motociclistica nonché 116 completini da calcio di una squadra giovanile.
Conduttori dell’abitazione in menzione, due fratelli O. m. a. nato a Palermo, classe 1998 e O. v. nato a Palermo, classe 1993 che sono stati deferiti in stato di libertà per il reato di ricettazione all’Autorità Giudiziaria.




Palermo: incendio in una villetta nel comune di Casteldaccia

PALERMO – Intorno alle 21.00 del 28 febbraio, i Vigili del fuoco del Comando, sono intervenuti nel comune di Casteldaccia, per l’incendio che si é sviluppato all’interno di una Villetta. Gli operatori sono giunti sul posto con due squadre e l’ausilio di un’APS (Auto Pompa Serbatoio) e di un’ABP (Autobotte Serbatoio) e grazie alla loro prontezza sono riusciti spegnere l’incendio ed evitare che le fiamme si propagasse sull’intera struttura. Gli occupanti della villetta sono rimasti incolumi.




Palermo, aggressione a segretario FN: il GIP derubrica il reato. Gli aggressori non finiscono in carcere

PALERMO – Il gip Roberto Riggio ha convalidato il fermo di Giovanni Codraro e Carlo Mancuso arrestati per l’aggressione di Massimo Ursino, segretario palermitano di Forza Nuova pestato martedì in centro a Palermo. La Procura aveva contestato loro il tentato omicidio, ma il giudice ha derubricato il reato in lesioni gravissime e ha disposto il divieto di dimora a Palermo e in provincia e l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e non la custodia cautelare in carcere come chiesto dall’accusa. I due sono dunque liberi.