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Viterbo

Tarquinia, visita di Antonio Tajani al memoriale della Shoah

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TARQUINIA (VT) – Visita del presidente del Parlamento europeo – Antonio Tajani – al Memoriale della Shoah all’interno della Cittadella di Semi di Pace, sede centrale dell’associazione a Tarquinia.

Ad accogliere il presidente il professor Luca Bondi, presidente di Semi di Pace, e il dottor Simone Scataglini, responsabile della progettazione sociale e direttore del Memoriale

Tra gli ospiti erano presenti anche il senatore Francesco Battistoni, il sindaco di Montalto di Castro Sergio Caci, il candidato sindaco di Tarquinia Gianni Moscherini e Manuel Catini.

L’incontro è stato aperto da Luca Bondi che, dopo i saluti di benvenuto, ha illustrato al presidente Tajani la storia dell’area della Cittadella che, un tempo discarica a cielo aperto e successivamente oggetto di numerosi interventi di riqualificazione, rappresenta oggi un polo di inclusione sociale per le fasce più deboli della popolazione, un laboratorio permanente di cittadinanza attiva, di dialogo interculturale e interreligioso.

Bondi ha inoltre presentato le numerose iniziative di Semi di Pace in ambito territoriale e internazionale e ha sottolineato come la visita di Tajani sia un segno importante e tangibile dell’attenzione delle istituzioni al mondo del volontariato e al tema della memoria.

Un ruolo fondamentale, quello del privato sociale, riconosciuto dallo stesso Tajani, secondo il quale le organizzazioni come Semi di Pace “sono indispensabili alla nostra società, perché le istituzioni non possono fare tutto”. L’Onorevole ha espresso parole di apprezzamento soprattutto per il progetto Rondini, in particolare per la lotta alle dipendenze (“Voi recuperate la dignità della persona”), e per la riqualificazione della Cittadella poiché “è necessario proteggere l’ambiente tutti i giorni”.
Il dott. Scataglini ha poi introdotto il progetto storico-artistico del Memoriale della Shoah, cui è seguita la visita alla mostra permanente “La Shoah in Italia.

Persecuzione e deportazioni (1938-1945)”, conclusasi con l’ingresso nel vagone merci degli anni Trenta, all’interno del quale il presidente Tajani ha acceso un cero in memoria delle vittime. Un momento, questo, reso ancora più toccante dalle parole dell’onorevole: “Grazie all’Europa non è successo più quello che è successo tanti anni fa”, ha affermato Tajani, “è importante lavorare con i giovani e per i giovani, combattere gli episodi di antisemitismo, i rigurgiti di odio e tutte le nuove forme di intolleranza per difendere la pace”.

Il Presidente del Parlamento europeo ha infine elogiato il ruolo meritorio di Semi di Pace per l’impegno nel campo interreligioso: “Non si vince il terrorismo se non ci si capisce. È necessario dialogare senza rinunciare alla propria identità”.

Cronaca

Tarquinia, inceneritore: la Regione dice no. Esultano comitati e cittadini

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La Regione Lazio ferma l’inceneritore a Tarquinia, la valutazione di impatto ambientale del progetto di A2A Ambiente spa è negativa, Tarquinia esulta

Il Rappresentante Unico Regionale, nominato il 12/04/2021, per le conferenze di servizi decisorie per la procedura di valutazione di Impatto, visto il prefigurarsi dell’esito negativo del procedimento, ha predisposto che lo stesso venga comunicato alla società proponente. Così si legge nella comunicazione della Regione:

Con riferimento al procedimento relativo al progetto denominato “Impianto di recupero energetico di Tarquinia in località Pian D’Organo – Pian dei Cipressi, Proponente società A2A Ambiente SpA”, il RUP ha comunicato l’esito negativo della valutazione di impatto ambientale, per cui si rende necessario procedere ai sensi dell’art. 10bis della legge 241 /1990 “Comunicazione dei motivi ostativi all’accoglimento dell’istanza”. Si è osservato altresì che quanto stabilito nella DGR 132/2018 il provvedimento di VIA ed il conseguente Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale consiste in una determinazione motivata che viene adottata dal direttore facente capo all’ Area Valutazione Impatto Ambientale, in quanto Autorità Competente in materia di VIA ai sensi dell’art. 27bis del DLGS 152/2006.

Dal luglio 2019 al progetto si era opposta l’intera comunità, le associazioni, i comitati, e la città di Tarquinia, tutta. Durante il procedimento sono state depositate numerosissime osservazioni, poi le controdeduzioni a quanto sostenuto dalla società proponente.Ancora una volta a vincere è la perseveranza, il lavoro coordinato di cittadini, associazioni e comitati. Se aggredita la città risponde, un monito per chi ancora volesse insistere a presentare progetti dannosi per l’ambiente e la salute in un territorio già provato. Noi siamo stanchi delle aggressioni, ma non ci stancheremo mai di opporci ad esse.

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Castelli Romani

Centro sud, pericolo caduta frammenti razzo spaziale cinese. Il consiglio della Protezione Civile: state al chiuso e ai piani bassi

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Ci sono “porzioni” di 9 regioni del centro-sud che potrebbero essere interessate dalla caduta di frammenti del razzo spaziale cinese ‘Lunga marcia 5B’: Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna. La previsione di rientro sulla terra è fissata per le ore 2:24 del 9 maggio, con una finestra temporale di incertezza di ± 6 ore.

Le indicazioni arrivano dal Comitato Operativo della Protezione Civile convocato dal capo Dipartimento, Fabrizio Curcio. Il consiglio è di stare al chiuso e non in luoghi aperti dal momento che “è poco probabile che i frammenti causino il crollo di edifici”. Il rientro in atmosfera previsto per la notte tra sabato e domenica.

Le previsioni di rientro, rileva la Protezione civile, saranno soggette a continui aggiornamenti perché legate al comportamento dello stesso razzo e agli effetti che la densità atmosferica imprime agli oggetti in caduta, nonché a quelli legati all’attività solare.

Nell’intervallo temporale considerato sono tre le traiettorie che potrebbero coinvolgere l’Italia

Il tavolo tecnico – composto da Asi, (Agenzia Spaziale Italiana), da un membro dell’ufficio del Consigliere militare della Presidenza del Consiglio, rappresentati del ministero dell’Interno – Dipartimento dei Vigili del Fuoco, della Difesa – Coi, dell’Aeronautica Militare – Isoc e degli Esteri, Enac, Enav, Ispra e la Commissione Speciale di Protezione civile della Conferenza delle Regioni – continuerà, insieme ai rappresentanti delle Regioni potenzialmente coinvolte, a seguire tutte le operazioni del rientro, fornendo analisi e aggiornamenti sull’evoluzione delle operazioni.

“Sulla scorta delle informazioni attualmente rese disponibili dalla comunità scientifica – sottolinea la Protezione civile – è possibile fornire alcune indicazioni utili alla popolazione affinché adotti responsabilmente comportamenti di auto protezione: è poco probabile che i frammenti causino il crollo di edifici, che pertanto sono da considerarsi più sicuri rispetto ai luoghi aperti”. Si consiglia, comunque, indica il Dipartimento, “di stare lontani dalle finestre e porte vetrate; i frammenti impattando sui tetti degli edifici potrebbero causare danni, perforando i tetti stessi e i solai sottostanti, così determinando anche pericolo per le persone: pertanto, non disponendo di informazioni precise sulla vulnerabilità delle singole strutture, si può affermare che sono più sicuri i piani più bassi degli edifici.

All’interno degli edifici i posti strutturalmente più sicuri dove posizionarsi nel corso dell’eventuale impatto sono, per gli edifici in muratura, sotto le volte dei piani inferiori e nei vani delle porte inserite nei muri portanti (quelli più spessi), per gli edifici in cemento armato, in vicinanza delle colonne e, comunque, in vicinanza delle pareti; è poco probabile che i frammenti più piccoli siano visibili da terra prima dell’impatto; alcuni frammenti di grandi dimensioni potrebbero resistere all’impatto. Si consiglia, in linea generale, che chiunque avvistasse un frammento, di non toccarlo, mantenendosi a una distanza di almeno 20 metri, e dovrà segnalarlo immediatamente alle autorità competenti”.

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Cronaca

Viterbo, entra clandestinamente nel centro di prima accoglienza per richiedenti asilo: invitato a uscire prende a bastonate in testa il mediatore culturale

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VITERBO – Si introduce di nascosto e senza titolo all’interno del centro di prima accoglienza per richiedenti asilo di Grotte di Castro dove viene scoperto dal personale addetto.

L’uomo, un 30 enne originario del Gambia, invitato a lasciare la struttura da un mediatore culturale per tutta risposta ha afferrato un bastone di legno e ha iniziato a colpire ripetutamente alla testa l’addetto che è stato trasportato in ambulanza all’ospedale Belcolle di Viterbo dove gli è stato riscontrato un trauma cranico.

Il 30 enne è stato arrestato dai Carabinieri intervenuti sul posto con l’accusa di lesioni aggravate e violazione di domicilio e portato presso le camere di sicurezza della Compagnia di Montefiascone  in attesa dell’udienza di convalida.

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