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TURCHIA: MACABRO SCHERZO AD UN RESORT, IL PERSONALE SIMULA ATTACCO JIHADISTA IN PISCINA

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Momenti drammatici e di terrore per gli ospiti di uno strepitoso hotel, vittime di una rievocazione dell’attentato avvenuto al resort Sousse in Tunisia il 26 giugno 2015

di Cinzia Marchegiani

Turchia – I ricordi sono ancora fermi all’attacco terroristico del 26 giugno scorso in Tunisia, nel venerdì di Ramadan, quando degli uomini armati hanno fatto una strage nei due resort di lusso a Sousse nel golfo di Hammamet, uccidendo circa 40 turisti e seminando terrore su queste spiagge delle vacanze. La cornice è simile, un oasi incantevole viene presto sconvolta da un attacco di uormini armati entrati in un resort da favola in Turchia. ma è solo finzione.
Il resort è l'Hotel Grand Yazici Mares e il personale della struttura ricettiva ha pensato bene di fare uno scherzo per intrattenere i propri ospiti in grande stile che erano in piscina. Così mentre tutti erano a fare tuffi e prendere il sole, all’improvviso è stato scatenato il terrore quando degli uomini vestiti da mediorientali, con armi ben in vista, hanno fatto la grande entrata con fucili e contenitori con scritto sopra FUEL (carburante), scatenando letteralmente il panico. I turisti in preda al delirio gridavano e correvano per tutta la struttura, ad alcuni di loro è stato fatto il gesto di gettare addosso il carburante e facendo intendere di voler appiccare il fuoco con un accendino. Solo quando si sono recati al gestore gli ospiti hanno scoperto che era il risultato di un macabro scherzo, messo in scena dal personale del resort a 5 stelle.

Un disgustoso e orribile scherzo. Gli ospiti però non hanno gradito lo spettaco Holliwoodiano preparato per allietare la loro vacanza. Evidentemente il detto “Paese che vai usanza che trovi” va preso espressamente alla lettera. Di sicuro gli ospiti hanno pensato in quell’attimo esatto, che anche per loro era arrivata la fine.

Esteri

Hong Kong, blitz della polizia all’Apple Daily: arrestati 5 dirigenti della testata giornalistica

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Il Dipartimento di sicurezza della polizia di Hong Kong ha fatto irruzione questa mattina negli uffici dell’Apple Daily, il tabloid pro-democrazia del tycoon Jimmy Lai, arrestando cinque dirigenti in base alla legge sulla sicurezza nazionale, incluso il suo direttore Ryan Law.
Il blitz è l’ultimo attacco contro la popolare testata che ha sostenuto il movimento a favore della democrazia del centro finanziario.

La polizia ha detto che cinque dirigenti sono stati arrestati “per collusione con un paese straniero o con elementi esterni per mettere in pericolo la sicurezza nazionale”.

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Esteri

Caso Marò, è finita: chiusi tutti i procedimenti a carico di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre

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La Corte Suprema indiana ha ordinato la chiusura di tutti i procedimenti giudiziari nel Paese a carico di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, i due Marò coinvolti nella morte di due pescatori indiani nel 2012. Lo riporta il giornale indiano in lingua inglese The Hindu.

La Corte Suprema indiana aveva rinviato la chiusura del caso lo scorso 19 aprile perche’ l’indennizzo di cento milioni di rupie (circa 1,1 milioni di euro) che l’Italia doveva versare alle famiglie delle vittime non era stato ancora depositato.

Nel corso dell’udienza del 19 aprile, che era stata presieduta dallo stesso presidente della Corte – Sharad Arvind Bobde – il procuratore generale dello Stato, Tushar Mehta, aveva dichiarato che “l’Italia ha avviato il trasferimento di denaro”, aggiungendo però che la somma non era ancora disponibile. Il nove aprile scorso la Corte aveva deciso che il caso sarebbe stato chiuso solo dopo il deposito del risarcimento pattuito. I due militari erano accusati di aver ucciso nel 2012 due pescatori indiani, al largo delle coste del Kerala: i fucilieri, che erano impegnati in una missione antipirateria a bordo della nave commerciale italiana Enrica Lexie, videro avvicinarsi il peschereccio Saint Antony e, temendo un attacco di pirati, spararono alcuni colpi di avvertimento in acqua. A bordo della piccola imbarcazione, però , morirono i due pescatori Ajeesh Pink e Valentine Jelastine, e rimase ferito l’armatore del peschereccio, Freddy Bosco. Dopo un lungo contenzioso, nel luglio del 2020 il tribunale internazionale dell’Aja, che aveva riconosciuto “l’immunità funzionale” ai fucilieri, aveva stabilito che la giurisdizione sul caso spettava all’Italia e aveva disposto il risarcimento alle famiglie delle vittime.

“Chiusi tutti i procedimenti giudiziari in India nei confronti dei nostri due marò, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre. Grazie a chi ha lavorato con costanza al caso, grazie al nostro infaticabile corpo diplomatico. Si mette definitivamente un punto a questa lunga vicenda”. Lo scrive su twitter il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio.

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Ambiente

Cina, paura per la centrale nucleare ma per le autorità tutto nella norma

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Uno dei reattori EPR della centrale nucleare di Taishan, nel sud della Cina, ha fatto registrare “un aumento della concentrazione di alcuni gas nobili nel circuito primario”, ha fatto sapere il gruppo francese EDF.

EDF, uno dei gruppi che ha partecipato alla costruzione dell’impianto, “è stata informata dell’aumento della concentrazione di alcuni gas nobili nel circuito primario del reattore n.1 della centrale nucleare di Taishan, gestita dal TNPJVC, joint-venture di CGN (70%) e EDF (30%)”, si legge in un comunicato. Il circuito primario è un circuito sigillato che contiene acqua sotto pressione, che si scalda nella vasca del reattore a contatto di elementi combustibili.

Fra i gas cosiddetti “nobili” o rari, ci sono l’argon, l’elio, il krypton, l’argon o il neon

“La presenza di alcuni gas nobili nel circuito primario – precisa EDF – è un fenomeno noto, studiato e previsto dalle procedure di gestione dei reattori”. La tv americana CNN, sulla base di una lettera inviata da Framatome al Dipartimento per l’Energia americano, ha parlato di una possibile “fuga” nella centrale, dove ci sono due reattori EPR con tecnologia francese. Secondo la CNN, le autorità per la sicurezza cinesi avrebbero rilevato limiti “accettabili” di radiazioni all’esterno del sito per evitare di sospendere l’attività della centrale. 

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